10 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Al calare del sole, tra le pietre millenarie del Teatro Tempio di Pietravairano, sarà la voce di Luca Ward ad aprire ÈSPERO – Sunset Experience, il nuovo format culturale che la Campania dedica alla valorizzazione delle proprie aree interne. Venerdì 28 agosto 2026, a partire dalle ore 16:45, l’attore, tra i più noti e amati del panorama italiano per il cinema, la televisione e il doppiaggio, aprirà l’evento con un monologo scritto per l’occasione, dedicato alla storia del Teatro Tempio e delle civiltà antiche che per prime abitarono quest’area del Mediterraneo.
La partecipazione di Luca Ward rappresenta il cuore simbolico dell’evento inaugurale: la sua voce, capace di attraversare generazioni e linguaggi diversi, presterà forma e suggestione al racconto delle origini di un luogo che torna a vivere dopo secoli di silenzio. Non un semplice intervento di apertura, dunque, ma un vero e proprio atto fondativo per ÈSPERO, che sceglie di affidare a un interprete di questo calibro il compito di restituire al pubblico la dimensione arcaica e insieme contemporanea del Teatro Tempio. Luca Ward è uno dei doppiatori e attori italiani più famosi e amati. La sua fama è legata indissolubilmente al doppiaggio cinematografico: ha prestato la sua inconfondibile voce profonda a Russell Crowe ne «Il gladiatore» — rendendo immortale la frase «Al mio segnale, scatenate l’inferno» — oltre che a star del calibro di Samuel L. Jackson in «Pulp Fiction», Keanu Reeves in «Matrix» e Pierce Brosnan nei film di James Bond. Parallelamente alla carriera al leggio, Ward ha conquistato il grande pubblico televisivo come attore in popolarissime fiction italiane, interpretando ruoli di spicco in «CentoVetrine», «Capri», «Elisa di Rivombrosa» e «Le tre rose di Eva». È inoltre un apprezzato interprete di musical teatrali di successo come «Mamma Mia!» e la voce narrante di celebri audiolibri e videogiochi.
L’evento nasce da un progetto di Media Club Sas e Umile Coppola, realizzato grazie alla collaborazione del Comune di Pietravairano, e sostiene l’associazione trameafricane.org, impegnata da oltre vent’anni in interventi in alcune aree del Kenya.
Dopo il monologo di Luca Ward, l’evento proseguirà con performance artistiche e danze ispirate al mondo romano, con costumi d’epoca e statue viventi, e con il dj set di Artizhan (Franky B), turntablist, produttore e sperimentatore sonoro tra i più longevi della scena elettronica italiana: due volte vincitore del DMC italiano e finalista ai DMC World Championship, ha suonato nei maggiori club italiani ed esteri e firmato colonne sonore per brand internazionali.
Con il suo esordio editoriale, Break Construction – Cronache sincopate di basso e batteria (Magmata Edizioni, 2025), Artizhan ripercorre la cultura Breakbeat e Hip Hop, dalle sue radici storiche alle più recenti evoluzioni elettroniche. Presentato all’ultima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, il volume ha attraversato numerosi contesti culturali italiani, dai negozi di dischi ai centri sociali, fino alla prestigiosa Accademia di Brera.
Per ÈSPERO, Artizhan creerà una speciale colonna sonora live che intreccia elettronica, breakbeat e suggestioni contemporanee. La performance includerà anche svariate rivisitazioni ispirate alla canzone partenopea, in un ideale omaggio all’inserimento della canzone classica napoletana nel patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
L’evento sara caratterizzato nella fase culminante del tramonto da un aperitivo, costruito interamente sulle eccellenze dell’Alto Casertano tra le quali il lupono gigante di Variano Patenora della Masseria Del Sesto, olive caiazzane e la nota mozzarella di bufala. Tra i protagonisti della proposta enogastronomica figura Manuel Lombardi, dell’agriturismo Le Campestre di Castel di Sasso, custode e produttore del Conciato Romano, uno dei formaggi più antichi d’Italia e Presidio Slow Food, ottenuto da latte crudo e conciato con olio extravergine, vino Casavecchia, timo e peperoncino secondo un’antica ricetta di famiglia. Accanto a lui, Christian Cutino che con la Ciboh Studio curerà la selezione dei ristoratori, chiamati a offrire piatti espressione del territorio e vini che ne rappresentino l’identità quali DOC ed IGT come Pallagrello ed Asprinio.
