14 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Giovedì 17 novembre alle ore 17:30 a Dialogue Place in via della Sapienza 18, Napoli incontreremo Alessandro Messina aurore del libro “Manager cooperativi”. Manuale per gestire imprese controcorrente, in equilibrio tra etica e business (Altreconomia).
Dialogheranno con l’autore:
Giovanna De Rosa, Direttore CVS Napoli
Marco Musella, Professore ordinario di Economia Politica UNINA
Giovanpaolo Gaudino, Presidente di Federsolidarietà Campania
Modera: Marco Traversi, CEO Project Ahead
Previsti rinfresco ed interventi del pubblico con domande rivolte direttamente all’autore.
Manager cooperativi è un libro che chi lavora in imprese cooperative, non profit, aziende benefit e responsabili, studenti e startupper etici dovrebbe assolutamente lèggere.
Una cassetta degli attrezzi del management cooperativo scritta da un economista eclettico e non allineato che da più di 25 anni lavora nel non profit.
Alessandro Messina ci parla della capacità che deve avere il mondo della cooperazione di rinnovarsi sul piano operativo e strategico, in una fase in cui l’economia sociale è notevolmente cresciuta: “La grande sfida è quella del manager di impresa cooperativa, stretto tra la coniugazione dei tipici paradigmi di efficienza ed efficacia aziendale e la complessità di una società a proprietà diffusa, spesso a movente ideale più che economico”. Una condizione che “implica coraggio, oltre che abilità diagnostica. Il coraggio di guardare oltre il momento, di tenere sempre insieme sguardo economico e sguardo sociale”.
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14 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Il progetto “Respiro” in favore degli orfani di vittime di femminicidio cresce e si allarga oltre i confini nazionali. Grazie al sostegno di uno dei partner del progetto, il Cismai (Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia), Respiro è infatti entrato in rete con ISPCAN (International Society for the Prevention of child abuse & Neglect), un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro con sede negli Stati Uniti che riunisce i professionisti che lavorano per la prevenzione e il trattamento di tutte le forme di violenza, abuso o abbandono dei bambini.
Grazie al lavoro di ISPCAN e dei suoi membri, tra cui Cismai, ogni anno migliaia di minori vengono aiutati a superare l’abbandono e gli abusi e a migliorare la loro vita.
“Sono contento e onorato di portare alla ribalta di un contesto scientifico mondiale di grande valore come quello di ISPCAN il tema degli ‘orfani speciali’, attraverso il CISMAI, società scientifica country partner di ISPCAN e partner del progetto Re.S.P.I.R.O. – ha commentato Fedele Salvatore, presidente della cooperativa Irene 95 ente capofila del progetto – Gli orfani speciali non possono essere solo un ‘effetto collaterale’ dei femminicidi: sono bambine e bambini, ragazze e ragazzi, titolari dei diritti fondamentali per i quali, sia a livello nazionale che internazionale, vanno adottate procedure di tutela, protezione e cura fin dai primissimi momenti degli eventi delittuosi, secondo un modello multiagenzia trauma informed che il progetto Re.S.P.I.R.O. ha adottato e promuove sul territorio dell’Italia Meridionale”.
I dati raccolti da ISPCAN mostrano che ogni giorno muoiono 5 bambini a causa di abusi sui minori, che una ragazza su 4 o un ragazzo su 5 subisce abusi sessuali, che oltre 1 miliardo di bambini in tutto il mondo subisce violenza. In questo contesto ISPCAN offre opportunità, accesso e conoscenza ai professionisti impegnati in tutto il mondo a proteggere i bambini dagli abusi e dall’abbandono.
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14 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
L’ Associazione di Promozione Sociale P.A.S.E. dà il via al nuovo progetto “Ricicli-amo l’arte”, indirizzato a giovani e giovanissimi della città di Napoli, sostenuto dalla Chiesa Valdese attraverso i fondi raccolti con l’8×1000. L’iniziativa è caratterizzata da due attività, quella del laboratorio manipolativo, dove i ragazzi si potranno sperimentare con attività creative utilizzando materiali di riciclo a cui verrà data nuova vita per creare oggetti d’arte, e uno Sportello Ascolto Counselling e Orientamento Scolastico indirizzato sia ai genitori che necessitano di uno spazio di ascolto sulle difficoltà quotidiane che incontrano nell’educazione dei figli, sia ai ragazzi che necessitano di un orientamento negli studi.
Il laboratorio si svolge nei seguenti giorni: Martedì pomeriggio dalle 16.30 alle 19.30 presso la Cappella San Gennaro della Parrocchia Immacolata Concezione a Capodichino, Corso Secondigliano, 78, Napoli.
