26 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
È attiva sul portale del cittadino Sinfonia, nella sezione “Voucher nuovi nati secondogeniti”, la procedura per richiedere l’assegno destinato ai secondogeniti nati nel 2026. La misura prevede un contributo una tantum del valore di 600 euro, utilizzabile per l’acquisto di beni e servizi dedicati al neonato.
L’iniziativa rientra tra gli interventi di sostegno alle famiglie promossi dalla Regione Campania e punta a offrire un aiuto concreto nei primi mesi di vita del bambino, attraverso un contributo spendibile presso gli operatori economici convenzionati.
Non solo contributo economico: i servizi per tutta la famiglia
Attraverso la piattaforma è inoltre possibile accedere agli ulteriori servizi messi a disposizione dagli Enti del Terzo Settore selezionati nell’ambito della misura “Genitori si diventa”.
Il programma prevede interventi a favore dell’intero nucleo familiare, tra cui:
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supporto psicologico
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supporto allo studio
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babysitteraggio
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campi estivi
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26 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Si erano finti corrieri per introdursi nell’abitazione di un anziano professionista e mettere a segno una rapina da 25mila euro. I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone, gravemente indiziate di concorso in rapina e sequestro di persona. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli su delega della Procura della Repubblica di Napoli. L’ordinanza è stata emessa dal GIP del Tribunale di Napoli in relazione ai fatti avvenuti nel quartiere di Fuorigrotta.
Il colpo: finti postini per entrare in casa
Le indagini hanno preso avvio lo scorso 19 marzo. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, due individui travestiti da postini si sarebbero presentati alla porta dell’abitazione della vittima con la scusa di consegnare un pacco. Una volta ottenuto l’accesso, avrebbero consentito l’ingresso ad altri due complici. L’anziano sarebbe stato immobilizzato e legato con fascette di plastica, mentre i malviventi avrebbero aperto la cassaforte riuscendo a impossessarsi di circa 25mila euro in contanti.
Le indagini dei Carabinieri
I militari dell’Arma, coordinati dalla Procura partenopea fin dalle prime fasi, hanno ricostruito la dinamica dei fatti attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona, la raccolta di numerose testimonianze e lo svolgimento di attività tecniche e perquisizioni. Le indagini proseguono per identificare gli altri complici che avrebbero preso parte alla rapina. Il provvedimento eseguito rappresenta una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari. Per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva e sono ammessi mezzi di impugnazione.
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
CITIES – Cities Initiative Towards Inclusive and Equitable Societies, il progetto europeo che mira a rafforzare il ruolo dei Comuni italiani nella prevenzione e nel contrasto a razzismo, xenofobia, intolleranza e discriminazioni entra nella sua fase finale. Le città coinvolte – Reggio Emilia (capofila), Modena, Ravenna, Olbia (Ss) e Casalecchio di Reno (Bo) – insieme ad ICEI – Istituto di Cooperazione Economia Internazionale, alla Fondazione Mondinsieme e all’Università di Modena e Reggio Emilia hanno deciso di mettere al centro, attraverso la diffusione digitale e affissioni nei luoghi chiave della città, il concetto di Diversity Advantage.
L’obiettivo è raccontare la diversità non come un problema da gestire ma come una risorsa che rende le città più innovative, resilienti, vivibili. I singoli Comuni hanno anche avviato azioni concrete e sperimentazioni locali: dal rafforzamento dei punti di ascolto antidiscriminazioni, alla costruzione partecipata dei Piani Locali Antidiscriminazione, dal coinvolgimento delle giovani generazioni fino a momenti culturali e di confronto aperti alla cittadinanza.
CITIES nasce dall’esperienza della Rete Città del Dialogo e dalla consapevolezza che le discriminazioni non sono astratte ma si manifestano nella vita quotidiana delle persone e nei servizi pubblici. Le città diventano quindi attori chiave nella prevenzione delle disuguaglianze e nel garantire pari accesso a diritti e opportunità. Il progetto accompagna le amministrazioni nello sviluppo di strategie contro la discriminazione con un approccio intersezionale che riconosce come le discriminazioni possano sovrapporsi e rafforzarsi reciprocamente, nell’ottica di definire politiche più mirate ed efficaci.
Il percorso, avviato a marzo 2024, entra ora nella fase finale con una Campagna che mostra i volti, le relazioni e le intersezioni tra persone con identità ed esperienze diverse (per etnia, età, genere, orientamento sessuale, disabilità, condizione socioeconomica e percorsi di vita), superando etichette e contrapposizioni e proponendo narrazioni alternative capaci di contrastare stereotipi e pregiudizi senza messaggi conflittuali. Attraverso fotografie, video, contenuti social, data storytelling e iniziative locali la Campagna rende visibile le relazioni, le collaborazioni, le storie quotidiane che tengono insieme la città.
