Vacanze e infezioni: ecco le 5 malattie più comuni in estate. gli esperti di WAidid spiegano come difenderci

ROMA  Virus e batteri non vanno in vacanza. E durante l’estate, complici il caldo, il mare o piscine e la vita all’aperto il rischio di infezioni e malattie aumenta. Tra le più diffuse: infezioni cutanee, gastroenteriti e intossicazioni alimentari, allergie da punture d’insetto, reazioni da contatto causate da meduse e tracine, colpi di sole e colpi di calore. WAidid, Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici ha stilato un elenco delle 5 malattie più comuni in estate ed ha affidato alla presidente, la professoressa Susanna Esposito, direttore dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico dell’Università degli Studi di Milano, il compito di commentarle e dare i giusti consigli ai lettori. “Purtroppo una stagione completamente esente da patologie non esiste. Anche in estate, infatti, sebbene alcuni agenti eziologici, come l’influenza, il virus respiratorio sinciziale e il Rhinovirus, scompaiano quasi del tutto – sottolinea Susanna Esposito – altri agenti patogeni prendono il sopravvento, come batteri, miceti e parassiti che sono tra i maggiori responsabili delle infezioni che colpiscono grandi e piccini nel periodo estivo. Uno stile di vita sensato e l’ascolto dei consigli degli esperti è utile per prevenire la maggior parte delle situazioni a rischio. Laddove la prevenzione fallisse, l’adesione alle indicazioni e alla terapia prescritta dagli specialisti permette una gestione ottimale di ogni caso”.

 

Ecco i consigli e le raccomandazioni di WAidid per affrontare le 5 malattie estive più comuni:

 

1.Infezioni cutanee

L’impetigine è un’infezione batterica molto contagiosa che più comunemente colpisce i bambini. Gli agenti eziologici chiamati in causa sono solitamente Streptococcus beta-emolitico di gruppo A e più raramente Staphilococcus aureus. L’impetigine causa vescicole-bolle che si risolvono nel giro di 4-8 giorni. Nelle forme più lievi e superficiali è sufficiente un trattamento locale con antisettici per ammorbidire e rimuovere le squame crostose e l’uso di antibiotici topici da applicare 2-3 volte al giorno per almeno una settimana dopo la scomparsa delle lesioni. Il trattamento antibiotico per via orale è necessario, invece, quando le lesioni sono più estese o profonde (piodermite diffusa) o se il bambino è immunodepresso: in questi casi il farmaco più indicato è l’amoxicillina + acido clavulanico che deve essere sempre prescritto dal pediatra.

Le micosi da piscina

La micosi cutanea delle dita di piedi e mani è un’infezione fungina causata da due agenti del genere Trichophyton: T. rubrum e T. interdigitalis. E’ piuttosto contagiosa ed è favorita dal contatto diretto e la frequentazione di luoghi pubblici e dallo scarso rispetto di buone norme igieniche. Le micosi sono caratterizzate da chiazze eritemato-squamose localizzate soprattutto sotto la pianta dei piedi o palmo delle mani e a livello interdigitale, sono spesso pruriginose e molto fastidiose.

Il trattamento è locale con l’utilizzo di creme a base di sostanze anti-micotiche da applicare 2 volte al giorno per almeno 14 giorni. La terapia per via sistemica va riservata a quei casi in cui c’è resistenza alla terapia locale, in cui le lesioni sono più estese o plurifocali o in caso di interessamento dei peli (perchè il follicolo pilifero non è raggiungibile dai farmaci topici).

E’ fondamentale prevenire tali infezioni utilizzando ciabattine in gomma da indossare sempre a bordo piscina, nella doccia e nello spogliatoio e teli, asciugamani e spazzole rigorosamente personali.

 

2.Gastroenteriti, diarrea del viaggiatore e intossicazioni alimentari

La gastroenterite di origine infettiva dovuta a virus come il Rotavirus, Norovirus, Adenovirus e batteri come Escherichia coli, Salmonella, Shigella e Campylobacter rappresenta una causa importante di possibile disidratazione. Soprattutto E. coli può essere implicato nell’insorgenza della cosiddetta diarrea del viaggiatore, così come possono essere implicati anche alcuni parassiti (Giardia, Entamoeba histolytica, Cryptosporidium spp.) soprattutto in aree geografiche, come la maggior parte dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, in America Centrale e nel Medio Oriente.

