26 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Al via sabato primo ottobre alle 20.00 la quattordicesima stagione del Teatro Civico 14 (all’interno di Spazio X – via F. Petrarca 25 P.co dei Pini, Caserta) con Scampoli da Robert Mitchum ad Andrea Camilleri, conferenza-spettacolo di e con Massimiliano Civica per la produzione del Teatro Metastasio di Prato, in scena anche domenica 2 ottobre alle 18.00. Una serata a metà strada tra una crestomazia di detti memorabili e il ‘Forse non tutti sanno che…’ della Settimana Enigmistica: il regista Massimiliano Civica racconterà aneddoti, pensieri ed episodi della vita di alcuni protagonisti del mondo del teatro e del cinema. Robert Mitchum, Roberto Rossellini, Jerry Lewis, Emanuele Luzzati, Andrea Camilleri: attraverso le vite di questi e di altri uomini di spettacolo si tenterà di tracciare il ritratto dei nostri artisti ideali, modelli forse irraggiungibili ma proprio per questo ‘esemplari’.
I biglietti sono acquistabili al botteghino del teatro al costo di 12 euro, 10 per il ridotto under30/over65. Per info e prenotazioni info@teatrocivico14.it oppure +39 0823441399.
Massimiliano Civica torna al TC14, dopo aver portato in scena sul palco della sala casertana L’emozione del pudore nel 2020 e L’angelo e la mosca lo scorso anno, con uno spettacolo che conduce il pubblico in un viaggio tra aneddoti, frasi, citazioni, stralci di lettere di alcuni dei più noti protagonisti del mondo del teatro e del cinema, per raccontare, anche attraverso le sue esperienze, un nuovo punto di vista sul mondo teatrale che mette in relazione gli artisti con il pubblico.
Massimiliano Civica, docente e regista teatrale Premio Ubu e ex direttore artistico del Teatro della Tosse di Genova, terrà negli stessi giorni – 1 e 2 ottobre – il suo seminario pratico di scrittura teatrale “Chi l’ha scritto?”, durante il quale, partendo da esperienze, opinioni e ricordi personali, i partecipanti lavoreranno sulla scrittura di brevi monologhi e dialoghi su temi, argomenti e situazioni proposti dall’artista. Queste composizioni saranno poi subito “testate” sulla scena, attraverso letture e piccole messe in scena realizzate dagli stessi partecipanti: in questo modo ne verrà verificata la “tenuta” teatrale, cioè la capacità dei testi di destare e mantenere la curiosità e l’attenzione di un pubblico. I singoli materiali testuali così prodotti saranno poi sottoposti ad una revisione collettiva, per scoprire insieme i trucchi, le tecniche e i segreti di quell’arte particolare che è la drammaturgia. Per partecipare contattare organizzazione@teatrocivico14.org o 0823441399.
La stagione prosegue sabato 8 e domenica 9 ottobre con Nevrotika vol. 7-8-9 scritto e diretto da Fabiana Fazio, anche in scena con Valeria Frallicciardi e Giulia Musciacco, spettacolo che chiude la trilogia sulle nevrosi mette in scena, con uno sguardo ironico, tagliente ed esorcizzante, i vari aspetti di questo “moderno disagio”.
Tutte le info sulla stagione e le attività sono sul sito https://www.teatrocivico14.it e sui canali social facebook e instagram
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26 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Sono 3 i progetti che saranno presentati il prossimo 28 settembre alle 10:30 nel cortile del plesso scolastico Annalisa Durante di Forcella: “La Napoli-Bari della Lettura”, “Leggere a Forcella” e “Il Polo d’infanzia per la lettura 0-6”, percorsi integrati sull’educazione e la pratica della lettura, destinati ad attivare un cambiamento culturale e sociale nel quartiere, sotto la spinta dell’azione rigeneratrice avviata in memoria di Annalisa Durante, vittima innocente di camorra.
A sostenere i progetti sono il Cepell – Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura e la Fondazione Banco di Napoli, che hanno inteso premiare le proposte delle associazioni Donne di Carta ed Annalisa Durante ed il lavoro svolto da quest’ultima nell’animazione del Patto Locale per la Lettura “Reading Forcella” e nel coinvolgimento crescente della cittadinanza.
