“Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”. Il convegno

Sabato 11 aprile ore 10-17 nella sede del Maschio Angioino Sala Litza Cittanova Valenzi si terrà il convegno “Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”, un approccio interdisciplinare che intreccia la storia dell’architettura e della città con l’urbanistica, la tecnologia e la progettazione architettonica

 
Il seminario curato da Aurora Riviezzo intende ripercorrere una vicenda significativa della storia urbana italiana, sebbene ancora poco al centro della storiografia nazionale: la ricostruzione di Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980.
Partendo dall’operato della giunta guidata da Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli dal 1975 al 1983, l’incontro propone una riflessione critica sul tema della riqualificazione delle periferie, oggi al centro del dibattito contemporaneo. Questo tema è analizzato in relazione al Programma Straordinario di Edilizia Residenziale (PSER), attuato in applicazione del titolo VIII della legge 219 per la ricostruzione del dopo-terremoto.
Il seminario si configura come un’occasione di confronto rivolta a studiosi, progettisti e urbanisti. I partecipanti sono invitati a interrogarsi sul significato della ricostruzione di Napoli nel contesto di una più ampia fase storica, in cui la pratica urbanistica fu posta al centro delle politiche pubbliche di numerose città italiane amministrate da giunte di sinistra. Al tempo stesso, il confronto si misura con alcune delle principali questioni del dibattito attuale: la riqualificazione dell’esistente, il recupero dell’edilizia pubblica, il contenimento del consumo di suolo, l’attenzione alle dimensioni ambientali e il rapporto con le comunità. Particolare attenzione è dedicata anche al ruolo della didattica e dei linguaggi visivi –  dalla fotografia al cinema – nella documentazione e nell’interpretazione delle trasformazioni delle periferie.
Di seguito il programma:

ORE 10:00
Saluti di Lucia Valenzi
Introduzione di Aurora Riviezzo

ORE 10:30
Alexander Höbel, Un decennio di svolta. L’Italia e la Napoli delle giunte Valenzi negli anni Ottanta;
Laura TravagliniCura dei luoghi, conservazione e permanenza nel progetto del PSER;
Massimo VisoneLa periferia al centro: cultura politica e patrimonio locale;
Marica Castigliano e Anna TerraccianoDa dove riparte la “città pubblica”? Fermenti del presente, costruzione di immaginari e progetti di futuro per la periferia orientale;
Mario FerraraFotografia a margine.

ORE 13:00
Light lunch

ORE 14:00
Alessia FranzeseL’infrastruttura collettiva di Ponticelli: racconti di spazi e comunità;
Mario Losasso e Federica Dell’AcquaAbitare la periferia nell’area a nord di Napoli: un futuro per l’esperienza del PSER tra autorialità e innovazione tecnologica-ambientale;
Chiara Ingrosso1983-85, le tracce nascoste nei progetti di Michele Capobianco a Miano;
Marcello RaianoGiovanni KisslingerBraccio Oddi Baglio e Laura GrimaldiIl progetto di rigenerazione urbana dell’isolato residenziale di Purini-Thermes nel Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.

ORE 16:00
In conclusione, sarà proiettato il lungometraggio Qualcosa resta (2022) di Pasquale Napolitano, che sarà presente al seminario.

L’articolo “Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”. Il convegno proviene da Comunicare il sociale.

“Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”. Il convegno

Sabato 11 aprile ore 10-17 nella sede del Maschio Angioino Sala Litza Cittanova Valenzi si terrà il convegno “Dalla periferia al centro urbano. L’esperienza del Programma Straordinario di Edilizia Residenziale a Napoli”, un approccio interdisciplinare che intreccia la storia dell’architettura e della città con l’urbanistica, la tecnologia e la progettazione architettonica

 
Il seminario curato da Aurora Riviezzo intende ripercorrere una vicenda significativa della storia urbana italiana, sebbene ancora poco al centro della storiografia nazionale: la ricostruzione di Napoli dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980.
Partendo dall’operato della giunta guidata da Maurizio Valenzi, sindaco di Napoli dal 1975 al 1983, l’incontro propone una riflessione critica sul tema della riqualificazione delle periferie, oggi al centro del dibattito contemporaneo. Questo tema è analizzato in relazione al Programma Straordinario di Edilizia Residenziale (PSER), attuato in applicazione del titolo VIII della legge 219 per la ricostruzione del dopo-terremoto.
Il seminario si configura come un’occasione di confronto rivolta a studiosi, progettisti e urbanisti. I partecipanti sono invitati a interrogarsi sul significato della ricostruzione di Napoli nel contesto di una più ampia fase storica, in cui la pratica urbanistica fu posta al centro delle politiche pubbliche di numerose città italiane amministrate da giunte di sinistra. Al tempo stesso, il confronto si misura con alcune delle principali questioni del dibattito attuale: la riqualificazione dell’esistente, il recupero dell’edilizia pubblica, il contenimento del consumo di suolo, l’attenzione alle dimensioni ambientali e il rapporto con le comunità. Particolare attenzione è dedicata anche al ruolo della didattica e dei linguaggi visivi –  dalla fotografia al cinema – nella documentazione e nell’interpretazione delle trasformazioni delle periferie.
Di seguito il programma:

