30 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Un supporto itinerante per fare rete e per contrastare la violenza di genere. Perché il supporto passa per l’ascolto, e l’ascolto ha bisogno di luoghi che accolgano e custodiscano le richieste di aiuto. Prendono dunque il via le “antenne territoriali”, i nuovi corner di ascolto per prevenire e contrastare la violenza sulle donne, attraverso una rete organizzata e resa fruibile ai cittadini presso le farmacie del territorio. Nel corso dell’anno, questi spazi ospiteranno anche incontri, seminari e momenti di approfondimento curati dall’équipe del Centro Antiviolenza Estìa, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della prevenzione.
Il progetto nasce con l’intento di cambiare il modo in cui una comunità affronta la violenza di genere, vale a dire non aspettando che il problema emerga, ma rendendo quell’aiuto visibile, accessibile e quotidiano, e che questo sia reale, concreto, a portata di mano, prima ancora che ne nasca il bisogno.
Dopo la presentazione avvenuta qualche tempo fa, il progetto “CAV in Tour” entra nella sua fase operativa con l’attivazione di nuovi punti di prossimità distribuiti sul territorio.
La modalità è semplice ed efficace: si tratterà di portare informazione e orientamento nei luoghi frequentati ogni giorno, come le farmacie del proprio territorio, trasformando questi spazi in corner riconoscibili dove potersi avvicinare senza timore in caso di necessità. In questi “angoli territoriali” sarà possibile trovare materiali utili, ma soprattutto instaurare un primo contatto, spesso decisivo per rompere il silenzio.
Questi spazi ospiteranno anche incontri, seminari e momenti di approfondimento, curati dall’équipe del Centro Antiviolenza Estìa, con l’obiettivo di promuovere una cultura del rispetto e della prevenzione. Progetto organizzato da Comune di Sant’Anastasia e dell’Ambito Territoriale N25, in collaborazione con la cooperativa sociale Proodos e gli altri partner impegnati sul tema.
E in effetti il valore sociale dell’iniziativa sta proprio nella sua capacità di accorciare le distanze. Per molte donne, chiedere aiuto non è solo una questione di servizi disponibili, ma di condizioni emotive, culturali e meramente pratiche, che spesso involontariamente si trasformano in vere e proprie barriere. L’obiettivo finale è costruire una consapevolezza generale che possa coinvolgere non solo le potenziali vittime, ma l’intera comunità. Parlare di prevenzione, in questo contesto, significa lavorare sulle relazioni, sui comportamenti e sulla capacità collettiva di riconoscere e contrastare i segnali di violenza.
di Nadia Labriola
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30 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Le macchine da cucire si sono fermate, lasciando spazio al silenzio e alla riflessione. Stamattina, nei laboratori della Kiton ad Arzano, la Chiesa di Napoli ha scelto di anticipare la celebrazione di San Giuseppe Lavoratore portando l’altare laddove nasce l’eccellenza del “fatto a mano”. Circa 400 lavoratori si sono ritrovati fianco a fianco tra le navate di tessuti pregiati per la Santa Messa presieduta dal Cardinale don Mimmo Battaglia.
L’iniziativa, coordinata dal Servizio diocesano di pastorale sociale e del lavoro insieme alla parrocchia dello Spirito Santo, ha trasformato uno dei simboli del riscatto industriale del territorio in un tempio della dignità umana. Ad accogliere il Cardinale sono stati i vertici dell’azienda – Maria Giovanna, Raffaella e Silverio Paone – custodi dell’eredità del fondatore Ciro Paone, l’uomo che nel 1968 scommise sulla sapienza sartoriale napoletana per conquistare il mondo.
Durante la celebrazione, don Mimmo Battaglia ha rivolto parole cariche di significato ai presenti, sottolineando come il lavoro debba essere sempre sinonimo di riscatto e mai di oppressione:
“Il lavoro non è una merce, ma è il prolungamento dell’opera creatrice di Dio e il fondamento della dignità umana. Celebrare qui, tra questi banchi dove l’ingegno e le mani si incontrano, significa ricordare che non può esserci vera economia senza la centralità della persona. Non rassegnatevi mai a un lavoro che toglie il respiro o la speranza: la Chiesa vi è vicina perché il diritto a un’occupazione giusta, sicura e dignitosa sia la priorità di ogni società che voglia dirsi civile. Ogni vostra creazione è un pezzo di bellezza che vince il degrado”.
