29 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
C’è chi parte e chi resta. E per migliaia di napoletani l’estate non significa vacanza, ma la necessità di affrontare mesi spesso più difficili del resto dell’anno. Il caldo estremo, la solitudine degli anziani, le fragilità economiche e sociali, le condizioni di chi vive in strada o non può contare su una rete familiare rendono luglio e agosto un banco di prova per il welfare cittadino. È proprio in questo periodo che Napoli mette in campo una rete articolata di solidarietà fatta di istituzioni, associazioni, volontariato e servizi sanitari.
Inclusione sul litorale: la spiaggia della Rotonda Diaz
Con l’avvio della stagione balneare, la spiaggia della Rotonda Diaz torna pienamente operativa e accessibile a tutti, confermandosi punto di riferimento per l’inclusione sul litorale cittadino. L’iniziativa è frutto della collaborazione tra l’assessorato alle politiche sociali, quello alle infrastrutture, mobilità e protezione civile e l’assessorato al turismo e alle attività produttive. La spiaggia è stata allestita con dotazioni pensate per chi ha difficoltà motorie: una pedana per agevolare l’accesso e il percorso sulla sabbia e la sedia “JOB”, progettata per rendere l’ingresso in acqua più semplice e sicuro. Due operatori socio-sanitari (Oss) garantiranno supporto qualificato agli utenti, contribuendo alla qualità del servizio. La gestione delle attrezzature e del personale è affidata alla cooperativa Medihospes. Come già avvenuto nella scorsa stagione, la spiaggia sarà dotata anche di ombrelloni, sedie a sdraio, sedie regista, docce e servizi igienici, per un’accoglienza completa e confortevole.
Giovani e sicurezza: i Campi Scuola di Protezione Civile
Tra le principali opportunità rivolte ai più giovani tornano i Campi Scuola di Protezione Civile organizzati dalla Regione Campania attraverso le organizzazioni di volontariato attive sul territorio. L’iniziativa, inserita nel programma nazionale “Anch’io sono la Protezione Civile”, coinvolge ragazzi tra i 10 e i 16 anni in attività formative, ludiche e didattiche. Per cinque-otto giorni i partecipanti vivranno gratuitamente una vera esperienza di campo, dormendo nelle strutture predisposte dai volontari e condividendo attività, esercitazioni, escursioni e momenti di vita comunitaria. In tutta la Campania sono stati attivati 63 campi scuola, di cui 21 nella sola provincia di Napoli, con l’obiettivo di diffondere i valori della prevenzione, della solidarietà, del rispetto dell’ambiente e della cittadinanza attiva.
Salute e lavoro: stop alle attività nelle ore più calde
L’estate 2026 sarà segnata anche da un provvedimento regionale a tutela della salute dei lavoratori. Il presidente della Regione Campania ha firmato un’ordinanza in materia di igiene e sanità pubblica che resterà in vigore fino al 31 agosto e che vieta lo svolgimento di attività nei settori agricolo, edile e affini nelle ore più calde della giornata, tra le 12.30 e le 16, nei giorni in cui il sistema Worklimate dell’Inail segnala un rischio “alto” per chi lavora esposto al sole. Una misura pensata per ridurre incidenti e malori legati alle temperature estreme sempre più frequenti.
Il cuore della Caritas: mense aperte e accoglienza
Sul fronte dell’assistenza sociale, la Caritas di Napoli conferma anche per l’estate la piena operatività delle sue strutture. Le mense di Santa Sofia e del Carmine restano aperte per garantire un pasto quotidiano alle persone in difficoltà, mentre a Porta Capuana viene attivata una colazione aperta a tutti, dai turisti alle persone senza dimora. Continuano inoltre le attività del “Binario della Solidarietà”, centro diurno che offre docce, ambulatori, corsi di formazione, deposito bagagli, laboratori e spazi di socializzazione. Un luogo che rappresenta anche un’importante occasione di impegno per tanti giovani volontari.
