13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Appuntamento speciale alla Cappella del Tesoro di San Gennaro dove mercoledì 15 marzo (ore 16.00) si festeggerà l’evento finale del progetto “San Gennaro incontra i suoi ragazzi”, iniziativa sociale promossa dalla Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro dedicata ai giovani studenti dell’Istituto Statale A. Ristori del quartiere Forcella, per avvicinarli ai capolavori d’arte e alla storia del Santo Patrono.
A celebrare il successo dell’iniziativa alla presenza di Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Domenico Battaglia Arcivescovo Metropolita di Napoli e del Sindaco e Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Gaetano Manfredi, interverranno: Don Riccardo Carafa d’Andria, Vice Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, Girolamo Carignani di Novoli, Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro e Stefania Colicelli, Dirigente dell’Istituto Statale A. Ristori, insieme agli studenti della scuola e alle loro famiglie.
Partito a novembre 2022, il progetto “San Gennaro incontra i suoi ragazzi” ha coinvolto 14 studenti di terza media dell’Istituto Statale A. Ristori. L’intenso programma di attività con laboratori, formazione e visite guidate ha fornito ai giovani partecipanti gli strumenti per conoscere ed approfondire le bellissime realtà della Real Cappella e del Museo del Tesoro di San Gennaro che appartengono in modo integrante alla storia del loro quartiere e a tutta la città.
Un articolato percorso di formazione che ha dato vita a diverse creazioni multimediali, frutto della fantasia dei ragazzi, in cui ognuno ha raccontato la propria personale narrazione, attraverso un linguaggio accattivante e moderno, espressione del proprio mondo, diventando così protagonisti del progetto.
Per premiare i giovani studenti, la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro ha messo a disposizione, 14 borse di studio sotto forma di voucher libri e materiale scolastico per il primo anno dell’istituto superiore.
“Il rito popolare di San Gennaro è profondamente radicato nella cultura partenopea, espressione di un legame profondo tra Napoli e il suo patrono che costituisce l’essenza di questa città. – afferma Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli e Presidente della Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro – Coinvolgere gli studenti di Forcella in un progetto dedicato alla Real Cappella del Tesoro di San Gennaro è un’importante occasione di conoscenza degli elementi identitari e delle bellezze artistiche del territorio, che ha offerto a questi ragazzi la possibilità di esprimersi con propri linguaggi e di rendersi protagonisti di una narrazione creativa. Investire sulla formazione è l’unica soluzione possibile per offrire ai giovani, soprattutto nei quartieri difficili, un’alternativa alla strada. Ben vengano, allora, iniziative come questa che la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro porta avanti con impegno attraverso la condivisione dell’arte e della cultura.”
“È con grande soddisfazione che oggi festeggiamo questa nuova iniziativa che testimonia il costante impegno che la Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro dedica al quartiere di Forcella, aggiungendo un ulteriore tassello al programma dedicato al sociale e al sostegno delle giovani generazioni. – dichiara Girolamo Carignani di Novoli, Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro – Ringraziamo la Dirigente Colicelli, e tutto l’Istituto Statale A. Ristori, che ha accolto con grande entusiasmo l’iniziativa. Avvicinare i ragazzi alla conoscenza dell’arte e dei capolavori di questo luogo permette di approfondire le radici storiche del nostro territorio e anche il rapporto tra il Santo Patrono e Napoli. Stimolare i ragazzi alla cultura della bellezza diffusa nella nostra città, traccia un percorso per il loro futuro professionale e scolastico.”
“Il progetto ‘San Gennaro incontra i suoi ragazzi’ in collaborazione con la Deputazione di San Gennaro ha fornito ai nostri alunni un’occasione unica di formazione sul territorio e di orientamento alle scelte post diploma. – spiega Stefania Colicelli, Dirigente dell’Istituto Statale A. Ristori – La consapevolezza di vivere in un quartiere che è patrimonio dell’UNESCO diventa motivo non solo di fierezza di appartenenza, ma essa stessa foriera di scelte alternative alla scarsa offerta di lavoro e di prospettive. A ciò si aggiunge l’esperienza positiva di aver strutturato un percorso trasversale che pone al centro la scuola e le realtà del territorio. Questa come altre collaborazioni dimostrano che per contrastare la dispersione occorre stimolare nei ragazzi la motivazione e la capacità di credere che il futuro si può cambiare.”
