Città della Scienza: un fine settimana di “SensAzioni” per scoprire come percepiamo il mondo
L’articolo Città della Scienza: un fine settimana di “SensAzioni” per scoprire come percepiamo il mondo proviene da Comunicare il sociale.
L’articolo Città della Scienza: un fine settimana di “SensAzioni” per scoprire come percepiamo il mondo proviene da Comunicare il sociale.
La Fondazione WeWorld, realtà internazionale impegnata da oltre cinquant’anni nella difesa dei diritti di donne e minori, annuncia l’apertura delle iscrizioni per “Semi di Parole”, un nuovo ciclo di corsi gratuiti di italiano presso lo Spazio Donna di via don Guanella a Napoli. L’iniziativa si inserisce in un programma nazionale più ampio, volto a promuovere l’empowerment femminile come strategia fondamentale per prevenire la violenza di genere e favorire l’emersione di situazioni di disagio sommerso.
Il progetto nasce dalla consapevolezza che la padronanza della lingua sia il primo passo per uscire dall’invisibilità. Per questo motivo, i percorsi formativi sono stati strutturati per rispondere a esigenze diverse ma complementari. Da un lato, viene offerto un corso di italiano di base rivolto specificamente a donne italiane che non hanno mai completato il percorso di alfabetizzazione; dall’altro, è attivo un modulo di Italiano L2 dedicato alle donne straniere che necessitano di abbattere le barriere linguistiche per integrarsi nel tessuto sociale e lavorativo della città.
Entrambi i percorsi sono affidati a un’insegnante certificata e si svolgono in un contesto protetto e accogliente. Non si tratta di semplici lezioni frontali, ma di un’esperienza pensata per rafforzare l’autonomia personale e fornire strumenti pratici utili alla gestione della vita quotidiana, dal disbrigo di pratiche burocratiche al supporto nei percorsi scolastici dei figli.
Per chiunque fosse interessato a ricevere maggiori informazioni o volesse procedere con l’iscrizione, è possibile contattare l’organizzazione scrivendo all’indirizzo email spaziodonna.napoli@weworld.it oppure telefonando al numero 388 7963905.
L’articolo “Semi di Parole”: al via i corsi gratuiti di lingua italiana per straniere proviene da Comunicare il sociale.
A Nola il dolore è diventato voce collettiva. Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita della bara bianca del piccolo Domenico Caliendo dalla Cattedrale di Nola, in una piazza Duomo gremita, unita in un solo grido: “Giustizia, giustizia, giustizia” e “chi ha sbagliato pagherà”. Palloncini bianchi hanno solcato il cielo mentre le note di “Guerriero” di Marco Mengoni risuonavano all’esterno. Sulla bara, una maglietta con scritto “Ciao Mimmo” e la sua foto con un peluche, accanto ai fiori della nonna. La città si è fermata per l’ultimo saluto a Domenico, due anni e mezzo, morto il 21 febbraio dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli. Dalle 11 del mattino la camera ardente è stata meta di un continuo via vai di persone: famiglie, amici, istituzioni, semplici cittadini. Una lunga fila composta, silenziosa, interrotta solo da lacrime e carezze lasciate su quella bara bianca. In contemporanea con i funerali, una Santa Messa è stata celebrata anche al Monaldi, segno di una comunità sanitaria che ha voluto stringersi al dolore della famiglia e ribadire la fiducia nel lavoro degli organi competenti, auspicando “piena e tempestiva chiarezza” su quanto accaduto.
