17 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
In occasione della Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Dedalus Cooperativa Sociale presenta, lunedì 21 novembre dalle ore 15, presso il centro interculturale Officine Gomitoli, l’incontro Matrimoni forzati, combinati, precoci: una violenza trasversale. Comprendere il fenomeno per meglio accompagnare.
Verrà presentata la prima ricerca sull’argomento sviluppata nel territorio napoletano, che porta il titolo Matrimoni combinati, forzati, precoci, una ricerca nel contesto napoletano.
L’indagine è stata la prima attività realizzata da un’équipe interdisciplinare che per un anno e mezzo si è interrogata con insegnati delle scuole, educatrici, mediatrici culturali, assistenti sociali su come intervenire nei casi di ragazze (ma anche ragazzi) promesse spose dalla famiglia, sin dalla minore età.
In alcuni contesti della città di Napoli a forte caratterizzazione multiculturale sono venuti alla luce, negli ultimi anni, situazioni che hanno attirato l’attenzione di insegnanti di alcune scuole superiori e di operatori e operatrici del centro interculturale. Come il caso di un’amicizia o una relazione sentimentale di un’adolescente con un coetaneo, non conosciuto dalla famiglia, che ha innescato reazioni come il ritiro dalla scuola o lunghe assenze. Due episodi, in particolare, hanno portato a riflettere con preoccupazione sul tema dei matrimoni combinati o forzati che riguardano minori di origine straniera, facendo così emergere la necessità di conoscere e intervenire sul fenomeno.
Nel primo caso, una ragazza del Bangladesh che ha rifiutato di assecondare la decisione dei genitori di sposarsi con un cugino e che, non appena raggiunta la maggiore età, si è dovuta allontanare dalla famiglia, per seguire le sue scelte. Nel secondo, una minore pakistana, ancora liceale, promessa in sposa contro la sua volontà, dopo aver denunciato i genitori, è stata collocata in una struttura protetta ma ha poi deciso, convinta da false promesse, di ritornare in famiglia, per ritrovarsi a essere rimpatriata forzatamente e sposata nel paese di provenienza.
Due storie che hanno evidenziato la presenza di situazioni di matrimoni combinati e forzati, fenomeno molto complesso che riguarda, nella stragrande maggioranza dei casi, minori che vengono preparati/e ad accettare scelte e imposizioni familiari. Sebbene quasi mai il matrimonio avvenga nella minore età, è durante l’adolescenza, che agiscono i condizionamenti che portano a convincersi che un matrimonio combinato sia un bene per il proprio futuro o comunque per la famiglia.
Il progetto ha provato a concentrarsi su come la scuola e chi, a diverso titolo, entra in contatto con minori con background migratorio, soprattutto originari di alcuni paesi, possa intercettare quei campanelli di allarme e indicatori che lasciano intravedere una strada già orientata o segnata, e come si possano proporre percorsi per evitare di andare in questa direzione.
Le motivazioni possono essere diverse, e quasi mai hanno a che fare con la religione, ma, molto più diffusamente, con fattori di natura economica come il mantenimento del patrimonio familiare o dello status sociale, ascesa o riscatto sociale, debiti o sottomissione a famiglie potenti. La coercizione arriva a essere fisica e violenta in pochi casi ma, in tanti altri, è più sottile e giocata sul convincimento che si agisca per il proprio bene e per garantire un migliore futuro alla famiglia. Persuasioni che instillano il senso di colpa o, paradossalmente, la gratitudine per essere considerati già parte del mondo degli adulti.
La violenza a danno di minori rappresenta un fenomeno complesso, in parte sommerso e difficile da intercettare, e quindi non sempre facile da riconoscere e monitorare, spesso con la conseguenza di una sua minimizzazione.
Sono stati anche realizzati un gioco, una guida e uno strumento rivolti soprattutto a insegnanti delle scuole secondarie; in particolare un toolkit Le diverse forme di violenza a danno dei minori che propone undici attività educative che hanno la finalità di supportare nell’affrontare il tema della violenza a danno di minori nelle diverse forme nelle quali può manifestarsi, attraverso un approccio esperienziale e partecipativo.
Tutto il lavoro si è svolto nell’ambito del progetto ST.O.RI.E (Strumenti per Osservare Riconoscere Evitare la violenza contro i minori stranieri) finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 per accrescere competenze, capacità di intervento e migliorare assetto e funzionalità dei servizi territoriali per prevenire e contrastare la violenza nei confronti di minori di origine straniera.
