Abbandona scarti tessili in aperta campagna, i Carabinieri individuano e denunciano un imprenditore

Un’attività volta alla sicurezza ambientale per i Carabinieri di Qualiano che hanno denunciato per abbandono e smaltimento illecito di rifiuti il titolare di una ditta di trasporti di Frignano.
Lo scorso ottobre i militari hanno rinvenuto e sequestrato 10 metri cubi di scarti tessili abbandonati in località Pozzonuovo. Analizzate le immagini dei sistemi di video-sorveglianza presenti sul posto, i Carabinieri hanno individuato il furgone utilizzato per lo sversamento illecito individuando così il proprietario. I rifiuti sono stati affidati a una ditta autorizzata per il successivo smaltimento.

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Il presepe napoletano come opportunità, ecco la scuola di arte presepiale per i giovani della città

Una scuola di formazione per la realizzazione del presepe napoletano con protagonisti sia i giovani in difficoltà della città di Napoli che chi – da altre zone d’Italia e anche dall’estero – è ammaliato da quest’arte famosa in tutto il mondo. A lanciare l’idea, che inizierà il suo percorso di concretizzazione subito dopo le feste natalizie, è il presidente dell’associazione Le Botteghe di San Gregorio Armeno Vincenzo Capuano con la stretta collaborazione de l’Altra Napoli Onlus.

Le parole del maestro Capuano – «La scuola – spiega Capuano maestro dell’arte del presepe napoletano – sorgerà o all’interno di un palazzo di proprietà privata proprio a San Gregorio Armeno da recuperare o in uno di via del Grande Archivio di pertinenza del Demanio, luogo di un asilo nido fatiscente. In questo secondo caso la concessione potrebbe essere più facile. Con l’Altra Napoli Onlus abbiamo già presentato una bozza al Comune, alla Camera di commercio e alla Regione, tra pochi giorni presenteremo il progetto definitivo». L’auspicio è di dare vita alla scuola nel corso del 2023 e, chissà, avere già dal prossimo Natale delle statuette e sculture realizzate da coloro i quali frequenteranno la scuola di formazione. Al di là della sede del centro ancora da individuare, è importante la ratio alla base di questo progetto: dare un’opportunità lavorativa ai giovani napoletani, spesso in difficoltà a vivere la propria quotidianità perché sul territorio le prospettive sono quasi azzerate, permettendo al contempo a chi ammira il presepe napoletano, al di là della provenienza geografica, di immergersi in quest’arte che i maestri bottegai peraltro sperano possa presto diventare patrimonio immateriale dell’Unesco. Capuano insiste su un punto: «Vogliamo dare un’opportunità ai ragazzi di Napoli. Ho tante richieste da Comuni italiani che vorrebbero che si organizzassero delle fiere. Avendo dei ragazzi formati li indirizzeremo anche al lavoro». Secondo la visione del presidente delle associazioni delle Botteghe di San Gregorio Armeno e degli altri artisti del settore, «il maestro presepiale dev’essere scultore, scenografo, pittore. Poi si apre il mondo della miniatura con la cera e il legno e poi c’è il mondo vasto della sartoria, con i costumi di fine ‘700. La scuola avrà quindi quattro o cinque indirizzi».

Il ruolo del Terzo Settore – Entusiasta è Antonio Lucidi, vicepresidente de l’Altra Napoli Onlus che ha sposato in pieno il progetto. «Abbiamo immediatamente apprezzato l’idea del maestro Vincenzo Capuano di creare un centro d’eccellenza per il recupero del territorio rivolgersi ai giovani della Napoli disagiata» afferma Lucidi allarmato dai dati dell’ultimo rapporto Caritas sulla diffusione, in aumento, della povertà assoluta e relativa a Napoli e in Campania. «Siamo preoccupati – afferma Lucidi – La crescita della povertà assoluta e relativa in una città come Napoli, già attanagliata dalla crisi economica, può creare ulteriori problemi. Con la collaborazione con le istituzioni può però nascere qualcosa di positivo». Sulla scuola di formazione il vicepresidente de l’Altra Napoli Onlus dice ancora: «Ci sono due parti ulteriori di questo lavoro: che il Comune adotti una delibera, su impulso della Soprintendenza con la quale c’è un ottimo rapporto, per far sì che le botteghe siano vincolate. L’altra, di più lungo respiro, è che l’arte presepiale diventi patrimonio Immateriale dell’Unesco. Vogliamo far incontrare le persone di diverse realtà con questa scuola di formazione, creare sinergie anche attraverso la riunificazione delle sigle delle botteghe e delle bancarelle di San Gregorio Armeno come il maestro Vincenzo Capuano vuole fare» conclude Antonio Lucidi.

di Antonio Sabbatino

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Al Pan le “Storie Sopravvissute” per dire basta alla violenza di genere

