04 Gen, 2016 | Comunicare il sociale
ROMA- L’arrivo del maltempo, con pioggia e vento hanno favorito la riduzione delle polveri sottili. La morsa dello smog ha stretto d’assedio le nostre città. Per diversi giorni i livelli di esposizione dei cittadini agli inquinanti nell’aria sono rimasti elevati e ancora ben oltre le soglie consentite dalla normativa. Situazione che difficilmente sarà risolta solo con gli interventi sporadici che le amministrazioni propongono in fase d’emergenza, tra targhe alterne, blocchi del traffico, mezzi pubblici gratis e nessuna politica concreta e lungimirante. Solo mettendo finalmente mano a nuove politiche di mobilità incentrate su trasporto pubblico locale, treni per pendolari e mobilità alternativa potremo raggiungere migliori livelli di vivibilità e liberare i nostri centri urbani dalla cappa inquinante che contribuisce all’aumento di gravi patologie respiratorie, soprattutto nei bambini, e cardiovascolari negli anziani. Legambiente mette a punto 10 proposte al Governo per garantire una migliore qualità dell’aria e della vita nelle città.
-Auto privata ultima opzione per muoversi in città. Approvare un serio Piano nazionale antismog in cui il governo assuma un ruolo guida importante, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città. Il piano deve prevedere target di mobilità a livello urbano per arrivare entro 2 anni ad una quota di spostamenti individuali motorizzati al di sotto del 50% del totale, per arrivare nel giro di 6-8 anni sotto il 30%. Occorre infine una verifica dei piani di risanamento dell’aria delle regioni e delle principali città per garantire un’uscita dall’emergenza entro i prossimi cinque anni.
-1000 treni per i pendolari. Sono stati annunciati nel 2006 dal Governo Prodi, che fece sperare in una nuova politica dei trasporti, ma non sono mai arrivati. Intanto i disservizi, l’affollamento dei convogli e il forte disagio per chi viaggia, porta sempre più persone a scegliere l’auto per gli spostamenti casa-lavoro.
-100 strade per la ciclabilità urbana. Cofinanziare (insieme a Comuni e Regioni) la realizzazione nelle grandi città di un primo pacchetto di nuove corsie ciclabili lungo le principali direttrici di mobilità all’interno dell’area urbana che consentano spostamenti in bici sicuri ed efficienti e costituiscano una valida e attraente alternativa all’uso dell’auto privata.
-Ridurre la velocità a 30 km/h. Imporre a livello nazionale il limite di 30 km/h all’interno dei centri abitati, con l’eccezione delle principali arterie di scorrimento, con effetti sulla riduzione dell’inquinamento atmosferico e acustico e benefici sulla sicurezza, riducendo notevolmente gli incidenti.
-Chi inquina deve pagare. Prevedere, con una disposizione nazionale, l’estensione del modello dell’Area C milanese a tutte le grandi città e con una differente politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all’efficientamento del trasporto pubblico locale.
-Stop ai sussidi all’autotrasporto per migliorare il TPL. Dal 2000 al 2015 sono stati dati circa 400 milioni in media l’anno all’autotrasporto e anche per il 2016 gli aiuti diretti e indiretti saranno pari a 250 milioni di euro. Chiediamo che tali risorse siano, al contrario, destinate ad incrementare e migliorare il trasporto pubblico locale e il servizio per i cittadini.
-Fuori i diesel dalle città. Limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello della città di Parigi: entro il 2016 divieto di circolazione di tutti i veicoli euro 0 ed euro1, e dei diesel (auto e camion) euro 2. Entro il 2017 divieto esteso a diesel euro 3 e poi a crescere sino a vietare nel 2020 la circolazione dei veicoli diesel euro 5 (quelli venduti sino ad oggi).
-Riscaldarsi senza inquinare. Vietare l’uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Obbligo di applicazione della contabilizzazione di calore nei condomini in tutta Italia a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Obiettivo del 3% all’anno sulla riqualificazione degli edifici pubblici e privati per attuare il piano europeo per ammodernare o ricostruire l’intero patrimonio edilizio entro 30 anni.
