18 Set, 2023 | Comunicare il sociale
In concomitanza con la riapertura delle scuole italiane, OTB FOUNDATION e la Fondazione Agostiniani nel Mondo annunciano la partnership volta al potenziamento del Centro Residenziale JUVENAT– nella città di Dungu, Repubblica Democratica del Congo – un progetto finalizzato all’accoglienza e al reinserimento sociale ed economico di ex bambini-soldato – di sesso sia maschile che femminile – e di giovani emarginati.
Il programma JUVENAT, nato nel 2020 dalla collaborazione tra la fondazione Agostiniani nel Mondo e i missionari Agostiniani in Congo, sta sostenendo annualmente 450 ragazzi e ragazze ex-bambini- soldato, grazie al quale sono stati costruiti – nella prima parte del progetto – un centro residenziale e alcuni laboratori per assistere i giovani della zona.
Con il contributo di OTB FOUNDATION verranno potenziati i laboratori di formazione e produzione già presenti nel centro – programmatore PC, falegnameria, sartoria e agro pastorizia – ampliando il programma di reinserimento sociale ed economico dei beneficiari. Grazie alla Fondazione del Gruppo OTB, il Centro potrà sostenere altri 200 giovani l’anno, aumentando del 50% i beneficiari del programma che diventeranno in tutto 650, tra ragazzi e ragazze.
Da sempre sensibile alla violenza, alle prevaricazioni e alle problematiche di donne e bambini, OTB FOUNDATION ha deciso di sostenere concretamente la delicatissima questione dei bambini-soldato. Un fenomeno che riguarda bambini che vengono rapiti nella Repubblica Democratica del Congo e in giovanissima età – ci sono addirittura casistiche di bambini arruolati tra i 4 e i 5 anni – che vengono picchiati, seviziati e obbligati ad uccidere dai membri della Lord’s Resistance Army (Lra), un gruppo terroristico attivo in tutto il territorio africano che commette i crimini più orrendi. (1)
OTB Foundation vuole affermare il suo “no” a questo orrore e ha scelto – in occasione del bando BRAVE ACTIONS FOR A BETTER WORLD – di sostenere questo progetto, tra i tanti proposti, proprio per la complessità sociale, antropologica dei bambini-soldati strappati dalle loro famiglie per combattere nella Lord’s Resistence Army. Negli ultimi anni, gli abitanti di Dungu sono stati spesso vittime dei raid dell’Esercito di Resistenza che compie nella regione massacri di civili innocenti, stupri e rapimenti di bambini-soldato. Si stima che siano stati reclutati 30.000 bambini-soldato in questa zona del paese, e che molti siano nelle mani di vari gruppi paramilitari. La maggior parte di loro hanno dagli 8 ai 15 anni e il 40% sono ragazze.
Nel Progetto JUVENAT che si svilupperà nei prossimi due anni a partire da questo mese, il programma del laboratorio di agro-pastorizia sarà quello più impegnativo anche perché suddiviso in due attività: la trasformazione di prodotti agroalimentari e la produzione di mattonelle di carbone per uso domestico da scarti vegetali, in sostituzione a legname e kerosene molto più inquinanti e che contribuiscono alla deforestazione. Inoltre, sono state avviate altre attività, alcune particolarmente interessanti come l’apicoltura (le arnie sono costruite dai falegnami del Centro Juvenat), altre più tradizionali come l’allevamento di suini, bovini e pesci.
I giovani verranno formati con un imprinting di tipo agro-ecologico per sensibilizzare e difendere sistemi agricoli e alimentari equi, rispondere alla crisi climatica e garantire mezzi di sussistenza dignitosi per gli agricoltori con lo scopo di coinvolgere – tra l’altro – almeno il 50% di ragazze.
“In sintesi, il programma del Progetto JUVENAT è costituito da due sezioni: formativo e di produzione”, chiarisce Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation. “Grazie al percorso formativo verranno coinvolti circa 200 giovani all’anno in più, a partire dal secondo anno di progetto; di questi, molti ex-ragazzi soldato. Alcuni di questi giovani rimarranno a lavorare per l’azienda agricola, nei vari settori, e diventeranno loro stessi formatori per i nuovi beneficiari. E’ anche previsto un programma di reinserimento scolastico grazie ad alcuni accordi presi con le scuole della città. Con il nuovo progetto si punta ad aumentare il numero degli inserimenti scolastici del 30%. Attraverso il settore produttivo si garantirà un introito economico per i beneficiari e si contribuirà in modo importante alla sostenibilità dell’intero centro. Abbiamo abbracciato questo progetto anche perché viene data una grande importanza alla questione di genere, che da sempre costituisce una priorità per OTB FOUNDATION: il 50% dei beneficiari sono ragazze ed è inoltre stato deciso che la responsabile del programma di agro-pastorizia sarà una donna esperta in agro-ecologia. Le selezioni sono già iniziate”.
