Dissesto idrogeologico,Italia fragile: a rischio il 94,5% dei comuni

Il 94,5% dei comuni italiani è interessato da fenomeni di dissesto idrogeologico e in Sicilia il territorio coinvolto è aumentato del 20,2% rispetto al 2021. Sono i dati emersi dall’ultimo rapporto 2024 dell’ISPRA, che delineano una situazione sempre più complessa, che richiede un cambio di approccio nella pianificazione del territorio.

Di questi temi si è discusso nel corso di una giornata di studio dedicata ai “Territori tra rischio e valorizzazione: progettazione e prevenzione del rischio idrogeologico”, che si è svolta ieri – venerdì pomeriggio – nella sede dell’Ordine degli Architetti di Catania e che ha visto confrontarsi architetti, geologi, tecnici e rappresentanti delle istituzioni.

Secondo Paolo Mozzicato, presidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia, la situazione richiede un’azione coordinata e strutturale. «La fotografia della situazione idrogeologica italiana – ha spiegato – ci arriva dall’ultimo report ISPRA. Il territorio italiano è fortemente predisposto a questi fenomeni e per contrastarli occorre un approccio integrato basato su monitoraggio, pianificazione sostenibile e interventi strutturali mirati». Nel corso dell’incontro, focus sulla frana di Niscemi: si è discusso degli interventi che sono stati fatti negli anni e di quelli che si sarebbero dovuti fare.

Per il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Catania, Alessandro Amaro, «questa giornata ha permesso di approfondire la conformazione della città di Niscemi, analizzando le problematiche che negli anni si sono manifestate. È emerso anche il tema della pianificazione futura della città: dalla riqualificazione dell’esistente alla possibilità di ridurre il carico urbanistico nelle aree più fragili». Il cambiamento climatico rende indispensabile integrare il tema del rischio idrogeologico fin dalle prime fasi della progettazione. Lo ha ricordato Melania Guarrera, presidente Fondazione dell’Ordine Architetti PPC di Catania: «Il rischio idrogeologico non può più essere considerato solo un’emergenza: deve diventare parte della nostra cultura progettuale. Lo studio del terreno e delle acque deve entrare nelle prime fasi del progetto e trasformarsi da semplice adempimento burocratico a vero atto culturale».

Un tema ricorrente nel dibattito è stato anche il rapporto tra conoscenza tecnica e decisioni amministrative. L’architetto e ingegnere Venerando Russo, già dirigente della pubblica amministrazione, ha evidenziato come spesso le criticità del territorio siano note da tempo. «Molte di queste problematiche – ha spiegato – sono conosciute da anni, tuttavia gli interventi sul suolo e sul sottosuolo, essendo poco visibili, spesso non hanno ritorni politici immediati e vengono rimandati. Durante la mia esperienza amministrativa, abbiamo realizzato un intervento, imbrigliando le acque superficiali e consolidando una parte della collina: quella porzione oggi non è crollata». Accanto alla sicurezza del territorio, l’incontro ha affrontato anche il tema della tutela del patrimonio culturale locale. Per Francesco Finocchiaro, architetto dell’Archeoclub d’Italia nazionale, è necessario investire nella catalogazione e digitalizzazione dei beni culturali: «L’Archeoclub d’Italia è impegnato in campagne di inventariazione del patrimonio culturale diffuso, anche quello delle realtà più piccole come la biblioteca di Niscemi, che rappresenta un pezzo importante della memoria della comunità».

Altro punto centrale è stato quello della pianificazione dell’emergenza e del rapporto con i cittadini. Antonio Cerbone, tesoriere dell’Ordine degli Architetti PPC di Napoli e coordinatore del STN Campania, ha ricordato che i piani di emergenza devono essere strumenti operativi e condivisi. «Il piano di emergenza non è un documento da lasciare in un cassetto, ma uno strumento vivo che consente di conoscere il rischio e di comunicare con i cittadini. Solo attraverso la conoscenza del territorio e la diffusione delle informazioni è possibile affrontare in modo efficace le situazioni di emergenza».

