24 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Terrazza Calabritto compie 25 anni di attività e celebra le sue nozze d’argento con l’eccellenza gastronomica nel segno della solidarietà: il prossimo venerdì 1° maggio, giorno del compleanno della società di ristorazione e del ristorante doc della famiglia Politelli di piazza Vittoria a Napoli, l’intero incasso della giornata sarà infatti devoluto al sostegno di ragazzi in difficoltà, a testimonianza del legame profondo tra Terrazza Calabritto e la città di Napoli. I fondi, secondo una intesa siglata con l’assessorato alle Politiche giovanili e sociali del Comune di Napoli guidato da Chiara Marciani, saranno destinati in particolare all’associazione Argo, che ha sede nei Quartieri spagnoli all’interno della Fondazione Foqus, e si occupa dell’aiuto a bambini e giovani con disabilità cognitive. “Terrazza Calabritto – spiega il patron Enzo Politelli – è un luogo che continua a crescere restando sempre fedele alla sua origine, e cioè la famiglia come primo gesto di accoglienza. Il nostro anniversario dei 25 anni di attività, che cade il prossimo venerdì 1° maggio, non rappresenta solo una ricorrenza ma anche e soprattutto un momento di ‘restituzione’ nei confronti di Napoli, la nostra amata città che tanto ci ha dato in questi anni. E proprio per questo abbiamo deciso di destinare l’incasso totale di questa giornata ai giovani napoletani in difficoltà sostenuti dalla associazione Argo”.
LA STORIA DI TERRAZZA CALABRITTO
Terrazza Calabritto nasce a Napoli nel 2001 come espressione di una storia familiare, quella della famiglia Politelli, costruita nel tempo attraverso un passaggio naturale di generazioni, esperienze e visioni condivise. Fin dall’inizio il progetto si fonda dunque su un valore preciso: la famiglia, intesa non solo come origine ma come metodo e identità, con un senso di accoglienza che nasce da una dimensione reale e vissuta, fatta di relazioni, continuità e presenza quotidiana. Enzo Politelli negli anni ha dato forma e direzione a una vision capace di evolversi nel tempo, mantenendo sempre saldo il legame con la tradizione partenopea. Le radici del progetto si ritrovano in una storia familiare più ampia, costruita nel tempo a partire dalle figure di Bruno e Vittorio, dai quali prende forma un modo di intendere la cucina e l’ospitalità che ancora oggi definisce l’identità di Terrazza Calabritto. Un’eredità fatta di gesti, sapori e intuizioni che si è consolidata nel tempo, grazie al contributo di Maurizio e Massimo, che hanno accompagnato la crescita del ristorante contribuendo a definirne identità e solidità.
Negli anni, Terrazza Calabritto si afferma come uno dei punti di riferimento della ristorazione napoletana, grazie alla qualità delle materie prime e a una rilettura contemporanea dei sapori della tradizione. Nel 2013 entra fra i soci Stefano Vitucci e il restyling degli spazi della struttura curato dall’architetto Francesca Faraone rende il tutto ancora più coerente con il posizionamento del ristorante: elegante, accogliente e contemporaneo. Con un attento lavoro di ricerca sulle materie prime, Terrazza Calabritto si afferma poi nel tempo anche come catering d’eccellenza. La famiglia resta punto di riferimento anche con la nuova generazione, con Bruno Politelli nel ruolo di maître, Fabrizio Esposito chef e Alessandro Esposito sommelier.
Altro significativo punto di svolta è nel 2017 l’apertura di Terrazza Calabritto anche a Milano: la struttura si afferma sul palcoscenico della ristorazione d’elite anche in questo nuovo contesto internazionale e dinamico e il progetto trova una più ampia espressione anche grazie al contributo di Valeria Balletta, moglie di Enzo Politelli e responsabile dei catering. In questo nuovo ambito prendono forma a Milano il ristorante Crudo Cocktail, dedicato alla miscelazione contemporanea e ai crudi di mare e, nel 2024, il bistrot “Da Te” che richiama il calore della cucina napoletana di casa mantenendo qualità e attenzione alla materia prima ma con un tono più informale e accessibile.
