Scuola a Napoli, 281 posti in più per i bimbi. Il punto con l’assessora Striano su nidi e infanzia

L’inizio dell’anno scolastico ha portato con sé diverse sfide e novità per il Comune di Napoli, che sta affrontando un processo di ampliamento e rinnovamento delle strutture educative per l’infanzia. Con l’assessora all’Istruzione e alle Famiglie Maura Striano abbiamo fatto il punto della situazione sui primi giorni di scuola, le difficoltà incontrate, e le iniziative per ampliare l’offerta educativa sul territorio. Tra le principali novità, l’introduzione di 8 nuove sezioni primavera (due già attive) e l’ampliamento di strutture esistenti, con l’obiettivo di accogliere, quest’anno, 281 bimbi in più.

Assessora, come è iniziato l’anno scolastico? Ci sono state delle criticità particolari?

“Abbiamo avuto una partenza positiva in quasi tutte le strutture, tranne che alla Maria Cristina di Savoia, nella terza Municipalità, dove stiamo completando dei lavori di ampliamento. Abbiamo aggiunto una sezione primavera e aumentato il numero dei posti disponibili, ma questi lavori richiedono nuove certificazioni antincendio e qualche ritardo. La struttura inizierà il 29 settembre invece dell’11 settembre. Mentre invece nelle altre abbiamo iniziato, sebbene avessimo avuto delle difficoltà perché abbiamo dovuto fare dei controlli, degli approfondimenti, delle prove di carico su alcuni solai, proprio per essere sicuri di poter partire in sicurezza su alcune strutture della sesta municipalità.  Abbiamo fatto queste prove di carico e quindi due delle strutture che abbiamo sottoposto a controllo sono risultate agibili, quindi le abbiamo fatte aprire anche se con qualche giorno di ritardo e sono il nido Laghetto e il nido Maranda. Per il nido Lotto 0, abbiamo dovuto adattare una struttura non pensata per ospitare bambini, ma ora è operativa e gli interventi sono in corso. Qui abbiamo cercato di trovare uno spazio adeguato al piano terra ampio e rifunzionalizzato tutto, anche i bagni e quindi anche quello è partito. Perciò abbiamo deciso di dislocarli almeno per un po’ di tempo presso altre strutture per fare comunque avviare l’anno educativo e poi appena abbiamo fatto tutte le verifiche e fatto gli interventi necessari li riportiamo lì, perché comunque quello è un polo per l’infanzia prezioso in quel contesto quindi saremo veloci anche di fare appunto questo intervento”.

Quali sono le novità per quest’anno, in termini di ampliamento e nuovi posti?

“Abbiamo aperto nuove sezioni primavera, ad esempio, presso la scuola dell’infanzia Vanvitelli, che accoglierà 20 bambini. E’ tutto pronto. Li prenderemo dalla lista di attesa dei nidi limitrofi, perché abbiamo ottenuto tante liste di attesa nei nostri nidi comunali. Inoltre, abbiamo aperto una nuova sezione primavera a Scampia, presso la scuola dell’infanzia Labriola. Stiamo anche raccogliendo le iscrizioni per due nuovi asili nido che abbiamo aperto e che sono proprio nuovi: a Calata Capodichino e Via Valente. Qui siamo raccogliendo le iscrizioni per poter poi partire appena abbiamo il numero di bambini.

C’è carenza di personale?

Ci sono 50 educatori nuovi che abbiamo preso e dobbiamo prendere 128 maestre a tempo determinato, però ce ne mancano ancora una quarantina. Noi stiamo facendo le convocazioni ma non tutte si presentano quindi abbiamo dovuto fare delle nuove convocazioni.

In termini di numeri, quanti bambini sono stati accolti quest’anno rispetto all’anno precedente?

“È ancora difficile fornire un numero preciso, dato che siamo in una fase di ambientamento. Tuttavia, il nostro obiettivo per quest’anno è di accogliere 281 bambini in più rispetto allo scorso anno. Siamo ancora in fase di verifica delle iscrizioni, quindi i numeri definitivi li avremo a metà ottobre, quando avremo un quadro completo delle iscrizioni, delle rinunce e degli spostamenti.”

Oltre alle sezioni primavera, quali altre strutture sono previste?

“Oltre alle due sezioni primavera già avviate, quest’anno apriremo un totale di 8 nuove sezioni primavera in tutta la città.”

