17 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Con 1,9 milioni di alunni che mangiano nelle mense scolastiche (di cui circa 900.000 negli asili), nasce il Manifesto per l’educazione alimentare negli asili e nelle scuole, promosso da Coldiretti, insieme a Filiera Italia e alla Federazione Italiana Medici Pediatri (Fimp) per promuovere abitudini alimentari corrette e tutelare la salute dei bambini, in particolare nei primi mille giorni di vita, cruciali il loro sviluppo futuro.
In Italia il 26,7% dei bambini e dei ragazzi tra i 3 e i 17 anni, più di uno su quattro, è in sovrappeso, una condizione che riguarda più di un adolescente su tre in sette delle dieci regioni del Sud. In Campania la percentuale sale al 36,5% seguita da Calabria (35,8%), Basilicata (35%) e Sicilia (33,8%).
“Quando parliamo di corretta alimentazione dei bambini, la ristorazione scolastica rappresenta uno strumento fondamentale all’interno dei servizi educativi per l’infanzia- spiega Coldiretti Campania- Promuovere una cultura alimentare ispirata alla Dieta Mediterranea e valorizzare i prodotti del nostro territorio significa aiutare i più piccoli a sviluppare fin da subito abitudini sane. Per questo è importante privilegiare alimenti freschi, di qualità e possibilmente locali, limitando il consumo di merendine e snack eccessivamente ricchi di zuccheri”.
Le abitudini alimentari che si formano tra 0 e 3 anni possono influenzare in modo determinante la prevenzione di molte patologie e il Manifesto è un Impegno concreto in cinque punti per restituire alle nuove generazioni il diritto al cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito. Il primo è una strategia nazionale contro l’obesità infantile con piano condiviso tra Ministeri, Regioni e scuole, supportato da Coldiretti e Fimp per filiere sane dai primi 1000 giorni di vita. Serve poi un patto educativo tra scuola, famiglie, pediatri e agricoltori per modelli alimentari sostenibili.
Cibo a km zero nelle mense scolastiche e nidi, valorizzando filiere italiane contro la logica del risparmio. Contrasto allo junk food dentro ai distributori nelle scuole ed edifici pubblici, che va sostituito da prodotti freschi locali attraverso una nuova normativa. Programmi di educazione alimentare nei curricula dagli asili, con mense come luoghi di apprendimento anche per le famiglie.
“Produrre cibo sano e sostenibile per tutelare la salute dei cittadini consumatori, a partire dalle fasce più giovani della popolazione, è inciso da sempre nel Dna degli agricoltori della Coldiretti, tanto che più di venticinque anni abbiamo sottoscritto un vero e proprio Patto col consumatore fondato sulla volontà di promuovere uno stile di impresa in armonia con la natura e con le leggi che la governano e difendere l’Italia dalle minacce alla sicurezza ambientale e alimentare – ha sottolineato il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo – E’ da qui che muovono tutte le nostre battaglie, dalla trasparenza in etichetta all’affermazione del principio di reciprocità, fermando le importazioni di prodotti che non rispettano le nostre stesse regole. Non dimentichiamoci che continuiamo a importare grano al glifosato, una sostanza cancerogena che finisce nella nostra pasta e persino nel latte materno, e che le multinazionali hanno cercato per anni di far passare falsamente per innocua”.
Un indirizzo che va incontro in primis alle richieste delle famiglie. Secondo l’ultimo Rapporto Censis/Coldiretti, l’86% degli italiani ritiene che nelle mense collettive occorrerebbe utilizzare principalmente prodotti locali freschi e di stagione e una percentuale analoga (l’83%) condivide la scelta di vietare nelle mense scolastiche addirittura per legge i cibi cosiddetti ultra-formulati, sull’esempio di quanto fatto in California. La qualità del cibo nei menu scolastici viene peraltro promossa a pieni voti solo da un genitore su 3 (34%) tra coloro che esprimono un’opinione, mentre per il 46% raggiunge la sufficienza. Ma il restante 20% la boccia.
L’iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro a Roma, alla presenza di
Vincenzo Gesmundo, segretario generale Coldiretti,
Ettore Prandini, presidente Coldiretti,
Ruggiero Francavilla, Professore Ordinario Università di Bari,
Luigi Cimmino Caserta, delegato Filiera Italia e Responsabile affari istituzionali NewPrinces-Plasmon,
Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Filiera Italia,
Luigi Nigri, vicepresidente Fimp,
Antonio D’Avino, presidente Fimp, più il direttivo nazionale Fimp.
“Vogliamo costruire un futuro più sano per i nostri figli, partendo dall’educazione al cibo – dichiara Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – Un’alimentazione consapevole è la prima forma di prevenzione e rispetto per la salute, l’ambiente e l’economia agricola del Paese. Per questo, con il protocollo di intesa siglato oggi con Filiera Italia e FIMP, puntiamo a una ristorazione scolastica di qualità negli asili nido e nelle scuole, con cibo a km zero, stop al junk food e programmi educativi fin dai primi anni di vita. È un impegno concreto per combattere l’obesità infantile e garantire alle nuove generazioni il diritto a un cibo buono, naturale, giusto, sicuro e garantito”.
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17 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
«Mi sono sempre definita “femmenella”, perché questa parola ha un suono dolce. La vita mi ha tolto tanto ma altrettanto mi ha dato. La cura ai pregiudizi è l’amore»
Una vita vissuta sempre al limite, tra alti e bassi, grandi ferite e altrettanto grandi rinascite, sempre sul punto di cadere per poi rialzarsi. Quella della Tarantina, all’anagrafe Carmelo Cosma, classe 1936, “l’ultimo femmeniello rimasto in vita”, come lei stessa si definisce, è una storia incredibile, fatta di ombre ma anche di tante luci, iconica al punto tale da ispirare libri, documentari, articoli e spettacoli teatrali. Il suo volto inconfondibile è anche ritratto in un murale realizzato proprio lì dove la Tarantina ha trovato la sua casa e vive ancora oggi: ai Quartieri Spagnoli.