Mercoledì mattina dalle 8.30 alle 11.30 presso l’Istituto Ozanam Fondazione Rione Sanità, Piazzetta San Severo A Capodimonte, 82, Napoli.
Lo Sportello Ascolto si svolge nei seguenti giorni:
Lunedì pomeriggio dalle 16 alle 18 presso la Cappella San Gennaro della Parrocchia Immacolata Concezione a Capodichino, Corso Secondigliano, 78, Napoli.
Mercoledì mattina dalle 9 alle 12 presso l’Istituto Ozanam Fondazione Rione Sanità, Piazzetta San Severo A Capodimonte, 82, Napoli.
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14 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
A partire dallo scorso settembre, l’ associazione La Mescolanza ODV, ha iniziato un piccolo viaggio verso la Giornata Mondiale Della Gentilezza, finalizzato alla creazione di un “Manifesto della comunicazione gentile e antidiscriminatoria” per sollecitare e promuovere gesti e parole caratterizzati dalla cura e dall’attenzione per gli altri, per impegnarci a stare insieme con propositi di rispetto e solidarietà reciproci non sempre scontati. Promuovere insomma la gentilezza,un principio che può essere altamente rivoluzionario nella speranza di costruire un mondo migliore. «Volevo che questo manifesto- racconta Bruna Botta, presidente dell’associazione – fosse il frutto di una co-creazione collettiva, e così è stato: esso è costituito da 45 punti che ho estrapolato da ciò che è venuto fuori da laboratori, riflessioni, confronti con studentesse e studenti, colleghi, amici, parenti, o semplici simpatizzanti della Mescolanza che hanno aderito all’appello. Nel manifesto ci sono le riflessioni di Lamin Darboe, Annamaria Belaeff, Antonio Nardelli, Pina Perrotta, Ilaria Montalto, Chiara Lucchese, Vincenzo Rummo, Rosa Fortunato, Angelo Pasquali, Tiziana Mele, Alberto Iavarone, Matar Gueye. Ci sono il laboratorio con le mie studentesse del centro SIPLA, le risposte dei miei studenti del CAS di Villa Literno, di quelli della scuola online. Ci sono i suggerimenti finali su alcuni punti di Roberta Migliaccio e gli accorgimenti tecnologici di Pasquale Lucchese. Soprattutto, un grande contributo alla realizzazione del manifesto è stato dato dalla dissertazione filosofica-sociologica , realizzata proprio in vista del manifesto, scritta dal mio studente Sadem Saidi. Un grande dono per me».
La mescolanza ODV fa parte della rete europea di organizzazioni, istituzioni, università, enti locali e gruppi informali che hanno aderito al @RAISE ( Raising Awareness for Inclusive Societies Expression – RAISE ) nella lotta contro l’incitamento all’odio e nel lavoro di contrasto all’hate speech e di prevenzione dei crimini d’odio. Ha ricevuto il marchio RAISE! Label, come simbolo della condivisione delle Raccomandazioni di Policy del progetto e del suo impegno nel promuovere l’inclusione sociale ,nel lavorare per una società europea pacifica, e nel contribuire a contrastare i discorsi d’odio. Inoltre, L’associazione La Mescolanza ODV nel 2022 ha ricevuto la Golden Flag per il lavoro di qualità con gruppi multiculturali e per l’impegno con il quale contribuisce alla promozione dell’inclusione sociale. La Golden Flag è riconosciuta a livello europeo come prodotto del progetto europeo Youth Connection, fondato dal programma Erasmus+. Nell’ambito di tale progetto è stata creata la “Carta per l’inclusione sociale e il lavoro giovanile di qualità” e La Mescolanza ODV è risultata in connessione con i principi da essa espressi, abbracciando e adottando le buone pratiche per creare un ambiente inclusivo. «Il manifesto – conclude Botta- nasce anche al fine di continuare con determinazione tali impegni a livello europeo e di portare sempre più orgogliosamente la golden flag, attraverso un lavoro quotidiano e costante per la costruzione di una società inclusiva e pacifica. Infine, aspetto più importante in assoluto, il manifesto è stato pensato per essere diffuso non solo sui social, ma anche e soprattutto in classi, uffici, luoghi pubblici, associazioni, case etc. Quindi ,la mia speranza è che possiate stamparlo e portarlo nei vostri luoghi e di leggerne qualche punto ogni giorno».
