31 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
La Regione Campania ha disposto la conferma dell’obbligo delle mascherine per il personale medico, sanitario e per i visitatori delle strutture ospedaliere e nelle Rsa. L’ordinanza n. 4 del 31 ottobre 2022 entrerà in vigore da domani 1 novembre.
“La forte campagna di vaccinazione sviluppatasi grazie al senso di responsabilità dei cittadini – dichiara il presidente della Regione, Vincenzo De Luca – ha contenuto enormemente la situazione epidemica. Ma il permanere di livelli di contagio non marginali obbliga alla prudenza, in modo particolare rispetto a pazienti e fasce deboli negli ospedali e nelle Rsa”.
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31 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Domenica 6 novembre, i rappresentanti della quasi totalità dei Paesi del Mondo si ritroveranno a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per il ventisettesimo appuntamento mondiale incentrato sul tema del cambiamento climatico. La prima COP (Conference of Parties), l’annuale riunione delle Nazioni che hanno rettificato la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici, in tempo di guerra. La conferenza 2022 si svolgerà in un clima contraddistinto dalla tensione internazionale, che il conflitto russo-ucraino ha generato e che va a sommarsi al crescente divario tra coloro i quali sono considerati i maggiori responsabili del cambiamento climatico e chi, invece, maggiormente lo subisce. Da una parte i Paesi considerati “ricchi”, che fanno parte del mondo occidentale industrializzato, definito anche il “Primo mondo” che, nonostante siano i primi responsabili della situazione climatica attuale, ancora perseverano nell’aumentare le emissioni di gas serra, e, dall’altra parte, i Paesi in via di sviluppo, il Secondo e il Terzo mondo, vittime preferite del cambiamento climatico, che ancora non hanno conosciuto una solida crescita economica, e che percepiscono la transizione ecologica come una minaccia allo sviluppo. Così, in agenda, più che le strategie per ridurre le emissioni clima-alteranti o una discussione su come impostare una concreta transizione energetica su scala mondiale, a far da padrone è il costo economico del cambiamento climatico: il cosiddetto loss and damage. In sostanza, i Paesi poveri chiedono ai Paesi ricchi di essere indennizzati, per il passato e per il futuro. Figlia del lungo tempo sprecato nell’attesa di agire, la Cop27 sembra non proporsi più di intervenire sulle cause della crisi climatica, ma piuttosto di correre ai ripari dai danni economici delle passate e future calamità naturali. Entro il 2050 il costo economico dei loss and damage nei Paesi in via di sviluppo si aggirerà, secondo stime prudenti, tra 1 e 1,8 trilioni di dollari. In prima fila, nel chiedere il mantenimento delle promesse fatte a conclusione della Cop21, ci sono proprio i padroni di casa. Parliamo dell’istituzione di quel fondo da 100 miliardi di dollari l’anno che i Paesi ricchi avrebbero già dovuto mettere a disposizione dei Paesi poveri, a seguito degli accordi stabiliti dalla Conferenza di Parigi del 2015. In vista della Cop27, Francesco Petrelli, policy advisor di Oxfam Italia ha dichiarato: “Il tema dei finanziamenti necessari ad affrontare il costo dell’impatto sempre più distruttivo del cambiamento climatico è destinato ad essere al centro della prossima Cop27. Alla conferenza, i Paesi in via di sviluppo chiederanno di agire dopo decenni di ritardi, rinvii e promesse non mantenute. Ci uniamo a questo appello, perché senza un’azione immediata ed efficace ancora tantissime vite andranno perse”. Nel nuovo rapporto diffuso dalla rete “Loss and Damage Collaboration”, di cui Oxfam fa parte, si calcola che il 97% delle persone colpite da eventi climatici estremi, come il 79% delle vittime, vive nei Paesi in via di sviluppo. Popolazioni, come quella africana, che a fronte di un impatto sull’ambiente pari al 4% del totale, perdono ogni anno dal 5 al 15% di Pil pro-capite.