Restano attivi anche i servizi di Casa Bartimeo, il polo della carità voluto dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale don Mimmo Battaglia. Qui trovano spazio il centro di ascolto, l’assistenza sanitaria e percorsi di accompagnamento per persone fragili. L’obiettivo è intercettare non solo la povertà materiale, ma anche quella relazionale e sanitaria, spesso invisibile ma altrettanto incisiva. «Purtroopo aumentano le persone che restano in città e aumentano anche i fratelli che hanno bisogno, perché il lavoro è sempre di meno. È una situazione che riguarda tutta l’Italia e l’estate resta da sempre un periodo più critico», osserva suor Marisa, direttrice della Caritas di Napoli.
Comunità di Sant’Egidio: dagli anziani ai detenuti
Grande attenzione è riservata agli anziani e alle persone più vulnerabili grazie alla Comunità di Sant’Egidio. Durante i mesi estivi proseguono le vacanze organizzate per gli anziani più fragili, insieme alle visite domiciliari e nelle strutture. Non si interrompono le distribuzioni di cibo e acqua ai senza dimora, accompagnate da iniziative di socialità come cocomerate e fresellate nei quartieri della città.
Ampio anche l’impegno sul fronte educativo e sociale: la Summer School della Scuola della Pace coinvolge circa cento bambini tra attività educative, sostegno scolastico e visite culturali in città. Proseguono inoltre le esperienze dedicate ai migranti con la scuola di italiano, i progetti per le persone con disabilità tra Genzano e Sapri, il sostegno alle famiglie dei Corridoi Umanitari e le attività rivolte ai detenuti di Poggioreale e Secondigliano.
Sanità, cultura e legalità
Sul fronte sanitario, l’ASL Napoli 1 Centro ha attivato il piano “Estate Serena” dal 1° luglio al 31 agosto per proteggere le persone più fragili dagli effetti del caldo. Il sistema prevede il “codice calore” nei pronto soccorso dei presidi ospedalieri, un numero verde attivo dal lunedì al venerdì (800.89.69.80), una mail dedicata per l’assistenza domiciliare (assistenzadomiciliare.calore@aslnapoli1centro.it) e il potenziamento della continuità assistenziale nei distretti sanitari anche nelle ore serali, notturne e nei festivi. «Il nostro obiettivo è fare in modo che nessuno sia lasciato solo ad affrontare un caldo che può diventare pericoloso per chi ha bisogni speciali», ha spiegato il direttore generale Gaetano Gubitosa. Da segnalare anche la campagna Auser “Aperti per ferie” che garantisce assistenza, socializzazione e servizi di consegna spesa/farmaci agli anziani durante l’estate. Le sedi a Napoli rimangono attive, offrendo luoghi climatizzati, gite ed elenchi di iniziative comunali contro l’emergenza caldo.
Accanto all’assistenza, Napoli mantiene viva anche la dimensione culturale dell’estate. Al Real Orto Botanico torna “Brividi d’Estate”, rassegna teatrale storica che trasforma i giardini in un palcoscenico naturale. Il programma attraversa letteratura e teatro con spettacoli tratti da Stefano Benni, Pirandello, Gabriel García Márquez, Maurizio de Giovanni e altri autori, in un percorso che mette al centro il tema della “vita” e delle suas trasformazioni.
Infine, tra le esperienze più significative rivolte ai giovani, torna il VolCamp a Casa Mehari. Nel bene confiscato alla criminalità organizzata di Quarto, dieci ragazzi tra i 14 e i 24 anni vivono una settimana immersiva dedicata al volontariato, all’inclusione sociale e alla crescita personale. Il progetto, sostenuto dal CSV Napoli e coordinato da Dialogos Aps-Ets, offre vitto, alloggio ed educatori disponibili 24 ore su 24, in un’esperienza gratuita e totalmente dedicata all’impegno civico.
