Saranno le sentinelle dell’ambiente, pronte ad elevare una “Multa Morale” ai cittadini sporcaccioni. La singolare iniziativa parte da Caivano, dove il consiglio comunale dei bambini ha deliberato l’istituzione di una sanzione simbolica, non pecuniaria, ma volta a sensibilizzare la cittadinanza sul corretto rispetto della raccolta differenziata e in particolare per combattere l’abbandono incontrollato di rifiuti, ma anche i comportamenti maldestri in tema di viabilità e parcheggio selvaggio.
La delibera, votata all’unanimità, sarà consegnata al Ministro della pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, “affinché i bambini di Caivano possano realizzare i propri desideri” si legge nel testo che istituisce la “Multa Morale”
L’iniziativa è stata presentata alla città nel corso di una conferenza tenutasi presso la Biblioteca comunale all’interno del Castello Medievale di Caivano. E’ stato il sindaco Antonio Angelino a raccogliere la sfida dei piccoli consiglieri, partecipando all’evento voluto dal primo cittadino.
Nel corso della conferenza è stato presentato, infatti, il nuovo piano del servizio di igiene ambientale, alla presenza del gestore Green Attitude-Ecogin. Sarà sviluppata una massiccia campagna di sensibilizzazione rivolta alla cittadinanza, proprio per abbattere il fenomeno dell’abbandono incontrollato di rifiuti. E i protagonisti di questa campagna saranno proprio i ragazzi del consiglio comunale dei bambini. Saranno organizzati incontri in tutte le scuole, coinvolgendo anche gli altri piccoli studenti.
Secondo la delibera votata all’unanimità dal piccolo consesso cittadino, le multe saranno “elevate” dai bambini accompagnati dalla polizia municipale e saranno consegnate direttamente ai trasgressori.
Un’idea, quella del consiglio dei piccoli, partorita perché “troppo spesso le strade della città di Caivano sono occupate dai rifiuti e troppe volte anche da auto parcheggiate male, ma anche da deiezioni degli animali domestici non rimossi dai padroni” scrivono i piccoli caivanesi.
“Mi ha colpito fortemente l’ultima delibera approvata dal consiglio comunale dei bambini – dichiara il sindaco Antonio Angelino – Mi hanno chiesto sia di partecipare in prima persona alla campagna di sensibilizzazione ambientale che avvieremo insieme al gestore Green Attitude-Ecogin, poi hanno organizzato l’iniziativa della multa morale. Una giornata, che si ripeterà, in cui sono scesi in strada i bambini e hanno multato i trasgressori per il mancato rispetto della raccolta differenziata o la sosta selvaggia. Sono due deliberazioni molto belle, che ho custodito gelosamente e ho presentato alla città perché merita il nostro sostegno”.
Nelle settimane segnate dal passaggio del ciclone Harry sul Mediterraneo centrale, secondo organizzazioni umanitarie e reti di monitoraggio indipendenti, fino a mille migranti potrebbero essere morti o dispersi in mare nel giro di pochi giorni, in quella che rischia di diventare una delle tragedie più gravi degli ultimi anni lungo le rotte migratorie verso l’Europa.
Le partenze sarebbero avvenute in gran parte dalle coste tunisine, in condizioni meteorologiche estreme. Decine di imbarcazioni fragili sarebbero state spinte in mare proprio durante il picco della tempesta, con persone a bordo prive di informazioni, protezioni e strumenti minimi di sicurezza. Una dinamica che, secondo le organizzazioni presenti sul campo, non può essere ridotta a fatalità naturale ma va inserita dentro un quadro più ampio fatto di traffici, pressioni migratorie e politiche di controllo dei confini.
Il Mediterraneo resta infatti la rotta migratoria più letale al mondo. Negli ultimi anni migliaia di persone hanno perso la vita tentando di raggiungere l’Europa. Una strage silenziosa che spesso scompare dal dibattito pubblico, concentrato più sui numeri degli sbarchi che su quelli dei dispersi. Una narrazione parziale che rischia di disumanizzare un fenomeno complesso e profondamente legato a guerre, instabilità economica, crisi climatica e disuguaglianze globali.
In questo contesto si inserisce l’appello dell’Associazione Don Bosco 2000, che invita il Governo italiano a rivedere radicalmente gli accordi con Tunisia e Libia sul controllo dei flussi migratori, chiedendo maggiore trasparenza, responsabilità condivise e politiche di accesso legali e sicure, capaci di sottrarre terreno ai trafficanti e di rimettere al centro la tutela della vita umana.
Secondo quanto denunciato dall’associazione, le partenze durante eventi meteorologici estremi dimostrerebbero l’inefficacia degli attuali sistemi di controllo e la persistenza di un sistema in cui i trafficanti continuano a decidere della vita e della morte delle persone. Una situazione che impone una riflessione più ampia sul ruolo dell’Europa, sulla gestione dei confini e sulla responsabilità internazionale nella gestione dei flussi migratori.