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16 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
In occasione della 37esima Giornata Internazionale del Volontariato, Forum Terzo Settore, CSVnet-Associazione Centri di Servizio per il volontariato e Caritas italiana, in collaborazione con Bergamo Capitale Italiana del Volontariato 2022, promuovono l’evento “Diamo voce alla solidarietà”.
L’iniziativa si svolgerà nelle giornate del 3 e del 5 dicembre. In particolare sabato 3 dicembre, nelle piazze di Bergamo e Cosenza, volontari e cittadini saranno chiamati ad intervenire ed interagire sulle tematiche più rilevanti per il volontariato italiano.
Lunedì 5 dicembre, a Bergamo, Capitale Italiana del Volontariato 2022, dalle ore 17.00 alle 22.00 presso il centro “Daste”, si terrà l’appuntamento “Diamo voce alla solidarietà. Insieme, per il futuro del volontariato”, un momento di riflessione sul presente e sul futuro del volontariato alla presenza di rappresentanti del mondo del Terzo settore e delle Istituzioni.
Sarà possibile seguire i lavori del 5 dicembre in diretta streaming (dalle 17.30 alle 19.30) sui canali social dei promotori. In chiusura della giornata, alle ore 20.45 si svolgerà lo spettacolo teatrale – “Siamo fatti di-versi, perché siamo poesia” di Guido Marangoni.
L’evento “Diamo voce alla solidarietà” vuole celebrare l’impegno degli oltre 5 milioni di volontari italiani che scelgono quotidianamente di operare in ogni ambito della vita sociale per aiutare e sostenere le comunità e soprattutto le persone più fragili. Il loro impegno, prezioso e insostituibile per il nostro Paese, è stato ancora più evidente negli ultimi anni, durante l’emergenza sanitaria, sociale ed economica legata alla pandemia e durante l’emergenza legata alla guerra in Ucraina, nel sostegno e nell’accoglienza ai profughi.
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16 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Si terrà domenica 20 novembre dalle ore 11.00 alle 16.00 al Grand Hotel Vesuvio (Via Partenope, 45, Napoli) un evento di beneficenza promosso dall’ALTS, l’associazione per la lotta ai tumori del seno.
Un appuntamento da segnare in agenda per essere sempre dalla parte delle donne.L’iniziativa nasce, infatti, come momento di condivisione e socialità ed ha lo scopo di raccogliere fondi per sostenere le attività del Camper Donna sul territorio della città metropolitana di Napoli e regalare, così, la prevenzione.
L’unità mobile di senologia è attiva da anni sui territori di Napoli e provincia per promuovere l’educazione alla salute, offrire informazioni ed effettuare gratuitamente visite senologiche ecoguidate per insegnare alle donne la tecnica dell’autopalpazione e renderle, così, autonome rispetto alla prevenzione.
Per partecipare all’evento di solidarietà è possibile contattare la segreteria organizzativa dell’ALTS ai seguenti recapiti:
info@alts.it
081-5511045
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16 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Si giocherà venerdì 18 novembre alle 20, presso il PalaTorrino di Roma, la partita tra la nazionale italiana Crazy for Football e la nazionale senegalese Football Therapie, le due squadre di calcio a 5 per persone con problemi di salute mentale.
Presentato oggi nel corso di una conferenza stampa svoltasi nella ‘sala Paolo Rossi’ della Federazione Italiana Giuoco Calcio, in via Allegri, l’evento, con ingresso gratuito, è organizzato dall’Associazione no profit Ecos, con il sostegno della Figc, di Rai per la Sostenibilità e la media partnership di Rai Radio Uno.
La partita rientra nell’ambito del movimento internazionale Dream World Cup, il campionato del mondo di calcio a 5 per persone con problemi di salute mentale. Il progetto per la lotta allo stigma della malattia e per la promozione del calcio come strumento di terapia nei programmi integrati di cura psichiatrica è nato in Italia e nel 2018 ha visto la presenza a Roma di 9 Nazionali provenienti da 3 continenti.
Gli azzurri della Nazionale Crazy for Football incontreranno i calciatori senegalesi di Football Therapie, che non avevano avuto la possibilità di partecipare al campionato mondiale del 2018 per mancanza di fondi, e potranno mantenere la ‘pazza’ promessa, fatta dopo la vittoria del titolo, di realizzare quel sogno che ora si compie grazie al sostegno di Rai per la Sostenibilità e della Figc.
