Minorenne ferito a scuola, la preside: “Continuiamo a credere nella scuola come luogo di crescita”

Accoltellato nei bagni della scuola da un compagno d’istituto, il 14enne rimane ferito alla gamba. Il grave episodio si è verificato nel pomeriggio di lunedì 30 marzo all’Istituto Pontano delle Arti e dei Mestieri (Ipam) di Scampia. A colpire con una lama a farfalla l’adolescente un ragazzo di 17 anni, poi denunciato dai carabinieri per lesioni personali e porto abusivo di armi. Stando a quanto ricostruito dai militari dell’Arma, il giovane ferito sarebbe stato attirato con una scusa con altri ragazzi nei bagni dell’istituto di viale della Resistenza. Il presunto autore del gesto prima avrebbe mimato l’accoltellamento e poi avrebbe sferrato realmente il fendente all’arto inferiore dell’adolescente, che non versa in gravi condizioni. I carabinieri hanno poi successivamente ritrovato la lama a farfalla ancora sporco di sangue in un canale di scolo nei pressi degli uffici dell’Ottava Municipalità di Napoli, sede distante soltanto pochi metri dalla scuola.

La dinamica

Ad aiutare l’alunno di 17 anni, riferiscono i carabinieri, un 15enne poi denunciato per favoreggiamento. A denunciare l’accaduto, la dirigente scolastica dell’Ipam, Anna Florio che da tempo è impegnata a dare un futuro professionale ai giovani frequentanti l’istituto.  Seppur amareggiata per il ferimento del ragazzo, la Florio non è affatto intenta a mollare: «Un episodio del genere, seppur grave, non ci fermerà. Al contrario, ci rende ancora più determinati a dimostrare che la scuola è un luogo sicuro dove ogni studente ha la possibilità di crescere personalmente e professionalmente». Un istituto come il Pontano delle Arti e dei Mestieri, frequentato da circa 100 ragazzi tra i 14 e i 19 anni, aggiunge Florio, «non deve essere un luogo di terrore o di diffusioni di azioni criminali ma, al contrario, un posto si diffondono le pari opportunità e la legalità. Noi proponiamo un cambio di prospettiva, dove dare la possibilità ai giovani di poter scegliere il proprio futuro. Noi tentiamo di contrastare i falsi miti, una comunicazione conflittuale che avviene attraverso i social, a volte veicolo di messaggi e modelli sbagliati che non rispecchiano quello che è il lavoro, la scelta etica giusta e professionale». Le indagini sono ancora in corso e dunque c’è ancora un certo riserbo, ma la dirigente Florio lancia un messaggio ai ragazzi protagonisti del fatto avvenuto lunedì, da lei stessa denunciato. «La scuola c’è, rappresenta un luogo che accoglie i giovani dove si può crescere e diventare consapevoli e gli adulti si prendono cura dei giovani che un giorno saranno alla guida della nostra società».

Le reazioni delle Istituzioni

Nel pomeriggio di martedì, il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha fatto visita all’Ipam di Scampia con il questore Maurizio Agricola e i vertici delle forze dell’ordine. Poche ore prima, a far visita anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’assessore ai Giovani Chiara Marciani. «Ciò che è successo – le parole del prefetto – è una sfida ai nostri modelli educativi. Stupisce quanto accaduto, per ferocia e istinto. È un episodio di inaudita gravità, visto che due ragazzi che frequentano la stessa classe si rendono protagonisti di un episodio del genere. Siamo vicini all’istituzione scolastica e di formazione come questo». Di Bari auspica che «le nuove generazioni possano avere gli strumenti per poter affrontare il futuro con serenità. Quanto successo interpella tutti noi, i genitori, i percorsi pedagogici». Poi il passaggio finale. «Immagino le situazioni che vivono le famiglie dell’aggredito, soprattutto e anche dell’aggressore. Non dobbiamo fermarci e ringrazio la dirigenza scolastica di questo centro sperimentale del territorio di Scampia che si sforza per creare le condizioni migliori per il futuro di chi frequenta l’istituto». All’Ipam di Scampia, il pensiero del sindaco Gaetano Manfredi, «i giovani con storie familiari complicate hanno un’opportunità concreta di trovare lavoro: sappiamo che i percorsi sono difficili, ma dobbiamo insistere sulla nostra rete territoriale che alimenta la speranza di costruirsi un futuro di legalità e sviluppo».

di Antonio Sabbatino

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Napoli si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2027: istituzioni e Terzo settore per il progetto “Ecosistema Vulcanico del Bene”

