25 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Non è solo una sensazione di malessere. Quando le temperature salgono, il caldo agisce sul cervello e sulla psiche attraverso meccanismi precisi, fisiologici e neurochimici. A lanciare l’allarme è Vincenzo Barretta, psichiatra e direttore scientifico del centro Noesis di Napoli, che invita ad allargare il campo: non sottovalutare l’impatto delle ondate di calore sulla salute mentale, certo, ma anche valutare le conseguenze sulla salute emotiva e comportamentale, soprattutto delle persone più fragili, in correlazione a come gli eventi meteorologici estremi impattino sempre più fortemente sulla vita e le relazioni delle persone.
«Il caldo attiva i termorecettori e induce uno stato di allarme che aumenta la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, e altera i neurotrasmettitori che regolano l’umore, come serotonina e dopamina» spiega Barretta. «A questo si aggiunge un sovraccarico cognitivo: per mantenere costante la temperatura corporea, l’organismo dilata i vasi e la pressione cala, generando affaticamento mentale, irritabilità, perdita di concentrazione e minore tolleranza alle frustrazioni. Le notti calde, infine, ostacolano il sonno e le sue fasi di recupero, acuendo ansia e sintomi depressivi».
L’effetto è particolarmente marcato su chi convive già con un disturbo psichico. Durante l’ondata di calore del luglio 2023, gli accessi ai pronto soccorso sono aumentati in media del 30%, con punte maggiori nelle città del Centro-Sud, un fenomeno ripresentatosi anche negli anni successivi. Uno studio pubblicato su Scientific Reports nel 2024 ha analizzato gli accessi ai pronto soccorso in Campania nelle estati dal 2016 al 2019, rilevando un aumento statisticamente significativo durante le ondate di calore, già al raggiungimento dei 39 °C di temperatura percepita.
«Le temperature estreme aumentano gli accessi al pronto soccorso per attacchi di panico e acutizzano la depressione. Nel disturbo bipolare il caldo è correlato a un incremento degli episodi maniacali, mentre nella schizofrenia e nelle psicosi, dove la capacità di termoregolazione è ridotta, possono aumentare gravità dei sintomi, ricoveri e persino la mortalità» avverte lo psichiatra. «C’è poi un nodo spesso ignorato: alcuni psicofarmaci come litio, antipsicotici e antidepressivi ostacolano la sudorazione o inibiscono lo stimolo della sete, aumentando il rischio di disidratazione. Nei mesi più caldi serve una supervisione medica per eventuali aggiustamenti di dosaggio».
Ma per Barretta il problema non si esaurisce nei meccanismi neurochimici e nelle interazioni farmacologiche. C’è una dimensione che la cronaca dell’emergenza estiva tende a trascurare, e che invece pesa quanto i gradi sul termometro.
«Ai motivi fisici e chimici, che sono reali e documentati, si aggiunge un fattore che chiamerei ambientale nel senso più ampio: il rischio di isolamento e di solitudine» spiega lo psichiatra. «Il caldo svuota gli spazi pubblici, costringe in casa chi è più fragile, interrompe le relazioni quotidiane, e questo sulla salute emotiva e comportamentale dell’individuo pesa eccome. L’anziano che non esce, la persona con un disturbo psichico che salta gli appuntamenti, chi vive solo e smette di vedere qualcuno per giorni: sono tutte situazioni in cui il caldo non agisce solo sul corpo, ma erode la rete di contatti che tiene insieme una persona. E l’isolamento, lo sappiamo, è esso stesso un fattore di rischio per la salute».