 Epatite A: si trasmette per via oro-fecale ed è endemica nei Paesi a basso sviluppo socio-economico, Frequente è l’acquisizione dell’infezione da frutti di mare non adeguatamente cotti. L’infezione può essere asintomatica oppure determinare diarrea e nausea, generalmente autolimitantesi, ma i soggetti colpiti eliminano il virus con le feci soprattutto nelle prime 2 settimane, rendendo possibili i contagi ed eventuali piccole epidemie. Per i bambini che si recano in viaggio in Paesi in cui è endemica l’epatite A, è utile la vaccinazione.

Salmonella species: Salmonelle non tifoidee sono batteri presenti tutto l’anno. Il veicolo principale è rappresentato da prodotti di origine animale (uova, pollame), occasionalmente altri cibi (frutta, verdura, cereali) oppure acqua, contaminati da animali infetti. Le forme tifoidee (Salmonella typhi, Paratyphi A, Paratyphi B) sono endemiche in alcuni Paesi, soprattutto in Asia: bambini che hanno soggiornato in queste aree possono presentare sintomi gastrointestinali e febbre.

Staphyloccus aureus: questo batterio è responsabile di intossicazioni alimentari. Diversamente dalle altre intossicazioni, quella dovuta a S. aureus si manifesta entro 24–48 ore dall’assunzione di un alimento contaminato, con diarrea, vomito, dolori addominali, raramente è presente febbre.

Per compensare un’eventuale perdita di liquidi è importante la reidratazione per via orale. Vanno, però, evitate le bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati che potrebbero aggravare la diarrea. E’ raccomandabile poi non smettere di mangiare, meglio se leggero, in pasti piccoli e frazionati (es. 6 pasti al giorno). In generale, quando si viaggia in zone con scarse condizioni igieniche, è importante bere solo acqua in bottiglia, non consumare verdure crude e frutta sbucciata, evitare sempre il ghiaccio. Se non si è certi della provenienza consumare carne ben cotta; evitare cibi contaminati potenzialmente a rischio come molluschi e mitili crudinon condividere tovaglioli, bicchieri, posate e stoviglie; lavare sempre bene le mani con acqua e sapone o un disinfettante a base di clorexidina dopo essere stati alla toilette e prima di mangiare o manipolare del cibo.

 

  1. Allergie da punture di insetto

Le punture di insetto, api e vespidi, causano reazioni che variano da una semplice eruzione pomfoide ad un quadro di shock anafilattico che, sebbene raro, può mettere il soggetto in serio pericolo di vita. Altre punture di insetto, ad esempio quelle delle zanzare, devono comunque essere tenute in seria considerazione e prevenute attraverso norme igienico-comportamentali: evitare l’uscita nelle ore del tramonto,utilizzare indumenti che coprano braccia e gambe, proteggersi con zanzariere ed eventuali repellenti da azionare negli ambienti o da applicare sulla pelle.

Le zanzare del genere Aedes trasmettono zika, dengue e chikungunya, quelle del genere Anopheles trasportano il Plasmodium, agente eziologico della malaria che provoca febbre, malessere, coinvolgimento progressivo neurologico, respiratorio, metabolico, nefrologico ed ematologico, con potenziale prognosi infausta e/o sequele rilevanti. Da qui l’importanza di un’adeguata profilassi in caso di soggiorno in aree endemiche.

Nella maggior parte dei casi le reazioni che si riscontrano dopo una puntura di insetto sono: arrossamento, gonfiore nella zona della puntura, fastidio o dolore che si risolvono completamente in 5-10 giorni; febbre e sensazione di malessere, ma destinati a scomparire abbastanza rapidamente. In tutti questi casi è sufficiente una pomata a base di anti-istaminici e se c’è febbre e molto dolore un banale antifebbrile come paracetamolo o ibuprofene. I casi gravi, quelli con anafilassi, si manifestano invece con un importante quadro cardiovascolare (sincope, ipotensione, e collasso), associato a disturbi respiratori (fischi e sibili all’ascoltazione toracica, stridore laringeo) e, più raramente, ad un quadro gastroenterico (coliche addominali, diarrea). In questi casi, è fondamentale un intervento terapeutico tempestivo: la somministrazione di adrenalina, così come quella di ossigeno e di fluidi per via endovenosa e l’esecuzione di accurati esami di laboratorio volti a confermare la sensibilizzazione al veleno di un determinato insetto.

 

4.Reazioni da contatto causate dalle punture di meduse e tracine

La Pelagia nucticola è una medusa abbastanza velenosa ed è la più diffusa nel Mediterraneo. Le tracine sono pesci che si trovano sotto la sabbia, vicino alla riva.