Per il suo 90esimo compleanno, l’Associazione Transessuale Napoli con ArcigayAntinooo Napoli la celebra con una grande festa, in programma domenica 22 marzo (dalle 19, al Bar Feeeld in Vico San Geronimo 17-20). «Abbiamo ritenuto doveroso omaggiare l’ultimo femminiello di Napoli – spiegano Ileana Capurro e Loredana Rossi, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’ATN – La Tarantina ha speso la sua vita a rivendicare diritti e dignità in un’epoca storica in cui non esisteva neanche il nome per definire le persone transgender. Il continuo intrecciarsi in lei di dimensione pubblica e privata merita il riconoscimento e il ringraziamento delle nuove generazioni, che oggi possono godere di maggiori libertà anche grazie alle sue lotte».



Nata come Carmelo ad Avetrana, piccolo paesino in provincia di Taranto, quella che sarà poi nota come la Tarantina, ancora bambina, subisce abusi sessuali, discriminazioni e maltrattamenti, fino ad essere cacciata via di casa. Da lì, comincia a vivere di espedienti e a girare di città in città. Poco più che ragazzina, subito dopo la guerra, arriva a Napoli, città che ben presto diventerà casa sua, dove viene costretta a prostituirsi. Trascorre alcuni anni, forse i più belli della sua vita, a Roma, dove conosce la Dolce vita, frequentando personaggi come Fellini e Pasolini. Oggi la Tarantina abita in un basso ai Quartieri, dove, racconta, non le manca nulla, perché lei, come ha sempre fatto nella sua vita, vive alla giornata, senza pensare al domani ma con una forza inarrestabile di andare avanti.
Lei ha 90 anni, ne ha vissute e viste tante, che bilancio trae della sua vita fino ad oggi?
Sono grata alla vita, perché, malgrado tutto il male che ho subito, posso dire d aver vissuto appieno, senza neanche rendermene conto. Il tempo passa, alcune volte sono malinconica ma anche consapevole che ho avuto del bene. Oggi arrivo ai 90 e mi sento già fortunata, perché la gente mi vuole bene ma soprattutto perché non ho bisogno di aiuto, sono autosufficiente, vivo di poco ma non ho bisogno di altro, ho ciò che conta. Continuo a vivere alla giornata, senza pensare al futuro e senza amareggiarmi troppo.
Quale è stata la cosa più brutta che ha vissuto e quale la più bella?
Sono cresciuta e ho convissuto con la guerra, questa cosa non è da sottovalutare, mio padre è stato prigioniero, certamente questa è una delle cose più dolorose che si possano vivere. Poi, ho conosciuto la violenza, sia quella fisica che quella psicologica. A 8 anni, sono stata abusata e poi sono stata discriminata dal mio paese, Avetrana, che non dava tanta luce: quel periodo ha significato per me angoscia e pregiudizi, avendo subito lì tanta cattiveria. Ma ho saputo combattere contro tutto e tutti, andare avanti e rinascere. Un periodo in cui sono stata molto bene è stato quello romano, a quel tempo vivevo come in un sogno. Infine, Napoli, che oggi è la mia casa, mi da’ calore e la gente è bella.
Da quando vive a Napoli si definisce “femminiello”, senza darsi etichette precise. Come mai?
Quando sono arrivata a Napoli, ancora segnata dai bombardamenti della guerra, una persona per strada mi vide e mi chiamò “femmenell”. Mi sembrò una parola senza pregiudizi, con un suono dolce, non come quelle offese che a volte mi rivolgevano al paese mio. Da allora mi definisco così perché non ci sento il disprezzo. Credo di essere oggi l’ultimo della “specie”.
Dieci libri su di lei, alcuni tradotti in tutto il mondo, articoli e anche un murale con la sua immagine. Che effetto le fa avere tutta questa popolarità?
Non mi serve visibilità, io mi sono creata da sola la mia vita, il coraggio per andare avanti l’ho trovato in me, non me l’hanno dato gli altri. Certamente sono felice di tutto questo, del fatto che mi conoscano tutti, soprattutto perché questo mi permette di dare un messaggio di forza e speranza alle nuove generazioni.
Cosa vuole dire a chi non ha il coraggio di uscire allo scoperto e manifestarsi per quello che è?
Io mi chiedo: a cosa servono i pregiudizi? Con il passare del tempo ti rendi conto che la vita è un flash, arriva e se ne va, la gente continua a fare del male, odiare, discriminare, invece l’unica cura è amare, prendersi cura anzitutto di se stessi e poi degli altri. Ma come è possibile che ancora non sia chiaro questo? Rispettare le persone è la prima cosa, anche fare una semplice carezza a volte può fare la differenza.
Cosa si aspetta ancora dalla vita?
Benvenute le sorprese, ma io sto bene come sto, sono tranquilla. Avrei bisogno di tante cose ma alla fine anche se non vivo di splendore, prendo la vita così come è, con umiltà e profonda gratitudine per essere ancora qua. In fondo, sono sempre stata convinta che non sono gli anni che passano ad invecchiare, ma quello che hai dentro, e io ho fatto sempre tanto per la gente. Alla fine mi sento giovane perché la mia anima lo è e lo sarà fino alla morte.
di Maria Nocerino
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17 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Partono da libri per riflettere sulle sfide di un mondo in rapido cambiamento, guardare alla condizione dei minori attraverso la lente del lavoro sociale e raccontare storie di donne che stanno contribuendo a decostruire stereotipi e pregiudizi della cultura patriarcale, gli eventi previsti da Una bella piazza per i diritti delle donne nelle giornate di giovedì 19, venerdì 20 e sabato 21 marzo.
