IMPRESE SOCIALI: POSITIVI GLI INDICATORI ECONOMICI ED OCCUPAZIONALI RILEVATI DELL’OSSERVATORIO ISNET

La XVI edizione dell’annuale Osservatorio Isnet ha fotografato l’andamento economico, occupazionale e la capacità innovativa delle imprese ad impatto sociale, con un approfondimento dedicato all’utilizzo delle nuove tecnologie e al ricambio generazionale, ed ha anche monitorato gli effetti della crisi energetica e la capacità delle imprese di attivare una dinamica trasformativa orientata alla sostenibilità dei consumi.

Continua la tendenza positiva, malgrado la crisi energetica in atto: le imprese sociali interpellate stimano un +3,1% di aumento del volume delle entrate, e un +5,3% di aumento dei posti di lavoro. Dati che confermano la loro capacità di esser soggetti che generano valore economico e sociale: gli indicatori confermano una presenza superiore alla media nazionale delle donne (62,5% dei dipendenti) e degli under 30 (20,4% della forza lavoro). Assai significativa anche la presenza di lavoratori svantaggiati (42,2% nelle Cooperative Sociali di tipo B) un valore ben al di sopra al 30% previsto dall’obbligo di legge, che sale al 49,5% se si considerano anche le categorie di lavoratori svantaggiati extra Legge 381/91.

Anche sul versante della propensione all’ innovazione si confermano gli investimenti orientatati al miglioramento dei processi e dei servizi (74% di segnalazioni) e all’identificazione di nuove categorie di clienti (40%). Altri aspetti registrano una crescita importante, in particolare l’avvio di percorsi di ricambio generazionale (+5% rispetto alla scorsa edizione) e la partecipazione a corsi di formazione per il miglioramento e la ripresa (+10%). In controtendenza il miglioramento dei processi e dell’organizzazione interna che fa registrare un decremento di 7 punti (da 67,5% a 60,5%). Un ambito che dovrà essere monitorato, perché l’Osservatorio rivela che lavorare sui processi e l’organizzazione interna è al secondo posto tra gli investimenti in innovazione che influiscono sulla performance economica: l’avvio o il rafforzamento di processi di trasformazione interni, di consapevolezza ed evoluzione permettono il raggiungimento di nuovi obiettivi di valore.

Gli innovatori sono il 48% del Panel e presentano un miglior andamento occupazionale (+8,5% rispetto al campione complessivo) e un miglior andamento economico (+6,7%), Si conferma l’accelerazione dei processi di innovazione tecnologica, facendo registrare un +15% di innovatori tecnologici (41,5% contro il 26,5% dell’ultima edizione).              L’analisi di dettaglio rivela però percentuali sempre molto basse di relazioni con i centri di ricerca e le Università (solo l’1,5%, lo scorso anno era l’1%) che andrebbero invece incrementate: l’impresa sociale non deve solo recepire il cambiamento ma anche influenzare i processi per una tecnologia ad impatto sociale.

Tra gli ambiti da potenziare anche il maggior coinvolgimento degli under 30 attraverso un miglioramento dei sistemi di ricerca e selezione (37,3% del Panel) e il raccordo con università e centri di formazione (non performanti per il 22,4%). In generale quasi 7 imprese su 10 dichiarano difficoltà nel reperimento di giovani under 30, un dato su cui riflettere per programmare interventi mirati.

La particolare congiuntura con la crisi energetica in atto, ha impattato anche sull’impresa sociale, con il 78% delle organizzazioni che segnala ripercussioni su attività, scelte e decisioni. Tra i provvedimenti oltre alla riduzione dei costi per sostenere gli aumenti (76,9%) si prevedono investimenti su efficientamento energetico (45,5%)e energie rinnovabili (35,3%). Oltre una impresa sociale su due (53% del campione) si è attivata per affrontare i bisogni della comunità sulla crisi energetica: contributi a soggetti fragili per calmierare i costi (41,5%) contributi ai dipendenti (54,7%) e iniziative per stimolare l’efficientamento energetico (45,3%) e l’autoproduzione attraverso ad esempio le comunità energetiche (34%) sono tra i principali ambiti segnalati.