-Ridurre l’inquinamento industriale. Applicare autorizzazioni integrate ambientali (AIA) stringenti e rendere il sistema del controllo pubblico più efficace con l’approvazione della legge sul sistema delle Agenzie regionali protezione ambiente ferma al Senato da oltre un anno.
-Nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto. Applicare immediatamente i nuovi criteri di prova di omologazione per i veicoli immessi sul mercato, con verifica su strada e dichiarazione obbligatoria dei risultati reali di consumo e di inquinamento risultanti.
di Redazione
29 Dic, 2015 | Comunicare il sociale, Corsi 2015/16, Formazione
NAPOLI- Il contrasto alla violenza di genere è possibile solo con il coinvolgimento in rete, insieme ai centri antiviolenza e a tutti gli attori che a vario titolo si occupano delle vittime di abusi e che si muovono nel campo dell’ informazione, dell’ educazione, della prevenzione e dell’assistenza. Ci riferiamo alle istituzioni (sanitarie, sociali e della sicurezza) ma anche alle associazioni di volontariato ed ai semplici cittadini, testimoni più o meno diretti dei fenomeni di violenza. Obiettivo del corso di formazione “La risposta alla violenza di genere contro le donne. Le conoscenze di base per l’intervento nella violenza familiare“, promosso da CSV Napoli nell’ambito dell’offerta formativa 2015-2016, è di fornire ai partecipanti una prima informazione per sviluppare le competenza al riconoscimento dei casi di violenza soprattutto intra-familiari e individuare le corrette modalità di approccio e di rinvio ai Centri/Servizi esperti. Il corso partirà il 25 gennaio 2016. Per partecipare è necessario compilare l’apposito form online entro e non oltre lunedì 11 gennaio.
28 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA- Un milione di euro, tre fondazioni promotrici, numerosi partenariati territoriali impegnati a individuare e sperimentare risposte nuove all’investimento a favore dei bambini di 0-6 anni, in particolare di quelli in stato di povertà: questi i principali dati del nuovo bando nazionale Infanzia, Prima. Dopo tre anni di implementazione del Transatlantic Forum on Inclusive Early Years in Italia – forum volta a diffondere e stimolare l’investimento nella prima infanzia con un particolare focus sui bambini appartenenti a famiglie in situazione di rischio o in condizione di disagio e povertà – Compagnia di San Paolo, Fondazione Cariplo e Fondazione con il Sud, con l’accompagnamento scientifico di Fondazione Zancan e in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, hanno deciso di inaugurare una nuova fase dell’iniziativa attraverso la promozione in modo congiunto e coordinato del bando nazionale Infanzia, Prima.
Il bando consente a partenariati territoriali e progetti esemplari sviluppati in diverse aree italiane di sperimentare soluzioni altamente innovative di investimento per la fascia di età da zero a sei anni, con la possibilità di mettere a punto servizi e offerte potenzialmente rimodulabili su altri territori, capaci di generare meccanismi di partecipazione attiva dei soggetti coinvolti e quindi di contribuire alla loro sostenibilità nel medio-lungo termine e con un impatto sociale effettivamente misurabile su bambini e famiglie dei territori interessati.
Le idee progettuali relative alle sperimentazioni nell’ambito del bando devono essere presentate via mail al seguente indirizzo: bandoinfanziaprima@compagniadisanpaolo.it.
In una prima fase le fondazioni promotrici raccoglieranno, idee relative a sperimentazioni innovative sui temi dell’educazione e della cura della prima infanzia, secondo le caratteristiche e i criteri indicati nel bando.
Seguirà una seconda fase che consentirà agli enti promotori delle idee selezionate di mettere a punto tutti i dettagli della sperimentazione che intendono proporre nell’ambito del bando.
Durante questa fase, verrà assicurata, ad opera di Fondazione Zancan, ai promotori di ciascuna idea progettuale un’adeguata attività di accompagnamento, formazione e assistenza, al fine di sostenerli nell’elaborazione di un dettagliato e completo progetto.
La data di scadenza per la presentazione delle idee è il 15 febbraio 2016.
