12 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Claudio Salamida è morto questa mattina nell’acciaieria 2 degli stabilimenti dell’ex Ilva di Taranto. Le primissime ricostruzioni affermano che Salamida stesse operando un controllo delle valvole del convertitore 3 all’interno dell’unica acciaieria attualmente in funzione, quando avrebbe ceduto un grigliato facendolo precipitare per diversi metri. Il lavoratore aveva 46 anni, lascia la moglie ed un figlio piccolo.
“Salamida era forse una tra le mosche bianche al di fuori della cassa integrazione massiva che coinvolge da tempo e senza apparente soluzione gli oltre 4.400 dipendenti, che secondo i piani diventeranno a breve 6.000, dell’ex Ilva” afferma Antonio Di Bella, Presidente Nazionale ANMIL (Associazione fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro).
“Nell’Italia del 2026 una tra le più gravi e drammatiche impasse economiche e sociali del Paese non solo non accenna a trovare soluzioni concrete, ma continua a mietere vittime del lavoro”.
Sulla scia di questa drammatica ultima notizia, ricordiamo Pietro Zantonini, 55enne morto a -12 gradi nella notte tra l’8 e il 9 gennaio dell’anno appena inaugurato. Originario di Brindisi, costretto al trasferimento dal suo Sud d’origine alla ricerca di contratti di lavoro, ancora a tempo determinato e ancora lontano da casa, Zantonini lavorava come vigilante a Cortina D’Ampezzo in un cantiere dei Giochi Milano- Cortina 2026. Il teatro della sua morte per malore, molto probabilmente causato dalle temperature estreme, un gabbiotto dal quale usciva ogni due ore per il controllo di ricognizione.
“Nell’Italia del 2026 si muore di lavoro. Si muore di lavoro a -12 gradi, di notte, tentando di chiedere aiuto telefonico ai colleghi, invano”, continua il Presidente Nazionale ANMIL Antonio Di Bella.
“Come se non bastasse l’orrore di tale affermazione, ascoltiamo in sordina i commenti di familiari e colleghi di Zantonini che denunciano la sua preoccupazione per mancanza di tutele adeguate ed il protrarsi di turni di lavoro estenuanti. Come se ancora non bastasse sentiamo il racconto dei testimoni, i suoi colleghi, accorsi dopo la richiesta di aiuto e che, dopo l’alert lanciato ai soccorsi, hanno assistito allo spegnersi del collega”.
“Dall’inizio del 2026, in neanche due settimane, contiamo già otto morti accertate nei luoghi di lavoro” continua Di Bella che ricorda come, in attesa della pubblicazione degli Open Data INAIL relativi alla chiusura dell’anno concluso, “i primi 10 mesi del 2025 sono stati il drammatico scenario di quasi 500.000 infortuni sul lavoro denunciati all’Istituto, dei quali 896 mortali”.
“La Procura e la prossima autopsia dovranno chiarire le cause della morte di Zantonini così come la regolarità del lavoro che svolgeva in un quadro, quello delle Olimpiadi invernali, che muove profitti da capogiro spesso a discapito della dignità del lavoro degli operai che li favoriscono fuori scena”, continua il Presidente ANMIL.
Nell’Italia del 2026 la Procura e la prossima autopsia dovranno chiarire anche le cause della caduta nel vuoto da un’altezza di oltre 4 metri di Antonio Formato che pochi giorni fa è morto in un’azienda di Fondachello Valdina (Messina) mentre, all’età di 69 anni, stava eseguendo lavori di saldatura sul tetto di un capannone. Stesso iter, stessa attesa per Claudio Salamida, ennesima vittima dell’ex stabilimento siderurgico che, nella sua storia, ha contato decine di infortuni mortali occorsi a lavoratori nonché innumerevoli casi di malattie di origine professionale che hanno coinvolto dipendenti e cittadini delle aree adiacenti gli impianti.
“Questa è l’Italia del 2026, ma non è l’Italia che vogliamo. La battaglia a fianco degli ‘schiavi moderni’ costretti da un sistema claudicante a lavorare alla vigilia dei 70 anni; a portare avanti il funzionamento di una produzione di vitale importanza economica e strategica ma lasciata da anni allo sbando o a morire per un compenso irrisorio, lontani da casa e a pochi giorni dalla scadenza di un contratto, non è il Paese nel quale vogliamo riconoscerci”, conclude Di Bella.
