18 Feb, 2025 | Comunicare il sociale
Tre persone denunciate, alcune delle quali con precedenti per reati specifici, eseguite due perquisizioni domiciliari e sequestrati dodici cardellini e una rete da uccellagione. E’ questo il bilancio dell’operazione antibracconaggio tra Sant’Antimo e Villaricca condotta dai carabinieri della Tenenza di Sant’Antimo, coordinati dal Comandante Tenente Vincenzo Vacchiano e dagli uomini della polizia metropolitana di Napoli, coordinati dalla Comandante Lucia Rea, con il supporto delle guardie volontarie della Lipu, nell’ambito dei controlli sul territorio a tutela della fauna selvatica.
Scoperto un vasto traffico illegale di cardellini che avveniva per strada a Sant’Antimo, alla luce del sole. I bracconieri esponevano per la vendita numerosi cardellini tenuti in piccole gabbie. Alcuni cardellini erano “imbracati” con lo spago, esemplari femmine utilizzate come uccelli da richiamo vicino alle reti per attirare i maschi da catturare. I bracconieri sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Napoli Nord per i reati di detenzione illegale di specie particolarmente protetta, ricettazione di fauna selvatica, maltrattamento di animali. Il blitz è scattato la mattina di domenica scorsa 16 febbraio 2025.
I cardellini (Carduelis carduelis) sono una specie particolarmente protetta nonché patrimonio indisponibile dello Stato. Per la loro cattura, i bracconieri usano reti e, per attirarli in trappola, sfruttano il canto di altri uccelli feriti, accecati o a cui si spezzano le ali. Questi poveri uccelli, usati come esche, in genere non riescono a sopravvivere. I cardellini catturati, poi, vengono messi in piccole gabbie, ammassati uno sull’altro, e coperti da un sacco o panno con l’intento di calmarli sfruttando l’oscurità. Il loro canto melodioso fa salire di molto il prezzo di vendita. Il giro di affari, alimentato da queste pratiche crudeli ed illegali, ammonta a migliaia di euro e Sant’Antimo rappresentava, da molti anni, una delle più importanti “piazze” di smercio di cardellini in ambito regionale.
Gli esemplari di cardellini recuperati sono stati affidati alle cure dei veterinari del Centro Recupero dell’ASL Napoli 1 per poi essere liberati in natura.
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18 Feb, 2025 | Comunicare il sociale
Mercoledì 19 febbraio 2025 alle ore 10:00, presso la Biblioteca a porte aperte “Annalisa Durante” in Via Vicaria Vecchia, 23, quartiere Forcella, Napoli, si terrà la prima giornata del Premio Nazionale “Annalisa Durante”, dedicato alla giovanissima ragazza vittima innocente della camorra (
LINK ALLA STORIA DI ANNALISA).
Il Premio Nazionale, per la sesta edizione chiamato “Annalisa Durante. Un mare di sentimenti”, è organizzato dall’Associazione di Promozione Sociale “Annalisa Durante” con la Fondazione Pol.i.s. della Regione Campania, in collaborazione con Regione Campania, Ministero dell’Istruzione e del Merito e Comune di Napoli, con la partecipazione di Aib – Associazione Biblioteche Italiane, Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, il Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità con Radio Siani – La radio della legalità, che garantirà la diretta live degli eventi sulle pagine social dell’APS “Annalisa Durante” e della Fondazione Pol.i.s. L’evento è in programmazione dal 19 al 21 febbraio 2025.
Di seguito il programma della prima giornata:
Ore 10,00: Inizio della giornata
Ore 10,15 ACCOGLIENZA
Performance della Scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale Gaetano Caporale di Acerra
Ore 10,30 INTRODUZIONE
- Giuseppe Perna, Presidente dell’APS Annalisa Durante
- Giannino Durante, papà di Annalisa
- don Tonino Palmese, Presidente della Fondazione Polis della Regione Campania
Ore 10,45 VIDEOCLIP DELLE CANDIDATURE
Ore 11,00 SALUTI ISTITUZIONALI
- Chiara Marciani, Assessore ai giovani e al lavoro del Comune di Napoli
- Roberto Marino, Presidente della Municipalità 2 del Comune di Napoli
- don Mimmo Battaglia, Cardinale arcivescovo metropolita di Napoli
Ore 11,25 OMAGGIO ALLA MEMORIA DI GIUSTINO GATTI
Magistrato, è stato presidente di Corte d’Assise e dell’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Napoli, giudice del processo dell’assassinio di Annalisa Durante Aldo Policastro, Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli Lettera a Giustino Raffaele Marino, magistrato, P.M. delle indagini e del processo dell’uccisione di Annalisa Durante.
