21 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Sensibilizzare ed erudire i ragazzi sull’importanza che assume la salvaguardia costante della flora in una città come Napoli, in cui il rapporto con il verde appare, ancora oggi, piuttosto complicato. La Festa dell’Albero celebratasi oggi all’interno del parco della Floridiana del quartiere Vomero, promossa in concomitanza con la giornata nazionale dell’albero del 21 novembre dalle associazioni Gea ets, Gazebo Verde e Comitato Civico Vomero insieme alla direzione regionale dei Musei Campani con il Patrocinio di Regione Campania, Comune di Napoli e Municipalità Quinta, si è posta questo obiettivo: consentire ai giovani delle scuole primarie e secondarie del territorio di assimilare le prerogative delle varie specie florovivaistiche e degli alberi, fondamentali per la tenuta di un ecosistema seriamente minacciato. Oltre 150 i giovani coinvolti nel percorso alla Floridiana di questa mattina, con gli studenti che hanno ascoltato le spiegazioni di animatori e attori travestiti dalle varie specie di alberi presenti nel parco, acquisito competenze per la cura dell’endoterapia e per la manutenzione attraverso la potatura nel pratone centrale di fronte al Museo Duca di Martina. Alla festa dell’Albero in Floridiana hanno aderito, con un dibattito organizzato per il pomeriggio agronomi, ornitologi, esperti in materia, istituzioni locali per approfondire la materia.
Il perché della giornata – «La cittadinanza sente il tema, ma bisogna sensibilizzare i giovani, soprattutto in questo momento in cui a Napoli il verde è in difficoltà. Abbiamo pensato a un percorso di reale conoscenza ecologica e del patrimonio arboreo del Parco della Floridiana. Oltre a nuovi alberi, ma ci aspettiamo anche una manutenzione altrimenti sarà inutile», le parole di Maria Teresa Ercolanese presidente del comitato Gazebo Verde accogliendo le scuole insieme agli altri organizzatori dell’evento.
Le parole dell’esperto – Per Roberto Braibanti, manager ambientale, presidente di Gea ets esperto di riforestazione, considerando la Floridiana come «il Central Park di Napoli, trattandosi dell’unica zona antropizzata in città», l’età scolastica «è quella migliore per cominciare ad approcciare il mondo vegetale che per noi è strano ai nostri occhi. Noi – la sottolineatura di Braibanti – non siamo abituati a capire gli alberi che hanno circa 400 milioni di anni di evoluzione, noi umani solo 20.000 come Sapiens. L’organizzazione degli alberi non è piramidale come quello umana che ha cervello, arti, capo». Consapevolezza da accrescere e azioni concrete da intraprendere, il pendolo dell’ambientalismo dovrebbe principalmente toccare questi due punti. Ancora il presidente di Gea ets: «Nella popolazione e quindi nella politica il grado di importanza del tema è basso. Napoli è relegata nei bassifondi della classifica nazionale del verde pubblico e anche l’Italia è ultima a livello europeo. L’albero ha una funzione ecosistemica, fa per noi un lavoro gratis producendo ossigeno e assorbendo C02 e le polveri sottili che sono cancerogene. Quando si tagliano gli alberi ci si sta castrando, perché eliminiamo le foglie che ci proteggono dalle polveri sottili, che a quel punto le respiriamo noi. Inoltre, le radici evitano di far franare il terreno ma soprattutto filtrano l’acqua che arriva pulita alla falda». E dunque quale sarebbe il rapporto giusto tra i cittadini e il verde pubblico? «L’organizzazione senza scopo di lucro “American Forests’’ ci dice che una città normale dovrebbe avere un albero ogni 10 abitanti, noi qui abbiamo un albero ogni 50 abitanti-60 alberi» la risposta di Roberto Braibanti.
di Antonio Sabbatino
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21 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Si chiama DISABILITÀ E DIRITTI: DALL’INDIPENDENZA ECONOMICA A QUELLA ABITATIVA il webinar organizzato da Avvenire insieme a Leroy Merlin, (RI)GENERIAMO e Bricolage del Cuore, che si terrà il prossimo 2 dicembre alle ore 16.
Il webinar in oggetto sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Avvenire e si inserisce all’interno della serie di appuntamenti di 4 WEEKS 4 INCLUSION – #4W4I dedicati alla diversità e all’inclusione.
Obiettivo dell’evento è discutere sui temi dell’autonomia lavorativa e domestica dei disabili e lanciare il bando “Il Secondo Sogno”, che prevede un contributo alla ristrutturazione di immobili di proprietà di ETS utilizzati per percorsi di indipendenza di persone con disabilità.