“L’ANMIL vuole essere più che mai strumento di denuncia oltre che di supporto. Per tale ragione il nostro invito è di fare squadra di fronte ad ogni avvisaglia di pericolo ed irregolarità attraverso la segnalazione e la condivisione. Noi ci siamo, in questo nuovo anno, più di sempre”.
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12 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
È stato presentato ufficialmente a Poggiomarino, presso il Cineteatro Eliseo, l’Archeofestival 2026, giunto alla sua quarta edizione. Nel corso della conferenza stampa sono stati illustrati il tema, il calendario e lo spirito della nuova edizione della manifestazione culturale itinerante che, da gennaio a luglio, attraverserà l’intera Campania.
Promosso dal Gruppo Archeologico “Terramare 3000”, con la collaborazione di associazioni, enti e realtà culturali del territorio, l’Archeofestival si conferma un progetto di valorizzazione del patrimonio archeologico, storico e antropologico regionale, capace di coniugare divulgazione, partecipazione e riflessione civile.
Il tema scelto per il 2026, “Spazi ludici, tempi sacri”, guiderà un percorso che mette in dialogo ritualità, festa e comunità, rileggendo il mondo antico come chiave di comprensione del presente. Visite guidate, narrazioni, reading poetici e momenti di approfondimento accompagneranno il pubblico in alcuni dei luoghi simbolo della Campania archeologica.
La prima tappa dell’Archeofestival 2026 è in programma sabato 18 gennaio, con una giornata interamente dedicata a Santa Maria Capua Vetere e Capua. Il programma prevede la visita guidata all’Anfiteatro e al Museo dei Gladiatori, seguita, nel pomeriggio, dalla visita e da un reading poetico presso il Museo Provinciale Campano di Capua, che unirà archeologia e narrazione letteraria.
Il calendario proseguirà poi il 1° febbraio e si concluderà il 4 luglio 2026 al Parco Archeologico Naturalistico di Longola, a Poggiomarino, con la cerimonia finale del Premio Archeofestival.
Tutte le attività dell’Archeofestival sono gratuitamente accessibili, comprese le visite ai siti archeologici e ai musei. La partecipazione agli eventi è subordinata alla prenotazione, attraverso il sito ufficiale www.archeofestival.it.
Con l’edizione 2026, l’Archeofestival rinnova la propria vocazione: fare della cultura un’esperienza condivisa, capace di tenere insieme memoria, territorio e comunità, trasformando i luoghi della storia in spazi vivi di incontro e conoscenza.
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12 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Sono stati oltre 250mila i visitatori complessivi, circa 80mila stranieri provenienti da tutto il mondo. Dicembre si conferma il mese di maggiore afflusso con gli ormai celebri mercatini di Natale, giunti quest’anno alla settima edizione, dove si sono registrate ben 102mila presenze. Un successo ottenuto grazie alle numerose iniziative proposte e le attività collaterali che hanno contribuito a rendere la manifestazione ancora più attraente rispetto agli anni precedenti.
Il treno si conferma il vettore privilegiato dai visitatori del Museo, raggiungibile sia con il Regionale di Trenitalia che con il Pietrarsa Express, treno storico periodico promosso dalla Regione Campania.
Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, polo strategico e culturale del Gruppo FS Italiane, è il luogo che custodisce e preserva una collezione unica di locomotive e carrozze d’epoca attraverso numerose iniziative in grado di avvicinare alla storia e alla bellezza un numero sempre più crescente di visitatori.
Tutte le informazioni sugli eventi e le iniziative del Museo Ferroviario di Pietrarsa in programma per il 2026 sono consultabili sul sito fondazionefs.it e le pagine ufficiali su Facebook e Instagram.
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12 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Inclusione, ecosostenibilità, trasparenza, lavoro costante e la presenza sempre più massiccia di giovani. Questi i punti chiave del Triathlon regionale emersi alla Festa del Triathlon Campano 2025, tenutasi al Teatro Di Costanzo-Mattiello di Pompei. La serata, tesa a celebrare lo sport e la comunità triatletica campana, è stata organizzata dal Comitato Regionale Campania della Federazione Italiana Triathlon, con il patrocinio del Comune di Pompei.
In un’atmosfera di condivisione e aggregazione si sono uniti atleti, dirigenti, società e familiari.
