Sodalitas Social Innovation, c’è tempo fino al 28 ottobre

ROMA- Fino al 28 ottobre tutte le Organizzazioni Nonprofit interessate potranno candidarsi alla 6^ Edizione di SODALITAS SOCIAL INNOVATION (SSI), il programma che Fondazione Sodalitas ha ideato per migliorare in modo diffuso la capacità progettuale del Terzo Settore, permettendo alle imprese di agire verso il Nonprofit non come mero donatore, ma come partner in grado di contribuire allo sviluppo di progetti sociali innovativi e con un elevato livello di sostenibilità economica. Le prime 5 edizioni dell’iniziativa hanno visto la partecipazione di 460 Organizzazioni Nonprofit con più di 500 progetti, e hanno consentito la realizzazione di numerose partnership profit-nonprofit di successo. E proprio il tema delle partnership è al centro dell’edizione 2016: le Organizzazioni Nonprofit partecipanti saranno chiamate a focalizzarsi sugli elementi innovativi, le competenze e i bisogni a cui dare risposta nell’individuare il partner con cui realizzare il proprio progetto sociale. Possono partecipare a SODALITAS SOCIAL INNOVATION le Organizzazioni Nonprofit giuridicamente costituite in Italia. I progetti candidati possono invece essere sviluppati sia sul territorio nazionale che internazionale. Ciascuna iniziativa candidata dovrà fare riferimento ad uno solo degli ambiti di riferimento delle 4 nuove categorie in cui si articola il Bando dell’iniziativa: COOPERAZIONE INTERNAZIONALE (Sicurezza alimentare, Aiuto nei PVS) INCLUSIONE SOCIALE (Lotta alla povertà e all’emarginazione, inclusione attraverso lo sport, inclusione attraverso la digital education) SALUTE SUL TERRITORIO (Educazione e prevenzione, Accessibilità alle cure, Assistenza e supporto alle famiglie) OCCUPABILITÀ (Neet, Riqualificazione/riconversione, Aiuto all’autoimprenditorialità)

Le Organizzazioni Nonprofit partecipanti concorreranno all’assegnazione di 6 Premi Speciali:

– Il Premio Speciale “Social Bond UBI Comunità” – Il Premio Speciale Enjoy UBI Banca – Il Premio Speciale Altran – Il Premio Speciale Bluefactor – Il Premio Speciale TIM – WithYouWeDo – Il Premio Speciale Techsoup Italia. La partecipazione a SODALITAS S OCIAL INNOVATION è gratuita e si svolgerà anche quest’anno sulla piattaforma digitale Ideatre60, creata da Fondazione Italiana Accenture per promuovere e sviluppare iniziative di innovazione sociale. Scarica il testo completo del bando .

Per ulteriori informazioni: Patrizia Giorgio – Fondazione Sodalitas socialinnovation@sodalitas.it 02-86460236

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Migranti, tre anni dopo la strage nel Canale di Sicilia è sempre più emergenza: nel 2016 già 4000 morti

© Yannis Behrakis | Guardian photographer of the year 2015

© Yannis Behrakis | Guardian photographer of the year 2015

ROMA – Sono passati tre anni da quando nel Canale di Sicilia, al largo di Lampedusa, avvenne una delle più gravi stragi di migranti. Era il 3 ottobre del 2013: persero la vita 386 persone, tra cui anche molti bambini. Si celebra oggi, per ricordare quella tragedia, la prima giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione, istituita con la legge 21 marzo 2016, numero 45. In questo giorno si ricordano tutti quegli uomini, donne e bambini che per sfuggire alle guerre, alle persecuzioni e alla miseria, hanno perso la vita in mare nella speranza di trovare un futuro migliore in Europa. Ma la giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione deve servire anche a riflettere su una emergenza che l’Europa non riesce ancora ad affrontare a dovere. Nel 2016 si stimano già circa 4000 morti, in aumento rispetto agli anni precedenti, e in gran parte nella rotta del Mediterraneo centrale verso l’Italia. E dal 3 Ottobre 2013 ad oggi la lista dei morti e dispersi si è allungata di oltre 11.400 persone secondo l’Unhcr.