DOCUMENTI
28 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
NAPOLI- Sperimentare nuove pratiche di welfare territoriale, ovvero percorsi di responsabilizzazione competente del territorio a partire dalla comunità, non più intesa come bacino di utenza caratterizzato da forme più o meno gravi di disagio, ma come attore sociale che si rende collettivamente capace di analizzare la propria situazione, ne riconosce i bisogni e si mobilita per il cambiamento. Questo è l’obiettivo del “Bando Agenzie di cittadinanza 2015“, nato dalla consolidata collaborazione tra CSV Napoli e Comune di Napoli. Si tratta di un’opportunità per rafforzare i legami territoriali e le molteplici espressioni di cittadinanza attiva al servizio della comunità locale, per favorire lo sviluppo delle “Agenzie di cittadinanza” in ciascuna delle dieci Municipalità, con l’obiettivo di valorizzare le risorse e le competenze del territorio per incrementare la partecipazione, la cooperazione, le esperienze di auto mutuo aiuto e ad attivare forme di aiuto leggero a fasce sociali a rischio. Il bando rivolto alle organizzazioni di volontariato di Napoli e provincia in rete con altri soggetti del Terzo Settore, prevede un finanziamento pari a Euro 650.000.
GRADUATORIA BANDO “Agenzie di cittadinanza 2015”- Di seguito si comunicano gli esiti della valutazione dei progetti presentati. La graduatoria indica i progetti distinti in base alla municipalità e non in base al punteggio ottenuto. Per i progetti approvati le organizzazioni proponenti saranno convocate per un incontro di progettazione esecutiva che sarà propedeutico alla firma della convenzione ed alla consegna della documentazione necessaria per l’avvio delle attività. Per i progetti non ammessi o esclusi in sede di istruttoria formale, le organizzazioni proponenti potranno inviare una mail a progettazione@csvnapoli.it per chiarimenti e per conoscere i dettagli sui motivi di non ammissione o esclusione.
CLICCA QUI per la Graduatoria 2015
28 Dic, 2015 | Comunicare il sociale
ROMA- Greenpeace racconta il suo 2015 con le immagini più significative dell’anno che si sta per concludere. Dodici mesi importanti per i “Guerrieri dell’arcobaleno” e per tutto il movimento ambientalista globale, con numerosi traguardi raggiunti da chi si batte quotidianamente per la tutela del nostro Pianeta. Dalle proteste globali che hanno convinto Shell ad abbandonare i suoi folli progetti di trivellazione nell’Artico, alle attività dei volontari di Greenpeace Italia, mobilitati in tutto il Paese per chiedere un futuro di energia pulita e ribadire un fermo NO ai piani fossili del governo Renzi. Dalle spedizioni sulle vette più remote del nostro Pianeta, per chiedere alle industrie tessili di non utilizzare più sostanze inquinanti come i PFC, alle azioni dirette e non violente per un’agricoltura più sostenibile o a tutela dei nostri mari, minacciati dall’avanzare delle trivellazioni offshore, dai cambiamenti climatici o devastati dalla pesca eccessiva e distruttiva. Dodici mesi che hanno visto crescere il movimento globale per il clima, con centinaia di migliaia di persone scese in strada in tutto il mondo durante la COP21, per spingere i leader mondiali a raggiungere un accordo, poi arrivato, per contrastare i cambiamenti climatici in atto. Un punto di svolta, anche se il testo approvato a Parigi è stato annacquato dalle lobby dei combustibili fossili e contiene diversi punti deboli.
Ma anche un 2015 di attività a protezione delle ultime foreste del Pianeta, decimate dalla deforestazione causata dal traffico di legno illegale, dagli incendi e dall’espansione di monocolture industriali. Infine, un anno che si conclude con il supporto di Greenpeace a Medici Senza Frontiere al largo dell’isola greca di Lesbo, per cercare di portare in salvo chi, disperato, scappa da guerre e conflitti sanguinosi.«Inorriditi dall’interminabile crisi umanitaria nel Mediterraneo, siamo stati costretti a intervenire in tutti i modi possibili», spiega Alexandra Messare, direttore di programma di Greenpeace Grecia. «Fuggire da conflitti, povertà e violazioni dei diritti umani nei paesi di origine, nella speranza di una vita migliore, non è un crimine. Crediamo che chiunque debba fare il possibile per fornire aiuto se ne ha la capacità. Abbiamo messo a disposizione la nostra esperienza marittima in questa collaborazione con MSF nella speranza di salvare più vite umane possibili», conclude Messare.