Quali sono gli obiettivi futuri per le scuole dell’infanzia e gli asili nido a Napoli?

“Il nostro obiettivo è di essere completamente in linea con gli standard richiesti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) entro il 2026-2027. Questo include la creazione di nuovi posti e l’ampliamento delle strutture esistenti. Nel lungo periodo, l’Europa sta richiedendo un’ulteriore espansione, con un obiettivo del 45% di copertura, quindi, se necessario, dovremo riparametrare i nostri piani in base alle richieste europee.”

La povertà educativa minorile è un tema molto attuale. Come avete affrontato il problema e quali sono le prospettive future?

“Diciamo che 3 milioni non è che proprio un finanziamento adeguato, tra l’altro fino al 2027 e quindi già comunque a termine. La cifra non riesce a rispondere agli obiettivi e target di tutti i progetti che sono in campo e che dovrebbero essere in campo. Noi riteniamo che il fondo debba essere rifinanziato in modo strutturale e con una cifra più adeguata, in modo che le politiche di contrasto alla povertà educativa possano essere sostenibili nel tempo.”

Infine, il presidente Mattarella sarà presente per l’inaugurazione dell’anno scolastico. Quale significato ha questa visita per Napoli?

Penso che sia un segnale molto importante per due motivi. Il primo è perché c’è una attenzione alla scuola, quindi all’educazione che è un presidio essenziale, d’altra parte è un diritto riconosciuto a livello costituzionale. Quindi tutte le istituzioni si devono mettere in gioco per garantire un’educazione di qualità equa e accessibile a tutti. Il secondo punto è perché si interessa delle nostre scuole e poi so che andrà anche a Nisida quindi c’è una attenzione particolare al recupero dei giovani”.

 

di Adriano Affinito

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Tappa a Napoli per la Carovana della Pace delle ACLI: «Bisogna essere costruttori di pace»

La Carovana della Pace ha fatto tappa a Napoli, con un incontro organizzato dalle Acli al Museo della Pace di via Agostino De Pretis, in un giorno particolare per la città: il 19 settembre, quando i fedeli aspettano il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro. Un momento di confronto, alla presenza dei rappresentanti del mondo cattolico, del terzo settore, dell’associazionismo, dei sindacati.

Le parole di don Mimmo- A miracolo avvenuto, il cardinale don Mimmo Battaglia, arcivescovo metropolita della Diocesi di Napoli, nella sua omelia al Duomo è stato chiaro. “Ascolta, Israele: cessino gli assedi che tolgono pane e acqua; cessino i colpi che sbriciolano case e infanzie; cessino le rappresaglie che scambiano la sicurezza con lo schiacciamento, cessi l’invasione che soffoca ogni speranza di pace. La sicurezza che calpesta un popolo non è sicurezza: è un incendio che, prima o poi, brucia la mano che credeva di domarlo. Sorelle e fratelli, Napoli, nonostante le sue ferite, è città di pace. E da questa città affacciata sul mediterraneo vorrei si generasse un movimento di speranza e di pace’’. E poi ancora. “Il sangue di Gennaro non è un talismano: è un appello. San Gennaro, Guarda la Palestina, guarda l’Ucraina, guarda i Sud del mondo: quanti non hanno più lacrime e ci prestano i loro occhi. Fa’ che la pace non sia uno slogan, ma una pratica’’. E da queste parole che sono partite le riflessioni dell’incontro al Museo della Pace.