È qui che, secondo Barretta, l’approccio puramente sanitario mostra i suoi limiti. «Ogni estate ci attrezziamo per resistere: bollettini, numeri verdi, raccomandazioni a bere e a stare all’ombra. Sono misure necessarie, ma restano una risposta d’emergenza a un problema che ormai è strutturale. Continuiamo a trattare il caldo come un evento eccezionale, quando è diventato una condizione ricorrente con cui dovremo convivere per decenni». La proposta dello psichiatra sposta il piano del discorso dalla medicina all’urbanistica. «Bisognerebbe ridisegnare per intero le città e gli spazi sociali. Penso all’ombra come a un bene pubblico da progettare, non lasciato al caso: alberature vere, verde diffuso, percorsi che permettano di muoversi senza esporsi. Penso a luoghi di socialità accessibili e freschi, dove chi è solo possa continuare a incontrare gli altri anche quando il termometro sale. Penso a una città che protegga la salute emotiva e comportamentale dei suoi abitanti più fragili invece di costringerli a rinchiudersi».
Una visione che intreccia salute mentale, politiche climatiche e progettazione degli spazi. «La salute non si difende solo in ambulatorio» conclude Barretta. «Si difende anche con un albero piantato nel posto giusto, con una piazza che resta vivibile a luglio, con servizi territoriali capaci di raggiungere le persone a casa prima che finiscano in pronto soccorso. Il punto non è più resistere all’estate un anno dopo l’altro, ma progettare luoghi in cui, anche quando fa caldo, si possa stare bene».
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25 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
L’arte entra nel carcere per ricordare che c’è sempre una possibilità di riscatto, che l’immaginazione può condurre verso strade diverse e che il teatro ha un ruolo terapeutico e formativo. Per il secondo anno consecutivo, la Casa Circondariale di Napoli-Poggioreale “Giuseppe Salvia” apre le proprie porte alla cultura, trasformandosi in un insolito ma potentissimo palcoscenico. Merito del laboratorio creativo promosso dall’Associazione ODV “Chiamami per Nome”, che in stretta sinergia con la Cooperativa Sociale Itaca ha riportato il teatro laddove la libertà è limitata, dimostrando come l’arte possa essere il più potente degli strumenti di emancipazione.
Quest’anno i riflettori si accendono su un’opera dal profondo significato territoriale: Scugnizzi. Non si tratta però di una semplice replica del celebre musical, bensì di una versione completamente originale, riscritta e reinterpretata dai giovani partecipanti dell’associazione. Sotto la sapiente guida di Aldo Rivieccio, presidente dell’Associazione “Chiamami per nome” e con la regia di Rosalba Pernice, il testo è stato plasmato per accogliere lo sguardo, i vissuti e la sensibilità dei ragazzi, offrendo una narrazione densa, a tratti cruda ma profondamente umana. L’immagine della messinscena restituita dall’evento ritrae vividamente questa unione di mondi. Sul palcoscenico allestito all’interno della struttura – caratterizzata da elementi storici e religiosi imponenti, come i grandi dipinti sacri alle pareti e i capitelli corinzi – un gruppo eterogeneo di giovani attori si muove in uno spazio condiviso, sotto un grande drappo nero che funge da fondale.
L’atmosfera che emerge è quella di una grande performance corale, arricchita da una forte carica emotiva e da momenti di autentica gioia condivisa. Ai lati del palco, figure di supporto tecnico e operatori seguono con attenzione lo svolgersi delle scene, a testimonianza di un lavoro di squadra che va ben oltre la pura recitazione. Il successo di questa iniziativa non è infatti il frutto di un’azione isolata, ma il risultato di una complessa e preziosa rete di collaborazioni. Il progetto ha visto muoversi all’unisono la direzione dell’istituto penitenziario, gli operatori della struttura, i volontari e le famiglie dei ragazzi coinvolti. Questa straordinaria sinergia ha reso possibile un’esperienza profondamente significativa, capace di abbattere le barriere del pregiudizio e di creare reali occasioni di incontro, empatia e condivisione all’interno di un contesto storicamente complesso come quello carcerario. «Siamo fermamente convinti che il teatro rappresenti uno spazio di libertà assoluta e un linguaggio universale in grado di superare ogni tipo di muro, sia esso fisico o mentale», spiegano con orgoglio i promotori del progetto. «Attraverso la finzione scenica si costruiscono in realtà le relazioni più autentiche. Sul palco si valorizzano le singole persone, le loro fragilità diventano punti di forza e si favorisce una partecipazione attiva che si fonda esclusivamente sul rispetto e sull’ascolto reciproco».
