12 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Dal 15 al 17 settembre, Napoli ospita la prima edizione di “Le Regine, le Dimenticate, le Ribelli e le Altre”, una maratona di incontri, dialoghi e confronti interamente dedicati alle figure femminili che hanno segnato la storia della città e non solo.
L’iniziativa, parte del calendario ufficiale di Napoli 2500 promosso dal Comune per celebrare i 2500 anni dalla fondazione, è organizzata in collaborazione con l’assessorato comunale alle Pari Opportunità e la Biblioteca delle donne.
La rassegna intende restituire voce a protagoniste spesso dimenticate, rimosse o travisate, donne che hanno sfidato regole, limiti e stereotipi del loro tempo, aprendo la strada alle generazioni successive.
Tre giorni di appuntamenti tra il Teatro Teder, la Chiesa di Porto Salvo e l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici porteranno in scena artiste, intellettuali, sportive, scienziate, religiose e attiviste: da Lina Mangiacapre a Maria Teresa De Filippis, da Letizia De Martino a Maria Bakunin, fino alle costituenti napoletane, a Eleonora Pimentel Fonseca, alle “altre” invisibili e a figure come Santa Giovanna Antida Thouret.
Il programma si snoda tra proiezioni, testimonianze, letture, dialoghi con giornaliste, scrittrici, accademiche e artiste contemporanee, creando un ponte tra passato e presente.
La rassegna non è solo un omaggio, ma anche un’occasione di riflessione sull’attualità: quanto resta ancora da fare per riconoscere alle donne lo spazio che meritano nella memoria collettiva e nella società di oggi?
Partecipazione gratuita, registrazione obbligatoria su Eventbrite ai singoli appuntamenti:
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10 Set, 2025 | Comunicare il sociale
L’Arcidiocesi di Napoli ramo ETS e l’Augustissima Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti, uniscono le forze per dare vita a un progetto di grande respiro internazionale: la nascita del Premio Internazionale “Pellegrini di Pace”, un’iniziativa che affonda le sue radici nella tradizione cristiana e nella vocazione storica della città di Napoli come crocevia di popoli, culture e religioni.
La presentazione del Premio, che si è tenuta questa mattina nei locali della Curia di Napoli, è il frutto di un accordo sottoscritto da S.Em.za il Cardinale Mimmo Battaglia, Arcivescovo di Napoli, e dal Primicerio dell’Arciconfraternita, dott. Giovanni Cacace, con l’obiettivo di promuovere una cultura della pace attraverso il riconoscimento e il sostegno concreto a persone, associazioni e istituzioni impegnate nella costruzione della giustizia e del dialogo nel mondo.
Nel solco dell’insegnamento di Papa Francesco e in continuità con la visione pastorale di Papa Leone XIV e del Cardinale Battaglia, il Premio vuole rendere Napoli un luogo simbolico e concreto della pace: una città che, grazie alla sua storia millenaria fatta di accoglienza, resistenza alle ingiustizie e protagonismo delle comunità, è pronta a diventare spazio di dialogo e faro internazionale per gli operatori di pace.
«C’è un’architettura della pace, dove intervengono le istituzioni, e c’è un artigianato della pace che chiama ciascuno di noi a esserne costruttore nei gesti quotidiani», ha dichiarato il Cardinale Battaglia. Questo Premio rappresenta proprio questo: un’opera collettiva e quotidiana di costruzione del bene comune, che nasce nei territori, nelle relazioni, nell’ascolto e nella cura.
Un riconoscimento per i costruttori di pace
Il Premio Internazionale “Pellegrini di Pace” sarà assegnato annualmente, a partire da dicembre 2025, a tre figure di rilievo internazionale – senza distinzioni di cultura o religione – che si siano distinte per il loro impegno nel:
- promuovere la risoluzione pacifica dei conflitti;
- diffondere la cultura della pace e del dialogo;
- testimoniare, con gesti concreti, la sacralità della vita umana;
- costruire ponti tra culture, popoli e fedi in un’epoca segnata da tensioni e divisioni.
