SSC Napoli, la maglia limited edition sostiene le onlus che contrastano la violenza di genere

La SSC Napoli, in collaborazione con EA7, arricchisce la collezione della stagione 2022/23 con la maglia dedicata alla festa di San Valentino. Una creazione Limited Edition che ha debuttato nel match di Coppa Italia Napoli-Cremonese e che è stata messa in vendita  sul Web Store del Napoli, sull’Amazon Brand Store, negli Official Store e in una selezionata rete di rivenditori.

Le maglie utilizzate in occasione della partita Napoli-Cremonese di Coppa Italia verranno inoltre messe all’asta su MatchWornShirt (www.matchwornshirt.com/event/17-01-2023-napoli-cremonese)  fino al 28 gennaio alle ore 15.30. Il ricavato dell’operazione sarà interamente devoluto in beneficienza a supporto di tre Onlus operanti sul territorio napoletano in situazioni relative alla violenza di genere: Dedalus Cooperativa Sociale, Le Kassandre e Le Forti Guerriere del Rione Sanità.

Dedalus Cooperativa Sociale (www.coopdedalus.it/) ha un’esperienza ultra quarantennale nella ricerca, progettazione e gestione di servizi a valenza sociale, con interventi in problematiche connesse all’esclusione delle fasce deboli, economia e sviluppo del territorio.  Dal 2001 gestisce interventi di accoglienza, supporto psico-sociale, orientamento alla cittadinanza e di ricerca attiva del lavoro per donne che vivono condizioni di sofferenza. La cooperativa gestisce due centri antiviolenza e due case di accoglienza residenziale per donne, sole o con figli, che vivono realtà di violenza e maltrattamenti: il Centro Antiviolenza di Materdei a Napoli e il Centro Antiviolenza Kintsugi, a Mugnano, in un bene confiscato alla mafia.

Le Kassandre (www.lekassandre.com) è un’associazione culturale di promozione sociale, nata nel 2004 dall’incontro di un gruppo di donne, italiane e straniere, di generazioni ed esperienze diverse, ma accomunate dal tentativo di coniugare l’impegno professionale alle tematiche del sociale, soprattutto quelle relative al genere, alle pari opportunità e alla educazione e formazione delle nuove generazioni.

Attraverso lo Sportello Donna aperto ogni lunedì dalle 9. 30 alle 12.30 (Corso Ponticelli, 40) e il  Centro Antiviolenza della  IV e VI Municipalità aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 13.30 (Viale Hemingway, 102) l’associazione offre servizi di supporto in percorsi di fuoriuscita dalla violenza a donne sia italiane che straniere, attraverso accoglienza, informazione, consulenza psicologica individuale e di gruppo, consulenza legale, orientamento al lavoro e bilancio delle competenze. L’associazione fa parte della rete interistituzionale antiviolenza del Comune di Napoli.

L’Associazione Forti Guerriere del Rione Sanità (https://fondazionesangennaro.org/presentazione-dellassociazione-forti-guerriere-del-rione-sanita/) nasce nel Rione Sanità nel 2019 a seguito dell’omicidio di Fortuna Bellisario, una donna del quartiere assassinata dal marito alla presenza dei figli. In quell’occasione le donne del rione decidono di far sentire la propria voce e di ribellarsi ad una condizione di violenza intrafamiliare diffusa. Le donne dell’associazione da allora sono impegnate in campagne di sensibilizzazione nelle scuole, nelle carceri, sul territorio ed hanno imparato ad essere antenne per le altre donne del quartiere che in loro riconoscono dei riferimenti più vicini rispetto alle istituzioni.

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Il Theogramma:un viaggio tra le divinità, la storia dell’umanità e lo sviluppo psicologico

Dario Aquilina, psicologo e psicoterapeuta di orientamento psicocorporeo, fondatore del teatro dell’anima  attraverso il quale affronta le aree di disagio, formatore di psicoterapeuti e counselor, quest’anno ha deciso di esprimere la sua creatività scrivendo“Il Theogramma” ( edizione Laterzagorà, pagine 232, costo 20 euro)

“Il Theogramma”  può essere considerato un manuale utile per scoprire  la propria personalità.  Sedici dei del pantheon greco e romano e 4 dee preolimpiche madri degli Dei e del mondo , attraverso le loro caratteristiche tipiche e assolute, divengono simbolo  di profili psicologici definiti. Un viaggio intrigante tra le divinità delle origini e un incontro tra la storia dell’umanità e lo sviluppo psicologico degli esseri umani.

In ciascuno di noi convivono Vesta,Cerere,Bacco,Minerva, Mercurio, Proserpina, Vulcano, Giove,Giunone, Plutone, Nettuno, Apollo,Diana, Marte, Venere, Trivia e a secondo dell’esigenza si esprimono. Un eccesso di taluni tratti o una negazione di alcuni di essi  è sinonimo di disagio, squilibrio, sofferenza.

