11 Set, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA – Sostanze chimiche pericolose e persistenti, usate anche nella produzione di abbigliamento outdoor, lasciano tracce nei luoghi più remoti e apparentemente incontaminati del globo. Lo rivela “Impronte nella neve”, un rapporto di Greenpeace pubblicato sulla diffusione nell’ambiente dei Pfc, composti poli e per-florurati impiegati in numerosi processi industriali. Fra maggio e giugno otto squadre di attivisti di Greenpeace hanno intrapreso spedizioni in altrettante aree montane e remote di tre continenti, per prelevare campioni di acqua e neve che sono stati poi analizzati in laboratorio al fine di verificare la presenza dei pericolosi Pfc.
Le concentrazioni maggiori sono state trovate nel lago di Pilato, sui Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, ma anche negli Alti Tatra, in Slovacchia, e sulle Alpi, nel parco nazionale svizzero. Le altre spedizioni sono state portate a termine nella Patagonia cilena, in Cina, Russia, Turchia e nei Paesi scandinavi. «Dei diciassette composti riscontrati in tutti i campioni di neve analizzati, ben quattro hanno mostrato le concentrazioni maggiori nei campioni di neve raccolti presso il lago di Pilato, tra cui il Pfos (Perfluorottano sulfonato) già soggetto a restrizioni nell’ambito della Convenzione di Stoccolma», afferma Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace Italia.
I Pfc sono impiegati in molti processi industriali per la produzione di beni di consumo: il settore dell’abbigliamento outdoor li usa nelle finiture impermeabilizzanti e antimacchia. Una volta rilasciati nell’ambiente si degradano molto lentamente, restando nella forma originaria per diversi anni e disperdendosi così su tutto il globo. Alcuni Pfc possono causare danni al sistema riproduttivo e ormonale, favorire la crescita di cellule tumorali e sono sospetti agenti mutageni. Il nuovo rapporto di Greenpeace mostra come tutti i campioni esaminati contenessero anche Pfc a catena corta, maggiormente volatili, che possono essere trasportati anche nelle regioni più remote del pianeta.
Marchi che producono anche abbigliamento outdoor, come Puma e Adidas, hanno già adottato obiettivi ambiziosi per l’eliminazione dei Pfc. Alcune aziende più piccole ma specializzate nella produzione per l’outdoor, come Fjällräven, Paramo, Pyua, Rotauf e R’Adys, producono già intere collezioni di abbigliamento idrorepellente Pfc-free. Ma sono proprio i marchi leader del settore, come The North Face, Columbia, Patagonia, Salewa e Mammut, a mostrare scarso senso di responsabilità quando si tratta di eliminare i Pfc. Climber, sciatori ed escursionisti, ma anche famiglie e persone che amano stare all’aria aperta – chiunque abbia a cuore la salute e l’ambiente – tutti possono unirsi al movimento su detox-outdoor.org per chiedere al settore dell’outdoor di eliminare subito le sostanze chimiche pericolose.
di Danila Navarra
10 Set, 2015 | Bandi e opportunità, Comunicare il sociale
NAPOLI – Venti borse lavoro per uomini e donne dai 30 ai 65 anni, che non hanno un’occupazione e si trovano in condizioni economiche disagiate. Le ha istituite il Comune di Ottaviano, nell’ambito dei vari interventi di contrasto alla povertà previsti dall’amministrazione comunale. C’è tempo fino al 15 settembre per presentare la domanda: tutta la modulistica si può trovare sul sito internet del Comune di Ottaviano.
Il progetto, denominato, “Borsa lavoro e formazione: una opportunità per crescere” ha come obiettivo quello di facilitare l’inserimento nel mercato del lavoro di soggetti appartenenti alle cosiddette fasce deboli. Le venti borse lavoro sono state divise in quattro categorie di formazione-lavoro: 6 posti riservati a soggetti ultracinquantenni disoccupati di lunga durata (superiore a 24 mesi) come risulta dai dati del Centro per l’impiego della Provincia di Napoli, non percettori di alcun tipo di indennità; 8 posti per soggetti disoccupati in condizione di indigenza che non percepiscono alcun reddito o similari; 3 posti per soggetti disabili ai sensi della legge 68/99 art.1 con grado di invalidità non superiore al 74%; 3 posti per ragazze madri. I beneficiari della borsa lavoro saranno inseriti a discrezione della commissione giudicatrice in quattro ambiti formativo – lavorativo: servizi a supporto delle attività amministrative; servizio manutenzione stradale; servizio verde pubblico; servizio manutenzione uffici pubblici.
Ogni progetto di borsa lavoro avrà la durata di tre mesi non rinnovabili alla scadenza e senza vincoli di subordinazione con il datore di lavoro. L’impegno richiesto sarà pari a 20 ore settimanali, ossia 4 ore giornaliere dal lunedì al venerdì. E’ previsto il pagamento di un rateo mensile posticipato pari a 400 euro oneri inclusi commisurato alle ore di effettiva presenza giornaliera. Spiegano il sindaco Luca Capasso e l’assessore alle politiche sociali Ciro Sesto: “Stiamo portando avanti da tempo una serie di interventi a favore delle fasce deboli, cercando di considerare tutte le fasce di età”.
