07 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Tracciabilità, tutela delle risorse marine, valorizzazione dei mestieri antichi. Tre cardini attorno a cui si sta andando a costruire la nuova sfida della filiera dei materiali organici preziosi di origine marina legando la tradizione e l’innovazione alla sostenibilità e alla competitività.
È su queste basi che nasce il Precious Sea Summit, promosso da Assocoral e Italian Exhibition Group (Ieg), con la collaborazione del Consorzio Corallo e Cammeo Torrese, l’evento in programma il 21 maggio all’auditorium della Banca di Credito Popolare a Torre del Greco.
L’idea è quella di dare il via ad un tavolo permanente di confronto destinato a diventare appuntamento annuale per mettere in rete tutti gli attori della filiera: artigiani, imprese, designer, centri di ricerca e istituzioni.
La sfida principale è quella della sostenibilità, a partire dalla tracciabilità dei materiali e dalla tutela degli ecosistemi marini. Accanto a questo, la necessità di salvaguardare competenze antiche, spesso tramandate di generazione in generazione.
Il summit si inserisce nel percorso di Italian Exhibition Group nel collegare i distretti produttivi alle piattaforme fieristiche internazionali con l’intento di rafforzare la presenza delle eccellenze italiane sui mercati globali.
E la città di Torre del Greco diventa così il centro simbolico di questo confronto, in cardine vero e proprio poiché anche da un punto di vista geografico il territorio unisce mare e Vesuvio, e socialmente custodisce una tradizione artigianale riconosciuta nel mondo.
Il summit previsto per la seconda metà di maggio ha lo scopo proprio di valorizzare questa identità, trasformandola in leva, unendo la memoria al futuro, la tradizione alla prospettiva economica e culturale.
Grande attenzione sarà dedicata anche al ruolo delle nuove generazioni. La trasmissione del sapere artigiano sarà infatti un tema centrale per la continuità del settore. Il Precious Sea Summit si propone così come piattaforma di dialogo internazionale. Uno spazio in cui sostenibilità, cultura del lavoro e innovazione potranno incontrarsi. Davvero.
di Nadia Labriola
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05 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Un percorso per imparare a prendersi cura dei bambini con metodo e consapevolezza. La Fondazione Oiermo apre le iscrizioni al “Percorso Baby-Sitter Professionale” che parte il prossimo 15 maggio.
Sono trenta ore tra teoria e pratica per capire davvero cosa significa lavorare con i più piccoli. Niente lezioni astratte. Si comincia dalla psicologia: le tappe di sviluppo da 0 a 6 anni, la gestione del distacco al momento del saluto, come comunicare con i genitori e definire confini chiari. Durante il primo laboratorio si simula il colloquio e si costruisce una scheda conoscitiva da usare con le famiglie.
Poi si entra metaforicamente in casa, ad altezza bambino. Con i principi Montessori si impara a progettare spazi per l’autonomia, a trasformare oggetti comuni come scolapasta e mollette in giochi educativi, e a mettere in sicurezza l’ambiente senza vietare l’esplorazione.
Durante il terzo incontro le mani saranno protagoniste: pasta modellabile profumata alle spezie, sabbia edibile, pannelli sensoriali portatili con cerniere e velcro. Materiali atossici e low-cost da usare come alternativa a tv e tablet.
Si prosegue alleandosi con la voce. Tecniche di lettura ad alta voce, teatro delle ombre con scatole di cereali, burattini fatti con calzini. Ogni partecipante prepara la sua “Valigetta del Narratore”.
Gli ultimi incontri sono dedicati alla cura e alla sicurezza. Si prova il cambio pannolino relazionale, le tecniche di addormentamento, a disposizione un set pappa per l’autonomia, allestito per la lezione. Con i manichini pediatrici si praticano le manovre di disostruzione e si simula la chiamata al 112. Infine, si impara a calcolare una tariffa, scrivere un accordo chiaro e preparare un portfolio delle attività da presentare alle famiglie.
I posti sono limitati per seguire tutti da vicino. Chi frequenta almeno 26 ore su 30 riceve un attestato di partecipazione. La Fondazione Oiermo precisa che non si tratta di una certificazione professionale né di un titolo abilitante: è un percorso informativo per dare strumenti validi a chi vuole avvicinarsi al mondo dei più piccoli. Il progetto rientra tra gli obiettivi dell’ Ambito27, di cui il comune di Castellammare è capofila, attivo per il potenziamento del centro per le famiglie e per il rafforzamento della rete di sostegno a minori e genitori.
