“Azzurra, oltre la Rett”: un libro racconta l’impegno oltre i limiti della malattia

E’ da poco nelle librerie e su tutti gli store digitali un libro toccante che racconta la storia autentica di una ragazza che combatte quotidianamente contro i limiti che le impone la malattia. 

“Azzurra, oltre la Rett” di Fabiana Manna, edito dalla casa editrice Aurea Nox, racconta di Azzurra, una studentessa che Manna, in quanto docente di sostegno, accompagna durante alcuni anni della sua vita scolastica. 

Questa è un’opera profondamente autentica, nata dall’incontro tra esperienza educativa e realtà familiare, che racconta con grande capacità narrativa il mondo della disabilità e delle emozioni che lo attraversano. 

“Era l’anno 2021, e la pandemia proseguiva nel suo incedere devastante, privando tutti della consueta libertà, dei sogni, degli affetti. Fu allora che rimasi orfana della mia amata mamma che mi aveva insegnato il senso dell’amore più profondo. Un amore rimasto sospeso, fino a quando non ho incontrato Azzurra, la protagonista del mio libro, affetta dalla rara Sindrome di Rett: una malattia neurodegenerativa invalidante, che ingabbia la bellezza della vita in un corpo che diventa un ergastolo senza possibilità di appello per coloro che, purtroppo, ne sono colpiti. In qualità di docente di sostegno, ho cercato informazioni, approfondimenti, chiarimenti, scoprendo, mio malgrado che, proprio per la sua unicità, non c’era molto materiale su cui poter lavorare. E allora ho pensato di dare voce a chi voce non ha, scrivendo la storia di una vita complessa, dolorosa, difficile da comprendere e da gestire” racconta la scrittrice

La Sindrome di Rett è una rara malattia neurologica genetica che colpisce prevalentemente le bambine e si manifesta dopo una fase iniziale di sviluppo apparentemente normale. 

Quando la scrittrice ha conosciuto Azzurra, al quarto anno delle scuole superiori, la ragazza era non verbale, aveva movimenti alle mani simili ad un costante strofinio, aveva un incidere claudicante e comunicava solo attraverso la Comunicazione Aumentativa e Alternativa. Fortunatamente, racconta l’autrice, la studentessa era tra le fortunate che riusciva comunque a tenersi in piedi e ciò le ha permesso di fare tanta riabilitazione e terapia. 

Il volume racconta la nascita di Azzurra, l’inizio della malattia, il suo evolversi e l’esperienza scolastica. 

Tra un capitolo e un altro ci sono degli interludi nei quali l’autrice ha dato voce alla ragazza, lei che comunque non nella vita reale non riesce a parlare.

Il testo però supera la dimensione autobiografica per diventare una testimonianza civile e uno strumento di sensibilizzazione verso una malattia rara non molto conosciuta. 

Azzurra, come altre ragazze affette dalla stessa sindrome, vengono colpite da notevoli problemi motori ma a livello cognitivo rimangono attente, sveglie e pronte ad apprendere. “Essendo non verbale, nello specifico di Azzurra non è si è riusciti a capire realmente l’entità del ritardo cognitivo. L’uso però della CAA con le tessere e la scelta binaria delle risposte ha mostrato una ragazza che ben capiva e rispondeva agli stimoli didattici con puntualità e precisione” aggiunge Fabiana Manna.

Parte del ricavato dei propri diritti, l’autrice della provincia di Napoli, ha deciso di destinarlo ad associazioni che si occupano della ricerca in campo scientifico perché sostiene che “la ricerca è fondamentale: è speranza, è futuro, è vita. È un impegno che riguarda tutti, il modo più autentico per poterci definire davvero esseri umani”.

 

di Emanuela Nicoloro

L’articolo “Azzurra, oltre la Rett”: un libro racconta l’impegno oltre i limiti della malattia proviene da Comunicare il sociale.

Beni confiscati, il Comune di Napoli assegna 21 immobili al Terzo settore

 Il Comune di Napoli ha pubblicato un nuovo avviso pubblico per assegnare in concessione gratuita 21 beni confiscati alla criminalità organizzata a enti e associazioni del Terzo settore interessati a realizzare progetti di riutilizzo sociale.

L’obiettivo dichiarato è quello restituire alle comunità risorse sottratte illegalmente e trasformarle in strumenti di cittadinanza attiva, inclusione e bene comune.

L’avviso riguarda 21 beni immobili trasferiti al patrimonio indisponibile del Comune di Napoli e destinati a progetti sociali, culturali, educativi, aggregativi e di promozione della legalità. Le concessioni saranno gratuite e rivolte a enti e associazioni del Terzo settore, secondo quanto previsto dal Codice Antimafia e dal regolamento comunale sui beni confiscati.

