DESTINAZIONE DONNA: ITINERARI FEMMINILI A NAPOLI

Si conclude con tre giorni di convegno – in apertura i saluti istituzionali di S. E. Cardinale Don Mimmo Battaglia e dell’Assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato – e due incontri musicali, la seconda edizione di “Destinazione Donne. Itinerari femminili a Napoli”, rassegna ideata, sostenuta e promossa dall’Assessorato comunale al Turismo e alle Attività produttive e realizzata dall’Arcidiocesi di Napoli, a cura della storica e teologa Adriana Valerio e dell’archeologa Giovanna Greco. Convegno e incontri musicali sono a ingresso gratuito fino a esaurimento posti.

«L’edizione 2026 di Destinazione Donna con il titolo “Donne al Governo. Quando il potere si fa cura” ha proposto itinerari guidati in luoghi di culto, cultura e accoglienza, scoperti e raccontati attraverso la storia delle donne che hanno operato in quei luoghi, trasformando il potere nella cura di un’intera comunità. Tra loro abbiamo raccontato, per esempio, di Maria Lorenza Longo, fondatrice del più importante ospedale del Mezzogiorno e di Giovanna Antida Thouret, innovatrice nella pratica infermieristica nella Chiesa di Santa Maria in Gerusalemme e nel Complesso di Regina Coeli; della regina Sancia d’Aragona a cui si deve il ricco patrimonio artistico conservato nella Chiesa di Santa Chiara; di Maria d’Ungheria, regina di Napoli, e delle altre regine angioine, protagoniste della trasformazione monumentale della città nella Chiesa di Santa Maria Donnaregina; di Sancia di Maiorca, Margherita di Durazzo e Giovanna D’Angiò che hanno dato vita al Complesso della SS. Annunziata, uno dei più antichi istituti di accoglienza per l’infanzia abbandonata che diventerà anche il primo ospedale pediatrico in Italia; di Nina Moscati, infaticabile educatrice, sorella di san Giuseppe Moscati, con cui ha condiviso gli ideali di dedizione e cura dell’altro nella Basilica del Gesù Nuovo; di Guerriera Guerrieri che, durante il conflitto mondiale, mise in salvo il patrimonio della Biblioteca Nazionale di Napoli. Chiudiamo questa edizione con una tre giorni di convegno che porterà a Napoli le Sorelle Diocesi in arrivo da 12 città italiane: è la prima volta che si riuniscono in una città. Ringrazio Don Mimmo Battaglia che aprirà i lavori e che, sicuramente, offrirà, una lettura straordinaria e nuovi spunti di riflessione sul ruolo della donna e delle donne nella nostra società». Così l’assessora Teresa Armato.

Il convegno “Donne, Autorevolezza, Potere. Riflessioni, testimoniane e prospettive tra società civile e comunità ecclesiale”, in programma da venerdì 30 ottobre a domenica 1 novembre, si aprirà alle 16:30 di venerdì nella Chiesa di Sant’Aniello a Caponapoli, con la sessione “Una riflessione sull’alternativa al potere che soffoca la vita”. Saluti istituzionali di S. E. Cardinale Don Mimmo Battaglia e dell’Assessora al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato. La storica e teologa Adriana Valerio introdurrà le relazioni di monsignore Gennaro Matino, provicario generale dell’Arcidiocesi di Napoli; e Alessandra Morelli, funzionaria dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati. Alle 18:00 in programma il concerto “Donne compositrici tra sacro e profano” della Corale Giubileo, diretta da Filomena Scala in collaborazione con il direttore padre Gennaro Becchimanzi. Ad eseguire il concerto, insieme alla Corale Giubileo, saranno i solisti soprani Yumi Kyo, Filomena Totaro, Michela Cianfrani, il tenore Massimiliano Sebastiano e il mezzosoprano Sabrina Storoni; strumentisti Vincenzo Bianco (violino/viella), Michelangelo Della Morte (liuto barocco), Carla Orbinati (ghironda/pianoforte).