Appuntamento nei pressi della Portineria di Piazza Garibaldi a Napoli (al civico 152) per la manifestazione promossa dalla Fondazione Una Nessuna Centomila insieme alla cooperativa sociale EVA, inserita nella programmazione di Marzo Donna 2026 del Comune di Napoli e realizzata in collaborazione con CCO Crisi Come Opportunità, COMICON e Coreapoli, il consorzio Unicocampania, Prime Minister – Scuola di politica per giovani donne, A Voce Alta, e con la cooperativa sociale Dedalus, capofila del progetto di rigenerazione urbana Bella Piazza, percorso di co-gestione pubblico-privato degli spazi pubblici di piazza Garibaldi sostenuto da Fondazione Con il Sud insieme a una rete di enti e fondazioni.
– Giovedì 19 marzo | ore 17 | Antropocene digitale. Conversazione con il prof. Adam Arvidsson, sociologo, Università degli Studi di Napoli Federico II, intervistato dalla giornalista Cristiana Scoppa, a partire dal libro dallo stesso titolo pubblicato insieme a Vincenzo Luise per i tipi della UTET. Di fronte ai cambiamenti climatici, al rischio che l’intelligenza artificiale distrugga migliaia di posti di lavoro, all’impatto di guerre sempre più tecnologiche, cosa fare per provare a impedire una catastrofe provocata dall’uomo? Dove trovare modelli di resistenza e come costruire proposte alternative? Al termine Figlie d’ ’a tempesta, performance di danza della scuola Giselle Movement FLC su coreografie di Luciana Trulio ispirata al celebre brano de La Niña.
– Venerdì 20 marzo | ore 17 | Sostenere i genitori per prevenire il maltrattamento all’infanzia, una conversazione tra Marianna Giordano, assistente sociale, presidente del CISMAI, il Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia, esperta in percorsi integrati di prevenzione e contrasto del maltrattamento all’infanzia, e Carmen Festa, psicologa e psicoterapeuta, responsabile della supervisione dei percorsi e del sostegno ai/lle minori della cooperativa EVA. Lo spunto dell’incontro è la pubblicazione dei risultati della III Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia, curata da Marianna Giordano insieme a Olga Del Guercio (Franco Angeli), da cui emerge come nell’87 per cento dei casi l’autore dei maltrattamenti e delle violenze è un membro della famiglia.
– Sabato 21 marzo | ore 11-13 | Living Library – Biblioteca Vivente “Donne che fanno storia, oggi”: uno spazio di incontro e confronto in cui le storie prendono voce attraverso una Biblioteca Vivente animata dalle ragazze di Prime Minister – Scuola di politica per giovani donne. La performance partecipativa è a cura di Angela Laurenza, presidente e direttrice esecutiva della scuola.
In diversi punti di Piazza Garibaldi saranno allestite delle postazioni appositamente contrassegnate dove i/le passanti saranno invitati/e a sostare per ascoltare una storia raccontata dalla viva voce di una donna, “libro” di questa biblioteca estemporanea, e condividere a loro volta esperienze e storie.
Oltre alla stessa Angela Laurenza, a farsi libro vivente saranno Clementina Sasso, ricercatrice astrofisica dell’INAF-Osservatorio di Capodimonte, Anna Monginbello, professoressa associata di Inglese dell’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, Emiliana Mellone, attivista ambientale, tra le fondatrici dell’associazione Cleanap, Lella Palladino, sociologa, fondatrice della cooperativa sociale EVA e vice presidente della Fondazione Una Nessuna Centomila, Maria Pia Napolitano, EU project manager, Valeria Alinei, CEO e fondatrice di Lumos comunicazione e responsabile della comunicazione di Napoli Women. Un modo originale per sensibilizzare sui diritti delle donne a tutto tondo.
La partecipazione a tutti gli eventi, e dunque anche alla Living Library, è gratuita. Per motivi organizzativi è preferibile prenotare su Eventbrite al link :
https://www.eventbrite.it/e/living-library-donne-che-fanno-la-storia-oggi-tickets-1985357948067?aff=oddtdtcreator
I prossimi appuntamenti di Una bella piazza per i diritti delle donne:
Dal 23 al 27 marzo | ore 10-19 | Se io non voglio tu non puoi, allestimento in Piazza Garibaldi, a cura del Consorzio Unicocampania, della mostra realizzata dagli studenti e studentesse dell’Accademia di Belle Arti di Napoli in collaborazione con la Fondazione Una Nessuna Centomila e COMICON per riflettere sul tema del consenso e della libertà di scelta nelle relazioni di intimità, oltre abusi e violenze.
Martedì 24 marzo | ore 17 | Presentazione del libro Predatori. Sesso e violenza nelle mafie (Fandango) con l’autrice Celeste Costantino, Antonio Nicaso, esperto di ‘ndrangheta. Letture dell’attrice Cristina Donadio. Modera la conversazione Giulia Minoli, presidente della Fondazione Una Nessuna Centomila.
Sabato 28 marzo | ore 17 | WE ARE K – Danza, Donne, K-pop, flashmob di danza su brani di artiste K-Pop in collaborazione con COMICON realizzato da giovani ballerine della community locale coordinate da Coreapoli. A seguire Random Dance, pratica diffusa della cultura K-Pop per coinvolgere il pubblico e vivere la danza come momento di espressione personale e collettiva.
Lunedì 30 marzo | ore 17 | Presentazione della graphic novel Troppo libera (Tunué) di Assia Petricelli e Sergio Riccardi, che racconta la vita e le sfide della scultrice Camille Claudel. Insieme agli autori Giulia Milanese di A Voce Alta.
Tutti gli eventi sono gratuiti.
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17 Mar, 2026 | Comunicare il sociale
Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 – anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.
Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell’articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili – a contributo libero – 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.
Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.
