Prodotti bio e a km 0. La promozione del territorio parte dal lago d’Averno

Prodotti naturali della terra, coltivati come si faceva tanto tempo fa. Sulle sponde del lago d’Averno, sorge “Il giardino dei Templari” un’azienda agricola biologica di circa 6mila metri quadri. Vincenzo Florentino, con la sua famiglia e pochi collaboratori, spinto dal profondo amore per una terra dalle origini vulcaniche e dal desiderio di condivisione, cura e coltiva con dedizione questa immensa area. Eventi a tema, feste, pranzi in cui si consumano i prodotti della terra,  ma soprattutto escursioni di scolaresche animano quotidianamente il Giardino dei templari.

Vengono, infatti realizzate attività educative di tipo attivo, dedicate specialmente a bambini e ragazzi. La raccolta della frutta e della verdura o delle uova nel pollaio, la visita alle stalle per dare da mangiare agli animali sono solo alcune delle attività funzionali ad incrementare il rapporto tra i piccoli e gli animali, a rispettare la natura. Il sogno di Florentino è di poter far vivere, specialmente alle nuove generazioni, un periodo presso l’orto comunitario e trasmettere l’importanza del ritorno alla terra e dell’utilizzo di metodi naturali per salvaguardare l’ambiente, garantendo a tutti una migliore qualità di vita. La sensibilizzazione sul tema della tutela dell’ ambiente e sull’importanza di adottare comportamenti etici e sostenibili; la possibilità di trasmettere l’essenza del mondo rurale e la conoscenza delle materie prime di qualità sono gli ambiziosi obiettivi di questo imprenditore d’ altri tempi.

di Maria Rosaria Ciotola

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Perife-Biblio, ecco il progetto per la valorizzazione delle biblioteche comunali a Napoli est

Si apre un nuovo capitolo sul sistema bibliotecario napoletano. Parte il progetto “Perife-Biblio”, vincitore del bando “Biblioteche e Comunità” promosso e finanziato dal Centro per il libro e la lettura (CEPELL) e Fondazione con il Sud.

Realizzato in partnership con il Comune di Napoli da oltre 10 associazioni e altre realtà del territorio, il progetto “Perife-Biblio, Ricostruire il Sistema Bibliotecario Napoletano partendo dalle Periferie” coinvolge tre biblioteche della periferia est di Napoli, la biblioteca “G. Andreoli”, sita nella IV municipalità, e le biblioteche “P. Cozzolino” e “G. Deledda” nella VI municipalità.

“Muovendo dalla convinzione che le biblioteche costituiscano dei presidi culturali di primaria importanza, il sindaco Manfredi e l’Amministrazione tutta si sono impegnati nella valorizzazione della rete delle biblioteche comunali, che rappresenta una trama strategica nello sviluppo socio-culturale del nostro territorio” ha dichiarato il coordinatore delle politiche culturali del Comune di Napoli Sergio Locoratolo. 

Per valorizzare il ruolo delle biblioteche come luogo di incontro e strumento di coesione sociale, il Comune di Napoli ogni anno sostiene le organizzazioni del terzo settore che scelgono di candidarsi ai bandi “Biblioteche e Comunità”, rafforzando in tal modo la collaborazione con le diverse realtà private attive sul territorio per l’incremento e il miglioramento dell’accesso agli spazi e al patrimonio bibliotecario pubblico. Il progetto “Perife-Biblio” è stato selezionato per il partenariato del Comune di Napoli proprio perché ha offerto un’adeguata proposta di valorizzazione delle biblioteche “Deledda”, “Cozzolino” e “Andreoli”, presidi di cultura nelle aree periferiche della città. 

“Nelle periferie partenopee si respira un’energia nuova fatta di vivacità, di idee, di sguardi diversi, un’energia che permea tutta la rete che ha ideato il progetto Perife-biblio e di cui il Comune di Napoli è convintamente partner. Questo progetto mette ancora una volta al centro dell’attenzione le biblioteche comunali e la nuova percezione che di esse si ha nella società odierna. Esse sorgono nei quartieri più decentrati e possono costituire dighe contro l’imbarbarimento, divenire indispensabili infrastrutture democratiche e potenti strumenti di inclusione sociale. Se finora le nostre periferie urbane sono state spesso associate a visioni di disagio, povertà, fragilità ora vogliamo invece che, a partire dai centri per la lettura, a partire dalle nostre biblioteche trasformate in agorà aperte alla discussione, venga costruito un racconto diverso, un racconto di consapevolezza che parte dalle associazioni, dalle scuole, dai bambini, dai ragazzi. E che soprattutto parte dai libri e dalla loro straordinaria capacità di stimolare l’immaginazione e di favorire la comprensione di sé stessi e del mondo che ci circonda”, ha affermato il consigliere del Sindaco di Napoli per le biblioteche e la programmazione culturale integrata Andrea Mazzucchi. 