Gli interventi- Tante le riflessioni all’iniziativa di venerdì che ha accolto la carovana, partita il 2 settembre da Palermo e che si concluderà il prossimo 15 dicembre all’Assemblea straordinaria del Parlamento europeo di Strasburgo. Pierangelo Milesi, vicepresidente nazionale delle Acli con delega alla pace ha ricordato come il claime di questa iniziativa sia «Peace at work, che una tappa a Napoli nel giorno di San Gennaro. Ci fa piacere essere qui al museo della pace. La pace in costruzione, è una questione di artigianato Ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte ogni giorno e nella propria dimensione spirituale, è inaccettabile quanto sta accadendo» anzitutto in Palestina ma non solo. Per Michele Capasso, presidente del Museo della Pace, l’incontro con la carovana della pace ha rappresentato «un momento importante, che non poteva non essere ospitato qui che da quarant’anni è il simbolo della pace. Non bisogna trovare la via della pace, la pace è la via e la strada – aggiunge Capasso – In quarant’anni abbiamo spesso messo insieme le varie parti per costruire un dialogo vero e concreto. In questo momento gli Stati Uniti del mondo (rappresentati all’interno del museo con sede in via Agostino De Pretis ndr.) sono costituiti da 181 Paesi e da 16.000 organismi della società civili stanno dando voce della testimonianza come atto di pace. Stiamo realizzando simboli in tutti il mondo dedicati alle madri dei bambini morti in guerra, morti per fame, alle madri ad esempio delle vittime di mafia e della criminalità organizzata e che con la propria testimonianza può tutelare i valori fondamentali dell’umanità». Secondo il presidente delle Acli Metropolitane di Napoli, Umberto Cristadoro, «l’arrivo a Napoli della carovana è una tappa importante della marcia della pace di Assisi, Napoli è una città simbolica, ci sono tante etnie, genialità e contraddizioni ma dove la pace è radicata in modo forte». «Don Mimmo – le parole della direttrice della Caritas di Napoli suor Marisa Pitrella – ci ha richiamato a essere costruttori di pace, essere donne e uomini che non possono più stare fermi a guardare quello che sta accadendo ma che si sporcano le mani. La pace inizia già dalle nostre famiglie, nel nostro Paese e nelle nostre città. Dobbiamo costruire relazioni belle perché la pace non è solo giustizia ma è molto di più: è fraternità. Dobbiamo tutti insieme lavorare perché ognuno di noi possa mettersi in campo con il linguaggio, con le azioni, per costruire per essere Artigiani di Pace per costruire un mondo di fraternità per costruire la pace». Non così dissimile la riflessione di don segretario dell’arcivescovo di Napoli. Don Mimmo Battaglia «ha fatto una denuncia fortissima rispetto alle ipocrisie sulla pace, forte la testimonianza di padre Romanelli su Gaza. Una pace senza giustizia, non ci può essere e riguarda anche il lavoro come libertà e così si parametra anche il livello di giustizia e quindi di pace».

Le altre posizioni-  «La pace è diventata qualcosa di auspicabile, comunque e dovunque. Vediamo gente scappata terrorizzata e bambini morti sotto le bombe. Abbiamo trascurato la pace, è invece emersa in modo dirompente la pace e si rischia di diventare anche un mondo in cui si è l’uno contro gli altri». A dirlo Francesco Dandolo, rappresentante della Comunità di Sant’Egidio aggiungendo: «Bisogna costruire dal basso in modo solidale e pacifica, per esempio accogliendo chi scappa dalla guerra. La comunità di Sant’Egidio ha attivato i canali proprio per questo, sono arrivati 8000 profughi da Gaza, la metà bambini». Secondo Giovampaolo Gaudino, portavoce Forum Terzo Settore, «il compito del nostro mondo è costruire dei legami sempre più forti, anche in situazioni di fragilità per non creare distanze, anzi ridurre. La pace si costruisce giorno per giorno, creando legami».

Il mondo del lavoro- Presenti anche i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil. «Quando le Acli ci hanno chiamato in qualche modo, abbiamo detto subito sì. Sono le ore della retorica sulla sicurezza, della pace, della parte, c’è in atto un genocidio. Questa carovana non poteva che vedere insieme il mondo del lavoro e delle associazioni» ha detto Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Napoli e Campania.  «L’omelia del Cardinale Battaglia ha toccato tutti e speriamo tocchi la coscienza di chi ha creato questo conflitto e crei tocchi quelle coscienze sane e che si faccia in modo di fermare questa guerra. Il terrorismo di Hamas non può scatenare una guerra che Israele sta facendo ricadere le sofferenze sui bambini», così Massimo Imparato, segretario Cisl Napoli. Infine Giovanni Sgambati, segretario Uil Napoli e Campania. «Ogni iniziativa è fondamentale. L’ha detto in modo esplicito monsignor Battaglia, che ha veramente sferzato che ognuno si assuma le responsabilità. Auspichiamo lo facciano anche le forze del lavoro, noi della Uil la stiamo facendo con una sottoscrizione per la parrocchia di Gaza. Pace in Palestina, in Ucraina e in ogni parte del mondo».