Il Comitato Promotore
Per la realizzazione del Premio è stato istituito un Comitato Promotore, presieduto dal Cardinale Battaglia, che avrà il compito di definire linee guida e selezionare i candidati. Sono state istituite anche un Comitato Scientifico, composto dalla società civile napoletana e diretto da Nino Daniele, e una Segreteria Generale affidata a don Gennaro Matino.
Un cammino condiviso per una nuova cultura della pace
Questa iniziativa rappresenta la prima tappa di un più ampio percorso che vede l’Arcidiocesi di Napoli, con il suo programma che pone al centro le persone che vivono in condizione di povertà e l’Arciconfraternita dei Pellegrini, impegnate insieme nella costruzione concreta della pace come valore fondante della convivenza civile.
Attraverso il Premio Internazionale “Pellegrini di Pace”, Napoli lancia un messaggio al mondo: la pace non è solo un’aspirazione, ma una responsabilità condivisa che si costruisce giorno per giorno, con azioni concrete, ascolto, e con il riconoscimento della dignità di ogni persona.
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10 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Nel weekend del 13 e 14 settembre 2025, Città della Scienza di Napoli si prepara ad accogliere visitatori di tutte le età con un ricco programma di eventi pensati per divertire, stupire e far scoprire la scienza in modo coinvolgente. Questo spazio scientifico, simbolo di cultura e innovazione, si trasforma in una vera e propria festa della scoperta, dove il gioco e l’apprendimento si intrecciano per stimolare la curiosità di grandi e piccini.
Durante le giornate di sabato e domenica, con il Museo Corporea, la Mostra Insetti & Co. e il Planetario, i protagonisti saranno i “Science Show”, veri e propri spettacoli scientifici interattivi che invitano a esplorare meraviglie naturali e fenomeni sorprendenti.
Alle 11:30 prenderà vita “Giochi di Scienza”, un’attività dedicata a rivelare i segreti nascosti dietro ai giochi più semplici, mostrando come elementi naturali e materiali comuni possano trasformarsi in sorprendenti esperimenti di chimica e fisica. Un modo divertente e brillante per comprendere la scienza giocando, rievocando quella capacità di stupore tipica dell’infanzia che invita a guardare il mondo con occhi nuovi.
Nel pomeriggio, alle 15:00, sarà la volta di “Fossili: Denti e Artigli”, uno spettacolo dedicato ai predatori più temibili e alle loro straordinarie strategie di sopravvivenza. Attraverso spiegazioni coinvolgenti, i visitatori scopriranno gli adattamenti e le strutture affilate che hanno permesso a questi animali di dominare i loro habitat, in un viaggio scientifico che accende l’immaginazione e alimenta la meraviglia.
Le attività, pensate in formato famiglia, invitano tutti a partecipare attivamente, creando un dialogo intergenerazionale che unisce educazione e intrattenimento. Città della Scienza conferma così il suo ruolo di polo culturale e scientifico, aperto a turisti e cittadini, per vivere un weekend all’insegna della curiosità, della conoscenza e del divertimento. Perché, anche in estate, la vera vacanza è quella che regala nuove scoperte sul mondo che ci circonda.
Il museo sarà aperto dalle 10 alle 16, pronto ad accogliere chi desidera trascorrere un fine settimana diverso, ricco di eventi unici e di energia positiva, immersi nelle meraviglie della scienza.
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10 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Quando si parla di malattia di Alzheimer uno tra i primi “campanelli d’allarme” da tenere in considerazione è il disorientamento spaziale. Questo disturbo, chiamato anche disorientamento topografico, impedisce ai meccanismi cerebrali dell’individuo di orientarsi nello spazio, impedendo una rappresentazione mentale dell’ambiente circostante.