Tra i relatori il presidente del Comitato, Simone Vitiello, i consiglieri Giovanbattista Pisano e Pietro Lalia, e il segretario Salvatore Tedesco. «Il triathlon in Campania – ha asserito il presidente Simone Vitiello- sta vivendo un momento di rinascita. Attraverso i giovani e le istituzioni possiamo sperare in una crescita esponenziale. Lo sport più completo di tutti ed alla portata di tutti grazie al sostegno costante della Federazione Italiana Triathlon. Il 2026 sarà un anno molto importante per questa squadra tra campionati Italiano di Aquathlon tornati a Napoli dopo tanti anni di attesa faranno da vetrina per lo sport in cui Napoli è capitale dello sport Europeo 2026. L’evento ha dato la giusta importanza al lavoro svolto ed ai relativi risultati ottenuti dai ragazzi. La partecipazione agli eventi regionali è la chiave vincente per la diffusione».
È intervenuto anche l’assessore all’Ambiente Catello Raimo il quale ha ribadito l’impegno della città di Pompei nel sostenere la disciplina che rappresenta un elemento di crescita e valorizzazione del territorio.
Durante la manifestazione si è fatto un bilancio delle attività e dei risultati del 2025 che è stato un anno molto proficuo. Atleti provenienti da tutta la Campania e da altre regioni hanno partecipato al Campionato regionale articolato su tre tappe: Baia Domizia, Acciaroli e Napoli. Successo anche per il nuovo Circuito Aquathlon Giovanile “Le 5 Province”, che ha coinvolto circa ottanta giovani triatleti, contribuendo in modo decisivo alla diffusione del triathlon sul territorio e all’aumento dei tesserati.
Non meno prestigioso il quinto posto ottenuto dalla rappresentanza campana alla prima edizione della Coppa delle Regioni Senior e Master a Roma, a rappresentare la crescita tecnica e organizzativa del movimento. La serata si è chiusa, in un clima di armonia ed entusiasmo, con le premiazioni dei vincitori assoluti e di categoria del Campionato Regionale e dei giovani protagonisti del Circuito “Le 5 Province”. Gli organizzatori hanno ringraziato gli atleti e le loro famiglie e il Comitato stesso ha ricevuto attestati di stima da atleti e società.
«Con la stagione 2025 ormai alle spalle, lo sguardo è già rivolto al 2026- dicono dal Comitato- un anno che si preannuncia ricco di nuove sfide e progetti. In questo percorso, il ruolo delle società sarà ancora più centrale. Il Comitato vuole rivolgere un ringraziamento speciale ai presidenti delle società, la cui presenza, collaborazione e capacità organizzativa hanno rappresentato un pilastro fondamentale per i risultati raggiunti. Il loro supporto sarà determinante anche per affrontare con successo le iniziative del prossimo anno».
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09 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Mercoledì 14 gennaio il Teatro Comunale di Monte di Procida ospiterà Il Figlio del magistrato, spettacolo scritto e diretto da Luca Pizzurro, prodotto da Ellegipí Teatro 20 in collaborazione con La Fonderia del Teatro e proposto in una doppia proiezione: alle 11.00 per le scolaresche come intenso percorso di educazione alla legalità e alla memoria; aperto al pubblico alle 21.00.
Un appuntamento di forte valore civile, arricchito dalla presenza di Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato Paolo Borsellino, che al termine della rappresentazione parteciperà a un dibattito con gli studenti, trasformando il teatro in uno spazio vivo di confronto e consapevolezza.
Lo spettacolo affonda le sue radici nei 57 giorni più drammatici della storia italiana recente, quelli che separano la strage di Capaci dall’attentato di via D’Amelio, in cui perse la vita Paolo Borsellino. Ma Il Figlio del magistrato sceglie una prospettiva lontana dalla cronaca giudiziaria, per entrare invece nella dimensione più intima e privata di quegli eventi: lo sguardo di un figlio ventenne, costretto a crescere sotto scorta, tra la paura quotidiana, il peso dell’eredità morale e il complesso rapporto tra padri e figli. Un racconto che mette al centro l’impatto umano delle scelte, più che i fatti, e restituisce al pubblico – soprattutto ai più giovani – una memoria viva, emotiva, profondamente attuale.
