Il cardinale di Napoli sui conflitti che stanno devastando il pianeta: “fermatevi, restituite il futuro”

Lettera di don Mimmo Battaglia rivolta ai “mercanti di morte”. Un intervento che invita a riflettere e lancia un grido di allarme.

Ai mercanti della morte,
a voi che fate affari con il sangue degli uomini,
a voi che contate i profitti mentre le madri contano i figli,
a voi che chiamate “strategia” ciò che il Vangelo chiama scandalo,
rivolgo parole che non nascono dalla diplomazia, ma dalla ferita.

Vi scrivo da questa terra che trema.
Trema sotto i passi dei poveri,
sotto il pianto dei bambini,
sotto il silenzio degli innocenti,
sotto il rumore feroce delle armi che avete costruito, venduto, benedetto dal vostro cinismo.
Vi scrivo mentre il mondo sembra aver imparato di nuovo il linguaggio di Caino.
Quel linguaggio antico e terribile che domanda:
“Sono forse io il custode di mio fratello?”
E invece sì, lo siamo.
Lo siamo tutti.
E voi, più di altri, perché avete scelto non soltanto di voltare lo sguardo, ma di trarre guadagno dalla
ferita del fratello.

Ci sono notti, in questo tempo, in cui l’umanità sembra smarrirsi.
Notti lunghe, dove il cielo non consola e la terra restituisce soltanto macerie.
Eppure proprio lì, nel cuore della notte, il Vangelo continua a ostinarsi.
Continua a dire che nessun uomo è nato per essere bersaglio.
Che nessun bambino ha il destino della polvere.
Che nessuna madre deve imparare a riconoscere il figlio da un brandello di stoffa.
Che la pace non è una debolezza da deridere, ma la forma più alta della forza.
Voi fate il contrario del pane.
Il pane si spezza per sfamare.
Le armi spezzano i corpi per affamare il futuro.
Il pane mette gli uomini a tavola.
Le armi scavano fosse, svuotano case, allungano tavole senza commensali.
Il pane ha il profumo delle mani.
Le armi hanno l’odore freddo dei bilanci.
E ditemi: come fate?
Come riuscite a dormire sapendo che dietro ogni contratto c’è una carne aperta?
Che dietro ogni firma c’è una scuola svuotata, un ospedale abbattuto, un volto cancellato?
Come fate a chiamare “mercato” ciò che, davanti a Dio, ha il nome più semplice e più terribile:
peccato?

Non vi parlo da giudice.
Non ho tribunali da aprire.
Vi parlo da uomo e da pastore.
Da credente ferito dalla ferocia dei tempi.
Da vescovo che sente nelle viscere il grido di Cristo ancora crocifisso nei popoli umiliati, nelle città
devastate, nei corpi senza nome che il mare restituisce e la guerra nasconde.
Perché il Crocifisso oggi ha le mani dei civili sepolti sotto le bombe.
Ha gli occhi sbarrati dei bambini che non sanno dare un nome all’orrore.
Ha il volto delle donne che stringono fotografie invece di abbracciare figli.
Ha la sete dei profughi, la paura dei vecchi, il tremore di chi non ha più una casa e nemmeno una
lingua per raccontare il dolore.

E voi, mercanti della morte, continuate a passare sotto quella croce come passarono un giorno i
soldati, spartendovi le vesti del condannato.
Solo che oggi non tirate a sorte una tunica:
tirate a sorte interi popoli.
Scommettete sulle frontiere, sui rancori, sulle escalation, sugli equilibri armati.
E intanto chiamate pace la paura, chiamate ordine il dominio, chiamate sicurezza la minaccia
permanente.
Ma non c’è sicurezza dove si semina morte.
Non c’è futuro dove si educano i giovani al sospetto.
Non c’è giustizia se la ricchezza di pochi si fonda sul lutto di molti.
E non ci sarà pace finché la guerra resterà un investimento accettabile.

