29 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Evitare la liberalizzazione di antipsicotici e altri psicofarmaci per il trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico. La petizione, lanciata da Apri — “Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno celebrale”, è rivolta all’Istituto Superiore della Sanità e alle raccomandazioni che hanno aggiornato la Linea guida 21 sull’autismo.
La Linea guida risaliva al 2011, nel 2017 si è dato mandato all’Iss di aggiornarla ma i risultati hanno deluso e indignato famiglie e associazioni che, lamentano, non sono state consultate, in violazione al principio “Nulla su di noi senza di noi” proclamato dalla Convenzione Onu sulla disabilità del 2006.
«Nella formazione dei panel che decidono l’aggiornamento delle raccomandazioni – si legge nella petizione – i rappresentanti delle organizzazioni delle persone con autismo e dei loro familiari sono stati esclusi, violando la prima regola del metodo Grade ( Grading of Recommendations, Assessment, Development and Evaluation ndr) che l’Iss afferma di volere applicare».
La battaglia di famiglie e associazioni va avanti dal 2020 quando fu consegnato all’allora ministro della Salute Speranza e al direttore dell’Istituto superiore della Sanità il testo della protesta per «gli errori e le illegalità commesse dall’Istituto Superiore, proponendo di regolare le prescrizioni come per l’ADHD (ipercinesia e disattenzione) di cui oltre il 30% dei minori con autismo soffre». Alla lettera non è seguita però alcuna risposta dal ministero. Ne è seguito un ricorso amministrativo.
«Tre raccomandazioni sulle quattro emesse – continua la petizione – rappresentano un puro atto di medicina difensiva che vorrebbe parare dalla denuncia penale i medici che hanno prescritto e che prescriveranno antipsicotici e altri psicofarmaci ai bambini senza rispettare le norme sulle prescrizioni off label, le limitazioni scritte sul bugiardino che impongono limiti minimi di età e massimi di durata del trattamento. In questi casi il medico, se non vuole essere responsabile dei frequenti danni, deve fare firmare l’accettazione dei rischi da parte dei genitori e deve prestare un’attenzione continua alle conseguenze dell’assunzione del farmaco, spesso impedita dalla grave carenza di neuropsichiatri in Italia».
Sono troppi i casi di adulti che scontano molti effetti avversi dell’uso prolungato degli psicofarmaci iniziati fin da bambini (parkinsonismo, diminuzione del quoziente intellettivo, obesità, diabete e morti precoci), lamentano le associazioni, che vorrebbero evitare queste conseguenze ai bambini che oggi si scoprono affetti da autismo.
Il link per partecipare alla raccolta firme:
ihttps://www.change.org/p/al-ministro-speranza-e-al-presidente-dell-istituto-superiore-di-sanit%C3%A0-silvio-brusaferro-nulla-su-di-noi-senza-di-noi-l-iss-ritiri-la-raccomandazione-sui-farmaci-antipsicotici
di Bianca Bianco
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29 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
A Napoli l’iniziativa di Round Table 18 e Club 41 con gli scatti di
Lorenzo Cabib a dodici soci delle due associazioni. “Vogliamo tenere
accesi i riflettori su questa piaga sociale”
Uomini in posa contro la violenza sulle donne. Accade a Napoli,
dove lo scorso 25 novembre, nei saloni del Tennis Club Petrarca, in
occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della
violenza contro le donne, dodici soci di Round Table 18 Napoli e Club 41
Napoli hanno posato per una serie di fotografie scattate da Lorenzo
Cabib, noto fotografo ritrattista, classe 1986 e già autore di mostre
in tutta Italia.
“L’obiettivo è sensibilizzare soci e cittadini verso questa piaga
sociale, un fenomeno allarmante che durante la pandemia è aumentato,
facendo registrare nel 2021 un femminicidio ogni quattro giorni”,
spiega il vicepresidente nazionale del Club 41 Italia, Nicola
Ciccarelli, che ha fortemente voluto l’iniziativa. “Siamo
soddisfatti per aver dato il nostro piccolo contributo contro la
violenza di genere. Anche questo appuntamento rientra nel programma
delle attività che i due club hanno avviato quest’anno insieme,
all’insegna della legalità”.