Si intitola “Riemergere – Storie Sopravvissute” la mostra che la I Municipalità diretta da Giovanna Mazzone ha organizzato con la Commissione Cultura del Comune di Napoli e l’Associazione Tu-Tutte Unite per celebrare (venerdì 25 novembre) la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Ad aprire l’evento sarà un incontro-dibattito alla sala De Stefano del Museo Pan (dalle 9.30 alle 13.00), nel corso del quale si affronterà il tema dell’approccio al problema della violenza sulle donne. La tavola rotonda (che avrà anche una valenza formativa con i crediti ECM rilasciati dall’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Campania) coinvolgerà personalità ed organi competenti del territorio. In modo particolare, si analizzerà il tema delle risorse messe in campo delle Istituzioni e dalle realtà del terzo settore per supportare le donne e le famiglie che cercano di uscire da una condizione di violenza. Poi, al termine del dibattito, l’inaugurazione della Mostra Evento, visitabile per l’intera giornata.

«L’idea è nata dall’esigenza di avere una fotografia del problema – dice la presidente Giovanna Mazzone – per questo abbiamo coinvolto l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Campania con la Presidente Gilda Panico, ma anche la Polizia di Stato con il vicequestore Ludovica Carpino, la Polizia Municipale con il capitano Sabina Pagnano e il Telefono Rosa Napoli, con l’avvocato Barbara Abazia. L’obiettivo è fare il punto sulle strategie messe in campo dalle Istituzioni e dalle tante realtà che lavorano con le donne e le famiglie. Quello della violenza sulle donne è un tema che sentiamo molto, perché riguarda non solo i territori più disagiati, ma anche le classi sociali più abbienti. Le istituzioni devono essere vigili e sostenere le donne che chiedono aiuto».

Per comprendere le esigenze, le carenze, ma anche gli esempi virtuosi sarà importante il contributo della Dott.ssa Anna Maria Di Giovanni coordinatrice di Casa Giuditta, della dottoressa Rosa di Matteo (presidente dell’associazione “Arcidonna Napoli” e responsabile CAV “Aurora” e della dottoressa Tina Grassini  (presidente Associazione “Parla con me”) tutte donne da anni impegnate per dare conforto e per cercare opportunità concrete da offrire a chi denuncia. «Ogni 3 giorni – spiega Benedetta Sciannimanica Assessore alle Politiche Sociali della I Municipalità – in Italia una donna viene barbaramente uccisa. Abbiamo il dovere di costruire una rete e collaborare con tutte le realtà che possono essere di supporto alle famiglie».

Evento molto atteso, come detto, sarà l’apertura della mostra con opere di artisti selezionati dalla giovane storica dell’arte, Giusi Iacovelli. «È una manifestazione che accoglie più linguaggi – dice Luigi Carbone, presidente dalla Commissione Cultura del Comune di Napoli – vogliamo utilizzare questa data per parlare non solo di violenza, ma anche di Donne Sopravvissute, Riemerse». L’idea è quella di «creare uno spazio di confronto tra sguardi – dice Barbara Preziosi, Assessore che annovera tra le deleghe quella alla Comunicazione  – linguaggi, modi di percepire, affrontare e rappresentare il fenomeno, tenendo conto di come, attraverso il tempo e attraverso le generazioni, il tema della violenza è emerso ed è stato affrontato». La realizzazione della manifestazione è resa possibile anche dalla collaborazione con Città&Tempo, WeSpace, Scuola di Cinema di Napoli, Ritmarte Lab, Acquazone Sponsor by Leopoldo cafebar, Taralleria Napoletana, AIS Campania, Cartotecnica Melita Packaging di lusso, Zètema S.r.l., Grumese Calcio Femminile, Le Donne del Vino della Campania e Nayva_kids.

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L’etica in tasca. Online il nuovo numero di Comunicare il Sociale

La finanza etica può essere una soluzione alle emergenze sociali e ambientali? Proviamo a dare una risposta nel numero di novembre di Comunicare il Sociale, con interviste, approfondimenti, esperienze.
La rivista viene consegnata agli enti del Terzo settore di tutta la Campania, che si impegnano a diventare punti di distribuzione sul territorio, per un totale di 2000 copie.
E’ possibile consultare la versione in pdf cliccando a questo link

Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza contro le donne, assemblea a Castellammare

L’Associazione Socio Culturale “l’Incrocio delle Idee” ogni anno sottolinea questa giornata facendo sintesi delle attività svolte nel corso dell’anno e mettendo in campo un possibile programma da attuare.

Un fenomeno, quello della violenza contro le donne che resta una delle forme più gravi di violazione dei diritti umani, una negazione del vivere libero e in maniera dignitosa e che abbisogna di forme di contrasto sempre più efficaci ma soprattutto azioni e politiche finalizzate a sconfiggere una cultura maschilista, una cultura di sopraffazione fisica e psicologica.