L’iniziativa ha impegnato gli studenti per quattro mesi sia a scuola che presso il Tesoro di San Gennaro. Coordinati dalla professoressa Piera Marmo dell’Istituto Statale A. Ristori, e accompagnati dal formatore digitale scolastico Luigi Tammaro, i ragazzi hanno seguito laboratori specifici sulla storia dell’arte e la storia del luogo gestiti da Francesca Ummarino, direttrice del Museo e Luciana De Maria, responsabile area culturale della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro. Hanno inoltre partecipato a varie visite alla scoperta della Cappella e del Museo condotte da Fabio Trosa e Antonella Padula, addetti alla formazione degli studenti e guide ufficiali del museo. Si ringrazia per la fattiva collaborazione la Fondazione Deloitte.
I lavori e i video dei ragazzi saranno presentati durante la cerimonia di mercoledì 15 marzo in Cappella e saranno pubblicati sulle piattaforme social della scuola e del Tesoro di San Gennaro, e sui rispettivi siti online.Al pubblico presente alla cerimonia, sarà distribuito un segnalibro con un QR-code che raccoglie tutti i contenuti realizzati dai ragazzi nel percorso di formazione.
Il progetto “San Gennaro incontra i suoi ragazzi” si inserisce in un ricco programma di iniziative sociali che La Deputazione della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro porta avanti con impegno e dedizione attraverso la condivisione dell’arte e della cultura, con lo scopo di coinvolgere sempre di più il territorio e le sue fasce più deboli in iniziative di formazione, accoglienza ed inclusione.
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13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Cosa innesca il meccanismo che scatena la malattia? Il documentario “Vite Sottili” punta i riflettori sul dilagante fenomeno dei disturbi alimentari, in particolare l’anoressia nervosa, raccontando le storie di tre ragazze tra i 14 e i 18 anni e i loro genitori, all’interno dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Prodotto da Garbo Produzioni per Warner Bros. Discovery, il documentario di Maite Carpio, in arrivo il 15 marzo alle 22.40 su Real Time in occasione della Giornata Nazionale contro i Disturbi del Comportamento Alimentare, è un emozionante viaggio tra malattia e speranza: dal grido di aiuto delle
pazienti e dei loro cari, alla fiducia nel grande lavoro silente dello staff medico al loro fianco. Corpo e bellezza, perfezione e malattia. I disturbi del comportamento alimentare sono patologie sempre più diffuse, che negli ultimi anni colpiscono i soggetti più fragili, bersaglio della comunicazione digitale in cui spesso le ragazze più giovani sono immerse, che promuove corpi femminili standardizzati. In Italia, bulimia e anoressia causano più di 4000 morti l’anno e in particolare quest’ultima rappresenta la seconda causa di morte tra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali.
Lorenza, Beatrice e Irene sono tre ragazze modello, sempre alla ricerca della loro perfezione al punto da averla trasformata in un’ossessione: l’idea che avere totale controllo sul proprio corpo possa dare loro l’illusione di sentirsi più sicure. Sono le loro “Vite sottili” quelle raccontate nel documentario, che affronta il percorso terapeutico all’interno del Unità operativa per disturbi alimentari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Una storia corale che esplora molteplici punti di vista del programma di riabilitazione: il rapporto con i genitori e i coetanei, gli stati emotivi che accompagnano la nascita, lo sviluppo e il superamento della malattia. Tre famiglie in tre diverse fasi del percorso al
fianco di tre ragazze che hanno trovato il coraggio di raccontarsi, nella speranza che la loro storia possa aiutare tanti altri.
“Vite Sottili” (52’) è prodotto da Garbo Produzioni per Warner Bros. Discovery. In arrivo il 15 marzo alle 22.40 su Real Time, disponibile anche su discovery+. L’hashtag ufficiale è #ViteSottili
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13 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Prosegue il progetto della fondazione del gruppo OTB che estende a 5 atenei italiani l’iniziativa nata per formare la classe dirigente femminile del futuro stanziando un totale di 550 mila euro per 55 borse di studio.
I bandi per l’anno accademico 2023/2024 verranno pubblicati nei siti delle singole università a partire da oggi Breganze (VI), 13 marzo 2023. Dopo il successo dell’edizione 2022 di Brave Women Awards inaugurata lo scorso febbraio con l’Università Bocconi di Milano, OTB Foundation amplia il progetto di empowerment femminile tessendo una rete di collaborazioni con altre università private e pubbliche italiane.
