14 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Si terranno fino al 18 febbraio i corsi per l’uso della cartapesta, pensati per adulti e bambini dall’associazione “Contea Nolana”. Le lezioni si tengono nel laboratorio di manualità “Centro di documentazione visiva sulla Festa dei Gigli” al Museo della Festa, a Nola, in via Merliano, presso l’ex Monastero di Santo Spirito. Il corso del 18 avrà per titolo “Maschere di carnevale che passione” e si terrà dalle 10 alle 12,30
L’articolo Contea Nolana, corsi per la cartapesta proviene da Comunicare il sociale.
14 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Porre l’attenzione, tramite le opinioni, i comportamenti e i valori degli italiani, sulle difficoltà che incontrano i due pilastri del modello sociale, famiglie e Stato, chiamati a misurarsi con nuove ristrettezze e crisi globali. E’ l’obiettivo del Quarto Rapporto Censis-Tendercapital sulla “Sostenibilità sociale e la rinnovata sfida del welfare italiano” presentato oggi in Senato. Dall’indagine emerge che il welfare potrà tornare a erogare servizi universalistici essenziali, ammortizzare disparità eccessive e supportare le persone solo con il ritorno del lavoro quale fonte primaria di opportunità di ascesa reddituale e sociale.
Gli italiani sono preoccupati per il futuro prossimo della società. L’84,9% dichiara di intravedere incertezza e insicurezza. Allarma il blocco della mobilità sociale, che per il 58,6% dei cittadini farà aumentare le disparità sociali. Per il 43,3%, nella società italiana ci saranno meno equità e giustizia sociale; il 36,9% teme minore attenzione ai diritti dei lavoratori. Il rialzo dei prezzi catalizza le paure degli italiani. Il 75,4% degli occupati è convinto che non avrà aumenti delle entrate familiari nel prossimo anno, mentre il 73,9% degli italiani pensa che dovrà ridimensionare le spese. La reazione alla minaccia dell’inflazione porta l’86,9% a essere favorevole a indicizzare retribuzioni, salari e stipendi all’aumento dei prezzi, tornando alla scala mobile.
Prezzi più alti poi, si traducono in minor consumo di beni e servizi a parità di reddito, così il 59,7% degli italiani è convinto che dovrà ridurre le spese per scarpe e abbigliamento, il 62,3% quelle per vacanze, viaggi e tempo libero, mentre il 41,7% pensa che dovrà rinunciare a cure o visite mediche a pagamento intero, con risorse proprie. Tuttavia, nel 2022 redditi e spese per consumi delle famiglie hanno tenuto bene. Infatti, il reddito lordo disponibile delle famiglie consumatrici è rimasto invariato nel confronto tra I-III trimestre 2021 e gli stessi trimestri del 2022, con un -0,3% reale.
Dal Quarto Rapporto Censis-Tendercapital emerge come il risparmio delle famiglie, nel confronto tra i primi nove mesi del 2022 e quelli del 2021, abbia subìto una contrazione drastica in termini nominali (-292 miliardi di euro) e reali (-11,3%). Il cash, invece, è aumentato nominalmente di 36 miliardi di euro, subendo però una riduzione reale del 3,8%. Sono 7,5 milioni le persone appartenenti a famiglie le cui entrate coprono appena le uscite e aumentano, rispetto al 2010, sia i lavoratori in povertà assoluta (erano il 3% del totale) sia in povertà relativa (erano il 7%). Il welfare pubblico stenta sempre più: il 67,3% degli italiani, nei dodici mesi precedenti l’intervista, per avere prestazioni sanitarie si è dovuto rivolgere al privato. Così solo il 40,4% è soddisfatto del funzionamento del Servizio Sanitario Nazionale della sua Regione, mentre nel 2019 era il 55%.
Il 90,4% degli italiani, con percentuali trasversali a redditi, condizione professionale, età e titolo di studio, si dichiara favorevole a fissare una retribuzione minima per legge. Riguardo al reddito di cittadinanza, il 65,1% degli italiani lo reputa uno strumento per aiutare persone in difficoltà; al contempo, il 73,2% è convinto che tale strumento disincentiva le persone a lavorare, mentre oltre l’88% ritiene che i soldi pubblici dovrebbero servire a incentivare la ricerca del lavoro. Secondo il Presidente del Censis, Giuseppe De Rita, “la nostra società è segnata da un elemento cruciale: la paura dell’incertezza futura. È quel che più condiziona le aspettative e spesso fa vedere la realtà più nera di quanto sia. Purtroppo, l’inflazione, la guerra, la crisi energetica hanno generato problemi e, tuttavia, sinora la sostenibilità sociale in Italia ha tenuto bene. Il rischio reale è per il futuro prossimo di continuare a galleggiare per paura e, in questa situazione, la cosa peggiore è affidarsi all’opinionismo, piuttosto che ragionare sulla chimica reale della nostra società”.
