23 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Si terrà il prossimo 7 maggio 2026 alle ore 18:00, presso la suggestiva Terrazza delle Sirene di Sorrento, l’incontro dal titolo “Il lavoro al tempo dell’AI – da Leone XIII a Leone XIV”, promosso da UCID Sorrento–Castellammare.
L’evento si propone di offrire una riflessione approfondita sul rapporto tra etica, impresa e trasformazioni del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, in continuità con il pensiero sociale della Chiesa, da Papa Leone XIII fino alla visione contemporanea di Papa Leone XIV.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Rosaria Amuro, Presidente UCID Sorrento – Castellammare, insieme a Paolo Porrino, Presidente Nazionale UCID.
Successivamente ci sarà l’intervento di Antonino Apreda, Presidente UCID Napoli Ischia Pozzuoli.
Interverranno:
Benedetto delle Site, Presidente Giovani UCID
don Catello Imperato
Vincenzo Ruggiero, Arbitro Bancario e Finanziario – Collegio Banca d’Italia Napoli
Luigi Sbarra, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega al Sud
Nel corso dell’incontro è prevista la consegna dei “Talenti” della Pontificia Fonderia Marinelli, coniati in occasione della Visita Apostolica del Santo Padre Leone XIV a Pompei, alla presenza di autorevoli rappresentanti del mondo ecclesiastico e istituzionale, tra cui Angelo Bagnasco e Francesco Alfano.
A moderare il dibattito sarà Roberto Dante Cogliandro, Founder dell’Associazione Italiana Notai Cattolici.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di confronto su temi cruciali quali persona, etica, lavoro e futuro, con l’obiettivo di promuovere una visione umanistica e responsabile dello sviluppo tecnologico.
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23 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
“ll dl Carburanti punisce la sanità, l’istruzione, la cultura, il welfare, la cooperazione allo sviluppo, il Terzo settore e tutto il mondo del sociale in un momento di grave crisi, dovuta alla guerra in Medio Oriente, che si fa sentire soprattutto sui più fragili. Un provvedimento che taglia su settori nevralgici del nostro Paese e che fa intravedere un aggravamento degli squilibri sociali già evidenti. Mentre gli effetti sui prezzi di benzina, diesel e Gpl, in assenza di provvedimenti strutturali, svaniranno in fretta, il peso dei tagli sul sistema di welfare e sul Terzo settore avrà ricadute ben più lunghe e pesanti”. Così Giancarlo Moretti, portavoce del Forum Terzo Settore.
“I capitoli di bilancio sul Terzo settore già insufficienti a sostenere i progetti sociali che questo realizza – prosegue – si riducono ulteriormente e ‘pagano’ con 3 milioni le conseguenze della guerra in Medio Oriente. Il costo ricadrà sul tessuto socio-economico del Paese che il non profit cura e rinforza e, come sempre, sui più vulnerabili a cui si rivolge principalmente l’azione del Terzo settore”.
“Notiamo un grande escluso dai tagli ai Ministeri con cui il Dl Carburanti viene finanziato: il Ministero della Difesa – aggiunge il portavoce del Forum Terzo Settore -. È una scelta incomprensibile e non condivisibile. La guerra, oltre ai danni sulle popolazioni direttamente colpite, sta già impoverendo persone, famiglie, comunità nel nostro Paese: utilizzare le già poche risorse destinate al welfare per finanziare una misura del tutto inadeguata ad affrontare la drammatica fase che stiamo attraversando, non farà che peggiorare il quadro già critico” conclude Moretti.
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23 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
L’accessibilità non è un dettaglio tecnico, un accessorio futile o addirittura inutile, ma una chiave di cittadinanza. È da questo presupposto che prende forma “Oltre le barriere. Strategie per un futuro accessibile”, l’evento promosso alla Sala della Loggia di Castel Nuovo da Attivamente ETS e Oltre il Muro. Un’occasione di confronto per mettere al centro un tema decisivo: rendere gli spazi – fisici, digitali e sociali – realmente fruibili da tutti.
L’iniziativa nasce attorno alla seconda edizione della mostra fotografica “La disabilità va… in vacanza”, un progetto partecipato nato sui social che ha coinvolto cittadini da tutta Italia e anche dall’estero, invitati a raccontare attraverso le immagini esperienze di accessibilità e inaccessibilità. Circa 200 fotografie restituiscono una mappa concreta delle contraddizioni contemporanee: accanto a esempi virtuosi – spiagge attrezzate, parchi inclusivi, musei accessibili – emergono ostacoli quotidiani, tra barriere architettoniche, trasporti inadeguati, scivoli impraticabili e disattenzioni progettuali.
Le immagini raccontano anche il ruolo attivo delle comunità: non solo persone con disabilità, ma anche cittadini che, con il loro sguardo, hanno scelto di osservare e segnalare criticità e buone pratiche, dimostrando attenzione e consapevolezza. Ne emerge uno spaccato che attraversa territori e contesti diversi, dall’Italia ad altri Paesi europei fino al Giappone e alla Thailandia, segno di un tema globale ancora aperto.