Oltre a Università Bocconi, le strutture che hanno sposato il progetto OTB FOUNDATION BRAVE WOMEN AWARDS per l’anno accademico 2023-24 sono: Università LUISS Guido Carli di Roma, Università Alma Mater di Bologna, Università degli Studi di Padova, e Università Ca’ Foscari Venezia. Cinque università che contribuiranno a dare vita a un progetto a lungo termine volto a sostenere il percorso universitario di studentesse meritevoli e contribuendo a formare una nuova generazione di donne che in futuro potranno guidare il nostro Paese e le sue aziende.
“Permettendo a più ragazze di accedere a un più alto livello di formazione, creiamo i presupposti per entrare in settori ad oggi a limitata presenza femminile. L’obiettivo ultimo è quello di valorizzare la diversità di genere a pari trattamento economico. Donne e uomini sono diversi e queste differenze e complementarità portano valore aggiunto a qualsiasi tavolo”, dichiara Arianna Alessi, vicepresidente della Fondazione OTB. È importante poi ricordare che incoraggiamo tutte le ragazze coinvolte nel progetto ad attivare a loro volta, appena ne avranno la possibilità, una borsa studio per altre giovani donne che vorranno seguirne i passi così da creare un circolo virtuoso di continua emancipazione”.
Secondo l’ultimo rapporto ISTAT sui livelli di istruzione e occupazionali relativi al 2021, nonostante in Italia la quota di donne laureate superi quella maschile (23, 1% contro il 16,8%), l’iniziale vantaggio in termini di istruzione più elevata non si traduce poi nella conquista di posti di lavoro, anzi. Il tasso di occupazione femminile è infatti inferiore a quello maschile (55,7% contro il 68,5% della media europea1 ). Per quanto riguarda lo stipendio, l’ISTAT riporta che le donne percepiscono mediamente una retribuzione inferiore a quella maschile (variabile tra il 74 e 77% in meno rispetto agli uomini). Le differenze di genere si sentono quindi sia nel ruolo delle donne nel mondo del lavoro, sia nella loro retribuzione. E la differenza di genere è presente in tutti i ruoli lavorativi e negli 1 Report Istat 25 ottobre 2022 – Livelli di istruzione e Ritorni occupazionali 2021 ambiti più disparati, dall’educazione al lavoro, dalla salute all’accesso alle attività economiche. Le cinque università che hanno sposato questo progetto promosso da OTB Foundation, che da sempre sostiene progetti di empowerment femminile in Italia e nel mondo, selezioneranno studentesse fortemente motivate a diventare leader del futuro, meritevoli per curriculum scolastico e aventi i requisiti necessari per usufruire di un aiuto economico. Con un investimento che raggiunge complessivi 550 mila euro per 55 borse di studio, la Fondazione finanzierà i costi del biennio magistrale per le studentesse che verranno selezionate presso le diverse università. Si tratta di MASTER OF SCIENCE in Economia e Pubblica Amministrazione, corsi che consentiranno loro di entrare nel mondo del lavoro con le competenze necessarie a far sentire la loro voce nei ruoli apicali, dalla presenza nei Consigli di Amministrazione alle posizioni di CEO.
Università Bocconi di Milano Link al bando: https://www.unibocconi.it/wps/wcm/connect/bocconi/sitopubblico_it/albero+di+navigazion e/home/corsi+di+studio/studenti+iscritti/servizi/agevolazioni/lauree+magistrali/2023+2024 +esonero+parziale+60
“Dobbiamo impegnarci tutti per rendere la nostra società realmente aperta e inclusiva e riattivare così la mobilità sociale. Dobbiamo farlo lavorando insieme istituzioni, aziende e università. La partnership con OTB Foundation è un esempio virtuoso di quello che si può fare a favore dell’empowerment femminile. Sostenere le ragazze e i ragazzi negli studi universitari che li porteranno ad avere impatto nel mondo del lavoro per contribuire a loro volta al cambiamento è un passo fondamentale. Bocconi lo fa investendo oltre 38milioni in borse di studio e aiuti per i suoi studenti grazie alla vicinanza di individui, fondazioni e aziende che credono nella solidarietà generazionale”, ha affermato Francesco Billari, rettore di Università Bocconi.
