Punti di vista. Online il nuovo numero di Comunicare il Sociale

È uscito il numero di settembre di Comunicare il Sociale, dedicato ai “punti di vista” e alle differenze come fonte di ricchezza culturale e sociale.
Storie, interviste e approfondimenti sul mondo del volontariato e del Terzo settore.
La rivista è disponibile anche nella versione sfogliabile a questo link:
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Alunni con disabilità, l’assistenza negata a Napoli: nuovo incontro in Prefettura

A Napoli, 2000 alunni con disabilità delle scuole di vario ordine e grado attendono ancora oggi assistenza. Da settimane la tensione, come così l’amarezza dei genitori dei ragazzi a cui dedicare attenzione, è palpabile. Dal Comune hanno da tempo comunicato che l’assistenza materiale (di base), consistente nella fornitura di materiale agli studenti portatori di handicap, “nell’accesso nelle aree esterne alle strutture scolastiche e nell’uscita da esse’ ’non sarebbe stata più garantita perché non di propria competenza.  Nel frattempo, 219 lavoratori di Napoli Servizi protestano – diversi i sit-in dinanzi Palazzo San Giacomo nei giorni scorsi – perché contrari al cambio di mansione: non si occuperanno più, salvo improbabili dietrofront, dell’assistenza specialistica degli alunni ma con ogni probabilità avranno mansioni di Osa (Obiettivi specifici di apprendimento) e di collaboratori scolastici. Un cambio che ha indignato le maestranze che parlano apertamente di «mortificazione delle competenze acquisite in decenni di lavoro a scuola».

Differenza tra assistenza e le difficoltà

Il quadro è complesso, cerchiamo di semplificarlo. Nell’ambito dell’assistenza agli alunni con disabilità si distinguono quella materiale (di base) e quella specialistica. La prima, così come spiega la nota 3390 del 30 novembre 2001, a firma dell’allora Ministro dell’Università e della ricerca (Letizia Moratti), è di competenza delle scuole. Quindi a essere investiti della sua organizzazione sono gli Uffici Scolastici Regionali (quello della Campania in questo caso). Della seconda, al contrario, si occupano gli enti locali e cioè i Comuni. A tal proposito si può richiamare il Decreto Interministeriale numero 182 del 29 dicembre 2020, relativamente agli “interventi educativi finalizzati al miglioramento dell’autonomia e alla comunicazione personale dell’alunno in situazioni di handicap’’. Nei decenni, anche a Napoli, spesso il caos l’ha fatta da padrona con una confusione di competenze, a discapito degli alunni e anche l’ente comunale finito nel mirino. Nel tentativo di chiarire la faccenda Luca Fella Trapanese, l’assessore al Welfare dell’amministrazione di Gaetano Manfredi, ha ricordato tramite missiva al Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, Ettore Cinque, come “il giorno 22 marzo (2024 ndr.) negli uffici del nostro Assessorato, alla presenza dell’assessore all’Istruzione Maura Striano, chiarimmo che l’Amministrazione comunale non avrebbe più garantito l’assistenza scolastica materiale (di base) in quanto la stessa è di esclusiva competenza dell’Amministrazione scolastica. In questo senso, anche i dirigenti dell’Area Welfare hanno inoltrato in più occasioni note ai Dirigenti Scolastici: da ultima, quella del 29 maggio, nella quale, richiamata la nota del prefetto di Napoli sul punto, è stato ribadito, ancora una volta, quanto già discusso anche durante la riunione online alla presenza di tutti i dirigenti scolastici e cioè che, a decorrere dall’anno scolastico 2024-2025, questa Amministrazione non avrebbe più garantito l’assistenza materiale (di base) per gli alunni con disabilità’’. In effetti, anche l’ex prefetto di Napoli Claudio Palomba in una nota del 13 dicembre 2023 aveva richiamato la differenza di competenze tra assistenza materiale e specialistica aggiungendo altresì come il “riparto di siffatte competenze, non ha subìto sostanziali innovazioni neppure in occasione dell’entrata in vigore del D.lgs numero 66 del 2017 che – nel richiamare all’articolo 3 la distinzione tra i predetti livelli di assistenza – ha rinviato per una esatta individuazione delle attività esistenziali di competenza statale, al Contratto nazionale di categoria per del personale Ata, il quale, anche nell’ipotesi di contratto per il triennio 2019-2021, sottoscritta il decorso il 14 luglio 2023’’. Tutto chiarito e risolto? Macchè, viste anche le proteste degli ultimi tempi degli operatori di Napoli Servizi i quali, giustamente, reclamano il proprio sacrosanto diritto al lavoro. E, cosa mai da dimenticare, a subire questa situazione sono soprattutto migliaia di alunni in tutta la città che non riescono ancora a respirare l’aria dell’ambiente scolastico e i genitori preoccupati per il sostegno, mancato, ai loro figli.   «Sono state veicolate notizie sbagliate – rincara la dose Trapanese – è l’Amministrazione scolastica a dover provvedere all’assistenza materiale ma abbiamo captato un certo silenzio. La Corte dei Conti ci impone di non pagare la materiale nelle scuole e stiamo tentando di risolvere una situazione ereditata, cioè quella di Napoli Servizi, di cui nessuno si era occupato». Inoltre, chiosa, «ho fatto riunioni con 290 dirigenti scolastici, ho sollecitato l’Ufficio Scolastico Regionale a intervenire sull’assistenza materiale e richiamato quanto anche il prefetto ha ricordato. L’impegno c’è ed è massimo» con la giunta che ha messo a disposizione 6 milioni di euro per l’organizzazione del servizio.

