30 Lug, 2015 | Comunicare il sociale
MILANO- Con oltre mille decessi l’anno l’Italia è il Paese dell’Europa occidentale con la più alta concentrazione di persone che hanno contratto il virus dell’Hiv. Nel Belpaese sono circa 140mila le persone colpite, nel 2014, da questa patologia. Di queste circa il 20% non è a conoscenza della propria condizione. Rispetto al passato la situazione è migliorata, infatti, secondo i dati dell’Unaids (il programma delle Nazioni Unite per l’AIDS/HIV ), dal 2001 i nuovi contagi si sono ridotti del 38%. Così come sono in diminuzione anche i decessi che nel 2013 sono circa un milione e mezzo, circa 1 milione in meno rispetto al 2005. Pertanto la prevenzione risulta ancor più importante. Informare e prevenire, quindi, anche utilizzando strumenti che coinvolgono i più giovani. Hiv infogame, ad esempio, è un approccio nuovo al tema dell’Aids ideato da Janssen, farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson. Un modo innovativo, attraverso un gioco da ragazzi, rivolto appunto ai più giovani.
IL GIOCO- Si può scegliere tra due personaggi, maschio e femmina, impegnati in azioni di vita quotidiana. Si troveranno poi ad affrontare delle prove, identificate nel gioco come “missioni”, attraverso le quali scopriranno quali atteggiamenti adottare e non per proteggersi dal virus Hiv. Questa iniziativa rientra nella più ampia campagna “Hiv, non fermiamoci” promossa da diversi attori. Il gioco è stato lanciato da circa tre settimane nel corso delle quali hanno approcciato al sito 2546 utenti unici. Tra le sezioni più visitate figurano “cosa è l’hiv” e “rapporti sessuali”. Discrete anche le visite al video promozionale sul canale ufficiale dell’azienda che, ad oggi, sono 3500. «Questa iniziativa- sottolinea Sabrina Spina, Communication Manager per Janssen Italia- rientra in un impegno di più ampio respiro che parte indietro nel tempo da parte di Janssen, da sempre impegnata nella prevenzione della contrazione del virus dell’Hiv e sempre alla ricerca di metodi innovativi nel contrasto e nella divulgazione delle malattie, soprattutto di quelle delle quali le persone sono più restie a parlare».
di Ciro Oliviero @ciro_oliviero
29 Lug, 2015 | Senza categoria
L’associazione Raggio di Sole è un’associazione di volontariato che dal 2009 opera in uno dei quartieri maggiormente degradati di Napoli, “ Poggioreale Zona Industriale” promuovendo l’ integrazione delle famiglie in difficoltà, con particolare attenzione a minori e anziani, nel contesto sociale e nel territorio, partendo dal presupposto che il disagio non va allontanato o nascosto, ma affrontato.
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28 Lug, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Analizzando i numeri delle donazioni di sangue in Campania relative al 2014 il primo dato che emerge è che la preponderanza dei donatori sono nuovi. Sono pochi quelli periodici. Secondo Nicola Scarpato, direttore del reparto delle attività trasfusionali presso l’Aou “Federico II” di Napoli, è un problema di fidelizzazione del donatore. «La maggior parte delle persone donano attraverso la associazioni dislocate sul territorio regionale con le unità operative. Sarebbe necessario – sottolinea Scarpato – che le stesse associazioni provvedessero a ricontattare i donatori per cercare di fidelizzarli».
I NUMERI– I dati forniti dall’azienda ospedaliera universitaria permettono di conoscere anche quali sono le province e le fasce d’età maggiormente dedite alla donazione. Le persone di età compresa tra i 36 ed i 45 anni che solo lo scorso anno si sono prodigate nell’aiuto della raccolta di sangue sono state 38836. Di queste più di 26mila sono uomini. Un dato, quello che vede la preponderanza di maschi rispetto alle donne, che si evidenzia per tutte le fasce d’età e in tutte le cinque province campane. Quelli che donano di meno sono i giovani tra i 18 ed i 25 anni che raggiungono nel 2014 le 22525 unità. I donatori più fidelizzati sono quelli della provincia di Salerno. Lo scorso anno, eccezion fatta per la fascia di donatori tra i 18 ed i 25 anni i donatori periodici hanno superato quelli nuovi. Nella fascia compresa tra i 36 ed i 45 anni hanno superato i donatori nuovi di circa 1200 unità.
Nonostante alcune modifiche che andrebbero apportate alla gestione della raccolta del sangue i dati restano ugualmente confortanti in quanto evidenziano che per le necessità la Campania è una regione autosufficiente. Caso non comune a tutte le aree del Paese. Dati che soddisfano anche lo stesso Scarpato che ricorda che «l’Italia si distingue in Europa per la donazione volontaria. La carenza resta comunque culturale. Parte dei donatori che arrivano in ospedale donano a carattere personale. Magari per aiutare un amico o un familiare che deve affrontare un intervento chirurgico».