Per tutte le informazioni è possibile consultare i canali social e il sito internet dell’evento.
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07 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Sottoscritto il Protocollo d’intesa tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e CSVnet ETS – l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato – per rafforzare la collaborazione istituzionale nella promozione della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva.
Si tratta di un’intesa particolarmente significativa, che punta a promuovere e sostenere la cultura del volontariato, diffondere i valori della partecipazione civica e della solidarietà, favorire il dialogo tra gli Enti del Terzo settore e le Istituzioni pubbliche e valorizzare il ruolo dei Centri di servizio per il volontariato sui territori.
Un rilievo particolare assume il riconoscimento della “Capitale Italiana del Volontariato”: il Protocollo prevede infatti che il Ministero promuova e valorizzi l’iniziativa a livello nazionale, partecipi alla Commissione di valutazione per l’assegnazione del titolo e concorra alla realizzazione di un evento nazionale dedicato. È un passaggio importante per rafforzare ulteriormente il profilo istituzionale dell’iniziativa e per sostenere il protagonismo dei territori e delle comunità locali nella costruzione di alleanze concrete intorno al volontariato.
«Con questo Protocollo rafforziamo un’alleanza strategica per la promozione della cultura del volontariato in Italia, un pilastro della coesione sociale e un presidio di prossimità per milioni di cittadini. Il riconoscimento di ‘Capitale Italiana del Volontariato’, assegnato quest’anno a Modena – quinta città a ricevere il titolo dopo Palermo, Trento, Cosenza e Bergamo – rappresenta un modello prezioso di amministrazione condivisa tra Istituzioni, Centri di servizio per il volontariato ed enti del Terzo settore. Continueremo a costruire alleanze concrete con chi, ogni giorno, promuove coesione nei territori attraverso il dono e la solidarietà, perché sostenere il volontariato significa rafforzare il tessuto più autentico della nostra Nazione», ha dichiarato il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, on. Maria Teresa Bellucci, che ha siglato il Protocollo in rappresentanza del Ministero.
«Questo Protocollo d’intesa rappresenta una tappa fondamentale del percorso della Capitale Italiana del Volontariato. Formalizzare un riconoscimento pubblico significa ampliare la visibilità e l’efficacia del progetto, riconoscendo anche quanto il paese abbia a cuore e alimenti in modo costante la cultura e la pratica del volontariato. Che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali abbia deciso di affiancarci è un esempio concreto e positivo di amministrazione condivisa. Ringrazio a nome di tutta la rete dei Centri di servizio per il volontariato il Vice Ministro Maria Teresa Bellucci che ha formalizzato un impegno in linea e in coerenza con le tante storie di persone che da nord a sud d’Italia fanno del volontariato un asset strategico e distintivo del nostro paese», ha sottolineato la presidente di CSVnet Chiara Tommasini.
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06 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
UniCredit attiva misure straordinarie a sostegno delle famiglie, dei professionisti e delle imprese colpite dagli eventi sismici che interessano l’area dei Campi Flegrei e la Città metropolitana di Napoli. In conformità alle disposizioni emanate dalle autorità competenti, i clienti aventi diritto possono richiedere la sospensione del pagamento delle rate dei mutui e dei finanziamenti, secondo le modalità e i requisiti previsti dalla normativa vigente. La rete delle filiali UniCredit è a disposizione per fornire assistenza e accompagnare la clientela nell’accesso alle misure previste.
L’iniziativa conferma l’impegno che UniCredit rinnova in occasione delle principali emergenze che interessano il Paese. Negli ultimi anni la banca attiva analoghe misure di sostegno in favore delle comunità colpite da terremoti, alluvioni ed eventi meteorologici eccezionali, assicurando una risposta tempestiva alle esigenze di famiglie e imprese.
“La priorità è garantire ai clienti strumenti immediatamente utilizzabili, perché nelle fasi di emergenza la continuità finanziaria non può attendere i tempi dell’emergenza stessa. UniCredit interviene con un modello operativo consolidato, già adottato in numerose situazioni che hanno interessato il Paese, mettendo rapidamente a disposizione misure dedicate a famiglie e imprese. È un impegno che conferma la volontà della banca di accompagnare con continuità i territori in ogni fase della ripresa”, dichiara Ferdinando Natali, Regional Manager Sud di UniCredit. Per maggiori informazioni sulle misure attivate e sulle modalità di accesso, i clienti possono rivolgersi a tutte le filiali UniCredit o consultare il sito della banca.
