Città Metropolitana di Napoli porta il progetto “Guida ResponsabilMente” all’Istituto Moscati di Sant’Antimo

Si è tenuto  all’istituto Giuseppe Moscati di Sant’Antimo il penultimo incontro del progetto “Guida ResponsabilMente”, promosso dalla Città Metropolitana di Napoli nell’ambito del programma nazionale sulla mobilità sicura finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Dopo i saluti della dirigente scolastica e dei rappresentanti della Città Metropolitana, nell’auditorium dell’istituto si sono alternate voci ed esperienze diverse (docenti dell’Università Federico II di Napoli, rappresentanti delle autoscuole e dell’Asl Napoli 2 Nord) tutte unite da un messaggio comune: guidare in modo responsabile non è solo un obbligo di legge, ma una scelta di rispetto verso se stessi e gli altri.

Sul banco degli imputati l’abuso di alcol e droghe e la distrazione dovuta all’uso del telefono alla guida, tra le principali cause di incidenti stradali. Un’informazione mirata anche sui ragazzi e sui limiti previsti per i neopatentati.

La giornata è terminata con l’esercitazione pratica con visori, messi a disposizione dell’Asl Napoli 2 nord, che simulano lo stato di ebbrezza.

All’incontro hanno partecipato circa 160 studenti, coinvolte le classi IV A e IV B informatica, IV A musicale, IV B finanza e marketing, IV A turistico, V A finanza e marketing, IV A e IV B grafica.
Il prossimo e ultimo appuntamento del progetto “Guida ResponsabilMente” si terrà all’istituto Morano di Caivano

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LAVORO, LA GEN Z DICE STOP ALLA REPERIBILITÀ CONTINUA: 6 GIOVANI SU 10 RIVENDICANO IL DIRITTO ALLA DISCONNESSIONE

Il diritto a “staccare” dal lavoro non è più un tema marginale, ma una priorità per le nuove generazioni. Secondo il 9° Rapporto Eudaimon-Censis, il 57,7% dei giovani italiani ritiene fondamentale poter esercitare il cosiddetto diritto alla disconnessione, ovvero la possibilità di non essere reperibili al di fuori dell’orario di lavoro. Il rapporto evidenzia che circa il 43,9% dei lavoratori italiani dichiara di non rispondere a email, chiamate o messaggi di lavoro al di fuori dell’orario formale, mentre il 45,8% segnala che le comunicazioni extra orario provocano ansia e disagio. Un quadro che dimostra come il diritto alla non reperibilità non sia solo un concetto teorico, ma una pratica già diffusa, che riflette un cambiamento significativo nel rapporto tra vita professionale e personale. A livello europeo, uno studio di Eurofound sul diritto alla disconnessione, condotto in Belgio, Francia, Italia e Spagna, mostra che oltre l’80% dei lavoratori riceve regolarmente comunicazioni di lavoro fuori dall’orario contrattuale durante la settimana. Tra questi, quasi tre lavoratori su quattro affermano di essere contattati ogni giorno o più volte alla settimana per motivi professionali. Un tema molto sentito, tanto che la Commissione Europea ha più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di regolamentare il diritto alla disconnessione per i collaboratori, al fine di tutelare benessere personale e produttività. Questi dati evidenziano come la sfida della reperibilità continua non sia un fenomeno isolato, ma diffuso nel contesto europeo, rafforzando l’esigenza di garantire spazi chiari per disconnettersi.

In un contesto in cui la Gen Z sta ridefinendo le priorità del lavoro, il diritto alla disconnessione smette di essere una richiesta individuale e diventa un criterio guida nella progettazione del welfare aziendale. Alla luce di questo cambiamento, il welfare aziendale evolve da insieme di benefit a leva strategica per garantire anche il diritto alla disconnessione. “Il diritto alla disconnessione non è solo una tutela formale, ma un vero elemento di cultura aziendale: significa ripensare il lavoro a partire dal valore del tempo delle persone e dalla sostenibilità dei modelli organizzativi. In questa direzione, il welfare olistico promosso da Epassi Italia si fonda proprio sull’integrazione tra vita professionale e privata, in risposta alle nuove aspettative dei lavoratori”, commenta Alberto PerfumoCEO Epassi Italia.

