02 Feb, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
La Banca d’Italia ha pubblicato un bando per contributi liberali a sostegno di iniziative di interesse pubblico e somme a scopo di beneficenza, con scadenza 28 febbraio 2026.
Possono usufruire di questi contributi:
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Enti senza scopo di lucro;
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Associazioni e organizzazioni che operano nei settori della cultura, formazione, ricerca e benefici sociali;
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Realtà impegnate nella promozione di progetti di carattere educativo o di utilità collettiva.
Fra le attività ammesse alla valutazione e al sostegno economico si segnalano:
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Progetti di ricerca, eventi di natura scientifica o culturale;
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Iniziative di formazione e educazione giovanile;
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Attività di promozione culturale e iniziative di solidarietà, inclusione e coesione sociale.
Sono sostenute solo le iniziative presentate da una richiesta; le istanze, corredate di specifici elementi informativi (quali importo richiesto, piano illustrativo del progetto da realizzare, preventivi di spesa, documenti attestanti la presenza di fonti di finanziamento ulteriori rispetto a quanto richiesto alla Banca), vanno presentate entro ben definiti periodi dell’anno.
In particolare:
- quelle pervenute dal 1° gennaio al 28 febbraio sono istruite e decise entro il mese di giugno
- quelle pervenute dal 1° luglio al 31 agosto sono istruite e decise entro il mese di dicembre.
L’esame istruttorio è svolto da una commissione interna alla Banca, le cui funzioni segretariali fanno capo al Servizio Segreteria particolare del Direttorio e comunicazione, Divisione Rapporti istituzionali.
I risultati dell’istruttoria sono rassegnati all’organo decisionale competente, che è il Direttorio per interventi sino a € 25.000, il Consiglio superiore per interventi oltre tale importo.
Le richieste dovranno pervenire agli Uffici della Banca tramite PEC, all’indirizzo spa@pec.bancaditalia.it ovvero per le istanze riconducibili al settore di intervento “beneficienza, solidarietà e pubblico interesse”, che abbiano un rilievo prettamente locale, agli indirizzi PEC delle Filiali regionali che ne curano la trasmissione all’Amministrazione centrale, corredata di un parere motivato.
Le istanze vanno presentate entro ben definiti periodi dell’anno. In particolare:
- quelle pervenute dal 1° gennaio al 28 febbraio sono istruite e decise entro il mese di giugno, con erogazione nel mese di luglio;
- quelle pervenute dal 1° luglio al 31 agosto sono istruite e decise entro il mese di dicembre, con erogazione nel mese di gennaio.
ULTERIORI INFORMAZIONI
Sono scaricabili da questa pagina del sito web della Banca:
02 Feb, 2026 | Bandi e opportunità, In evidenza
Good Loop è la nuova iniziativa di Cariplo Factory insieme a Fondazione Cariplo, realizzata con il supporto di Fondazione Triulza e il contributo di Microsoft e Fondo per la Repubblica Digitale.
Il programma trasforma conoscenze tecniche in strumenti concreti per migliorare servizi, ottimizzare processi e ampliare l’impatto sociale delle organizzazioni. Combina moduli online, bootcamp in presenza sul territorio e una Community of Practice per offrire percorsi accessibili ai non specialisti e spazi di approfondimento per chi vuole diventare facilitatore interno.
Pensato per leader, operatori, tecnici, staff e volontari, il progetto mette al centro casi d’uso reali, dimostrazioni live e attività hands-on che consentono di passare rapidamente dalla teoria alla sperimentazione.
Gli obiettivi di Good Loop sono quelli di favorire la collaborazione e la condivisione di soluzioni replicabili tra realtà diverse su tutto il territorio nazionale, diffondere competenze pratiche sull’uso responsabile e operativo dell’IA nel Terzo Settore, ridurre il divario tra conoscenza teorica e applicazione operativa.
A dicembre sono partiti i Moduli online interattivi che proseguiranno fino al mese di marzo. Da aprile a giugno si terranno i bootcamp in sette città italiane. La Community of Practice è invece attiva da dicembre 2025 e proseguirà per tutto il periodo dell’iniziativa.
La partecipazione è gratuita. I moduli formativi possono essere seguiti in piena autonomia, consentendo a ciascun partecipante di personalizzare il proprio percorso senza vincoli.
Per maggiori informazioni…clicca qui
30 Gen, 2026 | In evidenza
Per il mese di febbraio l’Alveare Csv Formazione propone ogni settimana un nuovo corso, gratuito e on line, per i volontari e le volontarie di tutta Italia.