Università Luiss Guido Carli di Roma Link al bando: https://www.luiss.it/studenti/agevolazioni-economiche/esoneri-e-borse-distudio/futuri-studenti-lauree-magistrali
“La Luiss è fortemente impegnata nella riattivazione dell’ascensore sociale del Paese e nel sostegno a giovani di talento nell’intraprendere percorsi di laurea di eccellenza, facendo leva esclusivamente sulle loro capacità. Ed è per questo obiettivo che il nostro Ateneo dedica da anni una crescente attenzione al diritto allo studio con un programma di oltre 1.300 scholarship. Siamo orgogliosi di poter rafforzare questo nostro impegno grazie al progetto di empowerment femminile di OTB Foundation che ha messo al centro della propria missione la crescita personale e professionale delle studentesse italiane”, ha affermato il rettore della Luiss, Andrea Prencipe.
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10 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Il 10 marzo 1946 le donne italiane votarono per la prima volta in occasione delle elezioni amministrative, che elessero democraticamente 436 Sindaci, dopo il ventennio fascista. A quelle prime elezioni furono elette circa 2.000 donne. Al referendum del 2 giugno dello stesso anno, tra Monarchia e Repubblica, le donne votarono con un’affluenza altissima: l’82% e, tra i 556 deputati dell’Assemblea costituente, contribuirono ad eleggere 21 donne. Quelle donne fiere di partecipare alle scelte politiche del Paese nel momento della nascita di una nuova società democratica, che fecero fronte comune sui temi dell’emancipazione femminile, si batterono per i diritti delle cittadine italiane e, con le loro capacità ed il loro impegno, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative. Con la loro intensa passione politica e la loro tenacia, superarono i tanti ostacoli che rendevano difficile la partecipazione delle donne alla vita politica. Dalla conquista del diritto di voto, si passò alle politiche per le donne e le politiche di genere, un percorso ancora non completamente compiuto se oggi l’Italia si trova al 63esimo posto su 146 paesi secondo la classifica 2022 del Global Gender Gap Index sulla parità di genere. L’Italia occupa la stessa posizione del 2021 e in Europa è 25esima su 35 Paesi.
A segnalare l’importante data è l’Auser nazionale che, con un comunicato stampa, spiega che «Il “problema delle donne” nel nostro paese non è tanto o soprattutto di leggi mancanti o carenti, quanto piuttosto di mentalità e di cultura. Oggi possiamo votare, ci sono riconosciuti i diritti umani al pari degli uomini, abbiamo convenzioni importanti che ci tutelano, godiamo di maggiori libertà, ma dobbiamo calare quanto raggiunto sulla carta nella vita reale, nei linguaggi, nei pensieri e nelle azioni».
Le donne dell’Osservatorio Pari Opportunità e Politiche di Genere Auser sono impegnate, in rete con il sindacato, le associazioni femminili, femministe e le istituzioni, a cambiare linguaggi ed azioni, per diffondere una cultura della non violenza e del rispetto reciproco, dando un contributo importante alla battaglia per i diritti e le condizioni di vita delle donne, valorizzando il ruolo delle donne mature ed anziane e contrastando discriminazioni, stereotipi e tabù culturali. Faticoso e difficile, ma non impossibile.
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10 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
«La speranza è che la nostra bambina possa avere le terapie di cui ha bisogno. A soli 7 anni ha già sofferto tanto, il nostro sogno è che il suo futuro possa essere pieno di sorrisi». A parlare è Alessandra Buzzo, mamma della piccola Julia. È stata lei nei giorni scorsi, assieme al marito Fabricio, a lanciare un appello su Facebook e una raccolta fondi tramite il portale “Gofundme” per consentire alla bimba di svolgere le terapie di riabilitazione neuromotoria che le servono, ma che solo in minima parte sono garantite dal Servizio sanitario nazionale. La somma da raggiungere, 40.000 euro, garantirebbe alla famiglia (lei napoletana, lui brasiliano, da anni residenti a Milano) il sostegno necessario. Soldi che più di ogni altra cosa servirebbero a garantire a Julia una prima visita (e forse una presa in carico) presso l’ADELI Medical Center di Piešťany (Slovacchia), struttura all’avanguardia per la riabilitazione di bambini e adulti. «Non conoscevo quella realtà, me ne hanno parlato alcuni genitori di bimbi ricoverati nella struttura dove Julia fa riabilitazione. Riuscire a portarla lì sarebbe un sogno», dice Alessandra dall’ospedale di Lecco dove si trova con la piccola Julia. Nata nel 2015, Julia è stata colpita a soli 3 anni da un’encefalite autoimmune (encefalite di Rasmussen). Le sue condizioni sono peggiorate velocemente fino a quando nel maggio 2018 Julia viene trattata chirurgicamente con emisferectomia sinistra (separazione degli emisferi del cervello). Da allora la piccola viene sottoposta a costanti ricoveri riabilitativi. «Ogni vostro contributo, anche il più piccolo, è per noi fondamentale e può significare molto per il suo recupero fisico e cognitivo», si legge nell’appello lanciato via social.