Numerose le presenze attese: dall’assessora all’istruzione e alla famiglia del Comune di Napoli Maura Striano ai presidenti delle Municipalità 2 e 4 Roberto Marino e Maria Caniglia, dalla responsabile del Cepell per la promozione della lettura per l’infanzia Amalia Maria Amendola al segretario generale della Fondazione Banco di Napoli Ciro Castaldo e all’on. Paolo Siani, pediatra e vicepresidente dell’ultima commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha fatto pervenire un messaggio di sostegno.
Ad illustrare il programma di formazione “La Napoli-Bari della lettura” saranno Teresa Lucente, Giovanna Marrone e Silvia Bazzocchi dell’associazione Donne di Carta, un percorso di educazione alla lettura per l’infanzia che a Forcella sarà rivolto agli insegnanti, ai bibliotecari, agli operatori e ai genitori dei bambini del quartiere. A presentare gli altri due progetti sarà Giuseppe Perna, presidente dell’associazione Durante, che porrà l’attenzione sulla nascita del primo Polo per la lettura 0-6 nella città di Napoli, destinato ad integrare e coinvolgere gli operatori e i genitori dei bambini frequentanti i nidi comunali e le scuole dell’infanzia del territorio, quale parte integrante del più ampio progetto di lettura che coinvolgerà i ragazzi del quartiere fino all’età dell’obbligo scolastico, con la partecipazione delle famiglie e la costituzione del “Club dei lettori responsabili di Forcella”.
A condividere l’impegno per il raggiungimento degli obiettivi progettuali saranno i dirigenti scolastici Stefania Colicelli dell’I.C. Adelaide Ristori, Antonia Marino dell’I.C. Bovio-Colletta, Giuliana Zoppoli dell’I.C. Campo del Moricino e Luciano Maria Monaco dell’I.C. Paolo Borsellino.
«La lettura rende liberi ed educa alla responsabilità – ha dichiarato Giuseppe Perna – ma per soppiantare le armi della violenza con i libri è necessario un lungo percorso che sappia coinvolgere tutta la comunità. Per questo motivo le attività di lettura si terranno nelle scuole, nelle biblioteche, nei teatri, ma anche nelle case, nelle chiese, per strada e persino nei ristoranti».
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22 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Con la crisi climatica non si scherza, si può anche morire, servono interventi non più rimandabili. Secondo i dati del report del Sistema HHWW e della sorveglianza della mortalità associata alle ondate di calore (fonte Ministero della Salute) elaborati da Legambiente aggiornato al 15 agosto, nel mese di luglio l’eccesso di mortalità nella città di Napoli è stato del 26% ed ha interessato tutte le classi con età superiore a 65 anni. Per la città di Napoli sono state evidenziate 6 giornate da bollino rosso caldo intenso e 10 da bollino giallo con una temperatura superiore alla media di periodo di circa 2.5°C. Anche durante la prima metà di agosto la mortalità è stata superiore all’atteso con un +19% per la città di Napoli, con ben 11 giornate da bollino giallo. È quanto denuncia Legambiente , alla vigilia dello sciopero globale per il clima che si svolgerà domani a Napoli e in tante piazze d’Italia a cui parteciperà con i suoi circoli e con i giovani del progetto #Youth4planet.
“Non c’è più tempo da perdere – dichiara Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente – le estati torride potrebbero essere sempre più frequenti nei prossimi anni come ci raccontano gli scienziati. Le ondate di caldo possono essere mortali, soprattutto per le persone più vulnerabili come neonati, anziani e soggetti con malattie croniche. Servono da subito strategie politiche coerenti per combattere il climate change a partire dall’ aggiornare e approvare entro fine anno il piano nazionale di adattamento alla crisi climatica, in stand by dal 2018, praticare serie politiche territoriali di prevenzione del rischio idrogeologico, con una legge nazionale contro il consumo di suolo e interventi di delocalizzazione, e promuovere campagne di informazione di convivenza con il rischio per evitare comportamenti che mettono a repentaglio la vita delle persone. Oggi ci sono le soluzioni per cambiare il nostro modello economico e convertirlo: c’è bisogno soltanto della volontà politica. Per questo domani saremo in piazza per chiedere a gran voce giustizia climatica e giustizia sociale.”