Sabato 31 ottobre, i lavori iniziano alle 10:00 nella Chiesa di Donnaregina Vecchia, con la sessione “Chiesa e democrazia”, presieduta da Giuliana Albano, con le relazioni di Marinella Perroni, «C’erano con lui i Dodici e alcune donne…» (Lc 8,1s); Donata Horak, “Chiesa e democrazia. Diritti e potere nella Chiesa”; Serena Noceti, “Leadership e ministeri”; Francesco Del Pizzo, “Nuovi paradigmi per un’ecologia integrale”. Alle 15:00 in programma una visita guidata alle chiese di Donnaregina vecchia e Donnaregina nuova a cura dell’associazione Incantarea e del MUDD – Museo Diocesano Diffuso. Alle 17:00 riprendono i lavori con la sessione “Esercitare il potere in una società solidale e inclusiva”, presieduta dal vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi monsignore Francesco Beneduce, a cui sono affidate le conclusioni. Relazioni di Rosi Bindi, “Partigiane della democrazia contro le derive autoritarie”; Paolo Ricci, “Democrazia e leadership nelle organizzazioni complesse”; Anna Riccardi, “Nessuna esclusa, tutte protagoniste: la forza di una comunità plurale a partire dalla periferia”. Alle 19:00 in programma il concerto del Coro di Voci Bianche del Conservatorio di Musica Alessandro Scarlatti Palermo diretto da Antonio Sottile e con il pianista Antonino Fiorino, l’allievo pianista Andrea Randazzo e il soprano Fabiola Galati.

Domenica 1 novembre, alle 9:30, conclusione del convegno nella Casa di Accoglienza Regina Coeli con la sessione “Essere in rete tra le Sorelle Diocesi”. Condivisioni e prospettive in un incontro della rete delle Sorelle Diocesi con le delegate delle diocesi di Cassano all’Ionio, Catania, Firenze, Napoli, Mantova, Mazara del Vallo, Modena-Nonantola, Palermo, Pinerolo, Reggio Calabria-Bova, Terni-Narni-Amelia, Verona, Vittorio Veneto.

 

 

 

 

 

 

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Vulnerabilità e cura, torna la rassegna «Un Boccale di Sofia»

A Marigliano torna “Un Boccale di Sofia”, la rassegna di divulgazione promossa dall’omonima associazione culturale e ideata dal professor Francesco Prudente.

​Il ciclo di incontri si svolgerà dal 29 ottobre 2026 al 3 giugno 2027 e sarà incentrato sul tema: “Vulnerabilità: corpi, cura e autodeterminazione”.

​L’obiettivo principale resta quello di riportare la filosofia e la scienza nei luoghi della quotidianità per trasformare il sapere in un’esperienza condivisa. Gli appuntamenti della rassegna si terranno in due storici punti di ritrovo della città: lo Speedy pub (Corso Vittorio Emanuele III, 227) e l’Osteria Ducale (Piazza Castello).

​Al centro del dibattito c’è una riflessione profonda sulla condizione umana: la vulnerabilità intesa non come mera fragilità o debolezza, ma come un’apertura all’altro e al mondo. Un’esposizione che da un lato ci rende sensibili a ferite, dall’altro ci apre al riconoscimento, alla relazione e alla cura reciproca.

​L’undicesima edizione approfondirà in particolare il delicato confine tra la responsabilità dell’accudimento e il rispetto delle libertà personali. Come prenderci cura dell’altro senza sostituirci alle sue scelte? Attraverso un itinerario che intreccia pensiero e vita quotidiana, la rassegna esplorerà il rapporto tra dipendenza e autonomia, affrontando il rischio che la cura travalichi nel paternalismo.

​Confermando la propria vocazione all’inclusione e al dialogo aperto a tutta la cittadinanza, “Un Boccale di Sofia” rinnova il suo invito a discutere di grandi temi in un contesto informale e partecipativo, dimostrando che l’autodeterminazione si costruisce proprio all’interno delle nostre interdipendenze.

​L’iniziativa si avvale del prestigioso patrocinio di importanti istituzioni accademiche e culturali: Human&Future, Società Italiana Karl Jaspers, Università degli Studi di Napoli Federico II, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (IISF), Wojtek Libreria e il Programma Dipartimentale di Psicopatologia Clinica (Scuola di Medicina e Chirurgia). 

 

di Annatina Franzese

 

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Valori sballati, a Pietrarsa e a Caserta la lezione-spettacolo di Enzo Memoli sulle scelte di studio e di lavoro

Due appuntamenti gratuiti il 10 e l’11 novembre promossi da ITS Academy TEC MOS per Mobility HUB, la rete degli ITS per la mobilità sostenibile

 

ITS Academy TEC MOS porta a Napoli e a Caserta «Valori sballati», la lezione-spettacolo ideata e condotta da Enzo Memoli.

Il primo appuntamento è in programma martedì 10 novembre alle 17.30 al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, il secondo mercoledì 11 novembre alle 10 nella Sala Conferenze di Confindustria Caserta, in via Roma 17. L’ingresso è gratuito, ma i posti sono limitati ed è necessaria la prenotazione.