La tragedia dei “mille” diventa così il simbolo di una ferita aperta nel cuore del Mediterraneo: l’ennesimo capitolo di una crisi umanitaria che continua a consumarsi sotto gli occhi del mondo.
Sabato 7 febbraio 2026, alle 10:30, presso la suggestiva cornice della Biblioteca diocesana “San Paolino” del Seminario vescovile di Nola, si terrà l’inaugurazione ufficiale della XIII edizione della Scuola sociopolitica e imprenditoriale della Diocesi di Nola. A presentare il tema scelto per questa edizione, “Pace, giustizia e innovazione: la sfida del futuro”, sarà il professore Roberto Vona, ordinario di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
«La capacità di sognare politicamente e imprenditorialmente oggi non può che nascere da un desiderio di pace. La pace è oggi a rischio, non solo globalmente ma anche nei luoghi che quotidianamente abitiamo. La Scuola è e vuole essere luogo in cui si cresce per essere operatori di pace, imparando il lavoro artigianale del fare rete. Un lavoro che anche il nostro vescovo, monsignor Francesco Marino, ci invita a mettere in pratica nel nostro impegno di credenti e cittadini di questa terra. E la nostra terra chiede pace, giustizia e creatività per il futuro. Non potevamo, quindi, che scegliere questi temi per la nuova edizione del percorso di formazione diocesano», sottolinea la responsabile della Scuola, Giuseppina Orefice.
Sono cinque gli appuntamenti formativi in programma presso il Seminario, dalle 19:00 alle 20:30: “Dottrina sociale e costituzione: due bussole per il bene comune” (25 febbraio 2026); “Partecipazione e bene comune: il metodo Grandi” (4 marzo 2026); “Lavoro, impresa, creato e bene comune: l’economia che include” (18 marzo 2026); “Intelligenza artificiale tecnologia e dignità umana” (15 aprile 2026). Sono previste anche due Piazze della democrazia che si terranno al mattino, dalle 10:00 alle 12:30, dedicate a “Giovani e partecipazione: la politica che nasce dal basso”, in programma a Marigliano il 9 maggio; “La fede che genera impegno sociale, politico e imprenditoriale”, prevista per il 30 maggio, a Cimitile. In questa occasione si terrà anche la prima edizione del Villaggio delle buone pratiche. La consueta veglia diocesana per i lavoratori, in un’azienda del territorio, si terrà il 29 aprile 2026.
Frutto di sinergica collaborazione tra gli Uffici di pastorale sociale e il Progetto Policoro della Diocesi di Nola, Finetica Ets e il Dipartimento di economia, management e istituzioni (Demi) dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, la Scuola quest’anno ha ideato anche il Concorso di idee per l’innovazione sociale rivolto a gruppi di giovani (18-35 anni), residenti in uno dei 45 comuni della Diocesi di Nola, con l’obiettivo di premiare progetti, spiega Giuseppina Orefice, «che mirino a costruire la comunità attraverso obiettivi di rigenerazione urbana, istruzione e formazione, sostenibilità ambientale, accesso ai servizi, inclusione sociale, sostenibilità economico finanziaria».
Il percorso del pizzaiolo Antonio Della Volpe, che ha fatto diventare un modello di legalità il suo locale La Vita è Bella a Casal di Principe (Ce), si arricchisce di un nuovo tassello. Alla sezione del menu denominata “Rinascita”, inserita nel 2024 e realizzata con prodotti provenienti da terreni confiscati alla criminalità organizzata, va ora ad aggiungersi una nuova sezione, “La Memoria che Vive”, nata per rendere omaggio a Don Peppe Diana, il sacerdote assassinato il 19 marzo del 1994 dalla camorra per il suo impegno civile e religioso contro la criminalità organizzata. Il percorso degustazione, ispirato ai gusti, alle abitudini e ai ricordi di Don Peppe Diana, ricostruiti con cura dalla sua famiglia, e in particolare dalla sorella Marisa, intende trasmettere il suo amore per la vita semplice e la sua passione per il territorio.
“La Memoria che Vive”
Il percorso si apre con Il gesto semplice, un crocchè di patate rosse di Letino, e La Tavola a casa, una polpetta di manzo su ragù al pecorino e riduzione di prezzemolo per poi continuare con diverse tipologie di pizza tra cui spiccano la Radici e identità, una pizza cotta nel ruoto con pomodoro San Marzano Dop, datterino liternese spadellato e grattugiata di parmigiano e Il rito della domenica, una pizza in doppia cottura con ragù di braciola e riduzione di prezzemolo con pinoli e uva passa. Quest’ultima trae ispirazione dalla forte predilezione da parte di Don Peppe Diana per le braciole. La chiusura del percorso prevede due opzioni: il Ritorno, un bon bon con crema pasticciera e confettura di mela annurca e cannella, e la Memoria viva, uno spumone classico cioccolato e nocciola realizzato dalla gelateria artigianale La Fenice di Caserta.