Presenti il presidente della regione Campania Roberto Fico, il prefetto di Napoli Michele Di Bari e il sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha parlato di “momento molto doloroso per tutta la comunità campana”, invitando a sobrietà e responsabilità: prima il cordoglio, poi le valutazioni nelle sedi opportune. Nel pomeriggio ha lasciato il Duomo anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva fatto giungere una corona di fiori con nastro tricolore. Fiori anche dal SSC Napoli, con la presenza del calciatore Pasquale Mazzocchi, e uno striscione degli ultras del Nola: “Tutto questo non ha alcun senso, che nulla resti impunito. Il tuo ricordo in eterno mai sbiadito. Giustizia per Domenico”. Commovente l’abbraccio tra la mamma, Patrizia Mercolino, e la direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino. “Nessuno lo dimenticherà”, ha ripetuto la manager sanitaria. “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”, ha risposto la madre, con una lucidità che separa la sete di giustizia dalla condanna indiscriminata.
Nell’omelia, il vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, ha parlato di una cattedrale come “casa comune”: “Il vostro bambino è diventato figlio di tutti noi”. Le parole più forti, però, sono state quelle di una madre. Dall’altare, a fine cerimonia, Patrizia ha detto: “Oggi se si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni e la sua dolcezza con cui sta abbracciando tutti. Spero non sia l’ultimo giorno che lo pensiamo, che possiamo serbarlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo, cuore di mamma”. Un lungo applauso ha riempito il Duomo.
In quella piazza non c’era solo il dolore per una vita spezzata troppo presto. C’era una comunità che chiede verità, che invoca responsabilità senza trasformare il lutto in rabbia cieca. C’era il bisogno di sentirsi uniti, di non lasciare sola una famiglia, di trasformare una tragedia in un impegno collettivo.
di Adriano Affinito
L’articolo L’ultimo saluto al piccolo Domenico: “Il vostro bambino è diventato figlio di tutti noi” proviene da Comunicare il sociale.
L’articolo Anziani fragili e soli, VIDAS lancia una campagna per rafforzare l’assistenza domiciliare proviene da Comunicare il sociale.
Il valore della rigenerazione urbana di Napoli approda a Bruxelles attraverso il volto e l’esperienza di Susy Galeone, co-fondatrice e Presidente della cooperativa La Paranza. L’esponente del Rione Sanità è stata selezionata come una delle otto figure femminili d’eccellenza in Europa per la mostra fotografica internazionale “Portraits of Women – Beyond the Stone”. L’iniziativa, promossa dalle organizzazioni ALIPH ed Europa Nostra, intende celebrare le donne che hanno dedicato la propria attività professionale e personale alla salvaguardia del patrimonio culturale, specialmente in contesti complessi o di crisi.
L’esposizione è stata presentata presso lo Zweig Visitor Centre del Parlamento Europeo in occasione delle celebrazioni per la Giornata Internazionale della Donna 2026. La selezione di una rappresentante napoletana sottolinea l’importanza dei modelli di gestione comunitaria dei beni artistici, collegando la tutela del patrimonio ai valori cardine dell’Unione Europea quali l’uguaglianza di genere e la cooperazione internazionale. Accanto a Galeone, il panel ha visto la partecipazione di figure di rilievo come Lesia Voroniuk, fondatrice della Giornata mondiale Vyshyvanka in Ucraina, e Marine Mizandari, co-presidente del National Trust of Georgia.
Durante l’incontro internazionale intitolato “Women Safeguarding Cultural Heritage in Contexts of Crisis”, tenutosi il 3 marzo, è emerso come il modello del Rione Sanità sia oggi osservato con interesse a livello continentale. Il dibattito ha evidenziato come il processo di rinascita del quartiere non sia una formula tecnica ripetibile, ma il risultato di un legame inscindibile tra patrimonio culturale ed educazione. Secondo quanto emerso dagli interventi, la rigenerazione diventa realmente sostenibile solo quando la comunità locale smette di essere una semplice beneficiaria di progetti esterni per trasformarsi nell’autrice stessa della valorizzazione.