“Round Table 18 e Club 41 – spiega Giovanni De Vivo, presidente RT18
Napoli – sono club di soli uomini, differenziati per età, che in quanto
tali prima di tutto rispettano le donne. Cabib ha sposato con grande
generosità e convinzione la nostra voglia di veicolare il messaggio
alla base della giornata del 25 novembre, regalandoci dodici ritratti
fotografici dei soci presenti. È molto importante non spegnere mai i
riflettori su quella che è l’inaccettabile piaga della violenza di
genere”.
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29 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Istituzioni, rappresentanti della scuola e della sanità, mondo del volontariato e della società civile: tutti insieme per discutere e confrontarsi sulle malattie sessualmente trasmesse e per sensibilizzare alla prevenzione e all’educazione culturale.
Accadrà a Napoli, il primo dicembre presso il Polo Didattico dell’Università “Federico II” a Scampia, in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, con un convegno – dibattito dal titolo: “Ti hanno detto perché?”, con inizio alle 9,30.
Coordinati da Giovanna De Rosa, direttore di CSV Napoli e Vincenzo De Falco (Presidente Anlaids Campania che curerà pure l’introduzione) interverranno Maria Triassi (Dipartimento di Sanità pubblica Università Federico II), Chiara Marciani (Assessore alle Politiche Giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli), Vincenzo Santagada, (Assessore alla Salute e al Verde del Comune di Napoli), Maura Striano (Assessore all’Istruzione del Comune di Napoli), Nicola Nardella (Presidente Ottava Municipalità di Napoli), Anna Iervolino (Direttore Generale A.O. dei Colli), Giuseppe Fiorentino (Direttore Sanitario Aziendale A.O. Dei Colli), Loredana Raia (Vice Presidente Consiglio Regione Campania), Ettore Acerra (Direttore Generale Ufficio scolastico regione Campania), Vincenzo Sangiovanni (Infettivologo Direttore III UOC Cotugno).
A seguire le relazioni di Valeria Molli (RRD Rotaract distretto 2101), , , Teresa Rea (Presidente Ordine Opi – Ordine degli Infermieri Napoli), Armando Cozzuto (Presidente Ordine Psicologi Campania).
Dalle 10 sono previste le relazioni di Alfredo Franco – infettivologo dell’ospedale Cotugno (Il virus dell’Hiv/ Aids esiste ancora ? una storia lunga 40 anni!), Matilde Sansone – ginecologa dell’ospedale Santa Maria delle Grazie (Il Ritorno della Sifilide e Gonorrea tra le nuove generazioni), Vincenzo Scarallo – psichiatra dell’azienda ospedaliera dei Colli (Sessualità e comportamento a rischio), Isabella Continisio – psicologa (I giovani e il futuro).
Seguirà una tavola rotonda con un focus sulla sessualità curata dai dottori ed esperti Fabio Perricone, Sonia Del Balzo, Nives Ruoppolo, Vincenzo De Falco e Federica Mariottino, con ospiti l’attore Raffaele Iaccarino e l’artista Walton Zed e numerose testimonianze e racconti di vita.
Nel corso della giornata, le incursioni di Alessandro Bolide, attore e comico di Made in Sud
Nel corso della mattinata sarà possibile fare domande o mandare messaggi whatsapp a tutti i partecipanti al numero 392 6164403.
Sarà inoltre allestito un punto di ascolto e assistenza, con medici, infermieri e psicologi a disposizione per effettuare il test rapido, salivare, o venoso per l’HIV/AIDS, Sifilide, Epatite B e C, e rispondere a tutte le domande o dubbi sulle malattie sessuali.