Secondo Maria Teresa Bellucci, Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, con delega alle Politiche Sociali, “I dati dell’Osservatorio confermano la capacità delle imprese sociali di generare lavoro e impatto sui territori, per questo tra le altre iniziative, stiamo predisponendo l’apertura di tavoli di lavoro specifici, al fine di approfondire al meglio le tematiche di interesse dell’economia sociale”.

“Il processo di Riforma del Terzo Settore in atto” afferma Alessandro Lombardi, Dg del Terzo Settore e della Responsabilità Sociale delle imprese del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, “sta favorendo un processo culturale verso la crescita dell’accountability e della partecipazione e l’Osservatorio, fornendo annualmente una fotografia puntuale dei processi trasformativi e delle tendenze alla quale anche la Dg del Terzo Settore contribuisce nel suggerire ambiti di approfondimento, è prezioso per il nostro lavoro”.

Francesca Cagnoni Research Organization Office Director dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che patrocina l’indagine, afferma che “l’approfondimento dedicato al rapporto tra impresa e nuove tecnologie attraverso le serie storiche articolate ad oggi su cinque annualità, ci restituisce consapevolezza su punti di forza e criticità del confronto in atto. Per l’Istituto Italiano di Tecnologia è importante aumentare le occasioni di dialogo e sperimentazione per una tecnologia sempre più ad impatto sociale”.

“Le imprese ad impatto sociale” conclude Laura Bongiovanni responsabile dell’Osservatorio e Presidente di Associazione Isnet “confermano la capacità di essere protagoniste della trasformazione agendo in modalità proattiva a fronte della crisi energetica e confermando la propria capacità di stare sul mercato. I giovani sono motore di innovazione, vanno migliorati i sistemi di ricerca e selezione. Anche a fronte della crisi energetica in atto le imprese sociali non si fanno trovare impreparate dimostrando la consueta capacità di attivare soluzioni anche inedite. Non a caso quasi la metà del Panel rientra nella categoria “innovatori” confermando l’accelerazione dei processi di innovazione tecnologica. Un miglior raccordo con l’Università risulta cruciale per favorire il coinvolgimento dei giovani, e l’Osservatorio si impegna a stimolare un confronto su questi temi per promuovere gli interventi e la verifica delle tendenze”.

Il Panel Isnet è composto da 500 organizzazioni e rappresentativo delle imprese ad impatto sociale in Italia: Cooperative Sociali di tipo A e B, loro Consorzi e Imprese Sociali ex Lege, Società Benefit B-Corp e SIAVS, le Start Up innovative a vocazione sociale. L’Osservatorio 2023 è dedicato agli effetti della crisi energetica e alle prospettive legate al ricambio generazionale. L’Osservatorio Isnet, giunto alla sua XVI edizione, realizzato con il patrocinio del Ministero del Lavoro e dell’Istituto Italiano di Tecnologia, rappresenta un appuntamento consolidato per aggiornare gli indicatori economici dell’impresa ad impatto sociale e restituire una fotografia delle principali dinamiche e direzioni di sviluppo. Associazione Isnet dialoga con una rete di 1.300  imprese sociali in tutta Italia, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’economia sociale. Realizza durante l’anno vari focus di indagine dedicati all’economia sociale e all’analisi dell’impatto sociale, con obiettivi conoscitivi caratterizzati da una elevata spendibilità delle informazioni raccolte, con l’avvio di progettualità e percorsi di apprendimento condivisi tra imprese in tutta Italia.

 

L’articolo IMPRESE SOCIALI: POSITIVI GLI INDICATORI ECONOMICI ED OCCUPAZIONALI RILEVATI DELL’OSSERVATORIO ISNET proviene da Comunicare il sociale.