In una città che d’estate si svuota solo in apparenza, la rete della solidarietà continua a funzionare come un sistema diffuso di protezione.
di Adriano Affinito
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28 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Il rafforzamento della rete di protezione a favore delle straniere vittime di violenza domestica, tratta e sfruttamento della prostituzione ed al tempo stesso una più efficace tutela dei minori coinvolti. E’ stato siglato qualche giorno fa un Protocollo d’Intesa sottoscritto dal Tribunale per i Minorenni di Napoli e ANCI Campania, in collaborazione con gli enti del Terzo Settore impegnati da anni nell’accoglienza, nella presa in carico e nel sostegno delle persone più vulnerabili.
Hanno sottoscritto il Protocollo anche la Cooperativa Sociale Dedalus, la Fondazione EOS ETS, L’Orsa Maggiore Cooperativa Sociale ETS e Pianoterra ETS.
“Il Protocollo nasce con l’obiettivo di promuovere una più efficace collaborazione tra istituzioni, servizi territoriali e soggetti del Terzo Settore, favorendo percorsi integrati di presa in carico e supporto a favore dei minori e delle famiglie interessate. In particolare, il Protocollo prevede che, nei casi di procedimenti riguardanti famiglie straniere con sospensione della responsabilità genitoriale o situazioni di particolare vulnerabilità, il Tribunale per i Minorenni, per il tramite dei Servizi Sociali competenti, possa richiedere l’attivazione di specifici interventi previsti dall’accordo”, spiega a Comunicare Il Sociale il presidente di Anci Campania, Francesco Morra, che ha già provveduto ad invitare i Comuni a dare la massima diffusione del Protocollo ai Servizi Sociali, agli uffici competenti e a tutto il personale interessato, affinché possano conoscere le opportunità offerte dall’accordo e ricorrervi nei casi previsti.
In base al Protocollo, gli interventi attivabili comprendono: percorsi individualizzati di sostegno e rafforzamento delle competenze genitoriali, attraverso colloqui, gruppi di sostegno e interventi domiciliari; percorsi di emersione della violenza domestica e di individuazione di situazioni di tratta o grave sfruttamento; valutazione del rischio e presa in carico delle donne vittime di violenza o di tratta; supporto psicologico e sostegno alla genitorialità per donne vittime di violenza domestica e tratta.
Sono anche previsti percorsi di valutazione e rafforzamento delle competenze genitoriali, secondo un approccio trauma informed e transculturale disposto dall’Autorità Giudiziaria; coinvolgimento degli enti aderenti al Protocollo per garantire una presa in carico integrata anche nei territori diversi da quelli di operatività dei soggetti firmatari, qualora ciò risulti necessario.
di Nicola Sellitti
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28 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Una panchina che rappresenta una riflessione sulla tutela dell’ambiente. E’ arrivata in Cilento, per la precisione al porto di Acciaroli che fa parte del Comune di Pollica (Salerno) “Steelosa”, installazione ecologica realizzata dal Consorzio Nazionale per il Riciclo e Recupero degli imballaggi in acciaio (Ricrea), modellata secondo la forma dell’infinito.
Alla presentazione della panchina nel piccolo comune cilentano, avvenuta qualche giorno fa, c’è stato un tavolo di confronto sui temi della transizione ecologica e della corretta gestione dei rifiuti sul territorio tra i vertici di Ricrea, i rappresentanti istituzionali del Comune di Pollica, i responsabili del gestore del servizio di raccolta locale e gli esponenti di Legambiente.
La sua struttura è una specie di bignami dell’economia circolare degli imballaggi in acciaio: barattoli, scatolame, lattine, tappi, bombolette. Un tipo di materiale che può essere rigenerato diverse volte senza andare a perdere le proprie qualità chimiche e fisiche, un rifiuto che diventa risorsa per le comunità locali.