Il titolo richiama i riferimenti che orientano le decisioni senza che ce ne si accorga: le aspettative sociali, le pressioni esterne, i modelli di successo proposti come gli unici possibili, la paura di sbagliare. Sono gli stessi fattori che pesano sui ragazzi quando, al termine della scuola superiore, si trovano a scegliere tra università, formazione tecnica e lavoro, e che finiscono spesso per tenerli lontani da percorsi che conoscono poco.

Memoli affronta il tema con il linguaggio dello stand-up talk, alternando ironia, provocazioni e racconti a momenti in cui il pubblico viene chiamato a intervenire. Per lui l’appuntamento di Pietrarsa segna anche il ritorno a Napoli dopo oltre dieci anni.

L’iniziativa si rivolge in primo luogo ai giovani, ma è aperta alle famiglie, alle imprese e ai manager, cioè a chi accompagna i ragazzi nelle loro scelte e a chi li accoglierà poi nel mondo del lavoro.

ITS Academy TEC MOS, Istituto Tecnologico Superiore per la tecnologia, la sicurezza e la mobilità sostenibile con sede a Maddaloni, forma tecnici specializzati nel trasporto ferroviario, in particolare nella sicurezza e nella manutenzione dei veicoli, e nell’innovazione dei sistemi per la mobilità di persone e merci, attraverso percorsi di alta formazione e stage nelle aziende del settore.

Per prenotarsi occorre compilare il modulo pubblicato sul sito www.itsms.it, nella pagina dedicata a ciascuna data. Per informazioni è possibile scrivere a info_pietrarsa@itsms.it per l’appuntamento del 10 novembre e a info_confindustriace@itsms.it per quello dell’11 novembre, oppure chiamare lo 0823 1252660.

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Consumo di suolo, il cemento avanza e il verde arretra: l’Italia fa troppo poco

Nel 2025 l’Italia ha coperto di cemento, asfalto e cantieri 3,2 metri quadrati di suolo al secondo. Il dato arriva dal Rapporto 2026 sul consumo di suolo curato da Ispra e dal Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA), e descrive un Paese in cui il cemento cresce, il verde scompare e il caldo aumenta.

Sono oltre 280mila metri quadrati al giorno: 102 chilometri quadrati in un anno, il 22,4% in più del 2024. Gli interventi di ripristino ne hanno restituiti alla natura meno di otto, e il consumo netto è arrivato a 95 chilometri quadrati, il valore più alto dal 2012. Il ritmo annuo cresce dello 0,44%, il doppio di dieci anni fa.

Più della metà del consumo è legata ai cantieri

Oggi edifici, infrastrutture, piazzali e impianti occupano 21.644 chilometri quadrati, pari al 7,19% del territorio nazionale, contro una media europea del 4,4%. Il 52,6% del nuovo consumo riguarda i cantieri, aree di transizione che in gran parte diventano superfici permanenti. Crescono anche la logistica (+390 ettari) e il fotovoltaico a terra, passato dai 75 ettari del 2021 ai 2.798 del 2025. Senza il fotovoltaico, il consumo annuo nazionale scenderebbe da 10.243 a 7.446 ettari.

Il suolo consumato cresce anche dove la popolazione non aumenta. Dal 2006 il consumo pro capite è salito da 347 a 367 metri quadrati per abitante, e dal 2016 la crescita è cinque volte quella del decennio precedente. Nel 2025 sono state costruite oltre 50mila nuove abitazioni, mentre nel Paese se ne contano più di 9,5 milioni non occupate.

Verde urbano: 4.231 ettari in meno

Il regolamento (Ue) 2024/1991 sul ripristino della natura, la Nature Restoration Law, chiede ai 2.761 comuni italiani classificati come città, piccole città e sobborghi di azzerare entro il 2030 la perdita netta di spazi verdi urbani e di copertura arborea rispetto al 2024, e poi di farli crescere. A un anno dall’entrata in vigore, quasi l’80% di questi comuni (2.183) ha registrato un aumento netto del consumo di suolo. Solo 578 hanno chiuso a saldo zero o negativo.

In questi territori si concentrano oltre due terzi del consumo nazionale, pari a 6.979 ettari. Nello stesso periodo sono andati persi 4.231 ettari di verde urbano e 320 di copertura arborea, mentre i ripristini, 513 ettari, hanno compensato appena il 7,3% del suolo consumato. Tra i grandi comuni, le perdite maggiori di verde riguardano Roma (53 ettari), Bari (28), Venezia (27), Milano (26) e Cagliari (25).

