04 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Sono enormi, spesso insormontabili, in una città come Napoli gli ostacoli che ogni giorno deve affrontare una persona con disabilità, dalle barriere fisiche a quelle culturali. Se il Comune di Napoli ha già istituito da tempo, a livello cittadino, un Garante dei diritti delle persone con disabilità, la Terza Municipalità (Stella, San Carlo all’Arena), presieduta da Fabio Greco, è stata la prima a dotarsi di questa figura sul territorio municipale. Grazie alla nomina diretta, seguita a un avviso pubblico – procedura messa in atto, in vari step, solo dalla Terza Municipalità del Comune di Napoli – il presidente Greco nel marzo di quest’anno ha attribuito l’incarico a Vincenzo Gargiulo, avvocato specializzato nel diritto al lavoro, previdenza e assistenza nonché ex presidente dell’associazione “Palestra delle autonomie”.
Lei è il primo Garante per le persone con disabilità sul terreno municipale a Napoli. Cosa sta facendo?
Sono solo sei mesi che il presidente della Terza Municipalità, dopo un esame delle mie competenze, ha ritenuto di affidarmi questo ruolo, che porto avanti attraverso un confronto costante sulle politiche da mettere in campo con il Garante comunale, il dottor Maurizio Bertolotto. La missione del Garante delle persone con disabilità è doppia: da un lato, si tratta di raccogliere le segnalazioni dei cittadini su qualunque violazione di diritti subita dal cittadino con disabilità; dall’altro, di fare rete e garantire la più ampia partecipazione delle persone più fragili alla vita della comunità per una piena integrazione.
Come mette in atto questi due obiettivi?
Riguardo alla rimozione degli ostacoli che devono affrontare le persone con disabilità, intervengo sia nei confronti di soggetti pubblici che privati per fare in modo che vengano rimossi o che ci si attivi per trovare una possibile soluzione rispetto ai disservizi segnalati. Per questo, ci sono una mail e un numero di servizio dedicato cui ci si può rivolgere (3513774457; 3294295479; il garantedellaterza@gmail.com). Sul fronte più culturale, invece, cerco di mettermi in contatto con tutte le realtà del territorio attraverso la Consulta delle associazioni di volontariato, per far sì che quando si organizzano iniziative pubbliche, possano partecipare anche le persone con disabilità fisica e psichica, programmando, se del caso, adattamenti per rendere l’evento accessibile a tutti.
Quali sono le segnalazioni più frequenti?
I cittadini lamentano in prevalenza la presenza di barriere architettoniche, anche all’interno di strutture pubbliche, che restano, nella stragrande maggioranza dei casi, inaccessibili ai disabili fisici a causa dei gradini o di inadempienze; poi c’è l’annosa questione del parcheggio riconosciuto impropriamente occupato da chiunque; altro problema molto sentito è quello delle difficoltà di mobilità per le persone con disabilità che intendano muoversi, con mezzi pubblici o propri, sul territorio.
Quali sono le possibili risposte?
Alcune cose si possono sicuramente fare: se si tratta di realizzare una pedana o un servoscala, ci vuole un po’ di tempo, ma sono risposte possibili e fattibili tecnicamente. Il vero problema è di natura culturale e riguarda il mondo delle disabilità cognitive e sensoriali. Purtroppo, la nostra società non è ancora capace di includere veramente le persone con disagio mentale, che diventano, per forza di cose, “disabili invisibili”.
Da cosa nascono questa dedizione e il suo impegno per il sociale?
Da motivi professionali e personali insieme. Come avvocato, sono sempre stato impegnato nel diritto del lavoro, della previdenza e dell’assistenza. Come cittadino, la tematica mi riguarda molto da vicino: sono il papà di una ragazza, oggi ventenne, con autismo grave e mi occupo di lei da 18 anni, sin da quando cioè le è stato diagnosticato il disturbo con gravità tre. Per esperienza, posso dire che per questi giovani, non c’è nulla, il vuoto: compiuti i 18 anni, questi ragazzi perdono ogni diritto all’assistenza. Nella migliore delle ipotesi, quando non sono a casa a far nulla, possono accedere a un centro diurno, nella peggiore, trascorrono le loro giornate in una RSA. Proprio per colmare questo vuoto anche istituzionale, circa cinque anni fa, insieme ad altre genitori ho fondato la “Palestra delle autonomie”.