Oggi Terrazza Calabritto continua a declinare la propria identità in contesti diversi, dal ristorante al bistrot fino agli eventi, mantenendo sempre al centro qualità, ospitalità e visione. Appena pochi giorni fa l’ultimo successo in ordine di tempo: Terrazza Calabritto è stata scelta per curare a Milano il catering dell’Assemblea straordinaria della Lega di Serie A di calcio riunita per l’indicazione della candidatura a presidente dell’associazione.
IL PROGETTO ARGO DELLA FONDAZIONE FOQUS
Argo è un progetto della Fondazione Foqus nato nel 2016 nei Quartieri Spagnoli di Napoli come spazio dedicato a bambini, ragazzi e giovani con disabilità cognitive e per le loro famiglie. Il Centro si basa su un metodo che integra attività abilitanti, sociali e percorsi pre-professionalizzanti, con l’obiettivo di sviluppare autonomia personale e relazionale. Argo valorizza le capacità individuali, promuovendone l’integrazione nel rispetto dei talenti e delle caratteristiche di ognuno. Dallo scorso anno è anche il primo co-housing per giovani neurodivergenti della città. In questo percorso si inserisce il laboratorio di cioccolato e pasticceria, progetto professionalizzante che coinvolge i giovani del Centro in un’attività capace di sviluppare competenze e avvicinarli al mondo del lavoro.
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24 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
In un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento della solitudine e delle disuguaglianze nelle sue diverse declinazioni, CSVnet e Rete Associativa ADA – Federazione Nazionale delle Associazioni per i Diritti degli Anziani – hanno siglato un protocollo d’intesa per rafforzare il lavoro delle organizzazioni che operano con le persone anziane.
L’accordo mette in relazione i 49 Centri di servizio per il volontariato (Csv), che accompagnano quotidianamente gli enti del terzo settore, promuovono la partecipazione dei cittadini e sostengono il volontariato nelle comunità, con una “rete – network” composta da oltre 150 associazioni e più di 1.500 volontari attivi sui temi dei diritti delle persone anziane e del dialogo tra generazioni.
Il protocollo punta a rendere più strutturata la collaborazione a livello territoriale, facilitando la nascita di accordi operativi tra Csv e associazioni locali. Tra gli obiettivi: sostenere le realtà più piccole nella gestione dei progetti, migliorare l’accesso a formazione e finanziamenti e rafforzare le attività che coinvolgono contemporaneamente giovani e persone anziane.
È prevista inoltre l’attivazione di una cabina di regia congiunta che lavorerà sull’analisi dei bisogni e sull’individuazione di possibili azioni condivise, con un’attenzione particolare alle criticità che emergono nei contesti locali.
“Le associazioni che lavorano con le persone anziane si confrontano ogni giorno con bisogni molto concreti, spesso in condizioni di risorse limitate”, ha dichiarato Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. “L’accordo con la Rete Associativa ADA serve a rafforzare il collegamento con i Csv nei territori, per rendere più accessibili strumenti, formazione e opportunità di sviluppo anche alle realtà più piccole”.
“Oggi i volontari sono pensatori operativi. Ogni scelta organizzativa è un atto pedagogico. Ogni progetto è un laboratorio di futuro”, sostiene Antonio Derinaldis, Portavoce Nazionale della Rete Associativa ADA. “L’intesa con CSVnet apre la strada ad una collaborazione trasformativa ed interconnessa per fare delle reti di sostegno alle persone anziane e al dialogo tra le generazioni a livello locale un punto nodale di innovazione sociale. “
Il protocollo ha durata triennale, fino al 2029, e prevede la possibilità di sviluppare ulteriori progettazioni condivise a partire dalle esigenze che emergeranno nei territori.