“Per chi, come me, di mestiere fa il professore, la biblioteca è un luogo sacro. Uno spazio di studio, di ricerca e di silenzio, che si presta facilmente a favorire momenti di divulgazione, socializzazione e incontro”. A dichiararlo il presidente di Fondazione Con il Sud, Stefano Consiglio. 

“Trovo interessanti  gli indicatori statistici sul numero di biblioteche per numero di abitanti (e, in particolare, di minori) di un territorio: ci dicono molto sul livello di cultura, di aggregazione sociale di quel posto. Direi, addirittura, sulle prospettive di quel territorio. Perché la biblioteca non solo è uno spazio di fruizione e comunità. La biblioteca – continua Consiglio – è un seme di sviluppo soprattutto per le periferie, che oggi più che mai rischia di essere sostituito dagli schermi dei device e che va difeso, adattato a tempi, agli orari lavorativi, alle tecnologie, alle necessità reali. È questo il senso del Bando che promuoviamo insieme al Cepell, in collaborazione con le amministrazioni comunali: un esempio di proficua collaborazione tra pubblico e privato sociale, in cui il terzo settore ancora una volta assume un ruolo centrale”, conclude Consiglio. 

Il progetto “Perife-Biblio” mira a creare nuovi spazi di crescita e socializzazione, soprattutto in quartieri in cui i luoghi di cultura e aggregazione rischiano di essere insufficienti, e lo fa forte dell’esperienza, maturata da alcuni dei soggetti coinvolti, nell’attività di valorizzazione e co-gestione della biblioteca “Deledda” di Ponticelli, che nel corso del 2023 ha visto quintuplicato il numero degli accessi. 

Come dichiara Pietro Sabatino, presidente dell’Associazione Noi@Europe, ente capofila del progetto Con il progetto Perife-Biblio “proviamo a prenderci cura delle biblioteche napoletane, partendo da luoghi considerati critici, cioè da tre biblioteche di quartieri periferici napoletani. L’obiettivo è quello di sperimentare ed estendere un nuovo modello di governance per le biblioteche comunali partendo proprio dalla periferia est. Alla Deledda a Ponticelli, alla Cozzolino a Barra, all’Andreoli al Rione Luzzatti proveremo a incrementare il livello dei servizi esistenti, come l’orario di apertura, e ad aggiungerne tanti altri. Corsi di lingua, sportelli di orientamento, eventi culturali, laboratori per bambini, una nuova comunicazione, e tanto altro ancora. Tutto questo per dare vita alle biblioteche in territori considerati complessi e farle diventare luoghi vitali, colorati, con la fruizione della cultura a fare da collante per l’aggregazione e il benessere delle comunità”. 

Il progettoGrazie al progetto “Perife-Biblio” le biblioteche “Deledda” e “Andreoli”, già da alcuni anni al centro di un percorso di valorizzazione, vedranno un significativo incremento dei servizi e delle attività per il pubblico. Il progetto coinvolgerà, inoltre, la biblioteca “Cozzolino” di Barra, che sarà oggetto di un intervento finalizzato a valorizzarne gli spazi e a ripristinare le attività di lettura e studio al suo interno.  

Il progetto, di durata biennale, si articolerà in tre macro-aree d’azione:

connessione tra biblioteca e lo spazio circostante;

potenziamento dei servizi per la comunità di utenti;

introduzione di nuovi strumenti di comunicazione e monitoraggio.

Nell’ambito della prima macro-area, saranno realizzati dei laboratori di arredo partecipato, concepiti per rendere gli spazi interni e esterni delle biblioteche “Deledda” e “Andreoli” più rispondenti alle esigenze della comunità degli utenti e dei potenziali fruitori. 

Al medesimo fine risponde anche l’azione di progettazione partecipata degli spazi delle tre biblioteche individuate che sarà condotta dal DiARC, Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, che si articolerà in un percorso laboratoriale suddiviso in più fasi che renderà le biblioteche luoghi accoglienti e di fiducia.