Per il Presidente di Tendercapital, Moreno Zani, “i dati del Quarto Rapporto Censis-Tendercapital sulla sostenibilità sociale e il welfare italiano evidenziano in maniera chiara le difficoltà che oggi incontrano i due pilastri del modello sociale italiano, le famiglie e lo Stato. Crescono, infatti, le ristrettezze economiche di molti nuclei familiari e, nonostante nel 2022 abbiano tenuto bene sia il reddito sia le spese per i consumi, occorre prendere atto di una severa contrazione del loro risparmio. Una situazione di instabilità, insomma, che genera incertezza e preoccupazione per il futuro, ma anche la convinzione che si può lavorare per un nuovo welfare inclusivo, prospero e sostenibile”.
L’articolo Rapporto Censis-Tendercapital su welfare e sostenibilità sociale: per l’ 85% degli italiani il futuro è incerto proviene da Comunicare il sociale.
13 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
L’associazione “Il Nodo” ha come finalità la tutela di coloro che non possono giovarsi di cure destinate alla guarigione, ovvero le persone che necessitano di cure palliative e di terapia del dolore.
Nasce nel 2016. Siamo un’associazione di promozione sociale, ma in realtà siamo persone che hanno ascoltato e vissuto il dolore del fine della vita.
Medici, infermieri, psicologi, giornalisti e semplicemente parenti di persone che non ci sono più e che hanno lottato fino al momento estremo per terminare la propria esistenza con dignità.
Sono i pazienti dimenticati, quelli che non potranno raccontare la propria esperienza perché la loro voce non può più essere ascoltata. Ma la nostra sì.
La morte nella nostra cultura è un tabù, talvolta anche per gli stessi medici, qualcosa a cui ci si può solo arrendere.
Ma il dolore, invece, si può e si deve affrontare, andando oltre quel semplice “portatelo a casa”.
Noi ci siamo impegnati a garantire – anche a chi voce più non ha – il diritto di poter scegliere (legge 38/2010 – “disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative ed alle terapie del dolore”. Compito primario: costruire l’eguaglianza nella dignità del fine vita), affinché ci siano strutture capaci di assicurare servizi utili a trovare sollievo dalla sofferenza, che restituiscano dignità, con competenze adeguate e professionisti idonei, senza risparmiarsi solo perché “quel paziente non ha più la possibilità di guarire”.
Ed anche perché venga assicurata, per chiunque lo scelga, un’assistenza domiciliare che sia valida e che eviti ai familiari calvari e carichi psicologici insostenibili.
al SUD la terapia del Dolore non è tutelata, basti pensare che al nord ci sono 80 Hospice, al Sud, escludendo la Terapia del Dolore del Cardarelli che le scelleratezze sanitarie hanno ormai soppresso, solamente tredici. Un divario inaccettabile se si pensa che in questo divario si GIOCA SUL DOLORE DELLE PERSONE, sulla dignità tolta al malato terminale, sullo strazio dei familiari che nulla possono dinanzi a tanto dolore.
Una società che si rispetti non può permettere una simile DISUMANITA’!
Di seguito, un video in persona della Dott.ssa Cristiana Barone (nostra Vice Presidente) dove, in poche ma efficaci parole spieghiamo il senso della nostra battaglia.
L’articolo “Il Nodo”, le cure palliative e la terapia del dolore: in un video il senso della battaglia dell’associazione proviene da Comunicare il sociale.
13 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
I ragazzi dell’Area Penale di Napoli, accompagnati dai palombari della Marina Militare e dagli istruttori di Mare Nostrum, hanno pulito i fondali del Borgo dei Marinari. L’immersione ha avuto inizio dalla banchina del Circolo Savoia e ha riguardato parte dello specchio d’acqua del porticciolo di Santa Lucia; all’operazione hanno preso parte anche il Corpo Militare dell’Ordine di Malta e i volontari di Archeoclub D’Italia. Sui fondali marini sono stati “pescati” un carrello, una sedia, pneumatici, telefoni cellulare, numerosissime bottiglie in vetro. “Siamo felici di aver fatto qualcosa per la comunità – hanno dichiarato i ragazzi dell’Area Penale di Napoli, uscendo dall’acqua -. Ci fa sentire meglio con noi stessi”.