Una giornata che presuppone alcune riflessioni ma che ha la finalità di tenere sempre in primo piano questo drammatico fenomeno nelle sue forme più diverse e che ogni giorno registra numerosi drammi.

Nelle sue attività nel corso degli anni, l’associazione ha provato ad affrontare la problematica della violenza di genere, la violenza domestica, la violenza assistita e degli uomini maltrattanti.

Quest’anno un tema, che presumibilmente sarà linea conduttrice per l’anno prossimo: la prevenzione.

“La prevenzione contro il femminicidio e la violenza di genere” è il tema che, in una assemblea pubblica, sarà affrontato il 25 novembre prossimo.

Iniziativa cui interverranno la presidente dell’associazione proponente Giovanna Massafra, il sostituto Commissario della Polizia di Stato di Castellammare di Stabia e Referente per i reati di violenza di genere Rita Villani; Rosaria Varrella del Centro d’Ascolto CAM – Mai più violenza Incrocio delle Idee e Rita La Femina Assistente Sociale – Settore Socio Assistenziale del Comune di Castellammare e Referente CAV Stabiese.

L’iniziativa, con inizio ore 17,30 si terrà presso il Salone Luisella Viviani in via Gesù, 29 a Castellammare di Stabia.

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“Cime di Rapa”, a Napoli il progetto per l’inserimento lavorativo di persone fragili che coniuga inclusione e biodiveristà

Un progetto sociale e ristorativo che unisce cultura gastronomica, tutela della biodiversità ed etica del lavoro. Si chiama CIME DI RAPA 4.0 e nasce con lo scopo di favorire l’inclusione lavorativa e sociale di giovani e adulti “svantaggiati”, come definiti dal Decreto n.17/2017 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, a cui si aggiungono Neet, donne vittime di violenza, immigrati, persone con disabilità, ragazzi in dispersione scolastica e giovani a rischio dipendenza.

Finanziato da Fondazione Con il Sud e Fondazione Enel Cuore, CIME DI RAPA 4.0, interesserà la Campania e la Basilicata, due regioni  nelle quali il tasso di dispersione scolastica e di disoccupazione giovanile raggiunge i numeri più alti.

Il progetto è l’evoluzione del precedente “Food Truck”, ideato da Meltemi Impresa Sociale ETS, società che opera nel settore turistico e ristorativo dal 2008, e avviato in Puglia nel 2018 che grazie alla collaborazione con la scuola di Cucina Ulisse, con cuochi di rilevanza nazionale ed esperti del settore come agronomi, biologi, chimici, ha consentito al progetto iniziale di progredire fino alla creazione del brand ‘Cime di Rapa’ e all’apertura di 3 ristoranti in Puglia e 2 punti mobili “Food Truck”.

La gestione dell’intera filiera produttiva dalla coltivazione della materia prima presso le aziende agricole partner – farmers – alla trasformazione in cucina, grazie al percorso di 600 ore di qualifica professionale “Tecnico della cucina”, porterà all’apertura di due nuovi urban food a Matera e a Napoli consentendo l’inserimento lavorativo di 14 persone nel settore agricolo e ristorativo. Parallelamente sarà riservata particolare attenzione al recupero e alla salvaguardia di produzioni agricole a rischio di erosione genetica che saranno recuperate, messe in coltivazione e trasformate in materia prima da utilizzare in cucina per generare un menù sano, buono e biodiverso unico al mondo.

Dal suo avvio, Cime di Rapa ha creato occupazione stabile per 52 ragazzi e contribuito a recuperare oltre 100 ecotipi vegetali a rischio di erosione genetica. Un progetto che per il 2022 guarda alle nuove aperture dei punti ristorativi in diverse città italiane.

I protagonisti continuano ad essere giovani e adulti bisognosi che trovano in Cime di Rapa un progetto di riscatto, un luogo sano e sicuro dove poter costruire un futuro fatto di maggiori certezze. È un modello vincente basato su cultura, educazione, economia sociale ed economia circolare.

Attualmente la Cooperativa Sociale “La Quercia Rossa”, uno dei partner della costola che si svilupperà in Campania, in collaborazione con l’associazione di volontariato La Bottega dei Semplici Pensieri ha dato il via alla selezione dei beneficiari (neet, donne vittime di violenza, disoccupati, immigrati, disabili, giovani in condizioni di povertà educativa.) che lavoreranno e gestiranno il nuovo punto vendita Cime di Rapa a Napoli.

Chiunque fosse interessato a un colloquio preselettivo può scrivere all’indirizzo email laquerciarossacoop@gmail.com

Maggiori informazioni sono, invece, disponibili su www.cimedirapa.eu

 

di Valeria Rega

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