A chiudere il confronto è stato l’intervento da remoto dell’architetto Paolo Colonna, del Renzo Piano Building Workshop, che ha ricordato il concetto di “rammendo delle periferie” elaborato da Renzo Piano, sottolineando come la sfida per città come Niscemi non sia quella di espandersi ma di rigenerare l’esistente, migliorando gli spazi pubblici e rafforzando il rapporto tra città e territorio. Tra le proposte emerse anche l’utilizzo di concorsi di architettura di livello nazionale e internazionale per stimolare progetti di qualità e coinvolgere competenze diverse nella pianificazione del futuro urbano. «Il futuro di una città – ha sottolineato Colonna – nasce quando visione, competenza e onestà camminano insieme».

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IPVP 2026: fotografia, video e stampa al polo fieristico di Caserta

l mondo della creazione visiva si prepara all’evento più atteso dell’anno. L’A1 Expò di Caserta apre le porte a Italian Photo Video Print, l’evoluzione de La Fiera della Fotografia, che si consacra come il punto di riferimento nazionale per l’intero comparto. Tre giorni di pura innovazione dove i confini tra Fotografia, Video e Stampa si fondono in un’unica, straordinaria esperienza professionale.
I Giganti del Settore e la Partnership con Canon testimonia il prestigio internazionale della kermesse, IPVP è orgogliosa di confermare Canon nel ruolo di Main Sponsor. Ma l’eccellenza non finisce qui: l’area espositiva ospiterà tutti i maggiori brand di riferimento, offrendo ai visitatori una panoramica completa e senza precedenti sulle tecnologie che stanno rivoluzionando il mercato. Accanto ai leader Saal Digital agirà come Print Partner.
IPVP offre un’immersione totale nei tre pilastri dell’immagine:
* FOTOGRAFIA E VIDEO: Dai set live con modelle professioniste alle mostre di icone mondiali. talk e postazioni dedicate e alla creazione di contenuti per il digital imaging.
* STAMPA: Le migliori soluzioni di stampa fine art e grande formato per dare corpo alla visione creativa.
Un Programma Immersivo tra Arte e Spettacolo
L’evento si svilupperà attraverso tre giornate a tema – Amalfi Coast (venerdì), Ibiza (sabato) e Moulin Rouge (domenica) – offrendo set fotografici e video per testare le ultime novità dei brand. Il programma vanta ospiti del calibro di Massimo Sestini, Maurizio Galimberti e Francesco Cito, un tributo a Mimmo Jodice , 2 mostre internazionali, una collettiva , spettacoli intrattenimento e l’imperdibile Mostra Scambio dedicata all’usato e al vintage.
IPVP non è solo una fiera ma l’ecosistema dove Fotografia, Video e Stampa si incontrano per definire il futuro del settore.
* Biglietto GRATUITO
* Navetta gratis Caserta-Fiera A/R
* Parcheggio 5000 posti auto presso A1Expò
* Area Food

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I ragazzini salvati dal mondo: il Premio Elsa Morante compie 40 anni

Parafrasando il celebre titolo di Elsa Morante col quale la scrittrice romana sperava che l’ allegria, la creatività e la purezza dei ragazzini avrebbe salvato il mondo, il prestigioso Premio a lei intitolato, nell’anno del suo quarantesimo anniversario, sceglie come filo conduttore quello de “I ragazzini salvati dal mondo, con l’auspicio che la lettura, la formazione, la cultura possano proteggere i ragazzi da un mondo che appare sempre più malato, violento, limitato, crudele.

La giuria del prestigioso Premio, presieduta da Dacia Maraini e composta da: Antonio Calabrò, Marco CerboEnzo ColimoroLino GuancialeDavid MoranteTiuna Notarbartolo (direttore dell’evento), Antonio ParlatiAlfredo Rapetti Mogol, Fiorenza SarzaniniTeresa Triscari, ha decretato all’unanimità i tre libri vincitori delle sezioni del Premio Elsa Morante Ragazzi, che saranno letti, da migliaia di giovani in Italia e nel mondo che costituiscono la rete del Morante. Si tratta di: Matteo Bussola, con “Il talento della rondine” (Salani), che vince il Premio Elsa Morante Ragazzi Narrativa; Luigi Garlando, con “Sandro libera tutti ” (Rizzoli), è Premio Elsa Morante Biografia; Roberto Saviano con “L’amore mio non muore” (Einaudi) vince il Premio Elsa Morante Ragazzi per l’impegno civile. Tre autori che, con linguaggi e percorsi diversi, offrono ai giovani lettori storie capaci di illuminare il presente e aprire nuove prospettive sul futuro.