Il bando comunale

Per non dare una sensazione di impasse lo stesso assessore Trapanese ricorda la «pubblicazione di un bando comunale che sarà di alto livello in cui si prevede la presenza di educatori, psicologi, interpreti Lis e Asacom. Non solo: qualora se ne ravvisasse la necessità di sostegno per un bambino a scuola già iniziata, il Comune se ne farà comunque carico ricevendo la domanda e la richiesta di Glo (Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione ndr.). Rispetto al passato, con tale bando, la possibilità di garantire agli alunni l’assistenza specialistica sarà data già nel mese di ottobre e non addirittura a febbraio come capitato in alcuni casi».

Gli operatori di Napoli Servizi

Sulla situazione dei 219 operatori di Napoli Servizi è previsto nel pomeriggio un incontro in Prefettura con i rappresentanti sindacali e dell’amministrazione comunale di Napoli. Margherita Pepe, del sindacato Uap, al tal proposito afferma: «Ci è stato detto che noi non siamo sufficientemente qualificati, ma è un’interpretazione errata. I lavoratori di Napoli Servizi hanno maturato esperienze pluridecennali all’interno della scuola e a orario continuato. Non capiamo del perché dobbiamo ora occuparci di altro. Ci era stato detto – aggiunge Pepe – che saremmo andati a scuola con la qualifica ad esempio di Asacom, poi però qualcosa è cambiato e ancora stentiamo a capire il motivo per cui non ci è stato comunicato per tempo». Anche qui Trapanese ribatte. «Se il bando della specialistica l’avessimo erogato prima, avremmo tagliato di default le gambe agli 200 dipendenti di Napoli Servizi, nell’ambito della rielaborazione della loro storia lavorativa, di inserimento comunali e formazione. Abbiamo sempre rispettato i lavoratori. Il bando triennale precedentemente pubblicato è stato ritirato in autotutela e ripubblicato con una durata annuale». Controreplica Margherita Pepe: «Il bando del Comune, per come è strutturato, non risolverà la situazione. Nelle famiglie degli alunni con disabilità di Napoli c’è tanta sofferenza, visto che il servizio non è ancora partito. Noi operatori di Napoli Servizi pretendiamo delle scuse per come siamo stati trattati. Usciamo, peraltro, da un periodo di ferie forzate che ha inciso anche sull’aspetto economico degli stessi operatori».

