28 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Sperimentare nuove pratiche di welfare territoriale, ovvero percorsi di responsabilizzazione competente del territorio a partire dalla comunità, non più intesa come bacino di utenza caratterizzato da forme più o meno gravi di disagio, ma come attore sociale che si rende collettivamente capace di analizzare la propria situazione, ne riconosce i bisogni e si mobilita per il cambiamento. Questo è l’obiettivo del “Bando Agenzie di cittadinanza 2015“, nato dalla consolidata collaborazione tra CSV Napoli e Comune di Napoli. Si tratta di un’opportunità per rafforzare i legami territoriali e le molteplici espressioni di cittadinanza attiva al servizio della comunità locale, per favorire lo sviluppo delle “Agenzie di cittadinanza” in ciascuna delle dieci Municipalità, con l’obiettivo di valorizzare le risorse e le competenze del territorio per incrementare la partecipazione, la cooperazione, le esperienze di auto mutuo aiuto e ad attivare forme di aiuto leggero a fasce sociali a rischio. Il bando rivolto alle organizzazioni di volontariato di Napoli e provincia in rete con altri soggetti del Terzo Settore, prevede un finanziamento pari a Euro 650.000.
GRADUATORIA BANDO “Agenzie di cittadinanza 2015”- Di seguito si comunicano gli esiti della valutazione dei progetti presentati. La graduatoria indica i progetti distinti in base alla municipalità e non in base al punteggio ottenuto. Per i progetti approvati le organizzazioni proponenti saranno convocate per un incontro di progettazione esecutiva che sarà propedeutico alla firma della convenzione ed alla consegna della documentazione necessaria per l’avvio delle attività. Per i progetti non ammessi o esclusi in sede di istruttoria formale, le organizzazioni proponenti potranno inviare una mail a progettazione@csvnapoli.it per chiarimenti e per conoscere i dettagli sui motivi di non ammissione o esclusione.
CLICCA QUI per la Graduatoria 2015
28 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA- Greenpeace racconta il suo 2015 con le immagini più significative dell’anno che si sta per concludere. Dodici mesi importanti per i “Guerrieri dell’arcobaleno” e per tutto il movimento ambientalista globale, con numerosi traguardi raggiunti da chi si batte quotidianamente per la tutela del nostro Pianeta. Dalle proteste globali che hanno convinto Shell ad abbandonare i suoi folli progetti di trivellazione nell’Artico, alle attività dei volontari di Greenpeace Italia, mobilitati in tutto il Paese per chiedere un futuro di energia pulita e ribadire un fermo NO ai piani fossili del governo Renzi. Dalle spedizioni sulle vette più remote del nostro Pianeta, per chiedere alle industrie tessili di non utilizzare più sostanze inquinanti come i PFC, alle azioni dirette e non violente per un’agricoltura più sostenibile o a tutela dei nostri mari, minacciati dall’avanzare delle trivellazioni offshore, dai cambiamenti climatici o devastati dalla pesca eccessiva e distruttiva. Dodici mesi che hanno visto crescere il movimento globale per il clima, con centinaia di migliaia di persone scese in strada in tutto il mondo durante la COP21, per spingere i leader mondiali a raggiungere un accordo, poi arrivato, per contrastare i cambiamenti climatici in atto. Un punto di svolta, anche se il testo approvato a Parigi è stato annacquato dalle lobby dei combustibili fossili e contiene diversi punti deboli.
Ma anche un 2015 di attività a protezione delle ultime foreste del Pianeta, decimate dalla deforestazione causata dal traffico di legno illegale, dagli incendi e dall’espansione di monocolture industriali. Infine, un anno che si conclude con il supporto di Greenpeace a Medici Senza Frontiere al largo dell’isola greca di Lesbo, per cercare di portare in salvo chi, disperato, scappa da guerre e conflitti sanguinosi.«Inorriditi dall’interminabile crisi umanitaria nel Mediterraneo, siamo stati costretti a intervenire in tutti i modi possibili», spiega Alexandra Messare, direttore di programma di Greenpeace Grecia. «Fuggire da conflitti, povertà e violazioni dei diritti umani nei paesi di origine, nella speranza di una vita migliore, non è un crimine. Crediamo che chiunque debba fare il possibile per fornire aiuto se ne ha la capacità. Abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza marittima in questa collaborazione con MSF nella speranza di salvare più vite umane possibili», conclude Messare.