L’esperienza di Poggioreale si conferma e si consolida così come un esempio concreto e replicabile di welfare culturale. Una testimonianza di come la cultura, la musica e il teatro non siano semplici elementi di intrattenimento, ma veri e propri motori di inclusione, crescita personale e cambiamento sociale. Offrendo nuove opportunità di espressione a chi spesso non ha voce, l’iniziativa non solo arricchisce chi vi partecipa, ma contribuisce a tessere un nuovo e più forte senso di comunità e solidarietà cittadina.
di Francesca Mari
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25 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
L’estate può rappresentare una stagione particolarmente complessa per le persone con demenza e per chi se ne prende cura. Le alte temperature, i cambiamenti delle abitudini quotidiane, la riduzione di alcuni servizi territoriali e gli spostamenti legati alle vacanze possono infatti incidere sul benessere delle persone fragili e aumentare il carico assistenziale delle famiglie.
Per questo motivo la Federazione Alzheimer Italia ha deciso di mettere a disposizione di caregiver e familiari un decalogo di consigli pratici e di organizzare un webinar gratuito dedicato proprio alla gestione del periodo estivo.
L’appuntamento è fissato per giovedì 2 luglio 2026 alle ore 18, in diretta sulla piattaforma Zoom, con l’incontro dal titolo “Vivere l’estate insieme. Consigli pratici e attività da svolgere a casa e all’aperto”.
Durante il webinar, Susanna De Biagi, terapista occupazionale della Federazione Alzheimer Italia, illustrerà attività e strategie da svolgere in casa adattabili alle diverse esigenze delle persone con demenza. Paola Ossola, vicepresidente di Progetto Rughe ODV e tra le promotrici della Comunità Amica delle Persone con Demenza di Gavirate, presenterà invece esempi concreti di iniziative e attività all’aperto pensate per favorire il benessere e la partecipazione sociale.
Al centro dell’incontro ci saranno suggerimenti semplici ma preziosi: mantenere routine rassicuranti, valorizzare le attività legate alla storia personale della persona, alternare momenti in casa e all’esterno, evitare le ore più calde della giornata e chiedere supporto alla rete familiare, associativa e territoriale.
Il decalogo diffuso dalla Federazione ricorda inoltre quanto sia importante coinvolgere la persona con demenza in attività quotidiane e familiari, utilizzando modalità che favoriscano la collaborazione e preservino autonomia e dignità. Dalle passeggiate in luoghi conosciuti all’ascolto della musica, dalla cura delle piante alla consultazione di fotografie di famiglia, ogni occasione può trasformarsi in un momento di benessere e relazione.
La partecipazione al webinar è gratuita previa registrazione. L’incontro sarà successivamente disponibile anche sul canale YouTube della Federazione Alzheimer Italia.
Per informazioni, supporto e consulenza, resta inoltre attivo il servizio gratuito Pronto Alzheimer, che offre orientamento e ascolto a familiari e caregiver attraverso un team multidisciplinare di esperti.
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25 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Il Venezuela è stato colpito da una violenta sequenza sismica che ha provocato crolli, panico tra la popolazione e gravi danni alle infrastrutture. Le scosse principali, registrate nella serata di mercoledì 24 giugno, hanno avuto magnitudo molto elevata, con valori indicati dalle fonti internazionali tra 7.1, 7.2 e 7.5. L’area dell’epicentro è stata localizzata nei pressi di Morón, nello Stato di Carabobo, lungo la costa settentrionale del Paese, a ovest della capitale Caracas.
