30 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Valorizzare il ruolo del volontariato nei percorsi di cura delle persone, supportando l’impegno di migliaia di organizzazioni e cittadini che, soprattutto a seguito della pandemia, hanno risposto con interventi di assistenza innovativi ai bisogni crescenti della popolazione e delle categorie più fragili.
Sono alcuni degli obiettivi del protocollo d’intesa siglato tra CSVnet – l’associazione che rappresenta a livello nazionale ed europeo i 49 centri di servizio per il volontariato (Csv) attivi in Italia – e Federavo – federazione delle Avo territoriali (associazioni di volontariato ospedaliero) attualmente operative con oltre 221 sedi in 16 regioni.
Con l’accordo, della durata triennale, CSVnet e Federavo si impegnano in particolare a favorire una maggiore sinergia fra le associazioni socie di Federavo ed i Csv, promuovendo attività di formazione e ricerca, incentivando la partecipazione attiva di persone ed enti nei progetti di cura in ambito socio-sanitario e favorendo il dialogo con le istituzioni, diffondendo i valori della cittadinanza attiva e solidale anche grazie al supporto fornito da oltre 800 operatori nei 300 punti di servizio attivati dai Csv in tutta Italia.
“Gli ultimi anni di emergenza sanitaria ci hanno dimostrato quanto il volontariato sanitario sia parte integrante del processo di cura – dichiara Chiara Tommasini, presidente di CSVnet. Un impegno che va oltre la prestazione medica perché rimette al centro la dimensione umana e la relazione fra le persone. Il protocollo d’intesa con Federavo rappresenta un importante passo in avanti per supportare sempre di più e meglio le organizzazioni attive in questo ambito”.
“Siamo molto contenti di poter contare, grazie al protocollo di intesa col CSVnet, sulla collaborazione della rete dei Csv diffusa su tutto il territorio nazionale a supporto delle sedi territoriali AVO, in un contesto di profondi cambiamenti che costituiscono un’opportunità per dare pieno sviluppo al progetto AVO di vicinanza alle fragilità” – è il commento di Francesco Colombo, presidente di Federavo.
Fra le azioni previste dal protocollo d’intesa anche l’avvio di una cabina di regia per l’analisi dei bisogni delle organizzazioni territoriali e la progettazione di azioni che favoriscano, tra gli altri aspetti, il ricambio generazionale all’interno degli enti attivi in ambito sanitario.
L’articolo Sanità, volontariato pronto al cambiamento grazie all’accordo fra CSVnet e Federavo proviene da Comunicare il sociale.
30 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Una nuova linea tecnologica che parte dal benessere animale per offrire prodotti di alto livello qualitativo e di sicurezza, e che, proprio grazie ad un controllo degli animali e della loro alimentazione, riesce anche a diminuire l’impatto ambientale dell’allevamento. È la mission del progetto Transfer, sperimentato dalla società agricola Lenza Lunga a Cancello ed Arnone, in provincia di Caserta. Tutto nasce dalla collaborazione tra Lenza Lunga, l’Università degli Studi di Napoli Federico II con il CeSMA (Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati), il dipartimento di Medicina Veterinaria e produzione animale della Federico II e la società Gematica, con il supporto di TecUp e Knowledge For Business.
La sinergia ha permesso di sperimentare una Smart Farm bufalina perfettamente tecnologizzata grazie a sensori disseminati nella stalla e robot, con cui vengono automatizzate tutte le azioni necessarie per la cura e la manutenzione dell’allevamento. Le bufale spontaneamente decidono di andare nella zona di mungitura dove un robot in automatico inizia e finisce le operazioni in base a parametri controllati dai sensori. Gli stessi meccanismi vengono utilizzati per il cibo e la pulizia della stalla.
“La nostra è un’azienda di famiglia dove l’attività bufalina si svolge dagli anni Cinquanta – racconta Giuliano Cacciapuoti, amministratore di Lenza Lunga –. Dal 2000 con mio fratello abbiamo iniziato una fase di sviluppo per il miglioramento e il benessere animale con un occhio di riguardo all’innovazione tecnologica”. Così la famiglia Cacciapuoti ha portato avanti la tradizione di famiglia e locale con tutti i vantaggi che l’innovazione offre: “Le tecnologie migliorano il benessere delle bufale e questo le rende più produttive e in questo modo riusciamo anche a preservare il nostro territorio in termini di ambiente ed ecologia”.