Importante vivere tutte le parti che albergano in noi, specialmente quelle in ombra, per creare un’esistenza piena e stimolante. L’accettazione della personale complessità e la capacità di coniugare i molteplici frammenti presenti in noi, conduce, infatti, ad una vita non priva di sofferenza, ma assolutamente ricca. All’interno del libro un questionario aiuta ad individuare i tratti caratterizzanti di ciascun lettore ed offre una guida per inoltrarsi nella conoscenza delle proprie risorse e problematiche.

 

di Maria Rosaria Ciotola

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MALTEMPO: ESONDAZIONI SU VOLTURNO E CALORE, CAMPI E VIGNETI ALLAGATI

Le forti precipitazioni di ieri hanno ingrossato i corsi d’acqua in tutta la Campania. Le federazioni Coldiretti di Caserta e Benevento segnalano l’esondazione dei fiumi Volturno e Calore in alcuni punti critici. Gli accertamenti sono ancora in corso. L’esondazione del fiume Volturno è stata accertata nell’Alto Casertano, nella zona di Baia e Latina, allagando i campi. Il fiume Calore è esondato tra Solopaca e Paupisi, invadendo i vigneti, danneggiati nei punti più prossimi alle sponde. La Coldiretti della Campania sta monitorando tutto il territorio regionale, falcidiato da smottamenti e danni provocati dalle raffiche di vento.

Se pioggia e neve sono attese per ripristinare le scorte idriche in laghi, fiumi, terreni e montagne, i forti temporali con precipitazioni violente – sottolinea la Coldiretti – provocano disastri quando l’acqua cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento con frane e smottamenti. La pioggia per essere di sollievo – continua la Coldiretti – deve infatti durare a lungo, cadere in maniera costante e non troppo intensa. Si assiste ad una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – precisa la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi. L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con i danni provocati dalla siccità e dal maltempo che hanno superato nel 2022 a livello nazionale i 6 miliardi di euro.

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DURANTE E DOPO DI NOI, ANFFAS: “ANCORA TROPPE LE CRITICITÀ PER L’ATTUAZIONE DELLA L.112/2016″

In questi giorni è stata pubblicata la Relazione della Corte dei Conti sull’attuazione delle misure previste dalla legge n. 112/2016 (sul Durante, Dopo di Noi), adottata con delibera del 23 dicembre scorso n. 55/2022/G (qui consultabile).

Con tale relazione si è svolto il controllo sulla gestione delle risorse allocate, verificando la corrispondenza dei risultati agli obiettivi previsti come da raggiungere dalla legge e valutando comparativamente costi, modi e tempi di svolgimento dell’azione amministrativa. Tale relazione dà una chiave di lettura integrativa rispetto alla Relazione che il Governo deve fare al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno (che tra l’altro manca da oltre 3 anni), visto che con tale altra relazione si guarda più che altro al merito degli interventi posti in essere rispetto alle varie misure previste dalla legge sul Dopo di Noi.

Purtroppo, la Relazione conferma quanto dalle Famiglie Anffas più volte denunciato, nel tempo, senza mai ottenere la dovuta attenzione soprattutto da parte di molte regioni ed ambiti territoriali, con la conseguenza che oggi siamo tutti chiamati a prendere atto di criticità piuttosto che poter commentare i tanti effetti positivi che una legge tanto innovativa quanto opportuna ha prodotto e sta producendo nel far prendere consapevolezza sulla necessità di progettare il “Dopo di Noi nel Durante Noi”, nonché di riordinare le soluzioni per l’abitare e promuovere percorsi di progressiva deistituzionalizzazione.

La relazione, quindi, mette in evidenza una serie di criticità ma conferma la portata innovativa della legge 112 che, ove correttamente applicata, come avvenuto in molti casi, permette mirati e personalizzati interventi a supporto di un progetto individuale di vita per ciascuna persona con disabilità in vista del suo progressivo distacco dalla famiglia di origine e l’acquisizione di una propria identità da persona adulta. 

Il principio ispiratore della legge è infatti quello di rendere concreto il diritto delle persone con disabilità di essere libere di scegliere dove, come e con chi vivere senza mai essere adattate ad una specifica sistemazione.

Per fortuna leggiamo nelle dichiarazioni rilasciate dal Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, che verrà insediata, a breve, una apposita Commissione proprio per analizzare queste criticità e trovare il modo di dare concreta e compiuta attuazione alla legge 112 in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale: in tal senso, ovviamente, la collaborazione di Anffas non mancherà certamente. 

