14 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Rafforzare la partecipazione dei giovani alla vita democratica, costruire reti internazionali e trasformare le idee delle nuove generazioni in azioni concrete per le comunità locali. Sono gli obiettivi di “Youth Impact: Engaging politics, building communities”, il nuovo progetto europeo sostenuto dal programma Erasmus+ che coinvolge otto organizzazioni di diversi Paesi europei.
L’iniziativa nasce per rispondere ad alcune delle principali sfide che riguardano i giovani in Europa: bassa partecipazione politica, polarizzazione sociale, disoccupazione giovanile, difficoltà di accesso alle risorse e divario di competenze, nonostante la crescente diffusione degli strumenti digitali.
Il progetto punta a sviluppare nuove forme di cooperazione tra organizzazioni giovanili, promuovere attività formative online e offline, sostenere youth workers e volontari e favorire la costruzione di comunità attraverso scambi internazionali, festival e attività partecipative.
Tra le attività previste ci sono un kick-off meeting internazionale, programmi di formazione per attivatori di comunità, webinar tematici, scambi giovanili europei e iniziative di advocacy politica con la realizzazione di position papers dedicati alle politiche giovanili.
Secondo il cronoprogramma, Youth Impact punta a coinvolgere direttamente oltre 1.100 giovani, formare 32 youth workers e youth leaders, organizzare 8 webinar e raggiungere circa 2.800 cittadini attraverso eventi e festival dedicati alla partecipazione civica.
Il progetto riunisce partner provenienti da diversi Paesi europei, tra cui ETS TwoPlusTwo, Teatro Metaphora, Rural Youth Europe e altre realtà impegnate nel lavoro con i giovani e nello sviluppo di comunità partecipative.
“Ogni generazione ha la propria voce”, si legge nei materiali del progetto. “Youth Impact mira a garantire che i giovani in tutta Europa abbiano l’opportunità, le competenze e gli strumenti per far sì che quella voce venga ascoltata e si traduca in un cambiamento positivo”.
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14 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Il contatto pelle a pelle tra genitori e neonato non è solo un gesto d’amore, ma una vera pratica terapeutica riconosciuta a livello internazionale. In occasione della Giornata Mondiale della Kangaroo Care del 15 maggio 2026, la Società Italiana di Neonatologia e Vivere Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia ETS rilanciano l’importanza della cosiddetta “marsupioterapia”, pratica che favorisce il benessere del neonato ma anche quello emotivo dei genitori.
Il tema scelto per l’edizione 2026 è “La tranquillità è forza”, un messaggio che mette al centro il valore del contatto pelle a pelle nei primi momenti di vita del bambino. Quando mamma o papà tengono il neonato sul proprio petto, spiegano gli esperti, si riducono stress e dolore, migliora la stabilità cardiorespiratoria del piccolo e si rafforza il legame affettivo.
La Kangaroo Care è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come standard assistenziale per i neonati prematuri o di basso peso, ma i benefici riguardano anche i bambini nati a termine. La pratica integra contatto pelle a pelle prolungato, sostegno all’allattamento e coinvolgimento attivo dei genitori, creando un ambiente considerato fondamentale per il neurosviluppo del neonato.
Secondo il professor Massimo Agosti, la Kangaroo Care contribuisce non solo alla salute del bambino, ma anche al benessere psicologico delle famiglie. “Favorisce una relazione positiva genitori-figlio anche in situazioni di fragilità e ricovero in Terapia Intensiva Neonatale”, spiega.
Importanti anche i risultati di un recente studio condotto in Svezia e Norvegia, che ha evidenziato come il contatto pelle a pelle immediato dopo la nascita riduca significativamente sintomi di ansia e depressione sia nelle madri che nei padri, migliorando inoltre la risposta allo stress nei neonati nei mesi successivi.
Per le associazioni che operano nel settore resta però ancora aperta la questione dell’accesso dei genitori alle Terapie Intensive Neonatali. Nonostante molti reparti siano oggi aperti h24, in diverse strutture mamma e papà vengono ancora considerati semplici visitatori.
“La Kangaroo Care è una questione di equità e diritto alla salute”, sottolineano da Vivere ETS. “Ogni famiglia deve poter restare accanto al proprio neonato, perché la vicinanza dei genitori è parte integrante della cura”.
di Giovanna De Rosa
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14 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Torna anche quest’anno “Caretta in Vista”, il progetto dedicato al monitoraggio e alla tutela delle tartarughe marine Caretta caretta lungo le coste campane. Dal 1° giugno prende ufficialmente il via la sesta stagione dell’iniziativa che coinvolge volontari, associazioni, enti di ricerca e istituzioni nella protezione dei nidi e nella salvaguardia di una delle specie simbolo del Mediterraneo.
Negli ultimi anni le nidificazioni di Caretta caretta in Campania sono aumentate in maniera significativa, trasformando il litorale regionale in una delle aree più importanti per la riproduzione della specie. Solo nella scorsa stagione sono stati monitorati oltre cento nidi tra le province di Napoli, Caserta e Salerno grazie al lavoro della rete Caretta in Vista coordinata dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn.
Il progetto punta sul pattugliamento quotidiano delle spiagge all’alba per individuare le tracce lasciate dalle tartarughe, mettere in sicurezza i nidi e seguire le schiuse fino all’ingresso in mare dei piccoli esemplari. Un lavoro che coinvolge decine di volontari impegnati anche nelle attività di sensibilizzazione rivolte a cittadini e turisti.