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14 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Sono 53 su 138, pari al 38,4%, i comuni campani destinatari di beni immobili confiscati alla camorra che ancora non pubblicano l’elenco sul proprio sito internet istituzionale. Cresce però sensibilmente il numero di quelli che invece lo fanno, sebbene con modalità non sempre pienamente rispondenti alla norma. Sono infatti 85 (61,6%) gli Enti che hanno regolarmente pubblicato l’elenco, rispondendo così all’obbligo sancito dal Codice Antimafia. La provincia più virtuosa è quella di Salerno, con una percentuale di comuni che pubblicano l’elenco che si attesta al 73%, con 19 comuni su 26. Seguono le province di Avellino (7 comuni su 11 – 63,6%), Napoli (31 comuni su 49 – 63,3%), Benevento (4 comuni su 7 – 57,1%). Chiude la classifica la provincia di Caserta, con una percentuale di pubblicazione del 53,3% e 24 comuni virtuosi su 45.
Sette i comuni hanno raggiunto il punteggio pieno di 100/100. Tra questi, spicca in particolare il comune di Napoli, insieme a Villa di Briano (CE), Pompei (NA), Pozzuoli (NA), Baronissi (SA), Olevano sul Tusciano (SA), San Cipriano Picentino (SA).
La fotografia aggiornata è stata scattata da Libera Campania con la pubblicazione della seconda edizione del rapporto “RimanDATI Campania”, un focus specifico della ricerca nazionale “RimanDATI”, il report sullo stato della trasparenza dei beni confiscati nelle amministrazioni locali. I dati raccolti ed elaborati nelle pagine del report dimostrano che l’esame di riparazione a cui erano stati “rimandati” i comuni campani destinatari di beni confiscati dopo la prima edizione dello scorso anno ha sortito un qualche effetto, determinando certamente un passo avanti, per alcuni comuni assolutamente decisivo e importante. Si è passati infatti da una percentuale di pubblicazione del 50,4% (dati 2021) ad una del 61,6% (dati 2022).
“È in Campania – commenta Riccardo Christian Falcone, responsabile beni confiscati Libera Campania – che l’esperienza di monitoraggio civico alla base di RimanDATI ha avuto una sua prima organica e strutturata sperimentazione sin dai primi mesi del 2020. Al gruppo di lavoro campano dedicato al tema del monitoraggio civico dei beni confiscati si deve, infatti, la prima azione territoriale di raccolta ed elaborazione dei dati successivamente estesa a tutto il territorio nazionale. E, altresì, la prima sperimentazione della fase successiva di produzione delle domande di accesso civico per chiedere la pubblicazione dei dati, estesa, per la seconda edizione del report nazionale, ad altre quattro regioni. Percorsi che hanno segnato, insomma, un modello di riferimento. Nonostante i significativi passi in avanti dimostrati dal confronto tra la prima e la seconda edizione – conclude Falcone di Libera Campania – le risultanze di RimanDATI Campania 2022 dimostrano quanto il lavoro che abbiamo davanti sia ancora lungo e difficile. Ciò che impone a tutti, istituzioni, cittadini e società civile organizzata, di assumersi meglio e di più la propria parte di responsabilità. Il nostro orizzonte resta la piena conoscibilità e fruibilità dei dati e delle informazioni sui beni confiscati come strumento di facilitazione dei processi di riutilizzo sociale. In questa prospettiva, continueremo a lavorare”.
In Campania, stando ai dati del portale OpenRe.g.i.o estratti il 15 aprile 2022, sono 2656 i beni immobili confiscati. Il dato si riferisce agli immobili destinati, quelli cioè già trasferiti al patrimonio indisponibile dei comuni nei quali insistono. La distribuzione per province vede in testa la città metropolitana di Napoli con 1341 particelle confiscate e destinate. A seguire, la provincia di Caserta (805) e quelle di Salerno (311), Avellino (87) e Benevento (21). 138 i comuni che compaiono nell’elenco degli Enti destinatari di beni immobili in confisca definitiva. A questi numeri, vanno aggiunti quelli relativi ai tre Enti sovra territoriali campani destinatari di beni confiscati, vale a dire la Regione Campania con 3 beni immobili destinati, la Città metropolitana di Napoli con 82 beni immobili destinati e la Provincia di Avellino con 3 beni immobili destinati (per un totale di 88 beni immobili destinati).
La ricerca sugli 85 comuni che hanno pubblicato l’elenco ha evidenziato come si accresca anche la qualità dei dati pubblicati. A cominciare dal formato di pubblicazione: 45 comuni (il 52,9%) pubblica i dati in formato aperto, segnando un deciso balzo in avanti rispetto al 40,9% dello scorso anno. Il monitoraggio ha riguardato anche altre informazioni fondamentali sulla vita del bene confiscato. Molto buoni i dati sulla pubblicazione delle informazioni relative a dati catastali, tipologia e ubicazione. Inferiori i numeri relativi a consistenza, destinazione, utilizzazione e assegnazione: oltre il 75% dei comuni non specifica, in particolare, la durata della concessione del bene al soggetto gestore.
