La Basilica riapre al Crocifisso Miracoloso nel ricordo del prodigio del 1679

Il prossimo sabato, 21 febbraio, la comunità si stringerà nuovamente attorno a uno dei suoi simboli più cari e suggestivi. In occasione del primo sabato di Quaresima, la Basilica del Carmine a Napoli svelerà il Crocifisso Miracoloso, permettendo ai fedeli la venerazione direttamente dalla navata durante gli orari di apertura previsti, dalle 7.00 alle 12.30 e nel pomeriggio dalle 16.30 alle 19.00. Questa esposizione straordinaria non è solo un momento di profonda spiritualità, ma rappresenta un legame indissolubile con la memoria storica della città, aggiungendosi alle tradizionali celebrazioni che si tengono tra la fine di dicembre e l’inizio del nuovo anno.

Le radici di questa devozione affondano in un episodio drammatico e straordinario avvenuto il 18 febbraio 1679. Le cronache dell’epoca narrano di “una tempesta di mare di inaudita violenza che, alimentata da un turbine furioso, spinse le acque fin dentro le mura cittadine, seminando il panico tra la popolazione. In quegli istanti di terrore, il suono delle campane richiamò una folla immensa all’interno della chiesa. Per placare l’angoscia dei presenti e rispondere alle loro suppliche, venne presa la decisione di scoprire l’immagine del Santissimo Crocifisso” .

Il racconto storico descrive un mutamento repentino e quasi incredibile della natura proprio nel momento della svelata. Non appena il simulacro apparve alla vista dei devoti, la furia del mare si placò istantaneamente, costringendo le onde a ritirarsi. Nello stesso istante, il cielo si liberò dalle nubi e i raggi del sole filtrarono attraverso le vetrate della Basilica, illuminando il volto del Cristo in un gioco di luci che i testimoni definirono come l’incontro tra il sole fisico e il “Vero Sole”.

Da quel lontano sabato di Quaresima di oltre tre secoli fa, la tradizione si rinnova ogni anno come segno di gratitudine e perenne ricordo di quel miracoloso intervento. La Basilica si prepara dunque ad accogliere pellegrini e cittadini che vorranno rendere omaggio a un’opera che incarna la protezione e la speranza di un’intera comunità, mantenendo viva una promessa di fede che il tempo non ha scalfito.

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No al trapianto per il piccolo Domenico, il comitato di esperti dà parere negativo

Si affievolisce la speranza di un nuovo intervento per il piccolo paziente ricoverato presso l’Azienda Ospedaliera dei Colli. Con una nota ufficiale, la Direzione Strategica ha reso noto che il bambino non potrà essere sottoposto a un secondo trapianto di cuore, una decisione giunta al termine di una complessa fase di monitoraggio e analisi.

La scelta definitiva  è il frutto di un confronto collegiale che ha coinvolto i massimi esperti provenienti dalle principali strutture sanitarie italiane specializzate in trapianti pediatrici. Questo tavolo tecnico ha permesso di ottenere una valutazione condivisa e multidisciplinare, garantendo che ogni aspetto del caso fosse analizzato con la massima accuratezza clinica.Il responso negativo è maturato in seguito alle valutazioni dirette effettuate al letto del paziente e ai risultati dei più recenti esami strumentali. Questi accertamenti hanno evidenziato un quadro complessivo purtroppo non compatibile con un nuovo intervento chirurgico, rendendo impossibile procedere con l’inserimento in lista per un secondo organo.

La Direzione Strategica, dopo aver informato ufficialmente il Centro Nazionale Trapianti, ha voluto manifestare il proprio sostegno ai genitori del piccolo. L’azienda ha espresso la più sincera vicinanza alla famiglia, che è stata prontamente informata dell’esito del consulto in questo momento di profondo dolore e sofferenza.

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Terza età e digitale, a Napoli focus sulle sfide dell’innovazione

Giovedì 19 febbraio, con inizio alle 10.30, nello spazio culturale Obù di Fondazione Terzoluogo (piazza SantAnna a Capuana, 21), a Napoli, è in programma il panel “Digitale e innovazione, la sfida dell’inclusione”, organizzato nell’ambito del progetto Nino, nato per supportare le fasce di popolazione meno alfabetizzata in ambito digitale, con particolare riferimento alla popolazione anziana. Solo il 19,3% delle persone tra 65 e 74 anni ha questo tipo di competenza almeno di base e il 50% delle truffe ai danni di over 65 avviene attraverso canali online; di qui la necessità di combattere la disinformazione, prevenire le frodi e ridurre il digital gap per rendere le persone consapevoli, autonome e sicure nell’approccio alle nuove tecnologie: si stima del resto che nel 2050 gli over 65 raggiungeranno il 35,9% della popolazione.

Il progetto, ideato da Biblioteche Senza Frontiere Italia e selezionato nell’ambito della Impact Challenge “Tech for Social Good”, è realizzato con il supporto di Google.org in collaborazione con Seedble, Dataninja e DiTes (Link Campus University). Dopo l’appuntamento a Roma, in occasione della Rome Future Week, l’iniziativa per la prima volta viene presentata a Napoli.
All’evento, sono stati invitati a partecipare  anche gli anziani della comunità del borgo Sant’Antonio Abate.