Presenti gli assessori comunali Vincenzo Santagada e Antonio De Iesu, e Stefano Sorvino di Arpac Campania. “E’ un’iniziativa tanto importante quanto simbolica perché siamo sul territorio di Megaride – ha affermato Vincenzo Santagada, assessore al Verde del Comune di Napoli – una zona simbolica della nostra città. Stiamo cercando di sensibilizzare la nostra realtà alla salvaguardia dell’ambiente”.
“Il Circolo Savoia ha la fortuna di avere soci presenti della società civile: imprenditori, professionisti, dirigenti di azienda che partecipano allo sviluppo della città – ha affermato Fabrizio Cattaneo della Volta, presidente del Circolo Savoia – con la loro attività professionale. Tutti insieme, in questo club, abbiamo deciso di fare qualcosa per la città. E lo facciamo quotidianamente con attività sociali e sportive. Supportare i ragazzi dell’Area Penale è stato un vero piacere. Un evento, quello della pulizia dei fondali, che ci lega anche al passato, al nostro predecessore, Pippo Dalla Vecchia, che nel 1992 organizzò la prima pulizia dei fondali marini del Borgo Marinari”.
“Il Corpo Militare dell’Ordine di Malta ha fornito supporto sanitario per garantire l’operazione nella massima sicurezza – ha affermato Mariano Barbi, Capitano del Corpo Militare dell’Ordine di Malta – per i ragazzi e per gli operatori”.
“La Marina Militare ha recentemente firmato con il Dipartimento di Giustizia Minorile un accordo di collaborazione che trova la sua prima applicazione pratica proprio a Napoli. C’è un accordo con il Centro di Giustizia Minorile – ha ricordato Aniello Cuciniello, Capitano di Vascello della Marina Militare – con un progetto “Bust Busters” ad ampio spettro che prevede il recupero di aree di Napoli ma prevede anche un avviamento ai mestieri del mare con la formazione di ragazzi”.
“Esperienza bellissima con ragazzi eccezionali – ha sottolineato Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub D’Italia che oggi si è immerso con i giovani dell’Area Penale di Napoli – per una causa che peroravamo da tanto tempo: tutela del luogo di Parthenope e questi ragazzi hanno insegnato noi come pulire i fondali. Il progetto “Bust Busters” prevede un percorso formativo, di conoscenza del patrimonio ambientale e culturale”.
“La libera Università di Bolzano ha chiesto di avere i reperti di plastica portati alla luce dai ragazzi dell’Area Penale di Napoli. La plastica recuperata dai nostri ragazzi diventerà tendine in esposizione alla Fiera del Mobile. Ci saranno anche i ragazzi dell’Area Penale di Napoli, divenuti sub grazie al progetto “Bust Busters” e i nuovi che adesso inizieranno il percorso formativo per conseguire il brevetto di sub”, ha annunciato Giuseppe Centomani, direttore del Centro di Giustizia Minorile della Campania.
L’articolo Borgo Marinari, i ragazzi dell’Area Penale di Napoli hanno ripulito i fondali marini proviene da Comunicare il sociale.
13 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Con l’Hastag #ENDSTIGMA le associazioni Famiglie LGS Italia e Vivi l’Epilessia in Campania, in collaborazione con l’Ospedale Santobono Pausillipon e con il patrocinio della Fondazione Epilessia LICE, promuovono una serie di iniziative per celebrare la Giornata Internazionale per l’Epilessia, che ricorre ogni anno il secondo lunedì di febbraio.
Un calendario di appuntamenti che coinvolgeranno tutta la regione per informare, sensibilizzare e accendere i riflettori sul tema dello stigma sociale ancora troppo diffuso su questa patologia che riguarda l’1% della popolazione italiana e che vede chi ne è affetto spesso privato di ogni opportunità di partecipazione alla vita sociale.
Si parte proprio lunedì 13 con due appuntamenti che avranno luogo nelle scuole di San Sebastiano al Vesuvio, in provincia di Napoli: volontari, medici, pazienti e caregiver saranno presenti dalle 9.00 alle 11.00 nella Scuola Media Statale Gaetano Salvemini e dalle 11.00 alle 13.00 al Liceo Statale Salvatore Di Giacomo per confrontarsi con gli studenti, rispondere alle loro domande e abbattere il pregiudizio sull’epilessia. Parteciperanno i dottori Anna Dolcini, Viola Franzese, Maria Rosaria Manna, Roberto Stella del team di neurologia dell’Ospedale Santobono Pausillipon.
