03 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Due giorni di sport, inclusione e dialogo interculturale. L’8 e 9 aprile arriva “Risonanze sportive e culturali – diversità e inclusione con attenzione alle comunità Rom, Sinti, Caminanti”, iniziativa promossa da Cantiere Giovani Cooperativa Sociale Onlus, con il patrocinio del Comune di Casoria, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo F. Palizzi, Don Peppino Diana APS, UnicaMente Arte APS e UCRI Unione Comunità Romanés in Italia.
Il progetto coinvolge bambine e bambini tra i 6 e i 14 anni e le loro famiglie con l’obiettivo di contrastare stereotipi e favorire relazioni positive tra comunità valorizzandone le differenze nell’intento di promuovere inclusione, rispetto e cittadinanza attiva. Casoria si conferma città di sport, dialogo e inclusione sociale in collegamento con altre importanti città italiane che hanno deciso di attivarsi per la III Settimana di azione per la promozione della cultura romanì e il contrasto all’antiziganismo.
Le mattine dell’8 e 9 aprile, dalle 10:00 alle 13:00, il Palacasoria “Domenico D’Alise” ospiterà il torneo sportivo interculturale, con gare di calcio, tiro con l’arco e atletica leggera. I partecipanti saranno suddivisi in squadre miste, non legate a nazionalità o appartenenze etniche, ma costruite per rappresentare la dimensione multiculturale della città.
Il momento conclusivo è in programma giovedì 9 aprile, dalle 16:00 alle 19:00, presso la Biblioteca Comunale di Casoria “Mons. Mauro Piscopo”.
Ad aprire il pomeriggio sarà l’incontro “Dalla conoscenza alla coesistenza”, un approfondimento sulla cultura romanì tra musica e racconto con Gennaro Spinelli, violinista di origine rom con una carriera internazionale (oltre 1.500 concerti in più di 30 Paesi del mondo), presidente UCRI e ambasciatore della cultura romanì nel mondo, che porterà la sua testimonianza tra arte e impegno culturale.
Seguirà la premiazione delle atlete e degli atleti, alla presenza del sindaco di Casoria Raffaele Bene, dell’assessore alle politiche sociali Salvatore Iavarone, dell’assessore all’istruzione Anna Maria Casolaro e dell’assessore alla cultura Gaetano Palumbo. A chiudere, un momento conviviale con aperitivo interculturale.
L’iniziativa coinvolgerà famiglie, scuole, terzo settore ed Istituzioni nell’intento di costruire comunità più coese, dove sport e cultura divengono occasioni di incontro e di riconoscimento tra le diversità.
“Il progetto ha ricevuto un finanziamento nell’ambito delle attività della III Settimana per la promozione della cultura romanì e per il contrasto all’antiziganismo da parte dell’UNAR, in qualità di Organismo Intermedio del PN Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, Priorità 1 ‘Sostegno all’inclusione sociale e lotta alla Povertà’, Obiettivo specifico ESO 4.10, Misura 4.10.1.1”
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02 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Nel cuore di Secondigliano c’è un luogo dove le saracinesche alzate non indicano solo l’apertura di un locale, ma l’inizio di una possibilità. È il Centro Giovanile Pertini, un punto di riferimento che da anni si impegna a offrire un’alternativa concreta ai ragazzi del quartiere. Oggi, quel presidio di legalità e aggregazione lancia una sfida ambiziosa: la campagna di crowdfunding “Un Posto al Centro”, ospitata sulla piattaforma Crowdnet.it .
