IPVP 2026: fotografia, video e stampa al polo fieristico di Caserta
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Parafrasando il celebre titolo di Elsa Morante col quale la scrittrice romana sperava che l’ allegria, la creatività e la purezza dei ragazzini avrebbe salvato il mondo, il prestigioso Premio a lei intitolato, nell’anno del suo quarantesimo anniversario, sceglie come filo conduttore quello de “I ragazzini salvati dal mondo”, con l’auspicio che la lettura, la formazione, la cultura possano proteggere i ragazzi da un mondo che appare sempre più malato, violento, limitato, crudele.
La giuria del prestigioso Premio, presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco Cerbo, Enzo Colimoro, Lino Guanciale, David Morante, Tiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio Parlati, Alfredo Rapetti Mogol, Fiorenza Sarzanini, Teresa Triscari, ha decretato all’unanimità i tre libri vincitori delle sezioni del Premio Elsa Morante Ragazzi, che saranno letti, da migliaia di giovani in Italia e nel mondo che costituiscono la rete del Morante. Si tratta di: Matteo Bussola, con “Il talento della rondine” (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con “Sandro libera tutti ” (Rizzoli), è Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con “L’amore mio non muore” (Einaudi) vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l’impegno civile. Tre autori che, con linguaggi e percorsi diversi, offrono ai giovani lettori storie capaci di illuminare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro.
Circa diecimila ragazzi potranno leggerli e scegliere il libro preferito che si aggiudicherà l’ulteriore Premio Elsa Morante Scuole. Per i gruppi di lettura italiani e esteri è ancora possibile, fino alla fine di marzo, iscriversi a far parte di questa giuria, mandando una mail di adesione a: associazionepremioelsamorante@
Nei prossimi giorni e fino al Premio la giuria annuncerà i vincitori delle altre sezioni.
Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento conclusivo che si terrà il 12 maggio presso il Teatro Diana, a Napoli. Per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante.
L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki Notarbartolo; Gilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetto stampa è Lisa Terranova.
Quarant’anni di letteratura che parla ai ragazzi e costruisce il futuro.
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L’associazione A.I.T.F. Associazione Nazionale Trapiantati di Fegato vede nascere la sua delegazione campana nel 2000 per volontà di alcuni trapiantati che dopo esseri operati in vari ospedali in giro per la penisola volevano creare anche nella propria regione un presidio per sostenere tutti i pazienti trapiantati o in procinto di esserlo.
La sezione campana di A.I.T.F. porta avanti con tanti volontari attività presso l’ospedale Cardarelli di Napoli nel padiglione D, dando supporto operativo e sostegno psicologico a chi vive il percorso verso il trapianto.
Ma servono costantemente nuove risorse che a titolo volontaristico diano un aiuto. «Cerchiamo volontari che ci diano una mano su tre diversi fronti. Il primo è basilare ed è di segretariato nella nostra sede al Cardarelli; il secondo è di lavoro psicologico, di vicinanza verso tutti quelli che ce ne fanno richiesta durante il lungo iter verso l’operazione e in ultimo un reale aiuto nel reparto ospedaliero nel quale cerchiamo di dare quotidiano supporto nella gestione del traffico di pazienti dando informazione e fattivo supporto a chi lavora nel reparto. Non abbiamo competenze infermieristiche ma il nostro sostegno morale fa tantissimo, avendo noi già vissuto già l’esperienza dell’attesa e del post operazione» sostiene Carmela, Presidente dell’associazione, trapiantata di fegato nell’ospedale di Torino ormai da oltre 30 anni.
L’impegno che l’associazione richiede è modulabile in base agli impegni personali e lavorativi ed è certamente elastico.
A questo apporto, presso l’ospedale, a contatto diretto con questa particolare tipologia di pazienti, l’associazione affianca parallelamente anche attività di informazione, nel tentativo di incrementare il numero di donatori di organi e far diffondere maggiormente una reale cultura della donazione.
Periodicamente, proprio per supportare campagne informative e di comunicazione tematica, i referenti dell’associazione partecipano ad incontri pubblici nelle scuole e nelle piazze per sensibilizzare sull’argomento e prendere dichiarazioni di volontà di donazione degli organi. «Anche in queste occasioni di incontro la presenza dei volontari è essenziale» spiega ancora la responsabile della delegazione.