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24 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Il Forum del Terzo Settore della Campania esprime la propria netta e ferma contrarietà all’ipotesi di apertura di un Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) nel territorio di Castel Volturno. “Una scelta che riteniamo profondamente sbagliata, sia per la natura intrinseca di queste strutture, sia per l’impatto che avrebbero su un tessuto sociale già estremamente fragile e complesso. – spiega il portavoce Giovanpaolo Gaudino – La nostra opposizione non è solo logistica, ma di principio. I CPR sono luoghi di privazione della libertà che troppo spesso si trasformano in “zone grigie” del diritto, dove la dignità umana viene messa in secondo piano rispetto a logiche emergenziali di controllo.”
“Condividendo la posizione del presidente della Regione Campania Roberto Fico, esprimiamo tutta la nostra contrarietà sia alle finalità che alle modalità gestionali di queste strutture. – dichiara ancora il Portavoce regionale. – La storia recente ci insegna che i CPR non risolvono i problemi della gestione dei flussi migratori, ma alimentano marginalità e sofferenza.”
Castel Volturno è un territorio che da decenni vive sfide uniche in termini di accoglienza e convivenza. Introdurre una struttura detentiva in questo contesto significa esacerbare le tensioni sociali, perchè un CPR verrebbe percepito come un corpo estraneo e punitivo, aggravando il senso di abbandono dei cittadini e degli immigrati regolarmente residenti. Inoltre da anni, associazioni e cooperative lavorano quotidianamente per costruire ponti, promuovere la legalità e favorire l’inclusione lavorativa. Un centro per i rimpatri vanifica questi sforzi, veicolando l’idea che la risposta dello Stato sia unicamente repressiva.
Il Forum Terzo Settore Campania ribadisce che l’unica via percorribile è quella dell’integrazione diffusa e chiede alle istituzioni di investire le risorse previste per il CPR in politiche abitative e lavorative per sottrarre le persone al racket del caporalato e della criminalità, il potenziamento dei servizi sociali e sanitari per garantire diritti universali a tutti i residenti del litorale domizio ed un’accoglienza di qualità, sostenendo i modelli di accoglienza che puntano sull’autonomia dell’individuo e non sulla sua segregazione.
“Il Forum Terzo Settore Campania – termina Gaudino – continuerà a mobilitarsi al fianco dei territori e delle comunità locali per ribadire che la sicurezza si costruisce con i diritti e la coesione sociale, non con le sbarre. Chiediamo un confronto immediato con la Regione e le autorità competenti per fermare un progetto che riteniamo lesivo della dignità umana e della crescita civile della nostra regione.”
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24 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Il Centro La Tenda nasce come risposta comunitaria alle fragilità, coniugando accoglienza e pratiche educative in evoluzione. Dalla prevenzione delle dipendenze all’educativa di territorio, dall’ascolto dei senza dimora al sostegno delle famiglie, la rotta resta chiara: affermare la centralità della persona nel percorso e accompagnarla verso l’autonomia.
Un modello cresciuto in dialogo costante con la città e con le sue trasformazioni sociali, che non rinuncia all’idea di “tenda”: uno spazio di sosta, riorientamento e ripartenza. Attiva dal 1981 a Napoli, opera lungo l’intero spettro della fragilità, con un approccio fondato su accoglienza, transitorietà e didattica innovativa.
“La Tenda si racconta” è una nuova iniziativa di informazione sociale: uno spazio settimanale presente sui media digitali per raccontare un servizio, un progetto in cantiere, un’esperienza sociale e le storie che attraversano il Centro.
Un percorso di approfondimento per comprendere da vicino un lavoro costruito negli anni e fatto di relazioni, ascolto e responsabilità condivisa. Ogni appuntamento sarà un’occasione per entrare nei luoghi e nei significati di un impegno che continua a evolversi insieme alla città.