Esistono tre tipi di neuroni coinvolti nell’orientamento topografico: quelli di posizione, di griglia e di confine. “Sono presenti nell’ippocampo e nella corteccia entorinale e lavorano in sinergia per creare una mappa interna dell’ambiente che consente alle persone di orientarsi e muoversi – spiega il Prof. Sandro Sorbi, Past President di Airalzh Onlus e Dir. Neurologia I presso l’Az. Osp. Univ. ‘Careggi’ di Firenze. I neuroni di posizione si attivano quando un individuo si trova in una specifica posizione all’interno di un ambiente, mentre quelli griglia creano una sorta di “reticolo spaziale” che permette all’uomo di sapere dove si trova e dove sta andando. I neuroni di confine, invece, si attivano quando una persona raggiunge i confini di un ambiente”.
Proprio sul disorientamento topografico nella malattia di Alzheimer è stato condotto uno studio a cura del Dr. Davide Cammisuli, già Ricercatore Airalzh (Associazione Italiana Ricerca Alzheimer) e Prof. a contratto presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica dell’Università Cattolica di Milano. Il suo studio fa parte di uno dei numerosi Progetti di Ricerca finanziati da Airalzh in occasione del Bando AGYR (Airalzh Grants for Young Researchers) che l’Associazione, ogni anno, rivolge a giovani Ricercatori Under 40.
Lo studio – effettuato all’interno di un giardino urbano – ha dimostrato, per la prima volta, una chiara alterazione della cognizione spaziale in pazienti con lieve declino cognitivo e biomarcatori per malattia di Alzheimer. Il disorientamento topografico, infatti, è molto spesso lamentato dal paziente e riferito dai famigliari anche nelle fasi che precedono l’esordio della malattia, ma non è mai valutato specificamente come possibile “predittore” comportamentale delle fasi successive connesse alla demenza di tipo Alzheimer, ove è manifesto un franco disorientamento spazio-temporale.
Il Dr. Cammisuli, per portare a compimento il suo Progetto, si è avvalso di un apparato tecnologico innovativo – uno smart body indossabile dotato di sensori che rilevano parametri fisiologici e della marcia – che ha dimostrato la capacità di catturare una modificazione neurovegetativa a carico del sistema simpatico connessa al disorientamento cui spesso i pazienti (con lieve disturbo cognitivo dovuto a malattia di Alzheimer) vanno incontro. Tale accertamento è stato svolto attraverso test computerizzati comparati a deambulazioni svolte su percorsi urbani, in modo tale da simulare l’effetto di potenziale smarrimento nel percorrere le tappe di un determinato percorso.
Inoltre, grazie alla possibilità di monitorare in maniera non invasiva e da remoto (e, quindi, con vantaggi sia per il clinico/ricercatore che per il famigliare/caregiver) lo smart body è in grado di tracciare il percorso effettuato grazie ad un GPS e può essere implementato tramite soglie di alert o messaggistica istantanea in grado di ricondurre il paziente con deterioramento cognitivo presso la propria casa (o punto di partenza del percorso urbano) laddove possa andare incontro a smarrimento o aver commesso errori lungo il tracciato.
Interessanti risultati recenti sono stati raggiunti anche da altri due Progetti di Ricerca selezionati in occasione dei Bandi AGYR di Airalzh Onlus. Da un lato, con il progetto della Dr.ssa Alessia Vignoli, Ricercatrice Airalzh presso il Dip. Chimica dell’Università degli Studi di Firenze, si continua a lavorare nell’ambito dell’identificazione precoce dei rischi per capire la possibilità di evoluzione in malattia di Alzheimer nei pazienti in modo non invasivo, attraverso una risonanza magnetica nucleare in un campione di sangue. Dall’altro lato, invece, con il Dr. Andrea Magrì, Ricercatore Airalzh presso il Dip. Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Università degli Studi di Catania, vengono studiate soluzioni per nuove terapie farmacologiche come la possibilità di contrastare l’accumulo di proteina β-amiloide tramite l’utilizzo di una nuova molecola allo scopo di ripristinare la corretta funzione dei mitocondri.