Oggi in sostanza abbiamo una massa di risorse ancora da spendere pari ad oltre 216,5 milioni di euro (ossia oltre tre volte l’attuale valore annuale del Fondo) e questo lascia riflettere sulla capacità di progettare interventi, ma anche di rendicontarli, determinando, tra l’altro, che quasi mai si determina un flusso costante di risorse nel tempo che dovrebbe invece essere funzionale alla possibilità di seguire una programmazione nell’erogazione delle prestazioni. A ciò si aggiunga che ormai sono divenute indisponibili, dopo essere state conservate in conto residui per molti anni, alcune risorse andate in c.d. “perenzione amministrativa”, tanto che al 2021 risultano andati persi 4,75 milioni di euro.     

Anche il numero dei beneficiari finali delle misure da attivare con risorse a valere sul Fondo per il Dopo di Noi (seppur queste di altissimo pregio in alcuni casi) deve far riflettere su come vengono individuati i potenziali fruitori delle misure: a volte come Anffas abbiamo registrato in alcune Regioni l’adozione di criteri di accesso del tutto stringenti e neppure giustificati dalla norma statale e dai decreti di riparto. In altri casi Anffas ha visto che un non congruo budget di progetto costruito nel progetto individuale di vita ha fatto desistere molti che avevano inizialmente richiesto di accedere a tali misure. 

Sebbene durante la predisposizione della legge si fosse valutato in 100.000- 150.000 le persone che avrebbero potuto richiedere di accedere alle ridette misure, la relazione al Parlamento di fine 2019 con i dati al 31.12.2018 parlava di poco meno di 6.000 persone con disabilità grave, con l’indicazione oggi della Corte dei Conti di un dato solo leggermente aumentato, nonostante siano passati altri anni, giungendo a 8.424 persone che in totale hanno fruito di tali misure con risorse a valere sul Fondo statale. 

Molto spesso il Dopo di Noi lo si sta costruendo privatamente con le realtà del Terzo Settore e con le risorse delle persone con disabilità, come purtroppo rilevato dal censimento Anffas di fine 2019, persino citato nella Relazione della Corte dei Conti. Dato questo che, ovviamente, sfugge alla rilevazione della Corte dei Conti ma che testimonia della portata generativa, dal basso, che accompagna questa importante legge.

Altro elemento che la Corte ricorda, così come rilevato anche da Anffas, è quello che non si possa continuare a vivere nella propria abitazione senza altre persone con disabilità grave, specie per accedere alla Misura b) (una delle misure finanziabili con le risorse del fondo), dove invece semmai occorre anche prevedere una modifica normativa, qualora mai ce ne fosse necessità, per creare anche questa opportunità.  

Ultimo grande aspetto da non sottovalutare è lo scarsissimo ricorso ai meccanismi giuridici di protezione e destinazione delle risorse patrimoniali della persona con disabilità e della famiglia, attraverso le assicurazioni o il ricorso a trust, vincoli di destinazione degli immobili e mobili registrati e fondi fiduciari. 

Durante i lavori di preparazione della legge n. 112/2016 erano state fatte delle proiezioni circa il ricorso massivo a tali meccanismi giuridici e quindi alle agevolazioni fiscali previste negli articoli 5 e 6 della legge per tali strumenti, tanto da aver preventivato 51,958 milioni di euro per minori entrate per l’anno 2017 e 34,050 milioni di euro a decorrere dal 2018. Come però registra la Corte dei Conti, fino all’anno 2020 e quindi fino all’anno di imposta 2019,  le minori entrate rilevate sono state pari a 7.431.800 euro con circa 145 milioni di euro che invece sono entrati nelle casse dello Stato (a dispetto delle previsioni di minori entrate) e che adesso devono essere riassegnate al Fondo Statale per il Dopo di Noi per attivare ulteriori misure dirette a tutela delle persone con disabilità grave, così come prevede l’articolo 9 della Legge n. 112/2016. 

Desta però preoccupazione il passaggio di pagina 66 della relazione della Corte dei Conti in cui si legge “è da ritenere che le risorse corrispondenti alla minore esigenza di copertura siano state rese disponibili per le finalità di quest’ultimo Fondo. In tale direzione sembra essersi orientato il MEF che, da quanto da ultimo comunicato, ha considerato le minori entrate ormai incorporate nelle previsioni annuali di bilancio, che fanno riferimento al gettito effettivamente realizzato, a prescindere, dagli effetti finanziari stimati ex ante nelle relazioni tecniche, ritenuti ormai superati”: ove fosse confermato tale orientamento si verrebbe a determinare una sottrazione di fatto delle complessive risorse per circa 150 milioni di euro e questo vede il forte disappunto di Anffas.