Un sogno costoso, visto che altre famiglie hanno dovuto spendere più di 10.000 euro per 10 giorni di degenza. Al di là di quella che sarebbe la presa in carico presso questo centro d’eccellenza, Alessandra e Fabricio devono poi sopportare le spese di riabilitazione grazie alle quali Julia punta a non perdere i progressi fatti. «Ogni mese – prosegue mamma Alessandra – spendiamo circa 320 euro per le terapie, soldi che purtroppo non riusciamo più a trovare». Per poter restare al fianco della sua bimba, Alessandra ha da subito rinunciato al suo impiego e per anni non ha potuto lavorare. Impossibile districarsi tra lavoro, ospedali e cliniche. Fabricio, papà dal cuore d’oro, ha fatto di tutto per guadagnare quanto più possibile. Da artigiano, ha lavorato anche 10 ore al giorno, ma le spese sono ora insostenibili. «Io sono riuscita a trovare nuovamente un impiego – dice con un sorriso che le illumina il volto mamma Alessandra – non è stato facile, ora faccio la cassiera. Sono felicissima di poter contribuire nuovamente alle spese, potendo dedicare il tempo necessario ad entrambi i miei figli». Negli anni la piccola Julia è riuscita a riacquistare la mobilità della gamba destra, ma non della mano. Grazie alla logopedia e alle altre terapie, con tutto l’amore di mamma Alessandra e papà Fabricio, sta lottando per buttarsi alle spalle il difficile intervento e tutta la sofferenza della malattia. Attorno a Julia e alla sua famiglia si è già creato un enorme movimento di solidarietà, la speranza è di poter raggiungere presto i 40.000 euro necessari per le terapie.
Di seguito il link per la sottoscrizione
https://www.gofundme.com/f/un-futuro-migliore-per-la-piccola-julia?utm_campaign=p_lico+share-sheet&utm_medium=social&utm_source=facebook
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10 Mar, 2023 | Comunicare il sociale
Il Comune di Saviano è “Plasticfree” per l’anno 2023 e rientra tra i 68 che si sono distinti per il proprio impegno verso l’ambiente guadagnandosi appunto il titolo di Comune Plastic Free 2023.
La cerimonia di premiazione con la consegna del “Trofeo tartaruga” si terrà sabato 11 marzo, all’interno di Palazzo Re Enzo a Bologna. In un periodo di grande attenzione verso l’ambiente, il riconoscimento a Comune Plastic Free è un’idea dell’omonima associazione e ha l’obiettivo di avvicinare le istituzioni alle tematiche ambientali. I criteri di valutazione si basano su 5 pilastri fondamentali: lotta contro gli abbandoni illeciti; sensibilizzazione del territorio; collaborazione con l’associazione Plastic Free; gestione dei rifiuti urbani; attività virtuose dell’ente. Un comitato interno della onlus, grazie ad una scheda di valutazione composta da 22 punti, ha valutato oltre 360 Comuni scegliendo i 68 più virtuosi per la premiazione 2023. Tra gli altri, oltre a Saviano, anche Bologna, Ferrara, Genova, Pavia, Pesaro, Sanremo.
“E’ un riconoscimento che premia i nostri sforzi e le nostre attività a tutela dell’ambiente – dice il Sindaco Vincenzo Simonelli – fin dall’insediamento dell’amministrazione che mi onoro di guidare, abbiamo profuso molto impegno per il miglioramento del servizio e per rendere sempre più pulita la nostra Saviano cercando di migliorare le percentuali di raccolta differenziata delle singole frazioni. Nel 2022 la percentuale della frazione multimateriale è risultata essere del 16%, mentre la raccolta differenziata si attesta al 67,7%”.
Alla cerimonia di sabato a Bologna parteciperà una delegazione di amministratori guidata dal Sindaco Vincenzo Simonelli. In particolare, i 68 Comuni selezionati riceveranno il trofeo a forma di tartaruga e l’attestato di virtuosità secondo il proprio livello di impegno, rispettivamente 1, 2 o 3 tartarughe.
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