Il contributo alla Ricerca di Airalzh è sostenuto da piccoli e grandi donatori, ma anche da progetti artistici, come quello di Michele Bravi, talento poliedrico impegnato tra Musica, Cinema e Letteratura. Con il progetto “Lo ricordo io per te”, l’artista ha voluto raccontare la storia dei suoi nonni e sostenere la Ricerca sulla malattia di Alzheimer. Dopo essere uscito, nei mesi scorsi, con una canzone ed aver realizzato un cortometraggio, a partire dal 30 Settembre sarà presente in tutte le librerie d’Italia il suo libro di storie edito da Feltrinelli, dal titolo “Lo ricordo io per te”. Per ogni copia venduta, 1 Euro sarà devoluto a sostegno di Airalzh Onlus.
Dalla sua fondazione, nel 2014, Airalzh ha investito oltre 4 milioni di Euro – grazie al sostegno di grandi e piccoli donatori – per finanziare 82 Assegni e 37 Progetti di Ricerca.
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10 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Domenica 21 settembre il Centro Ester di via Giambattista Vela, nel cuore del quartiere di Barra, ospiterà un evento che promette di lasciare il segno: il primo Open Day dello Sport Inclusivo organizzato dalla Delegazione campana della FISDIR (Federazione Italiana Sport Paralimpici degli Intellettivo Relazionali).
Dalle 9:00 alle 14:00, il centro sportivo si trasformerà in un grande villaggio paralimpico, dove sarà possibile assistere e partecipare a dimostrazioni pratiche di discipline come atletica leggera, nuoto, canottaggio, calcio, pallacanestro, equitazione, ginnastica ritmica e artistica. Un’occasione unica per vivere lo sport da protagonisti, superando ogni barriera.
Un invito aperto a tutti
L’evento è rivolto non solo agli atleti con disabilità intellettivo-relazionale, ma anche a famiglie, scuole, operatori del settore, associazioni e semplici cittadini. Un’iniziativa pensata per promuovere la cultura dell’inclusione e per dimostrare concretamente che lo sport è davvero per tutti. “Vogliamo creare un momento di crescita e confronto — spiegano gli organizzatori — dove le differenze diventano ricchezza e lo sport uno strumento di unione.”
Il programma della giornata
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9:00 – Accoglienza e registrazione partecipanti
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9:30 – Cerimonia di apertura ufficiale
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10:15 – 12:45 – Sessioni pratiche delle discipline sportive
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12:45 – Saluti finali e chiusura dell’evento
L’iniziativa, totalmente gratuita, rappresenta un primo passo verso una nuova visione dello sport sul territorio campano, che punta su accessibilità, inclusione e pari opportunità.
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10 Set, 2025 | Comunicare il sociale
Oltre 6.700 persone nel 2024 hanno chiesto supporto a Telefono Amico Italia perché attraversate dal pensiero del suicidio e nei primi sei mesi dell’anno in corso sono state già registrate più di 3.000 richieste di aiuto; un numero che fa presagire, anche per il 2025, un bilancio annuale altrettanto grave. Sono i dati che l’organizzazione di volontariato – che da quasi 60 anni attraverso una helpline anonima e gratuita offre ascolto e supporto a chi vive momenti di difficoltà o malessere emozionale – ha presentato nella Sala Caduti di Nassirya del Senato in occasione della Giornata Mondiale per la prevenzione del suicidio, su iniziativa del senatore della Repubblica Guido Quintino Liris.
All’incontro, oltre al senatore Liris e alla presidente di Telefono Amico Italia Cristina Rigon, hanno partecipato Diana Rucli, direttore della International Federation of Telephone Emergency Services (IFOTES) ed Elena Peretto, Responsabile dell’Area Internazionale e Tecnologica della Fundació Ajuda i Esperança.