Le richieste di partecipazione dovranno essere presentate entro le ore 13 del 24 luglio 2026. Tutta la documentazione, compresi avviso pubblico, allegati e modalità di partecipazione, è disponibile sul sito istituzionale del Comune di Napoli.

L’avviso completo del Comune di Napoli è consultabile qui:
Comune di Napoli – Avviso pubblico beni confiscati

L’articolo Beni confiscati, il Comune di Napoli assegna 21 immobili al Terzo settore proviene da Comunicare il sociale.

“Fattorie aperte”, attività e percorsi per le famiglie

Territorio, natura, ricerca scientifica, educazione alimentare e tradizione agricola in rete per una giornata speciale dedicata soprattutto a giovani e famiglie. Torna sabato 9 maggio “Fattorie Aperte”, l’iniziativa promossa dalla Regione Campania che mette in relazione aziende agricole, enti e scuole per avvicinare cittadini e studenti al mondo rurale. Anche l’edizione 2026 si svolgerà su tutto il territorio regionale, con un fitto calendario di attività e percorsi esperienziali pensati ad hoc per i territori di riferimento. E ancora una volta tra i poli principali figura l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, che per l’occasione aprirà le porte al pubblico con laboratori, momenti divulgativi e attività dedicate alle famiglie e ai più giovani. Una giornata pensata per far dialogare – tra loro e con gli studenti e i cittadini che interverranno – appunto, ricerca scientifica, educazione alimentare e tradizione agricola, resa possibile anche grazie all’impegno concreto e quotidiano di tutti i lavoratori dell’Istituto, che si stanno spendendo con grande dedizione per garantire la qualità dell’accoglienza, la cura dei contenuti e la buona riuscita dell’intera iniziativa.

L’evento si svolgerà nella giornata di sabato dalle ore 9 alle 17,30, presso il parco dell’Istituto, che per l’intera giornata si trasformerà in uno spazio aperto e vivo. Nel corso della mattinata, tutti i laboratori saranno accessibili al pubblico con stand allestiti all’aperto, offrendo dimostrazioni, attività didattiche e momenti di scoperta pensati per coinvolgere grandi e piccoli.
L’iniziativa coinvolge una rete ampia e articolata di protagonisti, dagli enti locali alle associazioni di categoria, dagli istituti scolastici alle realtà del terzo settore. Al centro, la volontà di rafforzare il legame tra territorio, produzione agricola e benessere, attraverso esperienze dirette e partecipate. Nel corso dell’evento, le Fattorie Didattiche della Campania ospiteranno gratuitamente gruppi scolastici e consumatori, offrendo laboratori, percorsi didattici e attività ludiche: un’occasione per riscoprire l’importanza del mondo rurale e avvicinarsi ad un’alimentazione più sana e sostenibile. L’iniziativa si inserisce anche nel solco del progetto SwitchtoHealthy, che coinvolge 18 partner di 8 Paesi del Mediterraneo e promuove la Dieta Mediterranea come modello alimentare equilibrato e rispettoso dell’ambiente.

Ampio spazio sarà dedicato alle attività per bambini e famiglie, con proposte ludiche e didattiche curate da diverse realtà del territorio: l’associazione “RespiriAmo” proporrà giochi e racconti pensati per il benessere e il divertimento dei bambini, mentre La Chiocciola accompagnerà i più piccoli in percorsi come “Dal grano al pane” e “Pianta il tuo semino”. Non mancheranno attività manuali per tutte le età e un teatrino dedicato ai più piccoli con Gio Ferraiolo.

Tra le esperienze speciali, grande attesa per “Il Volo dei Falchi”, a cura di SIDDA SUD Falconeria.bio, che offrirà un’occasione suggestiva per conoscere da vicino il mondo della falconeria. Sarà inoltre possibile entrare in contatto diretto con gli animali grazie all’Associazione ACA, con la presenza di animali da cortile e di specie un tempo utilizzate come animali da soma, in attività a scopo didattico e nell’ambito delle terapie assistite.

Non mancherà un’area dedicata alle degustazioni e al food, affiancata da assaggi enogastronomici curati dall’Accademia Medeaterranea e da diverse aziende del territorio.
Nel corso della giornata saranno inoltre presenti diversi centri regionali di riferimento, tra cui CRIPAT, CRIBBAM, CERVENE, CRIUV, CRESAN e CRISSAP, a testimonianza del valore scientifico e istituzionale dell’iniziativa.