Il Vangelo, invece, non tratta.
Il Vangelo non benedice le industrie della distruzione.
Il Vangelo non si abitua ai morti.
Il Vangelo non sopporta che il dolore diventi statistica e che i massacri si consumino dentro il
commento stanco di un notiziario.
Il Vangelo mette un bambino al centro.
Sempre.
E quando un bambino è al centro, tutte le vostre ragioni crollano.
Crollano le dottrine militari, le alleanze opportunistiche, le giustificazioni geopolitiche, i linguaggi
tecnici con cui nascondete la vergogna.
Perché davanti a un bambino ucciso non esiste più destra o sinistra, oriente o occidente, amico o
nemico:
esiste solo l’abisso.
Io vi chiedo, allora, non solo di fermarvi.
Vi chiedo di convertirvi.
Sì, convertirvi.
Parola antica, parola scandalosa, parola necessaria.
Convertirsi significa smettere di pensare che tutto abbia un prezzo.
Significa riconoscere che la vita umana è sacra, o non sarà più umana.
Significa uscire dalla logica del profitto per entrare in quella della custodia.
Significa avere il coraggio, finalmente, di perdere denaro per salvare uomini.

Abbiate un sussulto.
Uno solo, ma vero.
Lasciate che vi raggiunga il pianto che avete tenuto fuori dalle vostre stanze.
Lasciate entrare il nome dei morti nei vostri consigli di amministrazione.
Lasciate che una madre vi venga a disturbare i conti.
Lasciate che il Vangelo vi rovini la quiete.
Perché non c’è pace senza disarmo del cuore,
e non c’è disarmo del cuore finché la mano resta aggrappata al profitto.
La guerra non comincia quando cade la prima bomba.
Comincia molto prima:
quando il fratello diventa un ostacolo,
quando il povero diventa irrilevante,
quando la compassione viene giudicata ingenua,
quando l’economia smette di servire la vita e decide di usarla.
Eppure io non vi scrivo per consegnarvi alla disperazione.
Vi scrivo perché persino per voi esiste una strada.
Dio non smette di bussare nemmeno alle porte più blindate.
Anche per voi c’è una possibilità di riscatto.
Anche per voi c’è un Venerdì Santo che può aprirsi alla Pasqua.
Ma dovete scendere.
Scendere dai piedistalli del potere, dai linguaggi che assolvono, dalle stanze dove la morte viene
progettata senza odore e senza volto.

Dovete tornare uomini.
Prima che dirigenti, azionisti, strateghi, intermediari: uomini.
Uomini capaci di vergogna, e quindi di verità.
Io sogno il giorno in cui le vostre fabbriche cambieranno vocazione.
In cui il ferro non diventerà proiettile ma aratro,
in cui l’ingegno non servirà a perfezionare l’offesa ma a custodire la vita,
in cui i capitali saranno spesi per curare, istruire, ricostruire, accogliere.
Sogno il giorno in cui la parola “profitto” non farà più rima con “funerale”.
E so che qualcuno sorriderà, chiamando tutto questo ingenuità.
Ma l’unica vera ingenuità, oggi, è credere che la guerra salvi.
L’unica vera follia è pensare che si possa continuare a incendiare il mondo senza bruciare con esso.
L’unico realismo possibile, ormai, è la pace.
Per questo vi affido una domanda che non vi lascerà in pace, spero:
quanto sangue vi basta?
Quanto dolore deve ancora attraversare la storia perché comprendiate che state trafficando non con
merci, ma con figli, con madri, con volti, con carne amata da Dio?
Fermatevi.
Prima che sia troppo tardi per i popoli.
Prima che sia troppo tardi per voi.
Fermatevi, e ascoltate il Vangelo della pace, che non urla ma insiste, che non schiaccia ma converte,
che non umilia ma chiama per nome.
Ascoltate Cristo, disarmato e vero, che continua a dire:
“Beati gli operatori di pace.”