DOVE DONARE– «Dal punto di vista pratico non dovrebbe cambiare nulla tra la donazione in ospedale e quella nelle unità mobili gestite dalle associazioni, ma inevitabilmente in ospedale facciamo una selezione più accurata», afferma il direttore del reparto delle attività trasfusionali presso l’Aou “Federico II” di Napoli. Gli operatori che lavorano in strada sono comunque qualificati in quanto seguono un corso presso il centro trasfusionale. Nonostante i dati confermino l’autosufficienza generale delle riserve di sangue le scorte di due gruppi sanguini scarseggiano. Si tratta di sangue zero positivo e zero negativo.
di Ciro Oliviero
27 Lug, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA – Oltre 30 mila scout, provenienti da tutto il mondo, per un appuntamento che si rinnova ogni 4 anni, coinvolgendo migliaia di giovani, per lo più tra i 13 e i 14 anni, accompagnati da un contingente di capi. Quest’anno, come riporta Redattore Sociale, è il Giappone ad accogliere tra le sue braccia questi piccoli “ambasciatori”, di diverse culture e diverse fedi, che insieme condivideranno i valori che accomunano, ad ogni latitudine, questi ragazzi: l’aiuto reciproco, la solidarietà, il rispetto per la natura, la pace. E i numeri sono di tutto rispetto: 147 nazioni, 33 mila partecipanti, circa mille gli italiani.
Il contingente italiano è già partito, per lo più tra venerdì e sabato, mentre gli ultimi arriveranno in queste ore: ad augurargli il buon vaggio, nei giorni scorsi, è stato lo stesso presidente Mattarella, che ha accolto una delegazione al Quirinale, evidenziando “l’esigenza di ritrovare le ragioni vere e piene della convivenza insieme, del sentirsi concittadini dello stesso Paese, della stessa comunità”. Prima di riunirsi nella vera e propria “jam”, gli scout verranno ospitati per tre giorni da famiglie giapponesi, per vivere la cosiddetta “Home hospitality”.
Sempre Redattore Sociale spiega che le attività del Jamboree saranno divise in diverse categorie: quelle del “Global development village”, che avranno lo scopo di pace, ambiente, sviluppo e prevenzione dei disastri naturali; quelle culturali, per favorire lo scambio di esperienze e tradizioni e avvicinare, in particolare, gli usi giapponesi; e poi, ancora, quelle scientifiche, le visite turistiche a 19 città della provincia di Yamaguchi, le attività naturalistiche, le attività in spiaggia e in piscina e le attività dedicate alla pace, che si svolgeranno in parte presso il campo, in parte presso il Museo della pace di Hiroshima.
27 Lug, 2015 | Comunicare il sociale
CASERTA – Al via i casting per il prossimo lavoro cinematografico della società indipendente “Klanmovie Production”, che produrrà il film “Gramigna”, girato in gran parte ad Aversa e nel territorio campano. Lo scorso fine settimana il regista Sebastiano Rizzo e la responsabile casting Loredana Scaramella hanno selezionato oltre cento aspiranti attori e attrici a Roma, a Napoli e ad Aversa.
Procede a vele spiegate il progetto della “Klanmovie Production”, nata con l’obiettivo di realizzare prodotti audiovisivi contenenti messaggi sociali fortemente educativi. L’intento è quello di produrre film capaci di trasmettere un messaggio di grande rilevanza sociale: la cultura della legalità.
“Gramigna” va proprio in questa direzione. Il film (diretto da Sebastiano Rizzo, con la sceneggiatura di Camilla Cuparo, la fotografia di Simone Zampagni, la scenografia di Alfonso Rastelli ed i costumi di Laura Costantini) è liberamente ispirato al libro del noto giornalista Michele Cucuzza e di Luigi Di Cicco e narra la vita di un ragazzo in fuga dalla camorra. Il primo ciak è previsto per il prossimo mese di ottobre.
«La vicenda – spiega il regista Rizzo – è una storia vera, attuale e tangibile. Luigi è un ragazzo che da un anno gira le scuole e mette a disposizione la sua vicenda e la sua stessa vita per far capire realmente cosa sia il bene e il male».
“Gramigna” narra la storia di come Luigi, figlio di uno dei più potenti boss della malavita campana – che sta scontando l’ergastolo e che il ragazzo non ha mai visto se non in galera – sia costretto a fare i conti costantemente con una realtà di camorra, che si divide tra bene e male ed è lui stesso conteso tra “tentatori”, ricchi e persuasivi malavitosi, e “angeli custodi”, sua madre Anna e Vittorio, l’amato suo allenatore di calcio che, nel film, sarà interpretato da Enrico Lo Verso.
Ancora in costruzione il cast, ma già sono state rese note alcune straordinarie partecipazioni. Oltre a Lo Verso saranno presenti: Gianni Ferreri, Mario Porfito e Titti Cerrone.
«Il film – continua Rizzo – ha un grande valore socio culturale, nato con l’obiettivo di portarlo in tutte le scuole, a scopo educativo. “Gramigna” ha l’aspirazione di prendere i giovani per mano e di guidarli, senza ipocrisie, nelle tenebre del male, un esercizio indispensabile per farli poi riemergere nella luce di un riscatto possibile per tutti. Un riscatto che genera libertà e regala così possibilità di osare, ribellarsi, cambiare, fare, sognare, in una terra dove spesso i sogni restano intrappolati nell’adolescenza e si tramutano successivamente in rabbia, disillusione e rassegnazione. “Gramigna” è la testimonianza di una realtà tangibile, dove si può osare per cambiare e vincere il male».
Un segno evidente dell’importanza del progetto di “Klanmovie Production” è l’accordo sancito con l’Unicef, che sostiene la società di produzione cinematografica sul tema dell’educazione alla legalità tra le giovani generazioni. Quando uscirà, il film “Gramigna” verrà promosso attraverso un tour nelle scuole e nelle università italiane, diventando un amplificatore di educazione contro le mafie, sfruttando un mezzo di comunicazione per eccellenza come il cinema. La “Klanmovie Production”, inoltre, sta collaborando con alcune associazioni antimafia presenti sul territorio, con l’obiettivo comune di portare forti testimonianze al fine di educare, motivare e incentivare i giovani contro la criminalità organizzata.