Più di uno spazio fisico
Il titolo della campagna non è stato scelto a caso. “Un Posto al Centro” significa garantire a ogni adolescente e ogni giovane adulto del territorio uno spazio sicuro dove poter esprimere il proprio talento, studiare o semplicemente stare insieme lontano dalle insidie della strada. Il progetto punta a finanziare un docu-film che vuole raccontare la storia del Centro Giovanile S. Pertini fino ai giorni nostri, un luogo di cultura, incontro e condivisione sociale per le nuove generazioni. Attraverso il coinvolgimento attivo e creativo di giovani del territorio, sarà raccontata la storia del Centro fino ai giorni nostri. La storia del Pertini è costellata di numerosi cambi di rotta: da struttura municipale, fino a struttura in disuso e abbandonata negli anni. Oggi è un luogo vivo, aperto e attivo sul territorio con attività dedicate alla cittadinanza. “I giovani registi, che seguiranno un breve laboratorio di cinema documentario – dicono i promotori- potranno raccontare attraverso interviste e incontri sul territorio la memoria storica del luogo e del quartiere, utilizzando linguaggi originali, integrandoli con la pratica del documentario. Il lavoro pratico si fonderà con un desiderio di esprimere autonomamente in forma libera e originale la propria visione del quartiere e dello spazio. La regia collettiva del documentario sarà affidata ai ragazzi coinvolti che saranno seguiti dal formatore e regista Andrea Piretti. Nel laboratorio impareranno a fare riprese, interviste e montaggio video. L’obiettivo del progetto è raccontare uno spazio che, negli ultimi 6 mesi è stato: centro diurno, sede di eventi come rassegne cinematografiche, centro accoglienza per sostenere la comunità in momenti difficili e, più in generale, luogo di cultura accessibile a tutti”.
L’iniziativa è promossa da Agorà Partenopea A.P.S. costituita nel 2013, realtà che opera principalmente a Secondigliano proponendo progetti di impatto sociale che possano migliorare il territorio e offrire un sostegno ai soggetti svantaggiati: percorsi di cittadinanza attiva, laboratori sportivi e artistici e formativi, eventi e cinematografici come rassegne e cineforum sul territorio, promuovendo così l’educazione all’immagine. Dal 2025 co-gestisce il Centro Giovanile Sandro Pertini.
La solidarietà corre sul web, ma l’impatto è tutto territoriale. Partecipare è semplice: collegandosi alla pagina dedicata sulla piattaforma Crowdnet, è possibile effettuare una donazione libera. Ogni contributo, anche il più piccolo, serve a finanziare ore di laboratorio, materiali didattici e iniziative culturali.
Il crowdfunding non è solo una ricerca di fondi, ma un invito alla comunità cittadina (e non solo) a sentirsi parte integrante di un cambiamento necessario. Sostenere “Un Posto al Centro” significa investire sul capitale umano di una periferia che ha voglia di raccontarsi con parole nuove.
La forza della rete
La campagna resterà attiva per i prossimi due mesi. Attraverso i social e il passaparola, l’obiettivo è raggiungere la cifra necessaria per far sì che nessun ragazzo debba mai sentirsi “ai margini”. Perché in un quartiere complesso come Secondigliano, avere “un posto al centro” può davvero cambiare il corso di una vita.
Per informazioni e donazioni: sito web: https://crowdnet.it/causes/un-posto-al-centro/
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02 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Nata negli anni ‘80 a Napoli negli spazi dell’ex Ospedale S. Camillo, nel cuore della Sanità, dove all’epoca era molto diffuso l’uso di sostanze, l’associazione Centro La Tenda, animata in primis dalla spinta propulsiva di un giovanissimo Don Antonio Vitiello, è riuscita a recuperare nel tempo moltissimi giovani del territorio regionale. Nel corso degli anni, grazie anche a un forte lavoro di rete, ha sostenuto la platea dei più fragili e delle persone senza dimora, riuscendo però anche a diversificare le sue attività, fino ad arrivare oggi a rappresentare un punto di riferimento per tutto il territorio, in particolare per i minori e le famiglie.