Ad aprire i lavori il saluto di Lorenzo Scirocco, Responsabile sviluppo di comunità Spazio Obù – Fondazione Terzoluogo, i saluti istituzionali di Chiara Marciani, Assessora alle Politiche Giovanili e al Lavoro e alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, seguiranno gli interventi di Annapaola Voto, Direttore IFEL Campania, di Eliseo Sciarretta, professore all’Università degli Studi Link e Accessibility Expert, Elvia Raia, Presidente Federcentri APS, Mariangela Contursi, Direttrice Generale Spici Srl e Membro dell’esecutivo di Fabbrica Italiana dell’Innovazione, e Umberto Cristadoro, Presidente CSV Napoli ETS. Modera il giornalista Pasquale Raicaldo.

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Dagli scarti del mare alla pelle dei bambini: a Napoli nasce il progetto Pepeco

C’ è un collegamento  che lega le vasche di acquacoltura del Mediterraneo alle sale operatorie della chirurgia pediatrica d’eccellenza. Si chiama Pepeco, il progetto rivoluzionario presentato a Pordenone, durante la fiera internazionale Aquafarm, che promette di trasformare quello che oggi è considerato uno “scarto” della pesca in una risorsa salvavita per i piccoli pazienti. Il focus del progetto è la bioeconomia circolare. L’idea, nata da un accordo tra la Regione Campania, l’AORN Santobono-Pausilipon e la Stazione Zoologica Anton Dohrn, è tanto semplice quanto ambiziosa: utilizzare la pelle dei pesci e il collagene marino per creare fogli biocompatibili.

Questi materiali non sono semplici medicazioni, ma vere e proprie impalcature biologiche destinate a:

  • Trattamento delle grandi ustioni: la pelle di pesce ha proprietà rigenerative sorprendenti e una struttura simile a quella umana.

  • Chirurgia plastica ricostruttiva: il collagene estratto sarà fondamentale per correggere patologie complesse come la labiopalatoschisi (il cosiddetto labbro leporino).

Un’alleanza strategica per il territorio

Finanziato dal FEAMPA (Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura), Pepeco rappresenta un modello di integrazione tra ricerca pura e applicazione clinica. “Valorizziamo i sottoprodotti della filiera acquicola trasformandoli in materiali di interesse biomedicale secondo un approccio di economia circolare,” ha dichiarato Fiorella Zabatta, Assessora regionale alla Pesca e Acquacoltura. “È un esempio concreto di come la ricerca generi un ritorno diretto per le imprese, aprendo nuovi mercati sostenibili”.

L’impatto sulla salute pubblica

Il Direttore Generale del Santobono-Pausilipon, Rodolfo Conenna, ha sottolineato come i biomateriali marini rappresentino “una frontiera promettente per la medicina rigenerativa”. L’obiettivo è offrire cure più efficaci e meno invasive, riducendo i tempi di guarigione delle lesioni cutanee complesse attraverso soluzioni che coniugano efficacia clinica e sostenibilità ambientale.

Dello stesso avviso il prof. Roberto Bassi, Presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, che vede in Pepeco la dimostrazione di come la scienza possa convertire le risorse marine in “asset ad elevato valore aggiunto”, proteggendo l’ecosistema e stimolando la crescita economica del Mezzogiorno.

Il futuro della medicina è nel mare. Con Pepeco, la Campania si candida a diventare un hub internazionale per le biotecnologie marine, dimostrando che l’innovazione più avanzata può nascere dal rispetto della natura e dal recupero intelligente delle sue risorse.

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Terrore a Caivano, tenta di rapire un bambino di 5 anni all’esterno di un supermercato il VIDEO

Un normale pomeriggio di spesa si è trasformato in un incubo all’esterno di un supermercato di via Atellana a Caivano, dove un uomo di 45 anni, già noto alle forze dell’ordine e in evidente stato di ebbrezza, ha tentato di sottrarre un bambino alla madre. I fatti si sono verificati intorno alle 19:30, quando la centrale operativa dei Carabinieri ha ricevuto una disperata richiesta di aiuto.

Dalla ricostruzione effettuata dai militari, è emerso che l’aggressore si è avvicinato a due donne che avevano appena terminato la spesa ed erano in compagnia dei loro figli di 5 e 8 anni. Rivolgendosi a una delle madri, l’uomo ha urlato in modo farneticante che il piccolo di 5 anni non era suo figlio e ne ha preteso la consegna. Inizialmente la donna non ha realizzato la gravità della situazione, ma l’uomo è passato rapidamente dalle parole ai fatti, cercando di afferrare il bambino mentre questi correva vicino all’ingresso.