La delegazione senegalese, composta da 10 giocatori e 5 membri dello staff, sarà guidata da Malik Biteye, un operatore sanitario formatosi a Torino e tornato in Senegal per diffondere la cultura psichiatrica appresa in Italia dal suo mentore, Santo Rullo.
Sotto la guida del c.t. Azzurro, Enrico Zanchini, e del mister Riccardo Budoni, per la nazionale italiana scenderanno in campo diversi calciatori selezionati nei mesi scorsi in 5 regioni italiane tra oltre 250 candidati con il contributo dei servizi per la salute mentale territoriali, di cooperative e associazioni.
“Siamo onorati – ha affermato il direttore di ‘Rai Per la Sostenibilità-Esg’, Roberto Natale – di poter dare il nostro contributo a questa grande avventura sportiva e umana. Nella sfida Italia-Senegal c’è anche un po’ del servizio pubblico, perché un programma Rai di grande popolarità come ‘I Soliti Ignoti’ ha voluto destinare a Ecos e a Crazy for Football una parte dei premi vinti dai concorrenti Vip durante la pandemia. Questo ha permesso di far vivere ancora il sogno immaginato anni fa da Santo Rullo e dalla sua straordinaria squadra di sognatori. Ci piace che la Rai sia vicina a chi si batte ogni giorno contro i pregiudizi, per l’inclusione, per la solidarietà”.
“La Dream World Cup – ha commentato il presidente del Collegio Nazionale dei Dipartimenti di Salute Mentale, Angelo Fioritti – è un bellissimo esempio di promozione della salute mentale globale, che coniuga sport, destigmatizzazione e costruzione di reti internazionali”. “Per continuare a definirci Dipartimenti di Salute Mentale e non solo di Psichiatria- ha proseguito – abbiamo sempre più bisogno di iniziative come questa, che moltiplichino le opportunità di salute, di protagonismo e di autorealizzazione, in integrazione con i necessari percorsi di cura”.
“C’è sempre più bisogno che la società civile si apra ad una cultura dell’inclusione, anche nello sport. Sosteniamo con tutte le nostre forze la Nazionale italiana Crazy for Football- ha concluso Fioritti- che rappresenta idealmente le centinaia di realtà locali che perseguono la promozione della salute mentale attraverso lo sport”.
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16 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
In vista della Giornata internazionale delle persone con disabilità, che si celebra ogni anno il 3 dicembre, si rinnova la collaborazione tra la Lega Nazionale Dilettanti ed AISLA, Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. In un’ottica di “to care not to cure”, l’iniziativa nasce dall’esigenza di ribaltare il paradigma in cui la fragilità diventi una ricchezza da rispettare e valorizzare.
Promuovere i valori della lealtà, il rispetto delle regole e della solidarietà ed inclusione sociale sono, di fatto, i valori fondanti che animano quella che è indubbiamente la famiglia sportiva dilettantistica più grande d’Europa, la Lega Nazionale Dilettanti (LND), la componente più numerosa dell’organizzazione calcistica della Federazione Italiana Giuoco Calcio.
” Siamo lieti di rinnovare, attraverso il calcio e la sua popolarità, una testimonianza di impegno civile e sociale. – dichiara Giancarlo Abete, presidente della LND, che prosegue: – Attraverso lo sport e il calcio, si può contribuire alla promozione dell’uomo, riaffermando la dignità e il rispetto della persona. Per questo partecipiamo convintamente a questa iniziativa AISLA che ci permette di esprimere un sentimento di vicinanza alle persone affette da SLA”.
Ed è per questo che fair-play, lealtà e rispetto sono valori di fondo che si coniugano con quelli promossi da AISLA per migliorare la qualità di vita delle persone con SLA. Si tratta indubbiamente di uno dei progetti più ambiziosi proposti a supporto dei malati di SLA e, così come vede la Lega Nazionale Dilettanti in prima linea, si annoverano anche altre prestigiose collaborazioni ed un parterre di testimonial di tutto rispetto. Il progetto è ideato e garantito da NeMO Lab, il polo tecnologico di eccellenza per la ricerca e l’innovazione sulle malattie neuromuscolari. La piattaforma del nuovo servizio che verrà annunciato il 2 dicembre è già pronta; tecnici, ricercatori e terapisti occupazionali stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli per mettere online il servizio dal 3 dicembre.