di Antonio Sabbatino














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Adolescenti e salute mentale: Progetto Itaca rinnova il suo impegno con “Prevenzione nelle Scuole”

Negli anni la concezione di salute si è evoluta, includendo anche il benessere psicologico come elemento essenziale. Un’evoluzione necessaria, specialmente dopo la pandemia di Covid-19, che ha aumentato in maniera significativa il disagio psichico, specialmente tra i più giovani. È nel segno di questa consapevolezza che Progetto Itaca, Fondazione che promuove programmi di informazione, prevenzione, supporto e riabilitazione rivolti a persone affette da disturbi della salute mentale e alle loro famiglie, riconferma, anche per l’anno scolastico 2025-2026, il suo progetto Prevenzione nelle Scuole.

Partito nel 2002, il progetto mira a portare consapevolezza e informazione nelle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia, per offrire a sempre più studenti gli strumenti utili per preservare e accrescere il loro benessere psicologico. Ogni anno, Progetto Itaca organizza, grazie al supporto dei propri volontari, incontri gratuiti con psicologi e psichiatri nelle classi terze e quarte degli istituti coinvolti, parlando ai ragazzi con un linguaggio chiaro e diretto, arricchito da contributi video, testimonianze di persone della Fondazione e sondaggi anonimi utili alla raccolta di dati e spunti utili al continuo miglioramento dell’iniziativa.

Nell’anno scolastico 2024-2025, il progetto Prevenzione nelle Scuole ha raggiunto oltre 15 mila studenti di 135 istituti sparsi su tutto il territorio italiano, che hanno incontrato 114 professionisti attivi nel campo della salute mentale e 110 volontari di Progetto Itaca. In totale, l’anno scorso la Fondazione ha organizzato 518 incontri.

Progetto Itaca crede che l’ascolto e il confronto con i più giovani sia un elemento essenziale per formare gli adulti di domani su un tema importante e quanto mai attuale come quello della salute mentale, contribuendo non solo a diffondere una corretta cultura e a combattere sempre più gli stigmi e i pregiudizi, ma gettando le basi per creare comunità più consapevoli e quindi inclusive e solidali”, commenta Cristina Migliorero, Referente Nazionale Progetto Scuole di Progetto Itaca. “Grazie al contributo di tutti i nostri volontari e dei professionisti che collaborano con noi, ogni anno riusciamo a raggiungere migliaia di studenti e a coinvolgere sempre più scuole, con l’obiettivo di generare un cambiamento culturale profondo, educando le nuove generazioni alla cura di sé e degli altri per costruire una società capace di accogliere le fragilità e di riconoscere la salute mentale come un diritto e una priorità per ogni individuo”.

L’incremento del disagio tra le generazioni più giovani emerge chiaramente dai più recenti dati ISTAT, ed è dovuto soprattutto dall’impatto dell’isolamento sociale, dalla riduzione del confronto diretto con i propri coetanei e dall’incremento dell’attività online durante la pandemia. Questa tendenza è confermata dal report realizzato dal Censis in collaborazione con Lundbeck Italia S.p.a. e pubblicato a maggio 2025: dal 2019 al 2022 è cresciuta la quota di giovani che dichiarano di soffrire di un disagio psicologico grave, che è salita al 14,5% nella fascia 14-17 anni e al 18,5% tra i 18 e i 34 anni.

Uno scenario che non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Secondo la relazione dell’OCSE Health at a glance, infatti, in numerosi Stati europei la percentuale di giovani con sintomi di ansia e depressione è più che raddoppiata rispetto a prima della pandemia. Proprio per questo, informazione e prevenzione giocano un ruolo fondamentale, come emerge sempre dal rapporto Censis, secondo cui il 90,3% degli italiani ritenga che la prevenzione e l’intervento rapido siano fondamentali nel campo della salute mentale e come il 41,9% dei più giovani rifletta spesso o ogni giorno sulla propria salute mentale, dimostrando una forte attenzione alla tematica.

I primi sintomi di un disturbo della salute mentale si manifestano spesso in età adolescenziale, ma per mancanza d’informazione sono sottovalutati e raramente riconosciuti in tempo. Per questo, Progetto Itaca da sempre vuole sensibilizzare la comunità e creare una corretta cultura sulla salute mentale e la prevenzione, raggiungendo non solo gli studenti, ma anche insegnanti e genitori, nella convinzione che fare informazione in modo chiaro e scientifico, evidenziare la distinzione tra disagio adolescenziale e patologia, richiamare l’attenzione sui fattori di rischio, sui primi sintomi del disagio e su come chiedere e ricevere aiuto, siano strumenti essenziali per combattere il pregiudizio e lo stigma nei confronti dei disturbi mentali.