“Convivialità Urbana”, ecco il progetto di promozione e valorizzazione dei territori dimenticati, ma di straordinaria bellezza

Un coinvolgimento diretto dei cittadini che, apprese delle qualità e delle caratteristiche dei progetti presentati, potranno esprimersi su quali siano quelli meritevoli di condurre la ristrutturazione del vecchio villaggio sportivo del Monte Faito, a Vico Equense, rendendolo attrattivo e frequentato tutto l’anno. È questa la particolarità del Premio “Convivialità Urbana, Utopia, avventura, romanticismo: Monte Faito, la montagna sul mare’’ giunto alla nona edizione, ideato dall’Associazione Napolicreativa, presieduta dall’Architetto Grazia Torre in collaborazione con la Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Napoli. Tra gli obiettivi del Premio c’è quello di raccogliere idee per la riqualificazione di un luogo o di una struttura e discuterne con gli abitanti. Si tratta di un progetto di promozione e valorizzazione dei territori attraverso il recupero di pregi architettonici dimenticati. Entro il prossimo 5 maggio gli architetti e progettisti potranno inviare i loro elaborati per concorrere alla gara per accaparrarsi il rifacimento dell’edificio dove si praticava sport sul Monte Faito, di due baite e di un maneggio adiacenti.

La Mostra e la conseguente premiazione a cui parteciperanno gli osservatori, semplici cittadini, interessati a esprimere la propria opinione, si terranno dal 9 all’11 giugno presso il Complesso Monumentale SS Trinità e Paradiso. Il bando è aperto a singoli progettisti e a gruppi di lavoro eterogenei coordinati da un laureato in Architettura, Ingegneria o Design. Ai gruppi possono partecipare anche non laureati o laureati di altre discipline. Il bando completo è pubblicato ufficialmente sul sito dell’Associazione Napolicreativa,  in una sezione dedicata, e sarà divulgato attraverso il portale Europaconcorsi e altri portali di settore. La giuria tecnica è composta da: Lorenzo Capobianco, presidente Ordine Architetti Napoli. Vincenzo Corvino, presidente Fondazione Ordine Architetti Napoli. Benedetto Migliaccio, vicesindaco Vico Equense. Michelangelo Russo, direttore Diarc Federico II Napoli. Paola Marone, presidente Federcostruzioni. Massimiliano Rendina, docente Dipartimento di Ingegneria Unicampania. Giovanni Bellaviti, di B+C Studio.Michele Rossi, Park Associati. Gino Garbellini, Piuarch e Luca Picardi di Frame Studio, vincitore della scorsa edizione. Il Comitato Scientifico è invece composto da: Francesca Brancaccio – Studio B5. Maria Cerreta, coordinatrice del Corso di Laurea quinquennale Diarc Federico II. Renata Picone, direttore Scuola Specializzazione Beni Architettonici e del Paesaggio Federico II. Dario Russo, Associazione Profaito. Rossella Traversari, Studio Gnosis. Sulla montagna, a pochi passi dalla casa del Conte Giusso, un centro sportivo con una Baita, spogliatoi, campi da tennis e diverse aree dedicate allo sport.

Gli interventi – La presentazione della nona edizione del progetto questa mattina nella sede dell’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori di Napoli e provincia. La «riqualificazione del centro sportivo al Monte Faito, un complesso di grande bellezza ma caduto in disuso da una ventina d’anni, si pone l’obiettivo di far ritornare la struttura agli antichi splendori – afferma Grazia Torre, presidente dell’associazione Napolicreativa e vicepresidente della Fondazione dell’Ordine degli architetti – Più che un concorso di idee è un progetto di comunicazione visto il coinvolgimento dei cittadini oltre ai progettisti e agli amministratori locali in un momento di convivialità. Ogni anno sono decine e decine i partecipanti». Lorenzo Capobianco, presidente dell’Ordine degli Architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori di Napoli e provincia afferma: «Questa Edizione cade in un momento particolare, c’è un grosso fermento dal punto di vista della progettazione per i Comuni per i fondi del Pnrr. Il premio è l’occasione giusta per riflettere sui beni e sulle strategie per lo sviluppo di Comuni della Città Metropolitana come Vico Equense». «A me piace molto la modalità partecipativa del concorso in cui architetti, cittadini e amministratori sono coinvolti attraverso il bando per lavorare in favore di spazi aperti con una vocazione ambientale tra spazio e strutture» aggiunge Vincenzo Corvino, presidente della Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Napoli e provincia. Infine Benedetto Migliaccio, vicesindaco di vico Equense con delega alla programmazione urbanistica e gestione urbanistica Monte Faito con delega speciale, ricorda come l’area che si vuole riqualificare grazie alla nona edizione del premio “Convivialità Urbana, Utopia, avventura, romanticismo: Monte Faito, la montagna sul mare giunto’’, «rappresentava meta turistica in cui soggiornavano famiglie facoltose italiane. Era uno dei posti più rinomati d’Europa poi caduto nel degrado».