Napoli ha presentato ufficialmente la candidatura a Capitale Italiana del Volontariato 2027. Il progetto è promosso congiuntamente da Comune di Napoli, CSV Napoli, Caritas Diocesana di Napoli e Forum del Terzo Settore Campania, che hanno formalizzato una proposta unitaria fondata sulla valorizzazione del capitale civico del territorio. Il bando di Capitale italiana del Volontariato è stato diffuso da CSVnet in collaborazione con ANCI e in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana, al fine di individuare ogni anno la città capace di rappresentare il ruolo del volontariato nelle politiche di coesione sociale e sviluppo locale. Napoli arriva a questa candidatura con numeri e contenuti che raccontano una realtà unica: circa 11mila istituzioni non profit stimate nell’area metropolitana, più di 4.400 enti del Terzo settore iscritti al RUNTS e 68mila volontari attivi, un patrimonio umano e sociale che rappresenta una vera infrastruttura civica della città. In un contesto segnato da criticità importanti – dalla disoccupazione alle fragilità educative, fino all’alto tasso di NEET – il volontariato a Napoli diventa, dunque, una risorsa fondamentale: tiene insieme i territori, rigenera spazi, costruisce comunità. Da qui nasce il cuore della proposta: “Napoli 2027 – Ecosistema Vulcanico del Bene”, un modello che trasforma l’energia sociale della città in un sistema organizzato, capace di mettere in rete istituzioni, scuole, università, imprese e Terzo settore in una visione condivisa.

Dai giovani all’innovazione sociale

Il programma si basa su quattro assi strategici – giovani, inclusione, sostenibilità, innovazione sociale – con grandi eventi, iniziative territoriali e il coinvolgimento diretto di centinaia di enti e migliaia di volontari, in una programmazione distribuita lungo l’intero anno. Un progetto ambizioso che punta a superare la frammentazione e a costruire un’infrastruttura stabile di collaborazione, fondata su amministrazione condivisa, corresponsabilità e innovazione sociale.

“Napoli parte da una base reale e consolidata: una comunità ampia, organizzata e capace di attivarsi ogni giorno. Il valore della candidatura sta proprio in questa visione: Napoli non chiede il titolo come premio, ma come riconoscimento di una storia già in atto. Una città dove la cultura del dono è quotidiana, dove la solidarietà è pratica diffusa, dove la comunità rappresenta una risposta concreta alle disuguaglianze”, dichiara Umberto Cristadoro, presidente del CSV Napoli.

L’Amministrazione comunale di Napoli appoggia questa candidatura consapevole dell’importanza di avere una forte rete sociale sul territorio e una storia di grande capacità di solidarietà.

“Il volontariato è una componente fondamentale del sistema di welfare territoriale. La candidatura di Napoli nasce da un percorso condiviso che mette al centro la collaborazione tra enti, reti associative e comunità locali, con l’obiettivo di costruire risposte sempre più integrate ai bisogni delle persone”, sottolinea Giovanpaolo Gaudino, portavoce del Forum del Terzo Settore Campania.

Le fragilità

“Attraverso la Caritas, ogni giorno incontriamo le fragilità e le speranze delle persone. Questa candidatura è un segno concreto di una città che sceglie di prendersi cura, di non lasciare indietro nessuno e di costruire comunità partendo dagli ultimi”, evidenzia suor Marisa Pitrella, direttrice della Caritas Diocesana di Napoli.

La candidatura punta a costruire un sistema territoriale integrato, capace di connettere politiche pubbliche e iniziativa civica, con un impatto esteso all’intera area metropolitana e una prospettiva di sviluppo nel medio-lungo periodo.

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Napoli, la gentilezza “forza silenziosa”: confronto tra istituzioni, arte e sociale

La gentilezza entra nel dibattito pubblico e prova a farsi categoria sociale, culturale e persino giuridica. Succede a Napoli, nella Chiesa di Santa Maria di Portosalvo, dove domani 1 aprile dalle ore 10.00 alle 13.00 è in programma la tavola rotonda “La gentilezza: valore trasversale e forza silenziosa”, promossa da Cittadinanzattiva Campania.

Un confronto che mette insieme istituzioni, ordini professionali, mondo sanitario, artisti e associazioni, con un obiettivo preciso: spostare la gentilezza dal piano individuale a quello collettivo. Non come qualità privata, ma come leva capace di incidere nei processi sociali, culturali e istituzionali.

Ad aprire i lavori saranno i saluti di rappresentanti regionali e degli ordini professionali, mentre la discussione sarà guidata da Carminuccia Marcarelli e dalla giornalista Anna Copertino. Poi spazio agli interventi: dall’arte al diritto, dall’architettura al volontariato, con contributi che proveranno a declinare la gentilezza nei diversi ambiti della vita pubblica.

Tra i temi, la gentilezza come cura nelle professioni sanitarie, come linguaggio artistico, come strumento di inclusione culturale e come chiave etica nel diritto. Un filo comune che attraversa ambiti diversi ma converge su un punto: la costruzione di relazioni più consapevoli e inclusive.