La smart Farm di Lenza Lunga è un allevamento attento dal punto di vista energetico: “Presto saremo autosufficienti e abbiamo già un impianto di biogas con cui produciamo energia dal metano prodotto dalle deiezioni bufaline, senza immetterlo nell’atmosfera. Inoltre, abbiamo creato un prototipo su un robot di mungitura dove analizziamo tutte le fasi di vita dell’animale attraverso le analisi del latte e la respirazione dell’animale. Ogni volta che l’animale viene munto nel nostro robot gli viene fatto un check up completo: indicatori di stress, cortisolo, progesterone. E questo significa anche la certezza della bontà e qualità del latte”.
“Tutto si basa sul concetto di mungitura volontaria – spiega Gianluca Neglia, direttore del corso di laurea in Precision Livestock Farming (Zootecnia di precisione) della Federico II -. La stalla è divisa in una zona di riposo. Ogni volta che un animale si vuole spostare nella zona di alimentazione deve attraversare un percorso che è dotato di sensori che valutano da quanto tempo non è stato munto. Se sono passate almeno sei ore il cancello si apre in direzione del robot di mungitura. In caso contrario il cancello si apre verso la zona di alimentazione. La grande innovazione del Progetto Transfer è stata l’implementazione del robot di mungitura grazie ai sensori: nel robot c’è una termocamera che valuta lo stato di salute della mammella e inoltre un sistema di rilevazione delle emissioni di metano, e due centraline meteo, che valutano temperatura e umidità nella stalla che influisce sul livello di stress delle bufale”.
Con Gematica, capofila del progetto Transfer, è stata poi creata una piattaforma informatica all’interno della quale confluiscono tutti i dati provenienti dai diversi sensori. “Vantiamo molti sottosistemi che generano dei dati indipendenti – dice Vincenzo Reccia, responsabile tecnico di Gematica –. Gematica li ha messi insieme in modo tale da avere un unico pannello che evidenzia oltre la produzione giornaliera dell’animale, il suo stato di salute e in questo modo aggrega le informazioni di due sottosistemi indipendenti. Questo ci permette di dare uno strumento decisionale al produttore anche ad esempio per fronteggiare situazioni come la mastite dell’animale. Il dato dell’immagine termica con altri dati si può anche iniziare a predire un fenomeno che può verificarsi nella stalla”.
“Il progetto Transfer mira a evidenziare il ruolo delle tecnologie abilitanti nell’ambito del paradigma 4.0 nel settore dello smart farming e della zootecnia di precisione – conclude Leopoldo Angrisani, direttore CeSMA – In questo modo le attività possono avere una ricaduta importante con aspetti sia economici ma soprattutto di valorizzazione del mercato delle aziende che spingono in quella direzione. Il prodotto che ne deriva è certificato in maniera automatica e soprattutto può dare al produttore delle informazioni che può rivendere in maniera diretta sul mercato”.
Fondamentale per il progetto il supporto di Tec Up e Knowledge for Business che oltre ad aiutare i partner nella ricerca dei finanziamenti e nella gestione, ha contribuito alla valutazione del life cycle assessment, l’analisi del ciclo di vita del prodotto, il modo migliore per valutare la sostenibilità ambientale di un progetto.
L’articolo Mungitura volontaria e impatto zero: ecco la stalla smart per le bufale campane proviene da Comunicare il sociale.
30 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Prorogata l’apertura della mostra “Mappa fantastica” di Tommaso Moscarelli, in programma al MANN fino al 3 aprile, artista formatosi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, attivo nel gruppo della Linea del Cuore. Il progetto di allestimento è curato da Giovanni Ortica e Teresa Di Monda, l’organizzazione è a cura di Nakote Aps. La mostra è visitabile gratuitamente, previa prenotazione all’indirizzo infonakote@libero.it , nella mail è necessario specificare il giorno, il numero di accessi richiesti e l’orario. Per l’accesso è necessario attendere la mail di conferma.