“L’inaugurazione della panchina realizzata con acciaio riciclato e donata da Ricrea al Comune di Pollica rappresenta un segnale concreto di come l’economia circolare possa diventare parte del paesaggio e della vita quotidiana delle nostre comunità. Da anni, Legambiente e Ricrea collaborano per promuovere percorsi di educazione e sensibilizzazione ambientale, con particolare attenzione alla raccolta differenziata e al corretto conferimento degli imballaggi in acciaio. Una collaborazione che ha già dato importanti risultati attraverso le attività realizzate al Museo Vivo del Mare e della Dieta Mediterranea di Pioppi, coinvolgendo scuole, cittadini e visitatori”, spiega a ‘Comunicare Il Sociale’ Valerio Calabrese, direttivo Legambiente Campania, “Siamo felici che questo percorso continui e si rafforzi anche nei prossimi anni, con nuove iniziative rivolte ai giovani e ai tanti turisti che scelgono il Cilento. Solo diffondendo una maggiore consapevolezza possiamo trasformare un semplice gesto quotidiano, come la raccolta differenziata, in un’azione concreta per la tutela dell’ambiente e del mare. L’acciaio è un materiale riciclabile al 100% e all’infinito: valorizzarlo significa ridurre gli sprechi e contribuire alla costruzione di un futuro più sostenibile”.
In precedenza, la panchina che raffigura plasticamente il simbolo dell’infinito ora collocata al porto di Acciaroli era passata anche per il Vaticano.
di Nicola Sellitti
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28 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
L’arrivo dell’America’s Cup a Napoli rappresenta una grande opportunità per l’intera città, da numerosi punti di vista: non si tratta solo di un evento mediatico e sportivo di livello internazionale (il quarto in assoluto al mondo per importanza e dimensione) che metterà Napoli e le sue bellezze al centro dell’attenzione di tutti i continenti, ma anche di una leva di sviluppo economico per l’indotto che genererà, urbano in termini di riqualificazione territoriale, e anche sociale per le opportunità di lavoro che nasceranno e per come sarà “restituita” ai cittadini un’area per troppo tempo rimasta ferma come Bagnoli.
La sfida più importante riguarda ciò che grazie alla Coppa America resterà alla città: l’indotto fra sponsor, media, tecnici, turisti e appassionati, con 2 milioni di visitatori previsti, dovrebbe essere di 1,5 miliardi di euro, con brand di importanza mondiale interessati a puntare su Napoli. Alberghi, strutture ricettive, attività di ristorazione, commercio, trasporti, servizi, imprese e tutte le filiere produttive legate al mare potranno beneficiare di un rilevante incremento delle attività. Riqualificare Bagnoli, uno dei teatri di gara della competizione e quartier generale degli equipaggi, significherà creare nuovi spazi lasciando ai cittadini – a evento concluso – infrastrutture, servizi e collegamenti migliori, vie del mare valorizzate, attrazione di investimenti e creazione di posti di lavoro.
Di questo progetto di riqualificazione di Bagnoli, l’America’s cup si è confermata decisivo acceleratore, grazie alla necessità di rispettare i tempi per la realizzazione delle opere previste. La Coppa America sta restituendo alla città un luogo rimasto abbandonato per 35 lunghi anni, per il quale stanno lavorando circa 12.000 persone. Le infrastrutture e i servizi che saranno realizzati resteranno al servizio della città, migliorando i collegamenti, la qualità della vita e la competitività del territorio, creando valore duraturo e contribuendo a costruire una Napoli più moderna, efficiente e sostenibile.
Dobbiamo fare in modo che questo slancio proveniente dall’America’s cup possa trasformarsi in sviluppo, in attività concrete, strutturate e organizzate per rendere Napoli capitale dell’accoglienza e dell’ospitalità, crocevia non solo di turismo ma più in generale di lavoro, ricerca, imprese e sviluppo. Napoli è una città creativa, tecnologicamente all’avanguardia e ricca di talento, che sa guardare al futuro con una visione fondata su rigenerazione urbana, partecipazione attiva e valorizzazione delle persone come motore principale dello sviluppo. Con l’America’ s cup riprenderà il suo dialogo con il mare, assicurando ai cittadini nuove spiagge e una grande piazza a mare per una Bagnoli più inclusiva e vivibile.