Circa diecimila ragazzi potranno leggerli e scegliere il libro preferito che si aggiudicherà l’ulteriore Premio Elsa Morante Scuole. Per i gruppi di lettura italiani e esteri è ancora possibile, fino alla fine di marzo, iscriversi a far parte di questa giuria, mandando una mail di adesione a: associazionepremioelsamorante@gmail.com.

Nei prossimi giorni e fino al Premio la giuria annuncerà i vincitori delle altre sezioni.

Mille ragazzi assisteranno dal vivo all’evento conclusivo che si terrà il 12 maggio presso il Teatro Diana, a Napoli. Per tutti gli altri sarà possibile seguire le dirette sui canali facebook e instagram del Premio Elsa Morante.

L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale Premio Elsa Morante è coordinato da Iki NotarbartoloGilda Notarbartolo ne dirige la comunicazione, Umberto Amicucci cura la veste grafica, e l’addetto stampa è Lisa Terranova.

Quarant’anni di letteratura che parla ai ragazzi e costruisce il futuro.

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L’Associazione Trapiantati di Fegato campani cerca volontari

L’associazione A.I.T.F. Associazione Nazionale Trapiantati di Fegato vede nascere la sua delegazione campana nel 2000 per volontà di alcuni trapiantati che dopo esseri operati in vari ospedali in giro per la penisola volevano creare anche nella propria regione un presidio per sostenere tutti i pazienti trapiantati o in procinto di esserlo.

La sezione campana di A.I.T.F. porta avanti con tanti volontari attività presso l’ospedale Cardarelli di Napoli nel padiglione D, dando supporto operativo e sostegno psicologico a chi vive il percorso verso il trapianto.

Ma servono costantemente nuove risorse che a titolo volontaristico diano un aiuto. «Cerchiamo volontari che ci diano una mano su tre diversi fronti. Il primo è basilare ed è di segretariato nella nostra sede al Cardarelli; il secondo è di lavoro psicologico, di vicinanza verso tutti quelli che ce ne fanno richiesta durante il lungo iter verso l’operazione e in ultimo un reale aiuto nel reparto ospedaliero nel quale cerchiamo di dare quotidiano supporto nella gestione del traffico di pazienti dando informazione e fattivo supporto a chi lavora nel reparto. Non abbiamo competenze infermieristiche ma il nostro sostegno morale fa tantissimo, avendo noi già vissuto già l’esperienza dell’attesa e del post operazione» sostiene Carmela, Presidente dell’associazione, trapiantata di fegato nell’ospedale di Torino ormai da oltre 30 anni.

L’impegno che l’associazione richiede è modulabile in base agli impegni personali e lavorativi ed è certamente elastico.

A questo apporto, presso l’ospedale, a contatto diretto con questa particolare tipologia di pazienti, l’associazione affianca parallelamente anche attività di informazione, nel tentativo di incrementare il numero di donatori di organi e far diffondere maggiormente una reale cultura della donazione.

Periodicamente, proprio per supportare campagne informative e di comunicazione tematica, i referenti dell’associazione partecipano ad incontri pubblici nelle scuole e nelle piazze per sensibilizzare sull’argomento e prendere dichiarazioni di volontà di donazione degli organi. «Anche in queste occasioni di incontro la presenza dei volontari è essenziale» spiega ancora la responsabile della delegazione.

Per candidarsi come volontario è necessario scrivere una mail a aitfcampania@libero.it

di Emanuela Nicoloro

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Talenti e lavoro nel Mezzogiorno: all’IPE la presentazione del libro “Lavorare al Sud è IMpossibile”

