In ricordo di Valeria F. Castaldo

NAPOLI- Avrà luogo domenica 20 settembre, anniversario della sua prematura scomparsa, una messa in ricordo di Valeria Fabrizia Castaldo, direttore del CSV Napoli  (Centro di servizio per il volontariato di Napoli e provincia) sin dal 2004, anno della sua fondazione. Le celebrazioni si terranno alle ore 19.00 nella chiesa di Sant’Antonio Abate, in via Nazario Sauro, Casoria (Na).

Agenzie di cittadinanza, valorizzare risorse e competenze del territorio

NAPOLI- Giovedì 24 settembre 2015 alle ore 10.30 nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, verrà presentata la seconda edizione del “Bando Agenzie di Cittadinanza“. L’iniziativa promossa in sinergia da CSV Napoli e Comune di Napoli è finalizzata al sostegno delle “Agenzie di cittadinanza”, inOK ciascuna delle dieci municipalità con l’obiettivo di valorizzare le risorse e le competenze del territorio per incrementare la partecipazione, la cooperazione, le esperienze di auto mutuo aiuto e ad attivare forme di aiuto leggero a fasce sociali a rischio. Il bando, rivolto alle organizzazioni di volontariato di Napoli e Provincia in rete con altri soggetti del Terzo Settore, prevede un finanziamento pari a euro 650.000,00. All’incontro di presentazione interverranno Roberta Gaeta, Assessore al welfare del Comune di Napoli; Nicola Caprio, Presidente CSV Napoli; Giulietta Chie­ffo, Direttore centrale welfare e servizi educativi. Per partecipare all’incontro inviare una richiesta all’indirizzo e-mail progettazione@csvnapoli.it.

Save the Children: in Campania un minore su 4 non sa leggere. La fotografia della povertà educativa

libri_biblioteca.jpgROMA – La povertà educativa, cioè la mancanza delle competenze necessarie per uno sviluppo adeguato e per farsi strada nella vita, è una mina innescata sul futuro di migliaia di bambini e adolescenti campani. Più di 1 quindicenne su 3 è sotto la soglia minima di competenze in matematica e 1 su 4 in lettura, percentuale che fra gli adolescenti del Sud che vivono in famiglie più svantaggiate raggiunge rispettivamente il 44,2% e il 34,5%: povertà economica e povertà educativa infatti si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Sono i dati emersi dal rapporto di Save the Children “Illuminiamo il Futuro 2030 – Obiettivi per liberare i bambini dalla Povertà Educativa”, diffuso stamane nell’ambito della Campagna “Illuminiamo il Futuro”, partita nel 2014 per sensibilizzare le istituzioni e contrastare il fenomeno. Notevoli sono le carenze di servizi e opportunità formative scolastiche ed extrascolastiche: in Campania, solo il 3% dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad andare al nido o usufruire di servizi integrativi, l’89% delle classi della scuola primaria non offre il tempo pieno e il l’84% dei minori non accede ad una serie di attività ricreative, sportive, formative e culturali. In particolare, il 66,7% dei minori tra 6 e 17 anni non ha letto neanche un libro nell’anno precedente, l’80% non ha visitato un sito archeologico e il 75,6% un museo, il 70,6% non ha svolto alcuna attività sportiva.

 

I DATI –  In riferimento al genere, le ragazze e i ragazzi meridionali sono più svantaggiati sia in matematica che in lettura rispetto ai coetanei settentrionali: la percentuale delle ragazze che non raggiungono le competenze minime in matematica è del 32% al Sud, il doppio delle coetanee del Nord (16%) e la stessa differenza percentuale si riscontra per i maschi meridionali (28%) e i loro coetanei settentrionali (14%). Altro fattore della povertà educativa è l’origine migrante dei genitori: il 54% degli adolescenti migranti di prima generazione che vivono al Sud è cognitivamente povero, contro percentuali che vanno dal 37 al 40% per le regioni settentrionali e il centro Italia. «I dati che emergono dalle nostre elaborazioni rivelano un fenomeno allarmante: in Italia, una parte troppo ampia degli adolescenti è priva di quelle competenze necessarie per crescere e farsi strada nella vita », sottolinea Valerio Neri, direttore generale di Save the Children, l’organizzazione dedicata dal 1919 a salvare la vita dei bambini e a tutelare i loro diritti. «La povertà educativa risulta più intensa nelle fasce di popolazione più disagiate – non dimentichiamo che in Campania un minore su 5 vive in condizioni di povertà estrema – e aggrava e consolida, come in un circolo vizioso, le condizioni di svantaggio e di impoverimento già presenti nel nucleo familiare. È  per questo che abbiamo deciso di affrontare la sfida e ci siamo dati 3 grandi obiettivi sui quali impegnarci in prima persona, chiamando all’azione tutte le forze sociali e istituzionali che operano a tutela dell’infanzia per restituire un futuro ai giovani».