La critica di Fish

Daniele Romano, presidente della sezione campana di Fish, Federazione italiana per il superamento dell’handicap, non lesina critiche. «Che l’assistenza materiale dovesse essere garantita unicamente dalle scuole, è noto dal 2001. Anche noi abbiamo chiesto che l’Ufficio Scolastico Regionale si prendesse le proprie responsabilità. È capitato spesso che i lavoratori che dovessero occuparsi dell’assistenza specialistica si occupassero anche di quella materiale. Le scuole in cui è successo, possono anche essere condannate a risarcimenti». Per Romano «il Comune di Napoli ha fatto bene a spingere nel chiarire quali siano le sue competenze e quali quelle di altri enti».

di Antonio Sabbatino

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Al via la nuova edizione di “Scuola e Volontariato”. Adesioni aperte per associazioni e istituti scolastici

Giunge alla XVIII edizione “Scuola e Volontariato”, il progetto di CSV Napoli che ha l’obiettivo di avvicinare i giovani alla solidarietà, promuovere l’impegno civico e la responsabilità sociale, favorendo, attraverso la connessione tra scuole e associazioni, la nascita e lo sviluppo di una comunità educante.

L’iniziativa si rivolge ad un gruppo di 20 – 25 studenti motivati a conoscere e ad avvicinarsi al mondo del volontariato, per incentivare la loro disponibilità ad entrare in contatto e conoscere le realtà associative del proprio territorio. Si tratta di valorizzare il ruolo del volontariato come agenzia educativa, come luogo che permette l’acquisizione di competenze trasversali e competenze chiave di cittadinanza, come strumento di partecipazione per la crescita civile e responsabile delle nostre comunità.

La partecipazione è, come sempre, gratuita.

Le scuole medie superiori di I e II grado della città metropolitana di Napoli che vogliono partecipare al progetto per l’annualità 2024-2025 possono aderire compilando l’apposito form online entro il prossimo 20 ottobre 2024.

Nel form è anche possibile indicare l’abbinamento dell’Istituto Scolastico con un Ente di Terzo settore del territorio (ODV – Organizzazione di Volontariato o APS – Associazione di Promozione Sociale) con il quale si desidera collaborare. Laddove non fosse indicato, sarà CSV Napoli ad individuare un’associazione da affiancare alla scuola tra quelle che chiederanno di aderire al progetto.

CSV Napoli accoglierà le richieste di adesione degli Istituti Scolastici fino ad esaurimento del budget annuo previsto per questo progetto. Le scuole che faranno richiesta saranno contattate successivamente per firmare apposita convenzione propedeutica all’avvio delle attività.

 

Anche le Associazioni, come ogni anno, sono chiamate ad aderire all’edizione 2024-2025 per contribuire a rafforzare quel legame tra scuole, Terzo settore e comunità, necessario, oggi più che mai, a promuovere la responsabilità sociale, diffondere la cultura della solidarietà e sensibilizzare al rispetto per i Beni comuni.

Aderendo al progetto le associazioni si impegnano a realizzare 4 incontri con il gruppo di studenti e a partecipare con i loro referenti e volontari ad un incontro di coprogettazione delle attività pratiche da realizzare con i ragazzi.

Il periodo di svolgimento delle attività è compreso tra febbraio e maggio 2025.

Le associazioni interessate a partecipare al progetto possono aderire compilando l’apposito form online entro e non oltre il 22 novembre 2024.

Nel form di adesione viene richiesto di fare una proposta dettagliata dell’attività in cui si intende coinvolgere i giovani (dove sarà realizzata, con quali modalità di coinvolgimento, in quali tempi, ecc) e di indicare un Istituto Scolastico con il quale si intende collaborare. Laddove non fosse indicato l’abbinamento con una scuola e verificata la disponibilità dell’ente a realizzare il progetto in territori diversi da quello in cui opera quotidianamente, sarà cura di CSV Napoli provvedere al matching scuola-associazione.

 

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The world of Bansky: a Napoli la mostra dello street artist britannico. Sconti esclusivi per i possessori della Volontariato Card

La città di Napoli si prepara a ospitare una delle mostre più attese dell’anno, The World of Banksy – The Immersive Experience, che si terrà dall’11 ottobre 2024 al 4 maggio 2025 presso l’Arena Flegrea indoor, alla Mostra d’Oltremare.