Nella sezione beverage spazio alle aziende di Casal di Principe sia con i vini dell’azienda Cantine Vitematta, che produce Asprinio d’Aversa su terreni confiscati alla camorra, sia con le birre del birrificio artigianale Alba.
Antonio Della Volpe e la pizzeria La Vita è Bella
Antonio Della Volpe frequenta l’alberghiero di Castel Volturno dove segue l’indirizzo di cucina. Dopo il diploma inizia a fare esperienza presso cucine di vario tipo tra cui quella del Grand Hotel Parker’s nella brigata dello chef Vincenzo Bacioterracino e quella dell’Hotel Eden di Roma.
Nel 2007 apre il suo primo “La Vita è Bella” a Trentola Ducenta (attualmente non più attivo) in cui propone ristorazione e pizza. Iniziando a notare l’attenzione sempre maggiore da parte della clientela nei confronti della pizza decide di imparare a prepararla in prima persona. Si iscrive così nel 2015 al suo primo corso presso l’accademia di un mulino e da quel momento continua a studiare il mondo dell’arte bianca in modo sempre più approfondito.
Nel 2017 vince la Pizza World Cup con la pizza “La Vita è bella” realizzata con fior di latte di Agerola, datterino rosso, datterino giallo e all’uscita dal forno guanciale di maialino nero casertano, perline di bufala, scaglie di caciocavallo, provolone del Monaco, olio extravergine e basilico.
Nel giugno 2021, insieme al cognato Amedeo Galoppo che lo affianca al forno, decide di aprire un secondo “La Vita è Bella” sempre in provincia di Caserta ma questa volta a Casal di Principe. Il locale elegante, moderno e con forni a vista dispone di circa cento coperti. Dall’edizione 2025 è presente con 2 Spicchi nella Guida delle Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso e nel 2025 il locale ha fatto il suo ingresso anche nella guida Pizza&Cocktail di Identità Golose.
Il menu attualmente prevede tre tipologie di pizza. Accanto alla contemporanea Antonio propone già dall’apertura un originale tipo di pizza che si ispira alla Cotoletta alla milanese, in cui l’impasto prima di essere fritto viene impanato con pane panko. A queste due tipologie si sono aggiunti da qualche anno i padellini. Il menu prevede anche un’ampia sezione di proposte senza glutine.
Da una lato la promozione della salute e della prevenzione, a partire dallo sport e da uno stile di vita attivo, dall’altro l’inclusione sociale attraverso attività rivolte alle persone più vulnerabili. Questo è il doppio asse su cui si muove l’associazione sportivaMeridies, nata a Napoli nel 1996 e animata dalla dottoressa Lina De Cesare, direttore UOC Riabilitazione della Asl Napoli 1 Centro e oggi vicepresidente della onlus. Trent’anni di impegno profuso per la valorizzazione del territorio e l’accesso allo sport per tutti i cittadini, in particolare anziani e fragili, grazie anche al contributo volontario e gratuito di una squadra sempre più nutrita di medici, infermieri, fisioterapisti, ma anche assistenti sociali, educatori e altre figure professionali socio-sanitarie.
«Siamo stati la prima associazione sportiva italiana ad impegnarsi attivamente nella promozione della salute, dalla prevenzione alla riabilitazione, molto tempo prima che le iniziative di screening gratuite si diffondessero sul territorio», spiega la De Cesare. Che sottolinea: «Da quasi 30 anni ci mettiamo “in piazza”. A Napoli, con il patrocinio del Comune, promuoviamo in piazza Municipio le giornate della salute con l’iniziativa “Nalab-Laboratorio Napoli”, che sensibilizza allo sport come strumento di prevenzione di tumori e altre patologie, offrendo a tutti la possibilità di fare visite specialistiche gratuite».
Ma il concetto di prevenzione è da intendere in senso più lato, secondo la fondatrice di Meridies: «Anzitutto attraverso il movimento fisico, in cui, con passeggiate salutari e attività sportive a contatto con la natura, cerchiamo di coinvolgere anziani e pazienti fragili come persone con problemi di salute mentale e demenza. Dove non possiamo, arriviamo da remoto ai nostri utenti». In particolare, racconta Lina De Cesare, con il progetto “AFA – Attività Fisica Adattata”, l’associazione è riuscita a raggiunger diverse decine di persone con patologie croniche. E sta per partire un nuovo corso, in attesa di fondi, dal momento che la onlus si auto-sostiene partecipando a bandi e con il 5×1000.