Lo scorso anno “Fattorie Aperte” ha registrato un riscontro significativo: l’edizione 2025 è stata caratterizzata da un rinnovato interesse da parte dei cittadini e del mondo scolastico, con un incremento dei partecipanti pari al 15% rispetto al 2024, un dato che ne conferma la crescita e il coinvolgimento.
“Fattorie Aperte” si conferma così una giornata all’insegna della natura, della tradizione e del divertimento, capace di unire divulgazione, territorio e partecipazione. Un appuntamento atteso e condiviso, reso possibile anche dal lavoro attento e appassionato di tutte le professionalità coinvolte, che ogni anno contribuiscono a trasformarlo in un’esperienza imperdibile e indimenticabile.

 

di Nadia Labriola

L’articolo “Fattorie aperte”, attività e percorsi per le famiglie proviene da Comunicare il sociale.

Le pizze concept per sostenere progetti educativi: l’impegno sociale de I Fontana per i minori fragili

A Somma Vesuviana una pizza racconta tempo, memoria e solidarietà. Perché dietro “La Forma del Tempo”, la nuova creazione firmata da Pietro Fontana de I Fontana Pizzeria, non c’è soltanto l’omaggio gastronomico allo chef Massimo Bottura. C’è anche la storia personale di un pizzaiolo cresciuto tra forme di formaggio, gavetta serale e sacrifici di provincia. E c’è soprattutto un impegno sociale che continua: parte del ricavato delle pizze “Concept” e dei fritti sarà destinato fino all’8 dicembre 2026 alla cooperativa sociale Irene ’95 di Marigliano, realtà che accoglie minori provenienti da contesti familiari difficili.

La nuova proposta di Fontana utilizza cinque stagionature di Parmigiano Reggiano, dai 12 ai 60 mesi, declinate in consistenze differenti e completate da una riduzione di aceto balsamico invecchiato oltre 25 anni. Una pizza che richiama il celebre piatto di Bottura ma che, nel racconto del pizzaiolo sommese, rappresenta soprattutto il legame con il passato e con il lavoro svolto accanto al padre nell’attività di vendita di formaggi.

Ma il cuore del progetto resta il territorio. L’iniziativa solidale portata avanti da I Fontana sostiene infatti la cooperativa sociale Irene ’95, impegnata nella gestione delle comunità educative “Casa Irene” e “Casa Momo”, strutture che ospitano minori segnati da situazioni familiari complesse. Un modo concreto per trasformare un’attività commerciale in presidio sociale e costruire, anche attraverso la ristorazione, reti di sostegno per le fragilità.

La storia di Pietro Fontana attraversa gavetta, lavoro all’estero, formazione continua e la scelta di investire nel territorio vesuviano proprio alla vigilia della pandemia. Il primo locale aprì infatti il 6 marzo 2020, pochi giorni prima del lockdown nazionale. Da allora il progetto è cresciuto fino ai riconoscimenti ottenuti nel 2026 dalle guide del Gambero Rosso e Identità Golose. Ma dentro quella crescita, Fontana continua a rivendicare una idea precisa di impresa: radicata nel territorio e capace di restituire qualcosa alla comunità.

L’articolo Le pizze concept per sostenere progetti educativi: l’impegno sociale de I Fontana per i minori fragili proviene da Comunicare il sociale.

FESTA DELLA MAMMA UN GIORNO PRIMA PER I PREMATURI DEL POLICLINICO DI NAPOLI

L’Università Federico II di Napoli si prepara a celebrare la Festa della Mamma con un giorno d’anticipo, con un evento speciale dedicato alla prematurità. Sabato 9 maggio, a partire dalle ore 9:00, presso l’Aula Magna del CESTEV (già Biotecnologie), l’Associazione Soccorso Rosa Azzurro Onlus, la Neonatologia e la Terapia Intensiva Neonatale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria incontreranno tutte le famiglie che affrontano, o hanno affrontato, l’impegnativo percorso della nascita pretermine.

In Italia nascono ogni anno circa 28.000 neonati prematuri, cioè prima delle 37 settimane di gestazione, in Campania circa 3000. Questi piccoli hanno bisogno di assistenza e cure dedicate, supportati da tecnologie all’avanguardia e uno staff multi-specialistico che si prenda cura di loro, durante e dopo la dimissione e di un’assistenza personalizzata attraverso percorsi di follow-up, come quelli della Federico II.