Nel corso della giornata sarà presentato anche il progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”, con la nomina di nuovi “Ambasciatori”, figure chiamate a tradurre questo valore in pratiche quotidiane nei territori.

Accanto alla tavola rotonda, spazio anche all’arte. Alle 10 è previsto il vernissage della mostra personale dell’artista Yehudith Maria Ferrara, visitabile fino al 3 aprile, sempre nella stessa sede.

L’ingresso è libero.

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Napoli, firmato protocollo UIL, Arci e Arcigay contro ogni forma di discriminazione sui luoghi di lavoro

Una persona su cinque  ha subito discriminazioni sui luoghi di lavoro sull’identità sessuale, oltre il 40% delle persone LGBTQIA+ o migranti è stata discriminata o ha subito uno svantaggio sui luoghi di lavoro, e poi ancora, isolamento, bullismo, molestie verbali o fisiche fino a veri e propri ostacoli per gli avanzamenti di carriera, demansionamenti, disparità salariali e licenziamenti, sono alcuni degli aspetti reali e concreti delle discriminazioni sui luoghi di lavoro legate all’etnia, alla disabilità, all’identità di genere e all’orientamento sessuale.  Sono queste le ragioni che vedono UIL Napoli e Campania, ARCI Napoli e Antinoo ARCIGAY Napoli impegnati insieme in un protocollo di intesa con l’obiettivo di prevenire, contrastare e supportare le persone sui luoghi di lavoro e nella società contro ogni forma di discriminazione.

Il protocollo firmato ieri mattina, nella sede della UIL Campania, a Napoli, in Varco Pisacane, dal segretario generale della UIL Campania, Giovanni Sgambati, Mariano Anniciello, presidente Arci Napoli Aps, Antonello Sannino, presidente Antinoo Arcigay Napoli, prevede azioni sinergiche e condivise a partire dalla contrattazione, passando per la formazione rivolta a delegate/i sindacali (Rsu/Rsa) , ai quadri sindacali, agli operatori e ai datori di lavoro fino alla organizzazione di una rete di servizi e di sportelli di ascolto e informazione per supportare lavoratrici e lavoratori discriminati.

Nel protocollo UIL, ARCI e ARCIGAY Napoli è prevista anche la condivisione e il lancio di campagne di comunicazione e sensibilizzazione sul tema.

Il protocollo rafforza e ratifica un cammino già condiviso da tempo tra UIL, ARCI e ARCIGAY, attraverso strumenti ed azioni mirate ed efficaci perché siamo convinti che con la sinergia e la condivisione delle nostre conoscenze, professionalità ed esperienze si possano ottenere risultati migliori per contrastare odio e discriminazioni in primis nei luoghi di lavoro ma anche nella società”, è quanto affermano Sgambati, Anniciello e Sannino.

Presenti alla conferenza stampa di presentazione e firma del protocollo la segretaria regionale della UIL Campania, Camilla Iovino, Stefania Giunta, responsabile del Coordinamento delle Pari Opportunità e Politiche di genere della UIL Campania, Virginia Verrone, responsabile sportello Mobbing e Stalking della UIL Campania.

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Ritmica, Sofia Crispino della Veseva campionessa del Sud

Un weekend di successi per la società sportiva Veseva di Torre del Greco che ha disputato la zona tecnica allieve Gold della Federazione ginnastica d’Italia, sezione ritmica, al Palatrincone di Pozzuoli: Sofia Crispino, classe 2014, si laurea campionessa del sud Italia di ginnastica ritmica, in categoria allieve 4 Gold, conquistando il pass per il campionato nazionale.

Sofia, allenata da otto anni dal tecnico federale Leonilde Balzano, si è imposta con un punteggio di 41,750, eseguendo in pedana due splendidi esercizi – palla e clavette – superando le migliori ginnaste provenienti da Campania, Puglia, Calabria, Molise e Sicilia, appartenenti della zona tecnica 5. Nella stessa categoria, Allieve 4, si ferma ai piedi del podio Annalisa Di Donna, 12 anni, già campionessa italiana in specialità fune. Stacca il pass per il nazionale la più piccola del gruppo gold in forza alla Veseva Gaia Ientile, classe 2017, nella categoria Allieve 1, con gli esercizi di fune e corpo libero. Buone esecuzioni e tenuta di gara per le altre individualiste della società Daria Pernice, e Alessandra Vitiello, rispettivamente Allieve 2 e Allieve 3.

“Sono soddisfatta del lavoro svolto con tutte le mie ginnaste – sottolinea l’allenatrice Leonilde Balzano – una crescita costante in uno sport che richiede passione e dedizione per scendere in pedana concentrate e dare il massimo”. Il prossimo appuntamento per Gaia Ientile e Sofia Crispino è il campionato nazionale Gold Allieve che vedrà le migliori 24 ginnaste di ogni categoria fronteggiarsi in pedana al Patricalle di Chieti il 18 e il 19 aprile.

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