Note sul progetto – La Linea del cuore ha coinvolto un gruppo di persone (pazienti, educatori, volontari e artisti) che si è trasformato in un gruppo di lavoro in uno dei momenti più difficili della nostra storia recente, il lockdown a causa della Pandemia. Queste persone hanno attraversato luoghi nei quali sono stati protagonisti e fruitori di attività artistiche (teatro, musica, poesia, arti visive).
Il gruppo ha partecipato ad una molteplicità di laboratori, realizzati presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e l’Osasi WWF Cratere degli Astroni, che hanno aperto le loro porte alla fragilità, accogliendola durante la fase di chiusura dovuta alla pandemia da Covid19.
Laura Ottieri ha seguito ogni momento dei laboratori con la telecamera in spalla, narrando , in questo modo, un piccolo frammento di vita. Si tratta del racconto della guerra intima e personale che ogni persona – non solo chi è affetto da disturbi della sfera che comprende la salute mentale – sperimenta nel proprio vissuto, il conflitto con cui si sveglia ogni mattina e la costante ricerca di una pace interiore. È questa la pace che i componenti del gruppo hanno trovato, a tratti e in maniera mai definitiva, nell’arte.
Il percorso laboratoriale vuole sancire un principio, che non deve essere inteso e cristallizzato nei termini di un percorso terapeutico: vi sono tante difficoltà oggettive, ma sostenere una passione ha un ruolo fondamentale nella cura, percorrere la strada della cultura e dell’arte, accrescere la relazione con la Natura è imprescindibile per qualsiasi percorso riabilitativo e di inclusione.
Il Gruppo ha indagato le chiusure relative alle proprie fragilità, lo stigma che caratterizza la malattia mentale, quell’immobilismo agghiacciante che caratterizza la vita quando si entra in una dimensione diversa rispetto all’ordinario e si trova, alla fine, un proprio equilibrio. Per il gruppo Linea del Cuore è stata resistenza(resilienza).
L’articolo “Mappa fantastica”, prorogata la mostra in programma al MANN proviene da Comunicare il sociale.
30 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Oltre 110mila richieste di sostegno nel solo 2022 e segnalazioni di malessere emotivo più che raddoppiate nell’arco degli ultimi tre anni, con un forte aumento di contatti da parte dei giovani e una tendenza in netta crescita. A lanciare l’allarme, in occasione della Giornata Mondiale della Salute che ricorrerà il prossimo 7 aprile, è l’organizzazione di volontariato Telefono Amico Italia, che da oltre 50 anni, attraverso oltre 500 volontari distribuiti in 20 sedi su tutto il territorio nazionale, si prende cura di coloro che attraversano un momento di fragilità emotiva aiutandoli a superare le tensioni e a ritrovare il benessere emozionale attraverso l’ascolto e il dialogo.
«Negli ultimi tre anni – spiega la presidente dell’organizzazione Monica Petra – abbiamo riscontrato una forte crescita, iniziata con la pandemia da Covid-19: le richieste di aiuto sono raddoppiate rispetto al 2019 e continuano a crescere, nell’ultimo anno abbiamo registrato una ulteriore crescita del 9% rispetto al 2021 e oltre 50mila nuovi utenti, ovvero persone che in passato non avevano mai sentito l’esigenza di rivolgersi al servizio, gestendo una media di una richiesta di aiuto al minuto. Stiamo vivendo un momento di forte fragilità emotiva, ma anche di maggiore propensione alla richiesta di sostegno: una tendenza che è importante incoraggiare, perché parlare con qualcuno, anche in forma anonima, ed essere ascoltati può aiutare a contrastare lo sviluppo di disagi più marcati e complessi da affrontare».
La sfera emotiva e psicologica è una componente fondamentale dell’individuo e può influenzare anche lo stato di salute. «Un disagio psicologico può fare male quanto uno fisico», sottolinea Maurizio Pompili, professore ordinario di Psichiatria dell’Università di Roma La Sapienza, direttore della UOC di Psichiatria al Sant’Andrea di Roma. «Bisogna sempre ricordarsi che siamo un tutt’uno di mente e corpo – aggiunge – è necessario non trascurare mai i segnali di malessere psicologico, che, a cascata, si ripercuotono su tutta l’esistenza dell’individuo».