Sono inoltre previsti laboratori per la creazione di spazi verdi a servizio delle biblioteche “Deledda” e “Cozzolino”, nonché interventi di rifunzionalizzazione e ristrutturazione della biblioteca “Deledda”. 

Con riferimento alla seconda macro-area d’azione si segnala l’estensione dell’orario di apertura delle biblioteche “Deledda” e “Andreoli” che, per 70 settimane, resteranno aperte dalle ore 15.00 alle ore 20.00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 9.00 alle ore 14.00 il sabato. Un articolato programma di iniziative contribuirà ad animare le biblioteche coinvolte con visite guidate dedicate alle scuole primarie e secondarie del territorio, corsi di italiano per “expat” e migranti, laboratori per bambini, rassegne cinematografiche, incontri e presentazioni di libri, a cui si aggiungeranno iniziative di lunga durata quali la predisposizione di corner per la donazione di volumi e di sportelli di informazione e orientamento dedicati alle politiche europee in settori di forte impatto quali quello della mobilità. 

Lo sviluppo delle iniziative sarà costantemente accompagnato da un’attività di comunicazione e promozione dedicata, con l’organizzazione di eventi di disseminazione, la creazione e l’animazione di canali social, l’elaborazione di un’immagine coordinata. Sarà infine predisposto un sistema informatico di monitoraggio che, mediante l’utilizzo di una card, permetterà di costruire un database aggiornato con informazioni e dati sull’utenza. 

Le attività in partenza. Tra le prime attività in partenza si segnala, oltre al citato prolungamento dell’orario di apertura della biblioteca Deledda, l’attivazione di corsi di italiano per stranieri, condotti dall’associazione “Italiano senza Confini”, in programma il giovedì in orario serale sempre presso la biblioteca comunale di Ponticelli. Dal 2024 prenderanno il via ulteriori iniziative, tra cui un ciclo di proiezioni cinematografiche organizzato da Arci Movie e una serie di laboratori e letture a voce alta con bambini e ragazzi curata dalle associazioni Terra di Confine e A Voce Alta. Il nuovo anno vedrà, inoltre, l’avvio degli incontri di presentazione di volumi, che saranno inaugurati con il romanzo di Lorenzo Marone “Sono Tornato per Te” (Feltrinelli). 

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Co.Re.com Campania, Salernitana Calcio e Fondazione Carisal contro la violenza sulle donne: “Insieme per superare la paura”

Questa mattina alle 11 a Salerno, nei locali del Complesso San Michele, si è svolta la Conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa “Insieme contro la violenza sulle donne” organizzata da Co.Re.com. Campania in collaborazione con U.S. Salernitana Calcio 1919 e Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ha dato il via all’evento il Presidente della Fondazione Carisal, Domenico Credendino, ponendo l’accento sul ruolo centrale che svolgono le Fondazioni di Origine Bancaria che erogano fondi, non solo a sostegno di iniziative concrete di ascolto e supporto alle donne vittime di violenza fisica e psicologica, ma anche per sostenere importanti progetti di contrasto alla povertà educativa minorile. A seguire, ha preso la parola Ermanno Guerra, Delegato alla Cultura del Comune di Salerno, che ha sottolineato quanto le Istituzioni cittadine abbiano collaborato convintamente a questa iniziativa rivolta ad un tema che, purtroppo, va assumendo sempre di più dei toni drammatici. La Presidente del Co.Re.com. Campania, Carola Barbato, ha poi posto l’accento sul ruolo che ricopre il Comitato nell’ambito dei temi sociali, sottolineando che questa funzione viene esplicata attraverso campagne di sensibilizzazione, protocolli d’intesa e collaborazioni con le forze dell’ordine. Ha specificato, inoltre, che l’iniziativa di quest’anno prevede una particolare modalità di sensibilizzazione, è stato infatti volutamente coinvolto il mondo dello sport e, più nello specifico, quello del calcio in quanto quest’ultimo rappresenta un ambiente quasi totalmente maschile.