Secondo le prime ricostruzioni, due forti terremoti si sarebbero verificati a distanza ravvicinata, scuotendo non solo la zona dell’epicentro ma anche la capitale e diversi Stati del Paese. A Caracas numerosi edifici sono stati evacuati, alcune strutture sono crollate o risultano gravemente danneggiate e migliaia di persone hanno trascorso le ore successive in strada, nel timore di nuove repliche.
Le autorità venezuelane hanno dichiarato lo stato di emergenza e mobilitato squadre di soccorso, protezione civile, forze di sicurezza e personale sanitario. Le operazioni sono concentrate nella ricerca di eventuali persone rimaste intrappolate sotto le macerie e nella messa in sicurezza degli edifici lesionati.
Il bilancio resta provvisorio. Alcune fonti internazionali riferiscono di oltre 30 vittime di vittime e circa 700 feriti, ma i numeri sono ancora in aggiornamento e potrebbero cambiare nelle prossime ore. Particolarmente colpite risultano alcune aree urbane e costiere, mentre sono state segnalate interruzioni nei servizi, difficoltà nelle comunicazioni, sospensioni nei trasporti e danni anche ad alcune infrastrutture strategiche.
Dopo le scosse è stata diramata anche un’allerta tsunami per alcune aree dei Caraibi, successivamente rientrata. Resta invece alta l’attenzione per le possibili repliche, che potrebbero aggravare la situazione degli edifici già lesionati e complicare ulteriormente il lavoro dei soccorritori.
La situazione degli italiani in Venezuela
La comunità italiana in Venezuela è storicamente numerosa e radicata, soprattutto nelle grandi città e nelle aree economicamente più importanti del Paese. Al momento, dalle fonti ufficiali consultate, non risultano comunicazioni pubbliche su cittadini italiani coinvolti direttamente nel terremoto. La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi, monitora le emergenze che coinvolgono connazionali all’estero e invita chi si trova fuori dall’Italia a registrare la propria presenza sul portale “Dove siamo nel mondo”, strumento utile per facilitare i contatti e l’assistenza in caso di calamità naturali, crisi o situazioni di emergenza.
Per i cittadini italiani presenti in Venezuela, il riferimento principale resta la rete diplomatico-consolare italiana: l’Ambasciata d’Italia a Caracas, il Consolato Generale d’Italia a Caracas e gli uffici consolari competenti per le diverse aree del Paese. In caso di necessità, i connazionali sono invitati a seguire gli aggiornamenti ufficiali, evitare spostamenti non indispensabili, non rientrare in edifici danneggiati e mantenere attivi i canali di comunicazione con familiari e autorità consolari.
Paese fragile, soccorsi complessi
Il terremoto arriva in un Paese già segnato da una lunga crisi economica, sociale e infrastrutturale. Questo rende più complessa la risposta all’emergenza: ospedali, servizi pubblici, rete elettrica, trasporti e comunicazioni potrebbero subire ulteriori pressioni nelle aree colpite.
La priorità, nelle prossime ore, sarà stabilire un bilancio più preciso delle vittime e dei danni, garantire assistenza agli sfollati, verificare la stabilità degli edifici e ripristinare i servizi essenziali. Diversi Paesi e organizzazioni internazionali hanno già manifestato disponibilità a fornire aiuti.
Il Venezuela si trova ora davanti a una delle emergenze sismiche più gravi della sua storia recente. La paura resta alta, mentre la popolazione attende notizie sui dispersi, sulle condizioni delle aree più colpite e sulla possibilità di ricevere assistenza in tempi rapidi.
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24 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
La musica come linguaggio universale capace di superare confini, differenze e conflitti. È questo il messaggio che accompagnerà “Musica di Pace”, il concerto in programma giovedì 25 giugno 2026 alle ore 19.30 nella Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova, nel cuore del centro storico di Napoli.