In Italia, mediamente, ogni giorno si tolgono la vita 10 persone, oltre 300 al mese. Secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il fenomeno è in costante crescita: il tasso registrato negli ultimi due anni analizzati dall’istituto di ricerca (0,40 suicidi ogni 10mila abitanti) è il massimo osservato dal 2015. In particolare, nell’anno più recente monitorato, il 2022, sono stati registrati 3.934 suicidi; nel 2021 erano stati 3.870 e nel 2020 3.748. In particolare, nel 2022 c’è stato un incremento di casi di suicidio in quasi tutte le fasce di età, tranne quella 65-79 anni. Tra i più giovani, l’ulteriore incremento registrato tra il 2021 e il 2022 ha fatto seguito ad un aumento molto rilevante osservato tra il 2020 e il 2021 (+16%). Nell’ultimo anno analizzato sono stati rilevati complessivamente 552 suicidi di giovani con età compresa tra i 15 e i 34 anni; 1.927 suicidi di adulti con età compresa tra i 35 e i 64 anni e 1455 casi di suicidio tra gli over 65.
Tuttavia, l’Italia attualmente non dispone né di un piano nazionale integrato per la prevenzione del suicidio né di un sistema di monitoraggio in tempo reale. E proprio questa è la richiesta di Telefono Amico Italia: mettere in atto azioni concrete per prevenire il fenomeno dei suicidi, a partire dall’ascolto in tutti i settori.
Nello specifico, Telefono Amico Italia propone: l’istituzione di un numero di pubblica utilità 24/7 per la prevenzione del suicidio; l’avvio di un Piano Nazionale con azioni coordinate tra scuola, sanità, lavoro e forze dell’ordine; una campagna nazionale anti-stigma e informativa; protocolli clinici nei pronto soccorso e nei centri di salute mentale per identificazione precoce, valutazione, gestione e follow up delle persone affette da comportamenti suicidari e il coinvolgimento delle realtà del Terzo Settore nei tavoli decisionali in modo che possano mettere a disposizione l’ampio bagaglio esperenziale costruito in decenni di relazioni dirette con persone che hanno tentato il suicidio, che sono state attraversate da pensieri suicidari o che hanno subito dei lutti a causa del suicidio.
«Vogliamo rompere lo stigma sociale sul suicidio, che porta a non affrontare questo argomento, che lo trasforma in un tabù di cui non si può parlare – ha spiegato Cristina Rigon, presidente Telefono Amico Italia – La prevenzione è, invece, possibile e doverosa. Per renderla reale dobbiamo, innanzitutto, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla necessità di azioni strutturate e coordinate per contrastare il fenomeno. Noi, grazie al supporto di 600 volontari, al momento riusciamo a garantire 14 ore di supporto telefonico al giorno attraverso la nostra helpline, ma le richieste di aiuto continuano ad aumentare e da soli non riusciamo a gestire questa emergenza, abbiamo bisogno di sostegno».