OBIETTIVI ONU – Lo studio fornisce dati ed elaborazioni originali e lancia 3 obiettivi per eliminare entro il 2030 in Italia la povertà economica ed educativa, sull’esempio dei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibili indicati dalle Nazioni Unite: 1. Tutti i minori devono poter apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti e aspirazioni; 2. Tutti i minori devono poter avere accesso all’offerta educativa di qualità; 3. Eliminare la povertà minorile per favorire la crescita educativa. Ogni obiettivo è declinato attraverso l’individuazione di target specifici e obiettivi intermedi. Per raggiungere tale traguardo, Save the Children  invita ad un’azione immediata tutti gli attori e istituzioni impegnati nella tutela dell’infanzia nel nostro paese e presenta una serie di proposte specifiche.

Il Cilento paradiso delle tartarughe: nascono 56 esemplari di Caretta Caretta

IMG-20150914-WA0010SALERNO – Simili a un mucchietto di sassolini dal colore scuro, gli ultimi vacanzieri hanno ricevuto un regalo strepitoso dalla natura in Cilento: ad Ascea, in località Porticiello, hanno assistito alla nascita delle prime 56 tartarughe Caretta Caretta. Il primo esemplare ha visto la luce al tramonto, poco dopo le 19.15, di domenica.  Depositate a metà luglio, in tre nidi differenti della costa, le tartarughine sono state monitorate giorno e notte dai volontari del comune cilentano; negli ultimi giorni sono arrivati sulla spiaggia i biologi della “Stazione zoologica Anton Dohrn” di Napoli per monitorare la schiusa. Gli addetti ai lavori hanno registrato le misure degli esemplari prima di lasciarle in mare. In tanti hanno assistito composti alla nascita delle tartarughe, scattando immagini rigorosamente al buio per non infastidire le ultime nate. Questi sono i primi esemplari nati sui circa duecento depositati lungo la costa di Ascea in tre punti differenti della costa. «È  la prima volta che nel Mediterraneo ci siano tre nidi differenti a distanza così ravvicinata – spiega un biologo della Stazione Zoologica -. Su circa cento esemplari, solo uno arriverà a venticinque anni, ossia l’età riproduttiva».

di Stefania Melucci

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La testimonianza: «Pietre, asfalto e sangue, ma il nostro Rione Sanità non è solo questo»

funerali-gennaro-cesaranoNAPOLI- Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un amico di Gennaro Cesarano, il giovane ucciso in piazza Sanità lo scorso 6 settembre. La sua è una riflessione amara sul contesto in cui vive, un monito e, nel contempo,  un appello a non lasciare soli i giovani del suo Rione, dove purtroppo non basta il lavoro continuo della chiesa e delle tante associazioni e cooperative che operano sul territorio.

«Quartieri dimenticati, che non funzionano,che diventano puliti solo per le passerelle elettorali. Quartieri dove passa una volante della polizia ogni 4/5 ore, dove una donna ha paura di fare la spesa, dove un bambino non può uscire a giocare con gli amichetti, dove a calar del sole diventa un coprifuoco, dove la notte nei periodi estivi non si può stare nella piazza con gli amici a bere una birra, perché alla fine puoi anche perdere la vita. Quartieri dove non esiste lavoro, dove se la polizia ti ferma con il motorino per un controllo e sanno che sei di questi parti,  devi avere per forza precedenti penali. Dove salti dalla paura se sparano una batteria di fuochi d’artificio perchè non sai se sono fuochi o sono colpi di pistola. Quartieri dove vige la regola delle tre scimmie: non parlo non vedo e non sento, perchè si ha famiglia e i genitori si raccomandano con i figli di non parlare e di far finta niente.

Questi quartieri sono formati da pietre, asfalto e macchie di sangue, perché in ogni angolo di strada c’è una macchia di sangue che appartiene a qualcuno che ci ha lasciato troppo presto per aver scelto una strada che è un vicolo cieco. E poi ci sono loro, ragazzi che hanno perso la vita ancora minorenni, ma per cosa? Per la stizza di qualcuno che quella sera aveva deciso di colpire il primo che passa, oppure perché si sono costruiti scudi umani. Questi quartieri anche se hanno una storia lunga, centinai di anni, da raccontare,  resteranno sempre  quartieri di sangue e morte e faranno notizia solo per questo. Arrivederci amici nostri… voi che avete lasciato questa terra prima del dovuto e magari ora che avete le ali e potete volare fra le nostre teste,  indirizzateci sulla giuste vie, noi, da qua giù,  faremo il possibile per cambiare le cose».

a cura di Walter Medolla