«Siamo entrati idealmente dentro casa di Paolo Borsellino in quei giorni terribili – spiega il regista Luca Pizzurro – quando lui e la sua famiglia sapevano che sarebbe stato il prossimo a morire. Mi sono chiesto come possa aver vissuto tutto questo un figlio poco più grande di me all’epoca. Da qui nasce lo spettacolo: dal bisogno di raccontare la memoria di Borsellino in una veste intima, privata, umana».
Guido Saudelli sul palco insieme a Francesco Valente, che cura anche le musiche originali dello spettacolo, danno corpo a una messa in scena essenziale e intensa, capace di restituire con forza il valore civile e umano del racconto.
Elemento centrale del progetto è il dibattito che segue la rappresentazione, cuore della sua finalità didattica.
La testimonianza diretta di Fiammetta Borsellino rappresenta un valore aggiunto straordinario: «Il lavoro che Fiammetta svolge nelle scuole – sottolinea Pizzurro – è la dimostrazione che la memoria deve essere trasferita alle nuove generazioni. Solo così episodi come questi non rischiano di ripetersi».
Il confronto con gli studenti rende lo spettacolo un’esperienza formativa completa, capace di lasciare un segno profondo e duraturo.
La produzione è realizzata in collaborazione con La Fonderia del Teatro, scuola e laboratorio professionale di formazione attoriale nata nel 2017 a Bagnoli e oggi con sede nel centro storico di Napoli, in Largo Ecce Homo. Guidata dal direttore artistico Luca Pizzurro, La Fonderia si distingue per un approccio rigoroso basato sul metodo Stanislavskij, per la qualità del corpo docente e per il forte legame con il mondo produttivo teatrale. Negli anni ha formato numerosi attori oggi attivi nelle scene teatrali e audiovisive, affermandosi come un’officina creativa in cui l’arte incontra l’impegno civile. Il Figlio del magistrato ne rappresenta una delle espressioni più mature: un teatro che non si limita a raccontare, ma educa, interroga e contribuisce a costruire memoria collettiva.
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08 Gen, 2026 | Comunicare il sociale
Tutto è pronto per il rintocco della prima “battuglia”. Macerata Campania si trasforma ancora una volta nella capitale del folklore campano per l’edizione 2026 della Festa di Sant’Antuono. Un evento che non è solo una celebrazione religiosa, ma un tripudio di allegoria, artigianato e impegno civile che vede protagonisti ben 23 carri monumentali, pronti a sfilare per le strade cittadine.
Il ritmo delle “Pastellesse“-L’attesa tra i carristi è febbrile. Dietro ogni carro ci sono mesi di lavoro instancabile per trasformare botti, tini e falci in strumenti musicali capaci di sprigionare quel ritmo ancestrale che, secondo la tradizione, serve a scacciare le forze del male. Quest’anno la manifestazione si preannuncia particolarmente ricca, con un’ondata di creatività che promette di stupire le migliaia di visitatori attesi.
A raccontare ogni fase della festa sarà Radioclub91, media partner ufficiale dell’evento. Sarà la voce dello speaker Rosario Copioso a fare da collante tra l’Associazione Carristi e il pubblico, narrando le storie, le fatiche e la passione che animano questa “festa della libertà di espressione”.
Il programma- Il sipario si alza ufficialmente domani notte, 9 gennaio, con la tradizionale serata dedicata agli ultimi ritocchi. Tra cene all’aperto e il calore dei primi falò, i carristi festeggeranno la fine dei lavori di costruzione, preparandosi al debutto in strada.
Ecco i momenti salienti del calendario:
* Il debutto: Sabato 10 gennaio, la prima grande sfilata prenderà il via alle ore 17:00.
* La domenica del folklore: L’11 gennaio i carri saranno in strada sia al mattino che al pomeriggio.
* I giochi e i campi: Il 13 e il 15 gennaio spazio ai giochi tradizionali, mentre il 16 gennaio sarà dedicato alla benedizione e alla sfilata dei mezzi agricoli.
* Il giorno solenne: Sabato 17 gennaio, nel giorno dedicato a Sant’Antuono, la città vivrà il suo culmine con sfilate e i fuochi tradizionali in Piazza De Gasperi.
* Il gran finale: Domenica 18 gennaio si chiuderà in bellezza con la sfilata finale e l’attesa cerimonia di premiazione dei carri più belli.
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