Mentre nei Paesi in via di sviluppo 189 milioni di persone ogni anno sono vittime del cambiamento climatico, nella sola prima metà del 2022, le più grandi compagnie energetiche che si avvalgono di combustibili fossili (Exxon Mobil, Shell, Chevron, BP, Total e la nostra Eni) hanno realizzato utili per cifre superiori ai 70 miliardi di dollari. Alla vigilia del ventisettesimo appuntamento mondiale per il clima non è ancora chiara l’intenzione di gran parte dei Paesi firmatari della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, di voler favorire concretamente la transizione ecologica. Ad oggi, le emissioni di gas serra non solo non sono diminuite, ma continuano ad aumentare, come già detto dal segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres: «Le emissioni globali di gas serra devono essere ridotte del 45% entro il 2030 per avere qualche speranza di raggiungere lo zero netto entro il 2050. Ma le emissioni stanno salendo a livelli record, e porteranno a un aumento del 14% in questo decennio».
di Valerio Orfeo
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31 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Una grande biblioteca digitale di livello internazionale contro le fake news in sanità. Una sorta di ‘wikipedia’ medica dove i clinici di mezza Europa possono condividere con i pazienti informazioni affidabili e scritte in un linguaggio accessibile. Con l’obiettivo di arginare, così, la ricerca spasmodica di diagnosi (non corrette) fatte dal dottor Google o dal dottor Yahoo. L’iniziativa nasce intorno alla startup ‘Tonic App’ e alla sua piattaforma digitale destinata alla comunità medica per creare appunto una biblioteca digitale sanitaria condivisa e affidabile. Al progetto partecipano quattro associazioni italiane di sostegno a pazienti e famiglie (l’associazione Palinuro,
cistite.info, l’associazione Epilessia e la Casa delle Donne di Bologna) insieme a una dozzina di loro controparti spagnole e portoghesi, per un totale di oltre 41 milioni di pazienti seguiti.
Come funziona questa biblioteca digitale? Informazioni e materiali prodotti dalle associazioni di pazienti, ma anche da enti pubblici, aziende farmaceutiche e dispositivi biomedici, vengono preventivamente esaminate e validate da un team multidisciplinare di ‘Tonic App’ che seleziona, analizza e verifica tutte le informazioni. L’applicazione, accreditata a livello internazionale, è stata creata nel 2016 in Portogallo ed è presente al momento in Italia, Francia, Spagna e Portogallo, con oltre 110.000 medici già iscritti. Ad oggi la biblioteca digitale conta già circa 300 ontenuti.
“Il rischio di disinformazione – spiegano i promotori- particolarmente elevato in ambito sanitario, ha portato a una crescente richiesta di fonti di informazione affidabili per pazienti e familiari, come anche per gli stessi operatori sanitari che li curano”. Attraverso la piattaforma di ‘Tonic App’, i medici possono condividere al momento contenuti su 75 malattie diverse, dalla prevenzione alle terapie, rispondendo anche a preoccupazioni e domande più frequenti da parte di pazienti e familiari. Ad oggi i più presenti sulla piattaforma sono medici di medicina generale, neuropsichiatri, specialisti in medicina fisica e riabilitativa, neurologi e chirurghi del cavo orale.
“Medici e pazienti spesso cercano su Google informazioni su problemi di salute, allo stesso modo in cui cercano un ristorante, ma ovviamente le conseguenze sono diverse”, sottolinea Luis Pinho Costa, medico di famiglia portoghese e coordinatore della biblioteca digitale di ‘Tonic App’. Online, rimarca, “c’è molta disinformazione ed è fondamentale stare attenti a ciò che si legge, altrimenti potremmo mettere a rischio la nostra stessa salute. La disinformazione sanitaria è altrettanto o più pericolosa della mancanza di informazioni ed entrambi sono fattori di rischio” per la salute. Tuttavia, aggiunge Pinho Costa, “non è facile per un utente di internet sapere come controllare la qualità delle informazioni che trova”.
Per questo, la partnership europea “è un importante contributo all’alfabetizzazione sanitaria- spiega Tarcisio Levorato, presidente di associazione Epilessia- e uno strumento fondamentale per i medici per aiutare i loro assistiti ad affrontare la loro condizione, per gestire la loro ansia e anche per combattere la disinformazione che si diffonde attraverso internet e i social media in questo settore”. Per Edoardo Fiorini, presidente dell’associazione Palinuro, ‘Tonic App’ “aiuta le persone ad avere fiducia nelle informazioni che leggono su malattie e trattamenti, ma anche sugli stili di vita che possono adottare per mantenersi in salute. Le informazioni, quando veicolate dal medico, acquistano maggiore credibilità e la piattaforma digitale facilita questa condivisione”. Si tratta di “informazioni di cui i pazienti possono fidarsi, perché vengono fornite dal loro medico nel contesto di un consulto- conferma Pinho Costa- in un modo molto semplice, facilitato dalla tecnologia”.