Dopo aver riscosso un incredibile successo in città come Barcellona, Milano, Parigi, Praga, Bruxelles, Lisbona, Budapest, Cracovia e Dubai, con oltre 2 milioni di visitatori, The World of Banksy approda, ora, a Napoli. Una mostra, unica nel suo genere, che trasformerà l’Arena Flegrea indoor in uno spazio magico, un viaggio emozionante e stimolante attraverso l’universo del misterioso artista britannico, celebre per la sua presa ironica su temi politici e sociali. Saranno presentate più di 120 opere, tra cui graffiti, fotografie, installazioni e stampe su vari materiali come tela, tessuto, alluminio, forex e plexiglass, appositamente riprodotte e raccolte per questa esposizione.

I possessori della Volontariato Card, il progetto di CSV Napoli che valorizza i volontari, i professionisti e le imprese che si impegnano in partnership a valore strategico per promuovere la responsabilità sociale e contribuire allo sviluppo di un modello di economia civile, riceveranno uno sconto esclusivo.

Esibendo la Volontariato Card al momento dell’acquisto in cassa si avrà diritto alla seguente agevolazione sul prezzo del biglietto:
–Adulti €10 anziché €14.50 (giorni infrasettimanali dal mercoledì al venerdì)
–Adulti €12 anziché €16.50 (sabato, domenica e festivi)

Se la tua associazione non ha ancora richiesto la Volontariato Card per i suoi volontari…può farlo cliccando qui

Per maggiori informazioni
www.theworldofbansky.it
info@theworldofbanksy.it
+39 331 784 1330

Chi è Bansky?
Banksy è considerato uno tra i maggiori esponenti della Street Art contemporanea, sicuramente il più popolare. L’artista e writer britannico, di età compresa tra i 45 e i 50 anni, è riuscito a mantenere segreta la sua identità. A partire dagli anni Novanta, i suoi graffiti, realizzati con la tecnica dello stencil, sono apparsi in spazi pubblici di tutto il mondo, da Londra a New York, da Berlino a Tokyo, e in molte città italiane, come Venezia, luoghi comunque animati da profonde contraddizioni. Critico nei confronti della cultura pop, della politica e dell’establishment artistico, la geniale ribellione di Banksy è abbracciata da figure influenti come Christina Aguilera, che colleziona le sue opere, e Justin Bieber che si tatua Girl with Balloon. La sua influenza supera i confini convenzionali dell’arte. Ha contribuito a consolidare il potere della Street Art all’interno del mercato internazionale dell’arte, e nonostante sia contrario alla commercializzazione dei suoi lavori, questi raggiungono prezzi stratosferici alle aste, guadagnandogli un posto nella lista delle 100 persone tra le più influenti del 2010 secondo Time Magazine, accanto a icone culturali come Barack Obama, Steve Jobs e Lady Gaga. Nel 2018, l’asta di Girl with Balloon è diventata sensazionale quando l’opera si è autodistrutta subito dopo essere stata venduta per 1,2 milioni di euro. Nel 2019, Devolved Parliament è stato venduto per 11,1 milioni di euro da Sotheby’s. Banksy ha anche utilizzato la sua arte per scopi filantropici, donando i proventi della vendita di Mediterranean Sea View 2017 a un ospedale palestinese. La sua reinterpretazione dell’opera di Monet, Show Me the Monet, è stata venduta per 8,4 milioni di euro nel 2020. Nel marzo 2021, Game Changer, dedicato all’NHS, ha raggiunto quasi 20 milioni di euro, con proventi a favore del servizio sanitario britannico. Nell’ottobre del 2021, Love is in the Bin, la Girl with Balloon stracciata, ha stabilito un nuovo record con 21,6 milioni di euro. L’acquirente di questa opera d’arte da record rimane sconosciuto. Importanti istituzioni museali come il British Museum, la Tate Modern e il Louvre hanno esposto i suoi lavori. E alla domanda se la Street Art potesse essere esposta in musei o gallerie, Bansky ha risposto autorizzando nel 2023, per la prima volta dopo 14 anni, una sua esposizione alla Gallery of Modern Art di Glasgow. Tra gli ultimi murales da lui rivendicati, c’è quello apparso a marzo 2024 a Finsbury Park, nell’area nord della capitale inglese, dove una ragazza brandisce un tubo che spruzza vernice verde a ricreare illusoriamente, la chioma di un albero spoglio che gli sta di fronte, un chiaro messaggio ambientalista.