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18 Set, 2023 | Comunicare il sociale
Un doppio, chiaro messaggio: riduzione dell’emissione di Co2 dovuto allo spropositato uso di auto, anche per un percorso di pochi metri, e la salvaguardia della propria salute grazie a una bellissima attività motoria. La pedalata Più Bici Più Felici, evento celebratosi ieri mattina a Napoli con il patrocinio del Comune e l’organizzazione appannaggio dell’associazione Terra Dea, ha avuto una duplice veste di sensibilizzazione, ambientale e sportiva, in una città ancora troppo intasata dall’uso delle vetture private. Il percorso in bicicletta, effettuato da una quarantina di ciclisti di diversa età, alcuni erano già provvisti di bici gli altri l’hanno affittata per l’occasione al costo di 6 euro da alcuni dei rivenditori che hanno supportato l’iniziativa, è partito dalla Riviera di Chiaia nei pressi di Villa Pignatelli per poi attraversare la villa Comunale, la pista ciclabile del Lungomare Caracciolo per poi approdare in piazza Municipio dopo un passaggio a piazza del Plebiscito.
La giornata- Sara Marrucci di Marea Incoming, sponsor tecnico dell’evento, ha detto: «Promuoviamo una forma alternativa di mobilità, che sia non solo green e più sana ma anche l’unica vera alternativa alla mobilità napoletana. Napoli è una città dove è difficile ipotizzare nuove strade o infrastrutture molto costose». Dunque, l’aggiunta della Marrucci, «usare la bicicletta significa, in modo pratico ridurre i tempi perché si evita il traffico delle auto, Inoltre è divertente e sano, ti permette di vivere appieno la tua città, avere anche percorsi alternativi e darsi anche un tempo per stare con se stessi trovando benessere fisico e psicologico. In molti – la conclusione di Marrucci – hanno ancora paura di andare in bici qui perché ci sono poche corsie ciclabili, che almeno potrebbero essere garantite in attesa di aumentare il numero delle piste ciclabili a Napoli». Da sottolineare, per Ciro Andrea De Marco, attivista dell’associazione di San Giorgio a Cremano Terra Dea, (presente con una folta delegazione a partire dal presidente Enrico De Marco) è «l’aspetto dell’ecofriendly per la riduzione delle emissioni di Co2 e la promozione dell’attività fisica. Qui siamo ancora indietro rispetto all’uso della bici, c’è da migliorare quest’aspetto rispetto alle altre regioni d’Italia. La difficoltà di Napoli è quello dell’assenza di un terreno omogeneo oltre all’assenza delle piste ciclabili. La macchina è il mezzo di trasporto che viene ancora oggi utilizzato per sciocchezze, anche per accompagnare i bambini anche sin sotto l’ingresso della scuola».
La parola ai partecipanti – Sull’uso mastodontico ecco quanto detto da Salvatore D’Ambrosio, titolare di “NapoliElettrica” azienda che si occupa dal 2017 si occupa di promuovere l’utilizzo della bicicletta: «Siamo al Quarto Mondo, lontanissimi da una vera cultura di uso delle bici. Se continuiamo a utilizzare l’auto per accompagnare i figli a scuola e andare al lavoro con una sola persona dentro, rimarremo Quarto Mondo». Poi una riflessione. «A Napoli c’è una pista ciclabile, che va da Bagnoli a San Giovanni a Teduccio ma è spesso invasa, rotta, piena di buche». Secondo D’Ambrosio «resta l’autocentrismo volto alla protezione dell’automobilista e non di altri, compresi quelli che girano in monopattino. La precedenza agli incroci ce l’hai non perché sei ciclista ma perché essendo ciclista, se io passo con l’auto posso non fargli male e quindi ti posso superare. Il riferimento per me è l’Olanda: lì hanno eliminato le auto, creando delle infrastrutture tali per le quali le auto non passano nei centri storici dando priorità alle biciclette». Per Silvio, avvocato napoletano di piazza Carlo III, «giornate come queste di Più Bici Più Felici sono importanti perché testimoniano il valore dell’ecologia e dello sport; ce ne vorrebbero di più per prendersi cura del territorio e promuovere la salute. Ci sono tanti parchi cittadini che in questo modo sarebbero curati con maggiore attenzione senza abbandonarli come oggi». Un esempio? «Il parco dei Camaldoli, si potrebbe andare lì in bici visto che c’è una salita fantastica» la risposta di Silvio convinto anch’egli che «la percezione dell’importanza di usare in bici a Napoli è ancora oggi bassissimo, Quest’estate sono andato in vacanza nelle Marche in bici e ho fatto il cammino dei Cappuccini, lungo 430 km. Visto che la città produce invalidità, ti fa stare in una campana di vetro, recuperare il rapporto della natura significa andare in una realtà diversa dove c’è gioia».
