Fiori d’azzurro per contrastare la violenza sui bambini

Il prossimo 14 e 15 aprile le piazze di millesettecento città italiane si tingeranno d’azzurro: torna Fiori d’Azzurro, il weekend di sensibilizzazione contro gli abusi nei confronti di bambini e adolescenti. Migliaia di volontari scenderanno in piazza per distribuire i fiori di Telefono Azzurro e raccogliere fondi indispensabili per continuare ad intervenire in difesa dei bambini e degli adolescenti vittime di violenze e soprusi.

Obiettivo dell’evento è quello di riuscire a riaprire e intensificare il dibattito e il confronto attorno al fenomeno dell’abuso, coinvolgendo l’intera cittadinanza e, in particolare, coloro che rappresentano i punti di riferimento imprescindibili per ciascun bambino e ragazzo: insegnanti, educatori, genitori, rappresentanti del mondo sportivo, pediatrico e delle istituzioni. Fiori d’Azzurro” è una call to action finalizzata a promuovere un’azione sinergica, che permetta di limitare la propagazione di comportamenti devianti, diffondendo best practices e creando awareness rispetto agli strumenti messi a disposizione da Telefono Azzurro per contrastare il fenomeno e limitarne la diffusione.

Il simbolo della manifestazione è la calancola di Telefono Azzurro: un fiore scelto per simboleggiare la vulnerabilità e delicatezza che tutti noi siamo chiamati a proteggere e preservare da qualsiasi forma di abuso o violenza.

FERMA ANCHE TU LA VIOLENZA CON UN FIORE! VIENI A TROVARCI NELLA PIAZZA PIU’ VICINA A TE!

Pulizie di primavera per riqualificare i territori. Torna Let’s Clean Up Europe

Al via la Quarta edizione di Let’s Clean Up Europe (LCUE), la campagna promossa dall’Ue per contrastare l’abbandono dei rifiuti nell’ambiente e promuovere azioni dal basso per riqualificare i territori.

Ogni anno, milioni di tonnellate di rifiuti abbandonati finiscono negli oceani, sulle spiagge, nelle foreste o da qualche altra parte nella natura. La causa principale di tutto ciò sono i modelli insostenibili di produzione e di consumo delle nostre società, cattive politiche di gestione dei rifiuti e mancanza di sensibilità nella popolazione. Per ridurre l’abbandono dei rifiuti in natura e dare visibilità al tema, la SERR (Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti) coordina ogni anno una campagna europea di pulizia straordinaria del territorio (European Clean-up Day) per sensibilizzare contro il littering (l’abbandono dei rifiuti in natura), chiamata Let’s Clean Up Europe (LCUE).

AICA coordina Let’s Clean Up Europe in Europa ed in Italia, su mandato del Comitato Promotore Nazionale.
Durante gli ultimi anni, si sono svolte in tutta Europa e nel nostro paese moltissime campagne di pulizia (clean-up) per affrontare il problema dell’abbandono dei rifiuti. Lo European Clean-Up Day, con la campagna “Let’s Clean Up Europe!”, intende racchiudere tutte queste iniziative assieme per avere un evento di clean-up a livello europeo che si svolge nello stesso periodo in tutta Europa, coinvolgendo quanti più cittadini possibile.

Il weekend centrale di Let’s Clean Up Europe 2018 sarà quello dall’11 al 13 maggio 2018.

E’ tuttavia possibile realizzare azioni sotto il cappello di LCUE dal 1 Marzo al 30 giugno 2018.

Per registrare la tua azione, compila il modulo

Una volta compilato il modulo, riceverai il logo ufficiale della manifestazione oltre ad altro materiale comunicativo per preparare al meglio la tua azione e farai ufficialmente parte di Let’s Clean Up Europe!

La scadenza delle iscrizioni è il 4 maggio 2018.

Organizza la tua azione di Clean-up!

Per saperne di più…clicca qui

Siamo fatti così, a teatro per andare oltre il disagio

Martedì 17 aprile, ore 10.00, il Teatro De Filippo di Arzano (Via G.Verdi,25) ospiterà lo spettacolo “Siamo fatti così“, un recital di pezzi editi ed inediti a cura delle cooperative sociali aderenti al Progetto Meglio Insieme.

Da circa due anni gli utenti coinvolti nelle iniziative curate dal Progetto Meglio Insieme, seguono un laboratorio di musicoterapia realizzato in collaborazione con i Suoni Antichi, i Bottari di Macerata Campania, in cui imparano ad eseguire la musica percussiva con tini, falci e botti. Le capacità e la sicurezza acquisita grazie al laboratorio seguito ha permesso alle persone coinvolte di esibirsi in teatro sette volte in due anni.vLo studio della musica percussiva ha permesso, infatti, alle persone coinvolte di raggiungere una serie di benefici, quali il miglioramento della concentrazione, della memoria, del coordinamento motorio, ma soprattutto di raggiungere buoni livelli di integrazione sociale e territoriale. Sono proprio questi gli obiettivi fondamentali che persegue il Progetto “Meglio Insieme”, il quale si occupa di ideare e coordinare una serie di attività riabilitative dedicate alla cultura, allo sport, alla musica, al teatro, insomma tutte quelle attività che si possono considerare trasversali alla riabilitazione psichiatrica intesa in senso tradizionale.

Per saperne di più Facebook Progetto Meglio Insieme

A Nisida il corso per operatori volontari nelle carceri

Ha preso il via, nel Centro europeo di studi di Nisida, il corso di formazione “Il volontariato dentro e fuori dal carcere: strumenti ed esperienze” promosso e organizzato dal CSV Napoli. Un’iniziativa che va a stimolare l’interesse verso il volontariato in area penale. Tra gli argomenti che verranno trattati: le caratteristiche principali dell’ordinamento penitenziario italiano, il ruolo del volontariato e degli strumenti da utilizzare per ottenere una relazione efficace con le persone detenute e le persone soggette a provvedimenti restrittivi della libertà personale.
Il corso è organizzato in incontri frontali e tirocini formativi altamente specializzati per 40 referenti di organizzazioni di volontariato di Napoli e provincia, sono gratuiti e andranno avanti fino a novembre. Si alterneranno discussioni di gruppo, casi di studio, simulazioni, ma anche esperienze sul campo con incontri esperienziali in istituti penitenziari nella provincia di Napoli, con ex detenuti, in comunità residenziali o presso Enti del Terzo Settore con esperienza di inserimento lavorativo, di lavori di pubblica utilità socialmente utili o affidamento in prova al servizio sociale.
Ad aprire i lavori c’era il direttore del Carcere minorile di Nisida, Gianluca Guida: “Siamo arrivati alla seconda edizione e riteniamo che sia pienamente soddisfacente in termini di feedback per i risultati che dà nel settore della detenzione e delle devianze. Le esigenze di chi è detenuto cambia di mese in mese, sempre più velocemente, e gli operatori del settore devono aggiornarsi continuamente. L’interazione è fondamentale”. A portare uno spaccato della situazione in Campania, Samuele Ciambriello, Garante per i diritti dei detenuti della Regione Campania, che ha sottolineato quanto sia importante il ruolo degli operatori nelle carceri: “C’è una differenza sostanziale tra educatore e liberatore. Il ruolo di un operatore non è meramente quello di chi ha la sindrome del “crocerossino”, deve metterci il cuore e quello che conta non è ciò che dice ma ciò che comunica senza parole. Un gesto, un sorriso, un pianto, uno sguardo, la postura, una stretta di mano”. Ciambriello pone l’accento sull’aumento del carcere preventivo e ricorda che la recidiva in ambito penitenziario rappresenta un rischio altissimo. In Campania ci sono attualmente 7321 detenuti, altri 7100 sono nell’area esterna affidata ai servizi sociali, l’80% vive una recidiva. Chi è detenuto quando riacquista la libertà ritorna poi subito in carcere. Occorre invece trasformare il carcere in un luogo alternativo al carcere. Chi non vive una recidiva è perché ha incontrato qualcuno che è stato faro e ha portato luce dove c’è era il buio e si è aggrappato a questa persona. Presente, inoltre, Giovanna De Rosa, direttore del CSV Napoli: “Il ruolo che ha il volontariato si basa sull’attenzione alla responsabilità sociale che ha anche nel sistema penitenziario. L’obiettivo di questo corso è quello di fornire delle competenze specifiche per gli operatori volontari che devono interfacciarsi non solo con i detenuti, ma con tutta la rete interistituzionale dentro e fuori il carcere per garantire diritti e consentire l’inserimento nella comunità”.

Premio Amato Lamberti 2018

Due premi da mille euro ciascuno rispettivamente per una Tesi di Dottorato e per una Tesi di Laurea Magistrale che affrontano i temi della criminalità organizzata, dei traffici criminali, della corruzione e delle economie illegali. È quanto messo in palio dal bando 2018 del Premio Amato Lamberti, pubblicato dall’omonima associazione.
Trasmettere il pensiero e le lungimiranti visioni del grande sociologo Amato Lamberti, che seppe tradurre i risultati della sua intensa attività di studioso nell’impegno politico antimafia di prima linea e contribuire a formare giovani in grado di elaborare e diffondere strategie efficaci per il contrasto alla criminalità organizzata, in Italia e nel mondo. Questa la finalità del premio, giunto quest’anno alla quinta edizione.

Negli anni precedenti sono stati premiati giovani ricercatori provenienti da diverse università italiane e straniere che con i loro lavori hanno elaborato analisi e strategie originali in relazione ad un fenomeno della criminalità organizzata che si presenta sempre più mutevole e globalizzato, così marcando la necessità di adeguare gli strumenti conoscitivi, oltre che investigativi, ad un panorama complesso e in divenire.

Gli aspiranti partecipanti, studenti universitari o dottorandi italiani e stranieri, dovranno far pervenire entro il 30 aprile 2018 (farà fede il timbro postale) l’elaborato in duplice copia cartacea a: ASSOCIAZIONE AMATO LAMBERTI, presso Dipartimento di Scienze sociali, vico Monte della Pietà n°1, Napoli, attraverso una raccomandata postale con ricevuta di ritorno, oppure in formato PDF all’indirizzo associazioneamatolamberti@gmail.com specificando che l’opera concorre al “Premio Nazionale Amato Lamberti”.

La giuria, presieduta dal già Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, è composta dall’assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, dai docenti della Federico II Giuseppe Acocella, Enrica Amaturo, Luciano Brancaccio, Gabriella Gribaudi, Anna Maria Zaccaria, dallo storico della camorra e docente al Suor Orsola Benincasa Isaia Sales.
La cerimonia di premiazione, si terrà il prossimo 19 giugno nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, parteciperanno anche quest’anno numerose autorità fra cui il già Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti e l’assessore comunale Nino Daniele. Ci saranno inoltre il segretario del Premio, Amedeo Zeni, allievo di Amato Lamberti, e i familiari del grande sociologo, promotori del Premio, Roselena Glielmo Lamberti con i figli Marco e Daniele.