10 Set, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI – WeWorld Onlus nata a Milano nel 1999 e presente in 13 paesi e in Italia, vuole coinvolgere persone motivate e desiderose di diffondere i principi e i valori della cittadinanza mondiale. Per questo ha attivato un corso di formazione per aspiranti volontari che ha l’obiettivo di scoprire e recuperare il tema dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nella sua complessità a partire dalle diverse identità e culture di ciascuno per confrontarsi con identità e culture altre. Lavorare nelle scuole e nei quartieri della province di Napoli e Caserta permetterà di costruire un futuro responsabile, condiviso e sostenibile. Sono previsti 2 incontri della durata di 14 ore (8 ore teoriche per la prima giornata e 6 ore pratiche laboratoriali per il secondo giorno) che si terranno nei giorni 25 e 26 settembre 2015. L’ incontro teorico di terrà presso il centro Opera don Calabria a Napoli mentre la pratica verrà svolta presso la Cooperativa Made in Castel Volturno.
Il corso è gratuito; è richiesto un contributo di 10 euro per le spese relative ai pasti di venerdi e di sabato. La quota di 10 euro andrà consegnata al tutor d’aula il primo giorno di corso.
Le iscrizioni saranno aperte sino al 18 settembre 2015. Sono ammessi 20 partecipanti e le richieste saranno accolte in ordine di arrivo.
Per informazioni e iscrizioni
WeWorld Onlus – Ufficio volontariato
Tel. 02.36.21.53.18
Email volontari@weworld.it
10 Set, 2015 | Comunicare il sociale
SALERNO – 11 progetti selezionati tra web series, mostre e reportage fotografici, documentari e eventi artistici; 3 campagne di crowdfunding all’attivo grazie alla collaborazione con la piattaforma DeRev; 20 mila euro raccolti in meno di 12 mesi: questi i dati che caratterizzano il primo anno di attività firmato Giffoni Innovation Hub, azienda nata per valorizzare la creatività e la voglia di far impresa dei giovani.
Dopo il successo dei mesi scorsi, il GIH ricomincia la sua corsa. «Abbiamo da sempre puntato sul crowdfunding come strumento innovativo per il finanziamento dei giovani artisti e delle loro idee – spiega Luca Tesauro, CEO di Giffoni Innovation Hub – continueremo ad investire le nostre energie su questo mezzo, ormai sempre più diffuso e conosciuto, con la piena convinzione che dove c’è cultura deve esserci futuro».
. Da pochi giorni è stata avviata sulla piattaforma di crowdfunding DeRev la campagna dedicata a La Città Eterna, una web serie ideata da tre ragazzi: Tommaso Rossi Edrighi, sceneggiatore (26 anni); Davide Borgobello, autore e direttore artistico (25 anni) e Simone Guarany, attore (25 anni). Il ricavato permetterà al team di girare i primi episodi.
«La serie racconta di come un gruppo di amici si ritrovi a fronteggiare una vera e propria apocalisse zombie. – spiega Simone Guarany – Come tutte le piccole produzioni che nascono dal basso siamo aperti al confronto. Giffoni Innovation Hub è una realtà giovane ma che ha già all’attivo diversi successi. È un piacere collaborare con chi crede nell’arte e nelle potenzialità dei nuovi talenti, sostenendo un modo di fare cinema diverso dagli schemi».
Una storia che descrive Roma 24 ore dopo l’apocalisse, in un clima di terrore e decadenza dove c’è ancora qualcosa che rifiuta di marcire. Per la prima stagione sono previste sei puntate sul web agli inizi del 2016, affidate a sei registi tra i quali molti youtuber, una equipe di truccatori, un’organizzazione che permette di servirsi di effetti speciali all’avanguardia, un cast di giovani attori professionisti: Simone Guarany, Andrea Dianetti, Emiliano Guido, Andrea De Rosa, Valentina De Angelis, Valeria Zazzaretta, Francesca Antonucci, Matteo Quinzi, Francesca Tartaro, Arturo Scogliamiglio e Frank Messina.