Il tema è stato affrontato anche durante l’intervento di Silvia Zanella, Manager e autrice, nel corso della presentazione del 9° Rapporto Eudaimon-Censis a Milano, dove ha partecipato al panel dedicato al futuro del lavoro. Nel corso dello speech è stato evidenziato come le nuove generazioni stiano ridefinendo il modello di lavoro, cercando di superare modelli basati sulla reperibilità continua e ponendo maggiore attenzione a momenti definiti e regolamentati per staccare, recuperare energie e coltivare interessi personali. Questa evoluzione riflette un approccio che privilegia la sostenibilità e l’efficienza del lavoro, più che la sola disponibilità costante. Per le nuove generazioni, infatti, il diritto alla disconnessione non è solo una pratica individuale, ma un vero e proprio elemento di cultura aziendale, strettamente connesso a una visione più ampia di welfare. Un welfare inteso in chiave olistica, che include benessere psicologico, equilibrio vita-lavoro e qualità del tempo, e che rappresenta oggi una leva fondamentale di attrattività e engagement. L’intervento ha inoltre aperto una riflessione su come aziende e istituzioni siano chiamate a evolvere le proprie pratiche organizzative per rispondere alle nuove esigenze, promuovendo ambienti di lavoro più inclusivi, flessibili e rispettosi dei ritmi individuali. In un mondo del lavoro sempre più digitale e interconnesso, il diritto alla disconnessione emerge così non solo come un’esigenza generazionale, ma come un vero e proprio fattore di innovazione e competitività.

“Le nuove generazioni stanno ridefinendo profondamente il significato stesso del lavoro, che non può più prescindere dal benessere complessivo della persona. Alla luce di ciò, il diritto alla disconnessione diventa parte di una visione più ampia di welfare e organizzazione aziendale, ed è anche un fattore chiave per la capacità delle imprese di attrarre, motivare e trattenere i talenti”, afferma Silvia Zanella.

 

Il fenomeno della tutela del tempo personale si inserisce in un contesto più ampio di ridefinizione delle dinamiche lavorative: i giovani cercano flessibilità, equilibrio tra lavoro e vita privata e strumenti che consentano di gestire il tempo in modo autonomo. Il  Rapporto Eudaimon-Censis evidenzia come molte pratiche di “right to disconnect” rappresentino una risposta soggettiva alle pressioni della vita lavorativa moderna, confermando la necessità di riconoscere spazi chiari e regolamentati di disconnessione. In questa prospettiva, il diritto alla disconnessione si conferma sempre più come parte integrante delle strategie di welfare aziendale, contribuendo a costruire ambienti di lavoro orientati al benessere sostenibile e alla valorizzazione delle persone.

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Valeria Parrella ospite all’Institut Français di Napoli, in occasione dell’uscita del nuovo romanzo La ragazzina

