27 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
L’eleganza può diventare un gesto concreto di solidarietà e un potente alleato della ricerca scientifica. In occasione della Festa del Papà, la Fondazione Amici di URI, ente non profit che sostiene l’attività dell’Urological Research Institute (URI) presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, ha pensato a una speciale iniziativa per ricordare l’importanza della salute maschile e della prevenzione delle malattie urologiche.
In collaborazione con la storica maison partenopea E. Marinella, simbolo di uno stile sartoriale senza tempo del Made in Italy in tutto il mondo, nasce una cravatta ideata in esclusiva per la Fondazione: realizzata in seta blu scuro, è impreziosita da una raffinata micro fantasia floreale e dal fiocco azzurro, simbolo universale della prevenzione maschile, in una preziosa confezione perfetta per un regalo speciale. Un accessorio realizzato a mano e iconico, pensato per celebrare i papà e trasformare un dono in un gesto di responsabilità sociale e vicinanza alla ricerca.
L’iniziativa si inserisce nella campagna di raccolta fondi promossa dalla Fondazione dal 25 febbraio al 19 marzo 2026. Le donazioni contribuiranno integralmente al finanziamento dei progetti di ricerca sulle patologie urologiche, con particolare attenzione alla prevenzione, alla diagnosi precoce e allo sviluppo di terapie innovative.
«Sostenere la ricerca sulle malattie urologiche significa investire concretamente nella salute e nella qualità della vita dei pazienti. Iniziative come questa permettono di unire sensibilizzazione, prevenzione e ricerca scientifica, dimostrando come anche un gesto simbolico possa contribuire in modo tangibile al progresso medico. La collaborazione con realtà che condividono questi valori è fondamentale per continuare a sviluppare progetti di ricerca capaci di fare la differenza»,
dichiara il professor Francesco Montorsi, Presidente della Fondazione.
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27 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Il Centro La Tenda nasce come risposta comunitaria alle fragilità, coniugando accoglienza e pratiche educative in evoluzione. Dalla prevenzione delle dipendenze all’educativa di territorio, dall’ascolto dei senza dimora al sostegno delle famiglie, la rotta resta chiara: affermare la centralità della persona nel percorso e accompagnarla verso l’autonomia.
Un modello cresciuto in dialogo costante con la città e con le sue trasformazioni sociali, che non rinuncia all’idea di “tenda”: uno spazio di sosta, riorientamento e ripartenza. Attiva dal 1981 a Napoli, opera lungo l’intero spettro della fragilità, con un approccio fondato su accoglienza, transitorietà e didattica innovativa.
“La Tenda si racconta” è una nuova iniziativa di informazione sociale: uno spazio settimanale presente sui media digitali per raccontare un servizio, un progetto in cantiere, un’esperienza sociale e le storie che attraversano il Centro.
Un percorso di approfondimento per comprendere da vicino un lavoro costruito negli anni e fatto di relazioni, ascolto e responsabilità condivisa. Ogni appuntamento sarà un’occasione per entrare nei luoghi e nei significati di un impegno che continua a evolversi insieme alla città.
Il primo racconto non poteva che partire dallo Spazio Caldo, servizio diurno attivo da novembre 2025 e dedicato alle persone senza dimora.
Lo Spazio Caldo: sostegno e inclusione contro la povertà
Lo Spazio Caldo rappresenta una risposta concreta alle nuove e crescenti forme di marginalità urbana. Non è soltanto un luogo di ristoro o un presidio assistenziale, ma uno spazio educativo e relazionale dove la persona viene accolta nella sua interezza.
Qui trovano posto ascolto, orientamento, accompagnamento ai servizi socio-sanitari e percorsi laboratoriali capaci di restituire senso di appartenenza e fiducia.
Il servizio nasce con l’obiettivo di contrastare l’isolamento e ridurre i rischi legati alla vita in strada, offrendo un ambiente sicuro e regolamentato in cui ricostruire abitudini, relazioni e progettualità. Tra le attività proposte vi è “I Care”, laboratorio dedicato alla cura e all’igiene personale, pensato per rafforzare l’autostima e l’attenzione al sé.