Non i calcolatori di guerra.
Non i garanti dell’equilibrio armato.
Non i venditori di paura.
Gli operatori di pace.
Il mondo ha bisogno di mani che rialzino, non di mani che armino.
Ha bisogno di coscienze sveglie, non di profitti ciechi.
Ha bisogno di profeti, non di mercanti.
E noi, Chiesa del Vangelo, non taceremo.
Non per ideologia, ma per fedeltà.
Non per ingenuità, ma per obbedienza a Cristo.
Non perché ignoriamo la complessità della storia, ma perché conosciamo il valore infinito di ogni
vita.
A voi, mercanti della morte, dico dunque l’ultima parola non come condanna, ma come supplica:
restituite il futuro.
Restituite il respiro.
Restituite i figli alle madri, i padri alle case, i sogni alla terra.
Restituitevi alla vostra umanità.
La pace vi giudicherà.
Ma, se lo vorrete, la pace potrà ancora salvarvi.
Con dolore, con speranza, con il Vangelo tra le mani.”

 

† don Mimmo Card. Battaglia

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Sport e inclusione, protocollo tra il Garante dei disabili della Campania e Libertas

Promuovere la pratica sportiva tra le persone con disabilità come strumento di inclusione, autonomia e benessere. È con questo obiettivo che il Garante dei Diritti delle Persone con Disabilità della Regione Campania, l’avvocato Paolo Colombo, ha sottoscritto un protocollo d’intesa con il Centro Nazionale Sportivo Libertas Aps, storico ente di promozione sportiva attivo dal 1945, rappresentato dal legale rappresentante pro tempore Andrea Pantano.

L’accordo punta a rafforzare l’accesso allo sport per le persone con disabilità, riconoscendone il valore non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico e sociale. L’attività sportiva, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale per favorire l’autostima, il benessere psicofisico, l’autonomia personale e la piena partecipazione alla vita della comunità.

Nel primo anno di collaborazione, Libertas si impegna a garantire una serie di condizioni agevolate rivolte alle associazioni e agli atleti coinvolti nel progetto. In particolare è previsto il tesseramento gratuito per tutti gli atleti e i soci con disabilità iscritti alle associazioni partner. A questo si aggiunge una tutela assicurativa agevolata, con polizze a prezzi scontati per i volontari e coperture specifiche di responsabilità civile verso terzi per le associazioni sportive dilettantistiche e le realtà del terzo settore che prenderanno parte alle attività.

Il protocollo prevede inoltre un supporto tecnico dedicato alle associazioni, con procedure di affiliazione semplificate e consulenza per l’organizzazione di eventi sportivi inclusivi, con l’obiettivo di favorire la partecipazione e l’abbattimento delle barriere che ancora limitano l’accesso allo sport per molte persone con disabilità.

«La pratica sportiva – sottolinea il Garante Paolo Colombo – rappresenta uno strumento fondamentale per promuovere inclusione e pari opportunità. L’auspicio è che sempre più persone con disabilità possano cogliere questa opportunità e che altri operatori del settore vogliano intraprendere iniziative analoghe, che saranno certamente sostenute».

Per informazioni e adesioni è possibile contattare Pietro Esposito, consigliere nazionale Libertas e referente per la disabilità e l’inclusione, all’indirizzo email pietro.esposito@libertasnazionale.it oppure al numero 3318508309.

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TuttiColori cerca volontari per attività di doposcuola

L’associazione napoletana TuttiColori cerca nuovi volontari per le sue attività pomeridiane.

L’organizzazione di volontariato, fondata da Suor Lucia Sacchetti – che purtroppo nell’ultimo periodo non più è più a Napoli – ha sede nel cuore del Rione Sanità a Napoli, in Vico Palma, e ospita circa un centinaio di bambini e ragazzi per attività di doposcuola, creatività e esercizio motorio.

Mentre al mattino gli educatori e i volontari tengono lezioni di italiano a stranieri provenienti da Sri Lanka, Ucraina e Capo Verde, il pomeriggio Casa TuttiColori di Vico Palma e le altre due sedi dislocate, ovvero l’Ozanam a Piazzetta San Severo a Capodimonte e il piccolo “basso” di Via Cinesi (luogo che la Diocesi ha affidato all’associazione in quanto bene confiscato alla camorra), si riempiono di bambini di scuola primaria e ragazzi della secondaria che chiedono di essere supportati nello svolgimento dei compiti.