Ci parla di questa “doppia anima” dell’organizzazione Titty De Marco, responsabile delle due Educative territoriali che ospitano circa 150 minori della zona e collaborano attivamente con le principali scuole del rione Sanità. «La Tenda si è storicamente occupata di chi vive in condizioni di povertà estrema – spiega – Ma dal 2014, gestisce il laboratorio di Educativa territoriale per il Comune di Napoli, accogliendo tutti i giorni circa 70 bambini dai 6 ai 16 anni. Il modello pedagogico che proponiamo, però, è molto più radicato nel tempo risalendo almeno all’inizio degli anni duemila, quando l’associazione comincia a intercettare l’esigenza educativa dei minori del quartiere, entrando in contatto diretto con le loro famiglie».
«Nel laboratorio La Tenda, abbiamo suddiviso i nostri piccoli in 3 gruppi, scriccioli, viaggiatori e tuffatori, che accompagniamo in ogni loro fase – racconta Titty De Marco – Dall’alfabetizzazione emotiva fino al turbolento viaggio verso l’adolescenza, lavorando sui diversi livelli di autonomia. Ci teniamo che, al momento di andare via, i nostri ragazzi non percepiscano in alcun modo il fallimento, ma vivano la fuoriuscita in maniera graduale». Viste le lunghe liste d’attesa di iscrizione all’Educativa territoriale, l’associazione crea nel 2020 un secondo centro educativo autofinanziato che si chiamerà “Il Chiostro”, con sede in un’area completamente ristrutturata dell’ex San Camillo, che oggi accoglie ogni pomeriggio mediamente circa 35 bambini e ragazzi.
Oggi l’associazione – che dal dal 2016 gestisce anche il “Polo Territoriale per le Famiglie” della III Municipalità del Comune di Napoli – rappresenta un presidio educativo stabile nel rione Sanità, lì dove proprio i ragazzi protagonisti dei laboratori educativi hanno contribuito a realizzare un grande murale che rappresenta simbolicamente l’abbraccio del quartiere in cui vivono.
L’impegno contro la povertà educativa e culturale si concretizza sopratutto nella stretta collaborazione con le scuole del quartiere, come gli istituti comprensivi Russo-Montale e Fava Gioia, con cui Centro La Tenda porta avanti innovativi progetti di prevenzione e contrasto alla dispersione scolastica. «Solo negli ultimi 10 anni, abbiamo seguito 200 minori per anno – sottolinea Titty De Marco – Abbiamo trovato sul nostro cammino docenti e dirigenti scolastici illuminati, che non hanno avuto alcuna difficoltà a farsi affiancare da noi operatori, collaborando alla creazione di un sistema capace di valorizzare le competenze extra-curriculari, ovvero tutte quelle capacità che i ragazzi apprendono nei nostri laboratori e nelle pratiche ludiche pomeridiane».
Un sistema di valorizzazione delle competenze che l’associazione Centro La Tenda ha sperimentato prima ancora che la Comunità Europea introducesse le “8 competenze chiave europee”, come quelle interculturali, civiche, auto-imprenditoriali, ovvero quelle conoscenze e abilità che gli studenti possono coltivare valorizzando esperienze e attività extra-scolastiche. «Ci siamo inventati un portfolio delle competenze – spiega la responsabile educativa dell’organizzazione – Una sorta di diario in cui i ragazzi scrivono le cose che fanno evidenziando le competenze maturate, che, a fine anno, andranno a integrare e completare la valutazione complessiva dei docenti. È questo vale tanto nel giudizio finale»
Iniziative come quella di “Io Sbanco”, organizzata con Museo Archeologico Nazionale, Acquario di Napoli e Osservatorio Astronomico, in cui si punta a far uscire i giovanissimi dai banchi per coinvolgerli più direttamente e far loro toccare con mano un argomento come le Scienze, hanno avuto un impatto educativo molto positivo non solo sui singoli alunni ma anche sulle metodologie dei docenti e sullo stesso contesto classe: «Hanno compreso che si può imparare anche senza stress e ansia da voto», dice Titty De Marco. Che conclude: «Esperienze come questa ci portano a dire che, sebbene la Sanità sia tra periferie più difficili della città, nella sua storia più recente, si è resa protagonista di un “rinascimento” innescato da un insieme di attori sociali radicati sul suo territorio che sono stati in grado di rimettere in circolo risorse e opportunità di inclusione sociale».
