GMA, uova di Pasqua solidali per aiutare i bambini etiopi

Anche quest’anno puoi rendere la tua Pasqua ancora più speciale aquistando le Uova solidali dell’associazione GMA Napoli – Gruppo Missione Alem. Il ricavato della vendita servirà a sostenere uno dei progetti che l’associazione ha realizzato a Shashamane, in Etiopia, a sostegno dei bambini malnutriti e delle loro madri accolti nel Women Promotion Center.

GMANapoli opera nelle comunità di Halaba, Hosanna e Shashamane da più di 15 anni con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio sociale e culturale etiope e promuovere lo sviluppo integrale della persona, guardando ai suoi diritti fondamentali. Sostiene diversi microprogetti nei settori d’intervento più disparati (acqua, riforestazione, sanità, donne ed istruzione), contribuendo in modo attivo all’autodeterminazione umana ed economica delle persone.

Prodotte dalla Cioccolateria Oliviero, le uova solidali di GMA sono sia al latte che fondenti, da 350 e 400 gr e si possono ordinare contattando lo 081.8043778 o scrivendo all’indirizzo mail gmanapoli@gmail.com

Per maggiori informazioni https://gmanapoli.org/

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Al via le operazioni per abbattere il Ponte Marconi che ostacola il flusso del fiume Sarno

Abbattere il Ponte Marconi sul fiume Sarno. E’ questa l’operazione che Sma fa partire oggi nelle vesti di soggetto attuatore dei lavori, indicata dalla Regione Campania nel territorio di San Marzano del Sarno (Sa). Il cavalcavia venne costruito senza autorizzazioni e  ad oggi blocca il regolare deflusso del fiume, provocando l’esondazione del fiume in molte occasioni durante l’anno.

La società in house della Regione Campania Sma mette in atto un lavoro di dragaggio, blocco del flusso di rifiuti e successivo abbattimento del ponte per consentire il regolare deflusso delle acque dell’Alveo Comune Nocerino.

Dopo, verrà anche operata una risagomatura della sezione di deflusso per evitare in futuro nuove esondazioni quando il fiume è in piena. Il progetto intende realizzare un primo e significativo recupero di un sistema idraulico circoscritto all’area, nel generale sistema di interventi integrati che riguardano l’intero bacino del Fiume Sarno. L’area d’intervento ricade all’interno del Parco Regionale del Bacino del Fiume Sarno e ha ottenuto il parere positivo dell’ente.

La Sma ha affidato i lavori a una ditta specializzata per il budget di 92.000 euro che prevede il dragaggio del fiume in quell’area e la demolizione del ponte. Il dragaggio, spiega il direttore tecnico per Sma Bruno Cirigliano, comincerà lunedì mattina e si dedicherà a togliere dal fondo del Sarno una grossa quantità di sabbia e pietrine, circa 300 metri cubici, che si sono accumulate nel tempo, portando ad alzarsi il livello del fiume rispetto agli argini già presenti. Ripristinando la profondità originaria del Sarno comincerà già un migliore scorrimento delle acque. Tra dieci giorni verrà poi montata una barriera galleggiante che, con la direzione dei lavori del tecnico Sma Francesco Pirozzi, consentirà di frenare lo scorrimento di canneti rinsecchiti e caduti nel fiume e di tanti sacchetti di plastica di rifiuti che vengono abusivamente gettati nel Sarno. La barriera fermerà i rifiuti e ci sarà un camion sul lato del Sarno con una gru che li preleverà per poi smaltirli in una discarica autorizzata. Una volta bloccati i rifiuti inizierà l’operazione di demolizione del ponte, che verrà smontato dalla ditta specializzata.

L’addio al Ponte Marconi, che è stato dichiarato illegittimo dal Genio Civile, avrà anche delle importanti conseguenze di miglioramento della qualità ambientale e paesaggistica della zona, su cui la Regione Campania è impegnata. “Iniziamo – spiegano i tre membri del cda di Sma Tommaso Sodano, Fiorella Zabatta e Antonio Capasso – un lavoro importante. Il Sarno ha bisogno di poter scorrere in maniera libera, per evitare ad  ogni pioggia intensa frequenti esondazioni nei territori agricoli vicini. Sma controllerà in maniera attenta tutti i lavori per consegnare all’area un settore del fiume completamente bonificato e liberato”.

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Firmato (finalmente) il trattato globale sugli oceani

I governi dell’ONU hanno concordato un Trattato globale sugli oceani. “È una vittoria enorme per la protezione degli oceani e della vita marina- scrivono gli attivisti di Greenpeace – Questo trattato consentirà di creare aree marine protette in tutti gli oceani del mondo, rendendo possibile la protezione del 30% degli oceani entro il 2030: il minimo necessario, secondo la comunità scientifica, perché gli oceani e la vita marina possano riprendersi da anni di sfruttamento e attività distruttive. INSIEME, continueremo a lavorare per una rapida ratifica del trattato, anche in Italia! Ma per ora, festeggiamo questo momento storico!”.
 