E’ proprio per quest’attività pomeridiana di aiuto scolastico che TuttiColori cerca nuove risorse che a titolo volontaristico dedichino il loro tempo e le loro competenze.

Nonostante non sia richiesta una particolare formazione, essere educatori – spiega la referente Isabella Sacco- è sicuramente preferibile. «Così come sarebbe perfetto avere tutor volontari che abbiano competenze nell’educazione motoria perché nel chiostro della sede di Piazzetta San Severo a Capodimonte c’è spazio sufficiente affinché i ragazzini possano svolgere ginnastica in sicurezza, dopo essersi impegnati nei doveri di scuola» aggiunge la docente che da anni assieme a colleghi in attività e in pensione e a giovani studenti liceali e universitari prestano servizio volontaristico di tutoraggio per il doposcuola.

L’associazione, sul territorio dal 2011, prima come progetto “Amici di Stefano”, dedicato al giovane napoletano prematuramente scomparso che in tutta la sua gioventù ha dedicato tempo ed energie ai ragazzi del rione Sanità, e poi dal 2012 come TuttiColori, svolge un ruolo chiave per tantissime famiglie perché consente a tanti bambini di essere impegnati e supportati in luogo protetto che permette loro di svagarsi con coetanei ma soprattutto impegnarsi proficuamente tra i banchi di scuola, in un quartiere dove la dispersione scolastica è ancora elevata.

Per potersi candidare inviare mail a info@tutticolori.it

di Emanuela Nicoloro

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“EDUCHIAMO AL RISPETTO”, NEI LUOGHI DELLA CULTURA CAMPANI LA SFIDA CONTRO IL BULLISMO

Nei luoghi della cultura la bellezza diventa educazione al rispetto, un vero e proprio antidoto al bullismo. Parte da qui “Educhiamo al Rispetto. Insieme contro il Bullismo” (L.R. n.11/2017), il ciclo di nove incontri performativi promossi dalla Regione Campania nell’ambito del progetto “Prevenzione e contrasto al fenomeno del Bullismo e Cyberbullismo” e realizzati da Scabec.

 

Dal 14 marzo al 16 maggio l’iniziativa farà tappa in alcuni dei principali luoghi della cultura regionale – il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, la Reggia di Caserta, la Pinacoteca Provinciale di Salerno, il Museo del Sannio di Benevento e il Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino, che hanno collaborato alla realizzazione degli incontri – trasformati per l’occasione in spazi di confronto e partecipazione dedicati alle famiglie e alla rete educativa delle scuole secondarie di primo e secondo grado della Campania.

 

Il ciclo sarà inaugurato sabato 14 marzo alle ore 10, presso l’Auditorium del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ai saluti istituzionali di Francesco Sirano, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, seguiranno gli interventi di Ninni Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania, e Andrea Morniroli, assessore alle Politiche sociali e alla Scuola della Regione Campania, a conferma dell’impegno dell’amministrazione regionale nel rafforzare le politiche di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo e nel sostenere la crescita educativa, sociale e psicologica dei minori.

 

Seguirà l’incontro performativo Anticorpi di Conoscenza su bullismo e cyberbullismo, a cura della Cooperativa sociale L’Isola che c’è, che unisce informazione scientifica e performance artistica attraverso linguaggi multidisciplinari e una resa scenica dal vivo. Relatoriattorimusicistiartisti e professionisti del digitale dialogheranno con il pubblico sui fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, alternando interventi e momenti performativi. L’obiettivo è creare uno spazio di ascolto, visione e riflessione condivisa, trasformando l’incontro in un’esperienza partecipata, immersiva ed esperienziale.

 

A chiudere ogni appuntamento, una visita guidata alle collezioni o alle mostre del museo ospitante, a suggellare una collaborazione attiva con le istituzioni culturali coinvolte: luoghi in cui la bellezza diventa strumento educativo e può insegnare, attraverso l’esperienza diretta, gentilezza, rispetto e senso di comunità.