In occasione dell’uscita di La ragazzina, il nuovo romanzo di Valeria Parrella pubblicato da Feltrinelli, Librerie Feltrinelli presenta un incontro con l’autrice presso la Sala Dumas dell’Institut Français di Napoli. Sul palco insieme a Parrella, Cristina Donadio, Dolores Melodia, Marzia D’Alesio e Natascia Festa. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti disponibili.
Il libro prende le mosse dalla figura di Giovanna d’Arco, riletta come simbolo potente e attuale. Vergine, puttana, santa, ribelle, Giovanna attraversa il mondo con una missione chiara, opponendosi all’ordine costituito e a chi tenta di ridurla, contenerla, riportarla a una misura più piccola.
Nel racconto di Parrella, la sua storia si fa sorprendentemente contemporanea: la guerra dei cent’anni richiama ogni guerra, l’assedio di Orléans somiglia, purtroppo, a molti assedi di oggi, e il coraggio di Giovanna diventa quello di ogni ragazza che sceglie di mettersi di traverso per cambiare le cose.  Un romanzo civile, attuale, intenso e limpido, che restituisce voce e forza a una figura senza tempo, capace di parlare al presente.
Valeria Parrella, autrice tra le più autorevoli del panorama italiano, ha pubblicato romanzi, racconti e testi teatrali, ricevendo numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Campiello Opera Prima e il Premio Mondello. Collabora da anni con “Robinson – la Repubblica” e “Il Manifesto”.
L’incontro sarà l’occasione per dialogare con l’autrice e approfondire i temi al centro del romanzo, in un momento di confronto aperto con il pubblico.

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Competenze per il futuro, studenti e imprese sociali si incontrano alla Federico II

Mettere in contatto università e Terzo settore, trasformando l’orientamento in opportunità concreta di lavoro. È l’obiettivo dell’Open Day “Competenze per il futuro”, in programma venerdì 8 maggio 2026, dalle 9.30 alle 13.30, al Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, nel complesso di San Giovanni a Teduccio.

L’iniziativa, promossa dal Centro Sperimentale di Sviluppo delle Competenze in Innovazione Sociale, è rivolta a studenti, laureandi e giovani laureati interessati a costruire un percorso nell’economia sociale, con un focus su tirocini curriculari e occasioni di placement.

La mattinata si apre con i saluti istituzionali affidati a Paolo Lanzilli, coordinatore di progetto e presidente della Fondazione del Centro, e a Francesco Pirone, coordinatore del corso di laurea magistrale in Innovazione Sociale della Federico II e presidente del CTS. A seguire l’intervento di Giuseppe Cavaliere, componente del gruppo di coordinamento, che presenta finalità e attività del Centro.

Il keynote è affidato a Flaviano Zandonai, open innovation manager e componente del CTS, con un focus sulle nuove traiettorie dell’economia sociale e sulle opportunità occupazionali per le giovani generazioni.

Spazio poi ai project work con i pitch delle cooperative e delle imprese sociali che ospiteranno i tirocini curriculari. Introduce e modera Marco Traversi, esperto in creazione d’impresa e innovazione sociale. La chiusura operativa è dedicata allo speed dating: dieci postazioni per incontri diretti tra studenti e organizzazioni, con l’obiettivo di favorire il matching tra competenze e fabbisogni.

Partecipano Ambiente Solidale, Bambù, Bartololongo, Capovolti, Città della Luna, Culturadice, La Paranza, Partenapolis, Percorsi e Seme di Pace, realtà che operano in diversi ambiti del welfare, della cultura e dell’inclusione sociale.

L’Open Day si inserisce in un percorso più ampio che punta a rafforzare il legame tra formazione universitaria e innovazione sociale, offrendo ai giovani la possibilità di entrare direttamente nei processi organizzativi delle imprese del territorio. I tirocini previsti – tra le 150 e le 200 ore, da maggio a ottobre 2026 – coinvolgeranno gli studenti in project work su organizzazione, service design, comunicazione, community management e innovazione digitale.

La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria seguendo il seguente link : https://forms.gle/JHhrMQ7yzu7nk3NP8

 

Per maggiori info:

Giuseppe Cavaliere (coordinamento organizzativo): g.cavaliere1973@gmail.com

 

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L’ARTE DI FRANZ CERAMI A PIANURA. L’artista ispira i giovani per raccontare il quartiere

Franz Cerami indaga il quartiere Pianura a Napoli coinvolgendo i più giovani. Al via il laboratorio di digital storytelling guidato dall’artista partenopeo di fama internazionale. Ragazze e ragazzi accompagnano Cerami nel percorso tra arte contemporanea e territorio che si fonderanno nelle opere audiovisive che il grande artista realizzerà nel quartiere di Napoli Ovest.