L’evento è organizzato e promosso dall’associazione Vola onlus e da Anlaids Campania, con il patrocinio di CSV Napoli, del Comune di Napoli, della Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, e la collaborazione del Rotaract distretti 2101, Napoli Nord Est, Napoli Sud Ovest
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29 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
La provincia di Avellino, quella di Caserta e l’VIII Municipalità di Napoli, che comprende Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia. Sono questi i luoghi che ospiteranno la seconda giornata delle prove aperte al pubblico di “Quartieri di vita. Life infected with Social Theatre!”, il Festival di formazione e teatro sociale della Fondazione Campania dei Festival ideato dal direttore artistico Ruggero Cappuccio e realizzato con il sostegno della Regione Campania, del Ministero della Cultura e di EUNIC Global, in partenariato con i Cluster Eunic-European Union National Institutes for Culture di Roma e Napoli.
Si parte alle 12 del 1° dicembre al teatro Colosseo di Baiano (Av), dove il regista slovacco Lubomir Martin Bukovy e Francesco Scotto della Cooperativa Proteatro porteranno in scena i frutti del loro laboratorio teatrale con artisti e corsisti del territorio. L’evento è realizzato in collaborazione con l’Istituto Slovacco di Roma.
Con un breve viaggio di 60 chilometri, i “Quartieri di Vita” fanno poi tappa a Grazzanise, in provincia di Caserta. Alle 16, nella scuola secondaria di primo grado – plesso “Gravante” – il regista polacco Christian Costa e Antonio Nardelli dell’Associazione Teenspark dirigeranno i migranti che hanno partecipato al loro workshop in uno spettacolo che si avvale del sostegno collaborativo dell’Istituto Polacco di Roma.
Il terzo e ultimo appuntamento della giornata coinvolge invece gli abitanti di Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia. Lello Serao, co-direttore artistico del Teatro Area Nord e di Teatri Associati di Napoli, e gli artisti lituani Rimantas Ribaciauskas e Mantas Janciauskas daranno forma e vita teatrale al laboratorio che hanno tenuto per alcuni abitanti dell’VIII Municipalità di Napoli. La prova aperta al pubblico, realizzata in collaborazione con l’Istituto Culturale Lituano di Roma, andrà in scena alle 20 al TAN-Teatro Area Nord di Napoli.
“Entrambi siamo cresciuti nelle strade di due grandi città della Lituania del primo periodo post-sovietico, quando la vita era piuttosto selvaggia – affermano Rimantas Ribaciauskas e Mantas Janciauskas-. Forse è per questo che siamo attratti da temi sociali difficili, storie ai margini e aree problematiche. Ci affascina il modo in cui Scampia viene ritratta dai media e dai telegiornali, ma sentiamo, anche se non abbiamo mai visitato Napoli prima, che l’immagine del territorio è unilaterale. Quindi veniamo a Scampia, dove ci sono gli edifici delle Vele, per entrare in contatto con le persone e individuare storie che racconterebbero a noi più che ai media. Se la nostra ricerca ha successo, ci auguriamo che da essa possa nascere qualcosa di interessante”.
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29 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Un possibile contributo alla lotta ai cambiamenti climatici sembra arrivare dalla coltivazione della canapa. Prima di diventare illegale nella maggior parte dei Paesi a partire dall’inizio del ‘900, questa pianta, dalla crescita rapida e consistente, era ampiamente impiegata nel settore edilizio, tessile, farmaceutico e in tanti altri ambiti d’utilizzo, con ottimi risultati.
Oggi, di fronte all’epocale sfida di stoccare la CO2 che produciamo in eccesso rispetto alla fisiologica capacità di assorbimento del Pianeta, la coltivazione della canapa potrebbe tornare presto di moda. L’Inghilterra è in lizza per diventare il primo Paese a coltivare canapa per scopi ambientali. Secondo l’Università di Cambridge, infatti, avrebbe una capacità di assorbimento di anidride carbonica maggiore di quella delle foreste, fornendo anche materiali bionegativi al carbonio; ciò comporterebbe un impatto positivo per l’ambiente. Un ettaro coltivato a canapa assorbe da 8 a 22 tonnellate di CO2 all’anno, una quantità superiore ad una foresta, che cattura da 2 a 6 tonnellate di anidride carbonica per singolo ettaro. Attualmente, sono solo 800 gli ettari autorizzati alla coltivazione della canapa nel Regno Unito, ma il Biorenewables Development Center e l’Università di York hanno proposto di aumentare a 80.000 ettari lo spazio in cui sarebbe consentito coltivarla, in favore dell’ambiente.