Le aree recuperabili, con due mappe

Il Rapporto contiene la prima mappatura nazionale del potenziale di ripristino: 212.327 ettari, pari a 2.123 chilometri quadrati, su cui valutare la depavimentazione di superfici asfaltate, la tutela e l’aumento della vegetazione negli spazi naturali interclusi e il potenziamento ecologico degli ecosistemi urbani. Oltre 35mila ettari sono a prevalente proprietà o gestione pubblica, con Lazio, Lombardia e Veneto in testa, e la Città metropolitana di Roma prima tra i grandi centri.

Una seconda mappa, riferita ai soli perimetri urbani, individua 3.281 chilometri quadrati idonei alla forestazione urbana. Le due stime misurano grandezze diverse e non si possono sommare.

Nelle aree molto artificializzate, più verde e meno asfalto possono abbassare di circa 2 gradi la temperatura delle superfici e di 0,5-1 grado quella dell’aria nelle ore diurne, e portare l’infiltrazione dell’acqua piovana dal 10% dell’asfalto fino al 70-100%. Le mappe, però, non indicano i siti da trasformare: segnano il perimetro entro cui i Comuni potranno scegliere, e quel perimetro si restringe. Nell’ultimo anno l’urbanizzazione ha sottratto 207 ettari di aree potenzialmente recuperabili nei principali comuni.

Con la Nature Restoration Law, l’Italia ha un obbligo e ora anche una mappa per rispettarlo. Se la tendenza non cambia, il Paese arriverà al 2030 fuori target, con il rischio di una procedura di infrazione europea e di sanzioni che gravano sui conti pubblici. I disegni di legge per fermare il consumo di suolo sono fermi in Parlamento.

di Roberto Malfatti

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Torre del Greco, inaugurato “Arcobaleno InComune – CAD Torre del Greco”. Taglio del nastro del nuovo Centro Antidiscriminazione

Si è tenuta ieri, lunedì 26 ottobre, presso il Palazzo Baronale di Torre del Greco, la cerimonia di inaugurazione di “Arcobaleno InComune – CAD Torre del Greco”, seguita dal tradizionale taglio del nastro nella sede operativa del Centro Antidiscriminazione in via Cimaglia 11G. Il progetto, finanziato dalla Regione Campania (CUP B29G25001710002) ai sensi della Legge Regionale n. 37/2020, è promosso dal Comune di Torre del Greco, Ente Capofila dell’Ambito Territoriale N. 31, in sinergia con l’Associazione Scuola Progetto Futuro e Volontariato APS – ETS e Pride Vesuvio. All’incontro istituzionale hanno preso parte, per delega del sindaco di Torre del Greco, la consigliera delegata alle Pari Opportunità, Iolanda Mennella, i rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’Ambito N.31, e i referenti delle associazioni partner di progetto.

«L’ampia partecipazione alla giornata inaugurale del centro antidiscriminazione “Arcobaleno inComune” sta a dimostrare la bontà dell’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale in sinergia con Pride Vesuvio e associazione Scuola Progetto Futuro e Volontariato, realtà che nello specifico si occuperanno della gestione dei vari servizi resi presso la sede di via Cimaglia – dichiara Iolanda Mennella, consigliera delegata alle Pari Opportunità per il Comune di Torre del Greco, presente all’evento –. Nel corso della presentazione, abbiamo auspicato il pieno coinvolgimento in primis delle scuole e delle famiglie: riteniamo che le prime siano fondamentali per i ragazzi a rischio discriminazione, avendo la forza attraverso i docenti di supportare i giovani; le seconde sono ovviamente essenziali in un percorso di supporto e sostegno. Anche per questo, abbiamo in animo di promuovere periodiche iniziative e campagne di sensibilizzazione per un progetto che, da ciò che ci risulta, ha pochi eguali in tutta la regione Campania, aspetto questo che ci rende particolarmente orgogliosi».

«Per Pride Vesuvio l’apertura di questo primo Centro contro le discriminazioni motivate da orientamento sessuale o identità di genere della Regione Campania segna un ulteriore, fondamentale traguardo di crescita per la nostra associazione e per la tutela dei diritti delle persone LGBTQIA+ nell’area vesuviana – afferma Danilo Beniamino Di Leo, presidente di ETS Pride Vesuvio –. Affiancandosi al Centro Antidiscriminazione “Pride Center” di San Giorgio a Cremano, il nuovo presidio di Torre del Greco potenzierà concretamente i servizi di ascolto, supporto e accoglienza offerti alla cittadinanza, garantendo una capillarità territoriale che oggi rappresenta un modello unico in Italia. Rivolgo un sentito ringraziamento al Comune di Torre del Greco, all’Ambito Territoriale N. 31 e alla Regione Campania per il grande lavoro svolto e per la costante vicinanza istituzionale».

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