Fiorenza Calogero, artista, esegue “Comm’a fronna” di Raffaele Viviani
Intervengono
- Mario Morcone, Assessore alla legalità, sicurezza e immigrazione della Regione Campania
- Antonio De Iesu, Assessore alla legalità e alla polizia municipale del Comune di Napoli
- Marisa Lembo, co-fondatrice con il coniuge Giustino Gatti della biblio-mediateca Ethos e Nomos
Ore 11,50 GEMELLAGGI CON IL PREMIO NAZIONALE ANNALISA DURANTE
• Gemellaggio con il Comune di Cento (FE)
• Premiazione dell’ I.C. Giovanni Pascoli di Cento
• Gemellaggio con la comunità di Pederobba (TV)
• Premiazione dell’ I.C. Jacopo e Gianbattista Piazzetta di Pederobba
• Gemellaggio con il Marano Ragazzi Spot Festival e con il Festival del Cinema dei diritti umani di Napoli, presenti Rosario D’Uonno e Maurizio Del Bufalo, fondatori e direttori artistici dei rispettivi Festival
• Gemellaggio con Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, presente Mariano Di Palma, referente campano e componente della segreteria nazionale di Libera
Ore 12,15 PROLOGO DELLE PREMIAZIONI “FAN” e “NEW ENTRY”
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Ettore Acerra, Direttore Generale dell’USR Campania
Premiazioni
• Scuola Secondaria di primo grado ad indirizzo musicale” Gaetano Caporale” di Acerra
• Liceo A.F. Formiggini di Sassuolo
• I.S.I.S.S. Ugo Foscolo di Sparanise
• I.C. 20 Villa Fleurent di Napoli
• Liceo Statale Laura Bassi di Sant’Antimo
• I.S.I.S.S. Amaldi-Nevio di Santa Maria Capua Vetere
Fuori concorso I.C. 46° Scialoja Cortese Rodinó di Napoli
Ore 13,15 CONCLUSIONI
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Roberta Gaeta, consigliera regionale della Campania, componente VI Commissione “Istruzione, Cultura, Ricerca scientifica e Politiche sociali” e Commissione speciale “Anticamorra e beni confiscati”.
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18 Feb, 2025 | Comunicare il sociale
In occasione della Giornata Mondiale della Giustizia Sociale, OTB Foundation racconta il suo impegno verso l’equità sociale e la situazione delle donne in Afghanistan, attraverso il progetto Brave Business in a Bus (BBB), il primo incubatore mobile di imprenditoria femminile del Paese. L’iniziativa nasce con l’intento di fornire supporto concreto alle donne afghane, aiutandole a creare micro-imprese grazie a consulenze gratuite in ambito imprenditoriale e manageriale, raggiungendole direttamente nei quartieri più poveri di Kabul, dove oltre il 90% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e le donne affrontano limitazioni sempre più gravi ai loro diritti fondamentali.
Il progetto è ideato da Selene Biffi, fondatrice di She Works for Peace (SWFP), che da oltre 15 anni si occupa di progetti legati all’istruzione e alla creazione di impiego per donne e giovani in Afghanistan. Con SWFP – l’organizzazione non-profit che ha creato su richiesta delle donne a seguito della caduta di Kabul – Selene si occupa di offrire formazione tecnica e supporto all’imprenditoria locale.
Arianna Alessi, vicepresidente di OTB Foundation, afferma: “Abbiamo scelto di sostenere concretamente She Works for Peace perché crediamo che Selene Biffi e il suo team – che include interamente personale locale – abbiano una visione chiara e determinata per aiutare le donne afghane a costruire un futuro migliore. Brave Business in a Bus non è solo un’iniziativa che promuove l’imprenditoria femminile, ma una vera e propria opportunità di emancipazione per le donne in un contesto dove l’accesso alle risorse è estremamente limitato. In un Paese devastato da conflitti e restrizioni, queste donne sono la chiave per la rinascita sociale ed economica dell’Afghanistan.”