Martedì 14 febbraio, invece, alle ore 19.00 presso il Social Break Point, l’hub sociale che ha sede sempre a San Sebastiano al Vesuvio, in Piazza Municipio 8, si terrà un convegno per riflettere con la cittadinanza e soprattutto con i giovani sull’impatto sociale degli stereotipi che si legano a questa malattia. Interverranno Francesca Cozzolino, responsabile del progetto Social Break point, Giovanpaolo Gaudino, Presidente Consorzio Co.Re, il dottor Antonio Varone, primario di neurologia e la dottoressa Anna Dolcini dell’Ospedale Santobono Pausillipon, il dottor Cristofaro Nocerino del Centro Epilessia dell’Ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia e Consigliere regionale LICE. Infine, venerdì 17 febbraio dalle ore 10.00 verrà organizzato un incontro informativo presso il Liceo Classico e Scientifico F.-De Santis di Salerno, in collaborazione con l’associazione Lions Club di Salerno Principessa Sichelgaita. Interverranno il Dirigente Scolastico, Prof.ssa Cinzia Lucia Guida, la Presidente Lions Club Salerno Principessa Sichelgaita Maria Pia Ciccone, la Responsabile UOC di Neuropsiohiatria Infantile AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno,Francesca Felicia Operto. Un focus sulla gestione delle crisi epilettiche sarà invece curato dai Neuropsichiatri Infantili Salvatore Aiello e Grazia M.G. Pastorino e dalla psicologa Chaira Scuoppo.
“La Giornata internazionale dell’epilessia è l’occasione per condividere ed affrontare i problemi delle persone con epilessia, delle loro famiglie e dei caregivers. Chi soffre di questa patologia ancora oggi è vittima di pregiudizi e limitazioni in vari ambiti della propria vita sociale, scuola, sport, lavoro. È per questo motivo che emarginazione e discriminazione vanno combattute con ogni iniziativa di informazione, formazione e sensibilizzazione possibile, partendo soprattutto dalle giovani generazioni. Ringrazio quanti ogni anno sostengono le nostre iniziative come la Professoressa Leonilda Bilo della Lega Italiana contro l’Epilessia – sezione Campania”. Queste le parole di Katia Santoro presidente dell’Associazione Famiglie LGS Italia, una realtà costituita da famiglie i cui figli sono affetti da una rara e grave forma di encefalopatia epilettica farmaco resistente (Sindrome di Lennox Gastaut) che opera da anni sul territorio nazionale proprio per sensibilizzare sulla malattia, sostenere la ricerca e promuovere ogni azione che possa migliorare la vita di questi ragazzi e dei loro cari.
Per celebrare la Giornata internazionale dell’Epilessia, inoltre, molti monumenti italiani si tingeranno di viola, il colore simbolo della lotta contro questa malattia. Nella nostra regione si coloreranno la Reggia di Portici, il Parco archeologico di Ercolano, il Palazzo comunale di San Giorgio a Cremano, la Corte di San Sebastiano al Vesuvio, il Palazzo comunale di Salerno, il Maschio Angioino di Napoli e la Reggia di Caserta. Per la sensibilità, il supporto e il sostegno le associazioni ringraziano: per Portici il sindaco Enzo Cuomo, per Ercolano il sindaco Ciro Buonajuto, per San Giorgio a Cremano il Sindaco Giorgio Zinno e l’assessore Giuseppe Giordano, per San Sebastiano il sindaco Peppe Panico, per Salerno il Sindaco e il vicesindaco Pasqualina Memoli, per Napoli il sindaco Gaetano Manfredi, per Caserta il sindaco Carlo Marino.
L’articolo Epilessia, una settimana di eventi per infrangere lo stigma. Piazze e monumenti si tingono di viola proviene da Comunicare il sociale.
13 Feb, 2023 | Comunicare il sociale
Negli spazi comunali dell’Associazione Un’Infanzia da Vivere, inaugurato il Centro Antidiscriminazioni LGBT+ “Codice Rainbow” del comune di Caivano (NA). Al taglio del nastro Lucia Fortini, Assessora regionale alle Politiche Sociali e Valeria Ciarambino, Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania. Ai saluti istituzionali di Fortini e Ciarambino, sono seguiti quelli di Vincenzo Falco, Sindaco di Caivano, e di Maria Giuseppina Bervicato, Assessora alle Pari opportunità e alle Politiche giovanili del Comune di Caivano.
Il Progetto “Codice Rainbow”, finanziato dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali su PON inclusione FSE 2014-2020, nasce dalla sinergia tra il Comune di Caivano e il privato sociale, in particolare con l’Associazione LGBT+ Pochos Napoli, la Fondazione Genere Identità e Cultura, ECO Società Cooperativa Sociale, Qualifica Group Formazione e Lavoro Srl e l’Associazione “Un’infanzia da vivere”.
