30 Gen, 2026 | In evidenza
Per il mese di febbraio l’Alveare Csv Formazione propone ogni settimana un nuovo corso, gratuito e on line, per i volontari e le volontarie di tutta Italia.
Tra gli argomenti principali di questo mese nel catalogo, che raccoglie le iniziative formative proposte dai Csv e disponibili su Gluo, c’è anche il tema delle novità fiscali per gli enti del terzo settore, a cui si aggiungono gli appuntamenti dedicati agli strumenti digitali più utili al volontariato
Ecco il calendario dei prossimi incontri:
- 28 gennaio – 4 febbraio – L’uso della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per lo sviluppo di contesti accessibili. Due incontri online dedicati all’approfondimento teorico sull’accessibilità comunicativa, alla lettura in simboli come strumento di inclusione e al ruolo delle biblioteche come attori sociali, individuando come destinatari chi è interessato all’inclusione sociale nei contesti di vita.
- 5 febbraio – Il rendiconto per cassa degli Ets. Un webinar del Csv Genova per supportate nella redazione del rendiconto per cassa gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate annuali, comunque denominate non superiori a € 300.000, da redigere obbligatoriamente sulla modulistica di rendiconto di cassa di cui al decreto ministeriale 5 marzo 2020.
- 11 febbraio – Strumenti digitali gratuiti (o quasi) per gli enti non profit. Durante il corso del Csv Genova verranno illustrate innanzitutto le piattaforme che consentono di acquisire lo status di ente non profit per accedere alle agevolazioni dedicate. Verranno poi presentati i principali strumenti digitali gratuiti a disposizione degli enti non profit.
- 17 febbraio – Runts, identità e attività. Gestire un Ets oggi. In questo incontro il Csv della Toscana affronta i temi relativi alla gestione degli adempimenti previsti dal Runts, le forme e le qualifiche giuridiche degli enti e le attività ordinarie e straordinarie di un Ets.
- 19 febbraio – La nuova fiscalità degli Ets: cosa cambia e come adeguarsi. Csv Trentino organizza un primo ciclo di seminari formativi sulla nuova fiscalità, per illustrare le principali novità già operative, permettere agli enti di orientarsi al meglio nel nuovo scenario fiscale e comprendere le conseguenze di tali cambiamenti sulle attività della propria organizzazione.
- 23 febbraio – 2 marzo – Comunicare meglio (e gratis) con l’intelligenza artificiale. Il webinar del Csv Genova intende fornire ai partecipanti competenze pratiche per integrare strumenti di intelligenza artificiale gratuiti nella comunicazione del proprio ente. Attraverso un metodo già sperimentato in piccole e medie realtà no profit italiane, i volontari apprenderanno come aggiornare i testi e i contenuti grafici e come differenziare i contenuti per canali.
- 24 febbraio – Risorse umane, organi e controllo. In questo incontro il Csv della Toscana offre un quadro dei principali strumenti necessari per gestire un ente del terzo settore alla luce della Riforma. In particolare si affronteranno i temi relativi alla gestione delle risorse umane, al funzionamento dell’Assemblea e del Consiglio direttivo e alla questione dei controlli.
Oltre alle opportunità formative, in Gluo è possibile condividere anche consigli, spazi e attrezzature in donazione.
29 Gen, 2026 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo alla nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulle articolazioni territoriali delle associazioni di promozione sociale che devono comunque rispettare le indicazioni sulla base associativa
Anche le articolazioni territoriali degli enti di promozione sportiva (Eps) riconosciuti dal Coni che intendano qualificarsi come associazioni di promozione sociale (Aps) sono sottoposti a tutte le indicazioni previste dal codice del Terzo settore. Secondo la nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 593 del 16 gennaio 2026 “Articolo 35 del D. Lgs. n. 117/2017 – Richiesta indicazioni e chiarimenti. Riscontro” non esistono ulteriori deroghe per questa tipologia di organizzazioni.
Il dubbio nasce perché gli Eps hanno una struttura particolare, composta prevalentemente da associazioni (non da persone fisiche), e godono di alcune deroghe rispetto alla disciplina generale delle Aps.