Tra gli argomenti principali di questo mese nel catalogo, che raccoglie le iniziative formative proposte dai Csv e disponibili su Gluo, c’è anche il tema delle novità fiscali per gli enti del terzo settore, a cui si aggiungono gli appuntamenti dedicati agli strumenti digitali più utili al volontariato
Ecco il calendario dei prossimi incontri:
- 28 gennaio – 4 febbraio – L’uso della CAA (Comunicazione Aumentativa Alternativa) per lo sviluppo di contesti accessibili. Due incontri online dedicati all’approfondimento teorico sull’accessibilità comunicativa, alla lettura in simboli come strumento di inclusione e al ruolo delle biblioteche come attori sociali, individuando come destinatari chi è interessato all’inclusione sociale nei contesti di vita.
- 5 febbraio – Il rendiconto per cassa degli Ets. Un webinar del Csv Genova per supportate nella redazione del rendiconto per cassa gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate annuali, comunque denominate non superiori a € 300.000, da redigere obbligatoriamente sulla modulistica di rendiconto di cassa di cui al decreto ministeriale 5 marzo 2020.
- 11 febbraio – Strumenti digitali gratuiti (o quasi) per gli enti non profit. Durante il corso del Csv Genova verranno illustrate innanzitutto le piattaforme che consentono di acquisire lo status di ente non profit per accedere alle agevolazioni dedicate. Verranno poi presentati i principali strumenti digitali gratuiti a disposizione degli enti non profit.
- 17 febbraio – Runts, identità e attività. Gestire un Ets oggi. In questo incontro il Csv della Toscana affronta i temi relativi alla gestione degli adempimenti previsti dal Runts, le forme e le qualifiche giuridiche degli enti e le attività ordinarie e straordinarie di un Ets.
- 19 febbraio – La nuova fiscalità degli Ets: cosa cambia e come adeguarsi. Csv Trentino organizza un primo ciclo di seminari formativi sulla nuova fiscalità, per illustrare le principali novità già operative, permettere agli enti di orientarsi al meglio nel nuovo scenario fiscale e comprendere le conseguenze di tali cambiamenti sulle attività della propria organizzazione.
- 23 febbraio – 2 marzo – Comunicare meglio (e gratis) con l’intelligenza artificiale. Il webinar del Csv Genova intende fornire ai partecipanti competenze pratiche per integrare strumenti di intelligenza artificiale gratuiti nella comunicazione del proprio ente. Attraverso un metodo già sperimentato in piccole e medie realtà no profit italiane, i volontari apprenderanno come aggiornare i testi e i contenuti grafici e come differenziare i contenuti per canali.
- 24 febbraio – Risorse umane, organi e controllo. In questo incontro il Csv della Toscana offre un quadro dei principali strumenti necessari per gestire un ente del terzo settore alla luce della Riforma. In particolare si affronteranno i temi relativi alla gestione delle risorse umane, al funzionamento dell’Assemblea e del Consiglio direttivo e alla questione dei controlli.
Oltre alle opportunità formative, in Gluo è possibile condividere anche consigli, spazi e attrezzature in donazione.
29 Gen, 2026 | In evidenza
Riproponiamo l’articolo di Lara Esposito per Cantiere Terzo Settore relativo alla nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sulle articolazioni territoriali delle associazioni di promozione sociale che devono comunque rispettare le indicazioni sulla base associativa
Anche le articolazioni territoriali degli enti di promozione sportiva (Eps) riconosciuti dal Coni che intendano qualificarsi come associazioni di promozione sociale (Aps) sono sottoposti a tutte le indicazioni previste dal codice del Terzo settore. Secondo la nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali n. 593 del 16 gennaio 2026 “Articolo 35 del D. Lgs. n. 117/2017 – Richiesta indicazioni e chiarimenti. Riscontro” non esistono ulteriori deroghe per questa tipologia di organizzazioni.
Il dubbio nasce perché gli Eps hanno una struttura particolare, composta prevalentemente da associazioni (non da persone fisiche), e godono di alcune deroghe rispetto alla disciplina generale delle Aps.
Nello specifico, la nota riporta la disciplina prevista dall’articolo 35 del codice del Terzo settore:
- Requisito numerico minimo (comma 1): ogni Aps deve avere almeno sette persone fisiche o tre Aps come soci. Questo limite è inderogabile: se il numero scende sotto la soglia, va reintegrato entro un anno, pena la perdita della qualifica di Aps (salvo iscrizione in un’altra sezione del registro unico nazionale del Terzo settore);
- Composizione della base associativa (comma 3): normalmente, gli enti soci non-Aps (altri enti del Terzo settore o senza scopo di lucro) non possono superare il 50% delle Aps associate;
Esiste nel codice (comma 4), però, già una deroga per gli Eps nazionali che associano almeno 500 Aps i quali non sono soggetti al limite del 50%. Questa deroga si estende anche alle loro articolazioni territoriali (circolare n. 2/2021). Questa eccezione è giustificata dal fatto che gli Eps sono già rigidamente regolati dall’ordinamento sportivo del Coni, che impone requisiti molto elevati (diffusione territoriale, numero di associazioni sportive affiliate, numero di iscritti, principi democratici ecc.).