IO NON HO PAURA – I dettagli dell’iniziativa sono stati raccontati dall’artista Francesca Matarazzo che ha dato vita all’opera che sarà inaugurata Sabato 25 Novembre 2023, alle ore 11.00 in Via Lungomare Tafuri, un’istallazione in pvc gonfiabile lunga circa 30 metri e alta quasi tre, una scritta di colore rosso, come l’amore e la passione, ma anche, purtroppo, come il sangue: “Io non ho paura”, quattro parole che vogliono rappresentare un grido, mai come in questi giorni, decisamente attuale. Il progetto prevede una seconda attività che avrà luogo presso lo Stadio Arechi di Salerno, prima che venga disputata la partita del Campionato di Serie A, Salernitana-Lazio, questa volta la scritta “Io non ho paura” sarà realizzata dalla performance di 150 donne tra cui, magistrati, donne della politica e anche giovani studentesse che popoleranno il campo di gioco indossando la tuta utilizzata dalle forze dell’ordine in occasione dei rilievi effettuati in caso di omicidio, le tute indossate dalle partecipanti all’iniziativa saranno macchiate di rosso con lo scopo di evocare il sangue delle vittime di femminicidio. La conferenza stampa si è conclusa con l’intervento dell’Amministratore Delegato della Salernitana Calcio, Maurizio Milan, che ha rimarcato l’importanza di eradicare gli stereotipi di genere in maniera coraggiosa, soprattutto in ambito professionale e nel mondo del calcio.

di Cristina Di Perna

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La prevenzione oncologica di ANT torna nel Mezzogiorno con la Fondazione Banco di Napoli

La prevenzione oncologica di ANT torna nel Mezzogiorno, grazie alla generosità della Fondazione Banco di Napoli, che ha approvato e co-finanziato il progetto “Bus della Prevenzione”, presentato sull’avviso I/2022 della Fondazione.

Sei giornate di controlli diagnostici in tema di neoplasie della cute, parte del ‘Progetto Melanoma’, a bordo del ‘Bus della Prevenzione’. Gli specialisti della Fondazione faranno tappa prima a Napoli e poi a Potenza, trasformando in visite gratuite per la cittadinanza il contributo dell’ente bancario partenopeo.

 

L’appuntamento con l’ambulatorio itinerante di ANT, per quanto riguarda il capoluogo campano, è fissato per il 23, 24 e 25 novembre in ansa San Carlo (Piazza Del Plebiscito). Mentre nel capoluogo lucano il ‘Bus’ stazionerà il 27, 28 e 29 novembre, in piazza 21 marzo (area parcheggio di fronte la Regione Basilicata).

 

È possibile prenotarsi gratuitamente sul sito ANT al seguente link: https://ant.it/cosa-facciamo/prevenzione/

 

Il progetto è patrocinato dai Comuni di Napoli e Potenza.

 

Saranno, queste sei giornate, il modo migliore per chiudere un anno in cui la prevenzione oncologica gratuita di ANT si è finalmente riassestata ai livelli pre-Covid, come provano i quasi 12mila controlli di diagnosi precoce già condotti al 30 giugno 2023 contro i ‘soli’ 14.290 dell’intero 2022 (dal 2004 al 31 dicembre del 2022, in totale, gli appuntamenti diagnostici erano arrivati a quota 245.603).
E, nel dettaglio, ben 4.800 dei controlli condotti da ANT nei primi sei mesi dell’anno in corso sono stati dedicati proprio all’individuazione di melanomi e altre patologie della pelle, in seno al ‘Progetto Melanoma’. Mentre 3.888 sono state le visite parte del ‘Progetto Tiroide’, 1.744 quelle del ‘Progetto Mammella’, 816 quelle del ‘Progetto Testicolo’, 288 quelle del ‘Progetto Ginecologia’ e 3 quelle dedicate alla prevenzione dei tumori del cavo orale.

 

Tutto questo a valle di un 2022 durante il quale, stando al report annuale ‘I numeri del cancro in Italia’ nel nostro Paese sono state effettuate 390.700 nuove diagnosi di neoplasie (nel 2020 erano 376.600), di cui 205.000 negli uomini e 185.700 nelle donne. Una patologia femminile come il carcinoma della mammella (55.700 casi, +0,5% rispetto al 2020), però, è stata la forma di tumore più diffusa nel 2022, seguita dal tumore del colon-retto (48.100, +1,5% negli uomini e +1,6% nelle donne) e da quelli al polmone (43.900, +1,6% negli uomini e +3,6% nelle donne), alla prostata (40.500, +1,5%) e alla vescica (29.200, +1,7% negli uomini e +1,0% nelle donne).