di Maria Nocerino
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02 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
In occasione della Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo, che si celebra come ogni anno il 2 aprile e che quest’anno vede come tema “Autismo e umanità: ogni vita ha valore” (“Autism and Humanity – Every Life Has Value,”), Anffas rinnova il proprio impegno per la promozione dei diritti, della dignità e dell’inclusione delle persone nello spettro dell’autismo.
Un messaggio forte che “… mette in luce e afferma la dignità e il valore di tutte le persone con autismo come parte del nostro futuro umano condiviso. In un momento in cui la disinformazione e la retorica retrograda sulla vita delle persone con autismo stanno riemergendo, l’evento virtuale di quest’anno è un invito all’azione per superare le narrazioni limitanti e riconoscere la dignità intrinseca, i pari diritti e il valore incondizionato di ogni persona con autismo”, si evidenzia sul sito delle Nazioni Unite.
“Parlare di umanità vuol dire ancora una volta riconoscere l’importanza di mettere al centro la Persona, con i suoi desideri e le sue reali necessità, di valorizzarla e rispettarla nella sua unicità, andando oltre stereotipi, pregiudizi e barriere culturali” afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas “In tal senso ribadiamo come sempre l’importanza del Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato che è un diritto e non una concessione”.
“Ma non solo” continua il presidente “è importante ricordare anche la presa in carico precoce e la continuità delle terapie. Ricordiamo che ad oggi, pur essendo l’autismo espressamente ricompreso nei Livelli Essenziali di Assistenza, permangono profili di criticità con riguardo alla concreta esigibilità delle prestazioni, con specifico riferimento agli interventi ABA, che non risultano oggetto di tariffazione nel decreto e che questo continua a determinare, in molti contesti territoriali, difficoltà nella prescrizione e nell’erogazione a carico del Servizio sanitario nazionale, con conseguenti disomogeneità applicative e, in alcuni casi, con il trasferimento dell’onere economico sui nuclei familiari”.
“Problematiche” prosegue ancora il presidente Speziale “riscontrate anche attraverso l’indagine Criticità nella continuità dei trattamenti, ricorso al privato e disomogeneità territoriali: evidenze da una rilevazione nazionale sui percorsi ABA, promossa da Anffas Nazionale in sinergia con la redazione di Sanità Informazione che ha raccolto e analizzato le testimonianze di famiglie provenienti dall’intero territorio nazionale, offrendo uno spaccato vivido delle criticità nei percorsi terapeutici, con particolare riferimento agli interventi basati sull’Analisi del Comportamento Applicata”.
Conclude il presidente: “Anffas sta continuando ad operare in tal senso a livello nazionale e anche a livello europeo tramite l’adesione ad Autism Europe: ogni vita ha valore non è solo un tema, ma deve rappresentare l’impegno concreto e costante nel riconoscere il diritto di ciascuno a essere visto, ascoltato e rispettato. Significa costruire una società più giusta, in cui nessuno venga lasciato indietro”.
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02 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Il futuro universitario non è fatto solo di esami, ma di opportunità, network e crescita personale. L’IPE (Istituto per ricerche e attività educative) ha ufficialmente aperto le candidature per l’anno accademico 2026-2027, offrendo agli studenti la possibilità di accedere ai prestigiosi Collegi Universitari di Merito nelle città di Napoli e Bari.
Cos’è il Modello dei Collegi di Merito IPE?
A differenza di un semplice alloggio per fuorisede, i Collegi di Merito IPE propongono un percorso formativo integrato. Gli studenti ammessi beneficiano di un ambiente stimolante che unisce la residenzialità a programmi di coaching personalizzato, tutoraggio accademico e attività interdisciplinari volte a sviluppare le soft skill richieste dal mercato del lavoro.