Telefono Amico Italia supporta emotivamente le persone in difficoltà attraverso tre modalità di ascolto riservate e confidenziali: colloquio telefonico attraverso il numero unico nazionale 02 2327 2327, attivo 365 giorni all’anno dalle 10 alle 24; Mail@mica, alla quale è possibile accedere attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it e WhatsApp Amico, raggiungibile via chat al 324 011 72 52 tutti i giorni dalle 18 alle 21. Gli ultimi due servizi sono utilizzati prevalentemente dagli under 26, le cui richieste di sostegno sono in forte aumento.
I DATI DI TELEFONO AMICO. Nel 2022 sono state più di 20mila le ore trascorse dai volontari con le persone in cerca di aiuto, a fronte dei 7.830 e 12 minuti del 2019, con una media di 186,4 telefonate al giorno.
Gli utenti che si rivolgono al numero unico nazionale sono prevalentemente uomini, a differenza della chat e della mail, e l’età è più alta degli altri servizi. L’utente tipo ha tra i 46 e i 55 anni, è disoccupato, vive da solo e proviene dal Nord Ovest. Un profilo completamente diverso da quello che emerge dal servizio Whatsapp: l’utente medio è una giovane donna dai 26 ai 35 anni, studentessa che vive in famiglia. Per quanto riguarda le problematiche di chi contatta Telefono Amico Italia sia via telefono che via chat prevalgono quelle legate all’area del sé: in particolare, chi telefona accusa soprattutto solitudine e bisogno di compagnia, chi scrive in chat manifesta, invece, principalmente, problematiche esistenziali e disagio psicologico.
Nel 2022, inoltre, c’è stato un forte aumento di richieste d’aiuto via mail: dalle più di 1.200 mail del 2021 alle oltre 2.000 del 2022, circa il 68% in più e si è registrato un aumento del 107% di utenti del servizio. Gli utenti sono per la maggior parte donne (il 63%), vivono in famiglia, sono studenti (21%). Al primo posto con il 20% sono giovani dai 19 ai 25 anni, al secondo posto dai 26 ai 35 anni con il 13% e al terzo posto dai 15 ai 18 con il 9 %. I problemi sono l’area del sé, la relazione, il senso di emarginazione.
IL MALESSERE DEI GIOVANI. «Tra il 2020 e il 2021, come confermano i dati Istat 2022, si registra una deflessione dell’indice di salute mentale tra i ragazzi tra i 14 e i 19 anni rispetto all’andamento degli anni precedenti, soprattutto tra le ragazze», spiega Michela Gatta direttore dell’Unità operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. «È davvero molto importante riconoscere e curare tempestivamente i problemi di salute mentale nei giovani per intervenire subito e sostenerli nel loro sviluppo – aggiunge – Non bisogna dimenticare che la maggior parte dei disturbi psichiatrici dell’età adulta ha origine in infanzia e in adolescenza».
I SEGNALI DI ALLARME. I segnali di allarme di un malessere psicologico sono molteplici: «Spesso l’espressione di malessere psico-emotivo si rivela con manifestazioni somatiche, come nei bambini – sottolinea la neuropsichiatra Gatta – Negli adolescenti si assiste a cambiamenti del tono dell’umore, irritabilità, chiusura relazionale e minori energie spese nell’interazione e nelle attività di gruppo, disinvestimento scolastico, pensieri e verbalizzazioni negativi, autosvalutazione, disistima. Si possono associare un’alterazione del ritmo sonno-veglia e delle abitudini alimentari».
«Viviamo un periodo di grandi squilibri, dopo la pandemia, la guerra e le incertezze dovute ai cambiamenti socioculturali – conferma il professor Pompili – I giovani e le ragazze in particolare sembrano pagare un prezzo maggiore, adottando comportamenti ad alto rischio. In questo periodo l’autolesionismo sta dilagando: non equivale al rischio di suicidio, non c’è volontà di morire, ma può sfociare in situazioni più gravi, mettendo a repentaglio la vita dell’individuo. Così anche per l’abuso di alcol. Bisogna infondere molta speranza e sostegno ad una popolazione giovane che diverrà il mondo adulto di domani».