Tre programmi di formazione locale hanno coinvolto 450 partecipanti nei cinque Comuni, ognuno dei quali ha attivato uno Sportello antidiscriminazione, rafforzando l’accesso ai servizi e alle tutele a livello locale. Il lavoro include anche la raccolta e analisi di dati sull’uguaglianza, la formazione del personale pubblico e il confronto strutturato con società civile, istituzioni nazionali ed europee. Un lavoro multilivello che collega Comuni, Regioni, UNAR e Consiglio d’Europa in un’azione coordinata e sistemica.
Le città partecipanti hanno inoltre prodotto un Manifesto, esito del confronto tra amministrazioni, società civile e comunità locali, che definisce una visione comune e impegni condivisi per rafforzare le politiche antidiscriminazione e la coesione sociale nei territori.
“Questo progetto ha accompagnato le città a ripensare le politiche antidiscriminatorie, in un periodo storico dove il linguaggio d’odio è tornato ad essere utilizzato anche dalla politica cavalcando le nostre fragilità e le nostre paure – ha sottolineato Marwa Mahmoud, assessora alle Politiche educative con delega all’Intercultura e diritti umani del Comune di Reggio Emilia – Con Cities abbiamo implementato dei servizi di ascolto, orientamento e analisi, ma abbiamo voluto rappresentare i volti di quell’Italia plurale che studia, vive e lavora nelle nostre città. Crediamo che insieme possiamo davvero fare una bella differenza, anche per trovare soluzioni ai problemi e alle sfide dei nostri tempi”.
“Il progetto CITIES conferma l’impegno di ICEI nel sostenere le amministrazioni locali nella costruzione di politiche interculturali radicate nei territori, capaci di contrastare le discriminazioni e promuovere comunità plurali e rispettose dei diritti di tutte e tutti” – dichiara la Direttrice di ICEI, Rosaria De Paoli – “L’iniziativa si inserisce nell’esperienza della Rete Italiana delle Città del Dialogo di cui ICEI è coordinatore tecnico, con oltre 30 Comuni coinvolti, parte del Programma Intercultural Cities del Consiglio d’Europa. Nell’ambito della Rete Città del Dialogo, lavoriamo per connettere esperienze, competenze e visioni, rafforzando il ruolo delle città italiane nella definizione di politiche e interventi costruiti insieme alle comunità locali. CITIES contribuisce a questo percorso, rafforzando le capacità dei Comuni coinvolti attraverso piani locali di contrasto alle discriminazioni e servizi territoriali, per rispondere alle sfide della diversità in modo concreto e duraturo”.
L’iniziativa vede il coinvolgimento anche di UNAR, Regioni Emilia-Romagna e Sardegna, e il Consiglio d’Europa, attraverso il programma Rete Città del Dialogo*, in dialogo con le città europee di Leuven e Strasburgo e con reti interculturali di altri Paesi europei.
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
La Fondazione con il Sud ha deliberato le quattro proposte che saranno ammesse alla seconda fase di “Riabitare il Sud – Bando di sviluppo locale per la rigenerazione del Sud Italia”. L’iniziativa sperimentale si rivolge a piccoli comuni e organizzazioni di Terzo Settore di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento attraverso interventi di rigenerazione demografica e di rivitalizzazione delle comunità. Sono state complessivamente 57 le candidature al bando, capaci di attivare e coinvolgere 260 comuni e 204 enti del terzo settore. Attraverso il bando, la Fondazione con il Sud mette a disposizione 8 milioni di euro per 4 territori che includano un’area di almeno tre comuni tra loro confinanti, in cui risiede una popolazione complessiva non superiore a 20.000 abitanti e in cui sia attivo un SAI (sistema accoglienza e integrazione).
I territori coinvolti dalle quattro proposte selezionate sono: l’area delle Alte Madonie, in provincia di Palermo, e in particolare un territorio che comprende 7 piccoli comuni per un totale di poco più di 19 mila abitanti (Petralia Soprana, Gangi, Polizzi Generosa, Petralia Sottana, Blufi, Geraci Siculo e Castellana Sicula); una piccola porzione dell’area della Locride, in provincia di Reggio Calabria e in particolare 3 comuni per un totale di poco più di 8 mila abitanti (Camini, Stignano e Caulonia); un’area del Cilento, in provincia di Salerno, che comprende 4 comuni per un totale di quasi 11 mila abitanti (Ceraso, Ascea, Novi Velia, San Mauro La Bruca); un’area del Sannio che comprende 10 piccoli comuni per un totale di più di 19 mila abitanti, che si estendono nella provincia di Benevento (Baselice, Foiano di Val Fortore, Molinara, San Marco dei Cavoti, Pesco Sannita, Pietrelcina, Fragneto L’Abate, Campolattaro, Morcone, Sassinoro).