di Antonio Sabbatino

L’articolo “Convivialità Urbana”, ecco il progetto di promozione e valorizzazione dei territori dimenticati, ma di straordinaria bellezza proviene da Comunicare il sociale.

LOVVATI, 40 scuole coinvolte in 12 regioni per combattere insieme l’obesità infantile

Riparte per il secondo anno consecutivo LOVVATI, il progetto di sensibilizzazione ed educazione degli studenti delle scuole elementari e medie alla sana alimentazione e a un corretto stile di vita, promosso da FARE X BENE e BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia[1]. Dopo il successo del 2022, che ha visto il coinvolgimento di più di 2.900 studenti superando il target previsto – 2.250 – e 360 tra docenti e personale ATA in 22 scuole elementari e medie di Milano, Palermo, Roma e Napoli, quest’anno LOVVATI raddoppia il proprio target e mira a raggiungere circa 4.600 studenti di 12 regioni italiane.

La nuova edizione, annunciata in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, partirà da questo mese per poi terminare nel febbraio 2024 e coinvolgerà ben 40 scuole dislocate su gran parte del territorio italiano. Saranno, infatti, coinvolte altre 8 regioni: Basilicata, Calabria, Abruzzo, Emilia-Romagna, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto.

Il progetto di FARE X BENE e BNP Paribas Cardif, che da sempre si impegna a tutelare la salute delle persone, vuole combattere il fenomeno dell’obesità infantile, un problema che colpisce tanti under17 italiani. Secondo l’ultima rilevazione Istat[2], già pre-pandemia, 2 milioni e 200mila bambini e ragazzi tra i 3 e 17 anni (il 26% del totale) era obeso o in sovrappeso, con una maggiore presenza al Sud (35%) rispetto a Nord-est e Nord-ovest (22% e 24%) e un’incidenza più alta tra i maschi (29%) rispetto alle femmine (23%). Con il Covid-19, la situazione è anche peggiorata, tanto da portare la letteratura scientifica a coniare il termine “covibesity”, mettendo in correlazione lockdown e obesità infantile.

“Sin dal 2021, BNP Paribas Cardif ha intrapreso un programma a livello mondiale per mitigare le complicazioni e i rischi derivanti dal sovrappeso e l’obesità. Tale programma si basa (i) su finanziamenti alla ricerca di prestigiose istituzioni scientifiche, e (ii) sul supporto a numerose organizzazioni non-profit specializzate nella prevenzione dell’obesità, soprattutto fra i bambini e gli adolescenti. Abbiamo, quindi, creduto, sin dall’inizio, nel progetto LOVVATI e, insieme a FARE X BENE, siamo convinti che nel 2023 raggiungeremo risultati ancora migliori.” – ha affermato Alessandro Deodato, Amministratore Delegato di BNP Paribas Cardif in Italia.