LE VIE DI USCITA E IL NODO DELL’ACCESSIBILITA’ DELLE CURE. La Giornata mondiale della Salute quest’anno è dedicata al tema caldo dell’accessibilità delle cure e Telefono Amico Italia è un presidio aperto a tutti coloro che ne hanno bisogno. «Lo potremmo definire una sorta di ‘pronto soccorso della salute mentale’; un primo passo per prendersi cura del proprio benessere psicologico, sin dalle prime spie di malessere come il senso di solitudine, o loneliness, ovvero l’incapacità di connettersi al mondo esterno, l’incomunicabilità», spiega Monica Petra, sottolineando come il semplice ascolto possa aiutare a prevenire lo sviluppo di disagi più importanti che necessitano un intervento di tipo medico.
«I servizi pubblici per la salute mentale ci sono e costituiscono un approdo per le persone in crisi. Tuttavia, alla luce delle crescenti richieste dovrebbero essere implementati e accessibili ad un’utenza spesso rappresentata dalla popolazione giovanile – spiega lo psichiatra Pompili – Negli Usa si registra un aumento tra i giovani della richiesta di pronto soccorso e dei presidi di salute mentale».
«Per i ragazzi – aggiunge la professoressa Gatta – esistono i servizi che si occupano di salute mentale in età evolutiva e che fanno parte della rete del sistema sanitario nazionale, del privato accreditato o del privato: si tratta di servizi ambulatoriali, semiresidenziali o residenziali come ad esempio ospedali, case di cura o comunità per minori. Nella maggior parte dei casi i minorenni vi accedono con il consenso genitoriale e sotto la responsabilità dell’adulto di riferimento. Accanto ai servizi, non dimentichiamo tuttavia che spazi di aggregazione, socializzazione, ma anche attività espressive ed interattive, non sanitarie o specialistiche, sono molto importanti per favorire e sostenere il benessere e lo sviluppo emotivo e sociale dei giovani».
Per stare accanto ai ragazzi, Telefono Amico Italia ha aperto sul proprio sito una sezione dedicata a loro “Sos giovani”, con focus su bullismo e cyberbullismo e altre criticità legate ai più giovani, come ad esempio i disturbi alimentari e l’autolesionismo. Una sorta di vademecum per identificare il proprio disturbo facilmente, capire come ci si sente, a chi rivolgersi, leggere alcuni suggerimenti e qualche spunto (https://www.telefonoamico.it/sos-giovani/).
I VOLONTARI. Telefono Amico Italia è sempre alla ricerca di volontari che rispondano alle numerose richieste d’aiuto: chi volesse avere più informazioni o intraprendere il percorso per diventare volontario può collegarsi a https://www.telefonoamico.it/diventa-un-volontario/inviaci-la-tua-richiesta/ oppure inviare un’email a volontari@telefonoamico.it.
NON-STOP DI PASQUA. I volontari di Telefono Amico Italia anche quest’anno, continuano la tradizionale Non stop pasquale, inaugurata nel primo anno Covid: nel week end di Pasqua saranno attivi h24 per stare accanto a chi vive un momento di fragilità anche in questi giorni così delicati. I periodi più critici per la salute mentale coincidono, infatti, spesso, con quelli delle feste. La linea telefonica di Telefono Amico Italia sarà attiva dalle 10 del mattino di sabato 8 aprile fino alle 24 del lunedì di Pasquetta: una vera e propria maratona di ascolto che garantirà il giusto sostegno, in un periodo difficile, per le persone in difficoltà.
L’articolo ALLARME DISAGIO PSICOLOGICO IN ITALIA: NEL 2022 OLTRE 110MILA RICHIESTE D’AIUTO A TELEFONO AMICO proviene da Comunicare il sociale.
30 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Ogni giorno è uno strazio. La mamma mi porta a scuola e non voglio che vada a lavorare. Vorrei stare con lei tutto il giorno. Oggi in classe è arrivata Giulia, l’educatrice che ci fa fare dei laboratori con disegni, giochi e robot, ma oggi sono troppo triste perché mamma tornerà tardi.