A questo si affianca “Terra Mia”, percorso socio-educativo che favorisce una relazione più consapevole con il quartiere e promuove responsabilità e partecipazione attiva.
Non mancano momenti dedicati al benessere psicofisico con “Attivamente”, laboratorio di movimento e attività fisica, e “Ludica”, spazio ricreativo volto alla socializzazione e alla ricostruzione dei legami.
Ogni proposta è orientata alla costruzione di un percorso graduale di autonomia, attraverso una presa in carico integrata che sostiene le persone anche nell’accesso alle cure mediche, alle misure di sostegno e ai servizi del territorio.
Lo Spazio Caldo è, in definitiva, un luogo di dignità concreta: uno spazio in cui la fragilità non viene nascosta, ma accolta e trasformata in occasione di ripartenza.
L’iniziativa rappresenta un’immagine autentica della filosofia del Centro La Tenda: fermarsi, ritrovare orientamento e riprendere il cammino.
La rubrica proseguirà nelle prossime settimane con il racconto degli altri servizi e dei nuovi progetti, per continuare a condividere con la città un’esperienza sociale che da più di quarant’anni costruisce comunità, inclusione e responsabilità.
Il Centro “La Tenda”si trova nel centro di Napoli, al Rione Sanitá ed è ospitato nell’Ex Ospedale San Camillo, precisamente in Via Sanità, 95.
Sostenere queste attività significa contribuire concretamente alla costruzione di una comunità più giusta ed è possibile farlo supportando il Centro attraverso le modalità indicate sul sito ufficiale:
http://www.centrolatenda.org/sostienici-2022/
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27 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
La Città Metropolitana di Napoli, in stretta collaborazione con la Consigliera di Parità dell’Ente, Olga Izzo, e nell’ambito delle attività promosse dalla rete nazionale Re.a.dy per il superamento dell’omolesbobitransfobia, lancia “Anime a margine”: un concorso di idee a fumetti sulle adolescenze LGBTQIA+ e le identità realizzato in partnership con COMICON Napoli 2026 e dedicato interamente alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado del territorio metropolitano.
“L’iniziativa – ha affermato la Consigliera di Parità – nasce dalla convinzione che il linguaggio del fumetto sia uno dei mezzi più efficaci per raggiungere le fasce d’età più giovani e trasmettere messaggi d’impatto su temi complessi e delicati. Il progetto invita i ragazzi a raccontare storie vere che vadano oltre i margini e le definizioni preimpostate, offrendo uno spazio libero per esprimere chi sono o chi vorrebbero essere senza timore di giudizi”.
Ai partecipanti è richiesta la creazione di una breve storia a fumetti, in stile occidentale o manga, composta da un minimo di una a un massimo di cinque tavole: elaborati originali e inediti, con il divieto assoluto di utilizzare l’intelligenza artificiale per la loro realizzazione.
Per partecipare, gli studenti possono presentare lavori individuali o in piccoli gruppi di massimo cinque componenti, con il limite di due elaborati per ogni istituto scolastico.
La scadenza per l’invio delle domande, che devono essere trasmesse esclusivamente tramite posta elettronica certificata all’indirizzo istituzionale dell’ente, è fissata per le ore 23:59 del 15 marzo 2026.
La selezione dei cinque progetti vincitori e la premiazione al COMICON il 30 aprile
“L’obiettivo principale è l’individuazione di opere che sappiano diffondere la cultura del rispetto tra i generi e gli orientamenti sessuali, contrastando attivamente il bullismo, la violenza e ogni forma di discriminazione legata all’identità di genere. Attraverso la creatività visiva, il concorso punta a coinvolgere le nuove generazioni nella costruzione di una società più inclusiva e attenta alle pari opportunità”, ha spiegato la Consigliera Izzo.