L’iniziativa, nell’ambito del Premio Pellegrini di Pace, nasce dalla collaborazione tra l’Associazione Discantus, il Rotary Distretto 2101, il progetto Uniti per Fare del Bene e altri partner impegnati nella promozione della cultura della pace e del dialogo tra i popoli.
Protagonisti della serata saranno l’Orchestra Discantus e il Coro Vocalia, guidati dal maestro Luigi Grima, con la partecipazione straordinaria della cantante Maria Pia De Vito, una delle voci più autorevoli e apprezzate del panorama musicale italiano e internazionale.
Ad aprire l’evento sarà un momento di riflessione e confronto affidato a monsignor Gennaro Matino e all’imam Massimo Abdallah Cozzolino, due figure che da anni rappresentano a Napoli un esempio concreto di dialogo interreligioso e di costruzione di ponti tra culture e comunità diverse. Un confronto che assume un significato particolare nel tempo presente, segnato da guerre, tensioni internazionali e crescenti divisioni sociali.
Il concerto si inserisce nel percorso culturale e civile promosso dal Premio Pellegrini di Pace, l’iniziativa voluta dall’Arcidiocesi di Napoli, attraverso il suo ramo ETS, che attraverso eventi, incontri e testimonianze punta a diffondere una cultura della fraternità, della convivenza e della non violenza.
La scelta della musica non è casuale. Da sempre l’arte e la musica rappresentano strumenti privilegiati per favorire l’incontro tra persone e comunità, creando spazi di ascolto reciproco e di condivisione. In questo senso “Musica di Pace” vuole essere non soltanto un appuntamento artistico di alto livello, ma anche un gesto simbolico rivolto alla città e a quanti credono che il dialogo sia la strada più efficace per costruire un futuro diverso.
L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.
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24 Giu, 2026 | Comunicare il sociale
Solidarietà, arte, food, spettacolo e sinergia. Questi i punti fermi della kermesse «Cenando sotto un cielo diverso», evento di beneficenza che giunge alla sua XVIII edizione e si svolgerà il il 7 luglio a Villa Tony (Complesso Zeno, Ercolano). L’edizione 2026 segue il claim “I colori della diversità”, una filosofia di vita nata da un’esperienza trasformativa che Alfonsina Longobardi, ideatrice della manifestazione, ha vissuto in Africa, luogo dove la diversità viene percepita come un’umanità condivisa e la fragilità non spegne la luce, ma la esalta. Il claim “I Colori della Diversità” racconta proprio la capacità di persone e professionisti di incontrarsi per costruire un progetto che mette al centro l’essere umano e il valore della condivisione. «Gli obiettivi di questa edizione prevedono la trasformazione del ricavato- ha spiegato Alfonsina Longobardi- in azioni tangibili per il sostegno all’infanzia e la cooperazione internazionale. A livello locale, verranno acquistati materiali ludico-didattici per le case famiglia del territorio e doni per i piccoli pazienti dei reparti pediatrici degli ospedali napoletani. Oltre i confini nazionali, l’impegno si concentrerà in Kenya, specificamente a Malindi, e nei villaggi limitrofi, per sostenere scuole e orfanotrofi con beni di prima necessità e materiali scolastici».
La serata benefica si snoderà attraverso un ricco percorso enogastronomico animato da oltre 270 protagonisti, tra produttori di nicchia campani e nazionali, realtà artigianali che custodiscono la storia e l’identità delle proprie radici, chef, pizzaioli, pasticcieri e panificatori. Tra le novità di questa edizione figurano lo spettacolo del freestyle della pizza con Angelo Tramontano e Antonio Fiorillo, sei postazioni dedicate alle braci e una postazione con l’idrosommelier. La formazione e la passione saranno centrali grazie agli allievi dell’Istituto Alberghiero Viviani di Castellammare di Stabia, che prepareranno i piatti insieme agli chef, mentre i ragazzi del Don Orione di Ercolano saranno protagonisti di un percorso di partecipazione attiva che dimostra come il valore umano superi ogni barriera. A impreziosire il percorso gastronomico saranno anche degli chef testimonial, tra cui gli stellati Ciro Sicignano, Domenico Iavarone e Michele De Leo, interpreti di una cucina che coniuga eccellenza, territorio e sensibilità sociale. Ricco il cartellone degli spettacoli e intrattenimento che accompagnerà la serata, con la partecipazione di artisti provenienti dal mondo della musica, del teatro, della televisione e dell’illusionismo. Gli interventi saranno introdotti e condotti dalla presentatrice Ida Piccolo, che accompagnerà il pubblico nel corso dell’evento.