Si apre con queste parole “Voglio essere un pianeta” il primo degli 8 fumetti che compongono Diario di Classe, la nuova campagna promossa da Mission Bambini per dare voce alle emozioni e ai sentimenti di studentesse e studenti delle scuole primarie e secondarie che partecipano alle attività che la Fondazione organizza in 7 scuole primarie e secondarie di Milano, Padova e Napoli. (Qui il link per vedere il fumetto completo “Voglio essere un pianeta”).
Seguendo il calendario scolastico, da marzo fino a dicembre, ogni mese verrà pubblicato online sui social della Fondazione un nuovo fumetto incentrato su un tema specifico tra quelli affrontati tramite i progetti che porta avanti nelle scuole: povertà educativa, benessere psico-emotivo, dispersione scolastica.
Gli 8 fumetti sono il frutto della delicata mano della giovane illustratrice Susanna Morari che, attraverso il linguaggio del fumetto, rielabora e dà forma ai pensieri e alle esperienze di bambini e ragazzi. L’obiettivo è realizzare un racconto collettivo, un vero e proprio Diario di Classe condiviso che raccoglie testimonianze e racconti di studentesse e studenti, accogliendo le loro preoccupazioni ed esperienze legate alla vita a scuola.
“Quando ho ricevuto la richiesta di collaborazione da parte di Mission Bambini mi sono sentita molto lusingata: i temi che trattano sono temi che a me stanno molto a cuore e avere la possibilità di prendere parte a un progetto del genere è stato davvero bellissimo”, racconta Susanna Morari. “Quando poi ho letto il primo testo su cui lavorare ero senza parole, entrare nel concreto e leggere questi racconti mi ha toccato molto, spero tanto di riuscire a tradurre queste parole in immagini altrettanto forti e degne dell’attenzione che meritano.”
Il lavoro di Mission Bambini nelle scuole si fonda sul principio secondo cui “un bambino che sta bene è un bambino che apprende di più” e, in particolare, la campagna Diario di Classe, si concentra su tre specifiche linee di intervento.
La prima è realizzata in collaborazione con l’Università di Padova, Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, e prevede l’inserimento di un gruppo di professionisti che, in stretta collaborazione con il corpo docente e i genitori, lavora quotidianamente per migliorare il benessere psico-emotivo di studentesse e studenti. Durante i laboratori vengono promosse una serie di attività per aiutarli a imparare a comprendere e regolare le proprie emozioni, gestire lo stress, sviluppare la capacità di socializzare e regolare il proprio comportamento creando delle relazioni sociali positive e durature. Il secondo ambito di intervento afferisce a “Stringhe: piccoli numeri in movimento”, progetto selezionato dall’impresa sociale “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Si tratta del primo progetto in Italia che unisce educativa digitale e motoria ed è rivolto a bambini dai 5 agli 11 anni che vivono in contesti di fragilità delle periferie. Realizzato principalmente all’interno e in collaborazione con il sistema scolastico, prevede l’introduzione di attività che si basano sull’uso combinato del coding e della robotica con la psicomotricità e l’attività sportiva.
La terza linea di intervento si concentra sulla prevenzione della dispersione e dell’abbandono scolastico: la dispersione scolastica è un fenomeno complesso e particolarmente diffuso in Italia. I dati dicono che la percentuale di abbandono complessivo per la scuola secondaria di I grado è stata dello 0,64% (pari a 10.938 alunni); mentre per la scuola secondaria di II grado questo dato ammonta al 3,79% (pari a 98.787 alunni).
In totale, dunque, sono circa 110.000 gli studenti che abbandonano annualmente la scuola italiana, oltre a quelli che si perdono nel passaggio dal primo al secondo ciclo (dati Ministero dell’Istruzione e del Merito 2021). Mission Bambini si occupa di accompagnamento allo studio, orientamento ed empowerment, affiancando anche i genitori e gli insegnanti perché abbiano una sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo e della propria efficacia educativa.