La possibilità di prevenire i suicidi è confermata anche dalle evidenze scientifiche, come sottolinea Maurizio Pompili, Professore Ordinario di Psichiatria presso Sapienza Università di Roma e Direttore della Unità Operativa Complessa di Psichiatria presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma, intervenuto all’incontro attraverso un video-messaggio. «Il punto centrale dal quale è fondamentale partire – spiega – è la piena consapevolezza che gli individui a rischio di suicidio, in realtà, non vorrebbero affatto morire, vorrebbero soltanto che il loro dolore mentale, diventato insopportabile, venisse alleviato. La prevenzione del suicidio, quindi, è possibile e il primo passo è riconoscere questa sofferenza e impegnarsi per alleviarla». «Nei momenti di crisi – aggiunge – l’intervento di operatori della salute mentale è fondamentale, ma anche le helpline rivestono un ruolo cruciale: sapere di avere la possibilità di chiamare, in qualsiasi momento, un interlocutore sensibile rappresenta, per chi vive un momento di difficoltà, un aiuto fondamentale per ritrovare la connessione con le proprie parti vitali e far riemergere la volontà di andare avanti. Esistono tre tipi di prevenzione del suicidio: la prevenzione primaria che riguarda la consapevolezza sul tema del suicidio a livello delle collettività generale; la prevenzione secondaria che riguarda i gruppi che potrebbero essere esposti maggiormente al fenomeno e la prevenzione terziaria, relativa a quanti sono entrati già in contatto con l’’esperienza suicidaria. A ciascun livello corrispondono diversi interventi e diversi interlocutori, ma sono tutti fondamentali per prevenire un fenomeno così d’impatto nell’ambito della salute pubblica. Formazione e sensibilizzazione sono cruciali, perché più rendiamo gli operatori e la collettività consapevoli della problematica suicidaria, più stiamo lottando per ridurre questo fenomeno. In ogni ambito della società deve essere chiaro il messaggio che, se si è in crisi e si sperimenta il desiderio di morire, la possibilità di essere sostenuti esiste».
Al termine dell’incontro, il senatore Guido Quintino Liris ha presentato un disegno di legge per la prevenzione del suicidio. «Parlare di suicidio è difficile, ma necessario – ha affermato – Da medico riconosco l’importanza di individuare la sofferenza psicologica prima che diventi irreversibile; come senatore, sento il dovere di tradurre questa consapevolezza in azione politica. I dati di Telefono Amico Italia rivelano un’emergenza sociale spesso invisibile e marginalizzata per tabù e paure ingiustificate. È urgente rompere il silenzio e migliorare la capacità del Paese di prevenire il fenomeno. Ho quindi presentato un disegno di legge per potenziare gli strumenti di prevenzione, offrire sostegno a chi è in difficoltà e garantire ascolto a chi vive questa sofferenza e ai loro familiari. Migliorare la consapevolezza sul suicidio e rafforzare le misure di prevenzione significa salvare vite; come rappresentanti delle istituzioni, abbiamo il dovere di agire con determinazione».
I DATI DI TELEFONO AMICO ITALIA. Sono state oltre 6.700 le persone che nel 2024 hanno chiesto aiuto a Telefono Amico Italia perché preoccupate del suicidio, proprio o di un caro, e oltre 3.000 nei primi 6 mesi del 2025. La maggior parte di loro, il 69%, ha contattato l’organizzazione attraverso il servizio telefonico, che risponde tutti i giorni dalle 9 alle 24 al numero 02 2327 2327. Gli altri lo hanno fatto attraverso WhatsappAmico (il 23%) al numero 324 011 7252 e via mail (l’8%), attraverso la compilazione di un form anonimo sul sito www.telefonoamico.it.
Nel complesso hanno contattato Telefono Amico Italia per problemi legati al suicidio più uomini (52,5%) che donne. Gli uomini rappresentano la maggioranza anche nell’utilizzo del telefono (56%), al contrario, le donne preferiscono Whatsapp (55%). Uomini e donne usano invece in egual misura lo strumento email.
Mentre nelle richieste d’aiuto che non riguardano il suicidio nell’utilizzo dei tre diversi mezzi di ascolto si riscontrano differenze legate all’età – con i più adulti che preferiscono il telefono e i giovani che usano maggiormente le forme di contatto scritte – nel caso di quelle legate al suicidio si assottigliano le differenze, con le fasce d’età più giovani che emergono come maggioritarie in tutti gli strumenti. Hanno, infatti, telefonato in maggioranza persone tra i 26 e i 35 anni (26%), tra i 36 e i 45 (16,5%), tra i 19 e i 25 (16%); hanno usato Whatsapp soprattutto persone tra i 26 e i 35 anni (27%), tra i 19 e i 25 (26%) e tra i 15 e i 18 (16,5%); infine hanno scritto per email in particolare persone tra i 19 e i 25 anni (21%) e tra i 26 e i 35 anni (17%).