Le Giornate FAI di Primavera si inquadrano nell’ambito delle iniziative di raccolta pubblica di fondi occasionale (Art 143, c 3, lett a), DPR 917/86 e art 2, c 2, D Lgs 460/97). Partecipare alla visita con una donazione significa sostenere la missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione. Ogni Iscritto al FAI e chi si iscriverà per la prima volta durante l’evento potrà beneficiare dell’accesso prioritario in tutti i luoghi e di aperture dedicate. Sottoscrivere la tessera FAI significa diventare parte di un grande progetto e rappresenta un atto d’amore per l’Italia.
Inoltre, fino al 29 marzo 2026 si potrà sostenere la missione del FAI donando con un SMS o una chiamata da rete fissa al numero 45584. Il valore della donazione sarà di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari Fastweb + Vodafone, WINDTRE, TIM, iliad, PosteMobile, Coop Voce, Tiscali. Per le chiamate da rete fissa di 5 o 10 euro da TIM, Fastweb + Vodafone, WINDTRE, Tiscali, Convergenze, PosteMobile Geny Communications e, sempre per la rete fissa, di 5 euro da Convergenze e PosteMobile.
Oltre 50 saranno i siti aperti in CAMPANIA molti dei quali apriranno eccezionalmente le loro porte per permettere ai visitatori di scoprire siti simbolo della cultura, fra dimore storiche, siti archeologici, complessi religiosi e realtà produttive d’eccellenza, che raccontano l’identità del territorio tra città, mare, campagna e paesaggi vulcanici.
Un’occasione straordinaria per visitare e andare alla scoperta di luoghi insoliti, spesso non accessibili, di importanza paesaggistica e storico-artistica del nostro territorio.
Sul sito delle Giornate FAI di Primavera è possibile consultare orari, giorni di visita, modalità di partecipazione e gli approfondimenti sui luoghi: www.giornatefai.it (l’accesso ad alcuni siti è riservato agli iscritti al FAI).
Grazie alla collaborazione e generosità dei proprietari tanti luoghi aperti e alle Amministrazioni comunali e Istituzioni sedi dei siti proposti al pubblico, che hanno accolto con grande entusiasmo questa iniziativa.
Il programma delle Giornate FAI di Primavera che si terranno a Napoli e in tutta la regione Campania è stato presentato questa mattina (lunedì 16 marzo) presso la Sala della Giunta di Palazzo San Giacomo da Vincenzo Maraio, Assessore al Turismo, Promozione del Territorio e Transizione Digitale della Regione Campania, Chiara Marciani, Assessore alle Politiche giovanili e al Lavoro del Comune di Napoli e Michele Pontecorvo Ricciardi Presidente Regionale FAI Campania.
Presenti anche i rappresentanti delle Delegazioni di Avellino, Benevento, Caserta, Salerno e Napoli insieme ai delegati dei Gruppi FAI, FAI Giovani e FAI Ponte tra culture.
“In tantissimi tra napoletani e turisti mi hanno chiesto di poter visitare lo stadio Diego Armando Maradona: ora l’impianto di Fuorigrotta aprirà le sue porte alla cittadinanza in occasione delle giornate del FAI. Un’iniziativa che nasce dalla collaborazione tra il Comune di Napoli e il Fondo Ambiente Italiano e che permetterà appunto a cittadini, tifosi e visitatori di scoprire da vicino uno dei luoghi più simbolici della città. L’apertura straordinaria del Maradona offrirà al pubblico la possibilità di vivere un’esperienza unica. Un esperimento che, sono certo, potremo ripetere“. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.
“Le Giornate FAI di Primavera sono un bellissimo evento che pone l’attenzione sui grandi attrattori culturali della nostra regione e coinvolge i luoghi meno noti, ma che meritano tutto l’apprezzamento dei turisti e dei cittadini campani. Inoltre, questa iniziativa è anche un monito per quello che dobbiamo fare durante tutto l’anno e cioè rendere fruibile il nostro patrimonio e investire sul turismo culturale che è una leva di sviluppo strategico. Il turismo oggi risente della condizione internazionale incerta, ma credo che l’Italia e la Campania possano prevedere che non ci siano ricadute negative in termini di presenze”. Così l’assessore al Turismo della Regione Campania Vincenzo Maraio
“Ringraziamo il FAI perché, grazie all’accordo con il Comune di Napoli, ci permette di riscoprire, ogni anno, luoghi meno noti. È un’occasione ulteriore per valorizzare il nostro patrimonio e farlo conoscere ai nostri concittadini e ai turisti. Quest’anno, poi, c’è anche la possibilità di visitare lo stadio Maradona che è un’opportunità non solo per i tifosi. Ci auguriamo che, come tutti gli anni, si possa registrare una grande partecipazione”. Così Chiara Marciani, Assessore alle Politiche giovanili del Comune di Napoli.
“Aprire il Maradona è una bellissima idea del FAI, condivisa dal sindaco Manfredi. C’è una richiesta enorme perché è un vero luogo turistico. Magari è l’inizio di qualcosa di più stabile perché gli stadi più famosi del mondo sono visitabili tutto l’anno. Il piano di sviluppo per lo stadio è molto esteso: pensiamo anche ad un Maradona Experience che è qualche cosa di più evoluto rispetto ad un semplice museo, grazie soprattutto alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie”. Così Edoardo Cosenza assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli.
“La prima ragione per cui si sceglie di visitare Napoli – come ci ricorda il nostro Osservatorio Turistico Urbano – è la cultura. È questo straordinario patrimonio, vivo, accessibile e diffuso in tutta la città, a rendere Napoli una destinazione unica e molto amata nel panorama turistico internazionale. Ci entusiasma celebrare questi luoghi insieme col FAI, valorizzando gli spazi che raccontano la nostra identità e che attraggono ogni anno visitatori da tutto il mondo.