Grazie a Brave Business in a Bus, le donne afghane che lavorano da casa hanno accesso ad un programma di formazione completo, che comprende sia l’insegnamento pratico che la possibilità di usufruire gratuitamente di strumenti essenziali per la gestione di un’impresa, dando loro formazione, assistenza tecnica e accesso a piccoli macchinari. Brave Business in a Bus si muove direttamente nelle aree più emarginate, si stima che solo in sei mesi assisterà oltre 1000 micro-imprese femminili nei quartieri più poveri di Kabul, offrendo corsi su marketing, contabilità, sviluppo del prodotto, gestione delle vendite e molto altro. Le donne partecipanti – molte delle quali madri, vedove o caregiver di persone disabili – riceveranno assistenza diretta che permetterà loro di acquisire competenze pratiche che migliorano la gestione delle loro attività e il loro impatto sul mercato.
Il progetto è nato proprio per affrontare le difficoltà che molte donne in Afghanistan devono superare quotidianamente. “In un contesto dove le opportunità di impiego sono altamente ridotte e al momento collegate a limitate aree quali l’istruzione primaria, la salute e l’imprenditoria a livello domestico, una delle poche possibilità è avviare piccole attività produttive da casa.” – continua Arianna Alessi – “Tuttavia, senza una formazione adeguata e con un’alfabetizzazione spesso limitata, la creazione di una micro-impresa diventa una vera e propria sfida. Brave Business in a Bus offre una risposta concreta a queste difficoltà, portando il supporto dove è più necessario.” Selene Biffi conferma: “In un contesto così difficile, l’imprenditoria femminile diventa una chiave fondamentale per permettere alle donne afghane di riprender in mano il proprio destino e, contestualmente, contribuire alla ricostruzione del tessuto economico e sociale locale. Con Brave Business in a Bus, stiamo offrendo loro una possibilità concreta di indipendenza economica e di crescita personale, nel pieno rispetto della loro dignità e dei loro sogni. Ogni passo che facciamo insieme è un segno di speranza e di resilienza.”
OTB Foundation è da tempo attiva in Afghanistan, dove ha già realizzato progetti significativi come “Pink Shuttle”, primo e unico servizio di trasporto tutto al femminile creato a Kabul per risolvere l’ostacolo della mobilità delle donne e “Fearless Girls” per fornire supporto legale, psicologico e attività educative a bambine afghane detenute nelle carceri minorili accusate di aver commesso “crimini contro la morale” per essersi sottratte, fuggendo, a matrimoni forzati o ad altri tipi di violenza. Ha contribuito a realizzare un orfanotrofio maschile a Kabul e l’ultimo progetto è stato l’apertura del primo orfanotrofio pubblico femminile nella provincia di Kapisa.
“La nostra missione è chiara: sostenere le donne afghane significa contribuire a creare le condizioni per un futuro in cui la dignità e i diritti di ogni donna possano essere finalmente rispettati, pur riconoscendo le sfide enormi che ancora oggi devono affrontare – aggiunge Arianna Alessi – Brave Business in a Bus è un esempio tangibile di come l’educazione, l’inclusione economica e la solidarietà possano trasformare la vita di chi affronta le difficoltà più estreme. OTB Foundation continuerà a lavorare in Afghanistan per dare alle donne le risorse e le opportunità per costruire una nuova vita, favorendo la crescita sociale e la sostenibilità a livello locale.”
Con questo progetto OTB Foundation continua a consolidare il suo impegno per un impatto positivo e duraturo, contribuendo al miglioramento delle condizioni di vita delle donne e delle comunità più vulnerabili a livello globale.