“La conferma della collaborazione con la LND rappresenta per noi non solo un aiuto concreto, ma ci riempie di fiducia e speranza. La giornata internazionale della disabilità, infatti, deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni singolo individuo e di abbattere le barriere che limitano diritti imprescindibili. – dichiara Fulvia Massimelli, presidente di AISLA, che continua – È compito di tutti noi, della società nel suo insieme, impegnarci per una piena inclusione e partecipazione di tutti i cittadini, a prescindere dalle proprie abilità e disabilità. Ed in questo, l’impegno della LND è molto importante”.
L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile dichiara che non bisogna “lasciare nessuno in dietro”. E se i campi fondamentali di confronto rimangono quelli di scuola, lavoro, assistenza e sanità; la vera sfida è quella di cambiare la logica e dove le fragilità diventino sostantivo e opportunità. Nella realtà, al contrario, le persone con disabilità finiscono spesso per disconnettersi, vivere in isolamento e affrontare discriminazioni.
Il primo messaggio di LND ed AISLA, dunque, è quello che nella vita di ognuno di noi è possibile scoprire la bellezza e donare un senso profondo ai nostri giorni, trasformando la sofferenza in energia generativa.
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16 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Sono 2514 i nati prematuri in Campania nel 2021 su 44.275 parti, di questi 354 i bambini nati addirittura prima della 32esima settimana di gestazione. Sono i dati campani che spiegano l’importanza dei reparti di Terapia intensiva neonatale e fanno comprendere le ragioni per le quali l’Azienda Ospedaliera dei Colli ha scelto di proporre per il 17 novembre, Giornata mondiale della prematurità, un percorso straordinario che consentirà ai nonni di accedere alla TIN dell’ospedale Monaldi vedendo per la prima volta i loro nipotini ricoverati. Le visite saranno possibili nelle giornate di giovedì e venerdì e avverranno nel rispetto di tutti i protocolli anti Covid.
«I percorsi di cura dei neonati prematuri non possono prescindere dal tener presente l’importanza di momenti di condivisione familiare. Dare ai nonni la possibilità di incontrare per la prima volta i nipotini ricoverati è importantissimo anche per dare ai genitori la forza necessaria per affrontare il ricovero che, spesso, si protrae per un lungo periodo» spiega Giovanni Chello, direttore dell’Unità operativa complessa di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
«Quest’anno, per la prima volta, si è deciso di aprire le porte ai nonni come segno di grande attenzione all’umanizzazione delle cure, un’iniziativa straordinaria che, però, è nostra volontà ripetere con cadenza periodica perché crediamo che le terapie intensive debbano essere luoghi di cura sempre più aperti ai familiari» dichiara Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
«L’equipe della Terapia intensiva neonatale del Monaldi – aggiunge il direttore – in quasi 30 anni di attività, si è specializzata con un approccio multidisciplinare nella cura di piccoli pazienti affetti soprattutto da patologie cardiologiche, grazie anche alla presenza di un percorso completo che prevede, all’interno dell’Ospedale Monaldi, anche la cardiologia e la cardiochirurgia pediatrica, nel trattamento dell’ipertensione polmonare del neonato e nel trattamento ipotermico per la neuroprotezione».
I neonati gravemente prematuri possono presentare negli anni disturbi cognitivi che necessitano, dopo la dimissione, di una presa in carico che metta a disposizione diverse figure professionali che seguano i piccoli nel tempo. Non a caso, nel 2021, al Monaldi sono state 1.500 circa le prestazioni ambulatoriali di follow up effettuate e 120 i Day Hospital.
Proprio per tenere alta l’attenzione sulle problematiche connesse alla gestione dei neonati pretermine, sempre nella giornata di giovedì 17, dalle 9.30, presso l’aula Magna dell’Ospedale Monaldi, si terrà la quarta edizione del convegno “La Salute del Neonato – M’illumino di viola” un confronto tra i professionisti sanitari dell’area neonatale e pediatrica e le famiglie dei bambini assistiti.
Per l’evento, a cui parteciperanno anche alcuni ex pazienti della Tin e i loro genitori, inoltre, sarà allestita la mostra fotografica “Da piccoli guerrieri… a grandi campioni” e sarà dedicato spazio ai racconti di chi ha vissuto l’esperienza del ricovero presso la neonatologia del Monaldi in un momento di profonda condivisione.
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