LOVVATI ha visto nel 2022 il coinvolgimento dei collaboratori di BNP Paribas Cardif attraverso: costanti aggiornamenti sull’andamento e i risultati del progetto; possibilità di segnalare scuole per la candidatura; continua sensibilizzazione interna nella prevenzione dei rischi associati a sovrappeso e obesitàvideoconsulti gratuiti con un nutrizionista; donazione a LOVVATI generata sulla base dei risultati comuni di attività fisica raggiunti. Quest’anno, i collaboratori potranno anche prendere parte a dei webinar sul benessere nutrizionale e digitale, tenuti dagli esperti di LOVVATI, e a tante altre iniziative che li vedranno impegnati in prima linea. Un coinvolgimento che si estenderà a partner e clienti con attività di sensibilizzazione e promozione di LOVVATI anche attraverso i prodotti e i canali business.

La diffusione della cultura della prevenzione dei rischi associati al sovrappeso e all’obesità è uno degli obiettivi principali di BNP Paribas Cardif in tutti i paesi dove la Compagnia opera. Il suo impegno si manifesta con diverse iniziative come il supporto diretto alla ricerca scientifica, isostegno attivo ad associazioni come FARE X BENE e, infine, il coinvolgimento di partner commerciali e tecnologici attraverso un circolo virtuoso di prevenzione e miglioramento dei prodotti e servizi offerti da BNP Paribas Cardif.

IL PROGETTO

LOVVATI ha l’obiettivo di sensibilizzare i bambini e gli adulti di riferimento (docenti, famiglie e personale ATA) sui quattro passi fondamentali per il proprio e altrui “ben-essere”: Accettazione di sé e stare bene con gli altri; la corretta alimentazione; benessere digitale; muoversi tutti i giorni. Il percorso si sviluppa in 8 ore di workshop/laboratorio e prevede una serie di incontri in plenaria – con più classi contemporaneamente – e nelle singole classi con gli esperti di FARE X BENE:

psicologi con focus su: accettazione del sé e di chi è altro da me, alimentazione e autostima, il peso dello sguardo altrui, pregiudizi e apparenze, educazione alimentare e sviluppo identitario;
nutrizionisti con focus su: cosa mangio, corretta alimentazione, disturbi alimentari, saper leggere e comprendere le etichette, vere e proprie carte di identità dei prodotti che aiutano la consapevolezza individuale;
esperti social e digital con focus su: prevenzione e uso sicuro, corretto e consapevole dei social e del web, bullismo e cyberbullismo (body shaming, fat shaming);
docenti di motoria con focus su: scacciare la pigrizia e muoversi tutti i giorni, esercitazioni pratiche e schede di lavoro domiciliare.

Le scuole coinvolte potranno accedere ad una piattaforma web multicanale dedicata; riceveranno dei kit per lavorare in classe con i docenti, che contribuiranno a loro volta a creare materiali didattici di supporto, nonché attività pratiche per portare in famiglia le buone prassi apprese. Sono previsti, inoltre, anche incontri con gli adulti di riferimento, genitori e docenti e personale ATA, insieme a tutti gli esperti coinvolti nel progetto. Ai bambini viene anche consegnato un contapassi per monitorare il ritmo dei propri progressi. Le scuole interessate al progetto possono inoltrare la loro candidatura attraverso il sito https://LOVVATI.it/.

L’articolo LOVVATI, 40 scuole coinvolte in 12 regioni per combattere insieme l’obesità infantile proviene da Comunicare il sociale.

EPILESSIA MASCHILE E FEMMINILE, LE DIFFERENZE RISIEDONO NEL CERVELLO.

Il cervello maschile e quello femminile sono diversi anche quando si parla di Epilessia. E queste differenze si formano già nel corso di una gravidanza: grazie all’ipotalamo che è la regione corticale che comanda tutte le nostre ghiandole periferiche il cervello si differenzia, quindi, in femminile e maschile.

La differenza principale si può riscontrare soprattutto nella comparsa dell’Epilessia che può essere diversa come età di esordio delle manifestazioni, sebbene nella realtà il tipo di crisi sia più o meno sempre lo stesso, e della capacità e sensibilità di rispondere ad eventuali farmaci. Nel nostro cervello, inoltre, un ruolo importante lo hanno i neurotrasmettitori, tra cui i recettori ormonali che possono modificare l’attività elettrica e facilitare la comparsa delle crisi; per questo motivo nelle donne le crisi si possono presentare più facilmente nel periodo premestruale e in quello dell’ovulazione.