Nello specifico, la nota riporta la disciplina prevista dall’articolo 35 del codice del Terzo settore:
- Requisito numerico minimo (comma 1): ogni Aps deve avere almeno sette persone fisiche o tre Aps come soci. Questo limite è inderogabile: se il numero scende sotto la soglia, va reintegrato entro un anno, pena la perdita della qualifica di Aps (salvo iscrizione in un’altra sezione del registro unico nazionale del Terzo settore);
- Composizione della base associativa (comma 3): normalmente, gli enti soci non-Aps (altri enti del Terzo settore o senza scopo di lucro) non possono superare il 50% delle Aps associate;
Esiste nel codice (comma 4), però, già una deroga per gli Eps nazionali che associano almeno 500 Aps i quali non sono soggetti al limite del 50%. Questa deroga si estende anche alle loro articolazioni territoriali (circolare n. 2/2021). Questa eccezione è giustificata dal fatto che gli Eps sono già rigidamente regolati dall’ordinamento sportivo del Coni, che impone requisiti molto elevati (diffusione territoriale, numero di associazioni sportive affiliate, numero di iscritti, principi democratici ecc.).
Il limite invalicabile
Nonostante la deroga sul mix di soci (non-Aps), i comitati locali devono comunque rispettare il requisito minimo di base: devono avere almeno tre Aps associate per poter essere iscritti al registro unico nazionale come Aps.
In sintesi, pur godendo di agevolazioni grazie al legame con l’ente nazionale, i comitati territoriali non possono ignorare la soglia minima di tre Aps socie. La deroga riguarda la proporzione tra soci, non il numero minimo di base previsto dal comma 1 dell’art. 35.
27 Gen, 2026 | In evidenza
Condividiamo l’articolo di Massimo Novarino per Cantiere Terzo Settore relativo alle sanzioni per i messaggi pubblicitari applicati su auto, van o pulmino concessi in comodati d’uso agli Enti di Terzo Settore per trasportare persone con disabilità o in fragilità
Ci sono specifici vincoli sull’attività di “sponsorizzazione” su un veicolo (auto, van o pulmino, talvolta attrezzato), realizzata tramite messaggi pubblicitari di aziende terze applicati sulla carrozzeria, che viene concesso in comodato gratuito da una società a un ente del Terzo settore (ad esempio, che si occupa di trasporto a favore di persone con disabilità o in fragilità). Gli stessi vincoli sono previsti anche se è lo stesso Ets ad apporre sui propri mezzi diversi messaggi pubblicitari, tramite sponsorizzazioni a fini di autofinanziamento, che siano diversi dal proprio marchio e ragione sociale.
Il punto è che la pubblicità sui veicoli non è una materia “libera”: è regolata dal Codice della strada e dal Regolamento di esecuzione, e alcune configurazioni (soprattutto quando la pubblicità è “per conto terzi” e collegata a un corrispettivo, anche indiretto) possono esporre l’ente a contestazioni e stop operativi.
Il quadro ruota attorno a due norme-cardine:
- Codice della strada (art. 23 del dlgs 285/1992) : stabilisce i principi e i divieti generali sulla pubblicità, per ragioni di sicurezza della circolazione, e prevede sanzioni e l’obbligo di rimozione in caso di violazioni.
- Regolamento di esecuzione (art. 57 del dpr 495/1992): disciplina la pubblicità “sui veicoli” e, soprattutto, chiarisce che l’apposizione di pubblicità non luminosa è consentita “unicamente se non effettuata per conto terzi a titolo oneroso”; sulle autovetture ad uso privato è ammessa solo l’indicazione del marchio/ragione sociale del soggetto cui appartiene il veicolo (in sostanza: “pubblicità propria”, non di terzi).
Il chiarimento ministeriale del 2020
Nel 2020 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha diffuso una circolare (3 febbraio 2020, prot. 300/A/884/20/105/41) che – come richiamato in atti parlamentari – ha precisato che i divieti sulla pubblicità per conto terzi a titolo oneroso si applicano anche ai veicoli acquisiti in comodato gratuito da associazioni di volontariato per il trasporto di persone con disabilità.
Al di là del dibattito sul modello, per gli enti questo significa una cosa semplice: se il mezzo è qualificabile come “ad uso privato” e porta pubblicità di terzi legata a un corrispettivo, il rischio di non conformità aumenta sensibilmente.
Quali rischi concreti per Ets e servizi
I profili di rischio sono soprattutto tre:
- Sanzioni amministrative e obbligo di ripristino/rimozione della pubblicità non conforme (con costi e tempi spesso non previsti).
- Rallentamenti o interruzioni del servizio (anche “di fatto”), se il veicolo deve essere adeguato o se intervengono contestazioni durante l’operatività.
- Rischio contrattuale: molti comodati e accordi collegati alla raccolta pubblicitaria contengono clausole che scaricano sull’ente utilizzatore responsabilità e oneri.
Soluzioni alternative: più trasparenza, più continuità dei servizi
Se l’obiettivo è sostenere il trasporto sociale, spesso sono più lineari strumenti come erogazioni liberali finalizzate, campagne di raccolta fondi dedicate, cofinanziamenti territoriali e accordi trasparenti non basati sulla “vendita” di spazi pubblicitari sul veicolo.