 Ad accogliere i tantissimi ex prematuri, ormai bambini e ragazzi, e le loro famiglie, la Direttrice  Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II, Dott.ssa Elvira Bianco, il Prof. Francesco Raimondi, Ordinario di Pediatria, Direttore Unità Operativa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale, Responsabile del Servizio di Trasporto di Emergenza Neonatale e Centro Regionale Infezioni Perinatali Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali dell’Università “Federico II” di Napoli e Presidente dell’Associazione Soccorso Rosa Azzurro ONLUS, il Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e tutti i volontari dell’Associazione.

Attesi, inoltre, Mariano Balato, i rappresentanti della Fondazione Cannavaro-Ferrara, Raffaele Lanzetta, Marioluigi Rambone e l’Associazione Noi donne di Teverola, generosi donatori, vicini alla causa della prematurità, grazie ai quali l’Associazione Soccorso Rosa Azzurro Onlus ha dotato la TIN dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di nuove preziose attrezzature.

L’articolo FESTA DELLA MAMMA UN GIORNO PRIMA PER I PREMATURI DEL POLICLINICO DI NAPOLI proviene da Comunicare il sociale.

Retake Day: torna la mobilitazione nazionale per “un’Italia più bella”

Insieme per un’Italia più bella, nei luoghi che viviamo ogni giorno e nelle relazioni che li tengono uniti: è da questa visione che nasce il Retake Day, l’evento annuale che trasforma l’impegno collettivo in cura concreta del territorio.

Dal 22 al 24 maggio 2026 torna in tutta Italia il Retake Day, la grande mobilitazione nazionale dedicata alla tutela dei beni comuni, alla rigenerazione urbana e alla partecipazione attiva. Tre giorni di iniziative diffuse, aperte a tutti, in cui cittadini di ogni età potranno prendere parte in prima persona ad azioni concrete di cura e valorizzazione degli spazi pubblici, insieme a volontari, scuole, associazioni e istituzioni.

Giunto alla sua seconda edizione, il Retake Day rappresenta un’occasione significativa per celebrare l’evoluzione di Retake, nato oltre 15 anni fa a Roma come movimento spontaneo della società civile e oggi diffuso capillarmente su tutto il territorio nazionale. Un percorso di crescita che testimonia l’impatto positivo della rete nei diversi contesti locali e rafforza un messaggio chiaro: la cura del territorio, dell’ambiente e delle relazioni è una responsabilità condivisa, senza differenze territoriali.

L’edizione 2026 si presenta con un calendario ampio e articolato, che riflette la ricchezza e la diversità della rete Retake: dalle periferie ai centri storici, dalle spiagge ai parchi urbani, in oltre 20 città italiane prenderanno vita eventi ecologici e iniziative di riqualificazione, rigenerazione e abbellimento degli spazi pubblici. Ogni cittadino potrà scegliere come partecipare, nella propria città o in quella più vicina, contribuendo attivamente a migliorare il proprio territorio.

Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, chiamate a svolgere un ruolo centrale nella costruzione di comunità più consapevoli, sostenibili e partecipi. Il Retake Day si propone infatti come uno spazio di azione concreta e consapevolezza diffusa, capace di trasformare l’impegno civico in esperienza diretta.

Il Retake Day è, prima di tutto, un’esperienza collettiva: un gesto condiviso che unisce persone e territori attorno a un obiettivo comune – prendersi cura dei luoghi in cui viviamo – contribuendo a rendere il Paese più vivibile, accogliente e sostenibile.

“Il Retake Day è un invito aperto a tutti: non servono competenze particolari, ma solo la volontà di partecipare e prendersi cura dei luoghi in cui viviamo. È proprio da questi gesti concreti che nasce il cambiamento. In tutta Italia vediamo crescere una comunità che sceglie di essere protagonista, trasformando la partecipazione in un’azione condivisa e quotidiana” dichiara Fabrizio Milone, presidente di Retake.

A confermare l’impatto concreto dell’iniziativa sono i risultati dell’edizione 2025, che in soli tre giorni ha coinvolto centinaia di volontari in tutta Italia, generando interventi diffusi di riqualificazione urbana:

– 510 mq di superfici riqualificate da scritte vandaliche

– 1.210 kg di rifiuti indifferenziati raccolti

– 144 kg di vetro e 136 kg di plastica recuperati

– 11 aiuole restituite alla fruizione pubblica

– 25 arredi urbani ripristinati

– 25 rifiuti ingombranti rimossi

– 10 affissioni abusive eliminate

– 19.600 mozziconi raccolti

– 1.750 mq di aree verdi riqualificate

L’articolo Retake Day: torna la mobilitazione nazionale per “un’Italia più bella” proviene da Comunicare il sociale.