Sul palco si alterneranno Mago Leo, Peppe Laurato, Sfarz, Salvatore Turco, Tony Cristiano, Marco Lanzuise, Ludo Brusco – Mr. Hyde, Jhosef Zampella, Giusy Freccia, Luisa Esposito, Floriana De Martino, Anna Capasso, Gianluca Zeffiro, Mario Forte, Marika Gambardella, Marco Cusitore, Luca Formicola (Two Fat Brothers), Roberto Russo, Mixed by Erry, Packy Stile, Yassmin Pucci, Enzo Paudice e Raffaele Polito, regalando al pubblico momenti di musica, comicità, emozione e spettacolo nel segno della solidarietà. A testimoniare e sostenere i valori della manifestazione ci saranno inoltre numerosi volti noti del panorama artistico e dello spettacolo, tra cui Luigi Zeno, Francesco De Simone, Pasquale Lobefalo, Ciro Torlo, Luca Riemma, Mariano Catanzaro e Rosario Verde, che con la loro presenza contribuiranno a diffondere il messaggio di inclusione e partecipazione che da sempre caratterizza “Cenando sotto un Cielo Diverso”.
Fondamentale per la realizzazione della manifestazione è il sostegno dei partner che hanno scelto di condividere i valori di inclusione, solidarietà e responsabilità sociale che da sempre caratterizzano l’iniziativa. Tra questi figurano Villa Tony, Goeldlin Collection, Gerli, Le Delizie, Nuceria Inox, Cooperativa Sociale Sirio, Primi Exotic Fruit e Rugiada Società Cooperativa Sociale, realtà che con il loro contributo rendono possibile la crescita di un progetto capace di unire eccellenza, partecipazione e impegno concreto verso il territorio e le persone più fragili. Ieri sera al Complesso La Vela a Torre del Greco la conferenza stampa di presentazione, moderata dalla giornalista Maria Consiglia Izzo, a cui hanno preso parte: Alfonsina Longobardi, ideatrice e promoter, Vincenzo Di Prisco , titolare di La Vela Yacht Club; Cirolucio Zeno, titolare di Villa Tony; Alessandro Desiderio, responsabile della Cooperativa Sirio (insignito del Premio Cenando alla Solidarietà 2026); Antonio Goeldlin di Goeldlin collection; Giuseppe Petrozziello di Live for Africa; Marianna Langellotti della Cooperativa La Rugiada; AIS Campania (insignita del Premio Cenando alla Solidarietà 2026); Don Rosario Belli del Centro Don Orione; i referenti dell’Istituto Viviani; Giorgio Abagnale dell’Azienda Le Delizie del Sud; Luigi Zeno, attore; Annamaria Viscardi di Radio Studio Emme; Francesco Russo – Media partner della La Gazzetta dello Spettacolo – Mondo del sociale, comunicazione, e sociale; Ida Piccolo – presentatrice (insignita del Premio Cenando alla Solidarietà 2026); Antonio D’Addio – Direttore artistico (insignito del Premio Cenando alla Solidarietà 2026).
di Francesca Mari
L’articolo “Cenando sotto un cielo diverso” l’evento di solidarietà per l’Africa proviene da Comunicare il sociale.