La mattinata ha vissuto un secondo momento con la cerimonia ufficiale di intitolazione di Viale Ciro Paone (già Viale delle Industrie). Questa scelta non è arrivata dall’alto, ma è nata da una petizione spontanea degli stessi dipendenti della Kiton per onorare l’imprenditore che nel 1991 scelse Arzano come quartier generale, radicando l’azienda nel tessuto sociale locale e garantendo sviluppo a intere generazioni.
Presenti alla celebrazione anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e del mondo delle cooperative, a testimonianza di un dialogo necessario tra fede e vita quotidiana. In un territorio complesso come quello dell’hinterland napoletano, la giornata odierna ha rappresentato un segnale chiaro: la qualità del prodotto non può prescindere dalla qualità della vita di chi lo realizza. Kiton, con i suoi 800 dipendenti e la sua vocazione artigianale, resta l’esempio di una Napoli che non smette di ricucire con orgoglio il proprio futuro.
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30 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Un villaggio educativo per avvicinare le nuove generazioni ai temi della transizione ecologica attraverso esperienze concrete: laboratori, mostre e attività dimostrative. Nell’ambito del Green Med Expo & Symposium 2026, in programma dal 27 al 29 maggio alla Stazione Marittima di Napoli, nasce il Green Med Hub – “Le mani al futuro”, percorso rivolto agli studenti delle scuole medie e medie superiori della Campania.
L’Hub sarà allestito sul piazzale esterno al centro congressi e sarà aperto tutte le mattine della manifestazione, dalle 9.00 alle 14.10, con percorsi dedicati alle scolaresche. I docenti potranno prenotare l’intero itinerario educativo nella fascia compresa tra le 9.00 e le 12.40 per gruppi fino a 20 studenti. Nel pomeriggio, invece, le visite saranno libere e aperte a tutti e senza prenotazione.
Finanziato da Green Med (evento organizzato da Ricicla Tv, Ecomondo – Italian Exhibition Group e Zucchetti Ambiente con CONAI nel ruolo di main sponsor), il Green Med Hub si svolge con la partnership tecnica di Asìa Napoli e si avvale della collaborazione di Let’s Do It Italy, Polo della Sostenibilità Ambientale, Erion Textiles, UNIRAU, ARPAC Campania, Marina Militare, EIC e GORI. Nel programma anche la Regione Campania.
Il percorso nasce con l’obiettivo di trasformare la consapevolezza ambientale in esperienza diretta. Al centro dell’edizione 2026 uni spazio essenziale sarà riservato al tema dei rifiuti tessili, la cui gestione rappresenta una delle criticità più urgenti da risolvere e, allo stesso tempo, una filiera con significative opportunità industriali, in particolare in Campania.
Let’s Do It Italy proporrà un ciclo di mini-laboratori educativi dedicati alla sostenibilità ambientale. Il 27 maggio, con “Dal chicco alla farina”, gli studenti seguiranno la filiera del grano, dalla spiga alla trasformazione in farina attraverso l’uso di un mulino manuale. Il 28 maggio, con “Erbario e bestiario”, il focus sarà sulla biodiversità e sul rapporto tra ecosistemi e tutela dell’ambiente. Il 29 maggio, con “Difendiamo la Terra”, l’attenzione si sposterà sull’inquinamento, sull’abbandono dei rifiuti e sulla Terra dei Fuochi, anche attraverso strumenti digitali come l’app TrashOut.
Sul fronte dell’economia circolare, Erion Textiles e UNIRAU cureranno “La consapevolezza all’ultimo grido”, un percorso esperienziale e sensoriale dedicato alla selezione dei rifiuti tessili, dal conferimento alla destinazione dei materiali secondo qualità e composizione. L’attività intende spiegare agli studenti il funzionamento della filiera del fine vita e promuovere comportamenti più consapevoli sia nel corretto conferimento sia nelle scelte di acquisto.
ARPAC sarà presente con il laboratorio mobile “Che aria respiriamo?”, dedicato al monitoraggio della qualità dell’aria. Gli studenti potranno conoscere da vicino le tecnologie utilizzate per la misurazione dei principali inquinanti atmosferici e dei parametri meteorologici.
La Marina Militare proporrà l’esperienza “A difesa del mare – Conoscere la Marina Militare”, con personale dedicato, modelli navali in scala e un simulatore poliesperienziale biposto per attività immersive legate al volo e alla navigazione.