GUS – “A distanza di tre anni è ancora oggi forte il dolore per quelle vittime innocenti – dichiara Paolo Bernabucci, presidente del GUS Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”, Ong che da oltre 15 anni si occupa dell’accoglienza di rifugiati, richiedenti protezione internazionale e migranti – Purtroppo quella del 3 ottobre 2013 non è stata l’ultima tragedia nel Mediterraneo e in mancanza di misure adeguate e politiche di accoglienza integrate, ogni giorno continuano a morire al largo delle nostre coste centinaia di persone: da ultimo il 21 settembre scorso al largo delle coste egiziane ci sono stati altri 300 morti, portando il bilancio del 2016 a 3.500 con il rischio di superare le 3771 vittime in mare del 2015. Non possiamo continuare ad ignorare le richieste di aiuto di quanti fuggono dalla guerra, dalla disperazione e dalla miseria, nella speranza di trovare nel nostro Paese e in Europa una vita più sicura e dignitosa”.

FOCSIV  – Sottolinea, invece, Gianfranco Cattai, Presidente FOCSIV: “È indispensabile, subito, nel breve periodo, da un lato creare corridoi umanitari e offrire vie legali di mobilità come alternative ai viaggi della morte e dall’altro fermare i conflitti, dalla Libia alla Siria, al Sudan, con un lavoro di diplomazia della pace ed estinguendo il commercio delle armi. Al contempo, con effetti più nel medio e lungo periodo, è necessario investire, per il diritto a rimanere sulla propria terra ed a vivere con dignità delle popolazioni del Sud, in politiche volte alla cooperazione ed alle relazioni economiche giuste, ed in azioni che blocchino le fughe dei capitali nei paradisi offshore, le evasioni e le elusioni fiscali delle imprese, le speculazioni finanziarie, l’accaparramento e lo sfruttamento insostenibile di terre, acqua e risorse naturali, le privatizzazione dei bei comuni, che impoveriscono le popolazioni più vulnerabili spingendole a migrare”.

 

di Francesco Gravetti

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La diversità spiegata ai bambini in un libro di rime e disegni

NAPOLI – Come insegnare ad un bambino l’importanza della diversità? Come aprirgli gli occhi sulle infinite sfumature del nostro mondo in tempi in cui razzismo e pregiudizio colpiscono anche gli adulti? “Signor Bianco Signor Nero” ha questo scopo e lo realizza con un linguaggio semplice e comprensibile per i bambini: rime e disegni. Scritto ed illustrato da Giovanna Pignataro e Tiziano Squillace, edito dalla Marotta & Cafiero editori, di Scampia, il libro mostra il contrasto più simbolico ed evidente al mondo e lo rende magico e necessario. Il colore bianco, rappresentato da Signor Bianco, ed il colore nero, rappresentato da Signor Nero, si sfidano con le rime e con i disegni sulle pagine per dimostrare chi dei due è più importante, ma finiranno presto per capire che l’uno non può fare a meno dell’altro per esistere. Tramite il QR code all’interno del volume sarà possibile vedere il cartone animato di “Signor Bianco Signor Nero” per rafforzare ancor di più il messaggio ai giovanissimi lettori. Il corto è stato realizzato da “La Casa dei Conigli”, famosissima associazione di Nola gestita dagli autori del libro e che dal 2006 si occupa di pubblicazioni per l’infanzia e cartoni educativi: molti di questi progetti, come “Facciamo Luce” e “Minuti Montati” sono stati trasmessi nelle scuole e sulle reti RAI.

di Stefania Melucci

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“Volontari Videomaker”, al via il corso di formazione

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NAPOLI- Il CSV nell’ambito della propria offerta formativa, propone un nuovo corso di formazione, rivolto ad aspiranti videomaker, documentaristi, videoreporter e videoblogger, che spazierà dall’ ideazione alla progettazione di video, dalla ripresa all’editing, fino alla condivisione dei più diffusi formati di video digitale, tramite l’uso delle piattaforme hardware/software più comuni. Per poter partecipare al corso è necessario avere competenze avanzate nell’utilizzo del PC e competenze di base nel video editing, oltre che essere in possesso di pc portatile almeno i5 con RAM 8 gb e scheda video 1 gb. Il corso prenderà avvio martedì 8 novembre e per iscriversi occorre compilare il form che segue entro e non oltre il 23 ottobre 2016. Le iscrizioni, ricevute secondo l’ordine cronologico, saranno accettate sino ad esaurimento della disponibilità di posti. Per maggiori informazioni sul corso scarica la locandina. Per partecipare compila il form online

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Irregolarità nell’etichettatura del pesce fresco, la denuncia di Greenpeace