Le dichiarazioni del vicepresidente della Camera e dell’assessore allo Sport
A pedalare ieri mattina in occasione di Più Bici Più Felici, il vicepresidente della Camera dei Deputati ed ex Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e l’assessore comunale allo Sport Emanuela Ferrante. «Dobbiamo spingere per sviluppare l’uso della bicicletta e la cosiddetta mobilità dolce, in tal senso c’è un impegno del Parlamento Europeo. Stando a un report dell’Oms, soltanto in Italia 60.000 persone sono morte per la scarsa qualità dell’aria» ha ricordato il vicepresidente a Montecitorio Sergio Costa. «Abbiamo bisogno di essere educati a cose buone con esempi positivi – l’appello dell’assessore allo Sport Emanuela Ferrante a cui è toccato il taglio del nastro alla partenza della Riviera di Chiaia – È fondamentale anche per i ragazzi, spesso troppo sui social, anche attraverso una pedalata in città come avvenuto in quest’occasione. Far diventare Napoli Capitale Europea dello Sport nel 2026 vorrebbe dire non solo lo scudetto di calcio o le medaglie vinte dovunque dagli atleti napoletani, ma anche riabituarsi alle relazioni personali grazie a iniziative come Più Bici Più Felici. Dal report presentato dal Governo all’Europa – ha sottolineato la Ferrante – è emerso che tutt’Italia è al di sotto del 60% dello standard europeo rispetto alla possibilità di consentire la mobilità in bici: non è solo, quindi, una cattiva abitudine. Con il Giro d’Italia abbiamo messo a posto le strade e anche le piste ciclabili. Si tratta di un obiettivo educativo, Napoli è piena di smog dovuto non solo dal traffico dell’auto e dei motocicli ma anche per le attività del porto».
di Antonio Sabbatino
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15 Set, 2023 | Comunicare il sociale
L’avvento delle nuove tecnologie che, negli ultimi anni sono avanzate rapidamente, ha cambiato radicalmente la quotidianità.
Nuovi dispositivi e servizi sono stati introdotti ed ai quali sembra impossibile rinunciare. Si è verificata a una trasformazione delle abitudini, dei comportamenti nonché del modo di lavorare e relazionarsi. La tecnologia ha, inevitabilmente, influito su quello che è il modo di comunicare, pensare e imparare delle persone. Incredibili i risvolti positivi dell’utilizzo dei social quali la possibilità di reperire in tempi veloci informazioni, di facilitare le azioni delle persone , creare reti globali che permettono di superare le barriere spazio-temporali. Innegabile, però, la pericolosità ed i rischi insiti nel loro utilizzo in modo massiccio.
Vera Gheno nel libro “L’antidoto” (Editore Longanesi, pagine 224, costo 16 Euro)) individua 15 velenosi comportamenti adottati sui social e, dopo aver ricostruito la scala di disfunzioni relazionali e comunicative, offre antidoti per ciascuno, soluzioni per creare un clima più sereno in rete.
La Gheno è una sociolinguista, divulgatrice e traduttrice dall’ungherese, insegna ed è ricercatrice all’Università di Firenze e ha collaborato per vent’anni con l’Accademia della Crusca. Conosciuta soprattutto come studiosa delle tematiche quali l’inclusione e le questioni di genere.
Nel testo, la polarizzazione del dibattito, la disumanizzazione dei personaggi, il narcisismo imperante, l’incapacità di tutelare la propria vita privata, la diffusa retorica, la dilagante incapacità di tessere relazioni che reclamano un confronto diretto, una tendenza ad una approssimativa conoscenza su argomenti che meriterebbero approfondimento e lettura di testi, estremizzazione, invidia sociale, aggressività e volgarità verbale sono solo alcuni dei rischi che l’autrice individua.