Il rapporto tra Napoli e il mare costituisce uno degli elementi identitari più forti della nostra città, e i lavori in corso a Bagnoli rappresentano una svolta storica dopo 35 anni di immobilismo, con l’area che potrà tornare a essere un luogo di aggregazione, bellezza e opportunità. Per troppo tempo Bagnoli è stata il simbolo di ciò che a Napoli non riusciva a cambiare, con progetti annunciati e mai partiti. Ora l’area può diventare un simbolo di rinascita, con il passaggio da un passato industriale difficile a un futuro fatto di ambiente, turismo, sport e qualità della vita,
Napoli ha dimostrato di saper affrontare le sfide più difficili. Oggi abbiamo davanti una nuova grande opportunità: trasformare una ferita urbana in un progetto di futuro. Sta a noi coglierla con coraggio, visione e responsabilità.

di Carlo Puca
assessore all’Immagine della Città e alla Partecipazione attiva del Comune di Napoli
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27 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
Firmato dal comune di Atrani , il protocollo d’intese di Legambiente,nell’ambito del “LIFE Turtlenest”, ovvero un progetto cofinanziato dal programma “LIFE” dell’Unione Europea ,atto alla conservazione della tartarughe Caretta caretta. Il comune di Atrani si è impegnato, firmando il protocollo d’intesa a rispettare le indicazioni fornite da Legambiente per una gestione responsabile spiagge ,potenziali aree di nidificazione delle tartarughe.
“Atrani, il Comune più piccolo d’Italia, sceglie di essere grande-ha dichiarato il sindaco Michele Siravo- nella tutela dell’ambiente. Con la sottoscrizione del Protocollo d’Intesa “Comuni Amici delle Tartarughe Marine”, nell’ambito del progetto LIFE Turtlenest, e del “Protocollo per le Città Verdi Resilienti”, nell’ambito del progetto LIFE+ A_GreeNet, la nostra Amministrazione assume impegni precisi e verificabili su due fronti inscindibili: la salvaguardia degli habitat costieri e della specie Caretta caretta, da un lato, e l’adattamento ai cambiamenti climatici attraverso la qualità e la quantità del verde urbano, dall’altro. Per un territorio come il nostro – costiero, densamente costruito, sottoposto a una forte pressione turistica e già oggi esposto agli effetti delle ondate di calore e degli eventi meteorologici estremi – non si tratta di adesioni simboliche, ma di strumenti operativi: dalla pulizia manuale delle spiagge alla riduzione dell’inquinamento luminoso notturno, dalla governance partecipata del verde all’adozione di soluzioni basate sulla natura. Un ringraziamento sentito va a Luigi Sommariva, referente dei due progetti per Legambiente “ Costa d’Amalfi , per la competenza, la tenacia e la presenza costante con cui accompagna le nostre comunità in questo percorso. È grazie al suo lavoro di raccordo che progetti europei di questa portata trovano radicamento concreto nei nostri piccoli comuni. Ad Atrani, Legambiente troverà sempre un interlocutore leale e un’Amministrazione pronta a fare la propria parte.”
«Accogliamo con grande soddisfazione- si legge in una nota del Circolo Legambiente Costa d’Amalfi APS- la sottoscrizione dei protocolli “Comuni Amici delle Tartarughe Marine” e “Città Verdi Resilienti”, che segna un importante passo avanti per Atrani e per l’intero territorio della Costiera Amalfitana. Desideriamo ringraziare Nicola Corona e Federica Barbera di Legambiente Nazionale per il prezioso lavoro di coordinamento svolto nell’ambito dei progetti LIFE Turtlenest e LIFE+ A_GreeNet.Esprimiamo inoltre apprezzamento per l’impegno dell’Amministrazione comunale di Atrani, che dimostra come la sostenibilità non sia uno slogan, ma un insieme di scelte concrete capaci di migliorare la qualità dell’ambiente e, conseguentemente, la qualità della vita delle comunità locali.L’adesione a questi due importanti protocolli rappresenta un ulteriore passo avanti verso la costruzione di una comunità sempre più attenta alla tutela del patrimonio naturale, all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla resilienza del territorio e alla conservazione della biodiversità marina e terrestre.Legambiente Costa d’Amalfi APS continuerà a collaborare con le Amministrazioni locali, le istituzioni e i cittadini per promuovere azioni concrete volte alla tutela degli ecosistemi costieri, alla valorizzazione del verde urbano e alla diffusione di modelli di sviluppo sostenibile capaci di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici.»