Tra i siti aperti quest’anno desidero segnalare in particolare lo Stadio Diego Armando Maradona, inaugurato nel 1959: un luogo iconico che unisce sport, storia e passione popolare. Per l’occasione, i visitatori potranno affacciarsi direttamente sul terreno di gioco dal bordo campo e percorrere il “Miglio Azzurro”, vivendo un’esperienza immersiva che arricchisce l’offerta turistica della città e avvicina tutti al cuore pulsante del nostro calcio”. Così l’assessora al Turismo del Comune di Napoli Teresa Armato.
“Siamo molto felici della partecipazione e della presenza del comune nella persona dell’Assessore alla nostra conferenza stampa perché lo spirito delle Giornate FAI, da oltre 25 anni, è quello di coinvolgere la cittadinanza nella conoscenza e nella scoperta del bene comune, culturale e ambientale, perché possano diventarne tutti custodi. – dichiara Michele Pontecorvo Ricciardi Presidente Regionale FAI Campania – Un argomento molto importante e attuale, in un momento della storia di Napoli dove c’è, da una parte, un grandissimo rifiorire di opere pubbliche e sviluppo del turismo, ma dall’altra un crescente overtourism che ci preoccupa.”
NAPOLI e provincia
A NAPOLI e in tutta la sua provincia, un articolato programma di aperture straordinarie tra luoghi simbolo della cultura, dimore storiche, siti archeologici, complessi religiosi e realtà produttive d’eccellenza, che raccontano l’identità del territorio tra città, mare, campagna e paesaggi vulcanici.
Nell’ambito della collaborazione con il protocollo d’intesa stipulato tra il FAI e il Comune di Napoli e in collaborazione con il Servizio Gestione Eventi Stadio apre al pubblico eccezionalmente lo Stadio Diego Armando Maradona icona sportiva nel cuore di Fuorigrotta. Inaugurato nel 1959 e più volte rinnovato, l’impianto rappresenta un simbolo della modernizzazione urbana dell’area occidentale della città. Il percorso di visita offrirà una prospettiva inedita. Un viaggio tra architettura, memoria collettiva e identità urbana, fino al suggestivo Miglio Azzurro. Visite a cura dei narratori della Delegazione FAI di Napoli.
Apre per la prima volta al pubblico il piano nobile di Palazzo d’Avalos, con le sue splendide sale affrescate. Edificato nel primo quarto del XVI secolo come dimora di rappresentanza della famiglia d’Avalos, marchesi di Pescara e del Vasto, il palazzo fu profondamente trasformato nel Settecento dall’architetto Mario Gioffredo, che ne ridefinì gli spazi interni e il prospetto monumentale. Le eleganti decorazioni attribuite a Luigi Vanvitelli, tra stucchi, ghirlande e raffinate geometrie, anticipano il gusto neoclassico e impreziosiscono ingressi e scalinate. Un’apertura straordinaria che restituisce al pubblico il fascino e la memoria di una delle più significative dimore storiche napoletane. Apertura per iscritti FAI e chi decide di iscriversi in loco.
Ancora, sulla collina di Posillipo, ritornano come di consueto le straordinarie visite a Villa Rosebery (ingresso su prenotazione riservato agli iscritti FAI) che dal 1957 è in dotazione della Presidenza della Repubblica. L’apertura nelle Giornate FAI prevede la visita del Parco, che unisce la flora mediterranea allo stile del giardino inglese, della Casina Borbonica con le sue sale di rappresentanza, fino alla Darsena per poi concludere il percorso nella Grande Foresteria. Visite a cura dei narratori della Delegazione FAI di Napoli e visite in lingua a cura del Gruppo FAI Ponte tra Culture di Napoli (Singalese e wolof).
Il Gruppo FAI Pozzuoli e Campi Flegrei ci riporta alla scoperta del Rione Terra (ingresso su prenotazione), nucleo più antico di Pozzuoli e acropoli dell’antica Puteoli. Il percorso conduce tra decumani, cardini, insulae e domus affrescate, restituendo l’impianto della colonia romana e la straordinaria stratificazione del sito. Questo sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto beneficia di fondi europei PNRR per la rimozione delle barriere architettoniche al fine di consentire un più ampio accesso e partecipazione alla cultura.
Sempre nell’area flegrea, apre eccezionalmente l’Anfiteatro di Cuma, tra i più antichi della Campania, situato nei pressi dell’area archeologica di Cuma. Realizzato tra II e I secolo a.C., rappresenta uno dei primi esempi di anfiteatro stabile della regione, in analogia con quelli di Pompei e Pozzuoli. Oggi parzialmente scavato e immerso in un suggestivo contesto rurale, conserva l’ingresso meridionale, parte dell’arena e delle gradinate. Un’apertura straordinaria che restituisce al pubblico un luogo unico, simbolo della trasformazione storica e paesaggistica dell’antica Cuma.
Ancora, si visiterà il Mausoleo Paleocristiano di Villa Elvira, lungo l’antica via Consularis Campana. L’area sepolcrale, databile tra II e VI secolo d.C., custodisce le più antiche testimonianze del Cristianesimo locale, legate alla tradizione dello sbarco di San Paolo sulle coste flegree. Tombe in fossa, mausolei e arcosoli affrescati, tra cui l’immagine del Buon Pastore, raccontano la nascita della comunità cristiana puteolana. Un’apertura straordinaria che restituisce alla città un luogo di profonda suggestione storica e spirituale. Ad aprire anche la Chiesa di Santa Maria della Purificazione, tra i primi edifici sacri sorti fuori le mura di Pozzuoli. Edificata nel 1702, custodisce affreschi settecenteschi, la cantoria lignea del 1757 e una suggestiva cripta a tre navate. Un luogo simbolo della rinascita e della resilienza della comunità puteolana. Allora puoi inserire visite nella lingua dei segni alla Chiesa della purificazione (Visite alla chiesa in lingua dei segni sabato e domenica ore 10:30 e ore 12:00).