“La risposta dei territori all’iniziativa sperimentale che abbiamo messo in campo ci dà speranza e fiducia verso la volontà e la capacità di mettersi insieme, creare alleanze pubblico-privato sociale per favorire la rigenerazione demografica e rendere attrattivi i territori per chi decide di restare, tornare, arrivare o fermarsi al Sud”, sottolinea Stefano Consiglio, presidente della Fondazione con il Sud. “Nonostante i criteri stringenti, c’è stata una partecipazione significativa. Tutte le comunità coinvolte, al di là delle quattro che accedono alla seconda fase di Riabitare il Sud, meritano un grande plauso ma anche l’attenzione delle istituzioni per il grande sforzo di immaginare un futuro diverso dallo spopolamento e soprattutto di superare le criticità mettendo in campo visione e pragmatismo, costruendo alleanze e prospettive per giovani e comunità locali. Il 4 marzo abbiamo convocato una riunione con i rappresentanti di tutti i partenariati non ammessi alla seconda fase del bando per valutare possibili iniziative finalizzate a collaborare per l’implementazione di azioni utili per attivare processi di rigenerazione demografica anche in altre aree del Sud”.
Il bando si articola in due fasi distinte. Nel corso della prima fase, quella appena conclusa, i territori si sono candidati formulando una “manifestazione di interesse”, specificando le informazioni sul “gruppo promotore” della candidatura, sulla strategia pluriennale di rivitalizzazione del territorio e sulle azioni progettuali che, nel breve e medio termine, si intende avviare per dare seguito alla strategia.
Nella successiva fase di progettazione esecutiva, verrà attivato in ognuno dei 4 territori selezionati un un “gruppo di coordinamento territoriale” composto dai referenti degli enti che hanno presentato la manifestazione di interesse e dai collaboratori della Fondazione con il Sud, compresi i consulenti esperti. I progetti esecutivi saranno approvati entro la fine del 2026.
Il Bando “Riabitare il Sud” rappresenta una delle principali azioni strategiche del piano triennale 2025-27 della Fondazione con il Sud, che punta a contrastare i processi di spopolamento delle regioni meridionali e a favorire percorsi di rigenerazione demografica e sociale delle comunità. Dal 2001 al 2023, il Mezzogiorno ha perso 730 mila residenti. Guardando alle stime dello scenario “medio”, dunque non quello peggiore, nel 2080 il Sud avrà perso 8 milioni di abitanti contro i 5,2 milioni del Centro-Nord, concentrati soprattutto nelle classi di età più giovani.
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Dopo aver toccato Roma, Parma e Perugia, il Grand Tour del Libro del Risparmio di Fondazione Barilla fa tappa a Napoli con un progetto che dialoga con la storica attenzione partenopea alla valorizzazione delle risorse. La tradizione gastronomica napoletana è da sempre espressione di creatività: una cultura capace di trasformare ingredienti semplici e recuperare ciò che avanza in nuove preparazioni, evitando sprechi e generando valore. Un sapere domestico che oggi si traduce in una riflessione più ampia sulla responsabilità individuale e collettiva rispetto al cibo.
Fino al 10 marzo, proprio in Piazza Dante, cuore pulsante della città e crocevia quotidiano di studenti, famiglie e lavoratori, il pubblico potrà immergersi in un’esperienza magica, dove arte, animazione e musica accompagnano una riflessione concreta sul risparmio alimentare come leva di valore sociale, ambientale e soprattutto economica: ridurre lo spreco significa infatti alleggerire il bilancio delle famiglie italiane, con un potenziale risparmio di oltre 500 euro l’anno per ciascuna. Pensata come un grande libro animato, l’installazione artistica cattura l’attenzione dei passanti attraverso scenografie tridimensionali, movimenti meccanici e una narrazione visiva immediata. Il progetto porta la firma del regista e artista visivo Virgilio Villoresi, che unisce cinema e animazione grazie alla delicatezza della carta e ai meccanismi cinetici, mentre la paper art è affidata a Mauro Seresini, autore di personaggi e ambientazioni interamente realizzati a mano.