L’incidenza dell’Epilessia è leggermente maggiore nel genere maschile rispetto a quello femminile, indipendentemente dal Paese di provenienza. Questa differenza di genere potrebbe essere dovuta al genotipo, ad una differente prevalenza di fattori di rischio nei due sessi o all’occultamento della patologia nelle donne per ragioni socio-culturali.

Le crisi epilettiche irrompono nel vivere quotidiano in entrambi i sessi e hanno un impatto notevole in ambito scolastico, lavorativo e sociale, soprattutto nella vita delle donne, per il loro ruolo centrale nella cura dei figli. Inoltre, l’uso dei farmaci anticrisi può avere un impatto negativo a livello ormonale e riproduttivo: ciclo mestruale, utilizzo di contraccettivi, gravidanza, salute fetale e allattamento.

Riguardo la risposta ai farmaci nelle donne e negli uomini, gli studi al momento disponibili non hanno evidenziato ancora risposte significative. “Sebbene non ci siano evidenze scientifichespiega Laura Tassi, Presidente LICE, Lega Italiana contro l’Epilessia e Dirigente Medico in Chirurgia dell’Epilessia e del Parkinson presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda (Milano) possiamo dire che verosimilmente la risposta ai farmaci nelle donne e negli uomini sia la stessa. Come medici la nostra difficoltà sta soprattutto nella scelta terapeutica, perché i farmaci possono modificare l’assetto ormonale soprattutto nelle donne e causare, per esempio, un ovaio policistico che contribuisce a ridurre la fertilità nel lungo termine, sebbene sappiamo che la percentuale di donne che hanno l’ovaio policistico associato all’Epilessia è molto più alta in generale ed è indipendente dai farmaci”.

L’approccio farmacologico è la prima strategia di trattamento ed è basato, quindi, sulla somministrazione regolare di farmaci anticrisi che, con diversi meccanismi, stabilizzano le proprietà elettriche della membrana delle cellule nervose. L’assunzione dei farmaci è quotidiana ed è indispensabile che sia regolare e costante, la brusca interruzione del farmaco potrebbe causare l’insorgenza di crisi.

“L’Epilessia è circondata da molti pregiudizi – interviene Oriano Mecarelli, Past President LICEe ciò comporta che, anche dal punto di vista sociale, vi siano gravi ricadute: le persone con Epilessia, ancora oggi, subiscono discriminazioni a scuola, sul posto di lavoro e in molti altri contesti. Questo penalizza fortemente la loro qualità di vita. Se si interviene con una corretta e precoce diagnosi e una terapia adeguata la patologia può essere tenuta sotto controllo in circa il 70% dei casi, ma resta tuttora da affrontare un 30% di forme farmacoresistenti. Inoltre, esistono in letteratura alcuni dati che documentano che le donne con Epilessia sono più soggette a violenza e discriminazione, anche in ambito in familiare e che le donne che hanno subito violenza a sfondo sessuale in età adolescenziale possono presentare più frequentemente crisi non epilettiche psicogene che però vengono spesso misdiagnosticate e trattate come crisi epilettiche. Per di più le donne con Epilessia sperimentano più difficoltà delle altre nel portare avanti rapporti affettivi stabili e, in media, hanno meno figli”.

 

Le 10 paure più frequenti nelle donne con Epilessia: la LICE risponde per fare chiarezza 

L’Epilessia o i farmaci per l’Epilessia possono causare irregolarità del ciclo mestruale?

Le irregolarità mestruali potrebbero essere in parte associate ad una maggiore frequenza della sindrome dell‘ovaio policistico nelle donne con Epilessia in trattamento, anche se non confermata da tutti gli studi.

L’Epilessia e i farmaci anticrisi interferiscono con la vita sessuale?