Il Gruppo FAI Nola aprirà la Fonderia Nolana Del Giudice, nel cuore produttivo di Nola, tra tradizione e innovazione. Fondata negli anni ’70 da Pasquale Del Giudice, la fonderia unisce l’antica tecnica della cera persa alle più avanzate tecnologie digitali, collaborando con maestri come Mimmo Paladino, Igor Mitoraj e Jan Fabre. Un viaggio nella “fabbrica del bello”, dove archeologia industriale e creatività contemporanea danno forma a opere monumentali, come la copia della Madonnina del Duomo di Milano realizzata per Expo 2015.
Ancora, si visiterà il Museo Storico Archeologico di Nola, ospitato nell’ex Convento di Santa Maria la Nova, cuore storico di Nola. Il percorso espositivo attraversa millenni di storia, dalla preistoria all’età moderna, celebrando il ritorno alla luce di una tela di Andrea Vaccaro, recentemente ritrovata e restaurata. Un’apertura straordinaria che unisce reperti archeologici e capolavori d’arte in un’esperienza culturale unica e immersiva. Questo sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto beneficia di fondi europei PNRR per il miglioramento dell’efficienza energetica di cinema, teatri e musei.
Il Gruppo FAI Vesuvio aprirà nel comune di Portici l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno, nel Parco Superiore della Reggia borbonica con un percorso tra storia e innovazione, con visita al Museo Storico e focus su veterinaria, epidemiologia, Covid-19, alimentazione e diossine. Questo sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto ha beneficiato di un contributo del Fondo Sociale Europeo (FSE) per l’innalzamento dei livelli di competenze, partecipazione e successo formativo nell’istruzione universitaria.
A Torre del Greco invece si visiterà l’Istituto d’Istruzione Superiore Francesco Degni che ha sede nell’ex convento dei Carmelitani, annesso alla chiesa del Carmine, ricostruito nel Seicento dopo l’eruzione del 1631 e tra i pochi edifici sopravvissuti alle eruzioni del 1737 e 1794. Il complesso, recentemente restaurato, ospita l’antico chiostro e la storica Esposizione del Corallo (1933), con preziose opere in corallo, cammei e materiali pregiati realizzate da studenti e maestri. Questo sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto beneficia di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per la realizzazione di un museo digitale.
Sempre a Torre del Greco, il Gruppo Vesuvio ci porterà alla scoperta di Palazzo Vallelonga, lungo il Miglio d’Oro. Nato alla fine del Seicento come masseria della famiglia Castiglione Morelli, fu trasformato nel Settecento in elegante villa nobiliare con ambienti affrescati e terrazzi affacciati sul Vesuvio e sul mare. Acquistato e restaurato nel 1982 dalla Banca di Credito Popolare, il Palazzo riapre per le Giornate FAI per condividere il suo patrimonio storico e artistico, simbolo del profondo legame con il territorio.
Il Gruppo FAI Isola di Ischia propone, invece, la visita del Palazzo Reale, affacciato sull’antico Lago del Bagno a Ischia Porto, nato nel 1735 come villa del protomedico Francesco Buonocore e diventa residenza borbonica tra il 1785 e il 1786, con interventi di Carlo Vanvitelli. Oggi è sede militare e stabilimento termale, normalmente non aperto al pubblico. In occasione delle Giornate FAI, l’apertura straordinaria consentirà di visitare ambienti storici e il giardino rinnovato dal botanico Giovanni Gussone, scoprendo la storia e l’evoluzione di uno dei luoghi simbolo della presenza borbonica sull’isola. Questa apertura è resa possibile grazie alla collaborazione con lo Stato Maggiore della Difesa.
Nel Comune di Capri, il Gruppo FAI Isola di Capri guiderà i visitatori alla scoperta del Parco di Villa Monte San Michele (ingresso su prenotazione), lungo sette ettari sulla collina di San Michele a Capri, domina l’isola con panorami suggestivi e custodisce antiche cisterne romane, legate alla tradizione dell’imperatore Tiberio. Si offrirà un viaggio attraverso oltre duemila anni di storia.
Il Gruppo FAI Penisola Sorrentina, nel cuore del centro storico di Sorrento ci porta alla scoperta del Sedil Dominova, raro esempio di sedile nobiliare angioino ancora intatto nella sua forma originaria. Simbolo della vita politica cittadina, conserva loggia aperta, arcate in piperno, cupola maiolicata e preziosi affreschi settecenteschi. Dal 1877 ospita la Società Operaia di Mutuo Soccorso. In occasione delle Giornate FAI, un percorso dedicato ai Sedili nobiliari di Sorrento racconterà la storia del Sedil Dominova e dell’antico Sedile di Porta, con apertura straordinaria della sala interna del Circolo Sorrentino in Piazza Tasso.
Alla Baia di Ieranto, Bene FAI in Campania, sarà possibile partecipare alle visite guidate volte a scoprire l’ambiente agricolo, naturalistico e quello legato al passato sfruttamento industriale della Baia. Inoltre, con la proposta speciale del trekking guidato da Nerano alla Baia di Ieranto, riservata a chi vorrà iscriversi o rinnovare l’adesione al FAI in loco, si potrà scoprire tutta la ricchezza della biodiversità di un ecosistema protetto ed il quotidiano impegno necessario per la sua conservazione. Durante le Giornate FAI si potrà partecipare alla visita all’area agricola per scoprire il valore della Baia di Ieranto come paesaggio rurale, o anche al percorso all’area della ex Cava Italsider, e immergersi nel passato industriale della Baia di Ieranto. Inoltre, si svolgerà un’iniziativa speciale (prenotazione obbligatoria – evento a pagamento: 15 euro adulti / 10 euro iscritti FAI e minori): il trekking da Nerano alla Baia di Ieranto, con partenza dall’Ufficio /Negozio FAI a Nerano: accompagnati delle guide ambientali escursionistiche della Baia, i partecipanti avranno modo di immergersi nel paesaggio, nella natura e nella storia di un territorio famoso fin dall’antichità per la sua mitica bellezza (Partenza unica ore 9.30, sia sabato 11 che domenica 12 ottobre). Consultare il sito fondoambiente.it per tutti i dettagli. (Contatti: email: faiieranto@fondoambiente.it – cell.3358410253).