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27 Lug, 2026 | Comunicare il sociale
La lotta allo sfruttamento lavorativo non comincia soltanto con la repressione dei fenomeni criminali, ma dal riconoscimento effettivo dei diritti delle persone.
È questo il messaggio emerso dalla conferenza stampa che si è svolta presso la Sala Consiliare del Comune di Marigliano, durante la quale sono stati presentati i risultati dei primi sei mesi dell’iscrizione anagrafica di prossimità per le persone vittime di sfruttamento lavorativo e caporalato, promossa dal Comune di Marigliano insieme alla Rete Vesuviana Solidale nell’ambito del Polo Sociale regionale del progetto Su.Pr.Eme. 2 – Lotto 4 Area Vesuviana.
L’esperienza avviata da Marigliano non nasce con l’obiettivo di rimanere un caso isolato. Fin dalla sua approvazione, l’iscrizione anagrafica di prossimità è stata concepita come un modello amministrativo replicabile, capace di offrire una risposta concreta a uno dei principali ostacoli che impediscono alle persone vittime di sfruttamento di uscire da condizioni di ricattabilità e di accedere ai diritti fondamentali. Non a caso, nei mesi scorsi l’Assessore alle Politiche Sociali della Regione Campania, Andrea Morniroli, ha trasmesso una specifica nota a tutti i Comuni campani invitando le amministrazioni locali a conoscere e valutare l’adozione di questa esperienza quale buona pratica di inclusione sociale.
A sei mesi dall’avvio della misura, i numeri raccontano una realtà che va ben oltre una semplice innovazione amministrativa. Venticinque persone hanno potuto ottenere un’iscrizione anagrafica che ha consentito loro di uscire da una condizione di invisibilità amministrativa e di iniziare un concreto percorso di emancipazione. Tra queste, quattordici erano state segnalate dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro e dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni a seguito di accessi ispettivi, mentre nove sono state individuate direttamente dagli operatori dello Sportello regionale di contrasto al caporalato. Grazie a questo strumento sono già stati rilasciati quattro permessi di soggiorno per sfruttamento lavorativo, altre dieci procedure sono in corso, cinque persone hanno potuto accedere con urgenza alle cure sanitarie, tre hanno ottenuto l’accesso all’Assegno di Inclusione, mentre sono stati attivati otto tirocini lavorativi e tredici percorsi formativi.
Ad aprire i lavori sono stati il Sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino, l’Assessore alle Politiche Sociali Luigi Amato e l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Scisciano Raffaele Ambrosino, che hanno sottolineato il valore di una collaborazione stabile tra istituzioni, terzo settore e comunità locali per costruire strumenti concreti di inclusione e contrasto allo sfruttamento.
«Questa non è una celebrazione – ha affermato l’assessore Luigi Amato – ma il racconto degli effetti concreti prodotti da una scelta amministrativa che consideriamo un autentico atto di civiltà.»
Il Sindaco Gaetano Bocchino ha ricordato come l’Amministrazione abbia scelto di sostenere questa misura nella convinzione che «quando un’istituzione può aiutare concretamente persone ridotte in condizioni di sfruttamento e di semischiavitù, ha il dovere di farlo», sottolineando come la tutela della dignità delle persone rappresenti anche uno strumento di rafforzamento della legalità e della coesione sociale.