Spazio anche all’Agenda 2030 con la mostra evento “Obiettivo 2030. Sulle ali delle farfalle”, promossa nell’ambito della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile della Regione Campania e realizzata nella programmazione regionale IN.F.E.AS dai Centri di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità della rete campana. La mostra, lunga 51 metri, sarà visitabile per tutte le tre giornate e racconterà attraverso immagini e testi i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile.
Alla fine del percorso laboratoriale, sarà possibile visitare l’area start up presso la quale si potranno sperimentare le più recenti innovazioni tecnologiche a servizio della sostenibilità.
Sempre nel piazzale, sarà possibile gustare un ottimo caffè presso un ApeCar che con l’aiuto di una start up (Porticello) recupererà i fondi dei caffè bevuti come biomassa organica destinata alla coltivazione di funghi medicinali.
Il programma prevede infine, mercoledì 27 maggio alle 9.30 in sala Calipso, la proiezione del docufilm “Fiume Madre”, promosso da Regione Campania, EIC e GORI, dedicato al risanamento del fiume Sarno e agli interventi realizzati nell’ambito del piano “Energie per il Sarno”.
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30 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Sei punti di partenza per trasformare un “cantiere di idee” in una realtà partecipata e consolidata, fruibile soprattutto dalle nuove generazioni. È partito da Villa Fernandes a Portici il “Manifesto dei Giovani”, un percorso partecipato che mette al centro le nuove generazioni come protagoniste del futuro della città. Un’iniziativa messa in piedi dopo mesi di lavoro e che prova a rovesciare un assioma brutto da guardare ma difficile da cambiare: quella di un Sud da cui partire, più che da costruire.
Il primo incontro ha rappresentato il primo passo – pubblico e visibile – di un progetto in divenire nato dal lavoro di mesi di ascolto e confronto tra giovani attivi nel sociale, nella cultura e nella cooperazione.
A emergere, da questo primo incontro, è stato un dato politico e culturale forte: esiste e cresce una generazione, sotto al Vesuvio, che ha scelto di restare nella propria terra e di investire competenze e costruire opportunità. Una scelta, questa, dichiarata nel corso dell’evento pubblico alla presenza del consigliere regionale Davide D’Errico, che insieme a Luigi Ciliberti, presidente di Culturadice, a Simone Esposito per Pred ETS, Elena Zoino, alla vicepresidente della cooperativa Culturadice, Daniela Pastolo, TNPEE, e ad Anna Cozzolino, presidente di Storie Campania APS ha preso parte all’incontro.
Il Manifesto nasce da un processo partecipativo durato alcuni mesi durante il quale circa 50 giovani sono stati intervistati e coinvolti direttamente nella costruzione dei contenuti, mentre altri continuano a contribuire online attraverso il QR code collegato al progetto. Un lavoro strutturato anche attraverso questionari e domande mirate, utilizzati per raccogliere bisogni, idee e priorità, trasformando l’ascolto in proposta.
Sei i punti cardine emersi, che delineano una visione di città inclusiva e dinamica. La cultura, innanzitutto, come diritto accessibile e pratica condivisa, e non inteso come un evento sporadico ed occasionale. Poi l’apertura europea, con l’obiettivo di rafforzare l’accesso ai programmi internazionali e trasformare le esperienze all’estero in ritorno di competenze per il territorio. Centrale anche il tema dell’inclusione, con il riferimento al Progetto di Vita Individuale: un cambio di paradigma che mette al centro la persona, promuovendo autonomia, relazioni e qualità della vita. Accanto a questo, spazio allo sport come strumento di aggregazione libera e accessibile e alla valorizzazione del patrimonio nascosto con il progetto “Portici Sotterranea”, capace di unire cultura, lavoro e sviluppo sostenibile in una città dalla storia meravigliosa.
«Il messaggio finale è questo – spiega Luigi Ciliberti – La nuova generazione non vive nel futuro ma è una realtà già operativa. Esiste, produce, costruisce. E chiede di essere ascoltata e messa nelle condizioni di incidere davvero sul proprio territorio».
di Nadia Labriola
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30 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Un nuovo spazio dedicato ai giovani, all’inclusione sociale e al contrasto della povertà educativa nasce al Parco Penniniello di Torre Annunziata con il Centro Sociale “DesTEENazione – Officina delle Esperienze”, progetto promosso dall’Ambito N30, di cui il Comune oplontino è capofila, e finanziato dal Ministero delle Politiche Sociali e dall’Unione Europea.
La struttura ha sede all’interno dell’isolato 20 del quartiere Penniniello e rappresenta uno dei tasselli centrali di un più ampio intervento di riqualificazione urbana e sociale dell’area.