Questo appuntamento è dedicato all’Ambulatorio Medico e alla Farmacia Solidale, un presidio sanitario gratuito attivo dal 2012 nel cuore del Rione Sanità.
L’Ambulatorio Medico e la Farmacia Sociale: salute come diritto per tutti
L’Ambulatorio Medico del Centro La Tenda rappresenta una risposta concreta e strutturata al diritto alla salute delle persone più vulnerabili.
Nato all’interno dell’esperienza del centro di accoglienza notturna come servizio dedicato alle persone senza dimora, si è progressivamente aperto all’intero territorio, diventando un punto di riferimento per chiunque si trovi in condizione di indigenza, attraverso la segnalazione delle realtà del privato sociale.
Nella sua origine, il servizio rispondeva a un bisogno specifico e urgente: per le persone che vivono in strada, la condizione di senza dimora non è soltanto una privazione materiale, ma anche un fattore di grave rischio per la salute fisica, che indebolisce il corpo, favorisce lo sviluppo di patologie spesso trascurate e rende difficoltoso l’accesso ai servizi socio-sanitari tradizionali.
L’ambulatorio è ubicato al piano terra dell’Ex Ospedale San Camillo, in prossimità dell’entrata, ed è attivo dal 2012 grazie al sostegno della Caritas attraverso un progetto 8 x mille e alla crescente adesione di medici e infermieri volontari di varie discipline. Un ulteriore salto di qualità è avvenuto grazie all’accordo con la Croce Rossa Italiana – Comitato di Napoli, che ha permesso di ampliare l’offerta dei servizi con la collaborazione di ulteriori professionisti sanitari e volontari.
Quello che in origine era un presidio dedicato a semplici medicazioni e alla distribuzione di pochi medicinali è diventato nel tempo un punto di riferimento socio-sanitario riconosciuto sul territorio cittadino. Le persone accolte non ricevono soltanto cure mediche, ma vengono orientate e sostenute nel rapporto con le istituzioni, grazie a un lavoro di rete che coinvolge le strutture socio-sanitarie presenti sul territorio.
Oggi l’ambulatorio si avvale di specialisti volontari in diverse discipline:
Cardiologia, Dermatologia, ORL, Ematologia, Medicina Interna, Medicina Vascolare, Ginecologia e Urologia.
È inoltre attivo un Servizio Infermieristico e sono disponibili prestazioni di ecografia ed elettrocardiogramma, rese possibili grazie alla donazione delle apparecchiature da parte della Curia Arcivescovile di Napoli e da Unicredit. Questi strumenti consentono diagnosi tempestive per patologie che, se trascurate, possono diventare gravi o fatali.
Il servizio è aperto nei seguenti orari:
Lunedì – Giovedì – Venerdì: dalle 15:00 alle 19:00
Martedì dalle 9.30 alle 13.30
Mercoledì: dalle 15:00 alle 20:30
L’ambulatorio è, in definitiva, un luogo dove la salute diventa diritto esigibile anche per chi è ai margini: uno spazio in cui la cura del corpo si intreccia con quella della persona nella sua interezza, contribuendo a restituire dignità e a costruire percorsi di ripartenza.
L’iniziativa rappresenta un’immagine autentica della filosofia del Centro La Tenda: fermarsi, ritrovare orientamento e riprendere il cammino.
Inoltre, il servizio prevede un accompagnamento nel percorso di cura attraverso l’Unità di Strada e la Croce Rossa.
La Farmacia Sociale: i farmaci come diritto, non come privilegio
A fianco dell’ambulatorio medico opera la Farmacia Sociale, avviata nel 2013 grazie alla collaborazione di farmacisti volontari, al sostegno dell’azienda di distribuzione farmaceutica Guacci e della Curia Arcivescovile di Napoli, che ha reso possibile la ristrutturazione e l’allestimento dei locali dedicati al servizio.