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Giornata Nazionale SLA, AISLA illumina la Campania:

Il 18 settembre, piazze e monumenti della Campania si illumineranno di verde, colore simbolo di vicinanza, speranza e attenzione ai diritti delle persone con SLA. Un’occasione unica per ammirare alcuni dei luoghi più suggestivi della regione: dal fascino storico del Palazzo Filangieri a Lapio, al Municipio e Monumento ai Caduti di Aquilonia, alla bellezza antica del Tempio di Nettuno del Parco Archeologico di Paestum e Velia, passando per la solennità del Duomo di S. Lorenzo a Scala, fino ai centri vivaci di Bracigliano (Comune), Castel San Giorgio (Piazza Martiri d’Ungheria e sede Comunale), Mercato San Severino (Palazzo Vanvitelli), Apollosa (monumento da definire) e Torre del Greco (Palazzo Baronale).

Nel weekend del 20 e 21 settembre, i volontari AISLA saranno presenti con la campagna di raccolta fondi “Un contributo versato con Gusto”, trasformando la solidarietà in supporto concreto: assistenza domiciliare, trasporto attrezzato, progetti di vacanze accessibili, consulenza legale e supporto psicologico per le famiglie. In Campania, i banchetti saranno presenti domenica 21 settembre:

  • Torre del Greco (Chiesa di San Filippo Neri, Via Salvator Noto 3)
  • Castel San Giorgio (SA) – piazza della Concordia (Gazebo)
  • Punto di raccolta: distributore Nadia Errico, strada provinciale per Benevento, Apice (BN) – riferimento Nadia Errico
  • Punto di raccolta: Quanto Basta, via Roma 142, San Giorgio del Sannio (BN) – riferimento Elio De Bellis
  • Punto di raccolta: Tendaggi Lepore, Benevento, via San Gaetano 20 – riferimento Apollonia Botticella

 

La raccolta fondi è sostenuta dai Family Banker di Banca Mediolanum: i primi 50.000 euro raccolti con la promozione delle bottiglie di Barbera d’Asti DOCG saranno raddoppiati da Fondazione Mediolanum, aumentando l’impatto sulle attività educative e sul supporto psicologico ai bambini che crescono accanto alla SLA. In Campania, hanno aderito gli uffici di Ischia, Benevento, Vico Equense, Montefredane, Santa Maria a Vico e Napoli. Chiunque può partecipare alla solidarietà ordinando la propria Secure Box sul negozio solidale AISLA, contribuendo così a finanziare Operazione Sollievo, il programma nazionale di aiuti concreti per le persone con SLA.

Ogni luce verde che illuminerà le piazze della Campania il 18 settembre non è solo un simbolo, ma un messaggio di vicinanza e speranza per chi affronta la SLA e le loro famiglie“, sottolinea Pina Esposito, Segretario Nazionale AISLA. “La Campania dimostra ancora una volta quanto sia forte il legame tra cittadini e persone con SLA, trasformando un gesto simbolico in un impegno concreto: nessuno deve essere lasciato solo.

Con l’edizione 2025, la Giornata Nazionale SLA conferma la sua forza simbolica e sociale, diventando il segno di una comunità matura, capace di richiamare istituzioni e opinione pubblica a una battaglia di civiltà che riguarda tutti; quest’anno l’iniziativa segna anche un riconoscimento storico: il nome, l’idea e il format della Giornata sono stati registrati presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, a conferma del suo valore culturale e sociale, e l’evento gode già dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, del patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, dell’ANCI, della Regione Piemonte e del sostegno dei Borghi più belli d’Italia

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Futuro e innovazione al femminile, l’appuntamento con “Crea” alle pendici del Vesuvio

Giovedì 18 settembre, alle ore 18:30, l’Aula Consiliare di Piazza Margherita a San Gennaro Vesuviano si trasformerà in un laboratorio di idee, confronto e visioni sul ruolo delle donne nei processi di innovazione. L’occasione è l’incontro dal titolo “Il coraggio di C.R.E.A.re Futuro – L’innovazione al femminile”, promosso dall’Associazione Crea in collaborazione con il Comune di San Gennaro Vesuviano e la Fiera Vesuviana.