ORE 10:00
Saluti di Lucia Valenzi
Introduzione di Aurora Riviezzo

ORE 10:30
Alexander Höbel, Un decennio di svolta. L’Italia e la Napoli delle giunte Valenzi negli anni Ottanta;
Laura TravagliniCura dei luoghi, conservazione e permanenza nel progetto del PSER;
Massimo VisoneLa periferia al centro: cultura politica e patrimonio locale;
Marica Castigliano e Anna TerraccianoDa dove riparte la “città pubblica”? Fermenti del presente, costruzione di immaginari e progetti di futuro per la periferia orientale;
Mario FerraraFotografia a margine.

ORE 13:00
Light lunch

ORE 14:00
Alessia FranzeseL’infrastruttura collettiva di Ponticelli: racconti di spazi e comunità;
Mario Losasso e Federica Dell’AcquaAbitare la periferia nell’area a nord di Napoli: un futuro per l’esperienza del PSER tra autorialità e innovazione tecnologica-ambientale;
Chiara Ingrosso1983-85, le tracce nascoste nei progetti di Michele Capobianco a Miano;
Marcello RaianoGiovanni KisslingerBraccio Oddi Baglio e Laura GrimaldiIl progetto di rigenerazione urbana dell’isolato residenziale di Purini-Thermes nel Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare.

ORE 16:00
In conclusione, sarà proiettato il lungometraggio Qualcosa resta (2022) di Pasquale Napolitano, che sarà presente al seminario.

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Napoli, con “Spring break” laboratori aperti per avvicinare i giovani alle materie scientifiche

Tre giornate per scoprire e approfondire le materie scientifiche, e non soltanto. “Spring break” anima la zona orientale di Napoli con laboratori e altre attività attraverso S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione), progetto dell’associazione Maestri di Strada selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale. Fino al 7 aprile 2026, approfittando della pausa didattica, tanti giovanissimi possono partecipare gratuitamente a diverse occasioni di esplorazione.

Le tre giornate – rivolte in particolare ad allieve e allievi delle scuole medie dei quartieri Barra, Ponticelli e San Giovanni a Teduccio – si svolgono al Centro polifunzionale “Ciro Colonna” e in altri spazi della VI Municipalità di Napoli. Il primo giorno è stato animato dal workshop di narrazione e autonarrazione del territorio animato dall’esperto di Teatro-educazione di Trerrote, dall’esperto di content creating del Consorzio Stress insieme agli educatori di Maestri di Strada. A seguire la visione del film “Sic Est” e gli esercizi di conoscenza, brainstorming sulla narrazione del territorio, introduzione alle tecniche di video-making fino alle esperienze artistico-espressive.

“Spring break” è anche l’occasione per conoscere e scoprire il territorio. Nella seconda giornata si è partiti con il racconto della storia della linea di costa di San Giovanni a Teduccio, tra i resti dell’ex fabbrica Corradini, e si prosegue con una attività di pulizia spiaggia insieme all’esperto di sostenibilità ambientale di Stress. Ad accompagnarli anche l’operatore del laboratorio di content creating e un gruppo di ragazze e ragazzi che si occuperanno di documentare l’esperienza. Si prosegue nel pomeriggio con un brainstorming su quanto vissuto davanti al mare e sui possibili usi e riusi del materiale di scarto raccolto durante la mattinata.

La tre giorni si chiuderà martedì 7 aprile con la “Fiera dell’Est” promossa da Trerrote che prevede la visita agli orti urbani e al centro Remida Napoli per parlare della storia del territorio ma anche di temi che rientrano nell’ambito della sostenibilità ambientale. Al pomeriggio, inoltre, tre laboratori paralleli di restituzione tra podcasting, videomaking e sostenibilità ambientale.

Da diversi mesi l’iniziativa di Maestri di Strada – che si svolge in collaborazione con il consorzio STRESS, con la cooperativa NuReCo e l’Associazione Trerrote – prova a sanare il grande divario di interesse e partecipazione dei giovani alle discipline scientifiche mettendo al centro allieve e allievi degli istituti comprensivi Aldo Moro, Barbato-Marino-Santa Rosa, Toti-Borsi-Giurleo, Porchiano Bordiga e Moricino-Borsellino. Attraverso i laboratori di stampa 3d, informatica, ingegneria civile per la sostenibilità ambientale, chimica e fisica si lavora per rendere le STEM discipline sempre più accessibili e conosciute tra i giovanissimi. Il progetto S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione) accompagnerà l’intero anno scolastico per creare sempre più occasioni per tanti grazie al sostegno del Fondo per la Repubblica Digitale.