22 Gen, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
Con i bambini, ente attuatore del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, seleziona nuovi profili da inserire nel team dell’area Attività istituzionali, con un coinvolgimento prevalente nell’ufficio Monitoraggio.
Di cosa si occupa l’area Attività istituzionali
All’interno di Con i bambini, l’area Attività istituzionali segue l’intero ciclo di lavorazione delle iniziative messe in campo nell’ambito del Fondo: dalla progettazione al monitoraggio, fino alla valutazione degli impatti.
L’area è articolata in quattro uffici:
- Iniziative e bandi
- Iniziative in cofinanziamento
- Monitoraggio
- Valutazioni di impatto
Le persone selezionate lavoreranno principalmente nell’ufficio Monitoraggio. In base al percorso di inserimento e allo sviluppo delle competenze, potranno in futuro collaborare anche con gli altri uffici dell’area.
Di cosa si occupa l’ufficio Monitoraggio
L’ufficio Monitoraggio svolge un ruolo centrale nel seguire e accompagnare le iniziative finanziate. In particolare si occupa di:
- monitoraggio finanziario, con le verifiche tecniche di ammissibilità delle rendicontazioni finanziarie presentate dagli enti finanziati;
- gestione delle liquidazioni dei contributi;
- monitoraggio tecnico, sia in itinere sia ex post, che comprende:
- predisposizione e verifica della documentazione e delle assegnazioni,
- assistenza telefonica,
- visite di monitoraggio,
- valutazioni tecniche,
- redazione delle relazioni di monitoraggio.
Si cercano persone con esperienza e competenze specifiche nel monitoraggio di progetti sociali, che contribuiscano:
- al presidio delle attività di monitoraggio tecnico e finanziario;
- all’accompagnamento delle iniziative finanziate;
- alla verifica delle rendicontazioni di spesa;
- all’assistenza tecnica ai partenariati di progetto.
Il ruolo sarà definito in base al profilo, alle esperienze e alle competenze della candidata o del candidato.
Requisiti richiesti
- titolo di studio e formazione specialistica nelle aree delle scienze sociali ed economiche;
- almeno tre anni di esperienza nel monitoraggio tecnico e finanziario, compresa la verifica della rendicontazione contabile nell’ambito di programmi di finanziamento;
- competenze ed esperienza nella progettazione sociale e nella valutazione di iniziative sociali;
- conoscenza approfondita del terzo settore e dell’economia sociale;
- disponibilità a spostamenti frequenti sul territorio nazionale per sopralluoghi periodici.
Completano il profilo i seguenti requisiti:
- conoscenza approfondita di specifici ambiti di intervento legati alla povertà educativa;
- conoscenza delle principali metodologie di valutazione di impatto;
- ottima conoscenza della lingua inglese.
Il processo di selezione potrà prevedere più colloqui conoscitivi ed eventuali test scritti.
Cosa offrono
- Inquadramento, retribuzione e tipologia contrattuale commisurati all’esperienza e alle competenze;
- applicazione del CCNL del commercio e dei servizi;
- sede di lavoro a Roma, con possibilità di smart working secondo modalità e tempistiche concordate con la direzione;
- attività formative periodiche, in presenza e/o da remoto;
- attività di formazione, in presenza o da remoto, e momenti di team building, in presenza a Roma o in contesti outdoor.
Per candidarsi è necessario inviare entro e non oltre il 27 febbraio 2026:
- il proprio CV (max 3 pagine);
- una lettera motivazionale (max 1 pagina)
tramite il form disponibile a questo link.
È possibile allegare anche, nell’apposito campo del form, una lettera di accompagnamento del proprio CV (max 1 pagina) per presentare in modo più approfondito il proprio profilo e le esperienze più rilevanti.
Chiusura della call ed esiti
Saranno contattate solo le candidate e i candidati con un profilo in linea con i requisiti richiesti.
Con i bambini si riserva la possibilità di chiudere anticipatamente la call qualora vengano individuati i profili ricercati prima della scadenza.
Per informazioni: affarigenerali@conibambini.org
20 Gen, 2026 | In evidenza
Prende avvio il percorso che porterà la Biennale della Prossimità a Torino dall’1 al 3 ottobre 2026. L’evento nazionale dedicato a comunità, partecipazione e innovazione sociale lancia la Comunità di Pratiche, una nuova rete nazionale che mette in relazione organizzazioni, enti del terzo settore e realtà sociali impegnate nella cura dei legami e nella costruzione di prossimità nei territori.