La valutazione sarà affidata a una commissione composta da rappresentanti della Città Metropolitana e da un esperto di cultura del fumetto del COMICON, che premieranno i cinque lavori più entusiasmanti basandosi su criteri di coerenza, efficacia comunicativa e originalità.
I 5 vincitori saranno premiati nel corso di una cerimonia che si terrà il 30 aprile prossimo proprio durante il festival COMICON a Napoli.
Oltre ai riconoscimenti ufficiali, le opere selezionate diventeranno parte di una campagna di sensibilizzazione istituzionale e saranno presentate in una conferenza stampa dedicata il 17 maggio 2026, in occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
Per qualsiasi informazione aggiuntiva o supporto tecnico, gli interessati possono contattare l’Ufficio Pari Opportunità della Città Metropolitana di Napoli via email o attraverso i contatti telefonici dei referenti indicati nel bando, consultabile e scaricabile all’indirizzo https://shorturl.at/QNEdZ.
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27 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Per consentire la più ampia partecipazione alle associazioni interessate e la predisposizione di adeguate progettualità, la Città Metropolitana di Napoli ha deciso di prorogare dal 28 febbraio al 31 marzo 2026, alle ore 12:00 la scadenza per la presentazione delle domande per la concessione gratuita di tre immobili confiscati alla criminalità organizzata da destinare a finalità sociali.
Gli immobili sono situati nei comuni di Marano di Napoli, Giugliano in Campania e Casoria e saranno assegnati a enti del terzo settore per la realizzazione di progetti di alto valore sociale.
A Marano di Napoli l’immobile dovrà essere destinato a un progetto per farne una casa famiglia per i minori. Si tratta di due appartamenti in via Edificio Scolastico 10 (Corso Vittorio Emanuele 41) di 67 mq e di 53 mq posti al piano terra di un piccolo edificio a due livelli, vi si accede da una corte comune. L’accesso avviene mediante due distinte porte corazzate. Buono lo stato di conservazione dell’immobile in cui sono in corso anche lavori di ristrutturazione. Zona catastale A2.
L’immobile di Giugliano in Campania via Casacelle, località Palmentiello in ottimo stato di conservazione di 857 metri quadrati (7 vani), in zona catastale F1 (zona standard e per attrezzature) è destinato a un progetto di assistenza alle persone con disabilità e sostegno alle relative famiglie.
L’immobile di Casoria, in via Cupa San Marciano, di 87 metri quadrati in discreto stato di conservazione, servirà a realizzare un progetto culturale e laboratorio per giovani, un luogo in cui realizzare laboratori di giornalismo e uno sportello sociale. L’immobile è posto al primo piano di una palazzina di tre piani oltre al piano terra. Si presenta libero e si compone di 4,5 vani: 3 camere, 1 cucina e 1 bagno. Da piano regolatore, l’immobile è situato in una zona P2i –periurbana-insediamenti in contesto P2.
Gli immobili potranno essere concessi per una durata di nove anni, con possibilità di un unico rinnovo per ulteriori nove anni.
Le domande dovranno essere inviate entro e non oltre le ore 12:00 del 31 marzo 2026, secondo le modalità previste dal bando pubblicato sul sito istituzionale della Città Metropolitana di Napoli al seguente link:
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27 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Si chiama “Uno sguardo oltre. Racconta la parità in uno scatto” il concorso fotografico rivolto agli studenti e alle studentesse delle classi quarte delle scuole secondarie di secondo grado della Città Metropolitana di Napoli. Un’iniziativa che invita i giovani a fermare in un’immagine il tema della parità, trasformando la fotografia in uno strumento di riflessione, denuncia e consapevolezza.
L’appuntamento è fissato per sabato 7 marzo alle ore 10.30 nel suggestivo Salone delle Colonne della Real Casa dell’Annunziata di Napoli, in via Annunziata 34, un luogo simbolico della città che per l’occasione diventerà spazio di confronto e di dialogo tra istituzioni, associazioni e mondo della scuola.