L’obiettivo è  quello di mettere in luce il protagonismo femminile in ambiti chiave come scuola, università, impresa e istituzioni, partendo da esempi concreti e storie locali per costruire una rete più solida e inclusiva tra i diversi attori del territorio.

A guidare l’incontro sarà Angela Giugliano, componente della Commissione Pari Opportunità della Regione Campania. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Antonio Russo e della presidente del Comitato Fiera, Antonella Carbone, il dibattito entrerà subito nel vivo con una serie di interventi che promettono di offrire spunti interessanti e prospettive differenti, tutte però orientate in una stessa direzione: il futuro.

Interverranno Filomena Balletta, sindaco di Cimitile, e Marilena Schiano Lo Moriello, anche lei in rappresentanza della Commissione Pari Opportunità regionale. A portare la voce dell’impresa sarà Rosa Franzese, CEO di Tessuti Miccione, mentre il mondo dell’istruzione sarà rappresentato da diverse dirigenti scolastiche del territorio: Anna Giugliano (Liceo “Torricelli” di Somma Vesuviana), Stefania Leo (IC “Cozzolino-D’Avino”), Concetta De Crescenzo (IC “Mameli” – Piazzolla di Nola), Enza D’Agostino (IC “Russo” – Palma Campania) e Palma Miracapillo (Circolo Didattico Statale – Saviano). Sul fronte universitario, la professoressa Annalisa Liccardo del Dipartimento di Ingegneria Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione dell’Università Federico II porterà una visione accademica su innovazione e genere.

Particolarmente significativa sarà la presentazione dei progetti realizzati dalle studentesse degli istituti presenti: un’occasione per ascoltare direttamente la voce delle giovani donne che già oggi, tra i banchi di scuola, immaginano – e spesso disegnano – il domani.

Non mancheranno momenti di riflessione più intimi e coinvolgenti: il monologo sulla parità di genere a cura della prof.ssa Annalisa Caliendo dell’IC “Cozzolino-D’Avino” promette di offrire uno sguardo profondo e autentico sulle sfide ancora aperte, mentre il flashmob con gli allievi dell’Accademia Movin’Up di Michela Liguori porterà un tocco di energia, movimento e creatività all’iniziativa. E’ prevista anche la partecipazione dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli, deputato della Repubblica Italiana.

Il messaggio che l’evento vuole lanciare è chiaro: innovazione e futuro non possono prescindere dal contributo delle donne. E per far sì che quel contributo sia pienamente riconosciuto e sostenuto, serve coraggio, visione, e soprattutto rete. Una rete fatta di scuole che formano, imprese che scommettono, istituzioni che ascoltano e università che sperimentano.

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A CASERTA LA TAPPA DEL TOUR NAZIONALE “PEACE AT WORK “

Si è svolta con grande partecipazione la tappa della Carovana della Pace ospitata dalle Acli Caserta Aps, in una giornata intensa di riflessione, testimonianze e confronto sul valore della pace, della solidarietà e dell’impegno sociale.

L’iniziativa, inserita nel più ampio percorso della Carovana che sta attraversando numerose città italiane, ha trovato nelle ACLI Casertane un partner ideale per promuovere un messaggio di pace, nonviolenza e dialogo tra le comunità. L’incontro si è tenuto presso la Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, e ha visto una grande partecipazione della comunità casertana.

Durante l’incontro si sono susseguiti diversi interventi, tra cui quelli di don Nicola Lombardi, presidente del Comitato “Caserta Città di Pace”; Damiano Lembo, Presidente UsAcli Nazionale; Gianluca Mastrovito, Responsabile Nazionale Immigrazione Acli; Mariangela Perito, Responsabile Nazionale Coordinamento Donne Acli; Antonio Russo, Portavoce Nazionale Alleanza Contro la Povertà;   Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano e voce profetica del nostro tempo, che ha offerto una testimonianza vibrante e profonda sul disarmo, la fraternità tra i popoli e l’urgenza di costruire una società alternativa fondata sulla solidarietà e sull’accoglienza, sottolineando il ruolo fondamentale delle reti associative nel tessere relazioni di pace. La tappa si è conclusa con un momento simbolico di preghiera.

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