Nel suo intervento, Alessio Malinconico, presidente dell’associazione Restiamo Umani e attivista della Rete Vesuviana Solidale, ha ricordato come l’iscrizione anagrafica per domicilio non costituisca una concessione dell’amministrazione, ma l’applicazione di un diritto già previsto dall’ordinamento italiano e recentemente ribadito anche dall’ISTAT e dall’ANUSCA. Senza una residenza anagrafica, infatti, una persona può trovarsi nell’impossibilità di ottenere un contratto di lavoro regolare, accedere al Servizio Sanitario Nazionale, ritirare un permesso di soggiorno già riconosciuto o aprire un conto corrente, rimanendo intrappolata proprio nelle condizioni che alimentano sfruttamento e caporalato.
Il momento più intenso della conferenza è stato rappresentato dalle testimonianze di Imrul Khayes e Joy Md Farhan Rahim, due lavoratori di origine bengalese che hanno raccontato il percorso che li ha condotti, attraverso la presa in carico dello Sportello e l’iscrizione anagrafica di prossimità, dal lavoro irregolare e dallo sfruttamento alla possibilità di ottenere un permesso di soggiorno, un contratto di lavoro e una prospettiva di autonomia. Le loro storie hanno restituito un volto concreto ai dati illustrati nel corso dell’incontro, mostrando come un diritto apparentemente amministrativo possa trasformarsi nella chiave di accesso a una nuova possibilità di vita.
Significativo, in questo senso, il percorso di Joy Md Farhan Rahim, che dopo essere stato vittima di sfruttamento lavorativo è oggi mediatore culturale del progetto Su.Pr.Eme. 2, a testimonianza di come percorsi efficaci di presa in carico possano trasformare le persone da vittime di sfruttamento a protagoniste attive dei processi di inclusione e di tutela dei diritti.
Nel dibattito sono intervenuti anche Fedele Salvatore, presidente della cooperativa sociale Irene ’95 e del CNCA Campania, Ojjal Mia, lavoratore, mediatore culturale e attivista della Rete Vesuviana Solidale, e Ayoub Halloumi, operatore per l’integrazione dell’associazione Restiamo Umani. Da prospettive diverse, tutti hanno richiamato la necessità di considerare l’iscrizione anagrafica non come una misura eccezionale, ma come uno strumento ordinario di garanzia dei diritti e di contrasto alle condizioni di ricattabilità che alimentano lo sfruttamento lavorativo.
La conferenza ha rappresentato anche un momento di rilancio del percorso avviato sul territorio. Dopo Marigliano, il Comune di Scisciano sta completando l’iter amministrativo per l’attivazione della misura, mentre il Comune di Poggiomarino ha già avviato le prime iscrizioni anagrafiche di prossimità, delineando una rete territoriale sempre più ampia di enti locali impegnati nel contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato.
L’auspicio condiviso da amministratori, operatori e organizzazioni intervenute è che questo percorso possa estendersi rapidamente ad altri Comuni della Campania, raccogliendo l’invito già rivolto dalla Regione agli enti locali. Ma la prospettiva è ancora più ampia. Le criticità emerse nel corso della conferenza – dalle distorsioni del sistema del decreto flussi alle difficoltà di accesso alla residenza, ai documenti, alla sanità e al lavoro regolare – interessano migliaia di persone su tutto il territorio nazionale.
Per questo motivo, l’esperienza sviluppata a Marigliano si propone oggi come un modello di politica pubblica replicabile, capace di coniugare tutela dei diritti, contrasto allo sfruttamento e promozione della legalità. L’obiettivo è che l’iscrizione anagrafica di prossimità non rimanga un’esperienza circoscritta a pochi territori, ma possa essere adottata sempre più diffusamente a livello regionale e nazionale, contribuendo a costruire un sistema nel quale nessuna persona vittima di sfruttamento sia costretta a rimanere invisibile perché privata dell’accesso ai propri diritti fondamentali.
L’articolo Iscrizione anagrafica di prossimità: da Marigliano un modello che restituisce diritti alle vittime di sfruttamento lavorativo proviene da Comunicare il sociale.