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“Teatro di Quartiere” al via la rassegna nel centro polifunzionale Silvia Ruotolo

Venerdì 10 marzo avrà inizio il “Teatro di Quartiere”: la rassegna teatrale promossa all’interno del centro polifunzionale Silvia Ruotolo in vicolo Abbagnano nella frazione Tuoro a Caserta.

L’evento è promosso dall’associazione Generazione Libera con l’Officina Teatrale Generazione Libera, ACLI Provinciale di Caserta e il Presidio Libera Città di Caserta. Si parte alle ore 20.30 del 10 marzo con lo spettacolo “Smemorandy’s” dell’Actory Art.

Si prosegue il 25 e 26 marzo con “C’era una volta Napoli” della compagnia teatrale “Sara Maietta”, il 7 e 8 aprile con l’associazione culturale “30Allora” e lo spettacolo “Donnacce”, il 22 aprile con lo spettacolo “Pazzi Coinquilini” dell’Officina Teatrale Generazione Libera.

La rassegna si concluderà il 13 e 14 maggio con la Compagnia Teatrale Ernesto Cunto e la partecipazione di Giovanni Allocca che realizzeranno lo spettacolo “Matrimonio a mano armata”.

Il devoluto degli spettacoli sarà destinato alla ristrutturazione di una casa di accoglienza per i detenuti senza fissa dimora. Per ulteriori informazioni è possibile scrivere a generazionelibe2011@libero.it

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“Occhio ai bambini” la campagna di prevenzione rivolta più piccoli

Al via, anche per quest’anno, la campagna di screening oculistici rivolta ai bambini frequentanti le prime classi dell’infanzia. A partire dallo scorso 23 febbraio, infatti, grazie ad una unità mobile oftalmica messa a disposizione dalla IAPB Italia ONLUS, a centinaia di bambini verrà controllato l’apparato visivo. L’iniziativa è organizzata dalla Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, grazie all’imprescindibile contributo degli oculisti dell’Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale Santobono e della Clinica Oculistica dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli.

«Questa iniziativa- spiega il presidente della sezione UICI di Napoli Mario Mirabile- nasce dalla consapevolezza che in Italia, nonostante le diverse campagne informative di profilassi visiva, esistono ancora sacche di popolazione dove la cultura della prevenzione non è pienamente arrivata e il progetto “Occhio ai bambini”, attraverso la distribuzione di materiale informativo alle famiglie e agli insegnanti e una visita oculistica, mira proprio a tutelare la vista dei più piccoli».

Il coordinatore del Comitato provinciale della IAPB Ciro Taranto esprime grande soddisfazione per l’organizzazione della campagna di prevenzione. «Purtroppo nello scorso mese di agosto- spiega Taranto “ l’unità mobile oftalmica della Sezione UICI di Napoli è stata gravemente danneggiata dalla caduta di un grosso albero. Pur se non siamo ancora riusciti a dotarci di una nostra unità, non potevamo rinunciare ad organizzare una iniziativa così importante che consente di visitare tanti bambini».

L’obiettivo degli screening è l’individuazione precoce delle patologie, che interferendo con il processo di acquisizione dell’immagine compromettono il normale sviluppo dell’apparato visivo. Infatti, esistono patologie pediatriche dell’Apparato visivo tra cui lo strabismo, l’ambliopia (occhio pigro), i difetti refrattivi (miopia, ipermetropia e astigmatismo) che possono rimanere misconosciute. Come è noto, non sempre i bambini riescono a riferire il proprio disturbo, invece, sottoponendo loro ad un esame che prevede dei test di valutazione del normale sviluppo dell’apparato visivo, del suo corretto funzionamento, sia in termini di acuità visiva che di motilità, ogni anomalia che si presenti può essere corretta precocemente evitando che determini danni che permangono per tutta la vita.

Gli Oculisti coinvolti nella campagna,  nel caso riscontrino disturbi dell’apparato visivo di qualche bambino, provvederanno a informare gli insegnanti e i genitori  su come accedere agli ambulatori pubblici.

«Nonostante le difficoltà e i molteplici impegni quotidiani degli oculisti- ha spiegato il responsabile dell’Unità di Oculistica dell’Azienda Ospedaliera Santobono Dott. Ciro Picardi – abbiamo deciso di sostenere questo progetto così meritevole, nella convinzione che sia fondamentale poter dare un servizio a tutto il territorio e soprattutto ai bambini”. Nell’età scolare deficit visivi anche lievi possono creare difficoltà di apprendimento e quindi scarsi risultati scolastici con problemi di inserimento sociale nel complicato mondo dei bambini».