Che cosa è la Palestra delle autonomie?
Un’associazione (è in via Santa Maria ai Monti) che si batte, anche sul piano culturale, per il riconoscimento all’assistenza dei ragazzi con autismo grave incapaci di autodeterminarsi, come appunto mia figlia, e che, nel tempo, è diventata un punto di riferimento per tante famiglie del territorio. L’organizzazione realizza 4 laboratori ludico-ricreativi pomeridiani, condotti dai genitori con i figli, tra cui cucina, decoro e artigianato per la realizzazione di piccoli oggetti, questo anche per garantirsi un sostegno perché tutte le attività sono autofinanziate. Al momento, gravitano intorno a questa realtà circa 30 famiglie.
Quali sono i suoi prossimi obiettivi come Garante e come caregiver?
Diciamo che coincidono: come padre, vedo che mia figlia non ha una sua autonomia quotidiana e per svolgere qualunque attività necessita, come tutti quelli che si trovano nella sua condizione, di una mediazione. L’idea sarebbe quella di progettare possibilità di co-housing, perché si possa pensare seriamente a un “dopo di noi”: anche nella nuova formulazione dell’avviso pubblico, è evidente che i progetti sono tanti ma pochissimi sono i fondi a disposizione. Si tratta di una battaglia di civiltà perché nessuno di noi è immortale. Lo scopo ultimo è quello di fare tutto ciò che è in nostro potere per garantire una migliore qualità della vita attraverso un progetto personalizzato, come quello che si ipotizza nella nuova riforma della disabilità, e un continuo stimolo da parte della comunità territoriale.
di Maria Nocerino
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04 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Ferdinando è il primo assistente digitale generativo interamente dedicato a Napoli e alla Campania.
Il nome, ispirato agli iconici re di Napoli, racconta già la sua missione: unire innovazione tecnologica e amore per la tradizione, portando nel mondo la voce autentica di una terra straordinaria.
Ferdinando, disponibile su web e sui principali store digitali da settembre, è un LLM (Large Language Model) che rappresenta una novità assoluta nel panorama italiano: un’intelligenza artificiale il cui addestramento è stato realizzato su un corpus esclusivo di oltre 4000 articoli, curati e revisionati da professionisti della storia, del turismo e della divulgazione culturale.
Il risultato è un assistente che risponde con precisione, profondità, passione e sentimento a qualsiasi domanda su storia, cultura, enogastronomia, itinerari e curiosità locali, diventando così una vera e propria enciclopedia vivente della Campania.
Il progetto nasce dalla collaborazione di tre realtà giovani e visionarie, unite da un profondo legame con il territorio:
• Storie di Napoli, la più grande iniziativa dal basso per la promozione culturale regionale in Italia (con oltre 300.000 follower e 10 milioni di lettori annui);
• Gialoswitch, agenzia creativa guidata da Dario Striano;
• Efesto Dev, startup tecnologica che ha curato la parte di sviluppo, con la direzione di Giovanni Nastro, ex studente della Apple Academy di San Giovanni a Teduccio.
“Ferdinando non insegue i trend, ma trasmette emozioni, responsabilità ed etica”, spiega Dario Striano di Gialoswitch.
L’obiettivo è chiaro: un’intelligenza artificiale umanistica, che valorizzi il territorio e i suoi protagonisti, senza ridursi a un algoritmo impersonale.
Ferdinando non pesca genericamente dal web, ma attinge da un database culturale certificato, scritto da giornalisti, professori universitari e ricercatori. Un patrimonio di conoscenze che diventa strumento di promozione e tutela del patrimonio campano.