Le Persone con Epilessia riportano disturbi della sfera sessuale con maggiore frequenza. Alcuni farmaci che interferiscono con gli ormoni sessuali sono stati implicati nel determinare una vita sessuale meno soddisfacente negli uomini e nelle donne. E’ inoltre possibile che farmaci con un effetto più “sedativo” sul sistema nervoso centrale riducano il desiderio.

L’Epilessia influenza la fertilità?

Alcuni studi hanno mostrato che donne e uomini con Epilessia diventano genitori meno frequentemente. Possono essere implicati una lieve riduzione della fertilità, dovuta a un effetto diretto delle crisi o dei farmaci anticrisi sugli ormoni riproduttivi, e fattori psicologici e sociali. Inoltre, ci sono delle importanti differenze legate al tipo di Epilessia e agli eventuali disturbi associati che possono condizionare l’intenzione di diventare genitori.

E’ possibile usare un contraccettivo ormonale?

I contraccettivi combinati (estroprogestinici) interagiscono con alcuni farmaci. Questo determina una riduzione della efficacia contraccettiva. Ciò vale non solo per la “pillola”, ma anche per le forme in cerotto ed anello vaginale.

L’Epilessia è geneticamente trasmissibile?

L’Epilessia rarissimamente è geneticamente determinata e trasmissibile ai propri figli.

I farmaci anticrisi possono causare malformazioni al feto?

I farmaci possono essere teratogeni, quindi indurre delle malformazioni. Una gravidanza è possibile ma deve essere programmata. Nei 3-4 mesi prima dell’inizio di ogni gravidanza va assunto l’acido folico che è un neuroprotettore ed è importante scegliere farmaci adeguati per poter avere una gravidanza in cui i rischi sono più o meno pari a quelli di donne che non soffrono di Epilessia. Bisogna sempre rivolgersi al proprio epilettologo o nei principali centri per l’Epilessia e gravidanza.

In menopausa o in gravidanza, si modificherà l’andamento delle crisi?

Gli effetti della menopausa e della gravidanza sulle crisi non sono sempre prevedibili e queste possono aumentare, ridursi o restare invariate. Le donne che hanno sempre avuto una tendenza ad avere crisi nel periodo mestruale possono avere un aumento delle crisi nella fase subito precedente la menopausa, per poi sperimentare, solitamente una riduzione dopo che la menopausa si è definitivamente instaurata.

E’ possibile assumere una terapia ormonale sostitutiva o ci sono controindicazioni?

Non ci sono controindicazioni assolute alla terapia ormonale sostitutiva, tuttavia è bene tenere in considerazione che è stato segnalato come questa possa essere associata ad un peggioramento delle crisi in alcune circostanze e, soprattutto, in alcune formulazioni ad alte dosi.

C’è un maggior rischio di osteoporosi a causa della malattia o dei farmaci anticrisi?

Il rischio di osteoporosi è aumentato di 2-3 volte nelle persone con Epilessia, in relazione all’uso di alcuni farmaci.

Ci sono raccomandazioni particolari per la salute ossea nelle persone con Epilessia?

In linea generale le raccomandazioni sono quelle che valgono per tutta la popolazione: una dieta equilibrata ricca di calcio e vitamina D, il mantenimento del peso forma, una regolare attività fisica, possibilmente all’aria aperta, evitare alcool e fumo.

 Con oltre 50 milioni di persone colpite nel mondo, l’Epilessia è una delle malattie neurologiche più diffuse, per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’Epilessia come una malattia sociale. Si stima che nei Paesi industrializzati interessi circa 1 persona su 100: in Italia soffrono di Epilessia circa 600.000 persone, ben 6 milioni in Europa. Nei Paesi a reddito elevato l’incidenza dell’Epilessia presenta due picchi, rispettivamente nel primo anno di vita e dopo i 75 anni: in Italia si calcola che ogni anno si verifichino 86 nuovi casi di epilessia nel primo anno di vita, 20-30 nell’età giovanile/adulta e 180 dopo i 75 anni.