Per sostenere la startup basta collegarsi al sito: www.derev.com/it/zombiearoma
07 Set, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI – Dopo l’apertura del Festival dei Vulcani, sabato scorso (5 settembre) con “Napucalisse” di Mimmo Borrelli, nello scenario del Parco Cerillo di Bacoli, sarà la volta di un altro luogo d’eccezione per Efestoval che presenterà, per la prima volta a Napoli, mercoledì 9 e giovedì 10 settembre alle ore 20.30, “Capatosta” con Gaetano Colella e Andrea Simonetti per la regia di Enrico Messina, una produzione Crest – Teatri Abitati. Lo spettacolo approda a Napoli nello spazio più adeguato: il Circolo Ilva di Bagnoli (Via Coroglio, 90 Napoli). È il racconto dell’incontro, in uno spogliatoio dell’Acciaieria di Taranto, tra uno “storico” operaio ed un giovane laureato in economia assunto, come tanti, per sostituire il padre morto di tumore. Non ci sono solo l’Ilva e Taranto nelle parole dei protagonisti: ci sono i danni del boom economico all’italiana, il sindacato, la guerra tra il lavoro e la salute, la lotta di classe o l’idea della lotta perché la classe non c’è più, la quotidianità disillusa, ma anche i sogni e i progetti, quelli dei figli ma anche, e ancora, quelli dei padri. Bagnoli e l’Ilva rappresentano tutto questo, per Napoli e per la Campania. Ed il Circolo Ilva di Bagnoli, realtà che conta circa 2000 soci – molti dei quali ex operai dell’Italsider – ospita quotidianamente questa simbiosi tra il passato e il presente.
Ma già da martedì 8 settembre si dialogherà su questi temi scottanti e ancora oggi vivi: per il ciclo di appuntamenti “Gli incontri della memoria” alle ore 19.00 al Circolo Ilva si terrà l’incontro-intervista di Mimmo Borrelli con i “depositari della memoria” del luogo che ospita lo spettacolo. Così, il giorno prima della rappresentazione saranno interrotte le operazioni di allestimento/montaggio e prova generale per dare spazio ad una chiacchierata di approfondimento aperta al pubblico con i veri testimoni, come quelli che Borrelli intervista per scrivere le sue opere.
Oltre al direttore del Festival, interverranno Gaetano Colella, Vittorio Attanasio presidente del Circolo Ivla di Bagnoli, Guglielmo Santoro, ex presidente del Circolo Ilva che ha visto la nascita del Circolo negli anni novanta e alcuni ex operai Italsider
ph Marco Caselli Nirmal
07 Set, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA – A pagare il prezzo più alto delle guerre sono i bambini, la fascia più indifesa della popolazione. Quando non vengono uccisi, infatti, sono comunque privati di tutto: di una vita normale, dei loro affetti, del cibo, della casa, del diritto all’istruzione. Molte volte subiscono violenze sessuali o altre forme di abuso, come lo sfruttamento al lavoro o l’arruolamento forzato all’interno delle milizie locali. Alcuni di loro riescono faticosamente a scappare, costretti nella condizione di rifugiati o sfollati, ma l’orrore del dramma che hanno vissuto li perseguita anche quando sono al sicuro.
INTERSOS – organizzazione umanitaria italiana che opera in tutto il mondo a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di calamità naturali, esclusione e conflitti armati – porta avanti progetti di tutela e protezione dei minori sia in Italia, dove spesso le piccole vittime approdano durante la loro fuga dalla guerra, sia nei Paesi in cui l’emergenza è in atto. La campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi con SMS solidale al 45505 promossa da INTERSOS, attiva fino al 19 settembre, nasce proprio per sostenere questi interventi a favore dei bambini vittime delle guerre.
I fondi raccolti, infatti, serviranno per sostenere A28, centro di accoglienza per minori stranieri in transito situato a Roma. La struttura, attiva dal 2011, in quattro anni ha accolto oltre 2mila minori non accompagnati. Si tratta di bambini e ragazzi provenienti soprattutto da Afghanistan, Eritrea ma anche da altri Paesi. In fuga da guerra e violenze, compiono un tragitto che dura molti mesi e spesso anni, prima di arrivare in Italia con l’obiettivo di raggiungere il Nord Europa. Nel centro A28 INTERSOS si prende cura di questi ragazzi, offrendo loro letti puliti, pasti e un cambio completo, ma soprattutto supporto psicologico e sociale con operatori qualificati e mediatori interculturali. Un’attività sempre più importante alla luce dell’attuale situazione, che vede moltiplicarsi il numero dei paesi in guerra e di quelli vessati da regimi totalitari.
La campagna con SMS solidale, inoltre, contribuirà a sostenere l’attività di INTERSOS in Sud Sudan, dove l’associazione sta sviluppando progetti di protezione minorile e istruzione in emergenza, per garantire a più di 126.000 bambini colpiti dal conflitto la possibilità di andare a scuola, ricevere cure e supporto psicologico, ritrovare le famiglie disperse a causa della guerra. Questo giovane Stato, infatti, dopo una lunga devastante guerra civile per ottenere l’indipendenza, è ora afflitto da violenti scontri tra fazioni contrapposte, con oltre un milione e mezzo di sfollati e circa 9.000 bambini soldato, coinvolti in prima linea nei combattimenti.
Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato al 45505 da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce. Sarà di 2 euro anche per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Vodafone, e TWT e di 2/5 euro per ciascuna chiamata fatta allo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb.