Promuovere legalità e volontariato nelle scuole, al via il bando del MIUR

Il Ministero dell’istruzione, università e ricerca – Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione ha emanato l’Avviso pubblico “Piano nazionale per la promozione della cultura della legalità” diretto a tutte le istituzioni scolastiche ed educative statali di ogni ordine e grado, singole o organizzate in reti di scuole, allo scopo di sostenere percorsi di educazione e formazione interdisciplinare su almeno una delle seguenti tematiche:

– educazione alla cittadinanza attiva e al rispetto delle regole attraverso la costruzione di una rete di collaborazione tra la scuola ed enti pubblici e/o privati presenti sul territorio di riferimento che contemplino tra i propri scopi l’educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità;
– educazione al rispetto per contrastare ogni forma di violenza e discriminazione e favorire il superamento di pregiudizi e disuguaglianze, secondo i principi espressi dall’art. 3 della Costituzione;
– educazione al volontariato, all’impegno sociale e alla cultura del dono e della solidarietà;
– educazione alla valorizzazione del territorio e del patrimonio artistico e culturale;
– educazione al rispetto ed alla cura degli spazi al servizio della collettività (la scuola, gli spazi messi a disposizione degli studenti, i luoghi collettivi del quartiere di riferimento come piazze, parchi, giardini, strade, piste ciclabili, etc.);
– cittadinanza economica, con particolare attenzione alla normativa e alle procedure che contraddistinguono il sistema produttivo e d’impresa che opera nel rispetto della legalità, della trasparenza e dell’anticorruzione;
– educazione all’uso attento del linguaggio e al rispetto delle regole di convivenza civile, nei contesti di relazione linguistica scolastica (assemblee, dibattiti in classe, dialoghi anche attraverso social network, chat e whatsapp) ed extra-scolastica.

Le domande di partecipazione dovranno essere inviate alla Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione esclusivamente attraverso il portale www.monitor440scuola.it seguendo la relativa procedura guidata, a partire dal 24 gennaio 2018 ed entro e non oltre le ore 12.00 del 23 febbraio 2018.

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Gesco, in partenza il corso di mediatore familiare

Il gruppo di imprese sociali Gesco propone un percorso orientato a formare operatori per la comprensione sul piano psicologico del conflitto coniugale familiare.

I destinatari del corso di formazione sono:

– Diplomati di scuola media superiore
– Laureati in psicologia, sociologia, giurisprudenza, neuropsichiatria infantile, psichiatria, scienza dell’educazione e della formazione, scienza del servizio sociale.

Alla conclusione del corso che prevede 500 ore (300 ore di teoria e 200 ore destinate al tirocinio) i partecipanti dovranno sostenere un esame il cui superamento comporta il rilascio dell’Attestato di mediatore familiare riconosciuto dalla Regione Campania.

Verranno riconosciuti 45 crediti formativi per gli assistenti sociali ed è in atto il procedimento per il riconoscimento di crediti formativi all’ordine degli avvocati.

Gli interessati sono pregati di trasmettere entro il 10 febbraio 2018 richiesta di partecipazione, corredata dei propri dati anagrafici e recapiti telefonici, all’indirizzo di posta elettronica: formazione@gescosociale.it.

Per eventuali informazione rivolgersi alla Scuola di formazione Gesco: 081/7872037

Inaugurata, in un bene confiscato, la prima casa rifugio per per lgbt in situazioni di disagio o vittime di discriminazione e violenza

“Questa casa non è un albergo”. E’ scritto così, a caratteri cubitali, sulla porta d’ingresso di un appartamento di via Genovesi, nei presi di piazza Carlo III. La nuova realtà, inaugurata questa mattina alla presenza, tra gli altri, del ministro delle politiche sociali Giuliano Poletti, è una casa rifugio sorta in un bene confiscato alle mafie e offre prima accoglienza per Lgbt in situazioni di disagio o vittime di discriminazione e violenza. La struttura, gestita dall’associazione I-Ken onlus, è il primo rifugio di questo genere realizzato in un immobile confiscato, in questo caso al clan camorristico dei Mallardo. La struttura è stata in parte finanziata dallo Stato, attraverso il dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile della Presidenza del Consiglio. I beni confiscati sono beni comuni in Comune. È da questo concetto che parte la rivoluzione sulla gestione dei beni sottratti alla criminalità.

Seguendo la procedura burocratica di affidamento è nata la realtà di “Questa casa non è un albergo”, un progetto innovativo, unico sul territorio nazionale. La “Casa” realizza interventi di accoglienza temporanea e percorsi di formazione rivolti ai giovani LGBT e ai giovani della Campania tra i 14 e i 35 anni in condizioni di difficoltà in contesto familiare e sociale violento e discriminante. La “casa” di via Genovesi di Napoli, è stata completamente ristrutturata attraverso il progetto finanziato dal PAC. Un Cofinanziamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. “Questa casa non è un albergo” sarà, infatti, non solo “casa rifugio” per il mutuo soccorso e per il contrasto all’omofobia, alla transfobia ed ogni forma di ingiustizia sociale, ma un incubatore di idee dal comune denominatore: sensibilizzare sull’importanza politica, civile, economica e sociale di una cultura delle differenze basata sulla parità e l’uguaglianza. Un servizio che avrà la consulenza psicologica e legale di esperti e professionisti, ma che vedrà anche eventi culturali specifici realizzati in itinere. Si svolgeranno incontri e tavole rotonde su aree tematiche, workshop e seminari in cui relazionare le attività del progetto con la realtà sociale del territorio di riferimento.

Famiglia, lavoro e inclusione sociale: CSV Napoli organizza incontri informativi sul bando del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Il Dipartimento per le politiche per la famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha emanato un avviso pubblico allo scopo di potenziare le capacità d’intervento degli attori pubblici e del privato sociale per fornire adeguate risposte alle situazioni di fragilità e complessità delle famiglie, in linea con gli standard europei ed internazionali.

Scopo dell’azione è di promuovere e sostenere l’attuazione di interventi progettuali articolati in distinte linee d’intervento anche per dare seguito alle esigenze emerse dalla Terza Conferenza Nazionale sulla Famiglia.

Potranno partecipare all’avviso: gli enti locali in forma singola o associata; gli enti pubblici territoriali e non territoriali; gli Enti del Terzo Settore, ovvero gli enti che abbiano una delle forme
giuridiche di cui all’art. 4, comma 1, del “Codice del Terzo Settore”, operanti nei settori d’interesse delle linee d’intervento dell’Avviso e che abbiano nello Statuto e/o nell’Atto Costitutivo i temi ad
oggetto dell’Avviso.

Il bando, che scade il prossimo 28 febbraio, sarà presentato nelle sedi del CSV Napoli nei seguenti giorni:
mercoledì 7 febbraio 2018 alle ore 14.30 al CSV Napoli (Centro Direzionale Isola E/1)
giovedì 8 febbraio 2018 alle 15.00 allo Sportello Area Nord (Piazza Cesare Battista – Caivano)
giovedì 15 febbraio 2018 alle ore 15.30 allo Sportello Area Vesuviana (Piazza Vittorio Emanuele III – Somma Vesuviana)

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