Semplicistico considerare il mondo digitale come una realtà da contenere, importante individuare strategie per un suo sano utilizzo.
di Maria Rosaria Ciotola
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14 Set, 2023 | Comunicare il sociale
“L’estate è diventata un incubo”. “Noi siamo entrambi medici dipendenti e abbiamo due bambini piccoli. Siamo costretti a fare le ferie separati”. “L’estate italiana è un buco nero che si cerca di riempire con campus centri estivi, ferie, vacanze, nonni e purtroppo uno stipendio non basta”. “Un disastro, ho un figlio solo e ho speso quasi tutto lo stipendio in centri estivi. Anche di più se non mi avesse salvata lo smartworking. Inoltre, i bambini in questo tempo fanno tabula rasa di tutto, il mio passa i mesi da ottobre a gennaio a fare solo il ripasso dell’anno precedente”.
“Queste sono solo alcune delle migliaia di testimonianze che ci sono arrivate e che raccontano come le famiglie italiane sopravvivono all’attuale calendario scolastico. Mettere al centro le esigenze di bambine e bambini, così come dei loro genitori è una priorità non più rimandabile, per questo insieme alle blogger di Mammadimerda, in occasione della riapertura delle scuole, lanciamo la campagna social #scuolaNOseggio, per sensibilizzare politici e Istituzioni sulla necessità di una scuola che metta davvero al centro bambini, bambine e famiglie”.
“Costosissimi campus estivi, nonni, smart working e bambini annoiati. Questo nelle situazioni più rosee, nelle altre il racconto è quello di donne che lasciano il lavoro perché con più di due figli il costo dell’estate è insostenibile, di figli con disabilità che non vengono accettati ai campi estivi e di bambini e bambine con difficoltà di apprendimento che a settembre spesso devono ricominciare da capo o investire molte energie per non perdere tutti i progressi conquistati in precedenza – commenta Marco Chiesara, Presidente di WeWorld. – Siamo stati sommersi dalle testimonianze, le stiamo raccogliendo per portarle alle istituzioni insieme alla nostra proposta per la scuola. La scuola italiana oggi necessita di un cambiamento profondo, non più rimandabile, che metta al centro i ragazzi e le famiglie. La nostra proposta prevede di sperimentare metodi alternativi alla lezione frontale, favorire lo sviluppo delle competenze interpersonali e sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia per supportare nuovi modi di insegnare e apprendere oltre ad aprire la scuola alla comunità educante con proposte di attività extra-curriculari durante tutto il corso dell’anno, estate compresa. Unito a questo però è prioritario ripensare gli edifici scolastici e prevedere una rimodulazione del calendario scolastico, che sia pensato per una migliore didattica e che tuteli le famiglie e i diritti delle donne, sulle cui spalle cade la maggior parte del lavoro di cura”.
Mammadimerda, il blog di Francesca Fiore e Sarah Malnerich che nasce per ribaltare gli stereotipi sulla maternità, si occupa in maniera attiva di diritti delle donne, dell’infanzia e all’istruzione e che proprio in merito da anni si spende per cambiare il calendario scolastico italiano, si è unita alla campagna social di WeWorld per raccogliere testimonianze dai genitori: “Nella maggior parte dei Paesi europei le vacanze vengono spalmate durante l’anno in modo da essere più sostenibili per i bambini e le bambine a livello pedagogico e per gli adulti che se ne devono fare carico. Quest’anno al rientro in classe i ragazzi non dovranno solo affrontare orari ridotti e cattedre ancora ballerine, il 25 settembre con le elezioni ci sarà un nuovo stop per la maggior parte delle scuole.”
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14 Set, 2023 | Comunicare il sociale
Sarà ospitata nel Salone delle Feste del Museo e Real Bosco di Capodimonte la decima edizione del Premio Responsabilità Sociale “Amato Lamberti” in programma sabato 16 settembre 2023 a partire dalle ore 19. Una cornice prestigiosa per il premio dedicato agli esempi concreti di impegno civile e solidale, organizzato dall’associazione Jonathan e dal gruppo di imprese sociali Gesco con il coordinamento tecnico di Exit Communication. La cerimonia, presentata dal giornalista Ettore De Lorenzo, sarà aperta dai saluti del direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger e ospiterà sul palco gli interventi del presidente di Gesco Sergio D’Angelo e dei responsabili di Jonathan Silvia Ricciardi e Vincenzo Morgera.