Per candidarsi come volontario è necessario scrivere una mail a aitfcampania@libero.it
di Emanuela Nicoloro
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L’articolo Talenti e lavoro nel Mezzogiorno: all’IPE la presentazione del libro “Lavorare al Sud è IMpossibile” proviene da Comunicare il sociale.
“L’immunologia è un campo multidisciplinare per eccellenza. Le ultime scoperte in tutti gli ambiti oncologico, ematologico, neurologico, sia in termini diagnostici che terapeutici, hanno portato veramente a una rivoluzione e ad oggi diventa davvero fondamentale l’interazione tra i vari protagonisti della ricerca, dell’assistenza clinica quotidiana, degli immunologi in tutte le sue sfaccettature”. Così Andrea Del Mastro, responsabile della Immunologia e malattie disreattive nella UOC Medicina 1 dell’ospedale Cardarelli di Napoli, spiega le vie esaminate oggi nell’ospedale nella giornata di approfondimento “Escape Immunology”, organizzata da lui con il dottor Marco Laccetti, ex primario. Nella giornata, aperta da Massimo Costa, direttore del dipartimento Polispecialisti del Cardarelli e Orfeo Mazzarella, senatore che è nella commissione “Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale” e che ha proposto l’idea di realizzare un codice di triage specifico per i pazienti con malattia rara già diagnosticata, per migliorare il percorso di tali pazienti anche nel setting dell’emergenza.
La giornata è andata avanti tra molti medici del Cardarelli ma anche dell’Ospedale Pediatrico Santobono e del Policlinico di Napoli, parlando delle esperienze e dei passi avanti nei farmaci, come spiega Del Mastro: “tra i temi affrontati oggi – spiega – è la malattia Igg4, una forte sfida per gli immunologi e per tutte le branche di stampo internistico, una patologia che può interessare veramente tutti gli organi e su cui stiamo lavorando, creando un team multidisciplinare e grazie al quale siamo riusciti anche a impiegare per la prima volta un farmaco che è il primo che è stato realizzato con la finalità specifica di curare questa malattia rara. E’ un farmaco già approvato negli Usa ed è in corso l’iter per l’autorizzazione nell’UE. E’ già commercializzato per altri usi e noi l’abbiamo provato in un paziente con una forma particolarmente severa e recidivante della Igg4, dove già avevano fallito tutte le linee terapeutiche più avanzate attualmente disponibili. I primi risultati sono molto incoraggianti, condividere questa nostra esperienza con i vari colleghi delle varie branche è molto importante”.
Tra gli interventi nella mattinata anche la biologa francese Anne Puel con la sua lectio magistralis “Immunodeficenze con suscettibilità a patogeni specifici”, in una giornata contraddistinta dalla multidisciplinarietà con l’interazione tra le diverse figure del multiverso internistico per la diagnosi e al trattamento di casi complessi, in particolare con disregolazione immunitaria. Il format ha fornito spunti di riflessione e una serie di tavole rotonde che vedrà la partecipazione di esperti delle varie discipline del mondo internistico e immunologico provenienti sia dal Cardarelli che della Università Federico II, CEINGE e CNR. “La decisione di iniziare – spiega Marco Laccetti, presidente del corso – un percorso multidisciplinare sull’immunologia è uno degli aspetti di assoluta novità della medicina moderna, in cui l’immunologia è il terreno comune di tante specialità diverse nella interpretazione dei casi complessi e delle situazioni cliniche che ogni giorno aprono la diagnostica e quindi il campo a una collaborazione fondamentale per le patologie complesse. I reparti che vivono in maniera indipendente devono cambiare, perché il futuro della medicina soprattutto nell’affrontare le sfide sempre più complesse sta proprio nella creazione delle ‘escape room’, cioè i gruppi di lavoro nei quali il contributo di ogni singola specialità può portare alla soluzione del problema. Non un uomo solo al comando ma il lavoro di equipe e il riconoscimento dell’importanza di ciascuna specialità nell’affrontare le patologie complesse”.
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Mappare l’invisibile per proteggere il visibile: non è solo uno slogan, ma la linfa della citizen science, quella scienza partecipata che trasforma ogni cittadino in un sensore attivo sul territorio.
A Napoli, questa sfida ha un nome e una storia che partono da lontano: Cleanap. Dal 2011, l’associazione non si limita a osservare il cambiamento climatico, ma lo seziona attraverso dati, monitoraggio e innovazione sociale.