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Buonajuto (Ercolano): “Una marcia per ricordare Giulia Cecchettin e tutte le donne vittime di violenza”

“Gridiamo il nostro no ad ogni forma di violenza. Perché non vogliamo più ritrovarci a piangere donne come Giulia. Ogni donna ha il diritto di sentirsi rispettata, sicura, e amata. Ma la violenza non può essere sconfitta nel silenzio, per questo alla vigilia della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, ad Ercolano sfileremo tutti lungo Corso Resina per far sentire la nostra voce, tutto il nostro dissenso contro questa spirale di violenza” – è quanto dichiara in una nota Ciro Buonajuto, sindaco di Ercolano e vicepresidente nazionale di Anci, annunciando la Marcia contro la violenza di genere che si terrà venerdì 24 novembre 2023 e che vedrà la partecipazione di alunni, genitori, autorità, associazioni, parrocchie e cittadinanza.
“Il nostro pensiero va a Giulia Cecchettin, ma anche a tutte quelle donne che hanno perso la vita per mano di chi diceva di amarle. Con questo appuntamento vogliamo, ancora una volta, creare una occasione di confronto e di riflessione. Sfileremo, con tanti studenti, ai quali abbiamo chiesto di partecipare colorare con le loro idee, disegni, striscioni, palloncini tutto il percorso del corteo” – continua il sindaco di Italia Viva.
Il raduno è previsto venerdì 24 novembre 2023 alle ore 10.00 presso la Villa comunale del Palazzo di Città (Corso Resina n. 39 – Ercolano). Alle ore 10.15 il corteo partirà attraversando Corso Resina. Alle ore 11.00 è previsto l’arrivo presso il Parco del Miglio d’Oro con momento di confronto e riflessione sul tema.

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ANAS, RICERCA SU STILI DI GUIDA 2023: IL 10% DEGLI ITALIANI GIRA UN VIDEO CON IL CELLULARE MENTRE È AL VOLANTE

Il 10% degli italiani mentre è al volante gira un video con il cellulare. Tra questi, il 3,1% ha ammesso di averlo fatto in prima persona alla guida del proprio veicolo, mentre il 6,9% ha dichiarato di essere stato a bordo di un mezzo mentre il conducente filmava.

È il dato che emerge dalla terza edizione della ricerca sugli stili di guida degli utenti, commissionata da Anas (Società del Polo Infrastrutture del Gruppo FS Italiane) e condotta da CSA Research – Centro Statistica Aziendale – con interviste su un campione di 4mila persone e con oltre 5mila osservazioni dirette su strada, presentata oggi nell’ambito del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime”. Il convegno è stato organizzato da Anas, Piarc (Associazione mondiale della strada) e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in occasione della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada.

Al convegno hanno partecipato il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, il Presidente di Anas e di Piarc Italia Edoardo Valente, l’Ad di Anas Aldo Isi, Paolo Crepet Psicologo e Sociologo, il giornalista Luca Valdiserri.

Del 3,1% che ha affermato di aver utilizzato il cellulare mentre guidava per fare riprese video, fanno parte in egual misura sia uomini sia donne in una fascia d’età compresa tra i 24 e i 44 anni, con punte più elevate tra i 25 e i 34 anni. Lo stesso vale per il 6,9% di utenti che ha sostenuto di essere stato a bordo mentre il guidatore filmava: la percentuale più elevata riguarda le donne tra i 25 e i 34 anni.

 

“I dati preoccupanti evidenziati quest’anno dalla Ricerca Anas sugli stili di guida – ha dichiarato l’AD Aldo Isi – denotano come gran parte della responsabilità sia imputabile al fattore umano. Oltre al forte impegno nel continuare a sensibilizzare gli utenti sull’importanza di una guida prudente, sicura e senza distrazioni, Anas sta lavorando per potenziare ulteriormente gli standard di sicurezza della propria rete garantendo, come sempre, la manutenzione ordinaria delle infrastrutture e puntando anche   sull’innovazione tecnologica. Un dato significativo della ricerca – ha concluso Isi – è la percezione di sé mentre si è alla guida, di gran lunga superiore a quella che si ha degli altri. Il giudizio sui propri comportamenti al volante, in una scala da 1 a 10, raggiunge un gradimento medio prossimo al 9. La percezione degli automobilisti italiani è quindi che gran parte degli altri guidatori vadano troppo veloce e utilizzino il cellulare mentre sono al volante”.