L’attività viene svolta in stretta sinergia con l’ambulatorio medico, con l’obiettivo di rispondere in maniera concreta e immediata al bisogno di tutte le persone senza dimora e indigenti che non hanno la possibilità di acquistare i farmaci e quindi di curarsi. La prossimità fisica e operativa tra i due servizi è un elemento fondamentale: la diagnosi medica e la dispensazione dei medicinali avvengono nello stesso spazio, riducendo le barriere e garantendo una presa in carico integrata della persona.
La Farmacia Sociale osserva gli stessi orari di apertura dell’ambulatorio.
La rubrica proseguirà nelle prossime settimane con il racconto degli altri servizi e dei nuovi progetti, per continuare a condividere con la città un’esperienza sociale che da più di quarant’anni costruisce comunità, inclusione e responsabilità.
Il Centro “La Tenda” si trova nel centro di Napoli, al Rione Sanità ed è ubicato nell’Ex Ospedale San Camillo, precisamente in Via Sanità, 95.
Sostenere queste attività significa contribuire concretamente alla costruzione di una comunità più giusta ed è possibile farlo supportando il Centro attraverso le modalità indicate sul sito ufficiale:
http://www.centrolatenda.org/sostienici-2022/
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24 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Moderna ha annunciato che la Commissione Europea (Ce) ha concesso l’autorizzazione all’immissione in commercio per il vaccino combinato a mRNA dell’azienda per l’immunizzazione attiva nella prevenzione dell’influenza e del Covid-19 causato da Sars-CoV-2 negli individui di età pari o superiore a 50 anni.
Questa autorizzazione segue il parere positivo del Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia Europea per i Medicinali (Ema) ed è valida in tutti i 27 Stati membri dell’Unione Europea, nonché in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Il prodotto è il quarto autorizzato di Moderna, che rafforza ulteriormente il portafoglio dell’azienda in ambito respiratorio e il suo impegno nell’Unione Europea.
“Accogliamo con favore l’approvazione della Commissione Europea per il primo vaccino combinato influenza + Covid-19 al mondo- ha dichiarato Stéphane Bancel, ceo di Moderna- Combinando la protezione contro due importanti virus respiratori in una singola dose, il nostro vaccino mira a semplificare l’immunizzazione per gli adulti, in particolare quelli ad alto rischio. Questo prodotto offre una nuova importante opzione per la popolazione europea, contribuendo al contempo a rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari in Europa”.
Il vaccino si basa sui progressi derivanti dallo sviluppo clinico del vaccino Covid-19 di Moderna, e di quello antinfluenzale stagionale sperimentale dell’azienda, attualmente in revisione nell’Unione Europea, negli Stati Uniti, in Canada e in Australia.
L’autorizzazione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio clinico di fase 3 (ClinicalTrials.gov Identifier: NCT06097273), uno studio randomizzato, in cieco per l’osservatore e controllato attivamente, che ha valutato sicurezza, reattogenicità e immunogenicità di mRNA-1083 combinato in due coorti indipendenti di circa 4.000 adulti ciascuna. Una coorte includeva adulti di età pari o superiore a 65 anni e confrontava il vaccino combinato con la somministrazione concomitante del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, e del vaccino Covid-19 autorizzato di Moderna. La seconda coorte includeva adulti tra i 50 e i 64 anni e confrontava mRNA-1083 con la somministrazione concomitante di un vaccino antinfluenzale a dose standard, e del vaccino Covid-19 autorizzato di Moderna.
Tutti gli endpoint primari che dimostrano la non inferiorità delle risposte immunitarie sono stati raggiunti. Dopo una singola dose, mRNA-1083 ha indotto risposte immunitarie statisticamente significativamente più elevate contro tre ceppi influenzali (A/H1N1, A/H3N2 e B/Victoria) e contro Sars-CoV-2 in entrambe le coorti di età. Il ceppo B/Yamagata, che non è più raccomandato per l’inclusione nei vaccini antinfluenzali stagionali, è stato l’unico per cui non è stata osservata una risposta immunitaria significativamente superiore negli adulti di età pari o superiore a 65 anni rispetto ai vaccini di confronto somministrati insieme.