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18 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Confermata, per l’Immacolata, la seconda edizione della “mostra dei presepi” al piccolo Museo Biblioteca Sociale Giacomo Leopardi di Casalnuovo di Napoli, intitolata: “Arte Sartoriale e Arte Presepiale insieme”.
La mostra sarà visitabile gratuitamente da giovedì 8 a domenica 18 dicembre 2022, dalle ore 10.00 alle ore 20.00. Per l’apertura della mostra, giovedì 8 dicembre 2022, è previsto il Concerto di Natale con le Go Sisters alle ore 11.00 e lo Spettacolo di Natale per i bambini alle ore 12.00.
Ai visitatori saranno offerte caldarroste preparate all’istante.
“Bottega Ferrigno, Genny Di Virgilio, F.lli Capuano, De Maria, Gambardella Mauro”, sono le botteghe di San Gregorio Armeno che esporranno, più che statuette, vere e proprie opere d’arte. Esposte anche opere della Scarabattola Napoli, di Sergio Vitucci, che espone da anni al Castello di Limatola e di Gianluca Rossi, che crea presepi dal tufo scolpito e li completa con pastori di Maria Ricciardelli.
“Con la nuova edizione, riusciamo a coinvolgere attivamente, oltre che i più importanti maestri di arte presepiale delle celebri via dei presepi di Napoli, tanti amici del nostro territorio. Francesco Picciullo, per esempio, è maestro di arte presepiale che oggi espone le proprie opere stile ‘700 napoletano in tanti contesti, ma che vive proprio nella nostra città, Casalnuovo”, lo ha dichiarato Giovanni Nappi, fondatore della Biblioteca Sociale e del piccolo Museo.
Per omaggiare l’arte presepiale e l’arte sartoriale, saranno esposti esemplari di pastori in terracotta raffiguranti l’antico mestiere del “sarto” con immagini riferite a sarti, sarte e ai principali e storici attrezzi del mestiere. Presepi e pastori pregiati saranno, inoltre, esposti tra i “Ferri del Mestiere” dell’antico mestiere del sarto (la collezione del museo di forbici, aghi, ditali, ferri da stiro, macchine da cucire, attrezzi da sempre peculiarità della città di Casalnuovo di Napoli, definita da oltre mezzo secolo la Città dei Sarti).
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18 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
All’indomani dell’ultimo atto del Governo Draghi – l’approvazione, il 10 ottobre scorso, del disegno di legge riguardante le deleghe in materia di politiche in favore delle persone anziane in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti – l’Italia riceve una vera e propria strigliata dal Comitato per i diritti delle persone con disabilità delle Nazioni Unite sulla mancata tutela giuridica ed economica dei cosiddetti caregivers.
In altre parole, il nostro Paese non è affatto in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata nel 2009, e a seguito del ricorso presentato nel 2017 dal Coordinamento famiglie con disabilità, gli è stato raccomandato di approvare una normativa ad hoc.
Che l’Italia non sia un paese per vecchi, prima ancora dell’Onu, lo sanno bene gli oltre dodici milioni familiari (fonte ISTAT riferita all’anno 2018) costretti a rinunciare alla propria vita per assistere figli minori o altri familiari malati, un vero e proprio calvario fatto di lungaggini burocratiche, assenza di offerta di servizi adeguati al bisogno e mancanza assoluta di tutele. Al danno del non ricevere aiuti appropriati, e quindi di doversi sostituire allo Stato, i caregiver aggiungono anche la beffa di non essere riconosciuti in termini di diritti e di sostegno economico.
Se poi guardiamo alla omogeneità sotto il profilo della spesa e dell’organizzazione dei servizi socio-sanitari, in assenza di un sistema veramente integrato e di un’approvazione piena dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP), va da sé che la sproporzione tra i territori assume quasi i contorni di un buco nero.
In Campania, nonostante la Regione eroghi già da anni gli assegni di cura per disabili gravissimi e gravi, la condizione delle persone non autosufficienti o con scarsa autonomia è decisamente preoccupante sul fronte quali-quantitativo dell’erogazione di servizi socio-sanitari e sociali, aggravata anche dalla frammentazione e parcellizzazione degli interventi a livello centrale.