28 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA – Una serie di incontri sulla “Storia e la Cultura del Medio Oriente” organizzati dall’associazione culturale L’Asino d’Oro cominceranno a partire dal 10 Gennaio, e si protrarranno fino al 20 Marzo. Saranno in tutto sei domeniche, a cadenza bimensile, capitanate da un giovane archeologo siriano che in lingua araba illustrerà ai partecipanti le variegate realtà del mondo orientale. Si discuterà della nascita dell’Islam e dello sviluppo dei diversi gruppi religiosi, dei “non arabi” del Medio Oriente, dell’arte e della scrittura araba, dell’evoluzione dell’architettura islamica e ancora di uomini e donne medio orientali nella storia. La scelta di tenere gli incontri in arabo non è un caso. L’intento è quello di avvicinare i partecipanti a una cultura diversa dalla propria, e contribuire al loro potenziamento linguistico attraverso l’apprendimento di nuovi vocaboli e la pratica diretta: ognuno di essi, infatti, sarà chiamato a interagire sui temi affrontati per favorire il confronto, lo scambio di opinioni, il dialogo attivo. Un corso a tutti gli effetti, dunque, quello sulla “Storia e la Cultura del Medio Oriente”, con lezioni dalla durata di due ore ciascuna, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, presso il caffè letterario “La Bottega Elea” in via Gallia 37 b.
Francesca Coppola
21 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Di ritorno dall’ultima traversata Addis Abeba-Napoli, il fuoco negli occhi non placato dalla fatica, Marisa Porzio, ginecologa e primario dell’Asl Napoli 3 SUD, da poco in pensione, racconta del GMA, l’associazione umanitaria cui presta il suo essere donna, medico e organizzatrice.
– In che cosa si differenzia il GMA dalle altre associazioni?
“Il GMA Napoli (gruppo missioni Alem) è una non-profit (registrata al ROA, Albo regionale) e rispetto alle altre associazioni di volontariato lavora a km0: i costi di gestione sono completamente sostenuti dai volontari. Niente è tolto alle donazioni inviate per sostenere bambini e donne in difficoltà in Etiopia.”
-In quali direzioni si orienta il vostro operato?
“I nostri progetti possono essere riassunti in 5 grossi filoni:
1) Acqua e sanità, perché dove non c’è acqua la salute non puo’ essere garantita. Le norme igieniche atte a prevenire le malattie, soprattutto quelle infettive, sono completamente ignorate in quest’area del mondo.
2) Scuole, perché la promozione e il riscatto passano attraverso il superamento dell’ignoranza con cui viene mediata la negazione dei diritti primari a interi popoli.
3) Casa Famiglia, intesa come dimora e garanzia di accesso all’istruzione. I bambini di strada possono così godere di una reale alternativa all’abbandono.
4) Promozione donna, progetto dedicato alle donne, che possono imparare l’autonomia, una via d’uscita dalla sottomissione al giogo maschile attraverso l’apprendimento di un lavoro e l’accesso al microcredito.
5) Sostegno a distanza di bimbi o nuclei familiari (300€ annui – cioè meno di 1€ al giorno! – da versare a mezzo conto corrente postale o bancario)
In più laboratori ed attività su richiesta in scuole, parrocchie e gruppi consociati (Scout, Circoli culturali, ecc).”
-Spesso la gente nutre sospetti riguardo alle ruberie delle associazioni, qual è il vostro comportamento?
“Per il principio della trasparenza i nostri bilanci sono pubblicati sul nostro sito web e inviati a donatori e soci. La contabilità è a disposizione di chiunque voglia controllare. I libri contabili sono soggetti a revisione ufficiale come per le normative ONLUS.”
– Come si articola la vostra gestione?
“Si costruisce sulla prestazione volontaria di soci e amici; si lavora in ufficio tre giorni a settimana; medici e personalità di qualunque compagine lavorativa si recano a gruppi in Etiopia tre volte l’anno secondo turni.”
– Sul tema delle adozioni a distanza, la gente tende a non fidarsi perché il bambino che avevano indicato viene sostituito, di che si tratta?
“Il bambino è sostituito non a causa di imbrogli, ma perché portato via dai genitori: queste persone si spostano di villaggio in villaggio e capita che un bambino, che magari si confonde tra molti per l’elevata frequenza delle classi (50-60 alunni per aula), da un giorno all’altro non venga più trovato o ritorni dopo qualche tempo.”