“Il nostro auspicio” dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas, “è che questa relazione possa essere considerata “un grosso sasso nello stagno” e che finalmente si prenda tutti coscienza e consapevolezza che le persone con disabilità ed i loro familiari non possono più attendere per vedere predisposti ed attuati loro progetti di vita soprattutto per avere accesso alle misure previste dalla legge 112. Alla politica e allo Stato centrale- prosegue e conclude il presidente – chiediamo di commissariare senza indugio tutte quelle regioni e quegli ambiti inadempienti o rimuovere i funzionari che non fanno il loro dovere, piuttosto che ritardare o ritirare i finanziamenti che finiscono solo con il penalizzare le persone con disabilità ed i loro familiari”.

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“Aiutatemi mio marito mi sta picchiando”. Carabinieri arrestano 37enne

E’ ora di cena quando arriva la chiamata al 112: “Aiutatemi vi prego, mio marito mi sta picchiando”. Queste le parole disperate dette da una donna di Palma Campania. Subito una pattuglia della locale Stazione Carabinieri insieme ai militari del nucleo radiomobile raggiungono casa della donna e, appena accedono, parlano con la vittima, 34enne. La donna riferisce ai militari di essere stata presa a schiaffi e pugni dal compagno mostrando anche vari mobili che lui ha distrutto. Non è la prima volta, infatti i Carabinieri accertano che già nel 2021 lei l’aveva denunciato. I Carabinieri vedono l’uomo anche lui è in casa ed è in evidente stato di alterazione psicofisica probabilmente dovuta all’uso di alcol. Inevitabile l’arresto dell’uomo, un 37enne, avvenuto con non poche difficoltà. L’arrestato è nel carcere di Poggioreale e dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

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Ucraina, Morico (Soleterre): La guerra non ferma i ritorni e il lavoro

 In Ucraina, oltre alle bombe, la popolazione fa i conti con la scarsità di medicine e strumentazioni mediche, i blackout continui e le difficoltà a integrarsi in zone nuove, lontane da casa. Ma con la guerra la gente ha anche “sviluppato un forte attaccamento alla nazione, e quindi resilienza. In tanti stanno tornando nelle zone che sono state liberate, pur sapendo che potrebbero trovare le loro case distrutte e manchino i servizi”. Lo riferisce all’agenzia Dire da Kiev Valentina Morico, capomissione in Ucraina per Soleterre. La Fondazione, continua Morico, lavora “sull’emergenza ancora in atto: mancano cibo, coperte, alloggi e denaro. Facciamo quindi distribuzioni di prodotti di base, cercando di raggiungere le comunità periferiche e rurali, in collaborazione con le municipalità locali, e poi offriamo sostegno in ambito sanitario. Collaboriamo con 14 ospedali, in cinque dei quali abbiamo sportelli psicologici permanenti”.

Oltre al sostegno ai minori oncologici, attività che la onlus svolgeva già prima della guerra, “ci occupiamo dei bambini e delle loro famiglie rimaste colpite dagli attacchi sia nel fisico che nella mente. I medici con cui collaboriamo- avverte Morico- lamentano la paura di restare senza medicinali e attrezzature, anche perché le istituzioni impiegano la maggior parte dei fondi per fare fronte alla guerra”, che non accenna a rallentare.
Soleterre lavora anche su “progetti di sviluppo, che prevedono azioni continuative” dice la capomissione, che prosegue: “abbiamo portato il sostegno psicologico fuori degli ospedali per raggiungere la popolazione vulnerabile, come gli sfollati o i residenti nelle zone più esposte, anche grazie all’attivazione di una ‘hotline’ che conta in media 350 chiamate al mese”. L’organizzazione fornisce anche formazione ai medici, “l’ultimo è stata a Leopoli- dice Morico- e ha riguardato una tecnica che stimola la rigenerazione delle cellule dei tessuti per accelerare la guarigione delle ferite di guerra che, nei casi più gravi, rischiano di non rimarginarsi mai”.
Morico illustra poi i progetti futuri: “presto inizieremo attività per consentire l’integrazione di giovani e adulti a livello sociale e lavorativo, non solo per ricostruire il senso di comunità, ma anche per dare formazione e supporto occupazionale”. A causa dei combattimenti in tanti hanno dovuto lasciare le zone natie e le difficoltà di integrazione “riguardano soprattutto i russofoni. In generale- continua la responsabile- non è facile ricostruire una vita lontani dal proprio contesto”.
La guerra, informa Morico, ha anche lasciato senza lavoro tante persone, ma “il mercato del lavoro è dinamico”, assicura: “la partenza delle famiglie o i tanti uomini chiamati al fronte hanno creato buchi occupazionali, mentre il flusso di fondi donati da tutto il mondo vengono impiegati, come scelta etica precisa, soprattutto nelle aziende locali, che quindi stanno crescendo” conclude la capomissione.

 «Agenzia DIRE»

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