La sfida, negli anni, è stata anche quella di portare questi concetti in luoghi “non tradizionali”, come quelli deputati alla detenzione. Così è nato oltre tre anni fa, nel carcere di Secondigliano, il progetto “Gestire la forza, guardare alla vita”, concluso a settembre dello scorso anno, in cui lo sport ha rappresentato per i reclusi uno strumento importante di recupero, rieducazione e reinserimento sociale. Grazie a un percorso formativo di trecento ore, una ventina di detenuti in medio regime hanno conseguito un attestato di frequenza, diventando maestri di fitness e di arti marziali. Un’opportunità per superare stress, depressione e istinti suicidi tra le mura del carcere, ma anche una occasione da spendersi nel mondo del lavoro, una volta fuori.
Tra le attività organizzate, ormai tradizionalmente, dall’associazione sportivaMeridies, oggi presieduta da Mattia Moccia, vi è il “Premio Salute per tutti”, in cui viene conferito un riconoscimento alle eccellenze, ovvero alle personalità che in diversi settori, dal giornalismo alla letteratura, passando per lo sport, si sono distinte per aver promosso valori come prevenzione e salute. Un altro momento importante è rappresentato dal Memorial per le vittime innocenti di criminalità, che vuole essere una testimonianza di vicinanza per i familiari, anche esso organizzato in luoghi simbolici della città.
Una occasione di incontro e condivisione che quest’anno, per il trentesimo compleanno di Meridies, avrà un sapore ancora più speciale, nel ricordo del marito di Lina De Cesare, Massimo Moccia, docente di Educazione fisica, a cui si deve il nome dell’associazione: «Meridies come Meridione, in riferimento al nostro territorio, ma anche come Meridiana, vale a dire l’unico orologio che non sbaglia mai, volendo rappresentare la nostra realtà una testimonianza di vita e di verità».
Tre opportunità concrete per cittadini e famiglie che vivono situazioni di difficoltà sociale ed economica. È questa la direzione intrapresa dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Gaetano Bocchino, che nei giorni scorsi ha pubblicato tre avvisi pubblici per consentire l’accesso a fondi nazionali e regionali destinati al sostegno sociale e abitativo.
«Si tratta di strumenti importanti che rientrano nel lavoro che l’amministrazione porta avanti per ampliare le possibilità di accesso ai servizi e alle risorse pubbliche, con l’obiettivo di intercettare in modo sempre più efficace le situazioni di fragilità presenti sul territorio.
Il primo avviso, pubblicato il 29 gennaio, riguarda i contributi a fondo perduto per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati già esistenti nei quali risiedono persone con disabilità, in attuazione della legge 13/89. Possono accedere al beneficio le persone con disabilità con limitazioni permanenti di carattere fisico, sensoriale o cognitivo, i familiari che le hanno a carico e i condomìni nei quali risiedono tali categorie. L’entità del contributo varia in base al tipo di intervento da realizzare. Le domande dovranno essere presentate entro il 1° marzo 2026, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblicato sul sito istituzionale del Comune.
Il secondo avviso, pubblicato il 30 gennaio, riguarda invece l’accesso al Fondo regionale di contrasto all’emergenza abitativa, attraverso un bando a sportello con validità annuale. Il fondo consente l’erogazione di contributi economici una tantum destinati a nuclei familiari che si trovano in condizioni di emergenza o disagio abitativo, oppure in situazioni di fragilità temporanea, come nel caso di sgomberi per motivi di emergenza. Le linee guida regionali prevedono due distinte misure di intervento, dedicate rispettivamente alle situazioni di grave disagio abitativo e a quelle di fragilità temporanea. Le domande saranno esaminate in ordine di presentazione fino a esaurimento delle risorse disponibili e comunque entro il 31 dicembre 2026, con istruttoria curata dal Comune ed erogazione finale da parte della Regione.
Il terzo avviso, pubblicato il 31 gennaio, è rivolto agli inquilini morosi incolpevoli, cioè ai nuclei familiari che si trovano nell’impossibilità di sostenere il pagamento del canone di locazione a causa di una perdita o significativa riduzione del reddito. Tra le situazioni previste rientrano, ad esempio, la perdita del lavoro, la riduzione dell’orario lavorativo, la cassa integrazione, il mancato rinnovo di contratti a termine, ma anche malattie gravi, infortuni o spese sanitarie rilevanti. I contributi possono arrivare fino a 12mila euro e vengono erogati direttamente al proprietario dell’immobile. Anche in questo caso la procedura è a sportello e le domande saranno esaminate in ordine cronologico entro il 31 dicembre 2026.
Nel complesso, le tre misure puntano a rafforzare la rete di sostegno sociale cittadina, con particolare attenzione alle persone con disabilità, alle famiglie in difficoltà abitativa e ai nuclei colpiti da improvvise crisi economiche.