L’occasione è parte di “Città – Ritratto – Comunità. Per una narrazione visiva dei territori”, progetto dell’associazione CTG Turmed, tra i sette progetti espositivi della seconda edizione di “Visioni contemporanee” promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026. Dopo un primo appuntamento dedicato alla formazione dei giovani e un secondo momento in cui sono stati realizzati ritratti a diverse donne di Pianura si prosegue con altri incontri per esplorare la zona occidentale di Napoli focalizzando l’attenzione su alcuni angoli che ispireranno gli adolescenti e l’artista che porterà, per la prima volta, la sua arte nel popoloso quartiere. Si parte, dunque, dall’ascolto dei residenti con il laboratorio con l’obiettivo di realizzare un ritratto di Pianura partendo dal basso. Da metà maggio 2026 i materiali audiovisivi realizzati dai giovani e dal team di Franz Cerami saranno presentati al pubblico animando il centro giovanile comunale “Pio Maimone – Casa della Cultura” così da creare un confronto tra la ricerca artistica e gli sguardi emersi dal lavoro sul territorio.

A seguire nel quartiere arriverà anche una selezione di opere audiovisive e videoinstallazioni di Franz Cerami che conta esposizioni in tutto il Mondo. Il pubblico sarà accompagnato in un percorso che attraversa i temi centrali della ricerca dell’artista attraverso le opere T2 Portraits, Ritratto di Maratea, Mussu, Denzolu, Face It, Limen Portraits, Remix Portraits e Pink City.

Il progetto è curato dall’associazione CTG Turmed in sinergia con la cooperativa sociale Adesia, con la direzione artistica di Paolo Modugno. L’iniziativa è promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026.

Franz Cerami si divide tra Rio de Janeiro e Napoli, dove è nato nel 1963. Nel 2023 è stato nominato per la terza volta Ambasciatore del Design Italiano nel mondo dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Insegna Retorica e Storytelling Digitale presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Cerami ha prodotto ed esposto le sue opere nelle città di Napoli, Roma, Palermo, Parigi, San Pietroburgo, Lisbona, Rio de Janeiro, Milano, Jerevan, Tirana, San Paolo, Marrakech, Sarajevo, Kuala Lumpur.

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Presentazione del volume dedicato al riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata

In occasione del 44esimo anniversario dell’uccisione di Pio La Torre, ispiratore della Legge che ha previsto per la prima volta nell’ordinamento italiano il reato di associazione mafiosa e la confisca dei patrimoni illeciti, il giorno 30 aprile 2026, alle ore 15:30 presso Casa Glo – La Gloriette, in via Petrarca, 50, Napoli, bene confiscato alla camorra, si terrà la presentazione del volume: “Il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Da maltolto a bene comune. Analisi comparativa della legislazione vigente in Italia e in Europa“.
L’opera analizza la normativa italiana ed europea, nonché la normativa di alcuni Paesi europei, in materia di sequestro, confisca e riuso sociale dei beni sottratti alle mafie ed è stato realizzato grazie al contributo di notevoli studiosi provenienti da ogni parte d’Europa. Hanno contribuito alla stesura del volume la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il già procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, le studiose, gli studiosi, le esperte e gli esperti Mariagisa Landolfi, Jesús Palomo, Luis Vallés, Riccardo Falcone, Tatiana Giannone, Francesco Menditto, Carla Pansini, Carlo Magri, Roberta Rocco, Emilia Wesolowska, Eugenia Grecu, Nicolae Radu, Caroline Peloso ed Enrico Tedesco.
La giornata sarà dedicata alla riflessione in merito al buon riuso dei beni confiscati in un luogo, La Gloriette, dove la cooperativa sociale “L’Orsa Maggiore” porta avanti percorsi di autonomia dedicati alle giovani e ai giovani con disabilità e si concluderà con un breve aperitivo a cura della stessa cooperativa.

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