A quest’ultimo nodo critico ha provato a dare una risposta il disegno di legge licenziato in corner dal Governo Draghi i cui punti salienti sono così riassumibili: sistema unitario per la non autosufficienza, coordinato dalla Presidenza del Consiglio; finanziamento pubblico con stanziamento di adeguate risorse per LEPS e LEA; promozione dell’integrazione sociosanitaria con la previsione di Distretti Sociali accanto ai Sanitari; semplificazione delle procedure per la non autosufficienza e per l’accesso ai diritti riconosciuti attraverso il Punto Unico e le Case di Comunità; progetto personalizzato con approccio biopsicosociale e partecipazione della persona, della famiglia e delle reti di solidarietà, gestito da team di professionisti; budget di cura e assistenza con risorse adeguate; riconoscimento del caregiver famigliare con adeguate tutele; adeguata formazione del personale socio sanitario; nuove forme dell’abitare sociale;
riforma delle RSA per promuovere personalizzazione dei servizi.
Sicuramente il disegno di legge presenta dei punti di forza, o meglio, prova a mettere in campo alcune azioni di carattere generale che dovrebbero alleggerire la vita delle persone non autosufficienti e dei loro datori di cura, come, ad esempio, la creazione di un sistema unitario per la popolazione anziana – fa notare Sergio Pasquinelli su welforum.it -, la riforma dei sistemi di valutazione (da sei passerebbero a due, uno nazionale e uno regionale), così come la riforma dell’indennità di accompagnamento e una maggior integrazione dei servizi domiciliari in termini socio-sanitari.
Ma non mancano – secondo Pasquinelli – zone d’ombra quali l’assenza di previsione di risorse finanziarie, la scarsa attenzione sulle RSA, di cui non di rado si leggono notizie raccapriccianti riguardo al trattamento degli ospiti, il vuoto sul tema dei badanti.
Criticità sono state espresse anche da FISH e FAND, tra le sigle nazionali maggiormente rappresentative dei diritti delle persone con disabilità: «il riferimento al finanziamento delle varie prestazioni sanitarie e socio-sanitarie attraverso fondi già esistenti significa ridurre ancor di più il barile delle già esigue risorse che, in questi fondi, sono dedicate alle persone con disabilità».
E ancora: «la riduzione del monitoraggio sui risultati degli interventi riguardanti LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali) e LEA».
Perplessità che, insieme a molte altre tematiche, sono state oggetto di un incontro avvenuto pochi giorni fa tra il presidente della FISH, Vincenzo Falabella, e la neo ministra per le disabilità Alessandra Locatelli.
«La federazione – si legge nel comunicato – ha immediatamente espresso preoccupazione per la situazione economica in cui versano le persone con disabilità e le loro famiglie sollecitando e proponendo al Ministro concreti interventi da portare al nuovo Decreto Aiuti».
«È stato poi affrontato – continua – il tema della Legge Delega sulla disabilità entrando nel merito dei decreti applicativi, chiedendo un immediato confronto con gli uffici preposti alla scrittura delle bozze dei decreti. Ed ancora un passaggio sul PNRR e, non per ultimo, tema caro alla federazione, quale il riconoscimento della figura del caregiver familiare».
La speranza, come sempre, è quella di poter vedere nel tempo risultati che nel concreto migliorino la difficile vita di miglia di persone a cui, oggi, sono negati molti diritti fondamentali.
di Ornella Esposito
foto © Maurizio Costanzo Progetto FIAF-CSVnet “Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano”
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17 Nov, 2022 | Comunicare il sociale
Save the Children, organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro, realizza il progetto Volontari per l’Educazione.
Il progetto Volontari per l’Educazione nasce in risposta alla crisi educativa prodotta dalla pandemia Covid19 e vuole essere una risposta concreta, qualificata, gratuita e su misura per bambine, bambini e adolescenti (9-17 anni) che in Italia necessitano di un sostegno immediato nello studio online.
Il progetto prevede di affiancare un volontario, adeguatamente formato, ad un singolo bambino/adolescente o ad un piccolo gruppo di bambini/adolescenti per l’accompagnamento dello studio on line.
Il progetto Volontari per l’Educazione ha come obiettivo il recupero degli apprendimenti e della motivazione allo studio di bambini, bambine e adolescenti rafforzando le competenze di base, la voglia di apprendere, perfezionare un metodo di studio e recuperare le lacune in specifiche aree.
Ai volontari, adeguatamente formati, è richiesta una disponibilità di almeno due momenti a settimana, da 1,5 ore ciascuno (per un totale di 3 ore settimanali), nei giorni compresi tra lunedì e venerdì, di pomeriggio (nella fascia oraria 14-18:30). Il tutto per un periodo minimo di 3 mesi.
Se credi fortemente nel valore dell’educazione e vuoi contribuire al contrasto della povertà educativa e la dispersione scolastica allora questa opportunità di volontariato è adatta a te.Compila il form e diventa anche tu Volontario per l’Educazione!
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