– Che successi avete ottenuto finora?
“Alcuni numeri. 663 bambini in adozione a distanza; 35 donne associate al Centro Promozione Donne e titolari di Microcredito; 120 ex bambini e ragazzi di strada ospiti di 2 Case Famiglia; 12 bambine orfane affidate a famiglie locali.”
– In che modo i paesi economicamente forti “sostengono” questi territori?
“Spesso sentiamo di stanziamenti a favore di zone sottosviluppate, ma in realtà, sotto molti aspetti, non esiste una fattiva attuazione di quelli che vengono definiti i “millenium goals”, gli obiettivi che i paesi cosiddetti sviluppati si sono dati. Spesso le energie economiche o le risorse risultano frammentarie e poco incisive, per cui molto rimane da fare e alcuni paesi sono piu’ occupati in politiche estere espansionistiche, se non proprio di “colonizzazione”, anche religiosa (si vedono nascere moschee anche in villaggi sperduti dove non c’è acqua).”
– Quali sono le iniziative cui ognuno può attualmente partecipare?
“Organizzazione di eventi; fundraising; viaggi di conoscenza, cultura e lavoro in Africa; invio di materiali sanitari, medicinali, ausili scolastici e quant’altro non sia lì reperibile, ma in particolare farsi promotore del sostegno a distanza (SAD): con soli 80 centesimi € al giorno si salva una vita e noi ne siamo testimoni.”
di Elena Palazzi
Per ulteriori informazioni e contributi visitare il sito:
http://www.gmanapoli.org/
23 Nov, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- L’Unità Territoriale di Coordinamento (U.T.C.), al fine di approfondire le tematiche connesse al processo di inclusione scolastica degli alunni minorati della vista, organizza per giovedì 26 novembre dalle ore 9.00, alla sede Provinciale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti in via San Giuseppe dei Nudi, n. 80 , un importante incontro seminariale dal titolo “dalla normativa ai bisogni degli alunni con disabilità visiva”. Quest’anno, in concomitanza con l’entrata in vigore delle disposizioni contenute nella legge n. 107/2015 e considerate alcune richieste pervenute dai genitori degli alunni con disabilità visiva, a questa riunione annuale è stata data la forma seminariale con la partecipazione della psicologa dell’I.Ri.Fo.R. (Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione) Maura Paladino che affronterà le tematiche relazionali e con l’intervento della responsabile per i problemi dell’istruzione della Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Silvana Piscopo, che farà una comunicazione sulle nuove sfide cui sono chiamati gli allievi con disabilità visiva, i genitori, i docenti e i dirigenti scolastici. Inoltre, interverrà all’incontro Giuseppe Fornaro, esperto di ausili tifloinformatici che illustrerà il servizio di assistenza tecnica offerto dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e verrà, altresì, allestita una mostra di ausili per l’inclusione dell’alunno con disabilità visiva.
21 Nov, 2015 | Bandi e opportunità, Comunicare il sociale
ROMA – Documentare il mondo del volontariato in Italia attraverso la fotografia e narrare la vita delle associazioni di volontariato in azione, mostrando le iniziative, i luoghi di incontro e la realizzazione delle attività promosse dai milioni di volontari attivi nel nostro Paese. È questo lo spirito con cui la FIAF – Federazione Italiana delle Associazioni Fotografiche ha deciso di realizzare il progetto Nazionale “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano” che ha il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e che gode della collaborazione di CSVNet, il coordinamento nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato. Il concorso è rivolto ai fotografi professionisti e non, provenienti da tutta Italia, che avranno il compito di realizzare un lavoro fotografico che sia in grado di cogliere l’essenza dei volontari“…indagando quello spazio pubblico e quel senso di comunità che li contraddistingue”. Alla scadenza della raccolta dei lavori fotografici, fissata per il 31 dicembre 2015, FIAF selezionerà gli scatti migliori per valorizzarli in mostre tematiche di portata locale e nazionale; le fotografie selezionate saranno inoltre raccolte in un catalogo. Se la tua associazione è interessata a partecipare e diventare protagonista dei lavori fotografici che saranno realizzati nell’ambito del progetto compila il modulo on-line. Sarai poi ricontattato da CSV Napoli per organizzare la realizzazione degli scatti. Tutti i dettagli del concorso sono disponibili a questo link
http://fiaf.net/tantipertutti/
Per maggiori informazioni: promozione@csvnapoli.it