Il progetto, di durata triennale, rientra nel Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027 ed è rivolto a ragazzi e ragazze dagli 11 ai 21 anni, con l’obiettivo di promuovere autonomia, partecipazione attiva e inclusione sociale attraverso attività educative, formative e di accompagnamento.
Il centro sarà aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 19, e sarà gestito dalla Cooperativa Sociale “L’Impronta”, dall’ente di formazione “Atoa Academy” e dall’agenzia per il lavoro “CertForm”.
Numerose le attività previste: laboratori creativi, espressivi, sportivi e multimediali, educativa di strada, percorsi contro la dispersione scolastica, supporto psicologico e sostegno alle famiglie. Per i giovani fuori dall’obbligo scolastico saranno attivati percorsi di orientamento al lavoro, tirocini e attività per lo sviluppo delle competenze professionali.
“Per decenni il Parco Penniniello è stato un quartiere che ha sofferto l’isolamento, sentendosi distante dalla città. Oggi invece questo isolamento viene spezzato – ha dichiarato il sindaco Luigi Mennella Cuccurullo –. Il Penniniello si apre alla città con una struttura moderna, bella e funzionale dedicata ai giovani”.
L’intervento architettonico è stato progettato da Studio Ricciardi Architetti insieme all’ingegnere Francesco Celone e alla dott.ssa Chiara Franchetti seguendo un approccio di urbanismo tattico, con l’obiettivo di trasformare un’area marginale in uno spazio aperto, accessibile e inclusivo.
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, alla flessibilità degli ambienti e al rafforzamento dell’identità del quartiere, con richiami al linguaggio e alla cultura partenopea.
Con “DesTEENazione – Officina delle Esperienze”, il Parco Penniniello prova così a diventare non solo un luogo rigenerato dal punto di vista urbano, ma anche un presidio sociale ed educativo capace di offrire nuove opportunità ai giovani del territorio.
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30 Apr, 2026 | Comunicare il sociale
Prendersi cura delle fasce più fragili significa investire direttamente sul futuro della città. È questo il principio cardine che guida l’Ambito Territoriale N.27, con Castellammare di Stabia nel ruolo di comune capofila, nel potenziamento della rete di protezione dedicata a minori e genitori. Grazie ai finanziamenti della Regione Campania (Fondo per le Politiche della Famiglia 2023), il territorio rilancia un vero e proprio “patto di cura” attraverso il rafforzamento del Centro per le Famiglie.
Il progetto, nato in stretta sinergia con la Fondazione Oiermo e la Cooperativa Amira, punta a creare presidi concreti di vicinanza e supporto, trasformando la solidarietà in servizi accessibili a tutti i cittadini.
Info Point: una porta aperta sull’affido e l’orientamento
Il cuore pulsante dell’iniziativa è l’Info Point del Centro per le Famiglie, situato in via Annunziatella 23 (presso la Fondazione Oiermo). Questo sportello non è solo un punto di riferimento per orientarsi tra i servizi educativi, scolastici e sanitari, ma rappresenta un luogo di sensibilizzazione su un tema fondamentale: l’affido familiare.
L’obiettivo è far scoprire alla comunità il valore di un gesto d’amore temporaneo che può cambiare radicalmente la vita di un bambino in difficoltà. Gli uffici sono aperti al pubblico il martedì e il giovedì, dalle ore 9:00 alle ore 12:00.
Educativa Territoriale: strappare i ragazzi alla strada
Parallelamente, il presidio di Educativa Territoriale in via Marco Tullio Cicerone 16 si concentra sulla crescita dei più giovani. Dal lunedì al venerdì (15:30 – 18:30), il centro accoglie ragazzi dai 6 ai 16 anni offrendo molto più di un semplice aiuto per i compiti. Attraverso laboratori dedicati e la costruzione di relazioni sane, l’Educativa lavora per contrastare la dispersione scolastica e offrire alternative concrete alla strada, ricostruendo un senso di fiducia nel futuro.
La tutela dei legami e della bigenitorialità
Oltre al supporto materiale e pedagogico, l’Ambito N.27 pone un forte accento sulla difesa della bigenitorialità. Si tratta di garantire il diritto inalienabile di ogni bambino a mantenere un legame costante e significativo con entrambi i genitori, anche nelle fasi delicate che seguono una separazione.
Investire nell’affido e nella tutela dei legami familiari significa costruire una comunità che non lascia indietro nessuno, dove la protezione dei figli diventa il metro di misura del benessere collettivo.
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