 

Gli incontri, tre a Napoli, due a Salerno, due a Caserta, uno a Benevento e uno ad Avellino, intendono offrire strumenti concreti di informazione e formazione, promuovere una riflessione condivisa sui comportamenti a rischiorafforzare il ruolo delle famiglie e diffondere una cultura del rispetto e della responsabilità, anche negli ambienti digitali.

 

La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria sulla piattaforma Eventbrite disponibile sul sito www.scabec.it, fino a esaurimento posti.

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Paralimpiadi Milano-Cortina 2026: al via dieci giorni di sport e inclusione

Si accendono oggi i riflettori sulle Paralimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026. La cerimonia di apertura, in programma questa sera all’Arena di Verona, segna l’inizio ufficiale della XIV edizione dei Giochi paralimpici invernali, che fino al 15 marzo porteranno in Italia centinaia di atleti provenienti da tutto il mondo.

Per la prima volta nella storia dei Giochi, l’apertura si svolgerà in un luogo simbolo del patrimonio culturale italiano come l’Arena di Verona, scelta che sottolinea il valore non solo sportivo ma anche sociale e culturale dell’evento.

Saranno oltre 650 gli atleti impegnati nelle sei discipline previste dal programma: sci alpino, snowboard, sci di fondo, biathlon, hockey su ghiaccio paralimpico e curling in carrozzina. Le gare si svolgeranno tra Milano, Cortina d’Ampezzo e la Val di Fiemme, con 79 titoli paralimpici in palio.

Ma le Paralimpiadi sono molto più di una competizione sportiva. Rappresentano da anni uno dei più importanti momenti di visibilità per lo sport paralimpico e per il tema dell’inclusione, mettendo al centro il talento e la determinazione degli atleti con disabilità.

L’edizione di Milano-Cortina arriva inoltre in un anno simbolico per il movimento paralimpico, che celebra il cinquantesimo anniversario dei Giochi invernali. Un appuntamento che, ancora una volta, trasforma lo sport in uno strumento potente di partecipazione, diritti e cambiamento culturale.

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La Polizia Metropolitana di Napoli sequestra 4 attività irregolari e 40 veicoli controllati per 3mila euro di sanzioni al Codice della Strada

Gli agenti e i funzionari della Polizia metropolitana di Napoli (GAIA -Gruppo analisi e investigazioni ambientali) hanno eseguito quattro sequestri di attività produttive, accertando gravi violazioni in materia di gestione dei rifiuti, scarichi e tutela dell’ambiente.

I sequestri per violazioni ambientali

Nel Comune di Casola di Napoli, nell’ambito delle operazioni di polizia ambientale programmate per i giorni di Alto Impatto, gli agenti hanno sottoposto a sequestro l’attività di un gommista, accertando lo stoccaggio di rifiuti in assenza di autorizzazione, nonché lo scarico di reflui nella rete fognaria senza i prescritti titoli abilitativi. Il secondo sequestro ha interessato tre locali annessi a un’attività artigianale di fabbro, all’interno dei quali erano stoccati, in modo del tutto irregolare, rifiuti pericolosi e non pericolosi. Anche in questo caso gli operatori non erano in possesso di alcuna autorizzazione. Ai sequestri di ieri 5 marzo si aggiungono quelli già eseguiti nel corso delle precedenti giornate di Alto Impatto, che hanno interessato altri due comuni dell’area metropolitana. A Pimonte è stata sequestrata un’officina meccanica per scarico non autorizzato di reflui e stoccaggio abusivo di rifiuti. A Lettere, invece, il provvedimento ha colpito un’autocarrozzeria nella quale sono state rilevate ben tre violazioni: assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, scarico in fogna senza titolo e abbandono incontrollato di rifiuti.

I controlli alla circolazione stradale

In parallelo alle attività di polizia ambientale, gli agenti e i funzionari della Polizia ambientale hanno effettuato controlli sulla circolazione stradale, verificando complessivamente 40 veicoli. Le irregolarità accertate hanno portato all’irrogazione di sanzioni per violazioni al Codice della Strada per un importo complessivo di circa 3.000 euro

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