Oggi, l’organizzazione apre le sue porte per un percorso di volontariato che è, prima di tutto, un polo formativo per l’impegno civile. Entrare in Cleanap, infatti, non significa semplicemente “offrire braccia”, ma acquisire un metodo.
Sotto la spinta della presidentessa Emiliana Mellone, l’associazione si è imposta come interlocutore delle istituzioni grazie a una visione rigorosa: ogni attività è pensata per fornire ai partecipanti strumenti tecnici e analitici reali, trasformando l’entusiasmo in competenza.
Un viaggio formativo: le tappe di primavera
Il percorso dei volontari di Cleanap è strutturato come un progressivo sviluppo di consapevolezza e azione, che parte dalle azioni quotidiane per arrivare a un impegno scientifico sul territorio.
Emiliana Mellone, fondatrice dell’associazione, ha sottolineato l’importanza di questo approccio integrato: “Iniziamo a metà marzo con un modulo sull’alimentazione sostenibile, focalizzandoci su Food Policy e Spreco Zero. Un’opportunità per i volontari di comprendere come una gestione intelligente delle risorse alimentari possa ridurre l’inquinamento urbano e migliorare la qualità della vita, partendo proprio dai gesti quotidiani”.
Il programma prosegue a metà aprile, spostando l’attenzione sul contrasto e sull’analisi delle plastiche, un altro tema fondamentale nell’agenda ambientale di Cleanap. I partecipanti avranno la possibilità di esplorare i materiali più comuni e le strategie più efficaci per ridurre la plastica negli spazi comuni, contribuendo così a liberare Napoli dai principali agenti inquinanti. Il punto culminante del progetto si raggiungerà a maggio, con il monitoraggio dei Rifugi Climatici, un progetto innovativo nell’ambito di Global Districts, co-finanziato dall’Unione Europea e supportato da WeWorld. In collaborazione con i ricercatori dell’ENEA, i volontari saranno formati per condurre rilievi ambientali direttamente nei quartieri, utilizzando protocolli scientifici per misurare umidità e picchi termici. “Questi dati saranno fondamentali per mappare i ‘rifugi’ della città, ossia quegli spazi che possono offrire riparo durante le ondate di calore, proteggendo in particolare le fasce più vulnerabili della popolazione. I risultati di questo monitoraggio non resteranno confinati sulla carta, ma serviranno come base per disegnare una Napoli più resiliente e sicura”, ha aggiunto Mellone.
Un impegno, dunque, che non si limita alla raccolta dei dati, ma che mira a tradurre le informazioni in azioni concrete, per una città più sostenibile e capace di rispondere alle sfide del cambiamento climatico.
I volontari come motori operativi
In questo contesto, chi sceglie di partecipare non è un semplice spettatore, ma il motore operativo di ogni iniziativa. I volontari sono chiamati a supportare l’organizzazione logistica, presidiare eventi e fiere per coinvolgere nuove persone e agire come vere “sentinelle a tutela del territorio”. L’affidabilità e l’autonomia sono requisiti chiave: si lavora in coordinamento con il direttivo per implementare le attività in corso, portando la propria capacità di analisi direttamente dove serve, nelle strade e tra i cittadini.
L’appello è rivolto a 50 persone pronte a mettersi in gioco. Sebbene la selezione sia aperta a tutta la cittadinanza, Cleanap privilegia la partecipazione di giovani donne under 30-35.
Per Emiliana Mellone, la giustizia climatica deve viaggiare di pari passo con la parità di genere. Dare alle donne gli strumenti della rilevazione scientifica significa renderle registe della protezione del territorio, assicurando che la progettazione della città futura non lasci indietro nessuno.
Un’opportunità di crescita e cambiamento per chi è alla ricerca di un’esperienza che coniughi passione sociale e rigore scientifico.
I partecipanti avranno l’occasione di apprendere come gestire programmi complessi, coordinarsi secondo standard professionali e trasformare intuizioni in dati concreti. Si tratta di un’esperienza di crescita che fornisce consapevolezza, ideale per chi desidera comprendere come si gestisce la transizione ecologica dal basso.
Per maggiori informazioni e per candidarsi, è possibile inviare una mail a info@cleanap.org.
https://www.cleanap.org/
di Carmela Cassese
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