GLI EVENTI DI SENSIBILIZZAZIONE. In occasione della Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio Telefono Amico Italia organizza due importanti appuntamenti per sensibilizzare sull’importanza di aprire un dialogo sul tema.
Nella serata del 10 settembre i monumenti di alcune città italiane si accenderanno di luce blu, il colore simbolo di Telefono Amico Italia. Tra le città che illumineranno i loro monumenti: Bergamo (Porta San Giacomo), Brescia (Palazzo Loggia), Castellanza (Arco dei Platani illuminato fino al 14 settembre), Busto-Arsizio (“Mulini Marzoli”), Mantova (Fontana di Largo Pradella), Modena e altre zone della provincia (fontana del Graziosi a Modena, Ponte di Bomporto illuminato dal 10 al 14 settembre e Castello Campori di Soliera illuminato la notte del 10 settembre), Padova (torre campanaria di Palazzo Moroni), Palermo (Teatro Massimo), Parma (Palazzo dell’Assistenza Pubblica), Prato (Castello dell’Imperatore e strutture della Misericordia), provincia di Treviso (Municipio di Castelfranco), Udine (Via Mercatovecchio), Venezia-Mestre e altri comuni della provincia (Cà Farsetti e Cà Loredan a Venezia, municipio di via Palazzo e torre civica di piazza Ferretto a Mestre, municipio di Chioggia, facciata della biblioteca comunale di Jesolo e la scritta Jesolo in piazza Drago ), Vicenza e altri comuni della provincia (Vicenza, Loggia del Capitaniato; Asiago, Sede municipale; Bassano, loggetta del Comune; Colceresa, fronte municipio; Cartigliano, fronte municipio; Marostica, Castello inferiore in piazza; Mussolente, Polo Culturale Negri; Nove, fronte municipio; Romano d’Ezzelino, fornace; Tezze sul Brenta, monumento ai caduti centro Tezze; Rossano Veneto, sede municipio; Solagna, monumento all’emigrante; Montecchio Maggiore, municipio e fontana davanti al municipio; Valbrenta ponte “Rialto”; Montecchio Maggiore, facciata municipio; Pianezze (Monumento ai caduti).
Domenica 14 settembre i volontari di Telefono Amico Italia scenderanno nelle piazze, con la nuova edizione dell’evento Non parlarne è 1 suicidio, per incontrare le persone e aiutarle a “buttare quello che pesa e coltivare quello che fa fiorire”. Ai passanti sarà chiesto di scrivere su un foglio ciò che nella loro vita è più difficile da affrontare (uno stato d’animo, ciò che li rende meno sereni) e di buttarlo in un cestino. Al contempo, su un foglio colorato potranno scrivere ciò che li aiuta a recuperare il proprio benessere, qualcosa che, quindi, deve essere seminato e curato come una piantina. Le persone avranno, così, modo di prendere consapevolezza di ciò che fa stare male e, allo stesso tempo, di pensare alle strategie che attuano per affrontare questi pensieri negativi. In cambio, verrà regalato loro un sacchettino di semi, come simbolo di rinascita e cura di se stessi.
Per sostenere i progetti di Telefono Amico Italia sulla prevenzione del suicidio e aiutare l’organizzazione a rispondere alle numerose richieste d’aiuto: https://www.telefonoamico.it/preveniamo-il-suicidio/
Per diventare volontario si può, invece, scrivere all’indirizzo volontari@telefonoamico.it: si verrà indirizzati al centro locale più vicino dove poter svolgere un corso pratico-teorico di circa 6 mesi, al termine del quale si potrà iniziare l’attività di ascolto.
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