Il premio per l’Edizione 2023 andrà al regista Roberto Andò, quello della Cittadinanza al sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e per la Cultura al fondatore del Festival di Giffoni Claudio Gubitosi. Il riconoscimento per l’impegno per la Pace sarà consegnato a Laura Marmorale presidente dell’associazione Mediterranea Saving Humans; un premio Speciale andrà al fotografo Fabio Donato mentre il premio alla Memoria sarà consegnato a Vittoria Colucci per il marito, lo scrittore Mauro Giancaspro, scomparso lo scorso aprile. Il Premio per l’Impresa andrà ai Fratelli la Bufala, quello Napoli Città Solidale al musicista Massimo Jovine dei 99 Posse e la menzione speciale “Paolo Giannino” sarà consegnata alla Lega Navale di Napoli.
Oltre alla targa, tutti i premiati riceveranno in dono un’opera d’arte, creata per l’occasione da un gruppo di artisti di rilievo internazionale coordinati dalla giornalista ed esperta d’arte Paola De Ciuceis. Per il 2023 hanno dato il loro contributo Donatella Donatelli, Clara Garesio, Lello Lopez, Giorgio Milano, Antonella Raio, Carmine Rezzuti, Antonella Romano, Luca Sivelli e dagli streetartist Undeterred e Unplatonic. Donerà due opere il laboratorio di fotografia “Creativity for Life” organizzato dall’Associazione Jonathan e da Manfrotto – Videndum Media Solutions.
L’edizione 2023ha i patrocini di: Regione Campania; Comune di Napoli; Ordine dei Giornalisti della Campania; Federazione Nazionale della Stampa Italiana; Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. È organizzata grazie alla collaborazione del Museo e Real Sito di Capodimonte. Il rinfresco è a cura di Fattoria Selvanova e ristorante Il Poggio e ha il contributo di Dolci Delizie di Capodimonte.
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14 Set, 2023 | Comunicare il sociale
Tracce di Memoria è una mostra d’arte curata da TAM Tieni a Mente ODV, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Alzheimer che cade il 21 settembre. La mostra presenta cinquanta opere realizzate dagli ospiti del centro di incontro per la demenza Caffè Alzheimer di San Giorgio a Cremano. L’evento, organizzato dalla Municipalità 1 del Comune di Napoli, si svolgerà dal 20 al 24 settembre nel Foyer del PAN – Palazzo delle Arti di Napoli, con la collaborazione di Cultura – Comune di Napoli e il patrocinio del CSV Napoli. L’idea di portare Tracce di Memoria al centro di Napoli significa consentire a chi vive la demenza di essere visti non come portatori di una malattia ma in quanto persone che fanno arte in un luogo d’arte. Poter esporre in uno spazio della città preposto all’allestimento delle mostre artistiche, significa dare dignità e significato ad un lavoro profondo e impegnativo in cui delle persone, che vivono numerose difficoltà portate dalla loro diagnosi, si mettono in gioco e si riscoprono capaci di fare e comunicare in un modo nuovo. Il Caffè Alzheimer – il Centro è un progetto di TAM che supporta le famiglie nella gestione e riabilitazione dei propri cari con demenza, tenendo conto del fatto che questa malattia coinvolge l’intero nucleo familiare. La mostra “Tracce di memoria” narra il percorso di tredici persone con Alzheimer o altre forme di demenza coinvolte nelle terapie psicosociali del Caffè Alzheimer. Il laboratorio d’arte è una delle attività riabilitative offerte e permette a ciascuno di esprimersi in modo unico, creando un’opportunità di socializzazione e espressione artistica. Il 21 settembre 2023, presso la Sala PAN del Palazzo delle Arti di Napoli, ci sarà un dibattito sulla demenza promosso dalla Municipalità 1 del Comune di Napoli insieme a TAM ODV, al quale interverranno esperti del settore (in via di definizione). Saranno presentate le ultime ricerche scientifiche sull’Alzheimer e discusse strategie di intervento psicosociale per migliorare il benessere delle persone con demenza e delle loro famiglie. La mostra è aperta al pubblico gratuitamente dal 20 al 24 settembre 2023 dalle 9:30 alle 19:30. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare la segreteria di TAM al +39 342 844 0749 o inviare una mail a info@tieniamente.it.
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