Sugli 85 comuni che hanno pubblicato l’elenco è stato costruito un ranking regionale pesato: su una scala da 0 a 100, la media è pari a 58.3 punti. La Provincia di Benevento risulta la più virtuosa con 58.9 punti, seguita da Salerno (56.9) e Caserta (51.3). Sotto la soglia dei 50 punti le province di Napoli (47.7) e Avellino (42.3). Il ranking regionale cresce rispetto al 2021, passando appunto da 51.4 a 58.3. Ciò significa che in generale si è mediamente accresciuta la quantità e la qualità degli elenchi nella direzione del rispetto degli obblighi di legge relativi ai contenuti e al formato di pubblicazione. Anche in questo caso, si tratta di un passo avanti importante anche se non ancora pienamente soddisfacente.
Così come non soddisfacente è il quadro emerso dall’analisi sui 3 Enti sovraterritoriali monitorati in Campania, in particolare in relazione alla mancata pubblicazione dell’elenco da parte della Regione. Nel rapporto regionale presentato da Libera viene fotografata anche la capacità di risposta delle amministrazioni locali alle domande di accesso civico, con le quali, successivamente ad una prima ricognizione, è stata richiesto agli Enti locali di pubblicare o aggiornare gli elenchi. Sulle 138 domande inoltrate ai comuni, la risposta è arrivata solo in 50 casi. Ciò significa che il 64% dei comuni cui è stata inviata la richiesta di pubblicazione o di aggiornamento dell’elenco non ha risposto, disattendendo in questo modo ad una precisa previsione normativa, secondo la quale gli Enti della Pubblica Amministrazione, interrogati dai cittadini con gli strumenti previsti dalla legge, hanno l’obbligo di rispondere entro trenta giorni.
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14 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
La relazione tra tra comunicazione, informazione e disabilità appare ancora oggi
viziata da ignoranza, stereotipi, stigmi e pregiudizi. Resta difficile per questo realizzare una
comunicazione realmente accessibile, fruibile e inclusiva. Per questo FISH promuove una serie di seminari sul linguaggio più adeguato per descrivere la disabilità. Occasioni di riflessione e formazione destinate a giornalisti e comunicatori. Il percorso formativo “I sorrisi non bastano” rientra nell’ambito del progetto nazionale “Welfare 4.0 – Per una definizione di un welfare comunitario di inclusione”, di cui è capofila FISH. Attraverso l’alternanza di momenti laboratoriali, relazioni frontali, testimonianze e momenti
di confronto, gli appuntamenti sono tesi ad offrire ai partecipanti strumenti utili per avviare una riflessione critica sull’influenza dei diversi mezzi di comunicazione sulla rappresentazione sociale della disabilità.
La seconda serie di seminari “I sorrisi non bastano” prenderà il via mercoledì 23 novembre con l’appuntamento “I gradini questa volta non c’entrano. L’accessibilità e fruibilità della comunicazione e dell’editoria” che avrà luogo a Gorizia. Appuntamento dalle 14 alle 17 presso la sala convegni Salone d'onore Carlo X del Grand Hotel Entourage (piazza Sant'Antonio, 2). L’introduzione sarà affidata ai presidenti di FISH Friuli Venezia Giulia, Giampiero Licinio, e FISH nazionale, Vincenzo Falabella.
Interverranno Cristina Schiratti e Francesca Stella di ANFFAS Udine, Pierpaolo Gregori, giornalista e direttore generale La Fonte Comunità Famiglia, Annalisa Zovatto di ANFFAS Trieste, Lucia Baracco dell’associazione Lettura Agevolata, Guido Tedaldi, responsabile Mittelcom. A moderare Giovanni Merlo di Ledha. Il seminario è inserito nel programma di formazione professionale continua dell’Ordine dei giornalisti e consente di maturare 3 crediti formativi.
Il secondo appuntamento avrà luogo mercoledì 30 novembre a Milano dalle 14.30 alle 17.30 presso l’aula seminari dell’università Iulm (via Carlo Bo, 1). Una proposta formativa pensata per giornalisti e comunicatori ma aperta a tutte le persone che, a diverso titolo, sono interessate all’argomento. Il terzo incontro è previsto per lunedì 12 dicembre a Napoli. Dalle 14.30 alle 17.30 si terrà la sessione “Non hai una storia? Raccontare le vite senza strumentalizzare”. Maggiori informazioni sugli appuntamenti sono disponibili al link www.fishonlus.it/eventi Welfare 4.0 è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il progetto vede quale capofila FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap). Partner di progetto sono UILDM Nazionale (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità).
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