Alle persone LGBT+ discriminate per il proprio orientamento sessuale o identità di genere, Codice Rainbow Caivano mette a disposizione un servizio di Assistenza Telefonica, Linea Rainbow (attivo H24), e offre sia una serie di servizi per supportarle e aiutarle a superare le condizioni di fragilità sociale ed economica, sia percorsi diversificati in grado di fornire i mezzi adeguati a un inserimento nella realtà cittadina. Il Centro contro le discriminazioni è operativo negli spazi comunali dell’Associazione “Un’Infanzia da Vivere” del Parco Verde e in quelli della Biblioteca Comunale.
Il Sindaco e la sua assessora hanno lanciato un appello ai caivanesi di avvicinarsi agli sportelli attivi non solo a coloro che hanno subito delle discriminazioni, ma anche alle famiglie e chiunque altro voglia informarsi, giacché il tema dei diritti e delle discriminazioni non conosce confini sociali e urbanistici.
L’Assessora Fortini, ha evidenziato: “Finalmente, è posto al centro dell’attenzione l’essere umano, ciascuno con le proprie caratteristiche, libero di potersi esprimere e non costretto a essere ciò che non è. Partire da Caivano è particolarmente simbolico. Il luogo da cui si comincia rispetto a quello che dovrà essere un cambiamento culturale nell’approccio. Un ulteriore passo dopo una serie di centri che si stanno aprendo. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha confermato che la Campania ha risposto in maniera imponente alle progettualità che possono aiutare le persone in difficoltà”.Infatti, la regione Campania è la prima in Italia a poter vantare diversi centri Lgbt.
Il sindaco Falco ha sottolineato che Codice Rainbow Caivano è un laboratorio di educazione al sentimento per far comprendere che le differenze sono una ricchezza e non un problema, e che è uno degli obiettivi più importanti, soprattutto in questi territori di periferia delle grandi città.
Nel suo intervento, la Vicepresidente del Consiglio regionale della Campania, Valeria Ciarambino, ha affermato: “Vogliamo accompagnare non soltanto i ragazzi e ragazze, che hanno bisogno di trovare un’adeguata accoglienza per consegnare il loro vissuto, ma anche docenti e genitori. L’obiettivo è quello di creare insieme una nuova cultura contro ogni tipo di discriminazioni”.
Il Direttore dell’UNAR, Mattia Peradotto ha ribadito l’impegno da parte dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale e del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nella lotta a ogni forma di discriminazione, violenza e intolleranza. Preziosi gli interventi di Bruno Mazza per Un’infanzia da Vivere, che ha ricordato la fatica e l’impegno quotidiano da parte dell’associazione nel Parco Verde, e del prof. Paolo Valerio, per la Fondazione GIC, che ha lasciato un appello alla Regione Campania per istituzionalizzare il percorso di vicinanza alle persone LGBT+ e, in particolare, alle persone transgender e gender fluid, ribadendo il ruolo centrale dei consultori pubblici e dell’eccellenza come il Consultorio “Incontra” di Portici. Presenti anche Giuseppe Agus per Qualifica Group, il partner che si occuperà di tutte le attività che riguardano il mondo del lavoro e il possibile inserimento lavorativo di soggetti discriminati o marginalizzati, e Orsola Apolloni, per Eco Società Coopertiva sociale – legalmente rappresentata da Barbara Graziani – partner di progetto che seguirà tutti gli aspetti legati alla promozione e alla comunicazione del centro.
A moderare l’incontro Antonello Sannino, coordinatore di progetto e referente di Pochos Napoli che ha ricordato la “magia” di questa associazione, Pochos appunto, che dopo un percorso lungo 10 anni, nata da un gruppetto di amici animati a voler giocare a calcio e superare i pregiudizi sull’identità sessuale nel mondo dello sport, oggi si ritrova protagonista di un Centro Antidiscriminazione nel Parco Verde insieme alle Istituzioni nazionali, regionali e territoriali: un presidio di civiltà, avanguardia culturale, politica e sociale.
La mission del progetto Codice Rainbow Caivano, infatti, è proprio quella di creare una rete forte e coerente, in grado di fornire un valido sistema di accoglienza, ascolto e supporto alle persone LGBT+ nel territorio caivanese e in generale nell’area metropolitana di Napoli.
L’articolo CODICE RAINBOW: A CAIVANO INAUGURATO IL CENTRO ANTIDISCRIMINAZIONI LGBT+ proviene da Comunicare il sociale.