Le punture da medusa provocano dolore bruciante e poi prurito intenso, mentre sulla pelle rimane una zona eritematosa ed edematosa con possibile formazione di una bolla; le punture da tracina causano un dolore intenso che può persistere per alcune ore e la sede dell’inoculazione del veleno si presenta arrossato e gonfio. Dopo una puntura di medusa, è necessario disinfettare con acqua di mare e poi con bicarbonato, medicando, poi la parte con un gel a base di cloruro d’ alluminio; nel caso di puntura da tracina, mettere subito il piede sotto la sabbia calda o tamponare con acqua bollente, perché il calore lenisce il dolore provocato dalle tossine velenose.

Cosa non fare: sul sito di puntura non usare ammoniaca, limone, aceto, o alcol; non strofinare o grattare perchè si corre il rischio di mandare in circolo le tossine rilasciate; non utilizzare pinzette per rimuovere eventuali frammenti di tentacoli perchè la lacerazione di tessuti provocherebbe la fuoriuscita di tossine; non disinfettare con acqua dolce, troppo fredda o ghiaccio.

 

 

5.Colpi di sole e colpi di calore

Il colpo di sole è legato all’esposizione diretta ai raggi solari. Comporta un aumento della temperatura corporea oltre i 38 gradi e può associarsi a scottature. Il colpo di calore, invece, si manifesta quando la temperatura esterna è molto alta e una persona non riesce efficacemente a disperdere calore. A volte il colpo di calore si sovrappone a quello di sole. I più a rischio sono i bambini, tanto più quanto più sono piccoli. Per evitare i colpi di sole e di calore è importante evitare l’esposizione prolungata al sole, soprattutto nelle ore più calde e in assenza di un’adeguata protezione a livello del capo. Tra i sintomi: febbre, cefalea, nausea, irritabilità, confusione mentale, e, nei casi più gravi, perdita di coscienza e collasso cardio-circolatorio.

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Ambulatorio di pediatria di Emergency, il calendario

emergency21NAPOLI – Di seguito il calendario per il mese di Luglio dell’ambulatorio di pediatria che Emergency gestisce a Napoli. La struttura si trova a Ponticelli nei pressi del parco comunale fratelli De Filippo:

–         Martedì 19 luglio dalle 15:00 alle 18:00;

–        Martedì  26 luglio dalle 09:00 alle 13:00;

–        Giovedì 28 luglio dalle 09:00 alle 13:00.

Tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 09:00-13.00 dalle 14.00 -18:00 sono attivi i servizi di:

– Ambulatorio di Medicina generale;

– Ambulatorio infermieristico;

– Orientamento socio – sanitario.

 

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“Un vulcano di idee”, proposte e soluzioni per l’area protetta del Vesuvio

vulcanoNAPOLI – Un ciclo di incontri per discutere del Parco Nazionale del Vesuvio, per approfondire le criticità, condividere proposte e concordare soluzioni: questo è “Un vulcano di idee”. Il primo grande evento che mette in connessione l’Ente Parco, le istituzioni locali e regionali, e tutti i soggetti che vivono e lavorano nel territorio dell’area protetta:produttori del settore agricolo ed enograstronomico; aziende del settore turistico, alberghiero e della ristorazione; associazioni per la promozione culturale, sociale e per la tutela dell’ambiente; associazioni sportive; mondo della scuola. Appuntamento nell’Aula Magna dell’Istituto Alberghiero “L. De Medici” di via Zabatta, a Ottaviano. Si andrà avanti fino al 21 luglio, poi si riprende il 26 settembre con le scuole. Di seguito il promo dell’iniziativa

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Inaugurazione del Polo Territoriale per le famiglie alla V Municipalità di Napoli

NAPOLI – La cooperativa sociale La Locomotiva  inaugura domani, 19 luglio, il Polo Territoriale per le famiglie della V Municipalità in convenzione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli. Il Polo nasce per creare una rete riconoscibile di servizi indirizzati alla famiglia; promuovere il benessere familiare attraverso diversi servizi per il sostegno ai genitori;  favorire lo sviluppo delle ricorse della comunità e la costruzione di reti di relazioni tra le persone; integrare e potenziare le attività dei servizi territoriali in un’ottica di prevenzione del disagio familiare e minorile. Interverranno l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Napoli Roberta Gaeta, il presidente de La Locomotiva Danilo Tuccillo, il direttore educativo Arnaldo Rossi, la coordinatrice del Polo Edi Pacchioli.