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06 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Il 12 agosto torna a Città della Scienza uno degli appuntamenti più attesi dell’estate: “Appuntamento in Via Lattea”, una serata speciale interamente dedicata al fenomeno astronomico dell’anno, la Grande Eclissi. L’evento offrirà un’esperienza immersiva unica sotto la cupola del Planetario, con un programma che unisce divulgazione scientifica, arte e intrattenimento.
Con accoglienza prevista per le ore 19:15, la serata prenderà il via nel Planetario con una proiezione immersiva e un collegamento in diretta nazionale con altri planetari. L’iniziativa, promossa da INAF, PLANit e UAI, permetterà di seguire in tempo reale immagini, approfondimenti ed emozioni dell’eclissi solare.
L’iniziativa proseguirà con la partecipazione di due ospiti speciali il Dott. Angelo Zinzi (coordinatore delle attività di Esplorazione del Sistema Solare dell’ASI – Agenzia Spaziale Italiana) e la performer musicale Helen Tesfazghi. Insieme condurranno il pubblico in un affascinante viaggio alla scoperta della Luna e delle più ambiziose missioni spaziali, in un dialogo tra scienza e musica accompagnato da suggestive immagini astronomiche. A conclusione della serata, gli ospiti potranno godersi un piacevole aperitivo all’aperto accompagnato da note lounge music, unendo rigore scientifico e convivialità sotto la brezza delle sere d’estate.
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06 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Il sistema penitenziario italiano continua a vivere una delle fasi più critiche degli ultimi anni. A lanciare l’allarme è l’Associazione Antigone, che nel suo rapporto di metà anno descrive una situazione definita «al limite della sopravvivenza», aggravata dall’ondata di caldo che sta investendo il Paese e da un sovraffollamento ormai strutturale. Secondo i dati contenuti nel dossier, nelle carceri italiane sono attualmente detenute 64.741 persone a fronte di appena 46.343 posti realmente disponibili. Il tasso medio di affollamento ha così raggiunto il 139,7%, uno dei livelli più elevati degli ultimi anni. In sei istituti penitenziari il numero dei detenuti supera addirittura il doppio della capienza disponibile, mentre decine di altre strutture registrano livelli di sovraffollamento superiori al 150%.
Ad aggravare il quadro è l’emergenza climatica. Le temperature elevate rendono ancora più difficili le condizioni di vita all’interno delle celle, spesso prive di adeguati sistemi di ventilazione o raffrescamento. Antigone sottolinea come il caldo abbia già provocato proteste in diversi istituti italiani e denunciato situazioni particolarmente critiche nei reparti dove i detenuti trascorrono gran parte della giornata chiusi nelle celle.L’associazione evidenzia inoltre che in numerosi penitenziari lo spazio effettivamente disponibile per ogni detenuto scende sotto il limite minimo di tre metri quadrati fissato dalla giurisprudenza europea, una condizione che compromette il rispetto della dignità della persona e rende ancora più pesanti gli effetti delle ondate di calore.
Il rapporto punta il dito anche contro le politiche adottate finora dal Governo, giudicate insufficienti ad affrontare l’emergenza. Secondo Antigone, gli annunciati interventi di ampliamento della capienza carceraria non stanno producendo risultati concreti, mentre continua a crescere il numero delle persone ristrette negli istituti di pena.Tra gli aspetti più preoccupanti emerge anche quello dei suicidi in carcere. Dall’inizio del 2026 sono già decine i detenuti che si sono tolti la vita, un dato che conferma il persistente disagio psicologico e le criticità del sistema penitenziario italiano.
Per Antigone è necessario un cambio di rotta immediato: investire sulle misure alternative alla detenzione, ridurre il ricorso al carcere per i reati meno gravi, migliorare le condizioni materiali degli istituti e garantire maggiori tutele sanitarie, soprattutto durante eventi climatici estremi come quelli di questa estate. Senza interventi strutturali, conclude l’associazione, il rischio è quello di un progressivo aggravamento di una crisi che coinvolge detenuti, operatori penitenziari e l’intero sistema della giustizia.