 

L’articolo EPILESSIA MASCHILE E FEMMINILE, LE DIFFERENZE RISIEDONO NEL CERVELLO. proviene da Comunicare il sociale.

Giornata internazionale della donna, origine e storia della “festa” dell’8 marzo

Nella giornata dell’8 marzo, conosciuta come la festa della donna, ricorre la Giornata internazionale della donna, il cui scopo è ribadire e valorizzare le conquiste sociali, politiche ed economiche condotte dalle donne.

L’origine di tale festa è da ricondursi, secondo alcuni, al VII Congresso della II Internazionale socialista a Stoccarda, nel 1910, dove si affrontò per la prima volta il tema del voto delle donne. Altro episodio significativo è legato all’istituzione dell’Ufficio di informazione delle donne socialiste a Stoccarda, sempre nel 1910, e che vide Clara Zerkin eletta segretaria. Nel Secondo Dopoguerra la ricorrenza dell’8 marzo fu associata alla morte di centinaia di operaie della fabbrica di camicie Cotton o Cottons, decedute nel 1908 a New York a causa di un incendio divampato nella struttura dove lavoravano e dove protestarono per migliorare le proprie condizioni di lavoro. Altri eventi sono stati considerati l’origine della Giornata mondiale della donna, come repressioni poliziesche, presumibilmente avvenute in seguito a manifestazioni sindacali di lavoratrici.  Indipendentemente dall’evento che ha determinato questa ricorrenza, resta indubbio che l’ 8 marzo sia importante per ricordare l’importanza esercitata dalle donne nelle lotte affrontate per raggiungere la parità di genere.

Ogni giorno bisogna ricordare che ci sono molte  donne impegnate e con grandi responsabilità ,capaci , con grandi difficoltà di coniugare ruoli differenti e che non sempre sono sufficientemente apprezzate e valorizzate.

Tanti passi fatti, lotte sostenute e tante ancora da affrontare. Nella giornata dell’ 8 marzo è carino ricevere un messaggio d’auguri, citazioni romantiche o un mazzo di mimose che , fiorendo all’inizio della primavera, divengono simbolo di rinascita e di speranza; resta fondamentale, però, che nella quotidianità ci si impegni a non calpestarne diritti, aspirazioni e sogni.

di Maria Rosaria Ciotola

L’articolo Giornata internazionale della donna, origine e storia della “festa” dell’8 marzo proviene da Comunicare il sociale.

I mille volti delle donne: a Marigliano un convegno per celebrare l’8 marzo

Un convegno per celebrare la giornata internazionale della donna. E’ in programma per l’8 marzo e si terrà alle 17 e 30 nell’aula consiliare del municipio di Marigliano. L’iniziativa è organizzata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Peppe Jossa con l’assessore alle politiche sociali Rosanna Palma.
“I mille volti delle donne” sarà il tema della tavola rotonda che raccoglierà testimonianze di mamme, di imprenditrici, di professioniste, di studentesse che indicheranno i passi in avanti e quelli ancora da compiere lungo la strada delle pari opportunità.
Il dibattito sarà introdotto dal primo cittadino Peppe Jossa. Interverranno: Rosanna Palma, Paolo Russo, Maria Spiezio, Rosa di Palma, Emmanuel Fioretti, Massimo Abbate, Carmen Navarro, Giuseppina Iossa, Michela Ruggiero, Ludovica Marano e Gabriella Bellini.
Nel corso dell’evento moderato da Teresa Falco sono previste performances musicali che faranno, tra l’altro, da sottofondo alla lettura di alcuni testi preparati dagli alunni della scuola Pacinotti. Previste anche le testimonianze delle profughe afgane accolte dal centro SAI di Scisciano ed il video messaggio della parlamentare Mara Carfagna. Prevista anche la performance artistica di Cristina Sepe che trasformerà in ritratti i volti dei relatori e che per l’occasione ha dedicato un’opera a Samantha Cristoforetti.

L’articolo I mille volti delle donne: a Marigliano un convegno per celebrare l’8 marzo proviene da Comunicare il sociale.