L’offerta è rivolta a studenti italiani e stranieri iscritti a corsi di laurea, master, dottorati o percorsi AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica).
Borse di Studio e Opportunità Internazionali
Il bando IPE 2026-2027 punta a premiare il talento e a sostenere il diritto allo studio attraverso:
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Borse di studio per merito e reddito, pensate per facilitare l’accesso ai fuorisede.
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Programmi di mobilità internazionale in collaborazione con la rete EucA (European University College Association).
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Esperienze di volontariato e progetti di promozione sociale.
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Focus sull’innovazione digitale: a Bari, presso il Collegio Poggiolevante, è attivo il percorso Asirid, focalizzato sulle tecnologie digitali in sinergia con importanti aziende partner.
Sedi e Strutture a Napoli e Bari
L’istituto gestisce strutture d’eccellenza situate in punti strategici delle due città pugliese e campana:
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Napoli: Collegi Villalta e Monterone.
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Bari: Collegio Poggiolevante.
Come Partecipare e Open Day Online
Per scoprire da vicino il modello formativo e i dettagli del bando, l’IPE ha organizzato un Open Day online mercoledì 8 aprile, dalle ore 18:30 alle 19:30. Durante l’incontro verranno illustrate le modalità di candidatura e i criteri di selezione per l’assegnazione dei posti e delle agevolazioni economiche.
Le iscrizioni sono già aperte. Gli interessati possono consultare i canali ufficiali dell’IPE per scaricare il bando completo e inviare la propria domanda di ammissione.
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01 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Il patrimonio culturale di Napoli diventa una medicina per l’anima grazie a “Igea. L’arte che cura”, l’innovativo progetto che unisce l’Ospedale pediatrico AORN Santobono Pausilipon e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli. L’iniziativa, partita ufficialmente oggi, 1° aprile 2026, si pone l’obiettivo di trasformare il tempo del ricovero in un’esperienza di scoperta, portando la bellezza dell’arte e della storia direttamente nelle corsie del polo oncologico pediatrico.
Laboratori e attività: i piccoli pazienti diventano “giovani funzionari”
Il percorso didattico prevede cinque incontri tematici curati dai funzionari della Soprintendenza. Ogni appuntamento alterna una parte teorica a laboratori pratici creativi, permettendo ai bambini di immedesimarsi nel lavoro di archeologi, storici dell’arte e restauratori. Attraverso il gioco e la sperimentazione, i piccoli pazienti apprendono come il patrimonio storico-artistico della città venga studiato e protetto ogni giorno.
Oltre alle attività in ospedale, il progetto include visite guidate esclusive nei luoghi simbolo della Soprintendenza partenopea. I bambini avranno l’opportunità di esplorare siti dal fascino millenario come il Parco Archeologico del Pausilypon e le Terme Romane di via Terracina, vivendo un momento di svago e formazione fuori dalle mura ospedaliere.
Il valore terapeutico della cultura: le voci dei protagonisti
Rodolfo Conenna, Direttore Generale dell’AORN Santobono Pausilipon, sottolinea come il tempo della malattia sia spesso un “tempo sospeso” che priva i ragazzi della loro normalità. Questo progetto mira a colmare quel vuoto con la crescita e l’immaginazione. Sulla stessa linea, la Soprintendente Rosalia D’Apice definisce “Igea” un progetto pionieristico: condividere competenze tecniche e specialistiche con i ragazzi non solo arricchisce il loro bagaglio culturale, ma li rende custodi attivi di un patrimonio fragile e prezioso. Grazie a questa sinergia, la tutela dei beni culturali e la cura della persona si fondono in un unico percorso di speranza e bellezza, confermando Napoli come una città dove la solidarietà e l’arte camminano di pari passo.
Dal Lussemburgo al Santobono di Napoli per curare una malattia rara
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