 

“Emerge con particolare forza– ha spiegato Paolo Crepet, Psicologo e Sociologo – la matrice adolescenziale alla base dei comportamenti della maggior parte dei guidatori italiani. Questa colpisce ancora di più quando a mettere in atto determinati atteggiamenti sono gli adulti, anch’essi incapaci di resistere all’irrefrenabile necessità di dover seguire sempre tutto nel momento in cui accade e desiderosi di partecipare in tempo reale agli eventi, anche mentre si è alla guida, anche se questo può determinare rischi altissimi per la propria sicurezza e quella degli altri. Dobbiamo chiederci cosa porta un adulto a voler per forza rispondere ad un messaggio frivolo mentre guida sapendo che potrebbe benissimo farlo in un altro momento. La risposta è che in ognuno di noi c’è un aspetto fanciullesco, incurante di conseguenze e pericoli, su cui è assolutamente necessario lavorare ed intervenire soprattutto quando in gioco c’è la vita”.

Ecco alcuni dei dati più interessanti emersi dalla Ricerca.

Il mancato rispetto delle regole

Maglia nera per il distanziamento minimo non rispettato. Su un totale di oltre 102 mila veicoli al giorno osservati lungo tre direttrici stradali in gestione ad Anas, nel 38,5% dei casi la distanza di sicurezza non è stata rispettata.

 

Si confermano tra i comportamenti errati più diffusi, sia pure con un lieve miglioramento rispetto allo scorso anno: il mancato utilizzo degli indicatori di segnalazione cambio corsia sia per la manovra di sorpasso (50,9%) sia per la manovra di rientro (50,7%) sia per l’entrata da rampa (32,9%). Da un’analisi più dettagliata sul tipo di veicolo con cui si commette l’infrazione è emerso che i più indisciplinati sono i conducenti delle berline: oltre il 64% non usa le frecce né per manovra di sorpasso né per quella di rientro. Si tratta di una percentuale ben superiore alla media globale pari al 50%.

 

Ancora, tra i comportamenti scorretti spicca il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza da parte del conducente (10,6%) e soprattutto dei passeggeri posteriori (72,6%); il mancato uso dei seggiolini per i bambini (46,8%). Mancato rispetto delle norme del codice della strada anche per quanto riguarda il superamento del limite di velocità nel 12,9% delle situazioni osservate su strada.

 

 

La percezione di sé e degli altri

Il trend emerso con la scorsa edizione della Ricerca, sulla percezione di sé e degli altri alla guida, risulta quest’anno in ulteriore crescita. Il voto che gli italiani danno a se stessi come guidatori è quasi 9, mentre il giudizio che hanno degli altri guidatori su strada è negativo e si attesta su una media di 5.4, quindi ben sotto la sufficienza.

 

I due comportamenti più scorretti percepiti riguardano i limiti di velocità, che secondo gli intervistati vengono rispettati solo dal 40,3% degli altri guidatori, e l’uso del cellulare alla guida, solo nel 39,6% dei casi.

 

Dispositivi di sicurezza

Agli intervistati è stato chiesto quanto ritenessero utile l’obbligatorietà di dispositivi di sicurezza a bordo, in particolare i sistemi safe-drive in grado di oscurare lo schermo del cellulare mentre si guida e disattivare chat, foto e video; i limitatori di velocità; e l’alcol lock. In media più dell’80% li ritiene utili e più della metà molto utili. I più favorevoli sono decisamente i patentati adulti (over 55) che si sono espressi con un voto che oscilla tra i 7.4 e i 7.6 (su un scala da 1 a 10).

 

La metodologia di indagine

La campagna di indagine sulle strade Anas ha visto la realizzazione di tre diversi tipi di attività: il rilevamento di alcuni parametri di guida attraverso sistemi di rilevazione automatica (velocità, distanza e occupazione delle corsie su tre tratte stradali); interviste a un campione di 4mila utenti; osservazioni dirette dei comportamenti di guida lungo sei differenti tipologie di strade.

Le sei strade monitorate sono state: il RA10 Raccordo Autostradale “Torino Caselle” in Piemonte; la strada statale 51 “di Alemagna” in Veneto; la strada statale 3bis “Tiberina” tra Terni e Ravenna; la strada statale 1 “Aurelia” tra Roma e Livorno; la strada statale 16 “Adriatica” tra Bari e Otranto; la A2 “Autostrada del Mediterraneo” da Salerno a Villa San Giovanni.

Le attività di osservazione diretta sono state eseguite con l’impiego di due rilevatori all’interno di un’automobile che ha percorso l’infrastruttura di interesse, registrando un campione di veicoli in transito e i comportamenti dei passeggeri a bordo.

Sul sito Anas dedicato alle iniziative della campagna “Guida e Basta” saranno caricati i materiali del convegno “Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime”: www.guidaebasta.it/sicurezza-stradale-obiettivo-zero-vittime/

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