La bibioteca digitale, continua il coordinatore, “oltre a risolvere il problema della massiccia frammentazione delle conoscenze e delle informazioni sanitarie, offre anche un insieme di strumenti necessari all’attività quotidiana dei medici per supportarli nelle decisioni cliniche e aiutarli a gestire in modo più efficiente il tempo che dedicano ai loro pazienti”. C’è ad esempio il sistema di videoconsultazione e l’area riservata per discutere di casi clinici con altri medici, oltre a strumenti di supporto alle decisioni cliniche e scale di valutazione.
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28 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
Scolaresche e associazioni hanno risposto all’appello della Regione Campania che ha organizzato e finanziato la manifestazione tenutasi quest’oggi in piazza del Plebiscito con l’intento di chiedere uno stop alla guerra e un negoziato di pace, coinvolgendo l’Onu e i leader delle principali potenze mondiali, a 8 mesi dall’invasione in Ucraina dell’esercito russo di Vladimir Putin. Tante le bandiere e gli striscioni con i colori della pace, cartelli con messaggi contro la guerra e bandiere sia dell’Ucraina che della Russia. Agli alunni di scuola si sono aggiunti circa 200 sindaci da tutta la Campania e di diversa estrazione politica, il governatore della Puglia Michele Emiliano, oltre al sindaco di Napoli e della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, alcuni parlamentari, il cantante Andrea Sannino che ha intonato dal palco al centro della piazza la sua canzone manifesto “Abbracceme’’ cantata assieme ai ragazzi, e il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ispiratore dell’iniziativa a cento anni esatti dalla marcia fascista su Roma avvenuta il 28 ottobre 1922.
Il messaggio di Liliana Segre – Ad aprire i vari interventi dal palco di piazza del Plebiscito, il messaggio della senatrice a vita Liliana Segre. “Saluto con vero piacere tutte e tutti i partecipanti all’iniziativa per la pace’’ di Napoli, le parole della Segre che ha conosciuto da bambina l’orrore di essere rinchiusa nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e la vergogna delle leggi razziali promulgate in Italia dal regime fascista nel 1938. Ed è proprio su questo che si incentra il messaggio della senatrice. “La manifestazione ha anche un altro profilo, si svolge il 28 ottobre, giorno in cui ricorre il centenario della cosiddetta marcia su Roma. Una data funesta della storia italiana, che segna l’inizio del fascismo, la più grande sciagura della storia nazionale del secolo scorso’’. Poi sulla guerra in Ucraina, afferma: “Sento il bisogno di essere molto chiara: c’è un aggressore ed un aggredito. Non si può non essere senza ambiguità dalla parte dell’Ucraina e delle sue istituzioni, delle donne e degli uomini, bambine e bambini, vittime di una sanguinosa aggressione. La pace va certo perseguita”. Anche per Liliana Segre “occorre fermare le morti e le distruzioni. Per questo occorre puntare ad un cessate il fuoco ed all’inizio di veri e seri colloqui di pace. Condivido la proposta, alla base della vostra iniziativa, per una conferenza di pace sotto egida ONU e che coinvolga, con l’Europa, anche gli USA e la Cina’’.
Le istituzioni – La giornata di oggi, con la proiezione sul maxischermo alle spalle del palco in cui si sono alternati i vari interventi di giovanissimi studenti e attivisti, di immagini cruente delle guerre del passato e anche di quella in Ucraina, secondo il governatore Vincenzo De Luca veicola «un messaggio di pace che arriva da Napoli. Abbiamo dato risorse militari, finanziarie e dopo 8 mesi noi registriamo una situazione di estrema pericolosità, continua il bagno di sangue. Per aprire la strada alla diplomazia – insiste il presidente della Regione Campania – è necessario il primo passo che è il cessate il fuoco. In pratica stiamo seguendo un’indicazione che viene da mesi da Papa Francesco che mi pare l’unica grande personalità che sta seguendo con lucidità necessaria questa tragedia che ha investito l’Europa. Abbiamo dato risorse militari, finanziarie e dopo 8 mesi noi registriamo una situazione di estrema pericolosità, continua il bagno di sangue. Per aprire la strada alla diplomazia – insiste il presidente della Regione Campania – è necessario il primo passo che è il cessate il fuoco, stiamo andando verso la guerra atomica senza rendercene conto». Di «bellissima piazza, molto colorata» parla il sindaco Gaetano Manfredi che si riferisce ai giovani come coloro i quali «chiedono quello che chiedono in tanti cioè che ci sia un momento per il cessate il fuoco, che si passi dalla voce delle armi alla voce della diplomazia e che si ritorni a quello spirito negoziale che ha sempre contraddistinto l’Europa negli ultimi anni».