Questo progetto nasce per accompagnare i visitatori tra le pagine del “Libro del Risparmio – 120 azioni contro lo spreco alimentare per risparmiare dentro e fuori casa”, la pubblicazione gratuita presentata lo scorso anno da Fondazione Barilla e già scaricata da oltre un milione e mezzo di persone. Il volume dimostra come piccoli cambiamenti quotidiani possano generare un beneficio concreto per le famiglie e la comunità.
Le altre tappe dopo Napoli:
Bologna – Piazza Galvani: dal 5 al 9 marzo
Bari – Via Sparano: dall’11 al 18 marzo
Padova – Piazza Garibaldi: dal 17 al 25 marzo
Palermo – Piazza Verdi: dal 20 marzo al 27 marzo (date da confermare)
Torino – Via Lagrange: dal 26 marzo al 9 aprile
Genova – Porto Antico, calata Falcone Borsellino: dal 10 al 24 aprile
Milano – Piazza Cordusio: dal 28 aprile all’11 maggio (date da confermare)
Per scaricare Il Libro del Risparmio di Fondazione Barilla è possibile cliccare qui.
Fondazione Barilla è un ente di ricerca scientifica nato nel 2009 con l’obiettivo di studiare e analizzare le principali tematiche legate al mondo del cibo in ambito agroalimentare e scientifico. Da allora, Fondazione Barilla promuove comportamenti responsabili e scelte alimentari consapevoli, con l’intento di generare un cambiamento rilevante nella società.
Dal 2022, Fondazione Barilla concentra il proprio impegno nella divulgazione delle conoscenze sviluppate nel tempo, per aiutare le persone a comprendere come il peso delle piccole azioni quotidiane possa contribuire alla salute e alla tutela dell’ambiente.
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24 Feb, 2026 | Comunicare il sociale
Nell’area vesuviana oltre 160 persone, regolarmente soggiornanti in Italia, si trovano intrappolate in un circuito burocratico che impedisce loro di accedere a un conto corrente e, di conseguenza, a un contratto di lavoro regolare. Il risultato è un paradosso che alimenta marginalità e sfruttamento: senza residenza non si apre un conto, senza conto non si firma un contratto, senza contratto non si ottiene una casa.
A sollevare il problema è la Rete Vesuviana Solidale, insieme a Recosol – Rete delle Comunità Solidali e al Cnca Campania, realtà che da anni operano sul territorio per favorire inclusione, diritti e percorsi di autonomia. Le associazioni seguono lavoratori stranieri che, pur avendo titolo di soggiorno, non riescono ad accedere al cosiddetto “conto di base”, lo strumento pensato proprio per chi vive in condizioni economiche fragili.
Secondo quanto denunciato dalla rete, le difficoltà nell’apertura del conto corrente presso diversi uffici postali dell’area napoletana stanno di fatto ostacolando percorsi di regolarizzazione lavorativa già possibili. Una situazione che non riguarda singoli casi isolati, ma un fenomeno strutturale che incide direttamente sulle politiche di inclusione e sul contrasto al lavoro nero.
Il nodo principale è la residenza anagrafica. Molti richiedenti asilo sono in possesso di permessi temporanei o della ricevuta di fotosegnalamento, documento che per legge è equiparato al titolo di soggiorno e valido come documento di riconoscimento. Tuttavia, in assenza di residenza o carta d’identità, l’accesso a strumenti bancari essenziali diventa un percorso ad ostacoli.
Le organizzazioni del terzo settore hanno quindi chiesto un tavolo di confronto ai vertici di Poste Italiane e intendono portare la questione anche all’attenzione del Ministero del Lavoro. L’obiettivo non è polemico, ma sistemico: chiarire procedure, uniformare interpretazioni, evitare che la discrezionalità operativa produca esclusione sociale.
L’accesso ai servizi finanziari di base rappresenta oggi una condizione indispensabile per l’inclusione lavorativa e sociale: senza un Iban non è possibile ricevere uno stipendio, sottoscrivere un contratto regolare, accedere a misure di sostegno o dimostrare stabilità economica per ottenere un affitto.
Il rischio concreto è che l’assenza di strumenti formali finisca per alimentare il lavoro irregolare, vanificando gli sforzi di imprenditori disponibili alla regolarizzazione e indebolendo le politiche pubbliche di integrazione.
In questo scenario, il volontariato svolge un ruolo fondamentale: accompagna le persone nei percorsi amministrativi, dialoga con le istituzioni, monitora le criticità e prova a trasformare casi individuali in questioni collettive da affrontare con strumenti adeguati.
di Francesco Gravetti
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