L’articolo Mission Bambini avvia la campagna “Diario di Classe”: 8 fumetti per raccontare le emozioni proviene da Comunicare il sociale.
30 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Torna, in occasione della Pasqua 2023, il Miserere del maestro Carlo Faiello con protagonista Isa Danieli. Lo spettacolo, in forma di Teatro/Concerto a cura de Il Canto di Virgilio, viene replicato con successo da 8 anni a Napoli ed è un appuntamento fisso delle festività pasquali.
Quest’anno il Miserere è dedicato a Don Peppe Diana, il prete di Casal di Principe ucciso dalla camorra il 19 marzo del 1994 perché aveva incitato i suoi concittadini a ribellarsi allo strapotere dei clan. L’evento, fissato per mercoledì 5 aprile 2023 alle ore 20 nell’ Abbazia di San Lorenzo fuori le mura ad Aversa (Caserta), è promosso in collaborazione con il Comitato don Peppe Diana e con il patrocinio morale del Comune di Aversa. “E’ un’occasione straordinaria”, dichiara Salvatore Cuoci, coordinatore del Comitato – un evento di preghiera e di ringraziamento, un invito a continuare ad essere sentinelle e profeti per vegliare l’aurora, per dire sì alla vita, ad accettarsi con i nostri limiti e le nostre aspirazioni”.
Giovedì 6 e venerdì 7 Aprile 2023 alle ore 20 invece come da tradizione il concerto replicherà a Napoli alla Domus Ars di via Santa Chiara.
Venerdì 31 marzo, inoltre, ci sarà una anteprima del Miserere nella Chiesa di Maria Santissima Desolata a Bagnoli (Napoli) alle ore 19.
Il Miserere- L’opera di Carlo Faiello è un ‘Oratorio laico’, una ‘Cantata sulla Passione’ ispirata alle antiche processioni e cerimonie del Sud Italia, basata su una serie di ricerche e elaborazioni su parte del repertorio musicale para-liturgico di tradizione orale della regione Campania, pone l’attenzione sui canti e le liturgie del Cilento Antico, Zona Vesuviana, Terra di Lavoro, Costiera Amalfitana e Irpinia. Un flusso sonoro di “canto sacro” – di materia linguistica dialettale e non, di musica etnica, di modalità lessicali e gestuali – carico di significati e di stratificazioni. A ciò si aggiungono le composizioni originali del musicista napoletano.
Tra i pezzi cantati da Isa Danieli, nel ruolo della Madonna ci sono: “Rose e spine”, “Sento l’amato Figlio”, “Sona ca sceta”. Sul palco anche cinque voci straordinarie: Patrizia Spinosi, Monica Assante di Tatisso, Marianita Carfora, Elisabetta D’Acunzo e Antonella Maisto. Preziosi i distillati sonori del Quartetto Santa Chiara: Giuseppe Di Colandrea al clarinetto; Antonello Grima al violoncello; Pasquale Nocerino al violino; Eco Puccini alla chitarra.Testi e Musiche Carlo Faiello.
“Il contenuto del Miserere – Cantare la Passione purtroppo, è sempre profondamente attuale, perché, come è risaputo, narra la storia di una madre che assiste alla tortura e all’uccisione della propria creatura. Ho scelto di dedicare la rappresentazione di questa edizione a Don Peppe Diana, perché il suo sacrificio ha lasciato un segno profondo non solo nella nostra Regione.
Come Cristo ha avuto il coraggio di fare una scelta differente denunciando una realtà criminale e prepotente che in molti ancora fingono di non vedere”, spiega Carlo Faiello.
“E’ sempre una grande emozione essere protagonista nei giorni delle sacre rappresentazioni della settimana santa. Quest’anno sarà ancora più commovente, perché il dolore di Maria per la morte del Figlio sarà un’occasione per ricordare tutte quelle madri a cui è stato sottratto un figlio come Don Peppe Diana, morto per amore del suo popolo, la cui voce, dal giorno del suo assassinio, è diventata un grido che incessantemente scuote le nostre coscienze”, dice Isa Danieli.
L’articolo l Miserere di Carlo Faiello, dedicato a Don Peppe Diana proviene da Comunicare il sociale.