L’obiettivo è chiaro: promuovere una cultura del rispetto e dell’uguaglianza partendo dalle nuove generazioni. Non solo un concorso, dunque, ma un percorso educativo che stimola uno sguardo critico sulla realtà e invita a riconoscere e superare i modelli culturali che ancora oggi alimentano discriminazioni e violenze.
All’iniziativa prenderanno parte rappresentanti delle istituzioni e del mondo associativo. Invitati all’incontro Aldo Policastro, Procuratore Generale della Corte d’Appello di Napoli; Isabella Iaselli, Presidente GIP facente funzione del Tribunale di Napoli; Mariangela Perito, Coordinatrice Donne Acli Nazionali; Roberta Ravolo, psicoterapeuta del Centro Antiviolenza “Il Veliero” APS; e Natalya Lyadysheva, testimone di violenza, che porterà una testimonianza diretta e significativa.
A coordinare i lavori sarà l’avvocato Delia Rocco, chiamata a guidare il confronto tra istituzioni e giovani in un momento che si preannuncia intenso e partecipato.
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27 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
“Atti persecutori, Maltrattamenti in famiglia, Rapina impropria, Lesioni personali, Violenza privata” sono questi i reati contestati a un 43enne nel verbale di arresto dei carabinieri della stazione di Bacoli che hanno portato. La vittima è l’ex moglie che, racconta il referto medico, ne avrà per 21 giorni.
La signora ha 44 anni. Separata da circa 2 anni dal padre dei suoi figli di 18 e 12 anni, non riesce più ad avere una vita libera. L’ex non accetta la fine della separazione e la segue costantemente. Sul posto di lavoro, sotto casa ma anche mentre guida. La donna è sempre “scortata” dagli occhi molesti dell’ex marito. Non solo appostamenti ma anche urla, offese e minacce condiscono la vita della 44enne. A nulla sono valse le 4 denunce che la donna ha fatto nei suoi confronti tra fine e inizio anno, anche nel giorno di Natale.
Ieri l’ultimo pericoloso episodio.
La donna è con una sua amica. La sta accompagnando all’ospedale di Pozzuoli per una visita. Sente di essere seguita ma non ne è certa. Quegli occhi ormai se li sente sempre addosso.
Accompagnata l’amica, la 44enne decide nell’attesa di andare al porto di Baia. Due passi per pensare e per rilassarsi guardando il mare si potrebbe pensare, ma in realtà nella testa della donna c’è solo lo stalker. La 44enne scende dall’auto e si allontana per poi nascondersi dietro un muro e attende. Pochi secondi e arriva una station wagon nera: è l’ex marito.
L’uomo parcheggia e scende dall’auto. Si avvicina all’utilitaria della donna e osserva. La vittima attende mentre l’uomo si allontana. Lo smartphone della donna squilla, è l’amica che ha terminato la visita medica. C’è da andare a prenderla. La 44enne accelera il passo e entra in auto. Neanche il tempo di mettere in moto che l’ex entra in auto dallo sportello posteriore sinistro. Il 43enne è alle sue spalle, la afferra e le strappa il cellulare. “Voglio solo parlare”. La donna apre la portiera e fugge, lui la insegue: avviene un’altra colluttazione con lo smartphone che cade a terra e la donna che riesce a recuperarlo. La vittima vede la caserma della capitaneria di porto e chiede aiuto. Il militare fa entrare la donna mentre l’ex marito urla e scalpita dietro la recinzione della struttura militare poi andar via.
La vittima racconta tutto ai carabinieri che acquisiscono le immagini dai sistemi di videosorveglianza e vedono la scena del porto: l’entrata in auto, la colluttazione e la fuga.
I militari si mettono alla ricerca dell’uomo che rintracciato a casa viene arrestato in differita.
Per la donna una prognosi di 21 giorni e forse la fine di un incubo.
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