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05 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Era il 15 agosto 1222 quando, in una Piazza Maggiore gremita, Francesco d’Assisi pronunciò parole capaci di generare onde di cambiamento profondo. Tommaso da Spalato, testimone oculare di quel discorso, scrisse nelle sue Cronache che tutta la sostanza delle sue parole mirava a spegnere le inimicizie e a gettare le fondamenta di nuovi patti di pace.
A distanza di oltre otto secoli, quella stessa piazza continua a farsi teatro di una spiritualità che non si chiude nelle chiese e nei conventi, ma scende in strada per dialogare con il presente e interrogare il futuro. È proprio in questo solco che il Mofraeventi Emilia Romagna, Ente del Terzo Settore e anima organizzativa del Festival Francescano (giunto alla sua diciottesima edizione), ha annunciato l’istituzione del Premio internazionale “Francesco costruttore di pace”, un’iniziativa realizzata grazie al sostegno del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi e inserita nelle celebrazioni nazionali per l’ottavo centenario della morte del Santo Patrono d’Italia.
L’iniziativa intende riconoscere e sostenere persone, associazioni o gruppi informali che si distinguano per un impegno concreto nella costruzione della pace, secondo i valori francescani di fraternità, minorità, dialogo e sostegno agli ultimi. Il riconoscimento, che verrà assegnato negli anni 2026 e 2027, nasce infatti con l’intento di valorizzare l’opera di chi oggi incarna la minorità francescana, quell’attitudine a farsi piccoli e ad agire nelle periferie geografiche, esistenziali o culturali per ricucire strappi sociali apparentemente insanabili. Il Festival Francescano si conferma come il luogo d’elezione per questa iniziativa, in quanto punto di riferimento per la divulgazione culturale e spirituale grazie alla sua capacità di far dialogare i grandi temi della tradizione con le personalità della società civile. L’ispirazione del premio trova radici anche nelle parole che Papa Leone XIV ha rivolto alla Famiglia Francescana, ricordando come il saluto augurale del Santo (Pace e Bene) non sia un semplice cerimoniale, ma la consegna di uno stupore interiore. La pace viene definita dal Pontefice come la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto ma che, allo stesso tempo, richiede di essere un dono attivo, da accogliere e vivere quotidianamente attraverso l’impegno umano.
Il bando si rivolge a una platea ampia e variegata, consapevole che il bene spesso germoglia nel silenzio delle organizzazioni senza scopo di lucro, ma anche nell’azione di singoli individui o gruppi informali legati a percorsi di cittadinanza attiva. Un requisito fondamentale e identitario risiede nel coinvolgimento delle nuove generazioni, poiché le attività devono vedere i giovani under 35 come soggetti attivi e protagonisti, motori del cambiamento piuttosto che beneficiari passivi. Per garantire la solidità delle proposte, i progetti devono risultare attivi da almeno dodici mesi, dimostrando una continuità d’intenti che superi l’entusiasmo momentaneo. Gli ambiti di intervento spaziano dal dialogo in situazioni di conflitto alla cooperazione fraterna tra i popoli, includendo il fondamentale pilastro del dialogo interreligioso e la promozione della solidarietà come rifiuto della guerra quale strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.
Il valore del premio ammonta a 20.000 euro, una risorsa destinata a dare respiro a progetti di frontiera che spesso faticano a trovare canali di finanziamento ordinari.
La partecipazione al premio può avvenire sia tramite autocandidatura sia attraverso la segnalazione di progetti di terzi, un meccanismo pensato per dare voce a chi opera con umiltà e riservatezza nelle pieghe della società. La procedura richiede la compilazione di un apposito formulario, da sottoscrivere e caricare nel form dedicato al link https://www.festivalfrancescano.it/premio-francesco-costruttore-di-pace/ entro il 20 maggio 2026. Per ogni necessità di approfondimento o chiarimento tecnico, l’organizzazione ha predisposto un canale di comunicazione diretto attraverso l’indirizzo e-mail premiopace@festivalfrancescano.it.
La cerimonia di premiazione rappresenterà uno dei momenti culminanti del Festival Francescano 2026, previsto dal 24 al 27 settembre, trasformando nuovamente Piazza Maggiore a Bologna nel centro di una riflessione internazionale sulla pace. In un’epoca segnata da frammentazione e da nuovi conflitti globali, questa iniziativa si pone come un segno di speranza concreto, invitando a non rassegnarsi e a cercare nuovi patti di pace anche tra le inimicizie della contemporaneità.
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05 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Il Comune di Frattamaggiore e Cantiere Giovani rinnovano il proprio impegno nei confronti delle nuove generazioni annunciando il bando “Si Può Fare Socialità Frattamaggiore 2026”, un progetto che mette al centro l’aggregazione e la partecipazione attiva dei giovani come strumenti fondamentali per costruire comunità più partecipative, accessibili e inclusive.