Anche la Campania è sempre più colpita da eventi climatici estremi: bombe d’acque, come quella marchigiana, ma anche trombe d’aria, ondate di calore, forti siccità, grandinate sono ormai in forte aumento, colpendo soprattutto le aree urbane e causando danni ai territori e rischi per la vita dei cittadini. Stando ai dati aggiornati dell’Osservatorio Città Clima curato da Legambiente in Campania nel 2022 ( dati parziali) sono stati registrati 8 eventi estremi di cui 3 tra Salerno e provincia, 2 nella provincia di Napoli, 1 nella provincia di Avellino, 1 in quella di Benevento e 1 in quella di Caserta. Di questi 6 legati a fenomeni di precipitazione intensa e due, invece, dovuti al forte vento. Dal 2010 in Campania sono stati registrati ben 90 eventi estremi di cui 21 solo a Napoli. Nel dettaglio 30 eventi di allagamenti da piogge intense, 28 danni da trombe d’aria, 15 danni ad infrastrutture da piogge intense, 4 da esondazioni fluviali e frane da piogge intense, 5 danni dovuti a forte mareggiate.
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21 Set, 2022 | Comunicare il sociale
L’aula di un tribunale. Imputato e giudice sono uno di fronte all’altro. L’attesa del verdetto diventa elemento catalizzatore di due storie diametralmente opposte, ma che hanno impresso nella pelle la stessa origine. Questa la storia di “Dura Lex”, cortometraggio diretto da Maurizio Braucci, che verrà proiettato in anteprima il 26 settembre alle ore 18,45 all’Istituto Francese di Napoli, come evento Fuori Concorso alla 23esima edizione del Napoli Film Festival.
Prodotto da Antonio Acampora e Armando Ciotola per CinemaFiction, casa di produzione e scuola di recitazione cinematografica con sede a Napoli, in associazione con CCO – Crisi Come Opportunità, “Dura Lex” è stato ideato e scritto dai detenuti del corso di sceneggiatura condotto da Fabrizio Nardi, e realizzato nell’ambito del progetto “Presidio Culturale Permanente nell’Istituto Penale per minorenni di Airola”, con il sostegno di Fondazione “Alta Mane Italia” e coordinato dal rapper Luca Caiazzo, in arte “Lucariello”, grazie alla collaborazione della Direttrice dell’IPM di Airola Marianna Adanti.
“Come regista mi sono messo al servizio di un’idea venuta dai detenuti di Airola. Il rapporto con gli avvocati, l’attesa della sentenza, la trepidazione dei familiari lì convenuti, si sono mischiati in loro alla visione di un legame inatteso con chi doveva decidere di una condanna o di un’assoluzione. È una storia che ho sentito come misteriosa, perché conteneva al suo interno qualcosa di simile all’illusione e alla speranza, esprimeva una visione sentimentale e che infatti è stata radicata dagli autori-detenuti nel loro passato adolescenziale. Il tema è certamente relativo alla differenza tra obbligo morale ed esercizio di una funzione giudiziaria, relativo alla complessa relazione che può esserci tra amicizia e visione obiettiva. Il risultato è una storia amara in cui il protagonista ripone la sua speranza di libertà in una resa dei conti morale che viene dal passato. Anche se basata su un assurdo, io credo che questa storia abbia un significato più profondo di quanto appaia, cerca infatti di comunicarci la consapevolezza di un dissidio tra la forza dei legami umani e quella della legge”, così nelle note di regia.
In scena Antonio Braucci, Manfredo Palumbo, i giovani Raffaele Russo e Cristian Isaia, e ancora Emanuele Valenti, Domenico Ciruzzi e Anna Lucia Pierro. La fotografia in bianco e nero è firmata da Stefano Falivene.
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21 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Processo di transizione energetica, effetti del caro energia e soluzioni per affrontarlo. Questi i temi su cui Anea discuterà a Remtech Expo 2022 che parte domani a Ferrara e che rinnova la collaborazione tra Anea, che a Napoli organizza EnergyMed, e Remtech che è stata ospite della manifestazione partenopea quest’anno.
Giovedì 22 settembre, ANEA terrà il workshop “Soluzioni per promuovere l’efficienza e la riduzione dei costi di energia” alla Fiera di Ferrara, organizzato nell’ambito della partnership con Remtech e in collaborazione con Renael (Rete Nazionale delle Agenzie per l’Energia) e Aess Modena. La discussione, in programma dalle 16.30 alle 18.30 alla Sala Blu, si focalizza sul processo di transizione energetica, sugli effetti del caro energia e sulle soluzioni per affrontarlo. Verranno, infatti, presentati esempi di comunità energetiche e di autoconsumo collettivo, i modelli Esco e Global Service, per fare efficienza energetica e promuovere le rinnovabili grazie alla partecipazione di relatori di rilievo nel panorama istituzionale e imprenditoriale.