Le attività rientrano anche nel progetto europeo Life Turtlenest, nato per proteggere i nuovi siti di nidificazione nel Mediterraneo e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e dell’impatto umano sugli habitat costieri.
Tra le azioni promosse ci sono la riduzione delle luci artificiali sulle spiagge, la pulizia manuale dei litorali, il contrasto al transito di mezzi sulla sabbia e la diffusione di comportamenti corretti durante il periodo di nidificazione. Piccoli gesti che possono fare la differenza per la sopravvivenza delle tartarughe marine.
Anche per l’estate 2026 Caretta in Vista cerca nuovi volontari pronti a vivere un’esperienza immersi nella natura, tra monitoraggi, tutela ambientale e lavoro di squadra. Un impegno concreto che negli anni ha contribuito a rendere la Campania uno dei territori più attivi nella protezione della biodiversità marina
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13 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Dolores Redondo, la regina del thriller spagnolo, arriva a Napoli il 14 maggio per l’anteprima del Festival del Giallo, che si terrà in Floridiana dal 5 al 7 giugno.
Grazie a un progetto ideato e voluto dall’Instituto Cervantes di Napoli, che da cinque anni collabora con la kermesse napoletana, Redondo approda su una delle spiagge più iconiche di Napoli per raccontare i suoi successi letterari e televisivi. In particolare la Trilogía del Baztan, diventata poi anche una serie tv di successo su Netflix.
L’incontro, promosso dall’Instituto Cervantes per il Festival del Giallo Città di Napoli, si avvale della collaborazione di Palazzo Petrucci che ospiterà il pomeriggio letterario.
Ad intervistare la best seller europea sarà la scrittrice e giornalista napoletana Santa di Salvo. Insomma, due donne, a Posillipo, a parlare di misteri e delitti di carta.
Ad aprire il pomeriggio alle 18,30 a Palazzo Petrucci, la direttrice del Cervantes Ana Navarro e il direttore artistico del Festival Ciro Sabatino. Dolores Redondo, che è nata a Donostia-San Sebastián nel 1969, è sempre consiste nel dare vita a qualcosa di bello per gli altri. Non a caso, prima di diventare una scrittrice a tempo pieno ha deciso di diplomarsi come chef e di aprire un ristorante di cucina basca.
Accolti dalla critica come una delle proposte più originali del genere, i suoi thriller hanno venduto oltre un milione di copie nella sola Spagna e sono diventati bestseller internazionali tradotti in tutto il mondo. Ha vinto il premio Planeta nel 2016 e il Bancarella nel 2018.
Di Giovanna De Rosa
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13 Mag, 2026 | Comunicare il sociale, Terza di Copertina
Spazi sottratti, diritti negati, vite da ricostruire: il numero di maggio di Comunicare il Sociale si concentra sul recupero della persona, sulla sua centralità
La rivista è disponibile nella versione sfogliabile a questo link:
qui invece la versione in pdf
13 Mag, 2026 | Comunicare il sociale
Dal 22 al 24 maggio 2026 San Giorgio a Cremano si trasformerà ancora una volta nella città delle storie con la quinta edizione di “Ricomincio dalle Storie”, il festival gratuito dedicato allo storytelling per bambine, bambini e adolescenti nato come spin-off della fiera del libro Ricomincio dai Libri.
Tra Villa Bruno, Villa Falanga, la Libreria La Bottega delle Parole e la Biblioteca comunale “Giovanni Alagi”, il festival proporrà laboratori, spettacoli, letture, giochi, teatro, fumetti e incontri pensati per coinvolgere scuole e famiglie.
Tema dell’edizione 2026 sarà “C’era un’altra volta”, un invito a rileggere le fiabe da prospettive nuove, capovolgendo finali e personaggi per immaginare storie diverse e più vicine ai ragazzi di oggi.
La giornata inaugurale di venerdì 22 maggio sarà dedicata soprattutto alle scuole, con attività diffuse nei diversi spazi del festival: dal laboratorio di scrittura creativa ai racconti in Kamishibai, passando per il teatro dei burattini, i tavoli di Dungeons & Dragons, gli atelier artistici e i percorsi dedicati alla sostenibilità ambientale.
Tra gli ospiti più attesi ci saranno Cosetta Zanotti, protagonista di incontri dedicati all’educazione emotiva, e Nunziante Valoroso, che guiderà il pubblico in un viaggio tra animazione classica e intelligenza artificiale con l’incontro “Il viaggio dell’eroe 2.0”.
Sabato 23 maggio il festival si aprirà ancora di più alle famiglie con laboratori, spettacoli teatrali, giochi tradizionali, fumetto e cultura pop, mentre domenica 24 maggio la chiusura sarà affidata a una serie di attività dedicate a musica, creatività, ascolto e immaginazione, con la partecipazione della cantautrice Dadà.
«Le storie non sono un passatempo, ma uno strumento educativo potente», spiegano gli organizzatori, sottolineando il valore della narrazione come spazio di crescita, ascolto e costruzione di comunità.
Anche quest’anno il festival conferma il forte legame con il territorio di San Giorgio a Cremano, trasformando ville storiche, biblioteca e spazi pubblici in luoghi vivi di partecipazione culturale. Il logo dell’edizione 2026 è stato realizzato dagli studenti della Scuola Italiana di Comix.
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