I genitori di Mario Paciolla – In piazza del Plebiscito anche i genitori di Mario Paciolla, il cooperante Onu ritrovato morto il 25 luglio 2020 in Colombia sulla cui sorte ci sono seri dubbi. Pochi giorni fa la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione del fascicolo relativo al procedimento di omicidio aperto contro ignoti. Tesi, questa, respinta dai coniugi Paciolla che si opporranno alla decisione dei giudici. «Tutto ciò che ha riguardato la scena del crimine è andato distrutto buttando via tutto quello sarebbe potuto servire per le indagini – afferma Anna Maria, la mamma di Paciolla – Non solo in Ucraina, in diverse parti del mondo accadono cose indicibili, compresa la Colombia dove ancora oggi c’è un conflitto che avanti». Anna Maria aggiunge: «Mario voleva essere utile in quel Paese, come sono sicura sarebbe andato in Ucraina se fosse servito a qualcosa perché lui era un uomo di pace. Se fosse stato a Napoli, di sicuro avrebbe partecipato a questa manifestazione di piazza Municipio. Mio figlio aveva una laurea in cooperazione internazionale. Quando gli chiedevo del perché partisse così spesso in certe zone, mi rispondeva “per quelle che sono le mie competenze, è normale che mi mandino in zone difficili’’».
Le scuole – Dall’Itc Ferdinando Galiani di via Don Giovanni Bosco Napoli, ecco le parole del professore di italiano Ciro Di Bernardo Ciro, in piazza del Plebiscito con i propri studenti. «A 100 anni dalla marcia fascista su Roma quanto capitato e sta capitando non deve più accadere. A scuola stiamo parlando della situazione internazionale, gli alunni devono capire i motivi per i quali è scoppiata la guerra». Si aggiungono alle parole del docente quelle di Maria Rosaria, studentessa del Galiani. «Se a scuola ci fanno studiare a scuola c’è un motivo. Dovremmo capire cosa è successo nel passato e trarne le conseguenze, noi abbiamo paura che il conflitto si allarghi. Questa guerra non ha senso, come nessuna guerra ha senso. Con la violenza nulla si ottiene, al di là di chi possa avere maggiore o minore responsabilità per la guerra in Ucraina». Nancy, studentessa del Liceo Statale Don Lorenzo Milani di San Giovanni a Teduccio. «Siamo qui non perché qualcuno ce l’ha imposto ma perché l’argomento ci tocca nel profondo e non vogliamo rimanere in silenzio di fronte alla violenza in generale. Sulla guerra in Ucraina? Il discorso è troppo ampio – dice la studentessa – ma ci sono tante motivazioni, da quelle politiche a quelle economiche».
di Antonio Sabbatino
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28 Ott, 2022 | Comunicare il sociale
È stata approvata in Giunta la delibera con la quale si aggiungono altri 2 milioni di euro per consentire ai bambini e ragazzi disabili l’assistenza specialistica nelle scuole. “È la prima volta che nel bilancio comunale vengono previsti fondi per rispettare un diritto degli alunni disabili, nessuna concessione o legge speciale ma, ripeto, un diritto che, da sempre negato, finiva per far pagare al Comune numerosi contenziosi che ovviamente perdeva”, dichiara l’assessore alle Politiche Sociali Luca Trapanese. In totale saranno erogati circa quattro milioni e ottocentomila euro destinati a bambini disabili che potranno avere a scuola una persona specializzata che li aiuterà nella comunicazione durante le lezioni. “Avevamo già stanziato la metà dei fondi necessari – continua Trapanese- e con una economia siamo riusciti a coprire, per la prima volta inserendo questa voce di welfare nel bilancio comunale – la totalità degli stanziamenti utili con un fondo aggiuntivo del Ministero. Dalla settimana prossima le scuole potranno fare domanda. Per me si tratta di un risultato storico, oggi è un buon giorno per le famiglie ed i ragazzi disabili che troppe volte si sono visti negare quanto loro dovuto”.
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