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Aperto il bando per il secondo ciclo di Audiovisual Napoli Hub. Riparte il percorso gratuito di formazione professionale nel cinema e nell’audiovisivo destinato a giovani NEET

Dopo il successo della prima edizione, che ha visto la partecipazione di oltre 100 candidati, prende il via a Napoli il secondo ciclo di Audiovisual Napoli Hub, il percorso di formazione professionale, completamente gratuito, nel settore della produzione audiovisiva e cinematografica, destinato a giovani a rischio di marginalità sociale, culturale ed economica, dai 18 ai 29 anni, residenti nei Comuni della Città Metropolitana di Napoli.

Promosso da Altra Napoli EF e Apogeo ETS, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, e con la partnership delle associazioni Amici di Peter Pan, Il Grillo Parlante Onlus, IPE e Sanitansamble EF, Audiovisual Napoli Hub prosegue nel suo obiettivo di offrire, nel capoluogo campano, una concreta opportunità di formazione e inserimento professionale nel settore audiovisivo, coinvolgendo, in quattro edizioni, un totale di 80 giovani NEET e 20 studenti del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II.

 Il progetto si avvale del prezioso supporto di aziende e fondazioni private: Fondazione CON IL SUD, che aveva già raddoppiato i contributi raccolti, Fondazione CDP, Fondazione Bracco, Reale Foundation, Fondazione Haiku Lugano, UniCredit, Entain Foundation, Cesare Attolini.

Un elemento centrale del percorso restano le masterclass e le esperienze professionali presso importanti realtà nazionali e internazionali del settore culturale, artistico e audiovisivo. I partecipanti al primo ciclo del corso, che si è appena concluso, sono ormai in partenza per i tirocini presso aziende partner del progetto: alcuni di loro hanno già partecipato a eventi prestigiosi come l’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, realizzando video storytelling nell’ambito di una delle manifestazioni più importanti del mondo; altri hanno iniziato tirocini professionalizzanti presso realtà del territorio.

 I lavori realizzati dai partecipanti della prima edizione, sono visionabili sul sito e sui canali social ufficiali del progetto.

Tra le aziende partner, Prime Video offrirà opportunità di stage sui set di future produzioni locali Amazon Original e, insieme a Sky, Netflix e Cinecittà, contribuirà all’offerta didattica attraverso masterclass di alto livello formativo, tenute da alcuni dei loro executives, aperte anche agli studenti universitari. Questa seconda edizione coinvolgerà anche nuovi partner di rilievo, i cui nomi saranno annunciati presto. Grandi realtà che contribuiranno ad ampliare il network, arricchendo ulteriormente l’offerta formativa e le opportunità professionali per i partecipanti.

Il progetto, patrocinato da Rai e dal Comune di Napoli, continuerà ad essere valorizzato dal sostegno della Film Commission Regione Campania e del Cohousing Cinema del Comune di Napoli, oltre che dalla partecipazione di altre prestigiose istituzioni e aziende che operano nel mondo della cultura e dell’audiovisivo, come Accademia di Belle Arti di Napoli, Accademia Teatro alla Scala, Confindustria Radio Televisioni, Teatro di San Carlo, Teatro Bellini e Upside Production.

Audiovisual Napoli Hub risponde alla crescente domanda di professionisti nel settore audiovisivo in Campania formando, attraverso docenti ed esperti di fama nazionale e internazionale, figure professionali come operatori di ripresa, montatori video, videomaker, fonici di presa diretta e sound designer.

Il percorso formativo si articolerà come sempre in cicli di lezioni frontali e masterclass tenute da esperti del settore e si svolgerà nei 200 mq di spazi riqualificati e messi a disposizione dal Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II in vico Monte della Pietà, nel centro storico di Napoli.
Il programma prevede, al termine del percorso, l’assegnazione dell’Open Badge Audiovisual Napoli Hub, rilasciato dall’Università degli Studi di Napoli Federico II e riconosciuto a livello internazionale. 
Il bando resterà aperto fino al 1° ottobre 2024.
Tutti i dettagli e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale www.audio-visual.it.

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