Il Fondo per la Repubblica Digitale è una partnership tra pubblico e privato sociale (Governo e Associazione di Fondazioni e di Casse di risparmio – Acri), che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dal PNC ed è alimentato da versamenti delle Fondazioni di origine bancaria, alle quali viene riconosciuto un credito di imposta. Il Fondo seleziona e sostiene progetti di formazione e inclusione digitale per diversi target della popolazione come NEET, donne, disoccupati e inoccupati, lavoratori a rischio disoccupazione causa dell’automazione, dipendenti, collaboratori e volontari degli enti dell’economia sociale e studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’obiettivo è sperimentare l’impatto dei progetti formativi sostenuti e replicare su scala più vasta quelli ritenuti più efficaci in modo tale da offrire le migliori pratiche al Governo affinché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali. Per maggiori informazioni fondorepubblicadigitale.it.

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“High Touch Light”: la presentazione al Banco di Napoli

Si terrà il 13 aprile alle ore 15, presso la Fondazione Banco di Napoli a Palazzo Ricca (via dei Tribunali), il seminario di presentazione degli esiti del progetto di ricerca “High Touch Light. Vedere con le mani”. L’iniziativa sarà accompagnata da una mostra visitabile dal 13 al 18 aprile.

Il progetto, sviluppato nell’ambito del DiARC dell’Università Federico II, affronta il tema dell’accessibilità al patrimonio culturale attraverso strumenti multisensoriali. L’obiettivo è rendere la fotografia fruibile anche tramite il tatto, integrando tecnologie come intelligenza artificiale e fabbricazione digitale per la realizzazione di modelli tridimensionali.

Dopo i saluti istituzionali del presidente della Fondazione Banco di Napoli, Orazio Abbamonte, e del direttore Ciro Castaldo, sono previsti gli interventi di Alfonso Morone, Erminia Attaianese e Lucia De Maio, che affronteranno rispettivamente il tema della dimensione sociale della ricerca in design, l’accessibilità dei siti culturali e le nuove modalità di fruizione del patrimonio.

Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto con i contributi di Susanna Parlato, Marzia Bertelli, Domenico Vitucci e Alfredo Spinapolice, oltre alle testimonianze dei partecipanti al percorso di ricerca.

L’iniziativa è promossa da ReMade, con il patrocinio del DiARC e la collaborazione di partner del settore.

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Baraonda on the road, al via il catering inclusivo: nuovi assunti e primi eventi

Nell’ambito del bando “Semi di bene”, promosso da CSV Napoli e dall’istituto bancario UniCredit scaduto alla fine dello scorso anno, TAM Cooperativa Sociale è risultata tra gli enti vincitori, col progetto “Baraonda on the road”.

La cooperativa è riuscita ad aggiudicarsi, attraverso anche i bonus legati al crowfounding sul sito IlMioDono, fondi per riuscire a partire con servizi di catering per eventi.

cosa è TAM

TAM, già operativa con i suoi 5 ragazzi con disturbo dello spettro autistico e disabilità psichica nel bar Baraonda a Cercola, è stata in grado di far uscire dalla caffetteria altri giovani disabili e portare in giro le loro competenze e le abilità acquisite.

Da quando è iniziata ufficialmente l’avventura on the road, i ragazzi di Baraonda hanno già prestato diversi servizi di catering e altri sono in calendario. Si tratta di inaugurazioni, eventi di presentazione aziendale, incontri pubblici durante i quali i ragazzi preparano e servono cibi e bevande. Hanno lavorato spesso presso il bene confiscato alla camorra ad Afragola Masseria Ferraioli e hanno gestito il food&beverage all’evento di presentazione del nuovo libro di Luca Trapanese alla sede di Federfarma a Napoli.

Grazie al supporto economico ricevuto da “Semi di bene”, la cooperativa sociale ha potuto provvedere all’acquisto di strumentazione tecnica, utensili, tovaglieria, prodotti per la mise en place e tanto altro è in dirittura d’arrivo, tra cui una macchina da caffè da esterni professionale. Sono state ordinate anche le divise per ciascuna delle risorse coinvolte.

Tutti in caffetteria

Per il progetto sono stati assunti altri 3 ragazzi – oltre quelli che lavorano stabilmente nel negozio a Cercola – che oltre che per gli eventi in esterna, per continuità formativa, lavorano altre ore anche in caffetteria.

«Siamo più che speranzosi che Baraonda on the road possa diventare sostenibile anche al di là del bando, nel lungo periodo. Le prospettive sono buone se pensiamo alle richieste che ci arrivano e quante attività abbiamo a calendario. E’ un circolo virtuoso che si auto-alimentarà grazie all’ottimo servizio che i ragazzi hanno imparato a prestare» racconta con soddisfazione il Dottor Agostino Borroso, psicologo che segue costantemente i ragazzi dell’associazione sottolineando quanto il lavoro svolto con passione e costanza da tutti stia portando ottimi risultati in termini di autonomia e prospettive per il futuro.

di Emanuela Nicoloro

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