Il percorso ha già coinvolto scuole e territori, come l’esperienza dell’IC Cuoco-Schipa, dove la mostra si è trasformata in una occasione educativa, nel segno del principio “conoscere per includere”, accompagnando gli studenti in un percorso di incontro con le associazioni e di riflessione sui temi dell’inclusione.
Il convegno amplia questo sguardo, riunendo associazioni, università e professionisti per affrontare il tema in tutte le sue declinazioni: dall’accessibilità cognitiva all’inclusione nella didattica, fino al ruolo – particolare – della tecnologia.
E visto il tema, una particolare attenzione è stata riservata anche all’organizzazione dell’evento: la mostra sarà fruibile anche da persone non vedenti grazie a QR code dedicati, e l’incontro di presentazione tradotto in LIS per persone sorde.
«L’accessibilità non deve essere pensata come un adattamento, ma come un punto di partenza» sottolinea Carmen Santagata di Attivamente ETS. «Solo così – aggiunge – possiamo costruire contesti che non escludano nessuno». E spiega: «Spesso bastano soluzioni semplici, ma serve uno sguardo nuovo, capace di mettere davvero al centro la persona».
Con il patrocinio del Comune di Napoli e una rete ampia di realtà del territorio, “Oltre le barriere” si propone come uno spazio concreto di dialogo e responsabilità condivisa. Perché l’accessibilità, più che un obiettivo, è una misura della qualità della società.
All’iniziativa partecipano e collaborano numerose realtà associative e istituzionali: Centro Sinapsi dell’Università Federico II, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – sezione di Napoli, Autismo in Movimento, Specialmente Noi, Famiglie in Rete, Ente Nazionale Sordi, Le Muse per l’Oro, Forum Campano Associazioni Malattie Rare, Comitato Disabili Uniti, Istituto Cuoco-Schipa, cooperativa sociale L’arte dell’incontro, insieme ad altre realtà impegnate quotidianamente nella promozione dell’inclusione e dell’abbattimento delle barriere.
di Nadia Labriola
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22 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Anche quest’anno arriva la Giornata della Terra, nata per sensibilizzare i cittadini sul ruolo fondamentale della terra per la nostra vita e aumentare la consapevolezza ambientale. Ma, da molti anni a questa parte, la ricorrenza si celebra in una situazione per la terra sempre più disastrosa. Sembra paradossale, ma nonostante studi scientifici e appelli invece di migliorare si peggiora: cementificazione, il massiccio uso di erbicidi e pesticidi, di cui il glifosato è solo uno degli esempi più noti, eccessivo sfruttamento, inquinamento, e ora anche le guerre sempre più diffusa.
La Giornata della Terra 2026 (56esima edizione) è legata al concetto di “Our Power, Our Planet” per sottolineare che la transizione ecologica avviene anche tramite scelte quotidiane. Scelte che sono sicuramente importanti, ma che da sole non bastano: ci vuole un intervento più concreto e programmato della politica e dell’economia. La spesa quotidiana, a partire da quello che portiamo in tavola, è un atto su cui ogni persona può incidere perché ogni scelta alimentare sostiene uno specifico modello agricolo e distributivo, difende la biodiversità, la salute dell’ambiente e l’economia rurale: «Il cibo assume un ruolo centrale e decisivo – spiega Francesco Sottile, vicepresidente di Slow Food Italia –. È attraverso modelli distorti di produzione alimentare che si sono consumate alcune delle ferite più profonde inflitte al pianeta. Le monocolture, l’agricoltura industrializzata, la logica dell’efficienza a ogni costo hanno spezzato equilibri antichi, cancellando un sapere fondamentale: il cibo non è solo nutrimento. È il punto di incontro tra l’uomo e la natura, il luogo in cui ambiente e società si intrecciano, la chiave per leggere il nostro modo di abitare il mondo. È da qui che affiora con forza il valore dell’agroecologia. Non solo come disciplina scientifica, ma come visione culturale che nasce dal basso, dall’esperienza e dall’ascolto dei territori. L’agroecologia ci insegna a osservare i sistemi agricoli come ecosistemi complessi, fatti di relazioni, di equilibri sottili, di funzioni che si sostengono a vicenda. Non si tratta semplicemente di produrre cibo, ma di farlo senza spezzare i cicli naturali, custodendo la fertilità dei suoli, rafforzando le interconnessioni tra le forme di vita, riconoscendo il valore della biodiversità, delle comunità rurali e dei paesaggi costruiti da secoli di convivenza tra uomo e natura».