I giovani avranno tempo fino al 30 maggio per presentare le proprie proposte attraverso il form Frattamaggiore, disponibile qui. I progetti dovranno essere realizzati entro il 10 gennaio 2027.
Per favorire un accesso più semplice alle informazioni e offrire un supporto diretto ai partecipanti, sarà inoltre attivo uno sportello informativo dedicato ai giovani, situato al Centro Giovani Il Cantiere, in Traversa XXXI maggio 20, Frattamaggiore.
Lo sportello sarà aperto tutti i giorni, dalle ore 16.00 alle ore 20.00, e fornirà informazioni, orientamento e assistenza alla compilazione delle proposte progettuali. Sarà possibile anche contattare il numero 3760901927 per ulteriori info.
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05 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Un mese di maggio all’insegna della cultura e della scoperta attende i visitatori del Parco Archeologico di Ercolano, che ha organizzato un calendario ricco di aperture straordinarie, di iniziative gratuite e ei attività pensate per adulti e famiglie.
Dopo la partenza – partecipatissima – del primo maggio, giornata in cui il Parco è rimasto regolarmente aperto in occasione della Festa del Lavoro offrendo la possibilità di visitare gli scavi con orario continuato, domenica 3 maggio è stata la volta di “#domenicalmuseo”, l’iniziativa del Ministero della Cultura che prevede l’ingresso gratuito nei luoghi della cultura statali. Per l’occasione è stato possibile accedere liberamente sia al Parco che a Villa Sora
Per i giorni a venire, invece, spazio anche alle famiglie con “Ercole in città”, in programma l’8 e il 15 maggio: un itinerario pensato per bambini e genitori, che accompagna i partecipanti in un percorso narrativo tra affreschi e spazi pubblici, alla scoperta del mito di Ercole in chiave divulgativa e coinvolgente.
Ad aprire il calendario “speciale” è stato l’ultimo appuntamento con il percorso tematico “I luoghi del cibo a Ercolano”, che ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire la civiltà alimentare dell’antica città.
L’iniziativa ha guidato i visitatori in un itinerario dedicato alle abitudini alimentari romane, con particolare attenzione allo “street food” dell’epoca, alle botteghe e ai luoghi della produzione del pane. Un viaggio tra thermopolia, domus e forni che ha permesso di comprendere come, cosa e dove si nutrivano gli abitanti prima dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
Nel corso della visita è stato possibile osservare da vicino un antico forno e scoprire le tecniche di lavorazione del pane, mentre all’Antica Spiaggia gli studi antropologici sui resti umani hanno offerto uno spaccato sulle condizioni di vita e sulla dieta della popolazione.
di Nadia Labriola
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05 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
A seguito del riparto di 98 milioni di euro assegnati dalla Regione Campania alle ASL per il potenziamento della sanità territoriale, la FP CGIL Campania lancia un appello urgente affinché una parte significativa di queste risorse venga destinata al rilancio strutturale della rete consultoriale.
Secondo l’organizzazione sindacale, il rafforzamento del personale deve procedere di pari passo con la valorizzazione di servizi che rappresentano, storicamente, il primo vero esempio di sanità di prossimità.
“I consultori, istituiti nel 1975, sono i precursori delle attuali Case di Comunità: strutture pubbliche, gratuite e capillarmente diffuse- spiega Antimo Morlando, segretario della Sanità Pubblica per la FP CGIL di Napoli e della Campania- Tuttavia, decenni di definanziamento li hanno ridotti in una condizione di profonda criticità. I numeri parlano chiaro: in Campania disponiamo di un consultorio ogni 40.000 abitanti, esattamente la metà rispetto allo standard nazionale che ne prevede uno ogni 20.000”.
La carenza non riguarda solo il numero dei presidi, ma anche la loro operatività quotidiana. Morlando evidenzia come molte strutture soffrano di aperture a singhiozzo e di una cronica mancanza di figure professionali e amministrative necessarie per comporre le equipe multidisciplinari. Una crisi che mette a rischio l’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), tra cui screening, prevenzione, assistenza psicologica, supporto alle vittime di violenza e percorsi per l’interruzione di gravidanza.
“Queste attività sono indispensabili per rispondere ai nuovi bisogni di una società che cambia- conclude Morlando- Per questo chiediamo al Presidente Fico un impegno concreto affinché il consultorio torni a essere il presidio centrale di una sanità gratuita e accessibile”.
La mobilitazione del sindacato non si fermerà ai tavoli istituzionali. A partire dal 15 maggio, la FP CGIL Campania darà il via a una raccolta firme tra i cittadini per sostenere una proposta di legge che rimetta al centro il diritto universale alla salute e il valore della sanità pubblica.
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