L’app nasce con un obiettivo concreto: raccontare la Campania nei suoi aspetti più autentici, valorizzando anche i territori meno noti e contribuendo a decentralizzare i flussi turistici.
Ferdinando non si limita a rispondere: consiglia, accompagna e aiuta a prenotare. Sono già previste funzioni per la prenotazione di trasporti, hotel e ristoranti, insieme a nuovi aggiornamenti mensili.
Ma, coerentemente con la sua filosofia, le raccomandazioni non saranno affidate ad algoritmi anonimi. Ferdinando avrà una rete di ambasciatori reali — content creator, esperti e enti specializzati — che selezioneranno locali, esperienze e prodotti sulla base di criteri di qualità, territorialità, trasparenza ed etica del lavoro.
A breve, il team lancerà un manifesto di trasparenza ed etica, che definirà i criteri di sponsorizzazione e partnership idonei a sostenere il progetto.
“Non accetteremo tutto e non pubblicizzeremo tutto”, sottolineano i fondatori. “Vogliamo costruire un modello sostenibile e coerente con i nostri valori”.
Nonostante il grande successo — oltre 2000 download nei primi giorni dal lancio — l’app resterà completamente gratuita per gli utenti finali e non prevede abbonamenti.
È già disponibile in italiano, inglese e napoletano classico, e presto verranno aggiunte altre lingue europee e il cinese oltre a funzioni in fase di sperimentazione.
L’obiettivo del team è ambizioso: replicare il modello in ogni regione d’Italia, creando una rete di intelligenze artificiali locali capaci di raccontare i territori in modo autentico, etico e umano.
Con Ferdinando, Napoli e la Campania dimostrano ancora una volta di saper coniugare creatività, innovazione e radici.
Un progetto che parte dal cuore del Sud per lanciare un messaggio forte: l’intelligenza artificiale può essere anche uno strumento di cultura, verità e amore per la propria terra.
di Annatina Franzese
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04 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Sabato 8 novembre, a partire dalle ore 11, presso Masseria Esposito Ferraioli ad Afragola, bene confiscato alla criminalità organizzata e oggi simbolo di agricoltura etica e rigenerazione sociale, torna l’atteso appuntamento con “Sorsi di Vino”, il percorso ideato e guidato dal sommelier Luca Giordano insieme al Polo della Sostenibilità Ambientale.
Un viaggio tra calici e storie, dove i vini diventano espressione di territorialità, sostenibilità e impegno civile.
L’incontro sarà anche l’occasione per la presentazione delle Box Solidali di StoreItaly, che raccolgono prodotti provenienti da cooperative sociali, progetti di riscatto per detenuti e coltivazioni su beni confiscati, raccontando un’Italia che produce valore e inclusione attraverso la terra. Da Universodonna, la box che racconta di mani femminili che cambiano il mondo, storie di aziende guidate da donne, indipendenza a passione, a Sapori Solidali, Semi di Futuro e Rinascita Condivisa: ogni box racconta una storia di territorio, gusto, sostenibilità.
Un momento di condivisione, gusto e consapevolezza, con la presenza dei produttori e dei protagonisti di queste realtà virtuose.