APERTURE IN CAMPANIA
Dalla Delegazione FAI di CASERTA i visitatori saranno guidati alla scoperta del Palazzo Acquaviva, solitamente non accessibile perché sede della Prefettura di Caserta. Questa apertura è resa possibile nell’ambito della collaborazione con ANFACI – Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile dell’Interno.
In città si potrà visitare anche la Real Vaccheria ed il Tempietto del SS Sacramento, attualmente, parte integrante della Scuola Agenti Polizia di Stato. L’apertura tende a far conoscere una parte della città, che nasce come attività produttiva di “supporto” alla Reggia di Caserta e che negli anni ha avuto diverse destinazioni d’uso e durante la visita sarà possibile ammirare nel locale della ex polveriera alcuni cimeli della Polizia di Stato.
Nel centro storico di Sessa Aurunca, sarà visitabile Palazzo di Transo, un’antica residenza la cui costruzione risale al XV secolo e, poco distante la Cattedrale romanica dei SS. Pietro e Paolo, principale luogo di culto cattolico e uno dei più insigni esempi di architettura romanica in Campania. Sempre a Sessa Aurunca si potrà visitare anche la Chiesa di San Carlo Borromeo, la Chiesa di San Leone, il Chiostro di San Domenico e la contigua Reale Arciconfraternita del SS Rosario.
Nella località di Rongolise, una frazione collinare di Sessa Aurunca, sarà eccezionalmente aperta la piccola Chiesa di Santa Maria in Grotta. La chiesa è di origine medievale, costruita sfruttando una cavità naturale e fu utilizzata da comunità monastiche o eremitiche, dedicata a Santa Maria, venerata nella tradizione popolare locale. Nel tempo ha subito varie modifiche e restauri, ma ha conservato l’impronta originaria scavata nella roccia. La visita sarà possibile solo domenica 22 e per agevolare la visita è previsto un servizio di navette dal centro di Sessa Aurunca alla Chiesetta.
A Riardo, come di consueto, sarà aperta la Masseria delle Sorgenti Ferrarelle. All’interno del Parco Sorgenti di Riardo (dove ha origine la naturale effervescenza di Ferrarelle), Ferrarelle ha fondato la società Masseria delle Sorgenti, azienda agricola che coltiva in regime di agricoltura biologica, e che ha la sua dimora all’ interno della Masseria Mozzi, le cui origini si perdono nella storia fin dal Medioevo. Il Parco Sorgenti Ferrarelle di Riardo è patrocinato dal FAI, che ne tutela lo straordinario contesto paesaggistico e architettonico, e fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI d’Autunno, in quanto beneficia di fondi europei PNRR – Programma per la rivoluzione verde e transizione ecologica. Aperto solo sabato 21. Ingresso su prenotazione.
Il Gruppo FAI di AVERSA accompagnerà i visitatori in Piazza Duomo per conoscere Palazzo Vescovile, segmento normanno sorto intorno alla cattedrale, sarà un’occasione rara quella di visitare per concessione di Sua Eccellenza la casa episcopale solitamente non visitabile essendo essa residenza del Vescovo, e si potranno ammirare anche gli splendidi giardini. Si visiterà anche la Cattedrale di San Paolo, costruita nel lontano 1053, per mano dell’allora re Riccardo I, Conte di Aversa, con la sua facciata in stile barocco si impone sulla piazza con tutta la sua bellezza. Questo sito fa parte dell’Itinerario europeo delle Giornate FAI di Primavera in quanto ha beneficiato di un contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per interventi di recupero e valorizzazione del sagrato.
Saranno aperti anche la Chiesa ed il Chiostro di S. Domenico collocati nella omonima piazza in pieno centro storico che rappresentano uno degli scorci urbanistico architettonici più belli della città di Aversa. Proprio accanto alla Chiesa di San Domenico, sorge il Sedile di San Luigi in corrispondenza di una delle antiche porte della cerchia muraria “rainulfiana” (la prima cinta muraria normanna), un punto nevralgico della città antica. Il suo valore storico è immenso, era il Seggio-istituzione presso la quale si riunivano i membri del patriziato locale per discutere dell’amministrazione cittadina e per esercitare il potere giudiziario. Si visiterà anche il Palazzo ex Giudice di Pace, edificio, di origini medievali, che fu sede del Municipio nel 1712, come ricorda la data sulla chiave di volta del portale in piperno con il simbolo del basilisco.
La Delegazione FAI di AVELLINO ci porterà alla scoperta di Avella, borgo della Bassa Irpinia dove si visiterà il Palazzo Ducale Alvarez de Toledo nel cuore del centro storico, la Chiesa di San Giovanni con la maestosa facciata barocca, Palazzo Borrelli edificato dall’omonima famiglia tra XVII e XVIII secolo e la Chiesa di San Candida. In occasione delle Giornate FAI, sarà possibile visitare la sezione archeologica del Museo MIA, museo immersivo archeologico, consentendo ai visitatori di approfondire il contesto di provenienza dei reperti e il loro valore storico. L’apertura permetterà di collegare il museo alle emergenze archeologiche della città, creando un dialogo diretto tra i materiali esposti e il territorio da cui provengono, per una lettura consapevole e scientifica della storia di Avella. Sempre con la delegazione di Avellino si andrà a Mirabella Eclano, finalista tra le capitali della cultura italiana 2028, per conoscere il Monumento ai Caduti realizzato tra il 1945 e il 1950 per commemorare i cittadini eclanesi caduti durante la Grande Guerra e i conflitti successivi, il Museo Civico di Arte Sacra fulcro della vita laicale e religiosa e il Museo del Carro e dei Misteri. Sempre a Mirabella si visiteranno anche le chiese di Santa Maria Maggiore e quella di San Francesco. Infine, eccezionalmente aperta per le Giornate FAI la meravigliosa Chiesa di San Bernardino, scrigno di bellezza artistica di Mirabella Eclano.