L’appuntamento di Ferrara rappresenta l’occasione, inoltre, per lanciare la 14ma edizione di EnergyMed che si terrà a Napoli (dal 30 marzo al 1 aprile 2023) e che punta ad approfondire i principali temi di attualità sull’energia, con gli organizzatori che in sinergia con partner nazionali e internazionali si apprestano ad ospitare delegazioni dai Paesi del Mediterraneo per migliorare la collaborazione in un’ottica di sviluppo green.
“Siamo soddisfatti – spiega Michele Macaluso, direttore di Anea – di portare il nostro contributo e il know how a una Fiera di primo piano. Queste collaborazioni evidenziano il ruolo chiave di EnergyMed che risulta tra le principali fiere internazionali su questi temi. Lavoriamo da tanti anni, quando le rinnovabili erano alla nascita, e il Sud è molto cresciuto da allora ma bisogna farlo ancora, vista anche l’emergenza energia”. Il workshop a Ferrara è anche valido per l’ aggiornamento professionale di ingegneri, architetti e geologi.
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21 Set, 2022 | Comunicare il sociale
Chiamati a decidere il futuro politico del Paese, i tanti giovani, che si sentono minacciati da un’avvenire quantomai incerto, scendono in piazza per chiedere maggiore impegno per la lotta ai cambiamenti climatici ad una classe politica che, a loro dire continua a non prendere seriamente la questione. La guerra, l’inflazione e il caro energia si impongono nei dibattiti politici, dominando le pagine dei giornali e le scalette dei TG. La continua emergenza a cui l’attualità ci riporta, che si ripercuote duramente su una popolazione in difficoltà a cui la futura classe dirigente non potrà voltare le spalle, rischia però di marginalizzare, dalla prossima agenda politica del Paese, la questione climatica. I temi del cambiamento climatico e delle conseguenze sulla salute umana, e dei danni economici e sociali che questa crisi provoca, fanno parte del programma elettorale di gran parte dei partiti politici in lizza alle prossime elezioni d’inizio autunno.
Soluzioni inefficaci, quelle proposte, secondo gli attivisti italiani di Fridays for Future che, il 23 settembre, il venerdì prima dell’appuntamento elettorale, si uniranno alla protesta globale degli attivisti per il clima di tutto il mondo, manifestando il loro dissenso nelle piazze italiane, per affidare, ancora una volta, le loro voci inascoltate all’ennesima edizione di quello che, ormai, è il più conosciuto sciopero per il clima a livello globale, il Climate strike. “Non comprenderemo completamente questa crisi se non la trattiamo come una crisi”, tuona Greta Thunberg, fondatrice e portavoce di un movimento di protesta pacifico divenuto, con il tempo, fenomeno virale.
A prendere parte attiva allo sciopero del prossimo 23 settembre saranno più di 14 milioni di persone, in 7500 città, in 5 continenti. “Sempre più persone stanno esigendo un cambiamento, e questo mi sembra molto promettente, però sappiamo che la crisi climatica non verrà risolta nei parlamenti. La crisi climatica verrà risolta quando abbastanza persone scenderanno in strada ed esigeranno cambiamenti: le strade influenzano il parlamento. Il cambiamento nel parlamento avverrà solo quando ci sarà un cambiamento nelle strade”, questo il pensiero di Greta, che non dimentica gli impegni disattesi e le promesse infrante fatte a lei e alle future generazioni, dalla politica. Intanto, alle porte di un’ennesima tornata elettorale, che deciderà la rotta delle future politiche ambientali del Paese, giunge ancora una volta l’appello di Fridays for Future ad adottare l’Agenda Climatica, ovvero un programma dettagliato di azioni da intraprendere per mettere freno al cambiamento climatico, a partire dal tema dei trasporti, dell’energia, del lavoro, dell’edilizia e della crisi energetica e idrica. Per loro, l’ennesima, fievole, speranza che la prossima amministrazione tenga conto delle voci dei giovani, che la considerano “l’unica agenda possibile”, ma soprattutto della comunità scientifica, compatta e unanime nel prospettarci un’avvenire tutt’altro che sereno.
Parole e promesse, speranza e rabbia, in scena sotto lo sguardo impietoso dell’orologio climatico della sede del Ministero della Transizione Ecologica, un grande display posto sulla facciata dell’edificio, proprio sopra la porta d’ingresso, lì per ricordare, a modi spada di Damocle, a chi ne varca la soglia, che restano appena 6 anni e 305 giorni al punto di non ritorno.
di Valerio Orfeo
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