 

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Rete Sprar: migranti che si integrano

NAPOLI- Nato dalle esperienze di accoglienza di alcune associazioni il programma nazionale di asilo per i rifugiati è stato istituzionalizzato nel 2002. Da allora ad oggi molte cose sono cambiate. A partire dal numero di posti, quest’anno ad oltre 26mila, soprattutto nelle regioni del sud. L’Atlante Sprar presentato qualche giorno fa a Roma racconta che nel 2015 sono stati realizzati 674 progetti, dei quali 109 dedicati a minori non accompagnati e 45 a disabili. I comuni coinvolti sono circa 1200, oltre a 29 province. Il 62,9 per cento dei posti si concentra in Sicilia, Calabria, Campania, Lazio.

Non solo braccianti agricoli. I progetti di inserimento lavorativo ai quali prendono parte i rifugiati sono tra ipiù disparati. Dalla riqualificazione urbana ad Arnesano e Copertino al laboratorio di giornalismo a Bologna. Il progetto più interessante e anche avanguardistico arriva dalla Puglia. A Martina Franca, in provincia di Taranto, il progetto prevede la promozione del turismo attraverso la valorizzazione delle bellezze locali. Tutto attraverso una ap realizzata interante dai rifugiati e richiedenti asilo. Dalla raccolta all’eleborazione dei dati. Dalla realizzazione dei file audio, alle immagini, ai video. Delle guide interattive sui luoghi ed i percorsi da visitare. Dall’archeologia industriale all’ingegnieria idraulica. Un lavoro disponibile anche online (https://izi.travel/it/27e1-sulle-vene-della-puglia/it).

di Ciro Oliviero

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“La tristezza ha il sonno leggero”, il nuovo romanzo di Marone  

d921a7c8-f7e3-45db-a60b-3371650050a6NAPOLI- Sentirsi invisibili senza che nessuno se ne accorga. Sentirsi parte della famiglia soltanto a metà, come se il corpo avesse scelto di dividersi, di fare la guerra a se stesso. Erri Gargiulo, protagonista de “La tristezza ha il sonno leggero” (Longanesi), prova qualcosa di simile: lo sradicamento causato dall’avere due padri, una madre e mezzo e una schiera di fratelli e sorelle che godono dell’appoggio di ambo i genitori. Dopo il successo de “La tentazione di essere felici”, Lorenzo Marone, con questa sua ultima fatica letteraria che può considerarsi un family novel contemporaneo, ci racconta il dramma di un bambino divenuto adulto, i cui genitori hanno divorziato quando era ancora troppo piccolo per trovare spiegazione alle dinamiche amorose che investono i “grandi”. E così Erri si fa «di speranza da quarant’anni», vive in bilico fra due famiglie che – prese dalle loro nuove esistenze – hanno dimenticato quel ragazzino rimasto nel mezzo, sull’ago di una bilancia che a volte pende a destra ed altre, precipitosamente verso sinistra.

Fragile, ironico, profondo, ma con una scarsa tendenza all’imposizione, Erri si troverà da un giorno all’altro a fare i conti con il proprio destino, con le decisioni che non ha mai avuto il coraggio di prendere e le situazioni che non è mai riuscito ad affrontare. Pagherà lo scotto di una «madre fallica», affetta da mania di controllo, al punto da esser definita «capo miliziano» della casa per la sua capacità di gestire tutto e tutti. Pagherà col tradimento di sua moglie, Matilde, con la quale non riesce ad avere un bambino, né a dare una svolta al loro rapporto logorato da una passione che si è scoperta essere spenta. E pagherà, persino, con la rivelazione di un passato scioccante da parte della sorellastra Arianna, verso cui si sentirà responsabile, sebbene non sia sua la colpa dei mostri che albergano l’animo di una donna la quale, a sua volta, è stata una bambina infelice. Erri Gargiulo è tutto questo: un miscuglio di sensibilità, di interiorità abissale che, come spiega lo stesso Marone: «fa fatica a vivere», a sopportare la realtà di un quotidiano troppo spesso crudele e abitato da individui disattenti alle altrui necessità, a quei bisogni talmente nascosti eppure così importanti che se compresi farebbero sbocciare il mondo, gli umori, gli amori. A salvarlo è senza dubbio la sua arguzia, quel filo di speranza che per fortuna in Erri non si spezza, e che ne colora la voce di una sfumatura ironica. Una sfumatura che lo aiuta ad andare avanti, a conservare quel poco di buonsenso che basta per anestetizzare la tristezza, quella che ha il sonno leggero e che ritorna, vendicativa, quando si crede di aver sconfitto i propri fantasmi. Bisogna attraversarla per metterla a tacere, ed Erri l’ha imparato a proprie spese perché «quaggiù è come una savana, e se non fai la parte del leone ti spetta quella della gazzella, la quale, poverina, fa davvero una vita di merda».

 

di Francesca Coppola

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