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06 Ago, 2026 | Comunicare il sociale
Per molti italiani l’estate coincide con una pausa. Per milioni di caregiver familiari, invece, significa spesso rinunciare alle ferie, rimandare il riposo e affrontare settimane ancora più impegnative, tra servizi ridotti, caldo estremo e una domanda di assistenza che non va mai in vacanza. La chiusura o la riduzione dei servizi territoriali, le ferie degli assistenti familiari, la minore disponibilità di parenti e vicini di casa e la sospensione di alcune attività socioassistenziali rendono infatti ancora più complessa la gestione quotidiana di una persona anziana, fragile o non autosufficiente. L’estate, insomma, aggrava una realtà che accompagna le famiglie durante tutto l’anno e aumenta l’isolamento a cui spesso è relegato chi ha bisogno di assistenza continua e di riflesso chi se ne prende cura.
“Il quadro nazionale attualmente restituisce la fotografia di un Paese che sul piano demografico sta invecchiando sempre di più- spiega Guja Ventura, Chief Operations Officer di International Care Company (ICC)- Al contempo si contrae la dimensione dei nuclei familiari e si sfilaccia inevitabilmente la rete di assistenza e reciproco supporto. I caregiver familiari in Italia sono oltre 7 milioni e prevalentemente donne nella fascia di età tra i 45 e i 64 anni. Su di loro gravano inoltre impegni lavorativi, personali, oltre che familiari. C’è chi presta assistenza in modo continuativo e chi invece deve barcamenarsi tra il lavoro e le esigenze di un familiare da assistere”
Durante l’estate il caregiver si trova spesso a sostituire servizi che per alcuni giorni o settimane rallentano. I centri diurni possono ridurre le attività, molti operatori sono in ferie, gli ambulatori lavorano con organici ridotti e reperire un assistente a domicilio per una sostituzione temporanea diventa più difficile. Il risultato è che le ferie vengono utilizzate non per recuperare energie, ma per garantire assistenza continua a un genitore anziano, a un coniuge con una patologia cronica o a un familiare con disabilità. Una scelta che comporta spesso la rinuncia a viaggi, riposo e persino alla possibilità di trascorrere qualche giorno con il resto della famiglia.
A rendere ancora più impegnativi i mesi estivi contribuiscono anche le ondate di calore, ormai sempre più frequenti e intense. Le alte temperature rappresentano un fattore di rischio per le persone anziane, fragili e affette da patologie, aumentando il pericolo di disidratazione, scompensi e ricoveri e richiedendo un monitoraggio ancora più attento da parte di chi presta assistenza. Per i caregiver questo significa intensificare i controlli sull’idratazione, verificare che le terapie siano seguite correttamente, limitare gli spostamenti nelle ore più calde e organizzare ambienti domestici adeguatamente climatizzati. Il caldo, quindi, non incide solo sulla salute delle persone assistite, ma amplifica il carico fisico ed emotivo di chi se ne prende cura, proprio in un periodo in cui molti servizi territoriali operano a regime ridotto.
“L’impatto di questa situazione va oltre la sfera privata. Lo stress prolungato, la difficoltà di conciliare lavoro e assistenza e il rischio di isolamento incidono sul benessere psicofisico del caregiver e, indirettamente, anche sulla produttività lavorativa e sulla qualità della vita dell’intero nucleo familiare” afferma Ventura. Sui caregiver si concentrano le ricerche condotte recentemente dai team di Università di Bologna e Università del Molise assieme a diversi partner istituzionali e privati. Dallo studio emerge che ciò che grava maggiormente sulla sostenibilità del sistema è l’ampio divario tra una domanda crescente di assistenza e un’offerta pubblica e privata insufficiente .
L’Italia, infatti, continua a fondare gran parte del proprio sistema di assistenza sul contributo delle famiglie. Il lavoro svolto dai caregiver ne rappresenta una componente essenziale, ma rimane in larga parte invisibile e ovviamente non retribuito. Si trovano spesso a svolgere molteplici funzioni come organizzare visite mediche, seguire l’assunzione di farmaci e terapie, accompagnare il familiare agli appuntamenti sanitari, gestire pratiche amministrative, monitorare la sicurezza domestica e, allo stesso tempo, cercare di mantenere il proprio equilibrio lavorativo e personale. L’estate rende semplicemente più evidente una pressione che esiste durante tutto l’anno.