Il cibo, la sua produzione e distribuzione, contribuisce a mettere sotto assedio la terra. Spreco, uso di chimica di sintesi, merci che percorrono migliaia di chilometri, sovrasfruttamento dei terreni sono solo alcuni dei mali di questo sistema che fa il conto su fonti che considera inesauribili: acqua, terra e aria. Purtroppo, la nostra avidità ci ha fatto dimenticare la bellezza che ogni giorno vive sotto i nostri piedi, nei campi, nei fiumi, nei paesaggi che attraversiamo distrattamente. Non riusciamo a coglierne l’utilità e l’essenzialità. Abbiamo lo sguardo rivolto altrove: «Come se fosse possibile – prosegue Francesco Sottile – comportarsi contro l’ambiente senza subirne le conseguenze. Come se proteggere la nostra casa comune non significasse, in fondo, prendersi cura di chi la abita. La Terra non è un’opinione: è la condizione stessa della nostra esistenza. Forse è proprio questo il significato più profondo della Giornata della Terra. Non sentirci, per un giorno soltanto, più “ambientalisti”, ma tornare a essere abitanti consapevoli. Comprendere che terra significa ambiente, biodiversità, relazioni. Che difenderla non è una scelta ideologica, ma una responsabilità inevitabile».
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22 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
La Biblioteca Tonino Casolaro lancia la campagna “Adotta un libro”: con la donazione simbolica di solo 1 euro, chiunque può diventare custode della cultura e sostenere uno spazio che è molto più di un semplice deposito di volumi.
Una storia di quartiere, un patrimonio di tutti
Nata nel 2024 dalla generosa donazione del patrimonio librario di Tonino Casolaro, storico attivista locale, la biblioteca è oggi una realtà consolidata e iscritta al Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN). Con circa 7.000 volumi a disposizione, rappresenta un presidio di democrazia in un quartiere periferico e multiculturale.
La sede, ospitata nei locali del Comitato Città Viva OdV, nasce per rispondere a un bisogno concreto: offrire un luogo di studio, incontro e partecipazione in un’area caratterizzata da una forte presenza di edilizia popolare e diversità sociale.
La cultura come diritto, non come privilegio
In via Volturno, l’accesso ai libri è gratuito per tutti. Studenti, famiglie e cittadini trovano qui un’applicazione pratica dell’Articolo 3 della Costituzione: l’uguaglianza nell’accesso alla cultura.
Tuttavia, mantenere vivo questo spazio è una sfida quotidiana. La Biblioteca non riceve finanziamenti pubblici strutturali e sopravvive solo grazie alla partecipazione a bandi e, soprattutto, alle sottoscrizioni volontarie di chi crede in questo progetto.
“Adottare un libro non significa possederlo, ma renderlo disponibile a tutti. È un atto di responsabilità collettiva.”
Come partecipare alla campagna “Adotta un libro”
Sostenere la Biblioteca Tonino Casolaro è semplice e immediato. Ogni contributo, anche il più piccolo, serve a coprire le spese di gestione e a garantire che le porte restino aperte.
Puoi donare in due modi:
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Tramite Bonifico Bancario:
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IBAN: IT32 X030 6909 6061 0000 0103 368
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Intestato a: Comitato Città Viva OdV
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Causale: “Adotta un libro”
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Di persona: Visitando la sede in Via Volturno 24/30 a Caserta. Troverai un totem dedicato dove inserire liberamente la propria offerta e toccare con mano il valore sociale di questo spazio.
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22 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Il mondo della disabilità sta attraversando una profonda trasformazione culturale, passando dalla semplice assistenza alla costruzione di percorsi di vita autodeterminati. Di questo si discuterà martedì 28 aprile, presso la Biblioteca Pagliara dell’Università Suor Orsola Benincasa, in occasione del seminario “Cornici della narrazione”.
L’incontro, organizzato nell’ambito del ciclo “Disabilità e narrazioni”, vedrà come protagonista il volume Progetto di Vita, scritto da Francesca Palmas e Marco Espa. Il testo si propone come una guida pratica e teorica per orientarsi tra normative e buone prassi, ponendo al centro il diritto di ogni persona con disabilità di immaginare e realizzare il proprio futuro.
Il dibattito sarà arricchito dagli interventi di Gennaro Pezzurro, presidente di FISH Campania, del professor Ciro Pizzo e di Carmela Pacelli, responsabile del SAAD (Servizio di Ateneo per le Attività degli studenti con Disabilità e DSA). Saranno presenti anche gli autori per illustrare i punti cardine di un modello che mira a superare le barriere non solo fisiche, ma soprattutto comunicative e sociali.
L’appuntamento è fissato per le ore 10:30 al sesto piano del polo universitario di Corso Vittorio Emanuele. L’iniziativa gode del supporto di importanti realtà del settore, tra cui l’Associazione Bambini Cerebrolesi (ABC) e la federazione FISH, confermando l’importanza di un dialogo costante tra istituzioni accademiche e associazionismo per una società realmente inclusiva.
L’articolo Verso un nuovo modello di inclusione: al Suor Orsola si presenta “Progetto di Vita” proviene da Comunicare il sociale.