La Comunità di Pratiche nasce come spazio stabile di confronto e lavoro collettivo e accompagnerà il cammino verso l’edizione torinese della Biennale attraverso un ciclo di incontri online dedicato a educazione, partecipazione, fragilità, sostenibilità e relazioni nei contesti sociali complessi. Un percorso pensato per condividere esperienze, costruire linguaggi comuni e dare forma ai Manifesti della Prossimità che confluiranno nella Biennale 2026.
Il percorso è aperto sia alle organizzazioni che hanno partecipato alle precedenti edizioni della Biennale, sia a nuove realtà del terzo settore, del volontariato, dell’economia sociale e della cittadinanza attiva che desiderano entrare nella rete. Aderire alla Comunità di Pratiche significa partecipare alla Biennale della Prossimità come rete nazionale di soggetti attivi, condividendone valori, percorso e responsabilità nel cammino verso Torino 2026, partecipando al lavoro collettivo e contribuendo alla costruzione dei contenuti comuni.
Nel corso del 2026 sono previsti cinque incontri online, con momenti di lavoro in gruppo e restituzione condivisa, nelle seguenti date:
27 gennaio – Educare alla prossimità in una società frammentata
24 febbraio – Partecipazione e fragilità: la prossimità include?
24 marzo – Oltre le polarizzazioni: come coltivare relazioni accoglienti nei contesti collettivi
21 aprile – Prossimità: quali sostenibilità e riconoscimento per la cura delle relazioni
19 maggio – Sintesi e Manifesti per la Biennale di Torino 2026
Con l’adesione, le organizzazioni sottoscrivono la Carta e i valori della prossimità, partecipano al lavoro collettivo secondo le proprie possibilità e sostengono il percorso (per l’annualità 2026) con una liberalità annuale commisurata alla capacità economica:
almeno 100 euro per le realtà con valore della produzione inferiore a 1 milione di euro;
almeno 300 euro per quelle più strutturate.
Attiva da oltre dieci anni, la Biennale della Prossimità è un punto di riferimento nazionale per chi opera nel campo del welfare di comunità, della partecipazione e dell’innovazione sociale. L’edizione 2026 a Torino vuole rafforzare il dialogo tra pratiche locali e riflessione nazionale, valorizzando il ruolo del terzo settore come attore chiave nella costruzione di legami, diritti e comunità inclusive.
Secondo Massimo Ruggeri, presidente della Biennale della Prossimità, «Torino rappresenta da sempre un laboratorio sociale capace di tenere insieme innovazione, diritti e partecipazione. Portare qui la Biennale della Prossimità significa riconoscere una storia cittadina fatta di mutualismo, welfare di comunità e sperimentazione sociale, e allo stesso tempo rilanciare una riflessione nazionale su come ricostruire legami e prossimità nei territori».
Tutte le informazioni sulla Comunità di Pratiche e sulle modalità di adesione sono disponibili sul sito della Biennale della Prossimità.
Per ulteriori informazioni:
biennaleprossimita@gmail.com
www.biennaleprossimita.it
20 Gen, 2026 | In evidenza
Generali Italia e Fondazione Cattolica stanno lavorando al nuovo Rapporto Terzo settore. L’indagine torna ora ad esaminare l’evoluzione del non profit in Italia a seguito della riforma e ad analizzare i fattori che contribuiscono a determinarne la sostenibilità.
Per raccogliere evidenze aggiornate sul mondo del volontariato in Italia e comprenderne caratteristiche, motivazioni e bisogni, gli enti promotori hanno inoltre avviato una survey nazionale, che è possibile compilare on line. Il questionario è disponibile al seguente link e la compilazione richiede pochi minuti.
Nello specifico, con l’indagine si intende approfondire il profilo delle persone che svolgono attività di volontariato e la modalità con cui si conducono queste attività (continua o occasionale); le forme di partecipazione, sia attraverso enti e organizzazioni sia in maniera informale o individuale, senza dunque un’organizzazione di riferimento. Si andranno ad analizzare inoltre i fattori che sostengono o ostacolano l’impegno volontario (come tempi, conciliazione tra la vita lavorativa e familiare, le criticità operative). Infine si indagherà il livello di soddisfazione, la percezione di riconoscimento e i bisogni di supporto.
Il questionario si rivolge a tutte le persone che hanno svolto attività di volontariato nell’ultimo anno, anche in forma saltuaria: tramite una o più organizzazioni non profit, enti del terzo settore, associazioni; tramite enti/contesti ecclesiastici; tramite l’azienda; in modo informale (gruppi di quartiere, gruppi social, reti di vicinato) o individuale.
La partecipazione all’indagine è volontaria e le informazioni raccolte sono trattate nel rispetto del Regolamento UE 679/2016 (GDPR) e utilizzate esclusivamente per finalità di ricerca, in forma anonima e aggregata, senza finalità commerciali.