L’esperienza portata a Bruxelles ribadisce che le azioni educative sono strumenti indispensabili per rendere i beni culturali accessibili e comprensibili, garantendo che la memoria collettiva venga tramandata alle generazioni future. A testimonianza di questo passaggio di consegne, la delegazione ha visto la partecipazione di Francesca Lenti, giovane fondatrice della cooperativa La Sorte, a simboleggiare la continuità di un impegno che trasforma il patrimonio in un dono di responsabilità verso il futuro. Questo riconoscimento europeo premia dunque un metodo che mette al centro le persone, la partecipazione e i principi della cooperazione come pilastri per il riscatto sociale del territorio.
L’articolo Il Rione Sanità al Parlamento Europeo come protagonista della mostra “Portraits of Women” proviene da Comunicare il sociale.
La Coppa America a Napoli, prevista per il prossimo anno, sta sollevando forti criticità riguardo al futuro urbanistico e ambientale dell’area di Bagnoli. Secondo l’analisi del WWF, la manifestazione sportiva rischierebbe di trasformarsi in un pretesto per imporre la realizzazione di un porto turistico permanente, un’infrastruttura finora sempre esclusa dalle pianificazioni ufficiali. Questa scelta determinerebbe la rinuncia definitiva alla bonifica integrale del litorale, sottraendo ai cittadini napoletani la speranza di riappropriarsi di un tratto di mare aperto alla libera balneazione.
Le preoccupazioni espresse dall’associazione ambientalista si concentrano sulla mancanza di trasparenza nelle decisioni strategiche, spesso celate dietro la logica dell’urgenza e della necessità tipiche di una gestione emergenziale. Pur non negando il prestigio e le opportunità economiche legate alla competizione velica, viene sottolineata l’esigenza di non compromettere gli obiettivi storici di risanamento dell’area, frutto di anni di dibattiti e studi approfonditi. Attraverso una nota formale inviata al Presidente della Regione Campania Roberto Fico e al Sindaco di Napoli, il WWF ha chiesto chiarimenti espliciti sulla destinazione d’uso di Bagnoli al termine dell’evento, sollecitando il mantenimento di una pianificazione orientata all’interesse pubblico e al ripristino naturalistico.
Il dibattito richiama precedenti iniziative popolari, come la petizione che chiedeva se fosse preferibile un porto per pochi o una spiaggia per tutti, raccogliendo migliaia di firme per il risarcimento ambientale della città. Fino a tempi recenti, la linea guida per il waterfront di Bagnoli era rappresentata dal bando internazionale UrbaNAture del 2020, i cui progetti vincitori non prevedevano alcun porto tra i due pontili. Al contrario, la visione approvata puntava su un parco naturale e un lungo litorale pubblico che avrebbe occupato circa l’80% delle aree d’intervento. Tale impostazione si basava su studi scientifici di ISPRA e della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che certificavano la fattibilità di una bonifica completa dei suoli e dei fondali.
L’attuale inversione di tendenza viene ricollegata alle disposizioni del decreto legge 60/2024, che ha rimosso l’obbligo di ripristino della linea di costa naturale e semplificato le procedure di valutazione ambientale. Questo mutamento normativo sembra favorire interventi di sola messa in sicurezza invece di una bonifica radicale, con il rischio di rendere irreversibili opere come le scogliere perimetrali e lo scavo dei fondali. Il passaggio da un risanamento totale a una circoscrizione della contaminazione solleva dubbi sulla futura fruibilità dell’area e sulla tutela della salute pubblica, considerando che già nel 2012 Bagnoli fu scartata come sede per la Coppa America proprio per l’incompatibilità tra i tempi dell’evento e le necessità di una bonifica profonda.
Il WWF chiede massima chiarezza sul percorso autorizzativo post-evento. Le concessioni rilasciate per una manifestazione temporanea non possono essere considerate valide per il mantenimento di un porto diportistico permanente, la cui presenza richiederebbe ulteriori infrastrutture e servizi, allontanando definitivamente Bagnoli dalla sua vocazione di bene collettivo e naturale.
L’articolo Coppa America: l’allarme del WWF sul rischio di una speculazione portuale permanente proviene da Comunicare il sociale.