Nonostante il coraggioso intervento di un’amica della madre, che si è interposta tra l’aggressore e il piccolo, il 45enne non ha desistito e ha inseguito la famiglia fin dentro il punto vendita, all’altezza delle casse. Solo l’intervento tempestivo di una cassiera, che ha fatto scudo con il proprio corpo proteggendo il bambino dalle grinfie dell’uomo, ha interrotto l’aggressione, spingendo il malintenzionato alla fuga.

La madre, in totale stato di shock, si è precipitata nell’auto del marito che attendeva all’esterno, senza riuscire a proferire parola per la paura. Una volta a casa, la donna è scoppiata in un pianto liberatorio solo all’arrivo dei Carabinieri, che nel frattempo avevano già ricostruito l’intera dinamica grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza e alle testimonianze raccolte sul posto. I militari hanno rintracciato l’uomo poco distante dal market e lo hanno tratto in arresto. Il 45enne è stato trasferito in carcere con l’accusa di tentato sequestro di persona.

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Cultura e solidarietà: Napoli pronta a mobilitarsi per il Sannazaro

Il devastante incendio che ha colpito il Teatro Sannazaro di Napoli ha scosso profondamente la città, ma ha anche innescato una straordinaria mobilitazione collettiva, segno tangibile della forza del tessuto civico e culturale partenopeo.

Le fiamme, divampate intorno alle 6 del mattino in via Chiaia, hanno distrutto la cupola e gran parte della struttura interna del teatro, simbolo della cultura napoletana dal 1847. Circa 60 persone sono state evacuate da 25 appartamenti adiacenti, con otto intossicati dal fumo e due vigili del fuoco feriti durante le operazioni di spegnimento. La Procura ha aperto un’inchiesta per incendio colposo, ma le cause restano ancora da accertare.

La risposta della città è stata immediata e corale. Il sindaco Gaetano Manfredi ha dichiarato: «Faremo di tutto per restituire il Sannazaro alla città di Napoli». Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha promesso: «La piccola grande bomboniera di Napoli tornerà splendida com’era prima».

Tra le prime reazioni istituzionali anche quella del presidente della Regione Campania Roberto Fico, che ha parlato di una ferita per l’identità cittadina, sottolineando: «Il rogo del Teatro Sannazaro è un dolore per tutta Napoli. Un pezzo della nostra storia e della nostra identità che brucia è una ferita per tutti. Insieme al Comune faremo di tutto per restituire questo luogo alla città».

Sul piano operativo, immediato anche il supporto della Regione Campania attraverso la Protezione Civile regionale. L’assessora alla Protezione Civile Fiorella Zabatta, presente alla riunione del Centro Coordinamento Soccorsi in Prefettura dopo un sopralluogo sul posto, ha dichiarato: «La Regione Campania è prontamente intervenuta a supporto del Comune di Napoli e della cittadinanza in questa fase delicata che sta riguardando gli interventi conseguenti all’incendio che ha interessato il Teatro Sannazaro».

L’assessora ha inoltre precisato: «Abbiamo già predisposto l’invio di un gazebo a supporto dei servizi sociali del Comune di Napoli, come richiesto dal competente settore di Protezione civile, e l’attivazione dei volontari della Protezione civile regionale».

La Regione ha inoltre garantito il supporto con fari per l’illuminazione notturna, così da consentire la prosecuzione in sicurezza delle operazioni e dei lavori anche nelle ore notturne.

Dal mondo della cultura, forte la presa di posizione del Teatro Nazionale di Napoli. Il presidente Luciano Cannito, il direttore artistico Roberto Andò e il direttore generale Mimmo Basso hanno evidenziato: «Oggi è un giorno di grande dolore per la cultura partenopea. Siamo vicini ai lavoratori, agli artisti e al pubblico che hanno fatto vivere quel palcoscenico. Offriremo tutto il sostegno e la collaborazione possibili affinché il teatro torni presto a rivivere».

Lo scrittore Maurizio de Giovanni ha lanciato un appello al mondo della cultura per organizzare eventi di solidarietà, con il ricavato destinato alla ricostruzione del teatro. L’iniziativa ha raccolto migliaia di adesioni, coinvolgendo artisti come Diego De Silva, Tosca D’Aquino e Omar Pedrini.

In questo quadro di mobilitazione diffusa si inserisce anche il mondo del volontariato organizzato. Il CSV Napoli ha manifestato la propria disponibilità a sostenere concretamente il percorso di rinascita del teatro. «Il CSV Napoli è pronto a fare la propria parte: mettiamo a disposizione la piattaforma crowdnet.it e le nostre competenze per supportare una campagna di crowdfunding a sostegno del Sannazaro, anche in collaborazione con altri enti e soggetti del territorio», dichiara il presidente Umberto Cristadoro.

Anche l’Accademia di Belle Arti di Napoli e la Fondazione Benedetto Croce hanno espresso piena solidarietà, offrendo supporto concreto per il recupero del teatro, definito «presidio culturale della città».

Una mobilitazione che rappresenta un gesto di solidarietà, ma anche un’affermazione collettiva dell’importanza della cultura come elemento coesivo della comunità.

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