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03 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Torna sabato 15novembre, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, l’appuntamento con la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare ETS per sensibilizzare la cittadinanza sul problema della povertà, in cui sarà possibile acquistare alimenti non deperibili da donare alle persone in difficoltà, aiutate dalle organizzazioni partner territoriali convenzionate con le 21 sedi Banco Alimentare regionali. Con l’aumento delle richieste di aiuto, la Colletta Alimentare rappresenta un segno concreto di solidarietà, sempre più atteso da chi vive in situazioni di disagio. In quasi12.000 supermercati in tutta Italia, oltre 155.000 volontari di Banco Alimentare, riconoscibili dalla pettorina arancione, inviteranno ad acquistare prodotti a lunga conservazione come olio, verdure e legumi in scatola,conservedipomodoroesughipronti,tonnoecarneinscatola,alimentiperl’infanziaeriso.Tuttigli alimenti donati saranno poi distribuiti aoltre7.600organizzazioni partner territoriali convenzionate con Banco Alimentare(mense per i poveri, case-famiglia, comunità per i minori, centri d’ascolto, unità di strada, etc..) che accolgono oltre 1.755.000 persone in difficoltà. “La Colletta Alimentare è un gesto che da quasi trent’anni proponiamo come occasione per educarci tutti alla condivisione e alla responsabilità”, afferma Marco Piuri, presidente di Fondazione Banco Alimentare ETS. “Cadere in povertà è un rischio che può riguardare ciascuno di noi: una condizione che può presentarsi nei momenti di fragilità. Per questo siamo tutti chiamati a farcene carico, congesti semplici ma significativi”. Il presidente Piuri ricorda anche le parole del Pontefice, nel messaggio per la IX Giornata Mondiale dei Poveri, che si terrà domenica 16 novembre: “Ci mette in guardia dal pericolo di abituarci e rassegnarci di fronte al susseguirsi di nuove ondate di impoverimento. La Colletta Alimentare è una risposta concreta, un segno che restituisce speranza e dignità”. Le testimonianze raccolte ogni anno lo confermano: “Sono in pensione, non posso permettermimolto…ma qualcosa voglio donarlo anch’io”, ha detto una signora anziana consegnando ai volontari una scatola di lenticchie. O ancora “Non ho tanto, ma so cosa vuol dire non avere nulla. Questo pacco di biscotti è per chi sta peggio di me”, ha raccontato un ex detenuto, porgendo il suo contributo. “È in questi piccoli gesti–conclude Piuri–che riconosciamo la forza di un popolo capace di condividere: la Colletta è davvero un segno che fa la differenza”.Dal 15 novembre al 1dicembre sarà possibile donare la spesa anche online su alcune piattaforme dedicate: per conoscere le varie modalità di acquisto dei prodotti e i punti vendita aderenti all’iniziativa è possibile consultar e il sitowww.bancoalimentare.it
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03 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Momenti di paura nel primo pomeriggio di ieri, domenica 2 novembre 2025, alla periferia di Caserta, dove i Carabinieri sono intervenuti dopo la segnalazione di una lite in famiglia. Intorno alle 13.50, su richiesta della Centrale Operativa, una pattuglia della Stazione Carabinieri di Caserta è intervenuta presso un’abitazione della zona a seguito di una chiamata d’allarme partita dalla provincia di Milano. A contattare il numero di emergenza Unico Europeo 112 è stata la figlia di un uomo residente a Caserta, preoccupata per le parole pronunciate dal padre durante una telefonata: l’uomo, in preda a forte agitazione, avrebbe annunciato l’intenzione di uccidere la moglie dopo un acceso litigio.
La figlia, a conoscenza del possesso di armi da fuoco da parte del padre e intuendo la gravità della situazione, ha immediatamente avvisato i Carabinieri e una vicina di casa dei genitori, chiedendole di mettere in salvo la madre. La donna, effettivamente scossa e impaurita, è stata trovata poco dopo dai militari dell’Arma all’interno dell’abitazione della vicina, dove si era rifugiata in attesa del loro arrivo.
L’uomo, una guardia giurata, è stato rintracciato dai Carabinieri nel primo pomeriggio, non lontano dalla sua abitazione. Fermato a bordo della propria auto, ha consegnato spontaneamente una pistola regolarmente detenuta. Successivamente, i militari hanno proceduto a una perquisizione domiciliare, nel corso della quale sono state rinvenute altre armi e munizioni, tra cui due pistole con relativo munizionamento legalmente detenute e un fucile a doppia canna calibro 20 non denunciato.
Nel frattempo, presso la Stazione dei Carabinieri di Caserta, la moglie e le due figlie hanno presentato denuncia querela nei confronti dell’uomo, riferendo di anni di minacce, umiliazioni e aggressioni verbali all’interno delle mura domestiche mai denunciate. Le testimonianze raccolte hanno delineato un quadro di tensioni ormai da tempo radicate e aggravate, negli ultimi giorni, da questioni di natura personale e familiare.