Il Mezzogiorno non solo come luogo da cui partire, ma sempre più come territorio in cui restare o a cui tornare per costruire una carriera professionale. È questo il tema al centro della presentazione del libro “Lavorare al Sud è IMpossibile” di Floridiana Ventrella, in programma martedì 17 marzo dalle ore 15.00 alle 17.00 presso l’Aula Magna dell’IPE. «Tra il 2002 e il 2024 il Mezzogiorno ha perso, al netto dei rientri, circa 270 mila laureati under 35 verso il Centro-Nord, e solo nel 2024 la perdita complessiva di giovani qualificati ha raggiunto 24 mila unità» sottolinea Gaetano Vecchione, professore di Economia alla Federico II e relatore al convegno. «Negli ultimi anni però si registra anche un segnale positivo: è diminuita l’emigrazione universitaria anticipata, con gli immatricolati meridionali negli atenei del Centro-Nord scesi da 24 mila a 17 mila. Un dato che indica come sia possibile rafforzare le condizioni per permettere ai giovani di restare o rientrare. Decisivo però anche uno sforzo del mondo imprenditoriale a migliorare la cultura del lavoro e incrementare i salari, soprattutto per i giovani più qualificati».
In questa prospettiva, il volume di Ventrella contribuisce ad alimentare un dibattito che l’IPE porta avanti da tempo: trasformare il diritto a partire in una reale possibilità di restare o rientrare. Il libro parte da una provocazione – l’idea diffusa che lavorare al Sud sia impossibile – per mettere in discussione uno dei luoghi comuni più radicati sul Mezzogiorno. Attraverso numerose testimonianze e casi di successo, il volume racconta esperienze di professionisti e organizzazioni che hanno costruito carriere solide nel territorio. Un osservatorio interessante arriva dalla piattaforma Lavoroalsud.it, fondata dalla stessa Ventrella per connettere talenti e opportunità nel Mezzogiorno. Ad oggi oltre 10.000 utenti hanno utilizzato la piattaforma per cercare lavoro nel Sud Italia e circa un quarto degli accessi proviene dalla Lombardia, in particolare dall’area di Milano. Un dato che evidenzia l’esistenza di una fascia di professionisti che, pur lavorando nel Centro-Nord, sta valutando concretamente la possibilità di rientrare. Secondo l’autrice, la cosiddetta “fuga dei cervelli” non è sempre definitiva: spesso si tratta di percorsi professionali temporanei legati alla ricerca di opportunità. In molti casi esiste una domanda latente di rientro, che potrebbe concretizzarsi se le opportunità presenti nel Mezzogiorno fossero più visibili e accessibili. Il libro nasce proprio con l’obiettivo di raccontare storie di carriera costruite al Sud, offrire strumenti di orientamento e contribuire a cambiare la narrazione sul lavoro nel territorio.
Il tema delle aspirazioni professionali dei più giovani è anche al centro di un’indagine in corso realizzata dal Centro Studi e Ricerche IPE sui principali trend di inserimento professionale della Generazione Z. I primi dati, raccolti su un campione di 160 allievi dell’IPE Business School, neolaureati tra i venti e i trent’anni provenienti prevalentemente dalla Campania e dal Mezzogiorno, restituiscono un quadro articolato delle scelte dei giovani. «Se una parte consistente degli intervistati è disposta a muoversi su tutto il territorio nazionale (35%) o all’estero (27%), il 38% aspira invece a restare e lavorare al Sud, cercando opportunità soprattutto nel proprio territorio» spiega Serena Affuso, del Centro Studi e Ricerche IPE. «A guidare le scelte professionali sono soprattutto le concrete possibilità di carriera e di crescita, insieme al clima interno alle aziende e alla qualità delle relazioni nei team di lavoro, fattori che per molti giovani contano più della sola remunerazione economica». Dall’indagine emerge inoltre come il principale canale utilizzato dai nativi digitali per cercare lavoro sia quello online: LinkedIn è utilizzato dal 98% degli intervistati, seguito dai portali di annunci di lavoro (38%) e dai servizi di Job Placement di università e business school.
L’iniziativa si inserisce pienamente nella missione dell’IPE, che da anni promuove formazione, ricerca e confronto sui temi dello sviluppo del Mezzogiorno, sostenendo la valorizzazione del capitale umano e la creazione di opportunità professionali qualificate nel Sud Italia. Nel corso dell’incontro interverranno Giovanni Francesco Delle Cave (Talent Attraction, Onboarding & Engagement Manager EY), Laura Panucci (HR Manager Camomilla Italia) e Gaetano Vecchione, professore associato di Economia presso l’Università Federico II di Napoli. A moderare l’incontro sarà Serena Affuso del Centro Studi e Ricerche IPE. La presentazione rappresenta un’occasione di confronto tra università, imprese e istituzioni su come rendere il Sud sempre più attrattivo per i giovani talenti, valorizzando le opportunità esistenti e favorendo sia il rientro dei professionisti sia la permanenza dei laureati che scelgono di costruire il proprio futuro nel Mezzogiorno.

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