È proprio in questi momenti che le società specializzate nei servizi di assistenza alla persona possono rappresentare un supporto concreto per le famiglie, contribuendo non a sostituire il caregiver, ma ad alleggerirne il carico. Negli ultimi anni il settore ha arricchito la propria offerta, proponendo servizi sempre più flessibili e personalizzati. Non si tratta soltanto dell’inserimento di un assistente domiciliare, ma della costruzione di un percorso che comprende la valutazione dei bisogni della persona fragile che sono in continua evoluzione, l’organizzazione e il coordinamento dell’assistenza piu idonea, la selezione e la sostituzione del personale di supporto, il coordinamento degli interventi e il monitoraggio continuo della qualità dell’assistenza. Per molte famiglie questo significa poter contare su una continuità assistenziale anche durante il periodo estivo, quando le necessità diventano più impellenti e reperire personale qualificato in autonomia è particolarmente complesso.
In questo contesto sta assumendo sempre maggiore rilievo anche il cosiddetto respite care, ovvero l’insieme dei servizi di sollievo pensati per consentire ai caregiver di interrompere temporaneamente il carico assistenziale senza compromettere la continuità delle cure. “La letteratura scientifica evidenzia che questi interventi contribuiscono a ridurre il carico emotivo e organizzativo dei familiari, migliorandone il benessere psicologico e contribuendo a prevenire il quello che nel contesto dell’assistenza familiare viene definito “burden” (fardello), ossia il burnout dei caregiver” dichiara Ventura. “Allo stesso tempo, favoriscono una migliore qualità dell’assistenza e della vita anche per la persona fragile, soprattutto quando sono inseriti in un percorso di presa in carico continuativo e integrato. Tuttavia, altri studi segnalano che questi servizi sono ancora poco conosciuti, difficilmente accessibili o insufficientemente diffusi, limitandone il potenziale beneficio per le famiglie.”
Non solo. L’evoluzione dei servizi di assistenza sta inoltre spostando l’attenzione dalla risposta all’emergenza verso un modello più sostenibile di presa in carico integrato a più livelli: privato, pubblico e no profit. Sempre più realtà affiancano all’assistenza domiciliare servizi di teleassistenza, consulenza sociosanitaria, supporto psicologico ai familiari e strumenti digitali per il coordinamento delle cure. Questo approccio consente di migliorare la qualità della vita non solo della persona assistita, ma anche del caregiver, che può recuperare tempo da dedicare al lavoro, alla famiglia o semplicemente al riposo. Per le imprese del settore si tratta di una sfida importante: offrire servizi che rispondano a bisogni sempre più complessi in una società che invecchia rapidamente e nella quale la domanda di assistenza domiciliare è destinata a crescere.
“L’estate rappresenta solo il momento in cui le difficoltà emergono con maggiore evidenza. Una cartina al tornasole per un sistema che deve ripensare il modello di assistenza e alleggerire il carico per le singole famiglie. La vera sfida è costruire un ecosistema capace di sostenere i caregiver lungo tutto l’anno, integrando il ruolo insostituibile delle famiglie con una rete di servizi professionali accessibili, flessibili e di qualità, con parte dei servizi offerti anche dal sistema welfare aziendale. Secondo i dati Istat, infatti, il 22% delle persone occupate svolge anche attività di caregiving informale: oltre un lavoratore su cinque concilia il proprio impiego con la cura di un familiare, un amico o un vicino. Tra le donne occupate la quota raggiunge il 27,2%, contro il 18,2% degli uomini[7]” aggiunge Ventura.
Quindi per le aziende stesse diventa fondamentale offrire servizi di supporto concreto ai propri dipendenti, senza fermarsi ai classici sostegni al reddito come buoni spesa, fringe benefit e piattaforme di acquisto. Non da ultimo, i dati demografici indicano chiaramente la direzione: più anziani, nuclei familiari più piccoli e una domanda crescente di assistenza. In questo scenario, investire nei servizi alla persona significa non solo rispondere ai bisogni delle persone fragili, ma anche tutelare il benessere di milioni di caregiver che ogni giorno rappresentano il primo presidio di assistenza nel nostro Paese.
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