Il vaccino combinato ha dimostrato un profilo di sicurezza e tollerabilità accettabile. La maggior parte delle reazioni avverse segnalate è stata di grado 1 o 2 in termini di gravità ed è risultata coerente con i vaccini autorizzati utilizzati nello studio.
“L’autorizzazione del primo vaccino combinato al mondo rappresenta un passaggio cruciale nell’evoluzione della medicina preventiva per l’adulto- ha affermato Cinzia Marano, amministratore delegato di Moderna Italia- Questa innovazione introduce un cambio di paradigma nella gestione delle patologie respiratorie in oggetto proponendo una soluzione integrata, capace di ottimizzare i percorsi vaccinali, ridurre la complessità organizzativa e migliorare l’allocazione delle risorse. Grazie a tecnologie avanzate come l’mRNA, è oggi possibile sviluppare strumenti più flessibili ed efficienti, che semplificano l’accesso per i cittadini e supportano concretamente la sostenibilità operativa del sistema. In Moderna Italia siamo impegnati a guidare questa trasformazione, mettendo a disposizione strumenti sempre più efficaci, flessibili e accessibili. Il nostro obiettivo è contribuire a un sistema sanitario più resiliente, in grado di proteggere in modo proattivo le fasce adulte e più vulnerabili della popolazione, oggi e negli anni a venire”.
Il prodotto sarà reso disponibile in tutta l’Unione Europea, subordinatamente alle procedure normative e di accesso nazionali, con Moderna che collaborerà strettamente con le autorità nazionali per supportare l’accesso e l’implementazione a livello locale.
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23 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Cumuli di rifiuti ovunque, escrementi tra le stanze e decine di animali costretti a vivere nel degrado: è lo scenario che si sono trovati davanti i Carabinieri nel pomeriggio di ieri, 22 aprile 2026, a Mondragone, in località Pescopagano, durante un mirato servizio di controllo nelle aree sensibili della cosiddetta “Terra dei Fuochi”.
L’intervento, eseguito con il supporto del Nucleo Carabinieri CITES di Napoli, del personale dell’Ufficio tecnico comunale, degli assistenti sociali e dei sanitari dell’ASL, Dipartimento di Prevenzione e Servizio Veterinario, ha portato a un controllo d’iniziativa presso un’abitazione del posto, dove è emersa una situazione di estremo degrado.
Al termine degli accertamenti, una 36enne residente in loco è stata deferita in stato di libertà per violazioni in materia ambientale, in particolare per abbandono e gestione illecita di rifiuti. Secondo quanto riscontrato dai militari dell’Arma, la donna viveva insieme al marito e ai tre figli minori in condizioni igienico-sanitarie gravissime: l’intera abitazione e le aree esterne risultavano invase da cumuli di rifiuti di vario genere e da escrementi di animali.
All’interno della proprietà sono stati inoltre rinvenuti numerosi animali: 13 cani, 3 gatti e persino un pitone reale. Una presenza che, unita alle condizioni ambientali, ha reso necessario un immediato intervento coordinato tra le diverse autorità coinvolte.
L’abitazione è stata posta sotto sequestro e affidata in custodia al Comune. I tre minori, per garantire la loro tutela, sono stati temporaneamente affidati a un familiare. Gli animali domestici sono stati presi in carico dal servizio veterinario dell’ASL e trasferiti presso una struttura convenzionata, mentre il rettile è stato sequestrato dai Carabinieri del Nucleo CITES per gli adempimenti di competenza.
Della vicenda sono state informate sia l’Autorità giudiziaria ordinaria sia quella minorile. L’intervento si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto ai reati ambientali e di salvaguardia della salute pubblica, confermando l’attenzione delle istituzioni su un territorio da anni al centro delle emergenze ambientali.
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