ROMA – Stenta a prendere piede l’applicazione della nuova normativa europea sull’etichettatura che deve accompagnare la vendita di pesce fresco. Lo dimostra un video realizzato da Greenpeace con telecamere nascoste in alcuni banchi ittici di Roma. In base al nuovo Regolamento Ue, in vigore fin dalla fine del 2014, dovrebbero infatti essere fornite ai consumatori importanti informazioni come l’attrezzo di pesca utilizzato o l’esatta denominazione della zona o sottozona di cattura FAO per i pesci pescati nel Mediterraneo, Mar Nero e nell’Atlantico nord-orientale. Nei punti vendita visitati da Greenpeace, come si vede nel video, invece tali informazioni non sono per nulla presenti in etichetta. «Questa mancanza di trasparenza è inaccettabile. La nuova etichettatura rappresenta uno strumento importante che aiuta ad acquistare in modo responsabile il pesce», dichiara Serena Maso, campagna Mare di Greenpeace Italia. «Conoscendo l’attrezzo di pesca e la zona esatta di cattura si può infatti preferire il pesce catturato in modo artigianale e sostenibile a quello proveniente dalla pesca industriale o importato da mari lontani».

Un recente sondaggio commissionato dall’organizzazione ambientalista dimostra come pochi consumatori conoscano la nuova etichettatura. Se però correttamente informati, gli intervistati si sono detti estremamente interessati ad acquistare prodotti ittici provenienti da pesca sostenibile.  Per guidare i consumatori e aiutarli a compiere una scelta responsabile al momento di acquistare prodotti ittici, Greenpeace ha lanciato il sito fishfinder.greenpeace.it. Riduzione del consumo, sostenibilità, stagionalità, provenienza locale, stato di conservazione e soprattutto metodo di pesca utilizzato sono alcuni dei principali criteri da utilizzare se si vuole fare un acquisto responsabile.

Su fishfinder.greenpeace.it è inoltre disponibile una mappa interattiva che consente a tutti gli utenti di caricare delle foto e segnalare i rivenditori di pesce che rispettano le regole e quelli che invece non lo fanno. «Lo stato drammatico in cui versano i nostri mari ci impone di cambiare il nostro modo di pescare, consumare e vendere il pesce», continua Maso. «Servono maggiori informazioni e controlli, e i consumatori devono essere consapevoli del potere che hanno per influenzare il mercato verso la sostenibilità», conclude.

 

 

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Lavoratori esposti all’amianto: al via la sorveglianza sanitaria

NAPOLI – A partire dal mese di ottobre ripartirà il servizio di sorveglianza sanitaria, terapia e cura a favore dei dipendenti dello stabilimento ex Sacelit di Volla ammalati a causa dell’esposizione all’amianto. I controlli si potranno effettuare presso l’ASL di Castellammare di Stabia. Un servizio reso possibile grazie all’intervento dell’Osservatorio Nazionale Amianto di Volla: la caparbietà e all’audacia del dottor Angelo Guadagno, presidente onorario dell’Ona Volla e del direttore generale dell’ASL NA 3 SUD dott.ssa Antonietta Costantini, hanno reso possibile riconquistare quello che pochi mesi prima sembrava una questione ormai accantonata in Campania per una serie di circostanze avverse.

Missione della neo associazione Ona Volla è quella di porre l’attenzione sulla problematica ambientale non più trascurabile, anche alla luce delle numerose patologie scaturite tra i cittadini a causa dell’esposizione alla fibra killer. “Prendiamo atto con soddisfazione che finalmente riprenderanno i controlli sanitari per i lavoratori esposti, ciò agevolerà la diagnosi precoce delle patologie, terapie tempestive e il riconoscimento dei diritti previdenziali e risarcitori delle vittime”, dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

L’elevata presenza di materiali contaminati sul territorio ma soprattutto la lentezza con cui si svolgono gli interventi di risanamento e bonifica dei luoghi avvelenati, pongono ormai il problema di come salvaguardare la salute di migliaia di famiglie residenti nell’hinterland napoletano sottoposto ad un costante ed quasi irreversibile processo di inquinamento ambientale. Il monitoraggio delle patologie oncologiche e fibrotiche dell’esposizione all’amianto sul territorio vollese e dintorni, rappresenta un grande risultato, che consentirà non solo a decine di ex operai che hanno manipolato l’amianto di tenere sotto osservazione la propria salute, ma anche di controllare e quindi accertare la stretta correlazione tra malattie e la presenza di fattori di inquinanti sul territorio che inevitabilmente dovrà determinare una forte mobilitazione delle istituzioni pubbliche. La sorveglianza sanitaria permette la diagnosi precoce e la prova dell’esposizione e del danno.

 

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