Gli fa eco la Prof.ssa Francesca Simonelli, Direttrice della Clinica Oculistica dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli «cerchiamo sempre di sostenere le campagne di prevenzione promosse dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti nella convinzione che soltanto con una buona prevenzione, si possono evitare importanti disturbi dell’apparato visivo».

La campagna, iniziata giovedì 23 febbraio presso l’Istituto Scialoia Cortese di San Giovanni a Teduccio, sarà per quest’anno effettuata in scuole ubicate nei comuni di Napoli, Afragola, Casalnuovo, Ercolano, Lettere, piano di Sorrento, portici, Pozzuoli, San Gennaro Vesuviano, Sant’Antonio Abate e Santa Maria la Carità.

I volontari dell’Unione Ciechi, durante l’effettuazione degli screening, informeranno i piccoli alunni sulla realtà delle persone con disabilità visiva, cercando di far capire loro le difficoltà, ma soprattutto le potenzialità di queste ultime.

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Al Parlamento europeo gli scatti del dramma dei migranti al confine polacco

Coperte termiche adagiate tra fogliame e cespugli e sacche per la flebo legate al tronco degli alberi, perché “è il modo più pratico” per collegarle ai profughi quando ne hanno bisogno. E poi bare bianche di bambini accompagnate al cimitero musulmano, oppure piedi dalle piante bruciate a causa del freddo e dell’umidità, e militari accanto alla barriera di separazione innalzata per bloccare i migranti. Questo raccontano gli scatti della mostra “Repingere è illegale. Aiutare è legale”, da ieri a venerdì al Parlamento europeo di Bruxelles. Ad organizzarla è l’eurodeputata polacca Janina Ochojska, che così porta nel cuore delle istituzioni europee il dramma dei migliaia di mediorientali, africani e asiatici che cercano di raggiungere l’Europa passando dalla Bioelorussia.
Qui dall’estate 2021, le persone si sono nascoste tra i boschi di Bialowieza, dove passa il confine, anche di notte e con la neve, per sfuggire agli agenti dei due Paesi accusati di respingere sistematicamente le persone da un lato o dall’altro, rifiutando richieste di asilo anche a donne, bambini, anziani o malati provenienti da paesi colpiti da conflitti come l’Afghanistan, lo Yemen, la Siria, l’Iraq, la Repubblica democratica del Congo o l’Etiopia. Lo scorso dicembre, in un report, la polizia polacca ha ammesso di aver riportato al confine i profughi 50mila volte. Autori delle immagini – che rendono conto del fenomeno solo sul lato polacco del confine – sono la fotoreporter di Gazeta Wyborcza, Agnieszka Sadowska, e il fotografo e volontario dell’ong ‘Kik’ Wojtek Radwanski, entrambi testimoni delle sofferenze dei profughi ma anche delle difficoltà delle organizzazioni umanitarie a raggiungere le persone, criminalizzate dalle politiche del governo.
La testimonianza- “Queste immagini non mi fanno soffrire, sicuramente rendono conto dell’enorme lavoro dei volontari” racconta alla Dire Mohammad, rifugiato siriano che nell’inverno 2022 ha trascorso oltre un mese nella foresta e chiede di non rivelare il cognome per non mettere in pericolo la famiglia nel suo Paese. “Chi decide che i respingimenti sono legali- aggiunge- non cambierà idea davanti a queste foto, che sono rivolte all’opinione pubblica, la sola a poter fare pressioni sui politici”. “Quando sono cominciati ad arrivare i profughi ho lasciato il mio lavoro per dedicarmi a loro” riferisce Kasia Poskrobko, volontaria nell’osepdale di Hajnòwka, cittadina non lontana dal confine. “Guardo queste immagini mi viene da piangere-dice ancora-, un lusso che non posso permettermi quando i migranti mi raccontano le loro storie, perché dobbiamo essere forti per loro“.
L’eurodeputata Ochojska accusa l’Ue e il governo polacco di consentire i respingimenti, “vietati sulla carta ma realizzati nei fatti. Stiamo diventando una fortezza, e la politica- osserva- sembra non voglia trovare alternative”. E a chi sui media polacchi e in modo particolare a quelli più vicini al governo la accusa in queste ore di sostenere indirettamente la Russia, quest’ultima ritenuta responsabile di aver facilitato di proposito l’afflusso di migranti verso il confine polacco insieme alla Bielorussia per destabilizzare il Paese, l’eurodeputata risponde: “È innegabile che Mosca ha aiutato la Bielorussia a innescare qiesta crisi ma ora è più impegnata a pensare alla guerra in Ucraina. D’altro canto però, la rotta è stata aperta, e chi deve disperatamente lasciare il proprio Paese continuerà ad usarla. Sta all’Ue aiutare queste persone”, conclude.
da “Agenzia DIRE”

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