A BENEVENTO, in occasione del centenario dalla sua istituzione, Confindustria Benevento aprirà eccezionalmente le porte della propria sede, offrendo agli iscritti FAI l’opportunità di esplorare i nuovi spazi attraverso una visita pensata per accompagnare alla scoperta degli ambienti rinnovati. Il percorso consentirà di conoscere da vicino la trasformazione dell’edificio e di apprezzarne i dettagli architettonici e funzionali, culminando con l’accesso a uno degli spazi più suggestivi e carichi di fascino l’ex caveau della Banca d’Italia, testimonianza concreta della storia custodita tra queste mura e oggi restituita allo sguardo della comunità. E ancora, nella splendida cornice del complesso di Sant’Agostino sarà possibile viaggiare nell’arte e nella storia. La visita permetterà di scoprire la storia del convento, dell’ex chiesa, oggi auditorium del Giardino dei Saperi – con inusuale vista sull’Arco di Traiano – e della confraternita di Sant’Antonio abate, oggi sede del S’ADIM, Sant’Agostino Digital Museum, che arricchirà il percorso con un’esperienza video immersiva e proiezioni olografiche in grado di coniugare passato e futuro. Sabato mattina ci sarà la consueta visita con l’esperto Archeologo Marcellino Aversano. Si scoprirà il legame che sussiste tra Benevento e il complesso di Sant’Agostino e la dea Iside. Grazie al prezioso contributo degli studenti del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Benevento la tematica sarà poi sviluppata grazie all’utilizzo della realtà virtuale: in un meraviglioso viaggio tra archeologia, storia e tecnologia, infatti, gli studenti esporranno il progetto “Le vie di Iside. Viaggio nel metaverso del tempio perduto con il supporto di pannelli visori VR e tablet. Inoltre, lo splendido contributo dell’associazione Orbisophia e dalla sua direttrice Tetyana Shyshnyak, permetterà di ricreare un’atmosfera magica: in un percorso ideale che comincia proprio da Iside, passando per la figura di San Barbato e le celeberrime streghe di Benevento le “janare, si arriverà a scoprire la bellezza del canto beneventano.
A Solopaca, si potrà visitare parte del Palazzo Cusani e il frantoio, protagonista della scorsa campagna dei Luoghi del Cuore, collezionando ben più di 4500 voti e risultando il più votato della provincia di Benevento.
A SALERNO si visiterà nel centro storico cittadino, a fianco al Duomo, il Palazzo Arcivescovile. L’edificio ha subito diverse trasformazioni nel corso dei secoli e presenta stratificazioni di epoche diverse, dovute ad interventi di ampliamento o di ricostruzione. La parte più antica è quella che si apre su via Roberto il Guiscardo, la cui parete esterna è costituita da colonne e frammenti di archi composti da blocchi di tufo e travertino con decorazioni ad intarsi lapidei, databili fra fine XI e tutto il XII secolo. Il Palazzo, costruito subito dopo il Duomo di Sessa Aurunca, si collega alla Cappella di Nona attraverso un vano di passaggio. Come di consueto, sarà aperta la sede FAI, ospitata nell’Aula Cultuale di Palazzo Pedace con la mostra antologica di Prospero Calciano dal titolo “Incantatrice greca”. Di fronte al Duomo di Salerno, la famiglia Natella ha preservato un vero e proprio Museo che esternamente sembra solo una bottega ma, che all’occhio attento, apre un raro sipario su meravigliosi pastori del ‘700 napoletano e miniature provenienti da diverse parti del mondo. Nella parte alta del centro storico, nell’edificio dell’ex convento di San Nicola della Palma sorge la Fondazione EBRIS, centro di ricerca biomedica nato nel 2012 da un’iniziativa della Fondazione Scuola Medica Salernitana e della Harvard Medical School. Qui si potrà ammirare parte dell’impianto medievale originario visibile lungo i corridoi e attraverso il pavimento di cristallo. La Fondazione ha ospitato diverse esposizioni di arte moderna e alcune di esse sono a tutt’oggi conservate in Fondazione e visibili durante visita.
A Praiano, in costiera amalfitana, nel corso dei secoli, artisti e intellettuali hanno vissuto o gravitato in Costiera Amalfitana, traendone ispirazione dalla sua bellezza e dalle maestranze locali di tessuti, carta e ceramica. Marea Art Project, ideato da Imma Tralli e Roberto Pontecorvo, riattiva questo processo, promuovendo la Costiera come centro di ricerca, sperimentazione e produzione artistica contemporanea, con connessioni alla scena femminista e queer internazionale. Il programma di residenza, ospitando artisti in dimore storiche messe a disposizione dalle comunità di Praiano e Positano, si svolge durante l’inverno, favorendo una profonda connessione con il territorio. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, sarà aperta Casa L’Orto e ammirare opere di Sol LeWitt di proprietà della Fondazione e della famiglia LeWitt, rendendo l’apertura un’occasione eccezionale per scoprire l’arte contemporanea in un contesto storico unico.
A Celso in Cilento, sarà eccezionalmente aperta la dimora secolare della famiglia Mazziotti, Palazzo Mazziotti era adibito in passato soprattutto a magazzino per tutti gli abitanti del paese in quanto provvedeva ad assicurare la protezione dei prodotti della terra e delle derrate che i contadini accumulavano al suo interno per proteggerli dalle incursioni dei briganti. Ma la magnifica bellezza del Palazzo è legata anche alla sua storia ed al suo ruolo nel Risorgimento Italiano e nei Moti Cilentani del 1848, tanto da essere dichiarato “monumento nazionale”. A Camerota si visiterà Palazzo Santa Maria, una dimora storica risalente al XVII sec., immersa nella parte antica del paese.
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