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17 Feb, 2025 | Comunicare il sociale
Un playground dedicato ai minori a San Giovanni a Teduccio, quartiere dell’area orientale di Napoli, all’interno della Fondazione Famiglia di Maria è stato realizzato grazie al supporto dell’Associazione Est(ra)Moenia presieduta da Ambrogio Prezioso, e con il contributo dell’Associazione Feminin Pluriel della presidente Diana Palomba. Il campo da basket è stato inaugurato simbolicamente nella Giornata Nazionale contro il Bullismo e il Cyberbullismo. Un pomeriggio di festa e sport per 150 famiglie e bambini. Giornata alla quale hanno partecipato anche i giocatori del Napoli Basket: il capitano azzurro De Nicolao, insieme alle stelle Pullen e Pangos e al “gigante” di 216cm Dut Biar, che hanno giocato con i giovanissimi negli spazi della Fondazione, riferimento sul territorio di San Giovanni a Teduccio.
Ambrogio Prezioso, presidente di Est(ra)Moenia ha spiegato come è nata l’idea di inaugurare questo nuovo playground: “partiamo da una considerazione molto semplice, cioè dal fatto che occuparsi di rigenerazione urbana ma prescindendo dalla rigenerazione sociale e culturale è un tentativo a vuoto, tu non puoi rigenerare un territorio se prima non hai fatto un focus sulla situazione del sociale e capire quanta cultura, ad esempio, si riesce a trasmettere ai ragazzi”. “Siamo in una periferia molto critica, – continua Ambrogio Prezioso – cioè tutte le periferie sono critiche, ma naturalmente questa è una periferia che improvvisamente ha visto venire meno tutte le aziende, alcune dismesse, o semplicemente perché hanno trasferito il lavoro, insomma è una periferia che ha delle criticità, che ha dei tassi di dispersione scolastica molto alti. Ovviamente per dispersione scolastica intendo anche quella silente, cioè dei ragazzi che vanno ma che di fatto poi non partecipano. E quindi è chiaro che tutto ciò che si muove a favore della comunità, come in questo caso la Fondazione Famiglia di Maria che accoglie più di 150 bambini, ai quali cerca di creare un’attenzione verso varie forme dell’arte, musica, o danza è fondamentale. Per fare questo il primo aggancio è quello di un campetto di basket o di calcio. Cioè lo sport che tra l’altro è maestro di vita”.
La Fondazione Famiglia di Maria è un riferimento importante sul territorio di San Giovanni a Teduccio per tante famiglie e bambini con fragilità socio economica che in questo speciale “doposcuola” trovano ogni giorno un approdo di ascolto, crescita, formazione, buone relazioni e solidarietà. “Ovviamente il luogo della fondazione è un luogo in cui ci sono più di 100 minori quotidianamente, spiega Anna Riccardi, presidente Fondazione Famiglia di Maria – che dopo la scuola in un’attività post didattica, perché quello per noi, la scuola è ovviamente la prima agenzia educativa da frequentare, dopo l’appuntamento con la scuola c’è l’appuntamento con la parte della costruzione, della convivenza civile di ognuno di loro. Che viene ovviamente anche attraverso lo sport, perché noi facciamo teatro, facciamo musica, abbiamo una sala di registrazione che abbiamo avuto grazie anche ad un’altra donazione, facciamo tutte quelle serie di attività che ovviamente non sono campate in aria ma progettate, questa è una cosa sulla quale io ci tengo molto, non è che io prendo il bambino e gli do una palla in mano e dico che fai due tiri nel canestro, ma ci sono tutta una serie di percorsi che vanno accompagnati affinché il bambino possa fare il ‘canestro’”.
“Io ritengo che quello che abbiamo fatto nella Giornata del Bullismo e Cyberbullismo è ciò di cui i ragazzi hanno bisogno, cioè c’era una comunità educante a prendersi cura di loro, non con le parole ma con i fatti, non con un futuro, diciamo, anche prossimo, ma con un presente che si è concretizzato, ovvero hanno calpestato con i bellissimi colori dell’azzurro e del bianco questo campo e quindi hanno toccato con mano che c’è una parte di adulti responsabili che sa perfettamente che per contrastare il bullismo e il cyberbullismo deve offrire delle opportunità”. All’inaugurazione hanno partecipato anche Francesco Tavassi, co-proprietario del Napoli Basket e di Est(ra)Moenia; il Consigliere regionale Massimiliano Manfredi e Stefania Roda, Capo di Gabinetto della Prefettura di Napoli.
di Adriano Affinito
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