Il limite invalicabile
Nonostante la deroga sul mix di soci (non-Aps), i comitati locali devono comunque rispettare il requisito minimo di base: devono avere almeno tre Aps associate per poter essere iscritti al registro unico nazionale come Aps.
In sintesi, pur godendo di agevolazioni grazie al legame con l’ente nazionale, i comitati territoriali non possono ignorare la soglia minima di tre Aps socie. La deroga riguarda la proporzione tra soci, non il numero minimo di base previsto dal comma 1 dell’art. 35.
27 Gen, 2026 | In evidenza
Condividiamo l’articolo di Massimo Novarino per Cantiere Terzo Settore relativo alle sanzioni per i messaggi pubblicitari applicati su auto, van o pulmino concessi in comodati d’uso agli Enti di Terzo Settore per trasportare persone con disabilità o in fragilità
Ci sono specifici vincoli sull’attività di “sponsorizzazione” su un veicolo (auto, van o pulmino, talvolta attrezzato), realizzata tramite messaggi pubblicitari di aziende terze applicati sulla carrozzeria, che viene concesso in comodato gratuito da una società a un ente del Terzo settore (ad esempio, che si occupa di trasporto a favore di persone con disabilità o in fragilità). Gli stessi vincoli sono previsti anche se è lo stesso Ets ad apporre sui propri mezzi diversi messaggi pubblicitari, tramite sponsorizzazioni a fini di autofinanziamento, che siano diversi dal proprio marchio e ragione sociale.
Il punto è che la pubblicità sui veicoli non è una materia “libera”: è regolata dal Codice della strada e dal Regolamento di esecuzione, e alcune configurazioni (soprattutto quando la pubblicità è “per conto terzi” e collegata a un corrispettivo, anche indiretto) possono esporre l’ente a contestazioni e stop operativi.
Il quadro ruota attorno a due norme-cardine:
- Codice della strada (art. 23 del dlgs 285/1992) : stabilisce i principi e i divieti generali sulla pubblicità, per ragioni di sicurezza della circolazione, e prevede sanzioni e l’obbligo di rimozione in caso di violazioni.
- Regolamento di esecuzione (art. 57 del dpr 495/1992): disciplina la pubblicità “sui veicoli” e, soprattutto, chiarisce che l’apposizione di pubblicità non luminosa è consentita “unicamente se non effettuata per conto terzi a titolo oneroso”; sulle autovetture ad uso privato è ammessa solo l’indicazione del marchio/ragione sociale del soggetto cui appartiene il veicolo (in sostanza: “pubblicità propria”, non di terzi).
Il chiarimento ministeriale del 2020
Nel 2020 il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha diffuso una circolare (3 febbraio 2020, prot. 300/A/884/20/105/41) che – come richiamato in atti parlamentari – ha precisato che i divieti sulla pubblicità per conto terzi a titolo oneroso si applicano anche ai veicoli acquisiti in comodato gratuito da associazioni di volontariato per il trasporto di persone con disabilità.
Al di là del dibattito sul modello, per gli enti questo significa una cosa semplice: se il mezzo è qualificabile come “ad uso privato” e porta pubblicità di terzi legata a un corrispettivo, il rischio di non conformità aumenta sensibilmente.
Quali rischi concreti per Ets e servizi
I profili di rischio sono soprattutto tre:
- Sanzioni amministrative e obbligo di ripristino/rimozione della pubblicità non conforme (con costi e tempi spesso non previsti).
- Rallentamenti o interruzioni del servizio (anche “di fatto”), se il veicolo deve essere adeguato o se intervengono contestazioni durante l’operatività.
- Rischio contrattuale: molti comodati e accordi collegati alla raccolta pubblicitaria contengono clausole che scaricano sull’ente utilizzatore responsabilità e oneri.
Soluzioni alternative: più trasparenza, più continuità dei servizi
Se l’obiettivo è sostenere il trasporto sociale, spesso sono più lineari strumenti come erogazioni liberali finalizzate, campagne di raccolta fondi dedicate, cofinanziamenti territoriali e accordi trasparenti non basati sulla “vendita” di spazi pubblicitari sul veicolo.