La canapa è una coltura che cresce tanto verso il cielo, fino a quattro metri, quanto in profondità nella terra. Nel tagliare la canapa, la radice rimane intrappolata nella terra, stoccando una quantità importante di CO2 in maniera permanente. Per questo, in passato, è stata usata in alternanza alle colture di grano, per aumentare la fertilità e la produzione del terreno. Dalla pianta oggi si possono ricavare anche bio-plastiche a zero emissioni e materiali da costruzione, che trovano applicazione nella sostituzione dei compositi in fibra di vetro, dell’alluminio e di diversi altri materiali. Anche l’azienda automobilistica BMW sta pensando di utilizzare prodotti a base di canapa per sostituire le parti in plastica delle sue automobili. Il canapulo, che è la parte interna legnosa del fusto della pianta, trova applicazione nell’edilizia sostenibile, costituendo il materiale principale dei cappotti termici di nuova concezione. Oltre a rappresentare già esso stesso fonte di stoccaggio permanente di CO2, il cappotto composto da pannelli di fibre di canapa si rivela essere il cappotto termico più performante per la riduzione delle emissioni climalteranti, grazie appunto alla riduzione dei consumi per il riscaldamento e il raffreddamento dell’edificio. Un’ulteriore conferma arriva dall’Analisi del Ciclo di Vita, condotta dal Politecnico di Torino, dei prodotti biocompositi in canapa e calce di cui sono costituti i pannelli termici e ha permesso di quantificare il loro impatto ambientale. Considerando tutto il processo, che inizia con l’estrazione della calce e la coltivazione della canapa, passando dalla produzione dei materiali da costruzione fino al loro impiego e smaltimento, in un periodo ipotetico di 100 anni, la grande quantità di CO2 atmosferica che la pianta di canapa fissa nel suo legno, durante il processo annuale di crescita e sviluppo, è in grado di sovracompensare tutte le emissioni delle fasi più energivore del ciclo di vita, con un bilancio favorevole all’ambiente. Considerando l’impellenza di compensare positivamente l’impronta umana sul Pianeta, coltivare una semplice pianta sembrerebbe la soluzione più comoda, anche se ancora in larga parte illegale. Si calcola che 11.000 metri cubi di prodotti biocompositi in canapa corrispondono alle emissioni di un’auto diesel che percorre per 90 volte la circonferenza del pianeta Terra al livello dell’Equatore, una valida motivazione per rivedere le normative sulla sua coltivazione.
di Valerio Orfeo
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28 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
L’immane tragedia avvenuta ad Ischia non lascia nessuno indifferente.
Ad attivarsi per i Colleghi ed i Cittadini dell’Isola Verde tutti gli Ordini dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Campania.
I Presidenti Mario Lariccia – Avellino ; Fabrizio Russo – Benevento; Pietro Raucci – Caserta; Eraldo Turi – Napoli, Francesco Matacena – Napoli Nord; Umberto Mauriello – Nocera Inferiore; Felice Rainone – Nola; Agostino Soave – Salerno; Antonio Oliviero – Torre Annunziata; Carmine Santangelo – Vallo della Lucania; dichiarano: “Siamo pronti ad essere operativi per quanto accaduto e sta accadendo ad Ischia. In un momento in cui il lavoro dei Commercialisti è oltremodo pressante, attese le imminenti scadenze, è necessario un intervento del Governo. Il Consiglio dei Ministri ha già comunicato la proroga di alcune scadenze fiscali.
In piena condivisione con il Presidente Elbano de Nuccio, siamo pronti a dare una mano concreta a chi sta vivendo queste ore drammatiche”.
Il Consiglio Nazionale ha avviato una raccolta fondi con la Communitas Onlus per sostenere le Famiglie e i Colleghi colpiti dal drammatico evento.
L’articolo Emergenza Ischia, la solidarietà degli Ordini dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili della Campania proviene da Comunicare il sociale.