Dopo le verifiche di rito, il 56enne è stato tratto in arresto per maltrattamenti in famiglia. Contestualmente, gli è stato contestato anche il reato di detenzione illegale di arma da fuoco, in relazione al fucile rinvenuto. L’arrestato, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Le armi sono state sequestrate.
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03 Nov, 2025 | Comunicare il sociale
Si è da poco conclusa la quinta edizione di Milleorti per il Turismo, progetto che si svolge nello Spazio verde Inclusivo di Rimini (già Milleorti per la Città), sostenuto da Alberghi.it Srl, Cooperativa sociale il Millepiedi e Associazione Crescere Insieme Odv per promuovere l’inclusione lavorativa di persone con disabilità intellettiva di vario genere.
Oltre 500 kg di ortaggi – tra pomodori, zucchine, melanzane e cetrioli – sono stati consegnati alla Caritas di Riccione, superando la media di 300 kg delle edizioni precedenti, nonostante la brusca interruzione del raccolto estivo a causa della tempesta del 24 agosto.
«Avremmo raccolto anche di più se non fosse stato per la grandine – spiega Eugenio Quartulli, educatore della cooperativa Il Millepiedi e coordinatore del progetto – molte piante, soprattutto di zucchine, sono state estirpate dal vento, mentre melanzane, cetrioli e pomodori sono stati letteralmente mitragliati.»
Il motivo di tanta produttività dipende da una combinazione di buone pratiche: rotazione delle colture, pacciamatura e uso di reti particolari per far crescere di più i cetrioli in verticale.
Ma il bilancio di Milleorti per il Turismo non si misura solo in chilogrammi. È nei progressi personali e nelle autonomie conquistate dai partecipanti – persone di tutte le età accomunate da una disabilità intellettiva – che il progetto trova la sua vera ricchezza.
«Un progetto ambizioso – commentano Sabrina Gorini e Sabrina Marchetti, rispettivamente Presidente e Presidente onorario di Crescere Insieme Odv – che cerca di dare risposte e opportunità a chi non ha un’occupazione e fatica a trovarne una senza una mediazione costruita ad hoc. Il nostro obiettivo ora è trovare nuove risorse per continuare l’esperienza di Milleorti: il costo di questo progetto è una nota dolente e, per quanto la Coop Il Millepiedi e Crescere Insieme possano investire in risorse umane e finanziarie, è necessario il supporto del Servizio Pubblico, che invece si sta allontanando. Un peccato, perché le persone con disabilità coinvolte spesso provengono dai servizi sociali e qui trovano o potrebbero trovare una risposta educativa diversa dal Centro Diurno, improntata al saper fare, al lavoro e alla valorizzazione delle loro capacità».
«Il bello di questo progetto è che qui il lavoro ha mille sfaccettature – spiega Eugenio – e ognuno trova la sua dimensione. Alcuni hanno iniziato a prendersi più responsabilità, altri hanno acquisito competenze nuove. Per tutti l’obiettivo è diventare sempre più autonomi, nel lavoro ma anche nella vita».
Tra le storie più significative c’è quella di Martina, l’unica ragazza del gruppo: inizialmente timida e chiusa, grazie al lavoro di squadra ha imparato a collaborare e oggi si dedica alla falegnameria per ricostruire il gazebo distrutto dalla tempesta. È diventata anche un punto di riferimento per la raccolta differenziata, sia qui che a casa.
«Quest’anno hanno aderito all’iniziativa 33 hotel presenti su alberghi.it – ricordano i due soci fondatori della web agency riminese Lucio Bonini e Andrea Sacchetti – vogliamo ringraziarli per aver reso possibile questo risultato. Ci auguriamo che la sensibilità degli albergatori verso il tema dell’inclusione lavorativa continui a crescere: è urgente contribuire all’evoluzione sociale del territorio attraverso il lavoro».
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